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Full text of "Annali d'Italia dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750 Tomo Sesto"

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ANN ALl D' IT ALIA 


DAL PRINCIPIO 


DELL' ERA VOLGARE 


SIN 0 ALL' ANN 0 175 0 . 



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ANNALI D' IT ALIA 
DAL PRINCIPIO 
DEL,L' ERA VOLGARE 
I 
SIN 0 ALe ANN 0 1750. 
COMPILATI 
DA LODOVICO ANTONIO 
MURAT'ORI 


CO L L E PRE F' A Z ION L C R I TIC H E 


Dr GIUSEPPE. C.ATALANI 


Prett deft" Oratorio di S., Girolam() del/a' Carità J 
E eOL PROSEGUIMENTO Of DETTI ANNALl 
i' J N O. A G L J. ANN I PRE S E N T I., 


TOMO SESTO 


Dali? Anno. 1001. dell' ERA V olgare. fino all' Anno
 '1170.- 
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IN L DC'CA, 
IDCCLXIII: 


1I .
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Per- V' I NeE' N 2' 0' C' I U N TIN I. 
C' 0 N Lie E N 7 A DE' J' U p. E RIO R I 
A fpcic: dì GIOVANNI RICCOMINI._ 



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ALL'ILLUSTRISSIMO SIGNORE 
CARLO GIOV AMBA TIST A 
CACHERANO MALABAILA 
 


CONTE D' o SA,SC 0 , E DE'CONTI DI CANrARANIl, COAZZOLO. 
BRICHERAS/O, E ROCCA D' ARAZZl, 


Ace A DE M Ie 0_ I P PO CON D R I A Co 
DETTO AM ILETE, 
ED 
ACCADEMfCO IMMOBILE 
DE T T 0 I L SOL I TAR I 0, 


PAT R I Z I 0 D' A S T I. 


s. L. B. 




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lor dai 
orchj alla pu- 
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 bllca lllce 11 fell:o V olu- 
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, I1;J. 

1 me del1'erllditÌflìlllO Mll- 
rarori efcir dee, dllbbio 110n v' 11:1 , 
clle'1 gradin1el1to degl' Iftorici, e 
a 3 Let- 



Lcttcr
lti ripetcre (lel1ba e rifclIO- 
tcre. QUilldi e, chc ardil
nel1to 0 
tracotall za (leffillir 11011 fi poíI:'1 di 
clli fotto tlllalclle aufpicio pOlle- 
rofo (Ii raggllardevole Soggetto 10 
, incl1ini, 11011 n1ello che flllla fì.()11- 
te d' efiû V OllllllC un qllalcllc pre- 
[celro , e prcllifti11to N0111e, per 
Oglli grado e titolo clliarifIÌ1110 ne 
Ílnpri111a. Se così è, ell a quale 
111ai 0 pella Nobiltà pill terfo, 0 
pella perfllicacia pill ele\7ato,0 l)er 
Ie Scicllze pill erllLlito Soggctto 
11111iliare dovrò io c cledicarlo, 'fc 
nOll a V oi Illllftrifs. Sig110re? Sì, 
cl1e, fellZ' altro, COlI pienezza di 
coraggio ri\rerentiflìn1o a dClli- 
carvclo n1' accillgo; giacchè col- 
le voftre opportlll1e riflefIìol1i, 
ell erudite) c fcientifìclle, t1pete 
cd 



ed ;tpplalldir f011datamente alIa e- 
rudizione dell'Opra, e garal1tir po- 
deroL1mente col fregio onorato 
de' voftri titoli 10 fteffo 'T olullle , 
cl1e da tIn tale duplicato cllia- 
rore irraggiato viel1e e 11obilitato. 
E COine l1Ò? Siete pur V oi qllel 
d' effo, clle. COIl erudita pel111a e 
fil1ceri il1chiollri, de'voftri grand' 
A vi .Ie geIla IUll1il10fe e l' eroi- 
co Al1ilTIO fulli onorati V 011II11i or 
or vergate e COlllpilate? Siete PUI 
V oi , clle de i \Tetufti meriti deglí 
ftelIì vo!tri Afcendenti nllmerofÌ 
carico n' al1date ell onufto? Siete 
pllr V oi, cl1e Ie orIne gloriofe di 
lluelli direttàll1eIlte feguite e cal- 
cate? Clle dovrò io dUl1qlle aggill- 
gnere piu di qllello, clle V oi Jette 
rato, V oi faggio, V oi dotto> V oi 
Vll"- 



virtl1ofo d' eili l1C 
lll1ate raccoglie11- 
lio, {e qlleito fteífo a voi l11edc- 
filno gloria aggiuglle a gloria, vir- 
tù a virtù; giacchè, 11011 per j

t- 
tallza 0 vanagloria, (barbari igl10- 
ti n0111i all' Ullliltà e modeftia va- 
ftra) llla per l11ero e puro fubli- 
tIle fel1tin1ento 0 d' illlitaziol1e 
il1 V oi fteffo, 0 (1' efenlpio a Po- 
ircri tal Opra COll11llenlievoie an- 
date diligeIltal1do e coitrllendo. Si 
filIi pllre chi l1a pllpilla di 1Ile pitl 
acuta e cofta11te nell' Eroifrllo d.c' 
voftri Predece11ori, che io collo 
gllardo nlio debole e fioco, 
Lb- 
bagliato ne rilnango e COJ1hlfo. 
COlI ciglio però per 10 ftupore 
Î11arcato, nò, 11011 poffo. a Jllel10 
di nOll riandare di volo, per ta- 
cer di tant' altri, la invi(liata ferie 
delle 


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delle virtù e nlorali e fcientifiche, 
l 1cr ) Ie qllal i 1'IlI1111rifs. e per Oglli 
titolo ornatiflÌn1o Zio v
ftro .pa- 
terIlO, dopo refo, fenoon dall' Ar- 
tico Polo all' Antartico, almello 
dall'11110 all' altro liclo de i valicati 
Mari il fll0 110I11e celeberrimo, 
llleritò la Carica decorofiilillla del 
Grall Priorato nel nobiliiIÌll1o e- 
q1leftre Ordille Gerofolimitano: 
nella q1lale, gli adattino altri gli 
ollori degli anticlli Nazzarei l1e1la 
Divilla Scrittura lloverati, oppure 
l' elogio di qllefti, clle nel q1larto 
. de'TrellÎ di Geremia ftà regiftra- 
to, çlle io mi contenterò foltanto 
d' amll1irarlo, quale ancor vivellte 
tant' altri pria di IDe, COIl edifi
a- 
ziolle 10 ricollobbero, cioè, clle 
de' Config
i ftelu Val1gelici fe pre- 
cet... 



cetro e legge al gloriofi!1Ì1110 flIO 
Vivere. Viva dunque" e da li11g
la 
ill 1.il1gua coftante fi porti (llll' L1
i - 
di gloriofa faLlla la fple11del1te me- 
filoria di sì elevato S'oggetto, che 
io in t;.1nto nOll pafièrò fotto fi- 
lellzio Ii giul1:i encornj de i coflli- 
Clli Fratelli voftri viventi, iquali 
daIl' orine de'loro Maggiori lIon 
lleclinalldo, e da. COll11l1el1Jc i11-' 
fig,lliti l1ello ftelf() 110bilifIÌll10 Or- 
dil1e., e dalle Regie nlilitari Divi- 
fe cOl1decorati, a qllella, glorioJ:1 
lucta. a gran. paffo al1clal1o 
 alia 
qllale la Coftanza, e.'1 Valore, la. 
VirtÙ, e la Gloria velocemente 
lì cOJIdllcono. 
. Segllite pur dllfi(lue" Illuftri (s. 
Signore, nella il1traprefa COll1pi- 
lazlone; e gìaccllè V oi eruditif.. 
fimo 



. 


:61110 l1elle SCiel1Ze, e feliciilill10 
\ 
ancor iiefcifte neUe TraduzioJ1i 
dall'uno nell' altro i
ioma di quel- 
Ie alrre Opere, cl1e il plall!o fi 
meritarono della Repllblica Lette- 
raria, degnarevi l' o.tferra gradire 
 
e la Dedica di quefto e per !'erll- 
dizione, e per l' lltilità comune
 
fempre degno del voftro riguardo, 
plaufibile V olllme di sì ornata 
Iftorico 
 le ClIÎ Opre merÎterallllo 
fempre il poffente Padrocinio V 0- 
itro " ficconle degne fono del V 0- 
Itro genriliilimo gradinlento. E 
fenza pi.ù, permettere il vanto all- 
che.a me di offerirvi ill lln c.ol V 0- 
lume ifteífo quella Ubbidiellza, 
clle 'renda felici i giorni miei, e- 
fercitandola con quell'inalterabile 
profondo rifpetto, C011 Clli Ii pre- 
gla- 



giatiffimi voftri Comandi uniti al 
poffentiffimo Padrocinio V oftro u- 
milifsilllamente imploro. 


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PRE- 


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PREFAZIONE 


DI 


GIUSEPPE CAT ALANI 


AI VI. Tomo deli' Edizio1te Romana. 


D De fono gli Articoli nel Giornale de' Letterati per 
l' anno 1746. ne' qua1i il diligente GiornaliUa Ro- 
mano a lungo confura quanto egli ha creduro., che 
in queUo Torno YI. degli Annali d' ltaIia il All/- 
rotori abbia fcritto in pregiudizio della Sede Apofiolica, e 
de'Sommi Pomenci. Ecco il fuo difcorfo nel primo Ani- 
colo., ch' è il XXXII. pag. 2.96. e feguemi. 
" In quefio Volume comengonfi 170. anni dal 1000.aI 
." 1171, cioè daII' anno teno di SilveUro II. e ultimo di Ot- 
" tone Ill. al 13. del Pontefice AielTandro III. e 17. deIl'Imp. 
" Federigo I. Noi riferir
mo in queHo Anicolo folamentc 
" il Secolo Undecimo., sì per la gran correlazione., che ha 
" col paffaro, e sì .mcora per fep<\rarlo da'tempi migliori 
" della Chief:t di Dio. Quefio Secolo fu veramente il più 
" infclice, ch' ella provaHe giammai: poichè alla prepotenza 
" de' Signori Romani, fpecialmenre dc' Conti Tuícolani, H 
" aggiunfero Ie:: derdiabili lìmonie, Ie im'eitirure pretefe da' 
" Sovrani, Ie incontinenze de' \' efco\'i., e del Clero; gli fci- 
" froi, 1c ribeIliof1i di gran parte delle Cinà d'lralia, e per 
" confegueme Ie novelle piccole Signorie, e fopra tutto Ie 
" orride guerre tra '1 Sacerdo"lio., e l' Imperio. 
" Una tela per tante, e sì varie, e fovente intcrrone, 
" 0 raddoppiare fila intrigatilIìma; a cui s' aggiunf;e b non 
" mediocre confufione per la frequenza de'documcnti o:-dl- 
" nariamente difetcolÌ nelle D.1te, Ie quali fole quart femt'r
 
" s' adoprano in prova 0 di Cronologia, 0 di Genealogie, 
" non è m,Heria lb cli1uridarfi agevolmente i;l un bre\'e e:hat- 
TonI. VI. b" to. 



x 
" to. Perciò noi feguendo ciò che ha connefiione co'Tomi 
n antecedenti
. andremo parchi nelle alrre cofe minute; e 
" fo10 avrem riguardo a due principali Sovrani d' Iralia, cioè 
" a'Sommi Pontefici, e ai Re d' lralia, che eran q-t1e'di Ger- 
" mania. Oiremmo Imperadori, fe la maggior pane degli 
" avvenimenti non riguardafler quelli, e non queHi. E in 
" [ani in tulto iI Secolo Undecimo non vi turono che 32.. 
" anni d'lmperio divifì in tre Re di Germania; S. Enrico, 
" it quale, coronato da Benedetto VIII. l'anno 10[4. morì 
" l' anno 1024. Corrado II. coronato da Giovanni XIX. l'an- 
" no 1027. fino al 1039. ed Enrico II. di quefio nome [ra 
" gl' Imperadori, e III. fra'Re di Germania, che coronato 
" da Clemente II. l' an. 1046. morì l' an. 10,6. Percbè EI1- 
" rico IV. figlio di quefio, rimailo in età di fei anni, non 
" fu mai I mperadore, benchè fia tale falfamente chiamato 
" nella Sroria, e 10 3\'vifa molto bene il 
ig. Mttratori 
" l' anno 1084. Netta Bafitica Vaticana, egli dice, rice- 
n vette Arrigo datle mani del {acrilego .Alltipapa ia Co- 
n rfJlla Imperiale, e it titolo d'Imptrad.pre AuguJlo. TaÜ 
;, it chillmerò anch' io, com
 hanno fatto tanti altr;, quan- 
" tunqtle i//egitimo Imperadore, perchè unto, e coronato 
" da un uft/.rfatlJre del Romano Pont
fìcato. Nondimeno 
" anche a'predetti anni d'Imperio avremo il dovuto riguar- 
" do, benchè lìan più fierili di cofe inrereffanri negli aflåri 
" del Pontificato: mentre fino alia meÜ del Secolo., oltre 
" ]a q
ale appena paifarono, cominuò la prepotenza de'Ro- 
" manl . 
" Prima di tutto bifogna rifovvenirfi di ciò, che fa- 
" viamenre avvisò il Sig. Aluratori nel Torno antecedente, 
" e torna ad avvifare in quefio all' anno 10+6. cioè che i Re 
" di Germania niun diritto aveano jòpra la Città, e [att; 
" dj Roma. Perciocchè, quantunque egJi dica. all' an. 101 t. 
" Che anche Arrigo 1. di queflo nome fra gt' Imperadorz, 
'" godej(e al pari de'fuoi Prcdeceffori la jovranità in Roma, 
" 7i raccoglie dat fuo nome enu1Jziato con quetJ n de' Papi 
" ne/le monete; contuctociò da femplice congenura, già 
" moHrara falra dagli Erudiri, 10 argomenra, e a niuno degli 
" altri due dà tale onore, moHrando anzi ]a fovranità ne'Pon- 
" tefici: fovranirà per ,alrro aHài ]imitara, perchè troppo di- 
" fiende quella de'Re d' Italia. La parte Boreale in fpecie 
dello 



XJ 
" dello Stato EccIefi:-'1ico, 0 fia per 1'impegno di foftener 
7' ciò
 cae ne ha fCritto per l' addietro, 0 perchè più 10 in- 
" .re-reHì, l' anribuifc.e tutt
.ai Re d' lra1ia. Se J;oi 10 pro vi , 
" a :1oi non fÌ afpetra di p:iudicarlo: noLtro uffizio è di ri- 
" ferir diligePrememe i fondamemi da lui poni a tale effetto . 
,. Q!1dH all' apparenza fono i migliori., chc: lì prarichino 
" neU' arte, fe pure fono abbattanza folidi, e irnmobili. Co- 
n mincia dal disfar quei, su cui s' appoggia i1 diritto <3clla 
" S. Scde. Legge egli, e rileva alcune parole di VitmaTO, 
" nè 1etr
, nè rilevare dal Cardinal Baronio, nè dal 'P a
j, 
" e fan queile: Rex flel1riclls Il 'Papa Benedjfio, qzti .t
1JC 
" præ c
ter.is .A1Jtecf..{foribtlSfUis maxime domÙlIlbatttr, 'tJ2e1l- 
" ft Febrttario Ùz 'V,'be Romulea cum in effllb ili bonore (Ù- 
" flipit 1 r. Sopra Ie ql1ali parole 'co
ì va cong
tturan.io: A 
" mio credere vtwJ dire, che i Romalli a.veano per I1wlti 
" ann; a.ddietro ritagtilltll di motto I' attforiÚì: tempora/e 
" .dK' Papi Í11 Roma; ma da che Papll Benedetto ebbe {tata 
" r;corfo al l!-e Arli$o, e ft. tie tornò a RO'7Ja; per palil'a 
" di e./fo Re I potentl ROrlM,ll1 (chefn/'zll gtlel fren() Ii fa.- 
" realto bllUare Il /01" vogiill) do'vettero cederg/i ill [,TliJIl, 
" ch' egli efèrcitalfe pit's Iii molti [ltO; Antecej{or; la SigIJO- 
." rid. Ofptlre gJi Ottolli A1lguJli, e mllJlimamnlte, per 
." quanto ;0 VO fò,[pett4ltdo" it Terzo, Ilv
ano accorciato 
" lion poco it temporal domÙÛo de'Romani .po11 tejici " COIl 
" a.verto poi ricupe1"ato it fitddetto Papll Benedetto VII I. 
" dat piiJjimo lmpcrndore Arrigo regl/a.ltte. Già i Letrori 
" bene Htruid dal medelìmo 'Dltmaro, da Glllhro'l e dagti 
" altri Amori amichi preno il Cardinal Baronio (1l1J. 1012.. 
" 
 fèqq.) Canno, che Benedetw cacciaw di ROffia dall' An- 
" ripapa (j-regorio., ricorfe a S. Enrico, il q uale venne a ri- 
" itabilirlo ful trono, a1 che fi riferifcono queUe parole: mo. 
" ciò nOlI c' Ì11terrompa il fito . 
" Indi richiama III pinza EfPofiziolle f!)c. colla cui au- 
" torità dichiara copia in forme la Donazione di S. Enrico. 
" riferita dal Card. BllrollÌo a queU'anno .1014. e gli dà millt:: 
"ecce.zioni; e veramente s'accorfe ancheilPagi, chev'è 
" una volta nominaro Lodovico Pio, e ve 10 credè aggiun- 
" to; rna ne1 rimanente nOJ:} ha che ridire: adopra poi an- 
" che in teilimonio il P. .Alabi/tol1e, il qual corregge negli 
" Annali la Cronologia del Card. Baro11Ío con queUe chia- 
b 1. " riiIì- 



XlJ 
" riffime parole: Ba,'ol1ÏtLS ad hoc tempus rt'vocllt privi/e- 
,. gi/tm R. E. ab eodem Imperatore COllCe.lrUm. At fubfcri- 
,_ ptiones quædllm fatis oflendrl11t, hoc effe pnßeriorlS tem- 
u .IorÏ.t, qlÛppt C1Û fubftribit Richardru Abb4S FutdulfÙ, 
", qrlÍ vix aNte tl1lnttm IOU,. hllnc Prtefelluram in;;t. AIle 
" quali parole non ci par che convenga queUa illazione del 
" Sig. AJurafori: Così co/ta fua fllitll mndeflill quell' ;11- 
:), /ìgl/
 letterato: volendo anch' egJi {ìgnifi'care, che i/ Pri- 
" vilesio fuddetto è fin to , oÞpure interpo/ato: mentre que- 
" fio mfìgne ]etteraro non prerende altro con quel nuovo 
" ]ume della Prefettura di Riccardo, che differire agli ul- 
" timi tempi di Benedetto VIII. e di S. Enrico, che amen- 
" due morirono r anno 102.4. it Privilegio: cora che cor- 
" rirponde aIle conquiHe di S. Enrico poHeriori al 1014, 
" in cui ]0 coJIocò il Card. Baronio; non perchè ivi s' avef- 
" fe a Habilire, ma perchè, eHendo fenza Data, non 10 
:), fcppe determinar più a quefio, che a quell' anno. Onde 
" i Documenri, che il Sig. Afttrafori adduce Il!t' Ilnno 102..2.. 
" 
 ftqq. non !t oppo
gono 
ltrimenti ad un Privilegio, 
" che fecondo II Alabtllone non era ancora conceduro. 
" Si aggiunge, che rai documenti riguardano il Regno di 
" Napoli, di cui, come or ora vedremo, egli accorda dopo 
" 3 0 . anni iI dominio alia S. Sede: ma perchè ha credmo 
" d' 
bbauere i fondamenti, fu cui s' 
ppoggia, 10 ]afcia in 
" ana. 
" Al Privilegio di S. Enrico unifce Ie Donazioni an- 
" teriori di Carlo Magno, e d' Ouone 1, contro aile quali 
" dappenurro Ii dichiara, come vedemmo nel 'romo' ame- 
" cedente: e in fpecie all' anno 1017. deplora la perdita de- 
" gli originali, dicf'ndo, effere Ie copie !òggette a molte al- 
" terazioTJi jècondo il bifogno, e I' Í1lterel/è d('lIe pClj01/C, 
" e che 1101t porgonfJ effe bajìmlte /tlme pt'r quieta,. t' I1Jtel- 
" /etto. Semenza aílài nO[abile, rifpeuo a' fondamemi, fu' 
" quali egli appoggia Ie fue opinioni, e congerrure, dopo 
" aver potH in mala fede quei della S. Scde. Perciocchè 
" egli indiflèrentcmeme adopra e copie, e documenri edid 
" da Auwri di poco nome, e di niun,t critiCa in fuo van- 
" taggio. II Cron1co di Farfa ha prefio di lui la maggior 
" autorirà. Eppure fi dichiarò cgli medefimo, quando 10 
" pubblicò rra gli Scrittori ltalici, che queHo era un
 co- 
J) PI,t, 



XII] 
" pia, e inveì contro chi non volle dargIi r originale. Di 
" piÜ 
onfe{t1 eg1i medetimo, che è un lavoro di Scifmatici, 
" e dice all' anno 108 I, che gue'Monaci p,mto non bada_- 
" vano Ill/I fl:omrmiche POlltificie, e t
mlero ftmpre CStl 
" e1!o R
, perchè quelto 
rll lvJonipero R
gllte, 0 Jill Im- 
" periale. 
 due anni dopo parJando d' un Diploma di e(fo 
" Arrigo fconlunicato, in cui Ii confermano i beni, e pri- 
" vilegJ del MoniHero, così fi efprime: f?2.!ec'Monaci rico- 
" 1/-ofávllno Il/Jora per Papll GrÛberto, 
 tenevano fllido 
" if partito d' Arrigo. Non faranno dunque flate Ie carte 
" di quel MoniHero fog-gene a moire alter"zioni, e avranno 
" baHante 111me per guierar I' intellerto? Eppure egli all' an- 
" no 1051. avea riferite Ie feguemi parole d' altro Cronico: 
" Subiacenfts ad ft C011vocavit (S. Leone IX.) in AJo/la- 
" fle,.jo, flt/Ort/Tn f!) reqtJÍrelts Í11flrll7nenta chartllrte1'lJ, '110- 
" tllvit fa(fijJìma, f!) ex mag ' la parte ante ft ig11e cretJIllri 
" fecit: con aggiungervi gueHa fua fentenza: Vi quefle 
" merci 11011 fiero/iO privi 1mll volta Illtri Al01tifter), e Chie- 
"ft. II che fill detto jhlza pregiudizio de gli i1t1lt/merll- 
" bili aftr; artefttici -DOCllmeJlti, che ß trovano lle'loro 
" Archivj. 
" Nùi tcnghiamo per certo, che i Lettori primierameme 
" dubireranno forte di tutti i documenti del Cronico di 
" F,.rf.\, al folo femÍre, che i1 Recipe delle fcomuniche (ci 
" fervia:no della frafe del Sig. ltfterlltor; an. 1038) era per 
" loro di niun fruno: e poi, ficcome non avranno comodo 
" di vi/itar gli Archivj delle Chiefe, e J\lonillerj, onde ha 
" egli tracti i fuoi documenti, per rifcontrare gli autentici, 
" diffideranno di guei che produce in queHi Annali; e fpe- 
n ciahnente in quetto 1'omo, qualì turti difcrto(Ì 0 neJl'in- 
" dizione, 0 in a1rro carartere di tempi, 0' di perfone: e 
,. Jungi dal doJerft con lui all' anno l083. per eHerfÌ fmar- 
" rico il Diploma d' Arrigo IV. in cui ft confermano i pri- 
" vilegj a \10ntecafÌno; d;\ranno di nuJlità a turlÌ quei, chc 
n s' arrribuifcono a gueHo Principe fcomunicato, ancorchè 
" foflero aurenricÎ, e fÌ maraviglieranno fane, e che i 1'10- 
" niHeri gli abbian conferv
ti, e che Scrinori Cauolici gli. 
" producano al pubblico, come preziofe religuie d' antichità. 
" II Sig. AJu1'llfori, fenza fargti rorto, è uno d'efIì, per- 
" chè niuno ne h<1 tralcuraco. Fin l' anno 1095. dopo aver 
" dichia- 



XJV 
" dichiarato Arrigo nCn1ico del1a Chiefa, e abbandonato 
" da tutti, a ri
erva d' u!1 teoue J?artito di Scifmalici, pro- 
" getta un PlacHo da 1m [enuto In Padova, io .cui accorda 
" la fua protezione al MonWero di S. Giuilina, e un Di- 
" ploma, in cui cooferma i privilegj al Muniltero detla PU'11- 
" pofa Ira Fe.lT:ua e Com
c<:hio. Noi oon ne \'ogli.lmo in- 

, terpretarc hnJHrameme 11 fine.. Conruttociò vediamo, che 
" all' an.oo IOU. coll' aut?rità d' u
 fol
 Catalogo di quel 
" Cromco, che teUè ovmmammo, In CUI lì leggono Duchit 
" e Conti di 
abina, metre in dubbio il dominio temporale 
" di quel .
1
ni,Hc.ro: ,perch
 al Pa
a n<?n accord a PrinÓpi 
" 0 Ducll1 \ atIalh. Ed abblam nOI ollervato, che al Sig. 
" Alllrlltori i Conti 10uo altri 50vrani gli diventano Pdn- 
" cipi, e aU'-()ppoH
 i Prindpi [otto j Pomdici gli di\'en- 
f' uno Conti. ParJa all'anno 101 4, di Beroldo, da. cui di- 
" fccnde la real Cafa di Savoja, e dice così: AI/ora i CO/JtÏ 
" fi::come perp.euIÏ Go",'ernlltori di qtwlcbe Città, elltra- 
" vatlO 11ei 1'11010 de' PrÙlcipi . All' incomro fa\'eJlando di Ri- 
" dolfo farto primo Principe di Benevento da S. Leone IX. 
"l'anno 1053. Allorll, egli dice, i -Papi 11011 concedeva1lfJ 
" Il t lor Vaj[alli il titolo di PrÙlcip
, .figl/
(ìC(l11te in (fllCfli 
" tempi Ul1 SlglJOre iltdipende,Nte, 0 1411 fig/io di Sovrll1to. 
" II Card. Baronio non fapeva CrlueHa erudizione. Per- 
" ciò dà luogo tra' Principi a' Conti Tufcolani, e altri po- 
" tenti Romani, cofa 110n avvenita dal Sig. AJuratori nè a 
" [em
o drgli Ottoni, come íì cliffe a fuo luogo, Ill: a tempo 
" di .corrado 11. l' anoo 1033. ove dice, che Alberico: qtwm 
" mort
 duortlm germa1lorlml 'POlltificl m Bt'IICdi[Ji, atqllt 
" JOIl1t1tis e domo fila Tom 
ficattlm dill rete tfUm egrtdi 
" 
gro Illtimo ferret, ne id fierrt, q
Hm Illitl1n non hllbt- 
" t"et, fititlm quem hllbebat 
tllfe pllert'ftJ, mtllis artibllS 
" ill Petri Catbedr4m ./hlgdÚ reverendam idem Alber 'etls 
" Ì1zt'rujit. Ell vidt's, (jNd./ìllt Il 'ZJrÙJcipibus toler4ltda 
c. 
" Perciò contro ragione fe la prende çon quel Ven. 5crit- 
" [ore, prorompendo in que1h zelante
 m
 inrempelliva cor- 
" rezione: Par
 piutfojlo, cb' e

/i dovej[t rjco,.dare Il'fuoi 
" Elettori di aver gli oah; ftlamel1te II ,])i0 1 e al bel1e 
" dtl/a Chiefà, e ltoll gÙì. alto fplendor d
'" oro') lIè a' pro- 
" prj 'vllllfaggi. Nell' elezione di Bffle-detto lX. 11ilm Prj,J- 
" cipe ebbe mal10. L' oro fit it Prillcìpe J (he fec( eleggtrlo a 
" 
 da 



xv 
" e da fJNeJfo tira1JlIIJ, 
 11011 da violenza di Principe al- 
" Ctl1l0 (ì /llftiar0710 q t>.f!Il" volta Ilhhaglitlre it Clero, 
 Po- 
" polo Romalto. OItre di che tal modo di parlare ci fembra 
" che potra' difpiacere al Sacro Collegio, quanto queUo del 
" 1047. Fu- giuþllmeltfe rimeffll itt pinta tihertà (Jet Clt'1'o 
" Romano /' etezion dt'Sommi Pontefici, che da molti fi- 
" coli- s' ufa, ed è da de/ìd'{!-1:are, che ftmpre duri: ma che 
", Ite/to fteffo tempo cejJìno Ie ftllndttloft Itmghezze de' Con- 
" c/Ilvi, e It private PlljJìoni de'Socri Elettori in Iljfllre 
" di tllntll importllnzll per III Chieja di 'Dio. De\ reHo il 
" Card. Barol1Ïo non fha coil' Imperadore:' parIa d 'Alberico 
" Principe Romano. E ci, accorghiamo, che il Sig. AJura- 
" tl'ri l' ha offervato: mentre fcanfando Ie di lui parole, ha 
" prefe dal Pag; (ItUm. 7.) queUe di Vitrore Ill. da cui 
" è chiamaro il giovane intrufo cujtJfdam A/herici Confu- 
" tis fititu: perchè g1'i è fiato più facile con toglier via 
" quel C01tfu/is, di fpacciarlo per figlio d' un cerro Albe- 
" rico CtJjtlfdam A/herici filius. Eppure non va egli lungi 
" dal' BaroHio, quando termihati i 30. anni di Pomiticato 
" in cafa. di que' Pri
cipi, ?ice .col Afa/me
hu.rien
, che 
" Gregono \ L trovo sì dlfirattl, e defoIatl 1 bem dello 
" Hata della Chiefa Romana, che appena gli refiava da vi- 
" \'ere. ßenchè avelfe derto del primo de' tre Pontefici AI- 
" bericani Benedetto VIIL che col favore di S. Enrico ave
 
" rimeHa in buono flaro b S. Sede:' narrando anche all'an- 
" no 1016. Ia di lui imprefa per cacciar di Luni i Saraceni, 
" e la Lega1.ione da lui fpedita l' anno feguenre- 'in perfona 
" del Vefcovo d' OHia a' Pifani, per animarli a cacciar que' 
" barbari anche di Sardegna', deUa quale ne diede 10ro la 
" invcilitura. l\;ta torniamo a' documenri. 
" Certa cofa è, che fe aIle Donazioni ddla S. Sede 
" opponefIe il Sig. Ab,ratori documemi manifeilameme con- 
" trarj, di chiunquc fi foßero, darebbe almeno contezza de- 
" gli' ufurpatori de'di lei beni. 1\1a per 10 più non fono i do- 
" cumemi, che 5' oppongono aIle Dona1.ioni: fono Ie con- 
" geti:ure" e gli argomenti, che da quelli Ii tirano. E in 
" ciò ha molta facilirà iI noHro AnnaliHa, come quello che 
" fin, dalr etlere andato Federico Arcivefcovo di Ravenna 
" ad incontrar correfemenre S. Enrico l' anno 1004. argo- 
" memò giuramcuto di fedeltà sì di lui, che de' i uoi popoli J 
" che 



XVJ 
" che I' Efal'c,1to fo{f.e incorpot ate nel R
gno d' ftatia, e che 
" non vi avetIero i Papi alcun dominio temporale. Ciò non 
" farebbe già Haw alieno dagli Ardvefcovi di Ravenna, in- 
" tend ft:mpre a fo[trarfi dal dominio Pontificio. Ma Ate/- 
" botdo da lui citato non dice .tanto. All' an. 1010. trova 
" in uno IHrumento d'lngone Vefcovo di Ferrara gli anni 
" del Re d' Italia, e ci avverte tubito: Si offer'vi, come Ùz 
" Ferrllra fò110 cOlltatt g/i amti d' Arrigo Rt d' Ita/ill. Si- 
" milmente l' anoo dopo vuol che s' olIervi iI dominio nella 
" ragguardcvol terra di Monfelice de'due fratelli M::rcheíì 
" Alberto Az'LO I,.e Ugo., perchè vi ten nero un Placito. 
" L' .mno 1061. dice aver uO\"ato in alcuni Diplomi, e Let- 
" (ere d' Arrigo IV. (era fanciullo d' :1nni I I.) Romn1lorum 
" Rex; ,e benchè rifleua, che il titolo è moho pOlteriore, 
" dice, che vuol.lZe:lI
fzcare 'ltttdche -cofa. Una tempiice giun- 
" ta al Cronico Cafauricnfe gli ban
 all'anno 1028. per to- 
" gliere alia S. Sedc il Ducato di Spoleti, t: la 1Vlarca di 
" Camerino, 0 di Fermo. Sci anni dopo un Diploma di 
" Corrado, non originale, nt: copia, ma Hamp3[0 dal Roffi 
" nella fua Storia di Ravenna, che comiene 1'invefiitura del 
" Contado di Faenza, 10 coHringe a conchiudere, che J' E- 
"farcllfo di RtlVell1la erll in 'I 1. e./i i tempi, com
 1l1Jche 
" J' Ilbbiarno veduto per tllllti allni addietro, [otto it do- 
" mÏ1tio immediato de'Re d' 1 flltia, fèllza che apparijèll, 
" ch
 pit
 vi ù-veffero domÙÚo, 0, vi pretende.ûèro i ROYlllln; 
" P011feþci. A quefio ugomenro ne aggiunge un altro 1'3n- 
" no 107)' dicendo, che Arrigo IV. già fcomunicaw, fpedì 
" in Lombardia, e netla \hrca di Fermo, per far deporre 
" S. Gregorio V II. Ma non pill di due anni dopo trova, 
" che i1 medetìmo Sanw Pontdìce fcomunica ncl Concilio 
" Roman'.) omnes Nort!JmaJ1"/os, qui Ùlvadere terram S. 
" Petri tabnraf/t, videlicet .AflZubiam Firrt'altam, 'DitCa- 
" tU1'lt Spotettlfwm, 
 eos, qui Be11eventttm o
/ìdent. Onde 
" trovandofi ,_arenato: Vi quì dice, pltÒ Ilpporire, ch
 III 
" },[ arca di Fenno, o./ìa di Camel'illo, 0 d' Al1cona, e il 
" '])1tcllfO di J'poleti, erallO 0 po.f!edlltj dol/a Cbiefa ßoma- 
" 114, 0 atmell preu/i di fua ragiolle dal P ala: it che come 
" fl./Je fitccedldo, 11011 I' bo potuto fil 1 0rll c!J1loftere. 
" L' avrehbe patuto conofcerc beniffimo, purchè avefTe 
" riconofciutÏ tutti qu<.:' P.\pi bialìmati Jal Card. Barol'tO 
" com
 



xvij 
" corne invafori, efrei'e {hti delb oMura me1dirnJ. di que1 
" Giovanni V cfcoyo di V elle(ri, fauo v
olf'mcmeme elegger 
" da Gregoïio figliuol d' Alberico. Poichè da queflo, che 
n ebbe il fopranome di \1incio, il Sig. ivluratori rrae l'an. 
" 1058. I'origine di Mjnchio1J
. Or te da que'meJdìmi, 
" ch
 dovean ,conferv
rc 10 Seato deUa Chicfa, IÎ facea il 
" poffibilc per diiIìparlo, 0 fi fcrrava!1 gl ì occhj aUe ufur- 
" paziooi; qual malaviglia, fc anLh
 la Dlzione Pomificia, 
" come (a me al(re variis pcffeffa', e.eJ amiffà. partiblls, ge- 
" nera confufione ne' Docum{'mi? II giuHo, c: legirimo di- 
" rino. però fermaro nella divozlpn de' popoli, e oelle Do- 
" nazioni, e loro conferme, e finalmente da' Pontf'fici co- 
n T<1ggiotì e cotianti fatto valere, e da (anti tecoli goå uta, 
" retta 1empre immobile; nè vagliano congeuure, e ammi. 
JJ nicoli pc:r abbancrne i fundamenti, Chi non Ieggerà cor. 
" del compatimcmo all' an. 1079. cioè un 1010 anno dopo 
" fulminate da S. Gregor1o VII. Ie komuniche contro gJ'in- 
" v3tOri del1a Marca -di Fermo, un nuovo argomemo a fa- 
" vor d' Arrigo IV.? Ricava da le(tcra di ello S. Pometice 
" (lib. 9. ep. 1 I.), che At'( igo promeue al Duca di Pugl1a 
" l'inveltitura di quella Marca, fe gli dà una figlia pe-r mo- 
" glie di Corrado tuo primogeniro. E dice }' anno legueme, 
" che il Punrcfi.:e ne inveflì 10 Hello Duca Roberro, ptr- 
" <:hè avea bifog r 1Q del fno ajuro contfo I' Anrip
pa Gui- 
" berto, e percJò lbtpefe i ditIàpori. Ognuno diílingue quì 
" il paJrone Jeginimo d211' ufurparore, 0 da chi ,1nimato 
" dalle poche forze del Ponterice, pre(endeva di efferlo; 
" fuorchè it Sig. Murlltori, it quale cotlame nella fua opi- 
" nione, fin l' anno IlOO. ricava da un p
zz:J di leuera dd 
" Muchete Guarnieri: Ch
 III 1."'1 arCil d' .Al1c01Ja 11011 dh't r ft 
" da qu
/la, che tempo fll erll dtl10millatll ivlal CIl di CIl- 
" merino, 0 di Fermo, "b/'idiva Ill/ora Ill/' Im;erlldore Ar- 
n rigo JV. . 
" Molro diverfo troviamo il Sig. Mur4tori nella parte 
" di Ponente dello Srato Ecclesiailico. Scg'jt: egli coHante- 
" menre it Card. BarIJl1io in ordine al dominio dirct(o dc' 
" 'Pomefici nelle due Sicitie, ed approva 1.1 di lui fone op- 
" poíizione alla \1onarchia, nome vera mente Hrano, come 
" eg1i dice all' an no 1098. E fe per avvemura ti diparte da 
" eíIò a1cuna volta, 0 per non difirugger ciò, che avea pre- 
Tom. PI. (; " ce- 


. 



XVllJ 
" cedentemente afIeriro, 0 per non ammettere: Ie Donazi(JIW 
" ni in dettimcnto delle fue congecture, C opinioni Culla 
JJ parte di Dominio, che abbiamo efaminara; pronuncia poi 
JJ una fentenza così chiara, e cmì al1òluta fulleg
(timo pof- 
" feffo delle Sidlie, che pre vale ad ogni precedente oppo- 
" fizione. Fiffa in primo luogo coil' Ollienfe la venuta de' 
" Normanni all' an. 1016. in Puglia; e dipoi Ii fa veder do po 
" varie vicende infieme temuri per la potenza, e per Ie cru- 
" dehà odiatillimi a tempo di S. Leone IX. III appref10 fh- 
" bilifce iI cambio del V cfcovado di Bamber
a, e alrre per- 
" tinenze della S. Sede in Germania col Pnncipatö di ße- 
" nevento l'anno 1052.. (ra l'Imperadore Enrico 11. e il me- 
" defimo S. Pontefice, il qualc fa ritirare in Benevento, 
h come in Cinà fua, l'anno feguente dopo 10 fvantaggio 
" delle fue armi contra i Normanni . E fina]mente l'an. 1059. 
" accarda l'invefiirura di Pngiia J e C
dabria, c infieme della 
" Sicilia non per anche conquiHata, 1.1 quale diede Nicco- 
" lò II. a Roberto Guifcardo: e accarda alrresì l' altra di 
" Capua, e fuo Principato data dal m
de(Jmo Ponteficc a 
" Riccardo 1. cognato di eff.') Roberto: avvegnache non ne 
" gli accordi il pacifico dominio fino all' an, 1061.. Fa indi 
" vederc il medetimo divcnmo ufurpatarc dopo cinque anni, 
" e rimcffo in dovere da Goffredo Marc:hefe di Tofcana, 
" i1 quale ricupera i fuoi diritri alla S. Sede. ]noltre am- 
" metre a gli anni 1073. e 1089. i giu'tamenti di fedeltà, e 
" Vaifallaggio al Romano Pontef1ce. E fe a turto ciò non 
" ave!Ic aggiunta quell.1 iua appendice, ciaè che a que'cempi 
" tì face va valere la Danazione di Co1bnrino, e che s' eran 
" dati fuor i Diplomi di Lodovico Pio, d' Ottane I, e d'En- 
" rico I. can delle addizioni; quetla parte di Storia non 
" darebbe niente da rid ire ; e 1i potrebbe facilmeme per- 
" donare al Sig. 1I1urlltor; quanto ha fcritto delle altre parti 
" dello 8(aw EccletìaUico, per foftenere ciò, che aveva 
" avanzaro in altre fue opere. 
" Quefia medefima appendice gli ha ancbe difformar3 
n la fopra da noi accennata, e ladata' femenza, perchè Ie 
" dà un p.rincipio fondato al falico fuHe immaginazioni, e 
" opinioni, che mal s' accordano con una veridica confef- 
n iione. Turtavia eccola, qual ella è: Potrebbeft cr
del'
, 
" (be fu tali fi)JJdllmellti !ì pÌt:lJttaJT
 il prÙJcipiD de' d,riui, 
" ,be 


. 



. 
XJX 
" che da allorll fin quà, cioè ptr tauti ftcoli, g(J({e la S
dt 
" .Apoflolicll flpra Ie due Sicilie, neJJe (/,uzli ha ,lllhiJitø 
" U1l4 si Ilfttentica, e giufla. Sovranità, e preftrjzione, 
" contro cui non ji può IllleJare rllgio1le a/crma. Le due fole 
" circofianze vere verifiime di tal fentenza, cioè la fovra... 
" nità, e prdcrizione di tanti fecoli, olrre al manifeilare i1 
" reUo giudizio del Sig. Annalifia in quefio panicolare, ob.- 
" bligano noi a dimenticarci di quama ne ha fcrino fopra 
" ín conn'ario, e perciò non ci lÌamo curari di riferÎrlo; 
., cORtenti folo d' aver prevenmo chiunque Ieggerà queJi 
" Annali. che tune Ie linee, anche non aftàtto rette, hanno 
" queHa fentenza per centro. 
" Avrebbero il fuo pregio particolare tutti i cinquanta 
., anni di regno d' Arrigo IV. tanto va egJi d' accordo col 
" Cård. Baronio, e cogH Scrittori gravi e Carrolici nel mo- 
n ilrarccnc la vera, e firavagante condotta: fe però fe ne 
" toglieJTero Ie date di tami documenti , gran pane de' quali 
" accennammo: mentre ad alrro nÐn fen-ono, che ad inter- 
" romper la Storia, e a dimoilrare incofiante r Htorico, del 
" guale iI vero e fchietro fentimento apparirà da ciò, che 
" quì epilogheremo. n Re Arrigo IV. fecondo il Sig. A-Ju- 
" ?-.f/ori, rimafio in erà di fei anni 1'0[[0 Ia cura deW Au- 
" gufia fua madre Agnefe (12 quale non era queJIa S. Donna. 
" che divenne poi a Roma in tempo d' AlelIandro II.) e 
" deW Arcivefcovo di Colonia fucceffivamente, crebbe nella 
" mala inclinazione, ene' vizj. In età di 17. anni celebrò 
" Ie nozze, contratte vivente il padre, con Berra figlia del 
" Marchefe di Sufa, e in meno d' un anno tenrò di ripu- 
" diarla, con farla paífar per difonefia: onde ne fu fudicia- 
" mente baLlonato da lei, e dalle camerierc, che 10 confi- 
" narono in l.erto pe.r un mere: rant' era ratro, e mal concio. 
" Guadagnò fulla medefima idea I' anno feguente l' Arcive- 
" fcovo di 1\1agonza, affinchè in una folenne Dieta di Ve- 
n ícovi, e Pripcipi fi fcioglieffe il matrimonio. Ma tcmpe- 
" Hivamente arrivò S. Pier Damiani fpedito in prova da 
" AleíTandro II. e gli ruppe Ie mifure. Ad<1lberto Arcive- 
" fcovo di. Brem
 
omplice, 
 autore d:lle d! Jui ,iniquità, 
" fu fuo primo Mmlfiro fino an an. 1072.. Iß CUI mon. L' Ar- 
" civefcovo di Colonia fofiituitogJi non vi reHè un :lnno t 
" e gli Iafciò libero il campo alIa vehdita delle Chide e a 
c 2. " tut- 


. 


" 


. 



. 


. 


xx 
" tutre I'infamie, continuate poi tutta la vita, e manifefiate 
" da Adelaide fua feconda moglie, 'juando Ie riufd I'an. 1094-. 
" di fuggir di Verona, ove la teneva imprigionata. PerCÎò 
" fi refe odiofo prima a' SatToni 'þ e poi generalmcnte a rur(Í: 
-" poichè teneva egli per fuoi nemid tuui i Principi 
 () fa- 
" ceva il pOllibile per nimicarfc1i. Finalmente Alettandro II. 
" fi rifolvè a chiamarlo a rend ere conto de' fuoi rrafcodì, 
" in fpecie dell' Erefia Simoniaca: ma morto il Ponterice 
" niente fi efeguì. . 
" SuccdTe ad AIcíTandro l' an. 1073. S. Gregorio VII. 
" Pontefice efiremameme lodaro dal Sig. Aluratori anchc: 
" prima, e particolarmenre all' an. 1067. quando e{rendo Ar- 
:n cidiacono delta C. R. fi oppore sì vivameme aUe preten- 
" fioni de' Principi neU' elezione del Romano Pontefice: ma 
" dopo che fu eletta, ne aumenta egli Ie lodi. Dice; che 
" {ì refe celebre a tutti i fecoli avvenire, cbe non vi voleva 
" di menD in quem tempi sì fconcert
ti della Chieia di Dio, 
" che i1 perta fone di queHo virruofo, dotw, ed incorrouo 
" Pontefice, per correggere fpecialmenre gli abulì d'elle Si- 
n monie, e delle jgcontinenze del Clcro. Or queUo S. Pon- 
" tefiee ioviò l' ao. 10"+. ad Arrigo nobile Legazione, cioè 
" l' A'lguUa madre, e quanro favj Vefcovi, ma fell1.a fruno. 
" Perciò I' anno fegueme furono da lui proibite nel Con- 
" cilio Romano per /a prima volta pubblicllmente fltto pelltl 
" di ftomunica Ie invtßiture de' Veftovlldi, 
 delle Abba- 
" zie,. che i Re davano ù g/i Ecc1e{ìllflici, cot porger loro 
" it P afloråle, e t' Ane lIa. S' era da 11I0/t i amtÏ introdot tll 
" qu
fla Ilovità. E coil' elfer div
n1tte dipnzde11ti dalJa vo- 
" Jontà de'Sovrtl1zi temporll/i, che Ùr q"e' tempi erllno di 
" coftienza guafla, Ie collazÙmi delle Chiele, e digsi! à 
" Ecclejillflic1e, s' 
ra ap
rta tllla larga porta alia Simo- 
" nill. A quc1lo favio ragionamenro del Sig. Murlltori VQ__ 
" gliamo unirne ahro lmlile dell' an. 1122. .,giaechè queUe: 
" due foIl' volre parla di propafiro fu tale atlare, rirnerroo- 
" dolì nd reUo al P. Tommafini, e altri Scrittori Eccle- 
" fia11:ici: Ed et'co, egli dice, il Iohirllto fitle J' una sJ 
" I1mga, 
 deb/orabiJ tragedia. Tanto vi vo/Je II fi'adicare 
" 1m tlbufo, che inftnjibilmente lived prefo piede ne"ll CI'Jieft 
" di 'Dio, contra ttltti i riti dell' a11tichità, ne' '1uali ftmpre 
" era1tO flate Ie etezioni dt'Sacr; Pajlori, con gr4vijJìm; 
" !IJJmÙJi cmanati contra deJia Simoni". !,) Arri- 



XX] 
" Arrigo difiratto dalla guerra in SafIonia diffimulò per 
" quelto anno il fuo mal talento concro j} retto operar del 
" Pomefice: ma l' anno feguente 1076. effendo egli giovane 
" fervido di 26. anni diè þrindpio all'infauHa guerra tra '1 
" Sacerdozio, e l' Imperio. II S. Pontefice 10 minaccia pri- 
" ma col terror delJa 1comunica: ma ei riceve i Legati 
" con difprezzo: dichiara illegittimo il Pontefice nella Dieta 
" di V ormazia, gli folleva contro l' halia : gli trafmette fin
 
h un temerario Cherico Parmigiano, che nel pubblico d' un 
" Concilio Lateranenfe 10 minaccia a nome d' Arrigo, e 
" gI'intima di deporre Ia Tiara. AHora fu che il S. Pon- 
" tdice, afficurato prima den' affiUenza dell a DL1chdIà Bea- 
" trice, e della Conteifa Matilda, e informato deUa difpo- 
" fizione de' Principi di Germania contro il giovane Re: 
" dicbiarò ftomunicato, e decaduto dai Regno Arrigo I V. 
" con a.ffòJvere tutti i di Jui fudditi da/ giurllmellto di fe- 
" de/tà: rifò/uzÙJ1lc, cbe qtlalttultqtfC ItO" praticllta da, ai- 
" cUlto de'ftoi Predeceffòri; pure. fu creduta giuj/a, e ne- 
" celTaria in qtteþ" cOllgÏtmtllra. 
" II vederfÌ abbandonar da tutti 10 fece apparentemente 
" ravvedere, ed implorar mifericordia. Gli s' accordò iI per- 
" dono, fe faceva la dovuta penirem,a; 10 promife, ma però 
" fceIfe a tal efletto I' Icalia, ove avea buon p-artito di Ve- 
" fcovi Scifmarici, cioè- quel di Ravenna, e quei di Lom- 
" bardia. Fece veramente in Canoffa I' afpra, ma falfa peni- 
n tenza: e in tanto fu c}.earo in Germania fenza l' appro.- 
" vazione del Papa i1 nuovo Re Ridolfo Duca di Svevia. 
" L'avere Arrigo riprefo, e continuaro l' antico genere di 
" vita, ribelle alia Cbiefa obbligò S. Gregorio a riconofcer 
n l' an. 1080. iI nuovo Re. L' efletro fu funello, perchè At- 
" rigo osò di farlo deporre, e creare Amipapa Gisbcrco, 0 
" Guiberto Arcivefcovo di Ravenna, foHenuro da' \'eièovi 
" Scifmacici, e concubinarj di Lombardia contro gli sforzi 
" di Matilda, che adoprò tutte Ie rue fone in 

::mo 
 cos1 
" permettendolo Dio, che permife altresì in Germania, che 
" Ridolfo nella quarta battaglia con Arrigo refiaffe uccifo., 
" a cui fu dato per fucceiTore nella Dicta Ermanno di Lu.- 
" cern burgo, rnemre Arrigo era tutto intefo a vendicarlÌ di 
" S. Gregorio, can intronizzare Guiberto. Du
 volte aife- 
" diò in vano Ja Città Leonina, perchè i Romani bravamcn- 
ill te 



XXiJ 
" te difefero i1 Pontefice, il quate nel fecondo afTedio, che 
" fu l' an. IOS:z.., col fegno dell a Croce e!linfe l'incendio fat- 
" to attaccar da Arrigo alia Baíìlica Vaticana. Panico con- 
." fufo anche la fecondø. volta lafciò I' Amipapa a Tivoli coIl' 
" armata; acciò manreneife il blocco) e tornato anch' egli 
" indi a due anni colI' oro, avuto ad altro fine d,tU' Irnpera- 
" dore Aleffio, corruppe la fperimentata fedelrà de'Roma- 
" ni: onde imrodotto in Roma intronizzò Guiberto, e fu. 
" vicendevolmente da effo coronato Imperadore: e S. Gre.. 
" gorio fu cofircrro daB'mfedeltà de' fuoi a ritirarlì in Canel 
" S. Angelo. 
"Quindi implorò l' opportuno foccorfo da Roberto 
" Guiícardo, da cui furon puniti i Romani a mifura del 
" meÌ'Ïto: poichè venuto prooramente con un efercito mi- 
" no di Saraceni, che commifero mille infolenze, incendiò 
" Roma da S. Giovanni Larcrano a Ponte S. Angelo. 11 
" S. Pontefice" che non avca più motivo di fidarfi de'Ro- 
" mani, fe ne andò con Roberto a Sal
rno, ove morì 
" I' anno fegucme, dopo avere affoluti, e benedetti tutti 
" gli fcomunicati, fuorchè Arrigo, e Guibcrro. AHora 
" cominciò. Arrigo a tormentar I\1atilda con afpra, e con- 
" tinua guerra. La fpogliò di 
1antova, e di molte ter- 
" re, che furon poi qualì [Une ricuperate dal1a cofiante 
" donna, che non '"oUe mai dare orecchio ad accordi con 
" quel Re fcomunicato, c finalmente ne trionfò con fua 
>> gloria immorrale. Perciocchè Corrado primagenito d' Ar- 
" rigo ribellandofi dal Padre, fu l'anno 10930 coronato Re 
" d'ltatia, e correndo tutti al nuovo Re, abbandonarono 
" Arrigo, il quale pieno d' oora, e di difonore fi rifugiò in 
" Germania. Preteft: poi I' anno 1099. di vendicaríì del fi- 
" gIio, con dichiarar fuo Collega, e fucceffore Arrigo V. 
" fecondogeniro. Ma pensò male a cali fuoi: pcrchè quem 
" reCo più ardito del fnltello, moffe al padre un' afpra guer- 
" ra 7 r obbligò a cedergli Ie infegne Regie, e a fuggirf
ne 
" in Colonia, e Licgi, ove rramando nunva guerra .con 
" ajuti eUerni, I' anno 1106. terminò in erà di ;6. anm la 
" vita. P,1r o compllrÙoe (conchiude it Sigo .ftlurlltori) a/ 
" TrilJtlllll1 di Vio" 1'ell'
r COlltO dt tanti fuot vizj, Jj sì 
" IU'!IJ.1l veffllz;o1le tÚltll Ill/a Chieft, 
 del tll1ftO fll1lgU
 
" CTiffia/IO lÞ"rJò pe'ftloi caprice), c per ia fua ojliltaziolJe 
. " nello 



XXllJ 
n nello Sci.l mE. Così cOilduce l' eruditiffimo Annaliíta Ie 
" azioni, e Ie vicende di queUo Principc infelice, fen1.a 
" ammectcr tante falútà invemate da' nemici della Chiefa. 
" La gran connel1ìone, che hanno 'i fani della Con- 
" teffa Matilda can quei d' Arrigo IV., ci obbl;gherebbe 
" quì a riferir dò che ne dicc il Sig. Murat(Jri. Ma con- 
" cioffiachè ci convenga parlar di lei nel fecolû feguente, 
" diflèriremo ad al[ro mere il caraltere da lui fanole, !a 
" difeìa, che ebbero fempre in lei i Romani POll,tefic1, e 
" la fua donazione alia S. Sedc; e conchiuderemo colla- ma- 
" derata critica faua dal no,lro AnnaliHa aUe opere di S. . 
" Pier DamiaÎ1i celebre Scrittore di queUo fecolo. Parlando 
" di lui all'anno 1007., in cui nacque in Ravenna, 10 chia- 
" IDa gran de ornamento di quel fe-colo. Simllmente l' efalta 
" a gli anni 1051., e 1057., ma più che mai I'anno 1072.. 
2J nel qual mod in un MoniHero poco lungi da Faenza: 
" poichè dice, che mancò in lui Vn grlln tume, ed or1tll- 
" metlto ddJ4 CrijtÙ1.1ÚrJ, mercè deiia ftienza, e del rll
o 
" ze/r;, ch
 in' tutte Ie azi(Jni fte Ji ol/ervò, e tuttavill 
" s
 olferV'a 1Ie'tibri fltD;, vi:vi tefli1JsQnj 1l1JCOrll d' un feli- 
" cijJimo, e piijJimo Îngeg1JtJ. In quamo a'medelìmi libri pel'ò 
" foggiunge poterfi deLiderare 10 effi pitì Pllrjimonill netk 
" IltJegorie, e più cautela Ì1J credere, e fpaccÎllr tante vi- 
" ./ioni, e miracoLj, 1l1c1t1Ji de' qt41l1i poJ{ono anche ftlr duhi... 
" tare de' ':Jeri. E ineomratoG all' anno 1027. nella mane di 
" S. Romualdo Hlimtor dell'Ordine Camaldolefe, al quale 
" S, Pier Damiani artribuifce 120. anni, dice e{fer
i chi crCl- 
" de, che il Damiani avvezz.o a credere, e fpacciare il mi. 
" rabile dappertutto, abbi
 
ro.p
 a.ccrefciuta I' età di queíto 
" Santo., Alr.ro
e ane
e dt1lè all ann. 
OO
. c
e cred
lo pitr 
" de gl
 alrn" tmhottt ie ,?perf!, fu.e dz Vt(i01tt" flg1U .f! mi... 
" racotJ ftr41tJ: e 10 denfe all an. 1062.. nella predlZione 
" fatta a Cadaloo, perchè non avveroffi. Cofe però tutte, 
" che. non diflruggono il buon nome, e Ie virrù d.a lui de- 
" can
ate, cOI:,-e !ì è. de
to.. Si
come non Ie diilr
ggon que' 
" veTil acu)eatt, che fertile Il Santq contro altro. Santo, cioè 
" comro. S. Gregorio VII. allara Arcidiacono dc:lIa C. R., 
", m
(ro .d
l zelo , p

chè gli pareva, che s' ingeriHè tro
po ne 
" gh atlan del Ponuncaw, onde non pareíIe Papa AIeHandro 
" lI., ma il Card. IIdebralldo. Perciò il Sig. ,1!rluratori p()o- 
" reva 



- 


XXJV 
" teva 1ibcram
nre, fcrna chiederne fcur!, riferirli, come 
" prima di lui avca [ana il Card. Baronio, e fono i feguenti 
" all' an. 1065.: 


" Pllpam rit
 colo, ftd tt proflratu.! "d
rø: 
" TN f.zâJ' hUll&' 4ominNm, Ie /àclt iJJe ÐtNm. 



. E dello {tetro Calibro quem alrri: 


" Vi'v
rt vi.! R011JL? clara depromito vou: 
It PIII.J Ðomillo Palte, qUflln 'D()I1J110 'pa
'eo P"P4o 
" Ne' 70. anni, che rimangono di quefio Volume, at- 

, tend
ranno i Lettori una tO[al muta1..ione delle avvemurc 
" dello Haw della Chieta, e di lUtta Iralia. E rcalmenrc 
" così facemmo lara fperare, allorchè dividcmmo quegli an- 
." ni dal Secolo undicc:limo. 1\1a \'edranno nd riferir che fa- 
" remo dò., che contengono, a che fine per noi (ì fece (:11 

, feparazione. Ebbe in detti anni la S. Sede undici Ponte- 
" fici quafì [uni coraggiofi, e pieui di gloria: ma nello Hdlo 
" tempo infelici, e perfeguitati da que' merlelìmi, che 101'0 

. doveano eifer più grad. La mone dclla Comet)a Matil- 
" da, in cui perderono aflai più, di qut! che acquHlarono: 
" I
 perfecuzione a cui toggiacquero molti di lorD in tempo 
" deU'incoH:tntc Arrigo \., e di Federigo ßarbarotlà de- 
" rcrino dal 
ig, lvlllratori per uomu fanatico, e crudele: 
" Ie fcifme replicate, e conrinuate coil' appoggio delle ar- 
" mi: la dottrina erronea d' Arnaldo da Brefcia, che guaHò 
" l' animo a mold dc' H.omani, e produlfe orride ribellioni: 

, e finalmeme il perperuo pellegrinaggio de' PonretJci fuori 
" di ROlua: (O[(c quc:lte cofe fi unirono a rendere infelice 
" la S. :;ede. anche in [t'mpo di Pont end di tanta co1tanza, 
. . 
" e npur<lzlOne. 
" E in fani morro l' an. 1106. Arrigo IV., ch
 ave\'a 
,. inquietati tanto i primi anni di PllfqttaÜ 1 J. colla pre- 
" (entione delle inve1tirure, Arrigo V. con hmulazioni e pro- 
" meUe, confuete nç'R.c di G..nnania per giungete i4l1ol co- 
" rona dell' Imperio, pervcnne finatmente l' an. 1111. a (.'"r- 
." pir la coro1l" I m!Jn ;41e (parole del Sig blt,rat"r;) ma 
." Jo1'O il (fagk
 avvenimemo della bauaglia tra' Romani, 
" e '1'<.:- 



xxv 
" e Tedcfchi nella Città Leonina; dopo la prigionia del 
" Papa, c d' alcuni Cardinali nel Cafiello di Tribucco in Sa- 
" bina per feHåntun giorno t e dopo un violente accordo, 
" chc fa poi difapprovato dal Sacra Collegio. Indi conti- 
" nuò nelle pretcnlìoni del Padre fino a gli ultimi anni di 
" fua vita; onde anche a GelafÌo II., e a CaIlifio II. toccò 
n la lor parte di que1lo travag1io. Si aggiunfe la orribH di- 
n vifione cagionata dall' Antipap", Burdino fino aU' an. 1121., 
" in cui CaliHo ne trionfò. A veva data il Pontefice nell' an- 
" no precedcnre l'inveHitura at Duca di Puglia t al Princi- 
" pe di Capua t e ad altri Signori e Baroni de'loro fiati nel 
" Regno di Napoli, e rice\uto da 101'0 il giuramento di fe- 
" deltà. Che però potè unire aile fue fone anche Ie auli- 
n liarie dc' Normanni, e fpavemar con formidabile alfcdio i 
" Sutrini, che confer\'avano quell' Idolo; rice\'erne in appref- 
" fo la confcgna, collocarJo fopra un Camelo con dargli la 
" coda in mano per briglia, e renderlû ludibrio di quegli 
" Sch.matici, che l' avevano adorato. Onorio tro\'ò la S. Se- 
" de più calmata: perchè iI fuo AnLecel1ore, oltre all' a\cr 
" debdlato 10 fcifma, aveva l'an. 1122. triontato anche delle 
" pretcnlioni Jmperiali, e formatane l' anno fegaenre neJ Con- 
" cilio Generale IX. Lareranenfe 1. la legge invariabilc per 
" l' 
vvenire. Morro inoltre fenza fucceHione Arrigo nel 
" primo an no del Pontificato, gli venne fotÌítuÏto Lottario 
" onimo Principe, c benemerito della S. Sede. Comurtociò 
" non mancarono a Onorio Ie inquietudini: poichè venendo 
" a mone l' an. II27. Guglielmo Duca di PugJia fenza ercdi, 
" Ruggieri Conte di Sicilia Uimolato dall' ambizione, e dal- 
" 10 fpirito di conquifiatore, impegnò il Papa in una gucr- 
" ra, che terminò call' eßèr da Sua Santità inveftiw di quel 
" Principato. 
" Senza comparazione provò maggiori torbidi Innocen- 
" zo II., che gli fuccedette l' an. IT 30. Perciocchè Pierleo- 
" ne di famiglia molto potente in Roma, benchè poco fa 
" venuta dal Giudaismo, uomo imraprendenre, e accettiffi- 
" mo a Raggieri, invafe il Pontificato, e creò Ruggieri Rc 
" di Sicilia. Si aggiunfe il fanatismo de' Romani addottri- 
" nati da Arnaldo da Brefcia in quem tempi, che gl'indulTe 
" a fhappar di mana al POntefice il governo: la poca a1Iì- 
" Itenza di Lottario, allorchè fu coronato con fingolare efem- 
Tom. VI. d f" pia 



'XXV} 
" pio in S. Giovanni Laterano l"ann. II] J., perchè era vc- 
" nuro con poche fone: la morte immatura. di quefio Im- 
,
 per.adore n.d maggior bifogno: e finalmente la prigionia 
" del Pontcfice in mano del falfo Re Ruggieri l' an. I I 3 9. 7 
" quando Corrado Ill. Re di Germania non conra\'a nientc 
" in halia, il quale accidente obbligollo a dkhiararlo Re 
" legittimo. Celettino II., e Lucio 11., che fucceHero per 
" breve tempo a Innocenzo provarono i medefimi travaglj 
" da gli ArnaldiHi. Ed Eugenio 111. fu obligaro a farti con- 
" facrH fu.ori di Rama, cioè nel MoniHero di Farfa, ove 
" per l' addictro aveva kmpre regnaro 10 fcifma, come dice 
" il Sig. Aluratori, quando parla all' an. I118. dell' Abbate 
" Bcrahlo: nè prima dell' an. II 51,. ebbe pace co' Romani t 
" pace indi a poco turbata da Federigo Barbar01J:1, chc fuc- 
" ceilè nel medefìmo anno a Corrado, e di propria amori- 
" tà fece la traslazione d' un V Mcovado. Sebbene eíIendo 
" egli morro l' anno teguenre, el--be fucceífore per un anno 
" AnaHa1Ìo IV., uomo facile, a cui non tì legge, chc di- 
" fpiacdle ciò chc Feclerigo avea ingin1brnenre operata. 
" Agirati1ìimo fu il Pontitkaro d' Adriano 1 V., che comin- 
" ciò C("I} fonoporre Roma aWinterclctto, perchè occulrava 
" Arnaldo, e 10 prorcggeva; e profeguì con ronura nota- 
" bile tra Ini e Federigo" dopo di a\'crlo coron
ito l' .10. II 55. 
H Finalmcnre i dodki anni del Ponrit1caro d' Alcl1àndro Ill., 
" che ti comprendono in gudlo Volume, accomp.lgnati clallo 
), fci!>!11.1 continuo di Ocraviano, Guido da Crcma, e Gio- 
" vanni Abbatc di Srruma, e p.:r ciò rorbidi, c moldli in 
" fammo grado, ebbero per colmo 1.1 Vema perfualÌone di 

, Federigo, che tì credeva p.'\drone di tuno il Mondo. 
" A queHe turbolem,e della S. Sede, che agitarono (urto 
" il \londo Cattolico, 1ì unirono quelle di varie Ciuà d' Ira- 
.., Ha, fpccialmcnre in Lombardia, e in Tofcana: Ie quali 
" naufcanclo Ie :avanie, e la crudel[à de'Re d1 Germania ') 
" IÌ \"endicarono in libertà: indi incirarc da emulazione co- 
" minciarono fenza verun freno (fpecialmenre 10([0 il Rc- 
" goo di Corrado 111. inurilitIimo all' Iralia ) a ill10lenrir con- 
" rro \e menD porenti . Le 101'0 guerre ordinariamfnte dt'boli , 
" toltane quell.\ dc'
liianc(Ì conrro di Como (an. 1127.) l' ori- 
" g:ne e natura del Carwt:cio, di cui dice facctamenre aIr an
 
" I 150. A guifa dell' Area del Sig/lore c01zdotlll ill camp 
>> da 



xxvij 
" Ja gli EhrÛ, er4 me11ato '1"eftl) UITro, e Ie airre minu- 
,
 zie, che f
 contcngono in quem Annali, noi volemieri Ie 
" tralafdamo 7 bafb.ndoci di riferire ciò che dia a'Leuori 
" idea chiara di queíli tempi, e che abbia conneíIìone co' fo- 
" gH. pafTari, cioè che dimoHri la C'onfuLÌone di tutte Ie Si- 
'U g'nùrie J' It alia , e il trionfo della prepotenz
, che altera, 
" ma non diHrugge il giuil:o, e Ieginimo dominio de gli 
" Stati. Diedero Ie Cirrà di Lombardia qua1che indizio di 
" libenà fin dall' an. 1002.., quando dopo la morte di Ono- 
" ne III. crearono Re a lor talento Arduino Marchefc d'Jvrea, 
" e dice il Sig: Al111'Iltori all' an. 1093., che Milano, Pavia. 
" e Lodi già eran Repubbliche. Tuttavia ne flabilifce un' 
" epoca qualì certa all' an, 1107. la quale vien da lui con- 
" fermata all' an. II 68.; memre legge ne' patti delle Repub- 
" bliche collegate contro Federigo: Il tempo,'e He11rici Re- 
" gis, 11{qlle ad introitum Imperatoris FrÙlerici; e inter- 
" preta d' Arrigo IV. 7 al cui tempo cominciarono molte Cit- 
" tà a farfi lilierc. A noi veramentc non fembra eflere ar- 
" gomento afI:Ú con vincente d'alcune di eife, l'aver fommi- 
" niflrati ajuti a' Milanefi contro i Comafchi, e l' el1èrLì unite 
" in lega oflenfiva, e difenfi\ra contro Federigo. Nondime- 
" no Ie riferiremo quì tutte, quali e{fo Ie annovera a gli an- 
" ni 1119., e 112.7., l\1ilano, Pavia, Lodi, Clemon.1 7 Ve- 
" rona, Genova, ßrefda, Bergamo, V ercelli, Novara, Am, 
" Alba, Albenga, Piacenza, Parma, Mantova, Ferrara, Bo- 
" logna, Modena, Vicenza, Pifa, Lucca, Siena &c. E all' 
" an. II68., parlando della lega fopra detta, vi aggiunge 
" tra queUe di Lomhardia Ci.vitatem Ve11etiarttnl, VerOIJa", 
" 
 Cafl1"um 
 Suburhiam, PadtJam, Tri'vijium &c. 
" In ordine al lora governo, oßèrva all' an. 1107., che 
" Ie Città aveano i Confoli a norma dell' amica Repubblica 
" Romana, ed altri Miniflri deUa Giufiizia, della Guerra, 
" eden' Economia con due Configlj, uno generale, e l' al- 
" tro particolare, detto anche di cred(;nza. II loro caraUc- 
" re più precifo 10 ha da Quone Frifingenfe, 0 fÌa Vefco- 
" vo di Frifinga, Zio di Federigo BarbaroHà, il quale dice, 
" c:he fcordateLì Ie Città de' barbari coHumi de' Longobardi, 
" imitavano la polizia, e leggiadria de gli anrichi Romani: 
" che non foflrendo il comando d' un 1'010, elegg
vano il 
" Magillrato annuo di due Confoli indiflerentemente da'tre 
d 2. " ordi- 


.. 



,-- 
....- 


.. 


.. . 
XXVIIJ 
" ordini, che Ie compone\rano; cioè de'Capitalli, de'Val- 
" vaHori, e dcIla Plebe; che obbligavano i Nobili, e Signo- 
" roni, bcnchè feudatari liberi ad abitare in Ciuà per mag- 
" giormeme popolarla, che ammettevano a gli uffizj pubbli- 
" ci, e alia milizia anehe i Meccanici più viii, onde in rie- 
" chezz3, e potenza Ie Città d' Italia fuperavano Ie altrc; 
" e fillalmente, che poco rilpetravano, e meno ubbidivano 
'O, il Re, fe non 10 vedevano con potente elercito (Iln. II 5' 4,) 
" E dice il Sig. J,!llratori, che tune riconofcevano per 50- 
" vrano l' Imperadore, 0 Re d' Italia . 
" Che Ie Ciuà del Regno Ira1ico, anche dopo eífedì 
" pone in liberrà, riconofceffero per loro Sovrano il Rc 
" d'ltaJi.!, 0 l'Imperatore, niun dubbio vi può eflere: ma 
" che Ferrara Ciuà dell' Efarcato, e Ie altre ddla Comellà 

, !\1atilda, cioè Parma, Reggio, l\tlodena, e !V1antova ta- 
" ceHero il medeiÌmo, non ci pare nè credibile, nè ben 
" dimo1trato in quetli Annali, ove leggiamo anzi ufurpa- 
" zioni manifeHe, condannate anche dal Sig. Aluratori. E- 
" che fìa vcro, in 
u.m(O a Ferrara., pona egli all' anno 
" II 0.. qucUe parole d'una leucr.l di Pafquale 11. prdfo 
" l' Ecc.udo: Licet quidam jl
/]ì(HJi veßræ in his, qll.te B. 
" "Petro reflittIÌ recep
flÚ adhuc noll/crullt obedi1'e, Ùlcolæ 
" videlicet Civitatis Cllftdla,'1te, Caßr; Co reo IIi , A1011ti.r 
" Alti 
 J.
fontis Actai 
 CEJ Nanzieltfis: IIOS tamen ea 7 e::> 
" Cowitafl/S -Pert
/i11ltm, Euguhinum, Tuda.tÌ1Jum 7 'Vrhe- 
" vettl'!'ll). BabJetl11l Regis, r:llflellltm Ft'/Jcitlltis, 'Ducatttm 
" SpotetalJU111, J.."rIllrchram Ferra1lÌa1/1., fE) alias, Beall "Pe- 
" tri poffej]ìones per ma"dFlti v
.ßri præ.ccptinnem cOlJjÙJimtu 
" obtÙzcre. E vi ritlcne fopra ill ()udh maniera. -- Notiti, 
" che '1 Ducaro di Spoleti è chiaramcme dc([o di ragione 
" della Chiefa Romana. Nomina il Papa anLhe }"Jarcbiam 
" FerralÚaw; ma Ii dee fcriver Firmalillm atIor
 occupata 
" d.l Guarnieri: non of an do io leggere Alarchlllm Ftrra- 
" nill'n, perchè ferrara in quef.ti tempi era in potere dclla 
" ComcHa Matilda, che la riconofceva dalla Sedia. Apo- 
" Holica --. 

., Di quefio Guarnieri, che intrllfe nclTa Scdc ApoHo- 
" 1ica \1agmolfo Abbate 
 0 Monaco di Farf.l, ne parlò 
" all' anno IIQ6. dicendo, chc reggcva quclla Marca a no- 
u me dell' lmperadore: ed eíIendo lmitolato in un Docu- 
" m{:n- 



XXJX 
" mento 7JttX, fÈ J.larchio, fe ne può inferire, egli dice, 
" che non Ia tola Marca d' An(ona, ma anche il Ducato 
" di Spoleti fol1èro a lui fottopofii. Del che niuno 1ì ma- 
" raviglierà, fe {i rammenri quanto bravo ufurpatore fi fu 
" Arrigo IV. Ciò che renderà n araviglia grande íi è l' ar- 
" gumemarfÌ cial Sig. Mttratori all' anno 1137-, dall'aver 
" l' onimo Imperador
 Lottario ricuperate alIa Chieh Ie 
" Città di Romagna, che queHa gran porzione dell' Efar- 
" cato apparrene1l'e all' Imperio. -- Ben è.i quì ancora 1ì ve- 
n de, che Ia Romagna era allora de gl' Imperadori, e che 
" ne inveHivano g1i Arcivefcovi di Ravenna. Inde Val/am 
" (Fano) deÙJde Senegallllm obJedit, 
 expug,!avit. Sic- 
" 1}1te A'vemlllm Civitatem adiit. V uol 
 credo, dire An- 
" cona. Sono di anon FrHingenfe queUe p-arole: AI/co- 
" 1Ja'fJ, J'polefum cum a/iis Vrhibus, Jeu CllflelJis Í11 dedi- 
" tionem accepit --. E tanto maggiore, per noitro avvifo, 
" farà b maraviglia: perchè :1\endo narrato il Sig. Alurato,.i, 
" come tuno aveano invafo gli Scismatici, e come Lonario 
" venuco quanro anni prima a coronarlì con poche rruppe, 
" non potè rillabilire il Ponrefice Innocenzo II., che do- 
" vene rifugiarLj a Pi fa ; fa quell' anno [Ornu Lonario con 
" buon eferciro; man dare Arrigo fuo figlio can 4000. ca- 
" '"alii a fcorrare il Pap,t (che da PiCa portarolÌ ad Alba- 
" no, indi per la Campania andò a Benevento) e ricupc- 
" rare al legimmo Ponteficc Ie fuè Ciuà paffando per la 
" Marca in Puglia contro Ruggieri Re falro, e Scismati- 
" co: c"i argomema poi una cora 
 che ripugna al carattcre 
" dell' ommo Imperadore, e a ciò ehc ave-a bene ollervato 
" nella lettera di Pafguale II. 25'. anni prim,t. 
" Crefcerà a dismirura la maraviglia, in vederlo riflet- 
" tere ful Diploma d'lnvc1lirura a Guglielmo Re di Sicilia 
" prcl10 il Cardinal Baronio all' an no 115'7- (in cui Adriano 
,., IV. tra Ie alrre Signorie gli dà anehe quella della Marca) 
" in gucHa maniera. -- Sorto iI nome di Mdrca è da ve- 
" derc, che paefe foile aHora difegnato. Forfe quella di 
" Chicri: non olando io fpiegarc ciò della 1\1:lrca di Ca- 
" merino, che è la {len,l con quella d' Ancona, e di Fer- 
" mo --. Perchè avendo narrate Ie invalioni grandi di Fc- 
" dcrigo nell' anno tcodo, fino ad aver rilatciato per gra- 
n 7.Ìa al Pomefice il dominio di Tivoli fa/vo Í1J. om"tib1ls 
" J
""e 



r- 
-- 


xxx 
"jttrc lmpu'iali: creda poi, che il mcdet
mo Pontefice non 
" vo1eífe procurare fcan1Po a' fuoi Had, con fid une una 
" parte la più bifognofa ad un Re già refo arnica. Tanto 
,
 più che 1'lmperador Greco Manuel10 Co'nncno oltre aUe 
" molte Città maritime del Regno di Napoli riteneva an- 
" che, bcnchè coo gran difpendio, la Cirtà d' Ancona. E 
" vediamo qud1:o medelìmo lmperadore an' anno 1166. e fe- 
" guemi in lega col Papa, co' Siciliani, e colle Città libere 
" di Lombardia contro Federigo. Vedi.:tmo ino1tre, ch' ei 
" fomm:niilrò danari a' 
1iI.tneLì per rifabbricar ]a loro Cit.. 
" tà, crudclmenre defolata dal medefimo Federigo l' 3nno 
" I1(J2., e che ben due 0 tre vottc tentò con promcíIè e- 
" forbitanti d' aver dal Pontefice AldIàndro HI. la Corona 
" deIr Imperio, fino ad aver marirata una fua nipote ad 0[- 
" tone Frangipani nobiliffima FamigHa Romana, ed attacca- 
.., (ilTìma al Pontefice. Contrafegni tutti di una interttfa1:a 
;I., amici2ia, e come ta1e cOhofciura, e detc{tata da' Ponre-- 
" fici, ma tollerata aHora con prudenl3, perchè Federigo 
" era troppo po rente avverfclrio. Onde niuna improbabilirà 
" vi è, che il Ponrefice inveí1:iífe delict Marca d' Ancona il 
" Re delle Sicilie, che era insieme Principe di Capua, con- 
" forme vedemmo net foglio antecedente elTerÎ1 pratticaro 
" da S. Gregorio \11. con Roberto Guifcardo, fenza che 
" 5' immagini un,1 nuova i\1arca, per non accor-dare a' Pon- 
" tetid il 101'0 leg:ttima, e indubitato diritto ne'loro Stari. 
" nello fa1'ebbe il dire, che l' an. 1160. Orviero, Terraci- 
" na, Anagni, e poche alae Terre, che rimafero ad Alef- 
" fandro Ill. dopo l'invat1on de' Tedefchi, e degli Scisrna- 
" tici, formavano tuna 10 Stato delta Chiefa. 
" Noi ci av\'ediamo bene, che fembrerà a'Lettori d' ef- 
" fere impegnati da noi a perdere 11 rempo con far 101'0 
" oHervare quem argomenti. Ma nofiro uffi'lio è di riferire 
" ciò che il Sig. Murlltori dice, non ciò, che dir dovreb- 
" be. Ha egli riconofciuri a11' an. 1112. come fpenami alia 
" Chietà il Ducaro di Spoleti, la J\larca d' Ancona, e Fer- 
" rara. 5' è poi pemit<> itldi a non molto, e ambedue Ie pri- 
" me Signorie Ie ha nuovamente to1te alia medefima. Ve- 
" dremo ora della tena, cioè di Ferrara, eg-ualmenre levara 
" alIa Chiefa, can affermar generahnenre delle Repubbliche, 
" riconofc-ertì da loro per Sovrano l' Imperadore, 0 il Re 
" d' Ita- 


'. 



XXX) 
" d' Italia. Prima che venijTe a mortc Ja Conte(fa !\htilda , 
" cento anni avean {ìgnoreggiato in qudla Città, prima i1 
" M.uchcfe Tebaldo (an. IOI 5'.), indi it di lui tigHo 1\1a1'- 
" chefe Bonifazio, Duca anche di To[cana, e ultinument e 
" la di lui fig1ia 1\1atilda, che morta l' an. I I 15. fenza ere ài, 
" Iafciò Jibero il feudo alIa S. Se"le. Sì eHa Ciuà, che gli 
" a1tri beni dell.} ComelTa lafci
Hi cor] folenne replicata d 0- 
" nazione .alIa S. Sede a tempo di S. Gregorio \ II., e di 
" PafguaJe II. Per ma1l1/m Bernardi Cat.di'laIÚ, 
 Lega- 
" ti R. E. l' an. 1102.. in Can01la, AI'rigo V. Himo\ato da.' 
" fuoi parziali in Iralia, ,'cnne I' an. 1 [16. a invaderJa. Per- 
" ciò ditle i\ Card. Baronio: [z1Úd autem aDum de bONis 
" Afathildis Eccle(ìæ R. retill is i s 1'lOramt/S, 1l1J poffef1iollt'1lJ 
" eorum Pafclutis Papa IldeÞtr/.S fìt. Nam V,fþergenßs 
" Abbas hoc mmo age'1S de ip(ìus A-Jathr/drs ohrtu hæc Ilit: -- 
" Interea direA:i ab Italia Nuntii obirum incly[æ MathiJdis 
" nuntiant: ad t:jutque prædiorum terras ampli llìmas hæredi- 
" tario jure poffi"lend.1s Cæfarem invitant -- qui al1110 fèqttelltì. 
" ifr ltaliam fe cOlztllJit (an. I II). 11. 8.) Fiachè ( parole 
" del Sig. AllIratori) egli prendeHe i Regali, e Feudali , 
", come fulla 
1arca della Tofcana, 1\1anrova, ed altre Cirri, 
" fe ne imende il perchè. \1,\ egli pre[efe ancora gli AHo":" 
" diali, e Patrimoniali, e n' emrò anche in pl1HetIo --. Ve- 
" dremo orora, che 1'invaílone non ebbe moha durata. Pra- 
n feguiamo ora ciò che rimane di Ferrara,. che 11011 aveva 
" niuno de' prcdeni due car.lueri, et1cn,io feudo della S. 
" Sede; ma bensì quello di Regale, Q Feudale della me- 
n dclÌma. 
" .\ bbiam villo f..1p-ra, cbe nel generale "fconvolg;men- 
n to delle cofe d' I[alia , Ferrara <Inch' e1I3 imitò Ie Cinà di 
" Lomb;\nlia, e ii feee Repuhbl1ca. Conturrociò nOI1 vi pt.r- 
" dene giammd il ruo dirino la S. bedc; e ie Ie fu uiur- 
,., paro, ne fece Ie dovure iHan1.e. Co
ì quando Ft'derigo 
" ßarbarolIà in\.ettì della l\Iarca di Tofcana, dd Ducaro di 
" Spoled, del Principato dl Sardegna,. e de' Beni Allod iali 
" della ComeLla Matilda Guclfo \ I. fuo 1.io materna l' an. 
" II5J., e I'anno fegucme prcfe po!fdTo di [Nto ciò Lhe fi 
" apparteneva a \1atilcta medefÌma, dice bene iI Sig. .Jlura.- 
" tori, che Adriano 1 \'. non ne fece parola. Egli 1letj() pe- 

J rò ran, 1159. riferifce Ie if.Lmz.e del medefimo Adriano-- 
)
 Chc 



XXXiJ 
" Che s' a\'effero a reLlicuir
 j poderi (j) latino dice Poff'e.f 
" /tofles, êØ RegaJill, e i poderi non fianno bene aHa reUa 
" di ciò, che vlen dopo) della Chiefa Romana, e i tributi 
" di Ferrara, MaíTa, Figheruo1o, e di turta la terra della 
" Conteífa lVlatilda, e di [Utta quella, che è da Acquapen- 
" dente fino aRoma, e del Ducato di Spoleti, e della Cor- 
" fica, e Sardegna. Rifpofe Federigo, che Uarebbe di tali 
" pretenfìoni al giudi1.io d' uornini doni, e faggi: al che i 
" Legati Pontificj non vol1(ro acconfenrire, per non fotto- 
" mettere it Pontefice all' altrui g;udi'l.;o -- Claufula, che non 
" fi ricava da Radevico, che racconta, come piací)ue aIr 
" Imperadore, che fei Cardinali dalla parte Pontificia, e 
" fei Vefcovi dal1a fua dove!fer decidere queHa lite; e che 
" i1 Ponrefice non accettò alrre condizioni di pill, che Ie 
" già Habilit:e (fa Federigo medetìmo, prima ddJ,t corona- 
" zione, ed Eugenio III. Perciocchè i giudizj, a' qlJali non 
" è foggetto, nè dee foggenarti iJ Ponrefice, non fono di 
" queHa natura. 
" Del reLio i patti accennati, che mofirano ]a cofian'l.a 
" d' amendue GueUi Ponrefici nel difendere i dirini di S. 
" Chiefa, fon tali: Vt paum Cltm Romanis, 
 clan R()ge- 
" rio Jicilrtl' Rege fine cOl1fè,
rÌ/. Romani 'Po1/tificís nOlI fa- 
" ceret: lit Romanos Pontzfin Jitbjugaret: ut honorem Pa- 
" paNts 
 Regalia B. Petri fuerett4r; e!) ad eorlim, que 
" direptll fuerant, reCtJperat ionem præberet allxiliu11J. Grte- 
" cortlm lm/,eratori nuttam in Ita/ia Terram cOHceder
t : fi 
" qUllm invaderet, i;Jlim ejicere tori.r Rpgni virihus nite- 
JJ retur. Pontifex vero Regem co/eret, Imperatorem coro- 
" 1Jllret, ej:tS boßes ad JatÚfallz011e1'IJ compd/eret, armiflJlI
 
" fþirittJalihus feriret (Ell,.. an. 1153. '2..). E noi abbiam 
" per certo, che i Lettori 0 crederanno falf:} quella Cro- 
" nica di \Veingart preffo if Leibni'l.io, da cui prefe if Signor 
" ftlurlltori quella norizia dell' invefiirura, 0 prenderan Fe- 
n derigo per un nemico della Santa Sede, e invafore de'di 
" lei beni, anche prima della corona Imperiale. Perciò niun 
" cafo faranno dell' elfere and are l' an no feguente a incon- 
" trarIo tarte Ie Città di Tofcana, e di Spoleti, per tog- 
" g
ttarfegli, com' egli dice coIl' autorità della Hena Cro- 
" mca. 


" Di 



n. 
XXXl1J 
. "Di quefie cofe 
 capaci per Ie loro varietà a generar 
" confutÌone in chi íì íìa, daremo orora una notizia più e- 
" fatta, rH1:ringendo Ie azioni della ContcdTa Matilda, e de" 
n due grand" invafori deIlo Stato Eccleíìafiico, Arrigo V. e 
" Federigo Barbaroffa, Ma prima vog1iamo preventivamente 
" additare i principj dell a Signori a di Ferrara ne' Marchelì 
 ......: 
" d' Ene, quali gli fiabilifce il Signor Murlltori nel Tomo :..-----r- 
" feguente: affinchè il Lettore trovandoli in più luoghi di 
" quefio, fin dall'an. 1097. chiamati Duchi di Ferrara &c. 
" non credeiTe, ch' ei attribuilfc 101'0 tal Signoria avanti tem- 
u po. Raçconta cgli, come eífendolì già molto dilatate Ie 
" ce1ebri fazioni Guelfa, e Ghibellina, Guglielmo de gli 
>> Adelardi ricco, e potente Cittadino Ferrarefe, capo della 
" F azione Guelfa ebbe una figlia chiamata Marchefella, la 
" quale dopo la morte del Padre, e del Zio A.delardo, fra- 
" tello di Guglielmo, rimafe erede del pingue parrimonio. 
" Or quefia per opra della Fazion Guelfa, ehe era rima!1:a 
" fenza capo, efpona alIa Ghibellina, Ja 
uale avcva per f uo 
" Capo Salinguerra, fu maritata ad Azzo V. \1arehefc d' Ene 
" l'an. 1196. feeondo iI Sigonio, e il Roffi, 0 anehe pri- 
" ma, feeondo il Signor Mur.tori. La foUa.nza è ehe Azzo 
" era deHinato emmo di Salinguerra. -- Da lì innanzi, dice 

, il nofiro Annalilta, i Marcheíì d' Ene Signori di Pole fine, 
" di Rovigo, di Ene, Montagnana, Badia, ed' altre nobili 
" Terre, eominciarono ad averc abuazione in Ferrara, e far 
" la fie;ura di Capi della Fazion Guclfa. -- Quelte nozze,-- 
" com egfi medefimo afficura (il ehe dee auenramente no- - 
" tarlì) aprirono alla nobiliffima Cafa de' \1archeíì Eflenfi la 
" porta per {ignoreggiar in Ferrara. -- Non ehe eominciaf- 
" fero fubito a dominare, ehe anzi ne fll'rono caeciari dalla 
,., fazione eontraria, non una volta foJa: ma affifiiti daI Som- 
,., mo Pontefice loro Sovrano rimafero finalmenre Signori di 
" cffa, Signori però dipendenri, non aíloluti. 
" Fin dal primo loro ingreflo in quella città per opra 
" della parte Pontificia, riconobbero la 
ovranità deJla S. Se- 
" de. E perciò vediamo poehi anni dopo il Marehde d' Ene 
" rieuperar Ferrara, da cui era flato eaeeiato, e fpcdir fup- 
" pliehe aRoma, per ortener licenza dal Papa di edif.car 
 
" nella Città una Fortez7.a, per megJio eonfervar1a allll Chie- --- 
" fa. Tutto è palefe dalla lerrera 80. d'Innocenzö Ill. al Le- 
Tom, VI. t" gato 



XXXJY 
" g;1I 0 d
1h Sa'1t
 Serle l' annD n. If 
 nt)n oRervata dat Sìg. 
" ..\tlf.l r at1ri, J "llu1e riterJce ?er altro qudla di Ferrara ,.i. 
" cut,erata (
he è.la 76. Jp} rnedelimo lib. 14. f(:condo t"edi.. 
" Z1,1õ'}e rid ßdltIzio) perCI1:O:. favorifce la fua opinionc.. La 
" klt,,-ra durll,JUe è cafe: VlleE/:u IiJÚu lIohiJÚ Jï,. MIIT- 
" chi? 6le 
(ì r nohls, b'mlibter fil!pJic"7Jit, lit ill Ferr... 
J1 l' le ll:li C
'vitlJte co't(/rlteJII/i CalfrM17I, per quod ,pflm- lilt- 
" hus defelldere vatellt, t!) ad (Ù/elitatem R01JZllllle Ec(lt/il 

, cjlljel"'.Ja r c t llcen.till1n cóiicê dert a ign llre mtlr. NùS igiÚi" 
" id tUd!. /Jl'udenti4> CI) n.."ittelltn t. difcretioni tUIT per Ap'- 
" flotic4 .fè,.i ?ta mandamus" quate1lus fuptr hoc jhztllar Iltl 
" honore11l, 
 /JrofeElu'1l Eu'elj
, qu.
}(i. vlderi.r expedirt. 
" 'Datum l..rJtertl'Zi VII. [dIu J!l1Úi.. Così quella. Città. che 
>> in :nort\: di \1a..i.ilda ritQrnò libera. all.\. S. Sede, e involca 
., ancn' elfa coil' alrre neUe vicendc de' Seeol dodicefimo, 
2' ora re1lò invafa dalla prepo[enLa. de' nemici della Chiefa I- 
" ora ufando Ie f ue proprie forze Ii fattenne indipendeme 1 
" la comineerema a veder dal principio. del Secalo tredìce- 
S1 time governata, e difefa da' 
tareh.eti d' Ene, fotto i quali 
" creb.bc in ripura1.Ìone t e in onore per privil,cgio. de'Som- 
" mi Pontefid. lvi ancora vedremo l' origine-, e i progreffi 
u delle due ihepitofe fa1. i oni, con. qualche' nua.vo lume (om- 
u miniUrato dal Sjgn. Muratori, che fa ffiutafe idea su tal 
JI panicoJare-. lntamo perchè. meglio fi comprendano Ie av.. 

, ""cnmrc del Secolo dodicetìmo, e di qua.lche porüone del1
 
I'. anteeeðente, rii1rìngeremo' quì Ie azioni della ConteHà Ma- 

, tilda, di Arrigo V. e di Federigo- BarbaroHa quà e là di- 
" vife in queHi Annali con detrimento: deUe particolarità di 
JI confeguenza, ehe rig,ua.rdano.lo Staro. Ecclt:iìailico, il q ua- 
., Ie è,- c: deve effer noilra prima premura, cosl volendo 
" l' amlJre- della. verità, c dcIla religione, che non foggiac- 
" ciono. al!e umane pa.ffioni, feguirc anche- dal 
ig. J}JurtZ- 
" tori, da' cui Annali,. e non da altri' ci è fomminiilrato db, 
" che andremo, fuccincamente rifercndo., Cominciamo da 
" 
1ati}da. 
" N,lcque quefia Eroina l"anno. 1046. dill fig1io. del Mar- 
" chefe Tebaldo Bonifa"Ûo Duca. e. Marchefe di Tofeana, 
" Signore di \hmova, Ferrara, e alrre Cinà, e dì B..earrice 
n figha del Duca di LOîena fua feconda moglie ,. che gli par.. 
>> tod due altri figliuoli t cioè Federigo, e fecondo alui Bo- 
" nifa- 



xxxv 
>> nifazio, e Beatrice: perchè da Richilde prima moglie, 101 
" quale morì l' anno 1036. il Duca Bonifazio non ebbe prole.. 
" A quelto primo matrimonio fa i1 Sig. .ftfuratori un 
af1
- 
" tere poco vantaggiofo. Li dichiara ambedue a gli o1nni 
" 1016. 101.0. 101.2.. gran Cacciatori di beni J e StaLi F ccle- 
" fio1Hici. -- In quefii tempi, dice il Signor Mur#tori, 1Ì 
" ,fiudiavano i Principi, e gran Signori di pe1are or foave- 
" menre, or violememente Ie Chiefe. La maniera foave era 
" quella di prendere i loro beni, e Ca1tella a livello, con 
" promenere un annuo Canone, e intanto donar quakhe 
;, Terra in proprietà ad effi luoghi facri I per indurre i Ve- 
" fcovi, e gli Abbati c01 picciol prefente vantaggio a livel- 
" lar eili beni, l' ufofrutto de
 quati mai più non foleva arri- 
" yare a confolidarfi col diretto dominio. --Si dichiara d'a- 
tt ver pubblicatA 11 Hila delle CaUella J Corti J chiefe &c. 
" che Bonifaz1o cllrpì al folo Vefcovado di Reggio ( 'Dij{. 
" ,6. Allti'!. Itat.); e argomenta, che altrettanto, 0 poco 
" meno dovef1e aver fatto co' Vefcovi di Modena J Parma, 
" Cremona, Mantova J ed aJtre città circonvicine. Del Du- 
" ca Bonifazio in particolare fi{Jà all' anno 1031.. iI Ducato 
" di Tofcana fulle ruine del' Marchefe Ranieri. E febbel1 
" dice all' anno lo
6. che andavo1 a confe1farfi una volta 
" all' anno alia Pompofa: tuttavia riferita a1l' anno 10; 3. 101 . 
" di lui morte
 in un borco per colpo di factta avveIena,.. 
" ta, foggiunge: - cerramente quefio Principe non era un 
" Santo: anzi egli s'acquifiò it brut(O nome di Tiranno pre{fo 
JJ i Tedefchi. -- Accadde dopo Ja di lui morte, che Bea- 
" trice fì rimaritò l' anno 1054. con Gotifredo Barbato Du- 
" ca di Lorena J il quale entrò at poífeifo della Tofcana J di 
n cui Enrico II. Imperadore, non fÎ sa iI perchè J ne pre- 
., tendeva I' Inve!1:irura. Tanto baHò per farlo venir coIl' e- 
n ferci.to in (talia, e ritener B
atrice fua congiunta in oHag- 
" gio J b
nchè mand
ra con buona fede da Gottifredo per 
" calmare il di lui fdegno. tn tal congiufltura 1\Jtatilda ri- 
" mafe erede Iegittima di tutti gli fiati del Padre, perchè 
" il fratello Federigo. cui pretendeva Enrico d'inveHire t 
0' venne a morte, e 10 avea già prevenmo l' alrta 
orella, 
" Papa Vittore 11. s' inrerpofe, e feguì l' anno 10;7. la ri- 
'J co
ciliazion; tra Enrico, e Gottifr
do. Ma qudli dopo 
" foh tre anm venne a rnancare, lafclando un folo figliuolo 
e 1. " delía 



. 
XJCXYJ 

, della prima moglip, che fu G01.1.e1one, 0 Gottifredo il 
" Gobbo. Queili fu fpofato da Marilda r anno' I070
 fi:Hen- 
" do db in .età di 2:3. 
nnj, e venne a T!unirfi la Lorena 
" colla Tofc.H1
, e con gli ahri Stati di Matilda: ma vifie 
" foln fino all' af1no 1076. in cui mod di morte violenta 
 
" ed Enrico inveUì della Lor
na il proprio figlio. Onde Ma- 
" tilda, che perderre indi a dtje mefi anche la Madre, ri- 
" mare vedova, e (ola at governo de' fuoi Srari ereditarj. 
" SarebGc !;rande ingil1flizia il tralafciar Jt elogio, che 

, fa it Signor Murlltori alia Conte-ílà Beatrice, morta in Pi- 
n fa a dì 13. d' Aprile -- Principetr\ di gran pietà, di egual 
>> prudenza, e d' animo virile: che fi tenne fempre atracca- 
" ta alIa Santa Sede, ma fenza perdere iI rifpetto al Re Ar- 

, figo (IV.) anzi con effer mediatrice di concordia, e pa- 
" ce fra lui, e it Pontefice (San Greg. VI(.) bregorio. La 
" maggior gloria nondimeno di Bea-trìce fu l' aver meßa a1 
" Mondo, e mirabilmentc educata in tutte Ie virttl, e nella 

 cognizion delJe Hngue la ContefTa MatiMa, la quale ri- 
" mana fola al governo delJa l'ofcana. e de gli altri Aviti 
" fuoi fiati, cominciò a far conofcere i fuoi rari pregj nel- 
" Ie f1ere rivoluzioni, che andrò da quì innanzi 2ccennan- 
" do --. Quanto ciò fia vero b dimoHra I' clfere {lata Ma- 
" tilda, fin che vißè, anremurale di Sama Chh:fa, e braccio 
" fone de' Pontefici 
 e it rifugio di rucri ì Vefcovi CattoIi- 
" ci perfeguirati dalIi Scìfmatici, fpedalmente di Lombar- 
;, d'ia. Cominciò r an no immediato alia morte del1a maJ.re 
" dal favorire, e foHenere nella fua inefpugnabil rocca di 
" CanoíIå il zela intrepido di S. Gregorio VIt. nel1?umiliare 
'" il Re Arrigo IV. Profeguì r an no 1081. e feguenti, af- 
" ficurando, e proteggendo i pochi Vefcovi del partiro Pon- 
" tificio cacciati dane loro Sedi, contra it furore d' Arrigo, 
" a niuno feconda nell' amor della reJigione, e fup
riore al 
" fuo feilo nella politica, e nella conofcenza dell' arte mi- 
" litare. Perdette ella moIre deUe fue Signorie per tal fua 
" coHanza concr:o un- nemico della Chiefa così potente. Tut- 
" tavia fempre eguale e neUe perdite, e neUe vittorie aven- 

 do ricuperati mold de' fuoi Stati, I' an no 108,. riUabiI\ 
" in Reggio., in Modena,. e in Pifioja i Vefco\'i cartolici, 
" e due anni dopo fece ricuperare a Vittore IlL Roma con 
" Caile! S. Angelo, e S. Pietro 
 e Ie due Città di Porto, 
JJ C d' 


. 



xxxvij 
" e d" ama. Qua
do Pafquale II. andò .f{ Fir
nze, e vj. ceo.. 
" lebrò ConclHo 1 anno nos. per' togher dl capo. a quel 
" Vefcovo la frenefìa ddl" t\nticrifio, che fotteneva elIer 
, nato,. e 10 infegnava al popolo; e quando \lmiliò l' anno 
,: feguen
e 
n altro Concilio di Guan
Ua i pertin
i . Ar?Ï- 
" vefcovl dl Ravcnna con levar loro t Suffraganer dl Pla- 
" cenza t Parma, Reggio, 1\rlodena, e' Bologna, dappertut- 
,., to era la, ConreiIà Matilda per difendtre. e'onorare il Vi... 
,., car.io di Criflo. 
" 
alì efTa perciò' in tanta univerfal riputaz 1 one, che 
,., Arrigo V. quando volle calare in Itatia t di niun altro' 
It ebbe foggczione, fuorchè di Matilda, benchè fua pareo... 
" t
. E quando- fe' ne tornò, in Germanìa dopo la tragica 
" fua coronazione, pafsò da lei per vifitarJa, e trattenuro- 
" fi can e{fo lei tre giomi in Birnanello ful Rcgg'ano, par- 
". larono fempre Tedefco, fenza bifogno d' interp.rt:te ( all- 
" no I II I. ) Non lafcia i1 Signor MNrlltori d' unire a tan... 
n te virtù quatche difet.to; dif,.uo'peraltro, che non adorn- 
" bra Ie di lei virrù, perchè refiano> all! ofcuro Ie circoHan- 
" z.e. Quefio confifie in aver difgullati due Principi fenza 
" e{ferne palefi Ie caufe. II primo, fuGuetfo V. figliunlo di 

 Guelfo IV. Duca di Baviera, tþofato da lei l' anno 108<<}- 
" per opra' di Urbano II. il quale fi partì.daJl41 GonteHà di- 
n fguihuo l' anno 1005. II Signor 1\IilrAtori'dice,. che quan- 
" do ell. vide Arrigo IV. depreHo, in- lta-Ha," cominciò a 
" rincrefcerle d' avere un compagno nel comando, e fu ca
 
" fa, ch' ei fi gettò nel panih') fallito
 di efIo. Arrigo. Dice 
" però ancora, che Guelfo fcopd la- dona1.-ione fatta ana 
" Chicfa, e villo" delufo"feceil divonio.. b'alrro fu Cor- 
" rado figlio d' Arrigo IV. che per opra' di lei fu coroflato 
" Re d'ltalia l' anno 1"093. e diede il tracollo.. a gli aflàri 
" del padre. E anchequeHo, dice it Signor Murlltori all' 
" anno 1101. in cui morì, che provö de'difgulti per parte 
" di Matilda. Lo defcrive prima come'innocemitli:no Prin- . 
". cipe; indi foggiunge:--Eppure anch' egli provòpúca. buo- 
" na fortuna preffo la ConretIa Matilda., donna,che in que- 
" fti tempi tenza tirolo Regale faceva, yolentieri da' Regi. 
" na in ltalia, Che uifgulU ella dem.' a11' ottimo giovane Cor- 
" rado"non Ii fa
 

 glie n
 died
. Dappoichè Arrigo fuo 
" padre non ehbe pm. for'l.e m ltalla, neppur ella ebbt:, (Jiù 
" bifogno di Corrado -- . " AIle 


. 



... 
XXXVtlj 
" AIle locH di Matilda fi deve aggiungere I' tß"ere Ga- 
" ta erena a richiefia di lei la nobil Chiefa di Pifa in Ar.. 
" civefcovado da Urbano II. che era in Anagni r anno 1091. 
" effendone aHora Vefcovo Daiberto, con fouoporgli i Ve- 
" fcovadi di Corfica. 'Sebbene dopo la di lei mone rccIa- 
" mando i Genoveft, e aumentando fempre più Ie loro ga- 
" re contro i P,fani, obbligarono Callifio II. a fottrarre que- 
" Vefcovadi a PiCa nel Concilio generale Lateranenfe. A ciò 
" era 
gti fiato .configliato da Guahieri Arcivefcovo di Ra- 
" v
na, che 110n feguendo i <lannabili efempj de' fum An- 
., teceffori, ma pieno <Ii fapienza, e di rifpetto per Ja Santa 
" Sede avea meritato d'dIer l' anno II 18. reintegrato da Ge- 
., lafio II. -de'" V efcovadi 
 che abbiam fopra nominati. Ciò 
" fentendo jl Pifaoo, forfe Azzo, fecondo il Sig. MuratfJri., 
" giu:ò pien d' ira, e di difpetto la Mitra e I' Anello a' piè 
" .del Papa, che ne fiefe fubito il Decreto, fenz' altre per- 
" fuafive. Anche la fondazione della Univerfità di Bologna 
7' primaria di tutte Ie ltaliane, come dice il noUro Annati- 
" ila, aggiug
 lode a Matilda, perchè 1'1fiîtutore fu fatto 
., da lei medefima quell' uomo, che era. Egli era -- Guar- 
" nieri Giudice, oggi Dottor di legge (paro1e del Signor 
" MurlltDr;) il quale ad ifianza di Matilda avea intraprefo 
" a fpiegare i Regefii, e Ie altre leggi di Giufiiniano J tra- 
" fcur.ate ne'fecoli ftddietro, e certamente conofcime prima 
" che i Pifani portaffero, fe è pur vero
 da AmaJfi Je Pan- 
., deue appellate Pifane, e oggidì Fioremine --. Ciò fi di- 
" ce e1Ter feguiro I' an no 113 f. quando i pjfani vennero in 
" difefa di Napoli contro Ruggieri. 
" Non vogliamo quì omcttere un graziofo detto del 
." Sig. MMrøtor; contro quefio Guarnieri, 0 W arnieri, 0 
" Irnerio a11' anno ] 118. ctoè due anni dopo fondata l' Uni- 
" verfità, 0, per pari are colla frafe dell' A nnalifia, dopo 
" apcrta in Bologna la fcuola di Giurifpruden'l.a Romana. 
. ., Lo induce egli a perfuader vivamente, che fi crei Anti- 
., papa Bur.dino, indi :pro[egue. -- Vep;gafi che gran fapere, 
., e che buona cofdenza avcHe qu
Ho sì decantato reHÜuwre 
" della Giurisprudcnza Romana. -- Fra poco ne riferircmo 
" ahro più gra1.iofo' di qU3ttro difcepoJi di etfo Guarniel i. 
" Ma tornando a Matilda, che morì un an no prima di que- 
" fia rc11ituzione, cioè l' anno I II 5'. a veva e1fa nel prece- 
" den- 



XXXJX 
" dente ricuperato \1antova. ribellara fin d-11 1090. -- Oopo 
" aver meil
 a d',JVel e- ne.' tempi addie[ro anche la 1\,larca
 
" creduta da. me qudla di rofcana, nuna rellò più delle- 
" p.;:rdüce atlticne fue giurisdizion1,. che non rirornaffe alIc: 
" tue .nanì -- così it Sig.1or' Afuratori all' apno I (14- Noq 
Ð tono.eUe giuri
Ji'l.ioni., com'è ben noto, erprdfe- fe nOI\ 
" in genere neU' hlrumento di D,mazione. EI:!;Ii è certo pe... 
" rò, che Parma,o Reggio, e !\1antova, che-- fanno figura di 
" cO.1fini ne'Diplomi Imperiali, (come fi di1le nella Prcfa. 
,:. "Lione del Tom. V.) intleme con, Modena, e tune Ie- terrc: 
" a 10ro. apartenenti in virrù di 
ueila Dona:z.ione leggitri- 
" mameatc acquillò la Santa Sede nella parte Boreale del 
n iua !taw: e aopo la moTte d' Arrigo V _ che i nvare tutto. 
" Onorio 11. e dot1o lui lnnocenzo II. ne diedero folenne 
" lnveílirura., quegli al Duca Alberto,. e queíli a L,lttario 
tJ Impcra.dore., e ad Arrigo. IV. Duca di Baviera, e di Saf- 
>> fonia. Genera dell' lmperattore. Tuno farà palefe,. dopa 
" brevemente epilogare Ie a1.ioni deU'lnvafore l\rrigo V. 
. ." Queili pegglore dt.'J Padre.li diede a c01toftere,. co- 
>> me dice il Signor .ftfurlltori r anno 1110_ e come dimo- 
" fuò l' anoo feguen.re, sì nt:lle crudeltà urate contra fe Cit- 
" tà. d' haJi.!, e sì nella. mancanza di fede, e in ni.tto, il tra.. 
" gico aV\'t:nimento da. noi accennato, che cì richiama i tem- 
" pi funeili de gli }mpt'r
(ori Ariani. P
rfev
r
 nel 
al 

. 
p 1ento contro la 
ama Sede, e contro II legtttlmo V tcano 
>> di. Gesù Crillo, fino ad aver volmo rinnovar- la fua cora- 
>> aaz.ione l'anno 1117. per mana dell' Antipapa ßurdino. 
,,. giac.chè Pafquale IL dopo aver villo nell'anno fcorfo in- 
" vadere: i beni della Come{fa. t\1atilda,. e farla in tUt[O da 
n nemico dichiarato, fe- n' era fuggito a Benevento. Non 
" trattò niente meglio Papa Gelafio H. l' an. I IJ 8. chc' s' era 
n tra5ferito. a Gaeta intimotito dall'improvvifo arrivo. den" 
" Imperadore 
 e 10 voleva fin colle minaccie far tormentare 
,.. ft Roma:- ma -- non parve" dice il noHro Arrnalifia, al 
" faggio Pontefice fano confìglio, il fidarfì d' un Principe',. 
" che avea 
ì fonor3meme perduto il rifperro al Papa fuo 
" Predeceßore, con cui ancll' egli .fu fatto. prigioniere __. 
" Nun gli riufd già tanto agevole la faccenda contro Cal- 
" Ii Ilo 11. mentre qudlo favio, e intrepido Ponretice comin- 
,.. ciò il tuo- Pontificato collo fcomunicar l' lmperadon: , e 
" l' Anti- 



XL 
" l' Antipapa nel Concilio di Rems l' anno It 19. Liberatofi 
" poi, com' è detto, d'tllt sì per;coJofo mLÏmlltc, che cos} 
" è chiamato l' Antipapa Burdino in queHi Annali anno 
:I, 111..1. ilrinfe fempre più colle fcomuniche Arrigo, facen- 
" dogliene ful
inare una in deteo anno dall' Arcivefcovo di 
" Magonza dichiarato Lega.[Q della Sede Apofiolic3 i 1a qua- 
" Ie gli follevò contro la Germania, e in fpecie la S
dro- 
" ni3. Piegò rgli allora il capo, e l' anno feguente fi ricon- 
." ci1iò col Pontefice cedendo aIle pretenfioni ingiufie fin 
" a!1or fofienute., e -impegnandofi a refiituire il mal tolto 
" alIa Chie[a . 
." II 
ignor Muratori adopra; e loda il diploma d' Ar- 
.' rigo prd10 iI Cardinal Baronio (a11110 1111. n. 6.) ma 10 
" va tanto mutiIando, che non fe ne può comprendere la 
." fofianza.: ceeo Ie di lui parole --. Promife egli an cora di 
." refiituire all1\ Chiefa Romana, e a tutte Ie altre gli nati. 

, e i beni, che eg1i per avvemura, 0 fuo padre aveffero in- 
,,, giufiamentc ufUtpato -. .ciò parrebbe .atfai.; perchè non 
" dice, come fopra, i podtri: Tuttavia il Diploma dice qual 
." cöra di più: Pojfeffi01tU., & R
ga/jll Beat1 Petri, '1114 
." a principio hryu,s diftordi
, uff{ue ad hodieriJam Jitm fi- 
" ve tempore plltri.r me;, five etJllfJJ meo abJatll fùnt, fJut't 
":J' hab
(J, idem S. R. E. r
flitt{o: 'ltlte atlt
m non baveo, 111 
" reflitttantur, jidtJiter ju'vlll1o. PoffèjJiOllU et;llm omnÙmz 
." . 1l1iarum Ecclefillr-um, 
 Principtlm, f!) ll/iorllm tllm CÜ- 
" r;(OrNm qllam Lilicoru1lt conjilto PrÎ11ciptlm, é!) juflitill. 
., qu
 habeo, ut reddanttlr fidcliter jtIVIl!Jf). Se egli au:encf- 
.Ii fe la parola, 0 no, è -inccrto. II cereo si è, chc morro indi 
" a poco l' Imperadol'e, Onorio II. invefiì de' beni delJa Con- 

, reífa Matilda it Duca Alberto, c 10 -,=onfeßà il Sig. AJu1'll- 
" tori all' annø 111.8. -- Quell' Alberto, di cui è fatta men- 
" .zione nelle mie Antichità Efiensi, si vede crcato da Pa- 
" pa Onorio II. Marchefe, c Duca dopo la morte dell' ulti- 
" roo Imperadore Arrigo, con dargli l'invefiitura dc' beni , 
" e Stati delta CQnte{fa Matilda --. E lcggiamo prcCfo iI Car- 
." din
.l Baronio (1l111tO II B. 111/111. 3.) it Diploma d'lnno- 
." cenzo I. villa otnche dal Signor Muratori, con cui vicne 
." inveLliw de'medefimi Lottario 11. Imperadore inlìeme con 
." Arrigo fuo Genrro, e colla propria figlia: ita tamen 'ltt 
" ,idem Vux htJ11IÏJtum faciat, 
 /ideJitat,m B, Pn,'(), Il( 
" nDbi:: 



. XLj 
" nohis 1J.fJj?,.i[qtte /ÙCce.ûÒriblU juret. Poji q1f01'mn 'Obit 1m: , 
" prædiélunt Comif
f!.r lvlatitdæ /It10ditlM ad jllS, ê:9 domi- 

J ni1t1lJ s. R
 E. fiertt jÙpræ diflum 
fl, Ùltegrtt1lJ J fE ab.f- 
" fJtU! ul/a dimÙmtÎone, at8J'te diffiettltate ll/iqull t'edtteatftr. 
" ,Salvo tame11 femper ill omnilms ljufdem S. R. E. jt/re., 
b IlC propriet4te. Lottario morì I' anno II 3;-. e due anni do- 
" po morì il Genero, feOla che paHàHe l'inveiHtura nell' u- 
n nico figlio Arrigo Leone. In tanto tra per r indolenza del 
n Re Corrado III. e per Ie veíTazioni grandiffime, che reca- 
" vano a' Pontefic} gti Arnaldifii, non folo Ie Cirtà lafciate 

J alia Chiefa da Matilda, ma anche alcune delle antichc Pon- 
" tificie .imitaron queUe di Lombardia, reggendofi a forma 
" di Repubblica. Succdfe poi I' anno II p.. ulLimo d' Eugenio 
n HI. Federigo Barbaroíf.a a Corrado, dalle cui azioni 
 che 
" l;imangono da' epilogarsi, apparirà 10 flaw delle Città d'I- 
" tali a , ed altre Provincie ancora. 
" Fcderigo, che vien chi,....mato dal Signor i
1rtl'atori nc1 
" Torno feguente (alUlO II 90.) UI:O de' piil gloriosi Princi- 
" pi, che abbian governato I'lmperio Romano, porta un c
- 
n rattere molto diverfo in ql1eHo \' oll1me, ncl quale 10 di- 
" vifa Qappertutto per uomo fanatico
 irreligiofo, e crude- 
." Ie. E che sia vero: \' ien egli in Italia la prim:l volta l' an- 
" no 1 15' 5'. per farlì coronare Imperadore: e ricevc per \'i
g- 
" gio Ambafciata folenne de' Romani guaHi da Arnaldo, che 
" chiedevano, ch' ei riduceíTe il govcrno di Roma all' ufo an- 
" tico. eïclufone il Pomificio. Ed egli fuperbamemc -- rif- 
" pofe 101'0 di mar:.wigliadì, che foHero venuti con penfiero 
" di dar h:gge a chi, siccome Principe e Sovrano di Ro- 
" ma 
 doveva egli imporla ad em --. Il buon Pontefice A- 
" driano IV. rifeppe da Federigo a Nepi, ove 
i trovarùno 
" insieme, la petizion de' Romani: e come guegli, chc a 
" quell' anil1)o gra\'}de, che moflrò a Surri negando di alTI- 
." lJlettere iì Re al bacio, fe non face\'a prima 11 fuo do- 
" v
re col Vicario di Criíl:o, uni\'a fomma prudenza, con- 
" sigliù il Re a fpedir fubito fue truppe ad impofieHarsi di 
" San Pietro, e della èittà Leonina. Fu fano , e fcgl1ì I" co- 
" ronazione a dì 18. Giugno fenza i Romani, che foprag- 

, giunti dopa la fe1Ìa call' anne, batterono, e furono bartu- 
." ti da'Tt::defchi. 11 Pometìce fe n' andò colI'Imperadorc a 
,., Tivoli, e fccero la fella di S. Pietro a Ponte Lucano. Qui- 
Tom. V 1. f " \i 



XLlJ 
" vi lafciò Federigo ingratamente iI Pontdìce fenl.' attende- 
" re nè promefre, ne' giuramemi. Appena giunto in Germa- 
" nia, comlnciò a monrar dilIàpori col Papa. L' aver cgli 
" d.H:1 1:1 pace a Guglielmo Principe fuo vallalIo, ed aceor- 
" daro il ritolo di Re fè1iZIl pIlrticifJIlZio 1 1e a/culla. eá Il.f- 
" fè/
(o filO fu gran delir to. 5i aggiunfero nuovi diHapori 
" d,llla liniltra interprer
rzione delle lettere Ponrificie, e con 
" queLlo mal talenro vienc in Ju
lia la feconda volta, can 
" aVt:r prevemivamenre, e indiftèrentememe avvHate'le Cit- 
" tà d' Italia, anchc dello Haw dclla Lhieta di mandaI' trup- 
" pe at fuo campo per invdlir Mlano, cd avert: ulare altre 
'" oHilirà, ehe dit etramente ferivano 1:1 Sama 
ede. . 
" L'anno I15'
L dopo aver farta provare la fua tierez7.1 a 
" varie Ciuà di Lombardia, coílrinte l\1i1.1llo ad una COffi- 
" paHionevole refa. Indi tenne una Dicta generale in Ron- 
" caglia--lmervcnnero, parole del Sign. .Afurator;, tutri i 
" V cfcovi, Principi, e Confo1i e fmono anche chiamari gti 
" allara quanro famofi Lettori delle kggi n.:1Io iludio di Bo- 
" logna, cioè Bttlgaro, Martino Goj}ia, Jacopo, ed 'Vgo- 
" 11e da Porta Rllveg"a111l, turd e GuatfJ'O ditcepoti di qudl' 
" Irnerio, 0 fia Guarnieri, che di fopra vedemmo primo 
" interprete delle leggi in Bologna. Imerrogari coHot'O, di 
" chi toirero Ie Regatie, cioè i Ducati, i Marchefari, Ie 
" Contee, i ConfolatÏ, Ie Zccche, i Dazj, Ie Gabelle, i 
" Porti, i \lulini, Ie Peftagioni, ed alrn lìmili provemi: 
" Tutto, futtò, gridarono que' gran Dottori, è dell'1111pe- 
" radore --. Gnde tutti que' Principi, e 
ignori cederono 
" ogni lor diritto a Federigo, 11 qua]c per gran favore 11- 
" ]afcionne alcuni a chi produffe ]ndulti, e Diplomi Impe- 
" ria1i, e guadagnò con tal fentenza di que' Dotrori 30. fili- 
" la talenti annui. Narr
to poi quc1 faHO celebre del pala- 
" freno donaro delll'lmperadore a l\.1anino, perchè ,comro 
" il femimento di Bulgaro affermò ef1Ú ]' ]mperadore giu- 
" ridicameme padrone di runo 'I Mondo, così profegue--Gua- 
" dagnò ben Fcderigo con poc.t f<(rica il dOlfJÏnio di turto 
" il Mondo. Sarebbe prima Hata da ,'eclere fe i Franlcfi, 
" Spagnuoli, lnglelì, c molto più fe i Greci, i Perlìani, i 
" Cinefi &c. la imendeffero così. Ah! che l' adulazione fem- 
" pre è nata 1a ben veduta nelle Corti de' Pl'incipi -.eo Claulula 
" veri1lìma, anche per conto di chi la pronunzia, come 10 
" pro- 



XLllJ 
" prova ciò che abbiam riferito, e che riferiremo in avve- 
" nire, feoza punta adular la Corte, in cui fcri\'iamo _ La 
" verità, e la giuilizi3 abborrifcono tal maniera di fcrive- 
" re; e Ja Santa Sede per giuilificare i faoi diritti non ha 
'" d' uopo di adulazioni. La nuda, e femplice efpofizione de' 
" fani,. fenza Hender Ie pretenJìoni oltre al giu1lo, pone in 
" chiaro ciò che è di fua ragione, e ciò che Ie fu ufurpa- 
" to. 
Ia profeguiamo Ie azioni d' uno de' maggiori . ufurpa- 
" tori, che fia {taro mai., qual 10 defcrive il Sig. .AfHratori. 
" Dicemmo già, che avendo invaíì Federigo r an. I I 5' 4- 
" i beni e gli Stati di Matiida, Adriano IV., che per allo- 
" ra tacque, dovendola far con un Principe, a crtÏ coj1a'vtl 
" poco J,' eecidìo de/J{/, Città, come dice all' anno feguente il 
" Sig. Mtlratori, avea mandati I'anno II 5'9. i fuoi Legati 
" per ripetere fra Ie altrc cof
 Ie Regalie di San Pietro, Ie 
" quali poco fa udimmo interpretarfi per r Imperadore 'l)tt- 
" chllti, .1I1archefàti &c. e aHora Ie udimmo interprctar 
" poderi, pcrchè Regalie della S. Serle. Or' a quem Legati 
" egli rilþofe al1ai alto. Nam (R3devic. lib. 2. CIlP. 30.) 
" fjllum di'V;'11l ordi1latione lmprrator 
 diear, W fim, 
" fþeciem talltum VomÙJaJltis e]JÙzgo, 1$ Ì1ttlne tttil/tle por- 
" to 1tOmen, lie jÙle t'
, /ì Vrbis. Romæ de m4111t 1t
flrll po- 
" teßas fuerit eXC1
lTtl. Ci ferviamo volentieri de'Tetli la- 
" tini, perchè neUe traduzioni perdono r.nolra d. encrgi-1, 
" come fegue anche quì, ove dice il noUro Annali1ia: -- Pa- 
" r
ndog1i di divenrare un Imperadore de' Romani di folo 
" nome, e d-a feena, quando fe gli volèHè Ievare Dgni pa- 
" tere e dominio in Roma - _ Morì 10 tteiIo anno il Pon- 
" tdice, e gli fu daro Iegittimamemc per SucceHore Alef-' 
" fandro Ill. E neUo tteHo giomo Ottavi.mo Cardinale di 
" Santa Cecilia invade il Pontificato, e vicn l' anno fegucnte: 
" leginirnato da Federigo nel ConciliaboIo di Pavia, e da 
" quì innan1.i d' accordo cog1i 
èismatici tiranneggia in It.\- 
" li
\. La crudc-1[à di maggioI' fucct\]ü fu quella utàt
 ran. 
" n62. contro Milano, ipianando la Cinà da' tondamenti, 
" e -- affinchè reHat1e memoria, dice il 
ig. frlrtratori, ddia 
" fua crudeltà, il DiplomJ 9 0 Privilegio de' Genovcfi lì vede 
" dato: Papiæ "pud S. Satvlltorem iN 'Plllatio Impcrato- 
" ris poft deJirtdli011em Medioillni -- _ Perciocchè tuna lta- 
." Iia fpavenrat3 da sì fiero efempio gli fi fottomife. 
fz.. " Non 



XLJV 
" Non dee tralafciarfì la rifletIione del big. Murlltori 
" fu tal parricofare. 
- Curiofa cofà è, egli dice, it vedere 
" con che generolÌtà Federigo diede allora in feudo al Po- 
" pol Genovefe SyrtfC1ljànllm Civitllum CHm perti"enriÚ 
" fiÚs, 
 tlHcentas qttin1'lllgÙJtll Cabal/Mias terr4 in J7a/l
 
" Nothi &c. 
 in unaqullrue Civifllte mllrit;ma, qU4 pro- 
" pitia Vivinitate a nO/its cllpta ft'
rit, Ruga11l Unll11l eo- 
n rum IJegotiationiblu conven;e1Jt"em cum Eee/efts, bal1leo J 
" fUIJdico, fE ftlrlJo" con alo'e liheralità. Ma il proverbio 
" dice, che il fare i conti fulla pelle delJ'Orfo vivo,. non 
" fempre riefce --. QueUo proverbio nafce da una nO\1el- 
" lerra contara 300. anni dopa queHi tempi da Fedcrigo 
" IV. Imperadore favio e accorto, all' Ambafciatore del Re 
" di Francia Luigi XI. che faccva i conti fulle Città da 
" conquifiarlÎ; e leggefi nelle memorie di Comines lib. 4. 
" Cll:p. 3. Noi vogliamo quì rammentarla al Lenore, si per 
" chiarezza del proverbio del Sig. }'luratori, e 5ì 
mcora. 
" perchè fpiega a maraviglia il caratterc di Barbarofla. 
", Difs' egli dunque aU' Ambafciatore, che infeitati una volta 
" i comorni di certa Città d' A]emagnêl da un .fieriflimo Or- 
" 10, venne talemo a tre gran Tavernieri e Bevitori d
 farne. 
;; preda. 

 perciocchè erano debitori ad, un loro OHe, 10 
" pregarono a tàr ]oro nuova credenza d' un pranzo 
 che in 
" meno di due giorni I' avrebbero interameme foddisfauo 
" colla pel1e de]]' Orfo, il eui valore fupcrava i1 10 1 " dehiro. 
" Poco lungi daHa Città incontrarono I' Orfo inafpcttara- 
" mente" e coníìg]iaÏi dal1a paura, uno corre a vola \"erfo 
" la Città; fopra un 21bero falifce un altro; e il terzo IÌ 
,; gena a terra per mono. Sopragiunta la fiera pone il mufo 
" ful vifo di queHo, e fiuta Ie orecehie, per femir fe era 
" veramente mono (che non fuol nuocere a' morti ), e cre- 
" dutolo tale, {ì parte. Appena il fÌnto mono Ii vide li- 
" bero, corfe anch' egli aHa Città, e prima di arrivarvi, rag- 
" giunto da quello dcII' albero, fu imerrogaw con 
iura- 
" menta di fede, qual fegrew g1i avef1e comunkato l' 01'- 
" fo: Egli mi diceva, rifpofe, eh' io mai più non faceffi 
" mercato della pelle deU' Orfo, infino a tamo che la be- 
" ilia non foITe marta. 
" Cas} accaddc a BarbaroíI'a'. GJi fi ribe]]arono tutte 
" Ie Ciuà di Lombardia, e feecro 1a ilrepitola lega off
n.. 
" 1ìva 



XLV 
'" fÌV,1, e ditèn1ìva', che accennammo, allc quali s' unì an- 
n' che Milano l' anno II67,,. rinafcendo a poco a poco rulle 
,
 fue ruine. In tale occafione i \1ilanefi co' CremoneíÌ, e 
" Piacentini fondarono a onor del Papa la nuova Cutà d' A- 
" leíTandria, detta della Paglia, dalla copertura fretrolofa 
" delle Cafe, e refa indi a poco tributaria aHa S. Se.de. Net 
n predetto anno Federigo affediava Ancona per cacciarne 
" i Greci, non già in adempimento del fuo dovere eolla. 
" Santa Sede, IDa per aumentare Ie ufurpu.ioni. AlIa fieffo 
" fine calava in Puglia, intermefTo quell' afledio: quando 
,,.. prima di palTare il Tranto accorfe in ajuto di Pafquale 
" Antipapa, che era a Viterbo in gran pericolo per gli a- 
n juti venuti daUa Sicilia. a Papa Alelfandro. Gli riufd di 
" cacciaI' di Roma il Pontefice, Habiliryi l' Amipapa, e farIo 
" riconofcerc a' Romani, muniti in premia di efen1.ioni e 
" privilegj. Cmì colI' idea di eß'er padrane del ìVlonda, u- 
" furpava il turto, e di tutro inve!liva. Nan'a in tal pra- 
" poiìw it Sig. MUr'lltori aU' anno II 64-. , che FeJeriga" 
,., benchè aveHè inveHito della Sardegna Gl1elfo, VI. ruo Zio, 
,., ne invdlì anche uno de' quanro Regoli, a fian Giudici 
" di quell' Ifola, chiamata BarllJont, creandalo Re da Sce- 
" na, e neno Herro anno ne inve1lì anche i Pifani. Nd fo- 
" pradetto anno però, ponendo la cofa in ferio-, così ra- 
" giona: -- Imanto venne Dio a vi/itare i peccati, e l' al-, 
" terigia dell' Imperador Federig!), Principe, che nulla men a 
" m
dita\'a, che di mettere in ca(ene I' Iralia tuna,. e per 
" politica andava fomentanðo il deplorabile fcisma della 
" Chiefa di Dio --. Tat vHìta fu Ia pefiilenza repemina, 
" che gli diihl1tTe l' efercito, e l' obbligò a sloggiar difono- 
" rata da Roma. Giunto in Lombardia trovò turto in ri- 
" volta: onde egli, -- al cui cenno tremavan dianzi mtte 
" Ie Ciuà -Italiaoe, e che già per decilìone de' vanifIimi 
" Dotton di que' tempi era Hato dichiarato padron del Man- 
>> do, IÌ vide in fine ridotto a fuggirfene vergognofamente 
>> d' Italia fotto un abito di viI famigtio contra lmperllto- 
" riam dignitatem, come dice Gouifredo '\1onaco: tardi 
" conafcendo, che più colla c1emenza, e colla mJnfue[n
 
,
 dine, che colla crudelrà, ed alterigia Ii fuol far guada- 
" gno, e che per voler troppo, 
ne fpeíTo tuna fi 
" perde 


" A que- 


, 



. 
XLVJ 
" A queHo, e ad Arrigo V. e agti a1rri invafor1 'dello 
" Seato EcclclìaHico, giacchè gli vede fempre, e gli con- 
" feLIi:\ puniti da Dio:J avrebbe meglio, che -ad Innocen2.o 
" II., e a'Succeflori all'anno 1139. data il Sig. .AltlrlltfJri 
" que1 
uo zelame. avvifo -- a cui, e a gli altri fuo; :;uc- 
" ceíTon volle Iddto dare un nuovo ncordo di quel ver- 
" feno del Salmo: Hi in cttrribtl.r, 
hi in etjtJis: 1JfU 4U- 
" tem in nomÙte Vá Iloflri invoct'lvimus --: aH1nchè a gwfa 
" del Santo Re Davide fi armafTero conrro i Nemici della 

, Chiefa, e imploralfero alla giuttizia della lor guerra il Di- 
" v;no ajuto. E ad InnocenLo, II., e a ruui gli alai Pon- 
" refici, che ad efempio di S. Leone IX. ufarono efereid 
" per difcnder gli Sr3tÍ della Chicfa, non per ufurpare gli 
" aJrrui, deve plunoHo adattarfi il verfeuo, che iegue 11<:1 
" medefimo Salmo: lpli obti/l.ati fimt, 
 cecíder.tmt, nos 
" Ill/tem fitl're:áwll. r , W eretli fil1nus. 
Ora per dire :..mcor noi <Jua1che cora fu queHo 1'01110 
VI. non può aver Iuogo il femimenro del A1rlrlltori, ovc 
all' an. 1026. dopo aver rifcri[O ciò che fcrive \\'ippone di 
Corrado, cioè, che con gran poddl:ì rcgnÒ in Ravenna: 
Ctlm magna pute.flate ibi reg1/avit; co
ì foggiunge: 11 che 
ftmpre pÙì ci a.lßCllrll, che Ra.veltnll ('o/, fNO Ejàrcllfo cro 
atJora" a1lzi dll g,'Il,,, tempo, comprefa u,.1 Regllo J'lfllJiIl. 
Che Ravenna, ea il fuo Efarcaro, e aHora., c prima fpet- 
ta{Ic al dominio fovlano della S. Sede; 10 confeJIà l'iHelIo 
Pagi nella Vita di Stefano II. 
. 1.0. ove così fcrive: l/1ftd 
rerttJm videtu1" Adnotatori Bllrollii, Il(; hoc fe npo1'c ple- 
1I1lm in rebll.r CiviJibtls admÙÛþrlltiol1em PO'I! 
fices Roma- 
l/OS, tam Romæ, quam ill EXllrcblltu RIlVeltlZateilji eJl:er- 
rrJ
/!e, wift rebetJiollZnn motibtts aliq111l/Jdo impeJirentttr. 
Che poi Corrado vi regnaíTe cum magna fote{latc, queíto 
può rifcrirlì alIa fua prf'potenz.1, e .ingiuHi"Lia; i1 che cleve 
conc
dedì dall' iitetlo Mt I'lltor;, il qllale antcccdentemenre 
al1'Hteífo anno riferifce Ie fee!erate ed abhominevoli azioni 
di eHD Corrado farte nd Pa\ ere, maravigliandofì ancora, 
chc it hU01l Iripto1fc Je 1'accn Iti fJtUlft come l!,Jorioje pro- 
dc:::,ze del Re Corrado. 
Dire inoltre all' anno 1027. il ./Ihtl'otori, che lJora 
molte Cbieft d'Italia, maf/imamente Ie maggÎ()ri, a'L't' IJO ; 
lor Cardi111l1i at pari delta Chic/a ROmal!tl. Che antkJ- 
men- 



XLVI] 
mente ciafdr
duno'l' ch' era Prete, 0 Di,lcono Titolare- 
di quakhe Chief.\, ')ueHo Ii chiamalle Prete, 0 Dia- 
cono Cardinale di quell", Chiefa, con varj etempj 10 dimo- 
{lra il Tomalìni nella fua vecchi,\ e nuova dilciplina della 
Chiefa Part. 1. lib. 2., \1a non lì può gial11mai alferire fon- 
datamente, che in ap?relIo'l e fpecialmeme nel Secolo XI. 
Motte Chteft d'ltlltia. m(lJlìmame1tU Ie mllggiori 'aveano i 
lor Cllrdmaii III pari deUIl Chie/a Romanil: paffando (ra 
eili una gran didercnza notata già da varj C:moniHi'l de' 
quali fa ml:nzione an co il Fagnani al Capo BOlle memori
, 
'De pofllllatiolle Prælator1/m, num. 14. e If. dove co
ì- di- 
ce: Confimiles Ca1tonici Cardinales funt etiam in Ecet
{ia 
Compofle//aTla. & A1edioia11e1lfi'l Itee tllmen ftctmdtlm //b- 
blltem hic num., 3- ßmt vere CllrdÙtnits, fèd tates mt1lell- 
pantur h01lf)ris cllufa ex privitegio P apæ, 
 drcuntllr Car- 
dina/es, fiCtlf dicittl-r Re:x; Scaceorum. 'It inqult Gtolfll in 
Cap. PuJor, 111 verbo'l Principem Mundi, 32.. 
Iæp. 2.. 
Sunt 'vero CardÙulles /ÙJC Pi/eo rubro, & /Ùze fie eo , tIt 
(one/ltdit Cardin. .'Jacobat. de Concll. lib. I. artic. I. nt/me 
2.71. I Cardinali dell a Chiefa Romana già. nel Secolo xl. 
avea-no una gran prerùgativa'l e molta aurorità'l della quale 
abbiamo a lungo parlatO ne i nofiri Commemarj al Ceri- 
moniale'della Chiefa R
mana, data ]a prima votta in luce 
da \1.ucello Vefcovo di Corfu, quantut1que l' Amore di 
elfo folre Agofiino Patriz.io I\1aettro delle Cerimonie 1'0[[0 
quatrro Papi'l e Vefcovo di Pienza. 
Per quel che Tiguarda r etez.ione de'Sommi Pontefici, 
dice il "'Jurator; all' 8nno 1047. ch' ella giuilamente fu ri- 
mella in piena liherrà del Clero Romano. che da molti fe- 
coli ti ufa, e ch' è da detìderare'l che fempre duri'l ma che 
net/' ifle.{ß umpo ce.l/ìllo Ie ftll11dlllofe trmgbezze de' COlleJa- 
'Vi, e Ü privllte PIlJlioni de'fllcri Elettori 111 Ilffllre di tllnt/!, 
;1J1Þortnnztl per ta ChieJa di 'Dio. EHendo I' elez.ione del 
P ,pa' aflàr
 dl fomm3 importanza per la Chiefa di Dio, non 
è maravig1ia'l fe per Ie varie emergcl1ze'l che fogliono ac- 
cad.ere fu queHo negol.io'l tal volta IÌ atlunghi il Cond,we, 
<]uamunque i 
o,nmi Pomefici, can varic Cofiituzioni rap- 
ponate- da noi ne Commt:marj al Cerimoniale della Chieta 
Romana fì fieno !lforzari di porvi opponuno rimedio. E fe 
a i CapiLOlr delle Chide Cattedrab da' bacri Canoni fu con- 
cello 



XL V 11 J 
ceHò di parer differire l' ele1.ione de' Vefcovi 1ìno a tre mefi., 
non nii pare che fi potIà110 redal guìre i Signuri Cardinali., 
fe diftèriOèro un poco più la ele1.ione del Ponteficc l\t1af- 
limo, Pailore della Chiefa univerfale, affine di efaminar bene 
Je qualità di chi devono eleggere. Quindi non è niaravi- 
glia, fe i Conclavi ralvolta Ii aUungano, non giàper la pri- 
va[a paiIione di quaJche Cardinale, ma per altre cagioni, 
aIle quali è foggeua piÜ che ogn' ahra, la ele1.ionc de'Papi. 
Fino ne' primi teeoH noi Jeggiamo lunghe vacazioni della 
Sede ApoHC'lica. Dopo la mone di S. Fabiano P.1pa, ,'acò 
Ia Sede Romana, al riferire del Pagi, un anno, ed alquami 
mefi, e poi fu eleno S. Cornelio nell' anno 2.,3. Siccomc 
ci atteUa i1 medefimo Amore, dopo la mone di S. 
ifio II, 
vacò la Scde a1JHO [ere 1'110, ,dopo del .quale fu elt'
to S. 
Dionifio all' anno 1,59. Sicchè nel ter1.o fecolo della Chiefa J 
an1.i circa la mctà del medeiÌmo, fi yeggono lunghe v.aca': 
zÌoni, quando per ahro dopo l' ultimo fcifma, appcna qual- 
che volta J' interregno Pomificio è 
uri\:a[O al mezzo an110. 
All' anno 1061. dove dopo aver deno eOer deg'Jlo di o.f. 
ftr'VtlZiOlle J che ill aiotJ/e Lett ere, e Ðiplowi Arrigo IV. 
nOli pera1iche Imperlldol'e, IIfa if titoJo di J(oma110rum Rex, 
fa <J..ueíl:a rWeffionc: 1/ che Vltf1/ jigllijicare qllalch
 co}a, 
111: Ii trUfJva ufato ,dll'fuoi Predece.flol'i. Egli non dice cofa 
vogIia fignificare, e pure chiaramente ci dà ad imende-re. 
che que-H' Arrigo fu il primo, che iì era ufurpato qud JÜ:' 
tolo, e gi uHo appunto, perchè non 1ì trova ufaw da' (uoi 
PredeceHori. Quanto fotle fcellerato queHo Principe, e ne- 
mico della Sede ApoUolica, è. now fino a chi i: poco ver- 
faw nella .5toria Ecclel.ìaUica. .Secondo l' Abbate Urfþergenfc 
neJ fuo Cronico pag. 192.. .da turri i Catwlici iu .deno .Ár- 
chipi]"llta J JIÆreßarcll, 
 Apoflatll. Eg\i non contento del 
folo tÎwlo di Re .de' Romani J aHediò anchc Roma, e la 
prefe; il che altro non può íìgnifi.care., che una fua oHinata 
oíl:ilità contro la Chiefa Romana, cd i P.api; íìcchè obbJi- 
gò S. Gregorio \'11. a più volle fcommun1carlo, e dichia- 
mrlo decaduto dalI' Impct;o. L' iHefÌo Alterato'ri in guefio 
Torno \'1. de' fuoi Annali abgaHanL<1 ci fa conofcere qu.mt' 
empio foOe Arrigo IV. onde non fa d' nopo, che io fu queflo 
p:uticolare più mi dilunghi. 


E -ro- 



. 


. 
XLJX 
E' COf.1 degn;\ da notadì, che quantunque quctlo iIlu- 
fire Scrittore a cagione delIct fua preoccupata opinione ab.... 
bia fcritto,foveme con qualche durel.za, per queUo riguar
- 
da l' antico alTolmo dominio temporale de' Papi su de'loro 
Stati, pure egli medefimo ci fom niniitra argomenti per con- 
fmarlo. A:lI'anno 1063. dice, che Alel[mdro- U. rallegran- 
d'oli aHttHfimo dell
 virtorie riportate dal Conte Ruggieri 
contro de' nemici della Croce, fþedi anch', egli tI, Ruggieri 
III Bandierll di S. PIetro, per mag
iorl"lJr1t'l' a,Û'JllZrlfJ a, 
p1't(}lègtÛr quell'imprefà. Oke p.'nm,
'lte aU' an. 1069. cha' 
1'ifieHo Papa la mandò aJ Erlemb,lldo Cûtra; e all' an. 1078. 
che Gregorio VII. la diede a Ròberto Guifcardo, dopo 
che quem diede foddisf."Ûone' at Papa, e preUò al rnede- 
fimo fcdelÙ, ed omaggio. Ed eeco manifcHo per bocca 
del Sig. Muratori, che la tradizione del Vellì1lo di S. Pie- 
tro fana da' P.1pi a' Principi, non fignifica quel1a forta di 
dominio, ch'egli pretende nel Tórno IV. ma più to11o quella 
fpi'egata da me, nella Prefazione di ello Tomo IV. 
Or lafciando ahre cofe, dene e ridette in qud1:o To- 
rno d-al Af1tïatOl'Î, e già notate dal GiornahHa, e da m 
i.mche ribunate nelle Pret:1Zioni de' Tomi amecedenti, me- 
rita confutazione l' ef prellìone del citato ..\utor<;, che fa 
all' anno 11'1.8. ove parlando della In,lulgenza Plenaria con- 

eduta da Onorio Papa II.. a chi morÜfe nella fpediiione 
contro Ruggieri Come di Sicilia, che avea ufurparo varj 
luoghi dipcndemi dalla Chielà Romana, così foggiunge: 
Ripiego PrllfJO, che t11ttavia comÙlciò a diventare a/tll mo- 
da, con-far jèrvif'e la Retigione Il gl' Í1tterej]i temporllti. 
Quello non è UI1 ripiego Hrano, lTI.1. giuUo, praticaro da 
piit Sommi Pontdlci, cd approvato da graviHìmi Amori, 

ra' q',uIi può vederG il dottiHìmo CriHiano Lupo in una 
tua Di1lèrraZ10'1e, imitolata, oDe pecclltortlm, 
 .fatisfalllo- 
num 11Idltlgel1tÌ1s. La Chiera per bene anchc' della Reli- 
gione deve con(ervare i fuoi beni temporali, e ficcome A. 
letlàndro II. porè giul\:.amenre concedere 1',lndulgenza,al Come' 
R
lggieri, ed, a tutti coloro, chp. combalterono comro gl'ln- 
feddi, che aveano occupara la Sicilia, co
ì mùho più la 
può concedere a qudli, i guali prendono l' armi contra quei, 
che invadono g1i S[alÏ della Chiela., D..?lIa detta InduJgenLa 
di Ale1fandro 11. ohre ad altri Autori, fa menzione ancora 
il Pa., 



. 


L 
il P agi nella Vita di eWo Pont('nce al S. X X ILl. Siccome 
parimcnte la Chiefa giullamenre fcomunica gl' invafori de' 
beni altrui, così molto più può fcomullicare coloro, che oc- 
cupano i fuoi proprj beni, i quali per altro fervono a con- 
fervare la Religione. Ecco fu di ciò la dottrina di S. Tom- 
maro nel libro IV. delle fentenze, Difiinzione XX. Que- 
lHone II. Anicolo III. Tcmpo'ralill Ild Spiritulllia ordintlH- 
tur, qui(
 propter .fpiritttlltill temporalilms uti dt!hem.us, W 
ideo pro te;'lporaliblu jimpliciter ll()N poteft fieri bldulge1z- 
tin, Jèd 'pro tempo'f'alihíJs ordi1uz.tis Ild Spirittllllia, ficut 
regreffio ÙÛmieOrft1J) , EecLeßæ, qui pacem Ecclepæ ;ertur- 
lillltt, vel fief.Jt CfmflrJJi'!io Ecctejiarum, 
 p01tJÙtm, & Illill- 
rum e/eemo.ß'narutll eoJl/ltio C:)e. E tanto ha1li a dirnofirare 
chiara mente ellersi ingannato i1 lrJurlltori in dire, che fu 
thano ripiego queUo d' Onorio II. in concedere Indulgenza 
Ph
naria a quei, che combattevano conrro coloro, che ufur- 
pato aveano i luoghi dipendenti dalla Chiefa Roman:}. 
Finalmente quamunque il .ftful'at(jri in qucilo Torno, 
siccome negli altn ha dette atcune cofe con delle efpreffio-. 
oi non poco dure, pure bifogna conteßàre, che tanto in 
que,to Torno, come negli altri mohiffime cofe ha fpie
ato 
con decoro della Sede ApoHolica, e de'Sommi Pontefici; 
sicchè nön può giammai aver luogo iI fentimento di alcuni, 
i quali, non fo da quale fpirito moHì, 10 predicano fenza 
alcun ritcgno t come nemico giurato del1a Chiefa Roma.na, 
cd anche della Cauolica Religione. 


... 


.. 


GLI 



I 


G L I 


ANNALI 


Ð' IT ALIA 


Dal principio dell' Era V olgare 
iÌno all' Anno 175 o. 


.. 


ANN 0 DIe R 1ST 0 MI. IN D I Z ION E XIV. 
DI S I L V I S T Roll. Papa 3. 
DI 0 T TON E III. Re 19. lmperadore 16. 


_ 1 A 1\1 giunti al principiQ del Secolo Undccimo, Se- Ex A Vol
. 
f; 

-' 
= ' cola, chc rrodu/lè una murazionc: infignc di gnvcr- ANN. 1001. 

-
 
 "0 e d. conum; ;..e fopraturro ci f"à. vedere ;n rona 

. '
, '1ii; 11 SacerdozlO colI Impeno, ewe un IhaJe dl grdvi 
; '. o:'"
 'Þ
 Ccandali e Cconceni non menD in Italia, chc in Ger- 

 :
- 
 mania. Ma ritornando al fila ddla Sroria, noi Cap- 
tt....., 
... t:_

 piamo da S. Picr Damiano (g), chc DUone III, Au- (a' 1!tt
UI 
guflo, perchè fi Centiva mordere la colcienza d' avc:r D,amlQnz 
fotto la fede dd glUl.J.mento ingannato e fatto decollare erc:Ccenzio VIt. f.ii R,- 
ConCole Romano nell' :mno 998. c ne volèa far penitenza, dopa avt'l" ::;
 1.5. 
confdfaro Ii luo f<illlo a S. Romoaldo Ahbate, per configlio dl lui, (*) 
l1ud,S pedibllS d
 R,mana Urbe p,.ogredi
Hs ,.fie ufquc in Garg.num Alonum ad b 
[anEti JHÙhaÛis pe1r
xit Eecltfiam. Leone Olbc:nfè (b) ml:(t(: qudto pdlc- 
J;;:j,s in 
grm;;ggio dell' lmperadorc lotto l'anno precedente 1000. con aggiugne- ClmmlD. 
crom. 171. A re, 
(*) a piè nudi ufcmdo di Roma, così .'1dò fino ,ll Monte Gargano lItll(; 
Chit[a di S. Jl,1i&htle. 



2. ANN ALl n' I TAL I ^. 
ERA Volg. re, che pafT'anrlo per Benevento feee ifi:aoza a qu-;:' Cina dini d' avere 
Ar;r;. 1001. il Corpo di S. ß.molomeo Apo{lolo G.\ riporre nella. ehic:fa di Santo 
Adalb
rto, ch' egli facea fabbricare .nell' Ifola del Tevere in Roma, 
e fommam.ente ddiJerava di arricchir di fante Reliquie. Gli accorti 
Benevenrani, giacchè non ardivano di opporfi all:\. dlmanda 3t1torevole 
dell' ImperaJore, in vece del Corpo dell'Apoftolo, gli mollrarono e 
dJedero il Corpo di S. Paolino Vefcovo di Nola: con cui egli tutto 
cO,otento, ma mgannato fe n' an
ò., Perci,ò i
 ear
inale Orfino, po- 
[cia Iknedeno X II I. Papa, a 1 dl noUn vigorolamente {oil,nne il 
pntTdlo de Benevemani contra ie pretenfioni de' Romani, gÌJcchè fi 
atmbuilce "una e l"altra eiu;Ì il.Corpo di qudl' .'\po!lolo-. Eben 
prevale l' autorità. dell' Ofiienfe a gli Autori del Sccolo fu!1èguente, 
che divert3mente ne fcrHTcro. Seguita poi a dire Leone OÙicnfe, 
che: [copeno I'inganno, s' adirò forre I'lmperadore contra de ßenc- 
velltani, e percio (*) jèqNtnti tempore perrexit Uerum fuper BeneVtntlml, 
& objèdit eam ,mdique per dies muJtos. Sed nihil advcrfus eam pr
va'ens, 
Romam reverfus. efl. Unde vix ad futl reverti difpotlens mortuus efl. La 
motte di Ottont: II J. cadJe nel Gennaio dell' anno fegueme. Parreb- 
be perciò che in qudl:.' anno fegulf1è l' alTedio di Benevento. In fani 
(a) RPmual
 Romoaldo Salernirano (a) fcrive, che Ottone Ill. objèderat Beneven- 
tl
s Salrr- lum Anno Ail. 1ndiElione 1JT. (vuol dire X/Y.) & atriter jpfam Ci- 
DI
.InU.S vltatem expugnans vi ceperat. Contuttociò non pare alTai cereo qudto 

o::'n1;il. a(redio, e molto meno è da credere, cb' egli prendc{fe quella Città. 
J.l..er. Italic., E quando pur foíTe fucceduto, ddncile è 10 ftabilirne il tempo, cioò 
fe nel preft:nte, 0 nd preeedente anno. Cr
do bensi, che ful princi- 
pio di quell' anno fuecedeíTe I" a(fedio di TivoJi. Tangmaro Prete" 
Scrittore conternporaneo nella Vita di S. Bervardo V dèovo d' JJdc- 
(b) Tanf- feim (b), racconta, che quel fJIUO Prelaw a caglOne d' una comro- 
marus in verfia inforra fra lui e Wil/igz{o. 
o\rcivefcovo di Magonza, arrivò a 
Ylta
: ;e7 Roma nd dl 4. di GennalO deWanno prefente, cd c1pofc Ie fue que- 
;

;t:r.' , rele al pii.flìmo Papa Silveflro, all'lmperadore Ouone, di cui era flaw 
Brunsvi-, MaeUro, e ad Arrigo Dum di Baviera, che fi troVava aHora alla Cone 
{en!- Le16- d'dTo Imperadore. Fu raunato un Concilio, deeifo in favorc di lui, 
>JltII., e fpedito in Germania FederigtJ CardlOale dell:! faota Romana ehicfa, 
Sa(fone di N azione, per terrninar qlldla briga con un' ahro Coneilio. 
In que' giorni,_ feguita a dir
 Timgmaro, avea l' Imperadore Ouone 
imrapre10 l' aíTedlo di Tivoli con tUt[Cl Ie macchine di guerra, c fa-. 
cea gran guerra a qudla Città. S. Pier Damiano [crive, che l' ori- 
gine d' eíTa venne dall' avere quel Popolo uccifo Mazzolino, Dllca 0, 
fia Capitano d' eíTo Augufto Onone Ill. e dall' aver- anche obbliga- 
to 10 IteíTo Imperadore a fcappare dalla Città. Ma Tangmaro glTai 
dl a conofcere, che la lite era iofona fra i Romani, e quei di TJVoIi i 
e per- 
{
 dipoi nuovamente andò {opra Benevento, e la cinfe d' affidio pet' molti.. 
tJorni. Ollde tJppena rifolvendo di ritorn
rfene a'Juoi, morl., 



A. N N A L ). D' I TAL I A. 3 
e pcrciocchè Ottone inc1inava in favor de' Romani, i Tiburtini fi ri- I! R A Volg: 
bdlarono, e fu necdlìtato l'Imperadore a prendere I' armi cc:>nua di ANNO 100(. 
10m, ma con trovare que!l' oflò riù duro di quel, che fi penlava. Se 
vogliam cr
dere al me
efi,mo .5. P,ier, DJ.miano. (
), fi tranava dl met- (a) Petrus 
tere a 61 dl fpada tutu gh abm:nu dl quella Cltta; ma buon pcr loro, Damiani 
che capitò in queUe parti S. Romoaldo Abbate, per rinunziare la in Vita 5,. 
Badia di Cla(fe. S' interpofe cgli, tr:mò d' accordo, e feçe che l' adl- :R01nuld,. 
1'.1[0 AuguHo fi comentò, che -Guel Po polo atterraí1è una pane- delle 
mura, gli deOe de gli -ofiaggi,e in mano r ucci(ore del ruo _ U t1zlalc. 
Cosi fu, e il Samo o[[(;nne anche dalla Madre ddl' ucciio 1.1 vita 
dell' ucci(ore. Come fieno ficuri i racconti di S. Pier Damiano't che 
nè pur' era nato in que' tempi, fi raccoglierà dal confrontarli colla naT- 
rativa di Tangmaro Prete, il qua Ie con S. Bervardo fi tfOVÒ prefen- 
te a quefio fauo. Nulla fcrive egh di S. Romoaldo, ma benSI che 
trovando l'Imperadore gran rt:filleoza ne gli a(ft:diati, e .ddiderando 
di u(cir di quefto Impegno fenza dilònore.: Papa Silveltro, e il V c- 
fcovo Bervardo, rno'Íli da Eccleiialtico zelo, fecem i Uan1.a d' entrare 
in Tivoli. Vi furono con giubilo accolti, e dl(po(ero quel .Popolo a 
ri(ouomenerfi lmperatu1"is diti(Jni, con renderfi a dderezione. 11 dì ie- 
gueme u(cirono (*') cunéli primarii Gi'Ves nudi, fem(Jralibus tantum teéli, 
tltxtra gladios, iteva ftopas (ßagelli) ad Palatmm prætendentes; Jmpe- 
rÙlli jure fè fubaEl(Js; nil pacijâ, nec ip/àm fjuidem vÚtlm; qUOi diJ!.'JOS jlt- 
JicaVe1"it , mje feriat, "'lie! pro miftl ;cordia ad palum (c/Jpis exa11Jlnal i /<,1- 
.ei..!t ; fi muros Urbis ad fo:um cOn/planar; votis ejlts juppetat, promtos Ji. 

enti animo cU12fla exfrqui, 
ec juJlis ejus lIfajejiaris, dum <;;iv.mt, cMtra- 
-tliflur(JS. L'Imperadore alle pn:ðhiere <lei Papa e del V efcovo, loro 
perdonò, e rello conchiu(o di non difiruggere queUa Cinà. .Not1nfi 
queUe parole de' Tivolefi: imperiali jure je (ubaflos. In tali cafi and a- 
vano i Nobili a chledere perdono -col metterfi la fpada al collo, per 
-dichiararfi tiegni -del taglio della lena. Gr Ignobllì portavano la corda 
al collo, ptr plOtctlarfi degni d' elTere impiccati. 
TorOlamo ()ra a S. her Damiano, il quale ci fa fapere, ch
 
Onone III. venne a Ravenna nelP anno prefenre, ed ivi atte(e a tàr 
penitenza de' fuoi falli nel Monillero dl Cla(fe. Ecco Ie fue parole: 
(b) .Per tot
m e
iam Q!fa
ragefimam in GlafJè.nft 
lonajierio heatz Apo/li- (b) 1åt11/1- 
11arli, pllum þ!u adhærenlzbus, manJit. Ubz JCJumo & pfalmod;
, prout Ulp. J.S. 
A L 
ak- 


(-) tutti ; pri
ci
ali Gittadini nudi, foillmente ricoperti da j calzoni, por- 
tando avantz dt fè al Palazzo nella dejira Ie Spade, nella finijira Ie 
frujie; e.1Jèr :egíing flggettati dal dritto Imperiale; di IJ;ente capito/are 
'/
ppll
e de/
a 'VIta m
de(ima; colla .fpada ferifta -quei, cbe ne avra giu
 
dt
att degnz, -0 per pleta flagellar g/z faccz.J ad una colonna; Je gJi ba- 
fit? che ie 

r
 de/la Città þ
110 ,(pia
ate a tena, tffir pronti ad eft- 
gutr 'VolentlerJ 11 tutto, nè mal, lor 'VJta duraT/te, eJJcr per &Qntradire 
a i Comandi di fua iHacflà. 



t It A Volg, 
ASNO 1001. 


t,\) fllitiqu. 
11 If. Dif- 
J.rt. -. 


(b) I
idtm 
Dlfferl. :0. 


(c) Ibidt1n 
Dir[rrt. 66. 


(d) Ibidem 
Differl. '3. 


4- ANN ALl n' I TAL 1 A. 
valebat, intentus, cilicio ad carnem indtltus, aurata de[t'p
r p'trpura t
lTe- 
batur. Leclo etiam fu'gmÛbus palliis prato, ip{e ill (lor
tI tI
 p Ipyri) c
n- 
lef/a tmera delic.lti corporis memfJra terebat. Pr
mijit Itaque Romualdo, 
quod Jr"'>erium relinquC11s, i\1u'J'lchicum [u{ciperet 'Hbitum &c. C,,) Chc 
Ottone II I. fotTe'in Ravenna neI dì 2,'). dl Apnle, fi puo anche In- 
tende:re da un ruo Diploma confermatorio dc= i pri\"ilegj del Moni- 
1lero ddle !'vlonache delta Po{tc=rla di Pavia, a petizlOne 01 Pietro Ve- 
fcovo di Como cd Arcicagcelliere, c di Otton
 eonte dc=l P alazz') , 
Nipote d' effi) Vefcovo. Fu daro qucl Diploma (if) XU. Ka/
ndas 
Mai, AulZO Dominic
 Inc.'lr.'/l.tionis J
li"e/ìmo Primo, [ndiclio JI X J 11 J. 
Anno 1ercii Ottonis Reznantis XVII, Imp
rii 17. ÂC11t1l1 Ra'iJennìf!. Pcn- 
dt va tunavia da ctTo Diploma il Sigillo di pinmbo coil' imm,lgine e 
no me de II' I mprradore. 1\1a 0 io non ol1'ervai bene, fc in vece di Re- 
..rr.nalttis XP/I, fofle ivi fqitto XVIII. 0 pure fe veramentc= fiava fcrino 
XVII. perchè ciò ctTmdr), conwrrc=bbc= ammett
fe due Epochc di- 
verfe del Regno. Altri fimili efempli nondlmeno abblam veduto di 
fopra, Ho io parimeme prodona una Lc=nera fcriua (b) dil P.lp:i Sil- 
"elho II. al iùddetto I mpcradlJre, in cui raccomanda alla cura dl Guido 
Vefco\'o di Pavia I' anrichillim0 I\1nnillero delle Monachc del Sem- 
tore. V idi pendente la Boila Ponrifi7ia di piombo; e pure v' ha la 
feguente Data: /If/'Im hoc Amlo DonlÌnic
 /ncarntltionis jUiJ/
jimo Pri. 
1'/0, I1diflione 'l'ertiadecima, ðn110 'l:eru Po1'1t
ficatus Silveftri tmi'i.,'
rfalis 
Paptl: f(l'arto. Ma in quel1:'anno correa l'lndi:::.ion
 X/P. e l'A>1no !Z.uarto 
di Papa Silvefl:ro II. comrnciava folamente a correre ndl' anno fc:guc:n- 
IC. Che anche vc=rfo il fine di Novcmbre tuttavia eOò Impel.1dùrc 
foggiornafle in kavenna, fi racc0giie dJ. un'altro Diploma, (pc:JHo in 
favorc del i\1oniltrro delle Monache dl San Felice dl Pavl.l (c), da- 
to X. Kalendas Decembris, Anno DomÏ1zic
 blcarnationis AllllifilllØ P1'Î- 
t'JIO \ fndiflionc XV. Anno 'l'ercii Ottonis Reg t talttis X,7 II. Impel ii f/ 1. 
ARum Ra'CeJ1n
. Si otTervi ancor quì l' Anno XV II. del Regno, c= non 
già il XViII. come dovrebbc= cfTcre fccondo j' Ep,)c.1 ordmaria di que- 
fto Imperad0rc. M,I qui\'i è c()lã 111'.111:1, che iottolcriva Heribertus 
Canct'ilarius 'Viel trilligiji Archiepifcopi, quando Piet"o V efcovo di Co- 
mo ela tunf>VI'l Arcicancclhere. Apparteneva in que!ti tc=mpi ).1 no- 
bil Terra di Cdrpi, ')ggidi Città, al Contado di Reggio; e quivi (d) 
Amlo Imperii 'l'ercii Domni OttfJni, Deo p,'opitio, Sexto, Pridie Kaie1'!das 
08ubris, Indittione Q!fintad(Jâma, cioè nell' anno prdeme, 7'ed'liáø J\1Jr- 
,'hde e Conte del Contado dllte
3io) Avolo dell" granConteßã M..tll- 
da, 
(*) Pcr tut/a anco III f5<.uareftma con alcuni Juoi pochi r
flò nel Claffiizjè 
A1f1nipe10 del B, Apo/iinare. Do'Ve attento al digiuno ed alia Salmodia, 
come poteva, fencmlo (opra Ja carne i/ cilicio, Jòpra era coperto di por- 
pora dfJrata. Preparato tlnCO ii letto nobilmente, eg:i ftrazitJ.va Ie tenere 
membra del corpo delicato /ùp,-a una floja fatta di fogHe. Promifc a(/ulI- 
que ..I Rom1'tlldo, che iaJci.l-:o /' iJ/zpero fi Jarebbe laffo Alonaço. ec. 



ANN A I. I D' I T .4. L I A. ; 
CIa tenne un Placito in cui {j rrovò in perfona Beïta BadtjJZJ d.:l :\otoni. E!I. A Vo!
. 
,'. , ,', r' , - I " d . ''\ I AI\NOIOOr, 
írem dl Sal1ta Gmba dl Brclcla, e \'1I11e una Itc I terrem. a qua 
l\1arca prefeddfe Tedaldo, io nol so dire. Circ.\ quefti tempi Le6r.e 
Arcivefcovo di R,wenna, caduro in mJl.1 fanità, rinunziò la (ùa ChieCl, 
ed in luogo fuo emrò il fopra menrovato fèderigo Cardin
le della S.lI1r
 
Romana Chief.'l. Non so io concertare COil qu.lIUO abblam veduro dl 
fopl a inrorno aHa permanenza di üuone II I. Augul10 in Ravenna r--- 
per mtta la Quarclìma, il dir{j d,,1 Cronoglafo Sal1òne (a), ch' egli {a) chronl- 
Romam profici{cens fZC7"ofanélum Dominic,e Refurreélionis Fe.flum dtbita ibi grllph. S
X
 
. 'i 
 ' fl " C d ' , (1 h ' 
 11 P f apud Ltlb- 
'VclIera/Jone ctleorare 1;1 It/ut. re 0 10 plU to 0, c e In vece lIe a .. - "" 
qua cgii vokffe dire 'il Natale del Signore. N è {j dee tralafciare, che nztlu,n. 
qudlo Imperadore d:1 Ravenna feee una fcappara a Pavia \'crfo il fine 
dl Giugno, ciò coftando da un fuo Dirlnma, daro in f;l\Tor
 di Pie- 
t
o .v erc
vo di N 
v;;ra (b) !C. K
IMdas ]u/ii 
 l. mo ÐfJ"!1inicæ !ncarntr- (b) TIlTOn. 
Iloms ]l.llll
(imo Primo Jnt/tElione XIV. Anno Cf"ertll Ot/oms Regm XVIl. An"ME, Ea. 
Impu'ii V. Dee d1ì:re 171. Tomato pofcia a Ravenna, fentcndo ful fine II<! h",IC 
dell' anno, che v' erano de'rorb,di in Roma, s'inviò a quella voir:}. .AIM'tln. 
Tro\'ò PIÙ di quel che s' immaginava. Abbiamo da Ditn1aro (t), che ( ) D' 
fra gli alrri porcnti Romal11 Gregorio, prrtonaggio a(fJi caro al me- 
hr, l;



' 
delimo Auguflo gli tendeva delle infidic per prcndc:rlo. Un glorno in 
fatti div.lmpo una follevazion de'Rom.mi contra di lui, per la qU:11e 
fu a(lretto a fug
irfene per una porta fuori di Rnma, C0n Jafciar motri 
de' fuoi nella Cirrà rinchmfi. 11 Cronografo S1(fone (d) fcri ve, chc (d) ChronB- 
qUJnti DC furono trovati, tutti reflarono rrucidari. M,l DItmaro nar- graph. 

xø 
ra, che i Romani ravveduti del 101'0 fJllo, Ii J;j,fciarono in libcrtà, ed 
inviarono mdlì all' Imperadore, chiedcndo prrdono e pace. O[(one 
nulla fidandofi delle 101' belle parole, artefe a raunar qu'wte foldare- 
[che pocc, e tutti i fUOl Vaffillli; e chi dice, ch' c:
li efercitò varie 
oLblnà contra dc' ROIll:lI1i, e chi, che folameme {j prep.11'ò a vendi- 
cadi del rice\'uw afflOmo. Fra quelli, che fpezialm
nte affi 11cmno in 
qucllo bru[[o fr.1I1gente a!i' Imperadore per merrcrfi in talvo, fi con- 

o _ Ugo 
uc,a e l\larchefe di TolCana; ma egli fterre poco a tcrminare 
1 tuol glnrm. Se vogltum badare a S. Pier Damiano (..), Scrinore, (c) Pttr!/s 
chc clcduÌa PIÙ de gh a!tri imbnrri I' Opere fue di v\{jooi, fO b G'ni, e D.tm;lln; 
I ' t 1.7. Ep;ft. 
mlraco It rJI1J, rJcconra, cll:: Ull Vefcovo, di cui a\>ea dlmrnticaro il l
.rt., 0'11- 
nO,me " vide in un rizzone di fuoco tcritte queL1:e parole: Ihgo llftlr- JCt I. ,;: 
elm quznquaginta /1n Jis viyif: indizio della vlcina fua morte. \11 ft> è 
ver
, 
O
1,:; 
vverui dl (opra all' Jnno 961. che 
ia U

o folre Mar- 
chde dl 10lcana. In gu
H' annn, nOI1 ti pord g;à credere, ch' egli 
m.1I1c"lfe dl vHa In era tolo d' anni cinquanu . 
Seguica a dire S. Pier D.:ml.1I1O, che 1'lmperadnre Or(one, udita 
1a 
orre d
1 lVlarchele U go, 0 perchè poco {j fidaf1c di lui; 0 per- 
che non gh place(fe la rrûppa di !ui pNcl17.a, prnruppc in (jud1e 
parole del S.tlmo (f): Laqut'ts contritus ell, & nos liberati fumus. Ma (f) l'f.litn. 
eb
e poco a ratlegrJr/ì e a gl<>narlenc Orrf)nf' III. pcrcif'cchè anch' u3. 
egh paulo 1 0 ft, eodtm fcilic
t Ail/tO, & ipfè de!ullfltu eft. SCOlbr.1.no quelle 
paro- 



(a) cl{im, 
Jel/a Rena, 
Srrj, Je' 
Duchi di 
'1 ,fillnA . 


6 ANN A LID' I TAL I A. 
F I!. A Vo'g. parole indicare, che la mone d' Ugo accadeíìe fuI principio di Gen- 
Ato,t>o 1001. naio. de!l' :\nno feguentc,. rcrchè da lì a non mo1to in -quello Hello 
Mele dlcde fine a1 tUD vlverc anche 10 fiefiò 
mpcradore. !\la Don 
Placido Puccinelli, che con ifiife RomJnzc(co compilò la Vita. di qu::- 
Ito celebre e potente Principe, e it faggio Colima del1a Rena :(a), 
pretendonu, che la fua mone accaderrc nel dì .2.1. dì Dlcembre dell' 
Anno prefente: giorno, in cui i l\.lonaci B..:nedettini della BJdia di 
Firenze cclcbrano II di lui .-\nni\'erfario. Chc if Luogo, dov
 egfi hnì 
fua vita, foiTe 0 PiLloia 0 FIr.enze., Ii credo io fogni dc'moderni Scrit- 
tori. Cerro è poi per a[reflaro del ludJetto S. Pier Damiano, che 
quefio Principe, FlgJiuolo d' Uberto, e Nipote d' Ugo Re d' halia, 
(I) obtinnit utramlue AlonarchiRm (
gIi 3\'fà fcritto Afarchiam) & quam 
cry,.,.benum 'Videlicet, & guam mare AdriaÛcum -alluit. Cioè fu lJuca 
non meno della Tofcana, che di Spoleu. (2) Sed fjuum perpen"eret, 
fuia propter imptobitatem jn)t4fle -vj'Ventium /irMue regere fllramfjl/e nou 
poJlèt, ult1'01/eæ 1'enlintialÌof//S a,.bitrjo ceJlit lmpet'atorj A-lmÛJiam Came- 
,'il,i cllm Spoletano lJ/tcatu, juri 'Vero proprio TNfciam t'eje1''Vavit. Se 11011 
fi dJf1"onerrano altre ml:morie, non è f,ICile ii conolètTe in qUJl tempo 
luccederre quctta rinunzia dd Ducato d. Spo1eti, e deila Marca di 
Camerino; anzi può anche nafcere dubbio imC'rno alia rneddima. Ab- 
biJrn veduto a\1' Anno 99f. un Ugo Duca di Spoleti e Marchefe di 
C:]merino. Aggiungo or.l, crederli da me 10 fl:dfo, che Ugo Mar- 
chefe di Tofcana. Perciocchè fra Ie Epillofe di Gerberro, una fe nc 
(b) Gerbtrt. ]eg
e rcrina a lui, già divenuro Pap I, con quC'"\lo titolo: (b) Rl'Ve- 
Epi.ft. 158. 1"ellliJIimo Papæ Gerberto Otto gratia Dei lmperator Âuguflus, dove di- 
TIm. II. ce, che trovando. nociva l' ana d' Italia alia lua fanltà, vuol mur.trC 
Rlr. Franc. r f " d . fl ' { .> I . I (j , . 1 I . (. 
B.- chesnl. pacle; ma C le In amto e 0 apa eg I a cIa pnmoreJ ta zæ, e ma - 
íi mamente (J) llugollcm 'I'Ufètl1tl .....obis Pel. {}mnia fidum S. (forfe fciiict't) 
Comitem, SpoletÙzis & Camerinis P,'æfeflum, cui oao Comitatus, qui rub 
lite funt, 'ë:cflrU11l Qb amurctn tontulill'ltls, nußrumque Legatum cis :ld pI 4- 
{ens præfecimus, tll Populi Reft01em babeam, & 'Vobis ej:1S opet"a debita 
Jcr- 


(I) Ottenne l'l/ntl e l' a/tra l1farctl, -cioì e Ja bagllata dal mare Tirrcno, 
e la bagnata dal mare Adri/l.tico. 


(2.) 


l\1a confiderando, che per /a i1'1iquità de' mal' 'Vi'Vtnti, i' una era/Ira 
lion porea go'Vernare 'VatorDjåmenre, con rÙzunzia (po1Jtanca cedè air !m- 
peradwe la 1vlarm di Camerino cot lJtlmtfJ di Spoleti, ed ai Juo dr/ltl 
,.j(er'llò la roþalla. 


(3) 


Ugo Tofcano -a :Poi in lutto fedde S. (cioè 0 fempre) Cøtlte, Go<;;er- 
natore di SpoleJi, e Co erino, a cui OUQ COlltadi, Litigio/i, per amor 
'Voflro abbiamo Jato, cd a fjl/eJii per ora IQ abbialllo poJ1o per t!oJ1r
 
Legato, acCÎò i P(Jfoli abbrano GO'llernatort, ed (J Yoi per opera it 
Lui prtjJ;'lo i ßO'Vuti ftr-vigj. 



ANN A LID' I TAL I A. 7 
[er';)jtia exhj/;eant. Circa quelli tempi {i conofce fcritta queO:a Lette- ER:\ V(111. 
ra, e dalla mede{ima impariamo, che Ugo Marchefe di Tofcana co- A!Ho.OICO
. 
mandava anche a Spoleti e a Camerino. Dove è dunque la ceffionc 
di que' Principari a noi narrara da S. Pier Damiano? Anzi it Marchefe 
Ugo, in vecc di rinunziare in quefti tempi ciò, ch' cgli godeva, cer- 
cava ancora di goderne di più fccondo il cofiumt" ordinario de i gran 
Signori, che mai non {i faziano d' accrefcere i loro Stati. Oi qui ap- 
punto abbiamo, ch' egli acquinò ono Contadi, non goduti prima. 
E un Contado allora per 10 più fignificava una Città col fuo Oi- 
ftretto. Non lafciò dopo di sè it Marchefe U go alcul1 Fighuolo ma- 
fchio, e rel1a tnttavia involto nelle tenebre , chi folre r erede dcgl'im- 
men{i flloi Allodiali. Gran fofpetto ho io, che per qualchc fua Fi- 
gllUola, I) Sorella, 0 Zia, palfata ne'Marche{i Progeniwri della Cafa 
d' EO:e, a loro devenilre Rovigo, EO:e, la B.ldia della Vangadlzza con, 
alrri Stati, {iruau fra Pad "va e Ferrara; perciocchè gli E1lenfi't prima 
potenti nella Lunigiana e Tofcana, fi cominciano, da quì innaozi :1 
novar Signori anche di quefti altri Stati, e fi vede ricrearo in d1ì il 
nome di Ugo (a), elrendo anche aHora, non men che oggidì' vigorofo (a) AnticM
 
il coftume di rmovar ne i N ipoti i nomi degli A voli 0 Parenti sì pa- tà Ej1tnJi 
terni che materni. Andando innanzi vedremo, chi fuccedelre al Mar- P. 1. c. II, e 
chefe Ugo nel Ducato della, Tofcaoa, e in quello ancora di Spoleti u. 
e di Camermo_ 
Tornando ora ad Ottone IlL Augufio, ufcito ch"egti fu di Ro- 
ma, e raccolri che ebbe tutti i fuoi VaíTalli e foldari, moLlrava ben 
grande ilamà nel volto; ma riflerrendo a varj trafcorfÏ della fua gio- 
vanile erà,. internamente nondimeno fiava rnalinconico, ed anendeva 
a fame penltenza (b) colle lagrime, orazioni, e limoune. Secondo' gli (b) Anmili- 
Anoali d' Ildefeim (c), egli folennizzò la Fdla del fanto Natale in Todl till ;Ilxo. 
in cornpagnia di Papa Silveftro. Pofcia- Sa/ernum Oppidum adiit, fia Chr. .t;.r. 
fcrir{O ne' fuddeui Annali j ma con errore, doyendo dIre Paternum lC) Ann.les 
Oppidum. Qlel che è PIÙ fi:rano, e 10 racconta- Ditmaro, in queLli Hi!des- 
mede1Ìmi tempi ,.Ienza che ne fappiam I" cagione, in Germania molu hum. 
Duchi e Conti, con participazione ancora de i V efcovi, rnacchina- 
vane delle novità contra dello ttelro Onone III. e ricorfero per J eO:o 
ad Arrigo Duca di Ba'Viera'. Ma perchè il ritrovarono ricordevole degli 
avvertimcnu lafciati a lui d,ll Duca Arrigo fuo Padre di oßèrvare re- 
ligiofamenre la fedeltà. dovu(a al Sovrano, non :mdò più innanzi la 
101'0 mena. Scnvono alcuni, che elro Ouca Arrigo {i trovava coll'lm- 
peradore, allorchê quefij fu forzato a fcappare di Roma. Ciò, ch'io 
rapportl'rò all' Anno feguente, ci darà abbafianza a conofcere, che 
Arrigo dimorava ful fine di queit' Anno in Germania. Ma s'io ho da 

onfelrdre II vero, terno forte, che Ditmaro, e i i"uoi Copiawri non 
fieno Itarj a{f.1.i informari di quetti fconcerti. Tan g maro Prete (d) (d) TI1'!g- , 
h d í1ì ' d ' I I V d ' S B d ' r 1 S ,'mllrUJ In VI- 
e e come I 1, CI ICl e a 
ra ! '. ervar 0, e. tu non 10 0 CI"I(- tll S, Btr- 
tore conremporaneo, ma tefhmol1lo dl villa di tall avvenimenri, la- vvardi. 
fcia fcritto,). chc terminato l' aíredio di TlVoli (aírcdlo fucccdur? ne' 
pnnll 



8 A N 
 A LID' I TAL I A. 
Fll A Vo'g, prml l\.lcli deli' .\nno prell-nre) col perdn:1o dato a que' Cittadini, it 
.>\!>:NO 1001. Popolo R omana, il qua1e \-ol
a pur dlsfarra qudla Cmà, ed atterrato 
qud Popola per una gara, chc vedrcmo continuata ::mche d'poi, la 
prere: contra ddl' I mper.ldore, ferrò Ie Porte d. Roma, ncgò ad dTo 
.Auguilo, nfln che a i luoi I' enrrarvi, ed arrivò anchc ad uccidcre 
akuni de' ftddi del medclirno I mperadorc. Si venne pc:rciè all' armi, 
ma Dio volle, che i Romani fi ravvidero, implorarono cd onennero 
]a pace, cglino Hd1ì kvarono la vita a due capi dl.l1a ft'dizione, e 
tuuo r
tlò quieto. (I) Pacem pctunt, facramenta ;mlovant, fidem ft Im- 
perator; pn pctuo {epvatuyos promltttmt. Sul principia deW Anno tuna 
queito acc:tude. Tornò In Gel n1.1l11<1 S. ß;:rvardo, c pcrchè con turto 
l' .1ppogglO del Papa e dell' Imperadore non pmè ottener giufiizia daW 
Arclvelcovo IfTilligift, nrpcdl vafo II fine dell' Anno il fuddcrro T.mg- 
maro in I talia. Qudti lmperatorem in Spo/etanis partibus Feper;t; vi ar- 
ri\'ò anche il Papa, ed amendue '1ude,tinæ Nata/em Domini ceiebrarunt. 
In cfT3 Cinà fu poi tenmo nel dl fcguenre un eoncilio di molti Ve- 
fcovi d' halia, e di tre Tedei<.hi, nd qu.\le Tangmaro efþofe Ie do- 
glmnzc del tuo Ve(co\'o, e nc riponò buon Plov\'cdlmenro. Licen- 
ziato dipoi con aCTai Icga1i li p.mì alia volta della Germania nel dì 
I I. di Gernaio, con :JgglUgnere, ch
 "Imperadore poco apprdlò, 
eioè X. Kaimdas hbruarii per una fcbbrc già incommciata tcrminò 
i floOI giorOi. Pcrò n<,n 1'0 vcdere, come regga qudla guara contra 
de' Romani, e quella \"endetra, che ci vien racconta[a da Ditmaro. 
Tuno era in pace, ed anchc Papa Silvdho in buona 
rmonia ca'Ro- 
mani pac:t1camemc celebrò que! Concllio in Túdi. Ma prima di tcr- 
mlOare gli avvenimenri di quell' Anno, dee farli menzionc d' uno, che 
a\[rond.: non s' ha, fe non dA due Storici Mllandì del Secol", di cui 
(a) .Aruulf. Pdrliamo, cioè da Am-a.lfo (a), e da LanJolfo Icniore (b), Stando fer- 
Rlflor. Ml- 010 Onone III. di vokre per Mog\ie una PrinClpcl1å dell'lmperi.ll 
1 ,-lJOIIl'Jl1l! Corre JI Grecia, giacche indarno t' avea chiell:a con una pr
cedcnte 
, [. C<lp.IJ- A b fi ' J d I . li . h . II ' .\ 
(b
 LIl1'JJul- m a cena, Ipe / co a, per quanto I puo cong Ictturare, ne al1!1 0 
[us fmlor prefeme, Arnolfo I I Arcivelco\'o di Milano. Vi andò egii can lu- 
I,;. 2.. c. Ii. p.:rþlßìmo accompdgnamU1to, riceveue inGgni onori da B.diho e, Co- 
lla. 10 Augutti, ed onenne qUdnto dimandò. Ma inmile riufcl, il 
CUI) \' iagg'o e tr dUato, perchè. tornato in I taha tro
ò _O
[Qne II J. .{ hla- 
mah1 da Dio all' alua vira. II (uddeuo Landolto !emore, Scrntore 
talvoha Par.lbolano, lafclò ferlno, clle olt re a molti altri regaii ri- 
porra[/ da quedd Cone, dTo Arnolfo (2.) Serpmtem 
1Jeum, quem I.Hoy- 
fts in deftl to divino Ù11}'erio exaita'l,'erat, 1mperator; 1'equ;fivit, t3 kabere 
merUIt; 


(I) Pace dimandano, rintJo'Vano i giura11lcnti, promettonø di mlJnte1ier fi ftm- 
pre fedel; all' Impcradore. 
(2.) jJ ferpente di hronzo, che 
\1osè innalzato avea nel difertø p
r dh.'infJ 
CO'1'JJa1Jdo., ricercò dafl' J'1'JJpe'ud,J1e, e t' fltlenne j e velfenao 10 eJallò lima 
Chicfa di S. Ambrogio. 



ANN ^ L J D' I T ^ L I ^. '9 
meruit; & 'VenieltS in Ecclefia Sanfli Ambrcfii ipjum exaltavit. Mirafi ERA Vo1g. 
tuttavia nella Bafilicn Ambrofiana di Milano un Scrpente di bronzo ANNO lCC>l.. 
fopra una colonna di marmo, crduro il medefimo, di cui FarIa Lan- 
dolf{); c lòpra di quefia iníìgne Reliquia c mirablle il vedere, quanto 
abhiano fcrino varj Scrirrori l\1iIJndi, fcnza accorgerfi, che quefia 
è una delle groiTolanc templicità de'Secoli barbarici. Sembra a me , 
d' aver prodotta altrovc (a) la vera origine di qudlo fcrpente di bron- (3.) r Á11tI J: 
%0, conlervato in efTa Bafilica; e pe-ro a1rro non ne foggiungo. ;:;/iQDI- 


Anno di C R liT 0 MIl. Indi:iionc xv. 
di S I L V F. S T Roll. Papa 4. 
di A R DOl N 0 Re ti'ltalia I. 


D Tmorava I' Augufto Ottonc Ill. nella Terra di Paterno con poca 
fanita, intento agli efercizj di penitenz:1. Quefta Terra di Pa- 
terno Coíìmo della Rena (b) la cn:de íìruara nel Conrado di Perugia, (b) C
fim' 
diilanre una giornata da Todi. Leone OLlicníe (c) chiaramente fcri- :tll,tI dR
na, 
ve, che ûaane fi ririrò C 1 ') apud Oppidl.óm, quod nuncupatur Patemum, 

l:hi 
 
non /onge a Ci'vitate, qu
 dicitur CajlcJiana. NeUe Ta\'o1e del MagiC1l (c) Leo 0- 
tunavil íì o{ferva PateJ'no del Contado di Ciuà CaLleIJana; C Fero fl.itn. cl-r. 
non DeCOlrc It:nza tcfiimonianza de gli amichi cercare altro tìt') chc I,/;. 1. c. 24. 
qudto. Stando in dfa Terra Orrane, che s'intitola Ser<;;us Apoflo/tJ- 
,'um, died
 un Diploma (d) in tãvore della Badia di Flrer.z.e Fl. Jd<<s (d) PI/rei. 
Janua,.Ü, Anno DominictZ IncamatitJnis J11I. IndjEfiOlIc XF. Anno 'Ieïtii ,,
lti C,o- 
Othonis Rel.ni XF Ill. Imperii F l. Datum in Pata no. Si oí1en'i ancor ';(;/{tl;:
 
quì I' Anno del Regno XFl11. chc= fccondo l' Epoc.! ordinaria do- r

ti:a."- 
vrebbe dfere il XIX. e però indica un' Eroca dlvcrl:. daU' altra. ForCe 
è prefa dall' 
-\nno Sg4. dappoichè colh ccí1ìooe del Duca Arrigo egli 
fu riftabilito ful Trono. PoCci.1 neI dì I L del mcdeíìmo Mere nc 
fpedì un aItro in confermaz.ione de' Bcni del Moniilero di Santa Maria 
di Prataglia (e), 111. Idus Januarii Am:o D(;milJic
 lncaY1'liltionis Mil. (e)lb.Þ.109. 
Indiflione Xl'. Anno .autem Domni O/fonis incliliflimi <.rertii Imperatoris, 
Regnantis quidem XF 11. Imrerantis r 1. Allum in Paterno. 1\1a da 1i a 
pochi di Ia morte rapì queito giovane J mperadore, della cui nobilif- 
fim:s indole, maravighofc: dnti d' animo e fJpere
 non (ì fniano di par- 
lare gli Storici amichi dclla Gerrnania. La mGrte fua ne gli Annali 
d'lldefeim {f), c da Elmanno Contratto (g), vien regiP.rat:t nel dl (f? Annal, 
Z. J. di Genn
io del prefeme Anno. DI
maro, che, la n
t:rre, nc! di 
', ::i
t
- 
f?rfe volle Jntendere della fep-olrura. Se ad ,alcum 
crItton 1 cde1chl (g'r Htrman- 
S ha da credere 
 Ouone III. fu porrato all a!tra vIta da una fcbbrc 1/US Cð1Jlrtl- 
perecchiale. Ma Leone Ofiienfe, Landolfo feniore, Roberto Tui. t1us iI. Chr. 
<.rom. F 1. B zien- 


(.) p1"l'Jlò i/ CaJlcllo chiamato Paterno, non lUIJg; da/!a Città della Ca- 
fie/lima. 



10 ANN ^ LID' I r A L I A. 
E -II. A ,. olg. zienfc 11 Ra.dolfo Glabro, ed 
h:ri, tutti concordemcnre atreriCcono, 
In.mo 1001. (h
 ml1f1CÒ di vita per veleno d,1togli da Srcfania, gi:ì Moglic di qucl 
CrcCüt:nzio, ch' egli avea farto ...iecapit.lre, benchè fieno dltcordi nella 
maniera, cd abbiamo inti al"caro di moire dice.-ie popolari quefto av- 
venimenro. L' incauro P.rtncipe s' 3o\'ca prel:l pa coocuhio,l quell, 
Donna, lolonde fu a lei tàcile il fJr vend-ern deW ucciíø Marito. Chc: 
Onone I' ave{fe prefd per Moglic, come harmo ntTeriro .:tlcuni , e poi 
Ia riplldiaerc, fon f.lvole a mio credere mte nell' immagin,uione 
ella. 
bllona genre. Fors' anehe è una f.woh qud concubin,tto, che non 
s' accord" colla penitema
 a eui eglt aucJ1deva ill quelli tempi. Fu 
incredibilc it dolore e pianto di tuni i luoi per I'immamra mone di 
quefb d.l loro arnatiffimo Principe. La tcnncro elli eelara, finchè fi 
raun.1ffero Ie ColdateCche Cparle per Jc Calkllaj c poi fj mifero in 
viaggio per riportarne il Corpo ad Aquiigrana, dove egli dcfiderò 
(a) Ditmar;. d' eHere leppcllito. Ditmaro (a), e l' Annaltlb (/0), e il Cronografo 
lIb. 4. SaíIooi (c), ferivono, che divulgara la mone di Duone III. e chc 
(b) .A1J7IRli- veni\'a trafporraro in Germania il cooavero Cuo ð i Romani (Ce pure 
fill. Sßx h ". non J,loglion dire g}'lrali.mi) barbaramcnrc fi fC:Hcnarono contro Ii! 
(c) C øno-. , ' 1 A d ' T d {i h ' d ' , 
[,raph. Sa"
 P,ICO'), a rmara e c 
 c,,; e ora 1.1 agu:HI, ora a campagna apena 
_pud Llib- 1 a(fahrol1o, con etTere fpczlJlmcmc fucccdutc tre banaghe, nelle qua- 
nitiull}. Ii ebbero la peggio i Romani. In Comma per fene giorni cominui 
bifognÒ. marciar qll1!t Ccmpre combanenJo j nè fi trovarono mai ficuri, 
fin,chè old ßrrnam prt'veniuilt CivÌJatem. Mol. ill vecc di Bema. fi ha a 
mio credere da Ccrivcre Berona11l, cioè reTtma, in cui era Marchefe 
Quone Duca di Carinria. In f.itti nella VÜa di Samo Arrigo Impera- 
tI-) d 1- dore (d} fi lcgge: CUYJZ ma:âma diJIicullflfe & perimlis piuribuJ per Ye- 

..J.d:S 'i" ronam, per Bavariam, cadaver ipfius reporfiÚJA1It. FUfl'no p0i ftccolti ad 
Yit. S. HtlJ- una Cone del Velco\"o d' A ugu fla d.. ArrigÞ Ill. Dllca di B LViem, il 
ri,i Imptr. qUJle eominciò di buon' ora a fare i fu:>i negoziati, per eRere dcno 
Rc, giacchè il defunro Auguno non avea taCciaro dopo di sè prole 
alcuna mafc-hile. Era cero Arrigo, Figlmolo di Arrigo Duca, e N i- 
pote d' un altro Arrigo [)uca, già da rwi veduto Frarello di Ottone 
il Grande Augu!lo; c per conCegueme Ce era mancara b lmea. d'dfo 
Qnone, durava nondimeno in lui L
 altra, in guila, eh' egli pretendeva 
come: per diritto eredirario la Coron
. Però per forza oceupò 10 Scet- 
[ro, ]a Corona, il Porno, e gli altri ornamcnri I mperiali. E percbè 
il fanto i\rcivefcovo di Colonia Eriberlo avea mandata innanzi \a Lan- 
cia, il feee arrefiare, nè il rilafciò fenz:!. figurtà, che gliel avrebbe 
inviata. Fu poi data fcpoltura. aL Cl\rpo del defunto- Imperadore in 
Aquisgrana. 
In quefi:o mcnrre,. cioè appena inteCa la. mone di Ouone II I. 
Augulto lcnza fucceffione, i Principi, Vefcovi, ed altri Primati d'l- 
taha furono in gran mota. A i più pareva, chc foere ri{orta la lor li- 
bertl per potcr eleggere que! Re, che foere lora più in grado; e 
tanto per amore dellJ propria N aziom.. 
 qU.lmo pcrehè non crano molt
 
foddlsf.mi del govemo dc' Monar,hi Tcdelchi, s' accordarono atT;;iffiml 
d' ei1Ì 



ANN A LID' I TAL I A. I r 
Ò' effi nella Dicta tenuta in Pavia di eleggere \1It Re I taHano. Artloino J'! It A V"'g. 
J.'1-1archeft d'Ivrea, Principe per accortezza e pel' ardin", ma nOIl già l\r.NQ l
q.. 
per Ie Vir,tù C,ritbane, fuperior
 a molti, quegli tù, ch
 guad
gnò ! 
voti de gh aIm, e fi fece eleggere e coronare Rc nella Bafihca dl 
S. M iche1e di Pavia. Epiftopicit/a il chiarna. Dj rmaro, e ne abbiam 
'Ycduta la ragione 
i fopra 
Il', i\nno 99
. F
\'ole io rel?uto qu{'
Ie, (3' Cafli- 
c
e rae.conta .V aler1an
 Ca
lgIlOn
 (a), fpac,clando" ('he In l!na Dleta ELionc milt 
dl Lod. fegut(fe I'dezlon dl Ardo
no. ArnoJ
o 
111
nefe, dHaramcnre A, Ii nottu:.ÌIJ- 
fcrive: Papite eligitur. Nella Crol1lchetta de I- Re d Iraha (s,), da me n
 al 
t.Ç1J" 
data alia luce, fi legge, che dopo la morte di Ortone III. fuit tunc d ;.tallil lei 
Reg"tlmft

.
fge l!l!lP. dies: pie tjui fi 4Ìt , Dominico" & fuit !17. !'-1 m - ft:)':;
:;dot. 
fts Februanl In C1'V'tafe Pap,a mter Baftlrcam Santil i"l-lIchaelts fUlt co- Llfti". T, %0. 
ronalus .ArdoiíJI
s Rex. Cadde appunto il dì XV.. di Febbraio dell' Anno Jag. 104. 
prefenre in DomenicII: e di qui ancora s'apprende, conrando i dì 24. 
del Regno vacante, che Ottone finì di vivere nd dì 2J. di Gennaio. 
.Ardoino chiamato da Ditrnaro Hardwigus, & Hardwi(tis, e da Arnolfo 
Storico Milanefe di qucfio Secolo (c) nobi/is 'Ipporegite Marchio, era (c) .Arnulf 
Figliuolo di Dodðne, 0 fia Doddone, come fi ha da un fuo Diploma, li/flor. Joi
 
dato (
) Anno Dominicte !.n:arna
jo nis . MX I. . '1értio Ka!endaJ, Apri/is, 
t
';;uf;,,
: 
Indiéllcne IX. /lEfum Boblt I" EpiJèopab Pa/alto. QueUo connene una -1I/ln Blbli.- 
Dona7.Ìone f.\ua a S. Siro di Pavia pJ'O anima Palris lIoßri Doddo'lis, thtc. 
i!b,,(. 
& pro anima PatnÛ noflri Dom1Ji Ada/berti, I"fJgallte Domno lrilelmo Centur. ll. 
Marchione car4/imo Co"fobrino germano noftrD. N è dà egli il titolo di c
p. 10. 
Marchefe al Padre nè allo Zio. Da a}[I i il Padre d' .-\rdoino Cembra 
appellato Oddone, cioè Ottone; ed avendo Ardoino avmo un Figliuolo 
nom.ltoOttone,(I!') pare, che non fia fenza fondJrnemo un tal Nome. (e)lh.c.3. 
Per quanto ancora ho oíTervato neUe Antichità Ellenfi (n, non è in- (f) Antichi- 
vcrj(ìmile, che Ode/rico Magnifredo, 0 fia Manfredi, Marchde celebre là Eflenji 
di Sufa, e FrateUo di .A/rico Vefcovo d' Alii, fo(fe ruo Zio paterno. P.l. c. I). 
Comunque Ga, Ardoino diede principio al fuo govemo col confermare 
i Pr!vilegj di 
arie 
hiefe. Uno d
' fuoi Diploml pel Moni-liero di (g) Bullar. 
S. Salvatore dl Pavia fi vede fpedlto (g) X. Ka/e'ldas lt1artii, .Anno cnJin'1If. 
Domi"icte /ncarnationis ltill. .Anno Domni Arduini Regis I. Allum in T: 1.. Cø".. 
Papienfi Pa/atio. Il Margarino ha drmcnricara l'lndizione. Due altri fillut. 7(. 
dati nello fie(fo giorno per la Chiefa dl Como fi leggono rrcíTo il (h) Tatt; 
Padre Tatti (h) colle feguenti nore: PIll. Ka/mdas /lprilis Anno Do- 1ft. drUa 
minic
 Incarnationis Miilejimo SecMndo, Inditlione !?<.!!intadecillJa, .Anno chllJß IIi 
'üero Domni .Ardoini Regis Regnantis Primo. Affum Caflro i
o'ntigio. Como T. 1. 
Così pa(favano gli affari d' Italta, ed inranto fi dilþu:ava in Germ,Ulia 
per I' elezione del nuovo Re. J due principa\i concorrenri, ol
re ad 
Ecchicardo Marchefe di Turingia, crano Erimanno Duca di .!\lemagna 
e d' Alfazia, Figliuolo di Udone Duca, mono nella fconfitta data da 
i Saraceni in Calabria ad OUone 11. e il fopra mcntovato Arrigo Ill. 
Duca di Baviera. Prcvalfe in fine, ma dopo mold rnovimemi d' armi, 
co' fuoi aderemi cíTo Duca Arrigo, il quale in Magonza per arrc:fiato. . 
di Ditmaro (;) PlI. JdtlS Junii in Regem eligitur, acciamafllr, & a ( e l ,, > DII"' j llr. 
ß z. Willi. r,,,.. 5. 



111 ANN A LID' I TAL J A. 
r B. A Vo1
, 1lTi/l
e.i(o Prtl'[ule henedicitur & corOJ1(1tur. Adelboldo (.2) Ccrill'eo, 01,VfI 
I ,"0 I l Ol , ' Mus ]unii, Ctnè lårà flato eletrn od dì z.r. di Maggio, e coronna 
,al JJ t. 0 - 1 d - 6 E ' b d ' , d ' . . 
...S In Vit.1 nt', I z.. n era en egno: tante VIrtU ammo concorreVolnl} 10 
.... Rer.rÙi. !U1
. e m:1îlìmamenre h Religi()ne e Pied, per cui fi meritò porcia 
11 molo di Sanro. Claudus, cioè Zoppo, fIa g!i .'\ rri
hi vieo applll- 
latn d,\ akuni. pcrchè zC\pp:nva di un piedc, A VCol per Mogiie Cu- 
mf,01l'ln, Fi!!1iuf)!:t di Sir,efredo Conte di Lucemburgo, ch-.: can lui gJ.- 
rf"ggiava ncl roffc=lTo ed cft'Tciz;o dellc piÙ rare V mll, c per caglon 
d'dlè arrivò anch' ella ad effere regiftr:lta ncl C.1Ltlog o dc' cclefti Cit- 
tadini. (") Ricevette :Inch' elT, clipoi la Corona Reg.lle ncl giorno di 
S.m Lorenzo in P3deroona. Sn[[o il prefemc Ann,} Lupo Protol'pat.l (c) 
raccont1.. che (I) oh{edit Sa,nhi Cn}t/!s (cioè il Gener,lle de' Saraceni, 
o fia de'Mnri Affric:mi, radroni della Sicilia) BarulIJ a die 11. J.Unii 
uf1ue ,zd (anélum Lucam Men{e Offobris. crulle /ilerata eft per Petrum 
DtJtem J7eneticomm. Q!Jdlo farro gloriofo di Pietro Orjeo/v fl. Doge 
di V(.nezia non fu ignoro all' accuratiffimo CroOltb dl Venezia An- 
CJ' DAn- drea Dandolo Cd), di cui fono Ie fegu
nti parole: (z.) l{ie DIl.
 etiam 
.,Ius in contra Sn1"acenos, qui Barm{em UrÞem Apuliæ o
(èffiml dttinebant, Win 
chronico 'I(JVn/i {lolo pErrexit, & Urbem intra vi/ , .';3 viðualibtl} rJJlll1Íit. Et C'lln 

;.' /:


. Grlf!.orio Cttfnþnno Imperiali ex Urbe ex;ens, de S,J1'(lcmis viElfJriam habllit , 
& liberatil Urhe ab obfidione J7enetias redii/. n Sigol
io differ} qudb 
imprel':t fin') all' Anno Ioof. 
Non fu I' alTunzione del Re Arrigo al Trono Gcrm
mico fcnza 
conrrat1i, c maí1imamente dal1a parte del CudJerro Erimallllo Duca 
d' .-\ lemagna, 0 vog1i:1m dire di Sucvill. Turravi.\ giacchè chiunque 
dc' Ihroni a [U[[a prima non aveva acconfenrito all:1 di lui dczione, 
di mano in mana veniva a rCI'derg1i ubbidienz,\: Enm moo anch' egli 
prefn mi
lior conGglio, ful principin d' Ottr.,bre dl queit' anno, e non 
gi.ì neI fegucntc, come h,nno 
li A nnJli d' Ildcsheim, an,!o a giuar- 
fcgli a. p:edi, e a giurargli fede1rà, Di qudli prolþcrofi fuccd1i del Rc 
Arrigo informato il Re A rdeino già andava pre't'cdeoJo, cbc non tar- 
tc) Dilm
r. 
crehbe moIro il Re Ge
manico 
 po
tar !a, guerr.l in h
lia_ (t'); rm 
chr,nù. III qudlo menrre fi faboncava eglJ la lua rovma col trattar afprJmcntc 
ti
. s. que'medefimi Principi d' Iralia, che I' aveano melT" ful trona. FrJ. gli 
alrri, pc=rchè il Vefcovo di BreCcia gli diffe alcune fpi:lcevoli p'arolc,'t 
il preCe pel ciuffo, e il cacciò vituperofameme in terra,. come Ie foflc 
nata 


(b) ,A"n-41e-s 
HildtJ- 
helm. 
(c) Lupus 
pr.o.tøfpAlA 
il, Chronicø. 


(I) l
lfrdið Sa{i Ca,yto Bari Jal dl due tli maf!,gio fino a S. Lllca nel meft 
Ji O//obre. AI/ora III. liberata IIa Pietro Doge d, J"enezla. 
(1.) Code/lo Doge alleo contra i Saraceni, ehe tene'Vano ajfuliala /a Citt.-s 
tli Bari nella Pu<
/ia, andò con flotta J1ilv..Ûe, ed ent,-ò nella Cit/à, e 
Ja Plovidc di velto'1:aglia . E con Gregorio Catapano Imperiale uflend, 
tli Città, vinfè i Saraceni) e liberata Ja Città tlall' a.ffitlio ritornò · 
!Te'lezi" . 



ANN A LID' I TAL J A. 1-3 
flam un bifo1co. Ql:lefia fua sfrenata col1,
ra fu cagionc, che m,olti E"A Vol
. 
rlt.' Principl ha1l.1I1i, pemiti d' averl') inmlz:lto, fegretamente fped,ro- ANNO I
OZ.. 
no 0 rncffi 0 !euere ad invitare in hali.l il buon Re Arrigo (a). Era, (3) .Adtf- 
come ho detto di Copra, in quen-i tempi Duca di Carintia e Marchefe j,
ldllf in 
della Mrca di Verona, 0 (j:J. di Trivigi, Qttone, quel medefimo, che y'I'; 
. Rm- 
vedemmo Padre di Gregorio V. Papa, iI \. ui Padre fu Corrado Duca TlCI. 
di Franconia, la Madre Liurgarda Figliuola di Ottone I. Augufio. II 
rlifcender' egli dal fangue d' e(fo I mperadore, congiunro col credito 
i 
una rara probid. e faviezza, parvero tali prerogative aHo .1te(fo ArT(: 
go, non per anche Re, che gli mandò ad offerire il Regno. Ma egh 
con umiltà fi fottra(fe a quefln onore e pefo, e per quanto potè, coo- 
però dipoi all'efaltazione d' Arrigo. Dalla Germania, ove era ito dfo 
Onone, t:bbe ordine di tornarfene in Italia con un picciolo corp/) di 
Armata. Ardoino, che teneva di buone fpie, non folo penetrò la di 
lui venUta, rna feppe ancora, che cal:lto e(f" in Iralia, erano per uni- 
re con lui Ie fone loro Feder
(,o ./1,.cive/covo di Ravenna, e Teodolfo 
AI'1.Ycheft. Cosl h:l il [dlo di Ditmaro, e quello eziandio dell' Anna- (b) 
lifia Sa(fone (6); ma fcnz.1 dubbio in vece di Teodolfo, s: ha quivi da lifta 
::"; 
leggere Teodaldo, 0 {ja 7êdaldo L'1a,.che[e, A volo della gloTio[a Conre(fa R/lld E,- 
Matilda. Tiebo/dzu è nominato da Adelboldo (,-). Però Ardoino frer- 'RrdNm. 
to.lotàmenre con tune Ie fue fõrze accorfe aile Chiufe d' I talia, che iC
d.Adtl-. 
finquì erano nate guardate da gli lIomini del Vefcovo di Verona, e /:pr: s UII 
per forza Ie prefe. S' avanzò anche fino a Trento, credendo, che colà . 
fo(fero già calati i Tedefchi; ma non avendoli trovari. fe oe rornò 
in frena alia campagna di V crona. CelebFava egli la Fefl:a del fanto 
Natale in un Canello, quando giunto il Duca Ottone alia Chiura 
dell' Adige, e trovato tèrrato qucl pafso, rnandò al Re .-\rdoino pre- 
g.mdolo dclla Iicenza di poter pa(fare. Trattenne Ardoino i Melli fino 
alia mattina fcgu{;nte, e ndid notte raunate Ie fue truppe, ful far del 
gior
o i,n ordinanza di battaglia ,poTtoffi ad affalire i nemici. C
Ida fu (d) Pllg;Nf 
quell aZlOne, moho fangue coLlo all' una e all' altra parte; rna In fine CrÏti,. lid 
rell:arono fconfini i Tedcfchi, e pochi fe ne falvarono coil' ajmo delle .AnnRI. BII-. 
gambe. N arra il Sigonin quefto farro fotto l' 
nno 1-:)03, ma a(fai chia- ron.lfd .Ann. 
rament
 ti raccoglie d," 

(ll1dr?, che ciò feguì f
1 terminare, dell' a
- é
)Oi;;tmllr. 
DO preteme. Non erro gla egh, come prf'tende .1 Padre Pag. Cd), 10 chronic. 

acconrare una tal barraglia c: virroria, e(fendo cofa indubirata, perchè lib. 5. 
a(ferita da Ditmaro (t'), e da Addboido (n Scritrori di quefii tempi. 
) .Adtlb
l- 
Pari mente Arnolfo Storico del prefenre Secolo [crive Cg), che il Re s
s 
:n:';

 
Arrigo per configlio de' Principi d' Italia fegret1mente a lui fJvorevo- (g
 .Arnu!f 
Ii, (lit) tli,.exit in Ita/iam Juum cum exerâtu Duce1'Jl. Cui occurrcm virili- I-iiftor. .Me- 
Ie,. Ardoií1us, [aRa congreJlione in campo Fabricæ, quamplures jfrtJlÛt, cæ- dIO/R7J. lib. 
teros I. IR}. I
. 


(>It) mandò in Italia (oJI' eftrcitø' ;J Juo Capitano. 3 cui ventmdo incontro 
[ortemente Ardoino, [alta It I baftaglia nel campo deita Fabbrica, molt; 
rI, litterrì, :Ii altr; (acciò [ucra de' confini tÚJ Regno. 



14 ANN A L I Ð' I T ^ L I A, 
Eu. Volg, ter()S ,Ixlr(/. fines Regn; fugavit. Curiofa cotå. è il vedere un contralto 
ANNO 1001. ièguito in quefl:' anno ,fra CO'lwne, 0 fi.\ Cormdu V cfcovo di Peruaia' 
(a) Ughtll. 'e I' Abbate del Monift('ro di S. Pietro di Perugia, (a) Pr
jiJell
' Do
 
JtAI. Sit", mJW Sylveflro II. RomtllkC Sedis Pontifice ill Synodu habila in Pa!alir; fa- 
;:;. 9
:: crofo,"E!tJ L
te
""enfi 
mlD þ<'ua. rto . ordillationis fu.e, Menjis Dectmbrris di, 
YÎrtia, Ind,ftJoJle PrIma, commClata nel Sett('mbre. Pretendeva il Ve- 
fcavo fuperiorità fopra quel Moni ftero j pretendeva il Papa, che fo{fe 
efe.n
e, 
d imm,edi
tame
te fottop
fio all:\ Canta Sede 
n vigore d' un 
PrlVlteglO PonunctO. RICpondeva II VeCcovo. C.) p,.,vilegia htlc INn 
repr-obtJ j Jèd fine cDnfènfll Antece.flòris mei, cujlts tempori!Juj ,illud primum 
p,.i1)ilegium faEtll>>l eft, fttflJJm fuiffi dico. Si filum viderem. cOllfinfu11l, 
hAl1e,.e11l i"tlø 4tenzum jilffllium. Gli fu moftrata la Lettera del fuo Pre- 
dece
ore col confenfo, anzi con preghiera, che fo{fe privilegiato qud 
Momfteroj'laonde convenne :1:1 Vefco\'o di cedere. Cosi i VeCcovi 
d' aHora confenrivano alia diminuzion della tor? giurisdizione. E di qui 
fi fcorge, che fi efigeva quelto loro confenlo. Ma andando innanzi, 
fu creduto in Rorna fuperfluo iI chiederlo, e fi privilegiarono tutti 
quanti i Moniileri, fecondochè piaceva a i Romani Pontefici. 


Anno di C & 1ST 0 MIll. Indizione I. 
di G 10 V ANN I XVII. Papa I. 
di G J 0 V ANN I XVIII. Papa I. 
di A R. DOl NO Re d' Italia 1.. 


C Irca il dì II. di Maggio dell' anno prefcnte diede fine aIla rue 
carrier. Sil'UcJi,.o J I. l'apa, prima chiamato Gl'rberto. Se fi voleíre 
(b) A",udí- credere all' Annalitta Sa{fone (b), qllella medeCirna Stefmia, già Mo- 
JI" s,,"" ,,4 glie di Crefccnzio Confole, decapitato, che :lttolucò ûttone JI f. Au- . 
4Mn. Ml. guilo, rnalamenre cöf1ciò anchc il fuddetto Ponrefice. renejicio tjufdem 
mulieris etiam Papa Romanu.J grilvatUJ afferitur, ita utloquendi M[um am;- 
jerit. Non fi può dir, qu;mte ciarle Ii fpargelfero dipOi in difcredito 
di e{fo Silvetlro. Cioè fu fpa<<lciato per Negromante, e che per pat to 
fegreto del Oiavolo egli .arriva{fe al Pontificato, e poco mancò, che 
mifcramente poi tra Ie griffe di lui non ifpiralTe I' anima. Stomacofe 
calucnie fon quetie, 0 invemate 0 fpacciate da Bennone, Cardulalc 
Scifrnatico a'tempi di Papa Gregorio VII. nell'infame fua invertiva 
<:ontra dclla Corte Romana (c). Sigeberto, Manion [>o)acco, Tolo. 
mea da "Lucca, cd altri da quei1a.. puzzoleme fcrinura tra{ft:ro la fa- 
\' ola 


(c' M,... 
.'t"iNI 
Scr;fðr. 
It,r. G,r. 
,."". I. 1. 


,.) !<JePi Pri'Vilegj JltJ" gli ripr''tJD.j ma ft.n
a 
l cqnp>>ft de! m
 An
'- 
&e.fl(J1 e, a tempi del quale 'luel príl1ltJ Pn'Ulieglo fN /tllt
, " dlt
 ef/ere 
Jlato falttJ. S, !olo 'tledeJli il &Inftnfo, m; ljJÛtlfrei 1" {Ullpre. 



It.. N N A LID' I TAL 1 A. If 
vota indegAQ del meriro raro dj quefio Ponteficc. Pcrciocchè per con- Ell A Volg. 
fcl1timcnto de gli amichi e m.igliori Swrici, GerberttJ, 0 fia Silvtftl'o. 1I. ANNOJQQ3. 
fe fi eccettua la fU3 ambizione, fu uno dc' pi ù il
tìgni perlonaggi di 
quc,fti tempi: tanto era il fuo S:lpCTe, non disgiunro dalla Pietà, per 
wi parve a qu'C'Se.coli ignorami, ch' cgli più :chc .umanamenre poOè- 
ddre I' Ani c le Sci.e.nze. A lui anzi ha g,rande obbLißazione I' India, 
pot(:Ddofi in ceru m.micra dire che dotH' aver'cgll apena SCUl)la l'Iei 
Moniftero (Ii Bobbio, cominciò fra noi i1 riforgimento delle buone 
Lettcre; c così in Germania, e in Francia, dove eg1i coli' efcmpio 
fuo infi:rvocò allo iludio i dormig1iofi. Ingegni. Oi lui perciò G di- 
I
tt.av.a forte ünooe III. Imperadore,. e Copra tuno, perchè egli era 
aifai ifiruioo deU' Ani Matematiche. Qyelle linee e que' triangoli, cofe 
aHora t1"OppO forefiiere,. probabilmente gli acqui{iarono iI titolo di . 
Mago prd1ò 11 goffo popolaccio. ('it') Oplime, fcriveva Ditmaro (.) 
 D
tmM-. 
IlIlkbllr AftrIJrllm Cllt/US difternere, & co.ntempo.rales [No.S 'lJari.e .Artis no.- fu:fi:
-"" . 
titi-A fMp
rare. In Magdahurg Hoy().wgium fecit, ii/Nd reti.e (onflituens, (on- li/-,6. 
fitkrata p'Y fiflullms 'juadam Slella',nautarlJm duct. Anche prim.\ dell' in- 
venzione del eannoccbiale, Ii fervivano gli Allronomi di un tubo per 
miraI' Ie A:elle, ma fenza giugnere a faper adoperae e congegnar Ienti 
cd obbiettivi di vetro,. che oggidì cotanto ingrandifcono, e rendon vi- 
fIbilt gli oggetti lomani. 11 Padre Pez diede alla luce 1a Geometria 
d'ctfo Gerb!:r.to (b). ^Iu'e fue Operette, oltre aile Epil1ole, fcrine (b2 l't
 
con a.ffai vi"acità, fono rammeotate da gli Scrittori della Stona Let- 
:{
;;;or 
terar.ia. Ora a Silvc:ftro II. fuccedette nella Cattedra di S. Pietro un P. II. T.IÍI. 
G
fJanni, fopranorninaro Siccant, 0 Secco., il quale fecondo la Crono- 
10gia POntificia- dovrcbhe e(fere appellato- Giovanni Xf7 I., c: pure fi 
truova nomato da alcuni Gio.vanni Xf7 I I. perchè quanmnque Giovanni 
Calabrefe, che occupò la Sedia a Gregorio V. neWanno 997. non 
meriti luogo (ra i Ronuni Pontefici, pure altro fentimemo dovettero 
aVCTe i Rom:mi d' allor.1, giacchè uoviamo, che il Succe(fore di quc- 
fio Giovanni Sccco venne Cempre chiamato ne gli Ani pubblici Gio- 
'DantU Xf71L Così il chiamò anche Mariano Scoto, e I' Annalifia Saf- 
tone; e che così s' abbia a chiamare, Caggiameme 10 pretefe il Padre , 
Pag1 (c). Ma quefio Giovanni Xf7lI. dopo aver tenuta la Cattedra 
). 
"f":/ 
Pontificia appcna fei Mcíi, colla fua morte fece luogo ad un alLro l

:j. a 
._ 
Girvann; Xf7flL che fu fopranominato Fa/anD. Crede il fuddetto Pa- r'II. 
dre Pagi feguita la di lui ordinazione nel dì di fanto Stefano 2.6. di 
Dicembre dell' anno corrente., 
In qud\' anno ancora mi fia lecito iI riferire quali Principi d'lta- 
lia tenc(fero in favore del Re Arrigo., fcgrctamente nondimcno; ere.. 
den- 


(-) Otl;mll1Jlente faptva difcrrntre il (tJYJò iegli AJlt'Î
 e [uptrare i {uo; 
(onlemporanei, 'lei/a cognizio.ne di arle 'Var;a. In Magdeburg feee un' flYO- 
logitJ, rellamenle ponentl%, .onJiderata per un ,ubo una cerIa fle/Ja, glli. 
JII tIe' nø"hier; . 



16 ANN A LID' I TAL 1 A. 
E"... Vol;!:. dendo io, che il Colo Dttone Matcheft rli Verona e Duca di CarÎntia 
ANI'O 1003. fi dichiaralTe apertamente contra di Ardoino. Tro\'avafi tuttavia i
 
viaggio, rornando daW Ambafeiat3 di Co{b.ntinopoli Ãrnolfo 1/. Arci- 
vdcovo di Milano, allorehè venne a mone üuone Ill. Au"uO:o e 
feguì l' elezione e . eor,onazi
ne d' 
Oò. A 
d
ino. Dovette egli ,::)aver6 a 
male, 
he fenza 
1 lU1, 
nm,o fra Prmclpa del
a Lombardia, e in pof- 
[c(fo d. coronare 1 Rc d ltaha, fi foff"e dato 11 Regno e conferita la 
Corona al Marehefe d' Ivrea. PercÎò A rdoint>, fecondoch
 s' ha da 
Arnolf<> Storieo (a), cugnito jam diéli Pr
fiÛis reditu, occur,.it in itinere 
Ob'l..,itiS, ftCllt itate, qua
ta 'VaJuiJ, fibi ilium tlppli(ar
 procu,.ans. (I) G Ii 
dicrle a mio credere Il Prelaw delle buone parole; ma internamente 
feguitò ad dftrgli contrario. Anzi, fe fi \'olclfe cn:dcre a Landolfo 
(b) La1ldNl- fcniore (b), da Ii a pochi giorni qudlo ArciveCeovo (2.) ;n RonchaJilfl 
JNI ftn1
T cum (lmni
us ltali
 Primatibus col/oqzÚtlm habuit, "bi '1:111'* di'Verft de 
BlfiDT. Nt- RerrlJ; negotiis traEltJ,ffint, Arduini fþreto dominio, qllod malis ar/jhus ufùr- 
lIiDI1I1I.1.1. ò J 
 'h r. . . '} fl .I. 
I. 19. pa'Ver-at, Henricum . & eutonicum J clent:a iI,u rem, a,.mis fortiJlimu11I, 
militumque copiis abundtzntem, & 
i'Vitiis ßfjluellt
m elegit. Ma non pre- 
th <Juì fede il Lettore a Landolto, Amore folito a vendere delle fan- 
faluche. Non è eredibile quefia Dicta ten uta ig Roncaglia ( io non 
so eome il Sigonio la metta in Lodi) aa
rchè ,\rd",ino era tuttavia 
fone, nè avc:a .competitorc in lta
ia. A rnolfo Storico di rnaggior ere- 
dito, fotto r antecedente anno [crlve con più apparenza di verità, ehe 
in[orta la lite dd Regno fra Arrigo, & Ardoino, (3) in mcdio Prin- 
Ûpes Regni (ltalici) jratldttlenter incedentes, .Ardoino palam militabant, 
(c) AJtlbDl- Hem'ÎCo latenttr fú'l;ebant, a'Varjti
 !luI'a feElantes. Adelboldo (c). Au- 
AUI in !,
fa tore contemporaneo, ci viene 
nno\'erando, quai fo(f
'ro i fautori del 
6. JienTJlI. Re A rrigo in ) talia, che nell' anno precedence l'iovirarono in I talia . 
(4) In 'Vo/untate bl
;u/modi, dice egli, aliqui m,m
refli ,aliqui erant oaulti. 
7ieboidul na1Hfjue Alare/JIO, fj An'bicp
COld.J Ra'Vennas, & Epi(copuJ Mu- 
tine11- 


(a) Arnul- 
1hNI Hift. 
.Mt.1i
I,,". 
'lib. I, t. 14. 


\'1) [aputo già del delto p,.c!nto il rÎtOr-1fO, gli anåò incontro, procurantiø 
Ji fa,filo /uo con tut/a la maggiur fic/l
'ezza poJlibile. 
(2) in Roncaglia Cjn tutti i P,'zrlJati d' ftalia tennc un I Ditta, o'l!
 'V(wi.s- 
mente trattato a'Vendo ,;egli afm; J'ltdlia, difrezzatc d'drdoino if 
tf{}minio, con male arti uj'urpato, eleJlè Arrigo 1. 'I"elJtOllü'o, illufl,.e per 
l'i ftiwza, pcr a,.mi fo,.tifjimo, flbordtmte di milizie e Jj ricchezze. 
0) in mezzo and:Jndo con .fronc i Principi del Regno ( halieo) paleftmellte 
fiJilita"Jß1Io in fa':..'ore di ÁrdoÎtlo, di 1I11jèo/lo fa.vorj,vllno Arrigo, ftguen- 
do i ft It It; dcli' a'Varizia . 
(4) 1n Iuo fa'L'ore a/czmi crano t1Zan
fefli, allyi oceulti. blJpcroccb
 'lÎrjoldo 
J\.larcbe(e, e I' Arci'Vcfto,""o di Ra'1.'cnna, td ;1 JTefto'Vo di A10dena, di 
Fetill:a e /7ercelli, {lpertamente.fi 1Ntll.leøe'Vano fedeJi al Re Arrigo, L' Ar- 
CÎ'f!tjèo'Vo ltil Iii /l1ilano, cd i Yefco'Vi IIi C,"C1JI01Jß, PioceJlza, P ilvi
 , 
ßI c.ci.
, Como, manifefl{lvano quel cbe 'VoJe'l.'a ,0 _ '1dtJÎ perb in com.llJe 
h,-.lm( vano II Re Arrigo, jutPJÚ!Jc'Voli pcr mez'Z{} di Legali, e [p.fttre 16 
if; .,it tJ'';O'iO . 



ANN A LID' I T ^ L I .\. 17 
ti1JeílfiS, 17el'onenfis, & 17crcellcn/ìs ,apel'te Íil Regis H::int'ici fidelitate m.':Jle- ERA VoIg. 
[-ant. .Archiepifcopus autem JJediola1zenfis, & Epifcopi Creln?nenjis , Placenti- ANNO 1003-. 
nus, Pllpienjis, B,.ixienjiJ, Commfis, quod ';:oleb'lJJt,. ;n<mifeftabant. pJlm
s 
tamen in COJ1lmUlie Regem Henricuill dc(idcmbant, preClb:ls per Leg'
tos & 1.z- 
teras Ïilvitab!Jl1t. Fra quei che cammin:lvano con p:ù riguarJo,.v't:ra I' A
- 
ci,-dcovo di Milano. \Teggafi dUilque, fc rcgg:lla Cparat.L dl Landolto 
Storieo MilaneCe. Qld Cfitbo/do Marchere, iiccomc già accennai, al- 
[ro non è, che 'l"c:Jd:t!do, 0 'I'edaltlo, A \'010 èdla Comelh. JVlatlldJ? 
e Figliuolo di qnell' .r\dalberro AZlO, Conte 0 pure l\larchek, da nOl 
veduro a'tempi di Ottone I. .'\ugutlo. DI dfo Tedaldo parla anchc 
BC11':::.one Vefcovo d' Alba in quel (uo fcomunicato Panegirico di Arri- 
go Ill. fìa.g,I'Imperadori con dire (,a).: De 'I'ad?Jze vero,,'i!Ú p
opter (a) 11m::.. 
1lIett/iN Ardozf/l pedefter Leg.1t:es i1f IrchlOn:s 'lê9daldl, atque Epifr:opz LCfJ- Panegync. 
IDS (di V crcclJi) qllÎd fecit ,:-'werabilis c/eme"tia magni I-Ienrici jèreùÏjfimi I;/;. I. c. J6. 
l'lllteratoris? CCïte 1mi Filio cius dedit 17ct"one Epifcopaltun j alteri CM.-i- T; G om . J, Rer. 
, ' .' ( erm.Hl. 
tatum j P atri vero G.1rdam, & totMiíZ Bei/ac/zm. Volle 11 Pad rc Pag} b) M,,,ckm;;. 
darci informazione di quelto Principe con dire, ch' cgli fposò If/ztld, lb) Pl1gÙts 
o fia Guilla, Sorella di Ugo J)14L"a e 
\1archejè di 'I'o[cana. Curo che in Cr;t;c. 
u
a If/ilia, fu Moglie d'etfo Tcda/J?j 
Jd .u? 
ogno è dd Padre p
- 
';;;
'1

1. 
gl, perche fenza pruo\'.l alcuna ddl anuclma, II dade per Fr;1[cllo Il 
March<:fe Ugo. Soggiugne francamenre, che red:
/do fuccedelte al Mar- 
chefe U go nel J)ucato dclla Tofcana: il cht: hanno creduro alcuni 
1v1odt:rni, ed inclinò a crederlo anche l' accurJ[it1Ìmo Franccfco iVl.t- 
ria Fiorenrini (c). PCI' pra\'arlo adduce effo Pagl h fondazionc da lui (c) FioTt1,- 
fJtra del Moni!tcio di Polir,me, dove s' imitola Ego in D!!i nomme t;n; .Memo- 
crCUd3/dUS Al.1rchio,filius 'itlond<WJ .dddberti itedJfjlee JJarchio. Stim3. ezi.ln- rit IIi 1<1.1- 
d!(" che .Ælalbel'to tùo Padre fi:l Hatf) Marchele di Tolèana. M.l è d:l t.lde lib. 3, 
dire, che la Storia ddhl Tofcaru per quefl:i tempi è involta in moIre 
[cnebre. Per como di AJalberro, tale è j' errror del P:lgi, che non 
occorre confurarlo, Abbi.lm già vcduto, a chi finora fia (tat
 appog- 
giHo il governo della Tofcuu. Ch: pOI'I'ed:Ûdo fuo FigliuoJo fucce- 
deffe ad Ugo :\-1archcfe, nulla rcrve a provarlo il ritoio di itbrche/e. 
Alrri v' erano in qm:' tempi di qu:,!to tirolo deeorati, e fra gll alrri 
anche gli Antenati dc:lla Cafa d' Ette, fenzl che fi potfa dire, che go- 
vernaflèro la ToCcan:1. N è pcrchè fi truovi in ToCcana un M.trchcle, 
ci è leciro i1 [olio inferirnc, ch' egli fofÎc: aneora :\1Jrchcfe di Tolèa- 
na. A ltrimemi con pill ragione fi avrcbbe ad afT'erire l\,1archèfc di 
quella co:ur;lda (d) Adalberto A1archejè, Fígli/!olo di Obt'rto IIlarcheft, e (d) Antichi. 
Nipote di O/;cr/o Alarchejè, uno de gli A nrenati della fuddetta Cafa tà Eflenji 
d' Elte,_ ch
 POc? più di due mefi dopa la mone d' Ugo, patent.: P. J. c. 1I. 
IVIarchele dl rolcan>1, fa una venditJ di b::ni (e) Anno ab bzc.Jrnatione (e) F;orenti- 
Itfille(imo Secwzdo, & 'Ièrtio Idus l1lartii, I,ldiElione X 17. infra B 'ergo de ni .Mem.'r;, 
Luca prope Port<lm Sanéli Fridimzi. Ma io non mi fono arriCchI.lto pc:r 
i 1<liltilde 
quefto folo Oocumemo a crederlo e chiJOl1rlo MarchcCc di Tofcalla. 1I
. 3. 
Tornando dunque a1 Marcheli: 'I'eda/do rtlddetto, alrro io non so dire, 
fe not) che cgli era Conte di Reggio e di 
tfodeJz.1, come altrove ho pro- 
rom. l7 f. C varo. 



E II. A Yoig. 
.-\":\0 I O()3. 
(;1 D3ni:c.1I 
V,ta Ma- 
thtldlS I. I. 
e,lf- 3. 


(!J) UgJ,tll., 
Ita I. Saer. 
Tom. 11. i" 
Fp,feop. 
p.I T 17J en f. 


(c) Lupus 
Prolofpata 
n Ghrlln:clI . 


(d) .Anti1u. 
Italic. D,f 
fir', 3 r. 
Pill, 9(;S. 


18 ANN A 1? I D' I TAL I A. 
varo. Oi lui fcri(fe ancora Doniz.z.one Monaco (0) nella Vita 
Conrc(fa Matilda (ua Nipote, chc il Papa l'invdlì di Ferrara. 


della 


Re
iblJs exfiflit carus, notiJIimus i//is, 
R011lanus Papa quem fince" peramabat, 
Et fiM conce..{Jit, quod ei Ferrarea ftrvÎI . 


Inclino Pllrimenre a credere, ch' egli governa(f
 Mantova, per- 
chè nel feguente anno truovo Bon
fazio fuo Figliuolo con titolo di 
Altrrch
fè in qudla Ciuà. 
d :tncorchè non fappia io ben due, fe il 
fopra m<:,ntovato Monillero di Polirone fa(fe aHora fimato nel Conta- 
do di Mamova, 0 pure di Reggio: pure di quì an cora fcorgiamo, 
chc la potenz.a di 'I'edaldo Marchc(e fi fiendeva per quefl:e pani, fen- 
za che refii memoria aicun
 comprovame, ch' egli fotTe tvlarchefe di 
Tofcana. Pcrchè Arrigo Re di Germania niun po(fe(fo e dominio go- 
de va pemnche in haJia, potrebhe fembrare alquamo firano un fuo Di- 
ploma, rifáito dall'Ughc11i (b), dato 11. Ka/endas Martii, Anno Incar- 
1
ationis Domini l
flll. IndiElifme I. .dnno 'i/ero Damn; Henrici Regis Pri- 
mo. Aaum Noviomagi, in cui e(fo Re Arrigo, inlrrvcntu noftr; fidÛis 
Cfbeodilldi J.\.1archionis (così abbiam veduto 
 che era appcllato da i Tc- 
defchi il fuddetro 'Iêda/do) concede a Sigcfrcdo VeCcovo di Parma Ja 
pingue BJdi
 di N on:1ntola ful Modenefe:, parcndo poco Vt:nfimlle, 
che Tcd
\do Marchcfe e il V(:fcovo fi porraffero a Nimcga, fcnza 
timore d' Incontrar la di5graz.ia del Regnanre Ardoino. Mol qlldlo bro- 
glio, e l' aggraffamenro di qudla inCìgne lhdia farà feguiro per Let- 
(ere e raccomJnJ.17.ioni fegrete:. E il buon Re Arrigo non avea aHora 
fèrupolo a guadagnarG dc' partigiani in ltalia, facendo il liberale: co i 
bcni ancora delle Chiefe, ftlatenus (Sigefredus.) firmatus in fide acriter 
defervirct 1lobis' 10 dice: chiudmenre 10 fte{fo A rngo. N è vo' lafciar 
di dire, ;lvere Lupo Protofpata (c) fcrirto fot[Q qUl:fI:' an no : Sarra". 
ni obftderunt l\1ontem Scaviofum Afenft 
\Llrlii, fed nihil profeccrunt. 


Anno <.Ii CRISTO MIV. IndiLionc II. 
di G 10 V ANN I XVIII. Papa 2. 
di A R DOl N 0 Re d' Italia 3, 
di A R RIG 0 I L Re di Gcrnlania 3.' d' Italia I. 


F Inquì era durato il R
gno di Ardoino in Icalia fenz'I eWere turba- 
to, per quanto fi (lppia da guerre int<:,rnc, ma colla fede vacil- 
Jante di mo\ri Principi, che inclinavano al Re Arrigo, 0 erano da 
lui moí1i colla fperanz3 di maggiori vamaggi. Ho io pubblicaro (d) 
un Placito tenuto d
 Ad
leJmo, 'lui & Jlzo, J\.1ij{tH Domn; Arduini 
Regis in Crcmona, .dnnø Regn; DQmn; .ArdtÛni Regis 'I"crâ{J, 
into 
Ka- 



ANN ^ LID' I T ^ L I A. 19 
Kalendas 
Uarcii, Indiélioi2e II. ,cioè nel Febbraio dell' 
l1no pref\:mc. 1:'1..\ "oIg. 
I\la non andò molto, che arrivò in ltalia, chi g!i mve(ciò il ruo Tm- ANNO IC04' 
no. Arrigo II. Re di Gcrmal1la [ra perchè gh n

a a cuore l' halia, 
e perchè da' fuoi parzi.lh gh veni\'a dlpinra per aüal facile la cooqui- 
ll:a di quello Regno, sbrigato ch
 fu da alcune guerrc civJ\i, e cn:a- 
ro che cbbe Duea di Baviera jlrrigo Frarcllo deli' Augulta Cunegon- 
da, s'incammis:lò con un roíTcnre clt:rciro a C]ueLin vol[a., c ncl di delle 
Palme arr,ivò a Trcnro. Se credlamo aU' Annahlh SaÜon
 (a), g:à c:ra- (a) Am1tl1:- 
no iti a rrovado 6t)0 in Germania il V cfcovo di \' elOn,\, & alii qu:- fia SI1AQ 
dam ltaUd Primnres Regni, ([I,m Regiis f!Zuneyikus. Seeondoc
è iCnye :
:,:u:"- 
Ditmaro (b), la venuta d eOo .'\rngo 111 Itaha accaddc ntll an no fc- (b) Ditmar. 
guenre lOaf. confummata MÌ//ena1'ii linea numeyi, & in f23into cardina- c,hronic, 
lis ordinis loco. Però il Card1l131 Bamnio (,), e dopo dl lui il Padre lib. 6. 
Pagi (d) ri6urando gli Annali d' IlJefeim (e), che la mcttono ncli'anno J
) ::;:7.' 
prefènre, fcrive
 llew"ici expcditioHem 1/
/icaí1l in ./!IJnUlJl jèquetltem ill? E,deþn/f, 
differt Ditm;
rus Libra Sexlo, eiquc flaNdum exifli;no. Mil. Il Padre Pa- 
 d) P,!giur 
gl non colpl nel regno. 11 [dio di Diunaro qUlvi è fcorreno, e in In Cr

lCa 
Vc=ce di !èin;o vi fi ha da f
rive
e ,f<J
aíto: L' Annal
íl:a Saffon
,.c il 
:;o;

altj 
Cronografo S.1íTone (f), Copl:lton d cUo Damaro, chlolramtme knvo- Hiltltr- 
no, che neWanno prefenre il Re Arrigo calo it) Iralia. COSI ha Er- htim. 
manna Comratro (g) can alrri. E quelta ve:ri[à vien chiaramenre con- If) Chmlo- 
fermata da ^:elbold? (h), Scrittore comempoTimeo, c da ,i docllmcl
ti, ;:a

:
 Sa- 
che accennero. ^rnvato dunC]ue a Tremo 11 Re Germal1lco call' elcr- LtibnitiNm. 
ciro fuo, rrovò prele e ben forrillcate d4 Ardoino Ie Chiulè dell' Adl- (g
Htrman- 
ge, in maniera che gli era Impotlìbile 10 sforzarc quel paGo. Per con- 
ur qontha- 
lìglio de' fuoi rivolfc Ie fue fperanze al Popolo della C.tnnua, il quale (h;r ::tt7- r. 
portoffi ad occupare un' altra Chiulå verfo la Brenra, 110n so fe lid boltlus in 
Vicemino 0 fui Trivitimo, che non era eullodlts con tama gebfia. Vita. 
anfl. 
Prefa qucfia, Arrigo col fiore della fu,\ Armata per momi fcofcefi e HtnrlCl. 
dirupi ramo feee, che da quella parte fccíè al plana d' Iralia in vici- 
nanza d' eat) Fillme Brema. QÜVI ripolö Ie 1tanche foldatelche, e ce- 
It'brò la fantd Pal' qua , che \'enn
 iu quell' anno ncl di 17. d' A priIe . 
Degno di confiderazione è uno Srrumemo data alIa luce dal t)adre 
Bacchini (i), in cui Bonifacio AJarchio Filius Domni Teudaldi itemque (i) 
a{
];;,.. 
Marchio, qlli profeifus fum ex Natzone mea Lege vivere LongobardoYl
m, ni Ift,r. dtl 
fa un donativo di teue al Momllt:ro di PolJrone. Tah lono Ie Narc Mo,!ifler. di 
di qudla Carta: Henricus gratia Dei Rex, Anno Regni ejlls, Dco p"o- 
ollrll':: 
pitio, hie in Italia Primo, lvfenje Afartius, IndiElione Secunda. .Ailum f,,
t

. 
in Civitate 1I1,mtu
, Credette e{fo P.tdre BacchlOl fperrame all' an no 
feguenre loor. quefia donazione, non so fe COSI perfualo dal Padre 
Pagi, che ad c=íTo anno mertc ia venuta del Re Arrigo in Itali:!. Ma 
è fuar di dubbio, che apparriene all' aono prefente, dim:>urandolo 
l' /ndizione Seconda, corrente in quefi' anno. Sicche vegniamo ad In en- 
dere, che B
nifaÚo Marchefe, Padre della ConteíTa MatIlda, VI venre 
an cora il .Mar
hele Tedaldo fl1
 padre, porrò, il titolo di i\1,lrchefe, e 
fignoregglsva 111 Manrova. Dl effo Bonifazlo appunro fcrive Doni- 
W
. C
 C
 



filA 'Vo1g. 
AI.l\lJ Ico4. 


20 


ANN A LID' I TAL I A. 


Cui jura'Vere, Patre tunc 'Vi'Vcnte, Fide/es 
Sn'Vi, prudentes Proeeres, Comites pariterque. 


Intendiamo in oltre, che dro Marchefc Bonifazio, appena udita 
Ia mofTa del Re Arrigo verla I' Italia, fcoza nè pur afpewire, ch' egli 
valicafTe i monti, il ricnnobbe pcr Re d' halia, e comlOciò a cot'lt,uc 
I' Anno Primo del fuo Regno. Si doveva ('gli fidar molto della fortt:7.za 
di Mamova, ficcome fuo Padre dell:t Rocca di Cano(f.1. Nella terza 
Fd1:a di Pafqua pafsò il Re t\ rrigo la Brenta, cd accampofiì per ifpiare 
gli and1memi di Ardoino. Ma da Ii a poco gli giunfe il hew avvi- 
fo, che I' Armata d' eßo Ardoino s' era fciolta, e chi I' una yia, e chi 
(,l: Ar:mlf. l' altra avea prefo. Arnolfo Mi1anefe (a) COSI racconta il fano. Ex 

,IJ:O
. 1.1
. (uh:crfo At'doinus fir/ens 'VÙ-ihus, nee minus armis inftruélus, lIOn ta.ntum de- 
i .IO;
;;;. '16. Jet/dere, quantum fuper eum (Heinricum) paratus infurgere, occurrit illi 
f7eronæ. Sed deceptlls perfidia Principu11J, majori mi/itum parte deJiituitur. 
f23umqtle eeßiffit iwvitus, Reg;l/Im Heinrieus ingreditur. Non avea f.1puto 
Ardomo cattlvarfi l' amore de'l'rincipi; abbondava anche di vizj, 01- 
ne al lãpcdì, che i\ pcfcare nel torbido è mcfiiere non ignorato da 
i Grandi; nè manc3va allora in Italia, chi eredea di poter vantaggiare 
gl' IOterd1ì [uoi fotto i Rc Tedefchi c lontani. In Comma il Re An i- 
go, efentato da ogni cM,traflo fu ben rolto ricevmo in Verona cnn 
lommo arr1:!llfo, e quivi fc gli prefcntò crràtzldo Marchefe col fud- 
detto BOllifazio rv1archt:fc: (uo Figliuolo, e con g\i altri parziali, c:hc 
s' erano c.\Vata Ia mafch
ra (b). Con pari lieti{]ìmo incontro fu accolto 
in Brefcia da que' Cirradini, e dal 10ro V clèo\'o, per quanto rare, 
appellaw Atla/berone da Ditmaro, febbene I' C ghe\li ffieUC allora Ve- 
kovo di qudla Cirrà Lant!o/fo. lbi, foggiugn: Atelboldo, Arcbiepi- 
[copus Ra'Venr.as cum fuis & .fibi finitimis ei ob".Jiam 'Venit, & manus non- 
dum dominin adu/terinn pollutas, Seniori diu expeél.Jto redåit: parole fi- 
gmficanri, che Fedcrigo Arcivefcovo d\ Ravenna co' Popoli ddl' Efar- 
caw non avea voluto riconofcere per Re in addietro Ardoino, e ch' 
egli giurò fedeltà ad Arrigo, come a fuo Signore. Dal che rcita fern- 
pre pilI :ovvcrato, che in que' tempi l' 
farcaro di Ravcnna era parte 
del Regno d' halia, e non ne godevano i Pari alcun temporale domi. 
nio. 1\1:1 poco più dovette fopravivere dla Arcivefco\'o di Ravenna, 
ficcome apparini da qmnro diremo all' Anno 1014. Ando{fene dipoi 
Arrigo a 13ergamo, e colà venuto I' Arci..e[covo di Milano A1'110IfO 
II. rrellò ad ,{fo Re i1 giuramemo di fedeltà. Giunto finalmeme a 
l>avia, fu eletto cd acclamato Re d' ha\ia d'l\\a maggior parte de' Prin- 
cipi, c cor0n:no nella Chief.l di S. Michele. Nella prima delle Cro- 
nichene de i Re d' Ita\ia, da mc> date all.\ luce (c), fi leggc: In die 
Dominico:t 'i" i (tÛt die. . . . . Men./is !vfadii inter Baþ/icam. flmÐi lv/iehae- 
lis , qu
 dicitur Jfajore, fuit Ûeélw l/enricus, & coronatus ;11 /ècundo die, 
qui fuit die Lul4te XI!. die J\lenjis M.Jdi. Nell' altra Cronichena ahbla- 
roo: Deinde '".:eni: Anricus Rex. Fuil coronatus i.n Regem in Papia 9"'ertio 
diJ: 


lo) Atclf
l- 
åus in Vila 
S. llmrici 
E;" 4 8 . 


{(' Chronic. 
1(';'11171 1- 
tnl. T. 1. 
4nudot. 
J Min. 



ANN A LID' I T ^ L J ^. 2 I 
die an:c feJIi'llitatrm Sanéle Xiii, qll.:C fltit ;', lvlmjè l
fatlio. Nel di. :7: EllA YoYo. 
I l' d S S T ANNOIOO
 , . 
di Maggio in Pavia fi celcbra a Tras,azlOne I . Iro . r
 glOrm 
prima, cioè nel di 14. d'dfo I\lcfc, correndo aHora la D.omen'ca, d0- 
vette fcgUlr l' elezione del Rc Arrigo, e la fua coronazlOne nel Lu- 
nedl feguenre giorno If. d' e{fo Mere. Però in vece di die Lun.e X I/. 
die J11rnfis lvlddii vo io credendo, che s' abbia a leggere Xv. 
1\1a quefie allegrezze refiarono funefiate da un terrihilitIimo _ac- 
cideme. N ello Hello giorno della coronazione del Re verCo la !era 
inlorfe lite fra i Pól\'cfi e i Tedefchi, che erano in Pavia. Gli Storici 
Tt"deCchl, da' quali foli vien con qualche particolarirà efpullo il f.1[[0, 
arrribuifcono l' originc della difcordia all' ubbriachezza de' Citradini 
(il Lenore più tacilmente l'immaginerà de i Tedefchi) e a qualche 
fdzionario (il che può eO"erc) di Ardoino, che incirò il Popolo all' ar- 
mi. Prelero i Pavefi Ie mura, e creCcendo la loro furia s'inviarono 
al Palazzo, do\'e erd il Re Arrigo. E,"iberto Arcive[covo di Coloflia 
per placare il rumore, s' afiàcciò ad una finefira; ma i Saffi e Ie faene 
il fccero ririrare brn tofio. I mamo s' arrrupparono quanti Tede[chi fi 
trovavano nella Citrà, e cominciò la mifchia, che durò tuna la notrc 
fino al giorno chiaro, in cui accorfi gli altri [oldati, ch' crano fuori 
dell a Cirtà, ridullèro a mal pumo i Cittadini. Ma perciocchè dallc 
cafe venivano pierre, legni, e vcrettoni, i TcdeCchi s' avvif.1rono di 
3uaccar fuoco in varj fiti della Città; e queHo crebbe a tal fegno, 
che tutta que))a nobil Ciuà refiò preda delle fiamme infieme col Pa- 
Jazzo Regale. Re1larono vittima delle [pade 0 del Fuoco non pochi 
dc' Pavdì; e ciò, che non conCumò il fuoco, 
ndò miferamente a 
f.1CCO. Ritiroffi il Re Arrigo fllori de))a Città net Monifiero di S. 
Pierro in Cælo aurco, f<:,ce celf.1re, ma molto tardi la guerra; e in- 
tanto; come fcrive Arnolfo. (a) quum non ad 'VDtum jiM obtempera.flèt, 
uno tot
m Pap
a
 concren
a'Vit incendio..1 [aggi I mperadori . T
d,efchi, 
per evItar fil11ll1 Tragedlc, amavano dl aver fuori delle Cltra 1 lora 

.JIJgj, Ogo Flaviniacenfe Cl) fcrive, che Arrigo obbligò i Pavdì a 
nfare 11 Palazzo Regale. N oi non poffiam ben låpcre il netto di quefii 
[,uti, pcrchè non gli abbiamo fe non da Storici TedeCchi, i quali ce 
ne danno notizia, e Ii dipingono come lor torn3 meglio. Ma fi r uò 
ben credere, che una 
i barbarica vendetta non fece gran credito al 
Re :\ rrigo, e me no alia genre IUd, e fparre I' orrore per tuna I' Jralia . 
IJc,rciò Himò bene e{fo Re dl non fermarfi molto in un paeCe, dove 
l
lcla\'a Icgni ta,nto vivi di befiial furore per colpa de' t'uoi. Pare 110n. 
dlmcno, ch' egh tl1uavia dirnora{fe in Pavia nd dì 2f. del Mclè di 
l\:1aggio, avendo io pubblicato un [uo Diploma (,) in favore di Gui- (c) ..Ant:,
".. 
mzone Abbate di S. Salvatore di Monte Amiata, dato VIII. Kalen- 11" ;(. DIJ- 
das Junii .Amlo. ponzi
ic
 /ncar,nationis- llJille{tmo þ<'ua,./o, lndfflione 1/. Jm. "2.. 
Anno 'Ver
 I?o
lIm Hezn.n.cz RegIS 11. .Allum Papiæ. Non parra a taluno 
moIro credlblle, che II Re Arrigo fi ferma(fe tanto it) una Città in- 
terameme 
ruci:l[a, e in mezzo a' Cittadini, che I' odiavano a monc. 
Q!ld che e certo, da Pavia fe nc andò a Pontdungo, dove riceveue 
mol- 


(a) Arn'tlJ: 
l!i,'!or. .\:e- 
dd,zn. /, 1. 


(b) Ugo 
Eltl'l/ITÚa- 
nn[. in CIJr. 



2. 2. ANN A LID' [ TAL I A. 
F R A Vo1
. molti Deputati di Città e Luoghi, che vennero a Cottom
ttedi. porcia 
ANNO 1004. vifirò l\1IÌano. lndc Cbroma pervemt!fls Pentecoflem Sanflam pia animi de- 
rz;otione ce/eú"ßvÎI. Che Luog') íì.l que1to, nol Co. Grommo è c:hlamato 
(3) .Anrali- daU' l\nnahita Sa{fone (a). Parmi dl aver veduro G,ome/lo nelle vecchie 
fla Saxo. Carte, ma mi è ignoto i. Cuo firo, e per conlt:guenre non po(fo di- 
CLernae, fe convenga a qucilo racCoO[o. Diede egh un amplilIìmo 
b .A' PrivileglO a Sigefredo Ve[c,>vo Ji P.lrma (b), 11. Kalenias 1unii, Anno 
}t
llc. nt;Jir- Dominicæ ll1carnat/O Iis 1111llJ. Jndifliolle II Anno 'Vero Domni Hemrici 
Jt,.t. II. Rf/,is 11, Allum in RoJ
. Abblam qui I' Epoca del Regno di Germa- 
nla, ma dovrebbe eífere l' Anno l/J. Il Luogo poi e Rhò, Terra del 
(c) TaU; Comado di Milano. Un altro Diploma dal Tatti (c), e daU' Ughdli 
1ft, dtll z fi dice dato ad Everardo Velcovo di Como nello Itdfo giorno, cioc: 
Chi-fa ti; 1/. /dus ]unii, Anno Dominicæ lncarnationis j1,f/ Ill. IndiElume ll. AnnfJ 
Como T. 11. vero DDmini He}jriâ Secundi Regis "ertio. At1um in Lacunavara. Si of. 
íèrvi II nome dl llenricus (G foleva fcrivere HeiHrÎcus) e il titolo Fran- 
(Olum pariterque LO;Ji,oba,.d,rum Rex, che è cofa rara. Aggiugne Atel- 
(d) .Attlbøl- boldo (d)) che nel parrirG .\rrigo da Crommo, 'l'u[ci ei occurrunt, 
tius i" V
ta t3 m'ltJUi per ordinem finguli redd/llfl. Se la Toícana av.dfe riconol.ciuro 
S. Hen,.w. per Re AI doino, nol to dire. Cerro di qUi impól.J"lamo, che que' Po- 
puli tì dledero al Re Arrigo; e non ved.:nJoG pa1'ola del loro 1\13r- 
chclt:, n.1rce tofpct[O, che In queJli tempi niuno dlà ne ave(fe. Pare 
e2.landlO, che vada per terra l' opinion di coloro, che tennero 'l'edaldo, 
Avolo dclla Comellà Marilda, per Marchc:rc dl Tofca.na. Se tale fotTe 
flaw, non sì tardi qudla Provincia avrc:bb
 acce[[,I[O per Re Arrigo, 
fapeodolì, che Tedaldo era de' Cuoi PIÙ parziali. Sbrigato cos} da gli 
at+
m d'ltalia il rcgnanre Arrigö, s' InVIÒ alia volta del\' Alemagna, 
e cclt:bro In Argenwu Ia Fdla di S. Giovanni Batilla. Q!1indi auere 
alla guerra cuntra di Bolcslao ururpawre della Boc:mia, Cbe il Sigo- 
010 non abbia cono[clUw la venuta in quell' Anno di Arrigo in Ita- 
lia, e gli altri :atJ fuddctti, non è da maravigliarfene. M.lOcavano a 
lui molti lumi, che noi ora abbiamo. PIÙ tolto fi può chicde.re, co- 
(e) Slru1J;USmc abbondando di queíl:i lumi Burcardo Snuvio (e), fcrive(fc, che 
Corp. Hift. Arrigo fu coronato Re d' halia in Pavia nell' Anno lOor. Ma anch' 
,?trmdn
c. egli tenza alt1'o eCame do vette tcner dietro al Pagi. 
In lienrICO H . bbl D . (n h B ;{' I ',r. 
11. 0 10 pu u:a[a una onazlOne , c. e . 01J1} !JctUS J; 0,.,8} uS 
(f) Ant;q_ 1I1archio (non [0 fe fia il P.ldre ddla Contel1a Matilda) ft:

 al Mo:- 
Italif. Dif- mlh:ro dl S. Salvatore Anno Deo propitius Pont
fi(atus D011lm 10hanms 
fert. 6. Jummi Pontificis &c. Secund", {tcquc regnante Domno Heinrico piiJJimo Rege 
in l1alia AntJO 'l'ertio, die XXI/i, 1I1enfis Septembris, itZdiEtione SeptIma. 
Fontana 'l'anoni. Gli 1\nOl del Papa e del Re indicanû I' Anno pre- 
fente. Ma I' Indizione e [corrctta, e dovrcbbe dTere 0 Secr:nda, 0 'l'er- 
tia. Sc: f.1pd1ì, dove fv(f!: il Lungo di FOlltana 'l'flmni, laprel 
nche 
dire, ptn:hè enmno qUI gli Anni del Romano Pomct1ce. N 
 gl
 An. 
nali PIf.1ni (g) fi le5ge lotto quefi' Anno: Fecerunt helium Pi(a11l (um 
Lucenfibus in Aqllalonga, & 'Uicerunl iI/os. 
eno è iI primo farto d' ar: 
ßll e la pnma gucrra d' una Clttà Italiana contra dell' altr
, che CI 
[om- 


(,,' .Ann. I. 
Plf.zni 
10m, VI. 
R,,.. Utlt Ü. 



ANN A LID' I TAL I A. 23 
fomminif1:ri la Storia d'lralia. Finquì Ie Ciuà di qud1:o Regno erano Ell. A Vo!g. 
1tate governate ognuna dal fuo Coote. I Conti delle varie Provineie Al'ö!oõo lCO-\-. 
erano fubordinati a qualche MarcheCe 0 Duca, cioè al Governatore 
deJla Provincia. E i Duchi e Marcheli all' Impcrndore, 0 fia al Re 
d' Itaha. Così ognuno vivea in pace, e nafcendo difcordic rra l' U1
 
Popolo e l' altro, 0 i Duchi e Marcheli, 0 pure gli Uf1.7.iali e Met11 
Imperiali, tollo Ie fopivano. Abbi1m folamente \'eduta fin quì Ut1a 
diCcordia civile in MI1Jno. Se è vera II guerra fuddetta, già comin- 
ciamo a fcorgere, che Ie Città d' halia alz.ano la tdla, e {ì attribui- 
fcono, ovvero {ì ufurpano il diritto Regale di far guerr.l. Vedrcmo 

ndar crefcendo queth mufica, 1a qual.: fi tirò dletro col tempo una 
gran mutazion di cafe in Italia. Aneor quefto potrebbe parere indi- 
ZIO, che aHara la Tofcana fo(fe fcnza un Capo, cioè rcnZJ. un M.tr- 
chelè, la cui autorirà tene/Te a freno, 0 tronca(fe fomiglÎlnti difeor- 
die. Nota appul1to il Sigonio (a) fono il prcfente Anno, che Piþ, 
Genova, e, Fircnze cominciarono a f.1r figura, e ad acqui f1:arfi gran no- 
me j perciocchè coli' crcmpio de' Veneziani fi diedero alIa mercatura 
e all' armi, e fecero Batte navali. Delle due prime Cmà poffiamo ac. 
cordarci can lui j ml per canto di Firenze cominciò ella piÙ tardi a 
falire in potenza e ricchezza, e a fcgnalarÍ1 nell' armi. Per altro con- 
viene andar rirenuto in credere rurt!> ciò, che narrano i fuddetti An- 
nali, e dopo J' effi il Tronci (b), di rante prodezze dc' P1Cani co i (b) Troncí 
lor vicini in quefli tempi. Altri d'cffi Annali raccontano all' Anno Ar;nal. pi- 
1002.. la fuddetta. fconfina de' LuccheG ad :\equalunga. Pofcia all' ,1nno j.m. 
prefeme narrano, chI: Lucani cum magno exercifu Lombardorum 'Venerunt 
urfjue ad Pappianam, & PijÀNi eos fuuaverunf ufque ad Ripam FraElam. 
Non è sì facilmeme da credere una 
ale Armata de' LuccheÍ1, perchè 
non p
ranch
 i Popoli d' halia aveano fcotTo i1 giogo" nè f01e:1I10 far 
tanto I Bravl l' un Contra I' altro. Secondochè o{ft:rvò il Cardinal B-1- 
roOlo, in quell' ï\nno la pef1:c inherì non poco in Roma. Confermò 

mcora it Re Arrigo [Utti i fuoi beni e privilegj alia Chiefa di Cre- 
mona can un Diploma darn (,,) VII. Idus OElubris, IndiElione /I. .Anno (c) .Antiqu. 
ab /ncarnatione Domini A/If 1/. Anno vero Domni HC11rici Secundi Rrgis ll.;r/ic. DII- 
l/. Dat.4TiJ in Agidbur(!,o. A Giovanni Petrella Duca di Amalfi fucce. JtrI. 7 1 . 
dette in quell' Anno Sergio fuo Fig\io, il quale avendo dichiarato ruo 

ollega nel governo Giovanni fuo Figliuolo, do po tredici. anni fu fcac. 
claro dal Popolo, mal iòddisfauo di lui (d). Nell' Anno pofcia 1019, Cd) It. T. I. 
1
 i,tef1ò. Gio
(lnni iuniore fu di nuovo proclamato Duca, e regnò trc. P,lg. 12.0. 
dici anOi. 


(a) SigoniHI 
d, R<gno 
Ita/iot I. 8. 



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Anno 



14- 


ANN ^ L ( D' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 MV. Indizione I I I. 
di G 10 v A N l' I XVIII. Papa 3. 
di A R D a I NO Re d'ltalia 4- 
di ARRIGO II. Re di Gennania 4. e d' Ital. 1. 


Q Ualnr íi v()glia prefiar fede a gli Annali Pifani, {tÛt capta Pi/a 
a Saracrnis (a) . H Tronci Storico di quella Città narr3, che i Pifani 
colla lor Armata navale paffarono in Calabria comra de'Sarace- 
ni, e trovJ.tlli nfugiati nella Città di Reggio, vi pofero I' affedio, e 
datale afpra battaglia fe ne impadronirono con mettere a fil di fpada 
curti quegl' infedeli, e d,\re 11 facco alIe lor cafe. Aggiugnc, che 
I\turetto Re S.traccno, dlvenuto padronc della Sardegna, imefo, che: 
]a Città di PiCa íi trovava a110ra fprovveduta di combauemi, p\:r ef- 
fer eglino andati in corro, venne con groffa armata, pre1e qudla Cit- 
t:ì, la faccheggiò, e ne bruciò quclla parte, che fi chiamò roi ChÙl- 
flca, pcrchè una Donna chiamata ChiniÌca Gifmondi, vcdendo il pe- 
ricolo della Cmà, andò gridando al Palazzo dc' R.ettori dclh Repub- 
blica, c fece dar campana a martelIo: per la qual cola i B:trbari íi 
diedcro alia fuga. Fu poi alzata una Uatua a qllcna donna, e duo il 
nome di lei aHa parte abbrugiata d' effa Cinà. V' ha delle comradi- 
ziom in quel raccomo, e quanta a me io il credo in pane f.lVolo(.J. 
F orfe il nome dt Chinfica VC:lne dalla Lingua Arabica a quell.. panc 
di Pilj, perchè ivi fokano 3blrare i Merc.1tami Arabi 0 ha Saracèni, 
(b) Dand.,1. che vcmvano a trafficarc in Plra. Abblamo dal Oandolo (t) , che oell' 
in chron;co 3nno XV. di Pietro OrfetJ/o II. Doge d i Venezia, il quale dovrebbc 
Tom. X I 
I. coincidere coli' anno prc!ènte, 0 col fuffegueme, una temhil carelii.ì. 
Rer, Uti /C. ' f ' (' 1 v , ' 1 [vI d . 
e mona u non 10 amcnte In enezla, m,\ per turto I on 0, 111 
gui!:l che innumerabd genre ped. Fra gli altri, che re!bron,o rrnja 
di quefio malore, fi com-ò Gi07:Cli'htÏ Fir7llUolo d'dIü Doge e IUD Col- 
lega neI Ducato. E d.. 11 a kdici dl I
ggiacque 31 mrddimo fundio 
inHlIíT0 anche A1aria fua Moghe, quell a llef1à, ch' egli avea condotta 
da Coftantinopoli, SorcHa dl Romano, pofcia I mpcrdèorc de' Greci, 
come di fopra vedtmmo a1l' anno 999. Di qudia Donna s' ha da in- 
tcndcre CIÒ, che fCnve S. Pier Damiano colle feguenri parole (c): 
Ðllx J7enctiarum GonßanÛ1Jopolirtlllte Ut his Givem babebat Stxorcm, qu
 
nimÙ'um tam tmerc, tam delicatc 'llivebat, & nOli modo fuperßiJlofa, aut 
Üa loquar, ,{c ft juctmditate mulcebar, tit etiam commumbus ft aq:tis dcdi
 
gnarCfur abluere j Jed ejus fer'll; rorem ctCH foAtclgebal2t ul1dcctli1que colligcre, 
ex quo fibi iaborioJùm jtlliJ balncum ploctlrarmt. (10 cn;,'" chi vlIolc) 
Gibbs quoque /ùos mani/;us uon t'lngeb.lt, jèd al; Ettnucbis ejus al;iJ1w'a 
'pæque 71Iinutius concidebantur i1J {rufld; qu
 mox ii/a quibtljdam fufcl11u- 
lIs aureis atquc b,dentillus or; fuo iigltt-iens adhibebat. EJ11S porro cub,cuJum. 
tet th)miamatum a,.Cimatumfue :cnerJbus redundabat, u! & ,lob,s nclrrarr 
t all- 


E II. A Volg. 
ANNOIOO\ . 
(a' Annal. 
Pij.m. T. V J. 
P..er. lulie. 


(c) PttrHs 
Damiøni 
opu/CI.I. 
de Inflilut. 
Mon:41. e. 
II, 



\ , I 
ANN A LID TAL 1 A. '-; 
t
fltrlm dedecus Jæteat, & auditor JOfte non credot. Seguita pofcia a di- Eu Vol
 
re che Dio colpì la vanità e fuperbla di qudta Donna, perchc co, - AN!\!O 1 00 5. 
pu; ejus omne crJ11Jput
uit, it
 ut me,,!
a crJrparis undi'lue c/mil.1 ma'.ce- 
fcerent, t'tumque cubl
u/um 'n.to
erobl/z pra
fus fætore comfk,.ent. ,In tale 
fiata fuggita da tutu, [erml.no la fua vita q.uefia vann11111a P!'
c'p
f- 
fa. S'ingannò il D
ndolo, n,feren
o, parte dl quefie parole d" S. Pier (a) Ur e,.- 
Damiano a'tem p i dl Domemco SilvIO, che fu deao Doge dl Vene- . ,r; h 
1 . , , I f M go71JIS In 
7.Ìa nell' ann a 1071. A que{ 1 tempi appartlene un ta 1([0. a per- Chroni,o. 
ciocchè l' Abbate Urfpergenfe (a) lneUe la Fame fotto I' an no pre- (b) Ba,r
J1. in 
cede me , nel quaic pari mente accadde la Pefie, per tefiimonianza del .Anr.a,: Ecc. 
Cardinal Baronio (ø): pO,trebbe 
aluno credere, che a quell' anno fi 

s 
::
== 
avefTe da nferire l' avvemmemo tuddetto. Parla Erm:mno Comratto flus in ehr. 
(c) di qudla Carefiia all' anno prefente. All'iòcontro Sigeberto Cd), e (d) ,Sigtber- 
gli Annali d'lldefeim (co) la mettono nell' anno fegueme. Attere in Ius In elfr. 
queLl' anno il Re Arrigo a 
omar Bolesl
o. occup
tor della ,Boemia, e <;;}d

lIales 
il ridufTe a capitolare con glU
llo dl tum 1 Popoh. StanJo In Utrecht heim, 
contèrmò i Privilegj del Momfiero A mbrofiano can Diploma (f), da- (
) purictl- 
to anno Dominicæ Incarnat. !oilY. IndiFt;rJ1Jt Ill. anno 'Veto Damn; He;n- l,ul Monfi 
riâ J1. Retfis llJ. Ðatø IT/. NrJnas J.\1a;i. .dElum 
ra lJ 'eélum. 
el1l b . !;;a ,I. 
o ....", rOJlIlR. 


Anno di CR IS TO MV!. Indizione IV. 
di G I a v ANN I X'TlII. Papa 4. 
di A R DOl N 0 Rt: d' Italia 5. 
di ARRIGO II. Re di Germania 5. e d'ltal. 3. 


F Orfe perchè nell' anno prefcnte fu I' I talia, anzi I' Europa tuna, 
afflitta Jalla CareLba e Pefiilenza, di cui s' e fma menzione nel 
prccedcnte anno, la Storia è atrai diglUoa di fani e maí1ìmamente 1"- 
taliana. Dclla Gcrmania altro non farplamo, fe non che Baldoino Con- 
te di Fiandra, per aVere occupata la Citrà di Valencienes, apparte- 
oente alia Marca della Lorena, e tottopofia aHora al Regno Germa- 
nico, obbligò il Re Arrigo ad impllgnar I' :trmi contra di lui, ma coh 
poco profilto. Però fu riterbata aU' anno ventura la maniera più pro- 
pria dl mcuerlo in dovere. Grande affetto a\'ca prefo il buon Re L-\r- 
rigo alia Chiefa di Bamberg;\, can defiderare fpezialmente di fame un 
Velcovaro. Però ne cominciò con vigore in quell' anno il negozi.lto, 
ma riuovando renitente .Arrigt Vefcovo di V irtzburg, 0 fia d' Erbi- 
poli, per 10 fmcmbramento, che fi voleva far dclla lu:! Dinccfì (g), (g) .Aél. 
folamemc neU'anno fegueote ebbe com pimento la di IUI premura. Nc Sanélør.. 
gli Annali Plfani (h) abbiamo fotto il prefeme anno, che feærunt Pi- B;Il

d' 
fani bellum cum Saracenir ad Rhegium, & gl'atia Dei 'Vi,;errmt il/as in 
 po,';li; 
Die Stf,nBi S,X/;. Quefia è la vltloria ritèma dal Tl'Onci all' anno pre- th) .Annal. 
cedente. 1\1a altro è i'avere fconfitti i Saraceni ad Rhegitun, altro I'cf- Pi/..iT.V.1. 
fedi impadroniti, ceme vuoIc e{fa Tronci, di queHa eittà, perchè ",r. Jtalrc. 
I)'"om. ITI. D di 



1.6 ANN A L J D t I TAL J A. 
hA Volg. di ciò non rdh vefiigil). Legge" prdfo I' Ughelli (0) un Placito t
- 
AI'NO 1006., nmo Anno lncarnationis D,m; Ii Mf/ /. /lIdiEtiøne JP. 
uarJo Nonas A- 

:J.) I [.
btll. prilis dal Re Arri
o In Gcrmania, dove fu agitata unå lite fra./11 ia/- 
;c':;, J


. do V CfCQ\10 di ChlUfi in Tofcana, e Guini7.one Abbate del Moni- 
i11 Fpifr.p. 1lero di S. Salv:1tore di Mome Amiato, eBofone Abbate di Samo 
CiNJin. lwtlmo. II fuo principio è qlicfio: Dl/nJ rtjidrrel Domn.s Hrnricus 
Rcx in caminat:l in CaJlello hereditalÌs Jute., quod tiicitur NO'l)um Burgum 
(Ncl.burgo) alia prcfen7.a di aki.1ni V cfcovi ed Abbati. Fra gl'1ta- 
liani v'intcrvennero O/derieo Vefco\'o di Trento c 10 fidfo Vefcovo 
di ehiufi, Iviz()ne Abbate Leonenfe ful Brefciano, Ugo Abbate di 
F,ufa, Buono Abbate di Ravenna, Ildtberto Abbate dl Siena, Gio- 
yanni Abbate forfe di Lucca, Ildcbrando, Rinieri, e I\rdingo Con- 
ti, probabilmeme di Tofcana, Pietro Tra\'erfario da Ravenna, e i 
Mdlì de' Vefcovi di Arezzo e Siena. Ecco come gl' Italiani frequen- 
tavano in que11i tempi la Corte del Re Arrigo, e maffima
ente gli 
Abbari, tutti per loro negozj, e per impeuar Privilegj 0 beni 0 giu- 
ftizia, giacchè non mancavano mai rrt'potenti, de ulurpavano a i 
Monif1:eri gli fiabili can quella fic{fa facilità, can, cui i Monad gti 
acquiílavano. 


Anno di C R 1 S TO MV I I. Indizione v. 
di G 10 V ANN J XVIiI. Papa 5. 
di A R DOl N 0 Re d' ltalia 6. 
di ARRIGO 11. Re di Germania 6. d'ltalia 4. 


E Sige ben Ja Storia d' Italia, che a que It' anno fi faccia menzione 
dl Fulberto creato circa qudli tempi, come comunememe vi
n 
crcdmo, Vefcovo di Sciartres (Carnutum) in Francia. Siccome o(fc:r- 
(PI) Mabill. vò il Padre MabiUone (b), fondamemo c'è di tenerlo per nato in Ita- 
A'

A l 
. Bt
 Ii1. Bam ben furoQo i narah fuoi, ma paíTaro in Francia, per l'de- 
n,,,,. In. Au d ' 1 " f: r. . , d ' rr . I 11 
A,m. 99 1 . v.atezza e. IOgegno e aper IU.), mento eucre mna zato a que a 
Cattcdra. A veva a\'uto in Rems per maefiro Gerberto, che fu poi 
Papa Sllveltro II, Aprì anch'eg\i Scuola, e la continuò anche dopo e(ferc 
falito al V efcovaro; e dalla medefima ufcirono poi cccdJenti Dileepoli. 
Più celebre Scuola di quelta non v'era aHara tm i Franzefi., L' opere di 
così infigne Prelato fono a(fai note nella Stor;a Letteraria. Già a\'e:l 9:eda/- 
do Marchefe, Filius quondam AdIJ/berJi itemfjue Mar,hio, A volo della cde- 
brc: Conte1Ta 1\'1aulda, ridaHo a perfezione il magnifico Monifiero ,di S. 
Benedetto, fituato (fa il Po, e il FlUmicello Larione, oggidì appellato di 
Polirone. Al medefimo fece egli un'amplifiìma donazione di be
i in 
(c) BAC,hi- queft' 3nno. PreíTo il Padre Bacchini (,') fi legge 10 Srrument
 filpu- 
ni Jftør, di la[o infïa Rocca CanoJ!ò, con queUe Note: l/enrieus Dei gr.lla Re;l, 
l'ol
ron. anno Regni ejus, Deo propitio, hie in ltn/ia, 
!tIrro, i\1enfè Junii, In- 
I1tl,l.l.'AP-øiffÙme g'uinta. Dal che imnariamo , che in Italia fi ufava I' Epoca 
Ptnu"t . ' ...... 
 
par- 



ANN A L r D' I TAL I A. 1.7 
particolare del Re&no Itatico, 
iverra da quel

 del G
rm
mico. Un' E.,^ Voig. 
altra donazionc: panmeme da 101 fatta al i\10111:tcro mcddìmo five-de: ANNO IOOì. 
fcritta Anno lHU:efillJo Septima, /ndiElione Q!:inta, fimndo die inttarte 
A1enft ApriJis, fc:nz.a apporvi gli Anni del, Re. COi11uncmente fi cr..:- 
de ch' e(fo Marchcfe Tedaldo detTe fine In queLL' anno a i luoi gior- 
ni 
 10 non ne fono abbatlanza perfu.lfo, ficcom;; du'ò qui fouo all' 
anno 1012.. Nel prcfeme riufcì al Re Arrigo di 2Ppaci'1f Ie file pilí1Úue 
\logtie con ergere in Vefcovato e dotare magnificamene Ii! Chh;b di 
Bamberga, e fottoporla al fo
o Romano ,Pontdicc. Fu confl:rm.ao 
que1t' Atto con fua Bolla parucolare data In 'quell' anno da GIO\ anni 
XVIII. Papa, co
e fi legge, pre(fo ,l'l-:lofmanno.(a), ed altri Salt- (a'H{Jfm..,,- 
tori (b). Con gaghardo elerclto pafso circa quc1b tempi il mede6mo "u, .AlIl.41. 
Re Arrigo la 
chelda contra di Ba!do
in,o Conte di Flandra, il quale Eal.,btr- 
veggendo di non pote,re re
fiere,. ,b glUO _ alia mifcricordia di 101, e 1bY.ApuJ 
ne otttone buona capltolazlone,' SI nacceie anc. he Ia guerra fra clTo Ludt';rvil. 
Re Arrigo, e Bolcslao Duca dl, Paloma e de. gh Sclavi. Qldlo è poi To. 1. 
c..i- 
l' anno in cui venne aHa luce In RaveAna P,etro Damia>Jo, grande 01'- ptor, lJùm- 
namen;o del Secolo p
efente .(c). Fu jJ .fu? no
e, Piet!o di Dami
nD, t:?
'trllt 
cioè Pietro Fratdl
 dl DamIano. eo
tdI
 c&h m plU d' un luoga, DamiAn; 
che attdc allo ftudlo del!e Lettere pnma 10 1< aenza, polèia in Par- Opl4.{clll. 
ma: il che ci dà a conoi
e
e" che Ie Let,tere 
 p
co a poco ritõrg
a- 6'1. c. 5. 
no ancne in Italia. Tenmno II corfo dl tua Vita In que1t' anno Lan- 
tf'lfo IV. Pnncipc 
i. 
aJ-'oa (
), topral
o
i
ato da SlInt' .dgata, nel di (d) Cam;l
 
2.+ di Luglio, e lc1icl,o lu
cdl.ol
e nel [r
nClpato, PalJdolfo J V. .'\nda- '''.' Ptrt(ri- 
vano di male in pegglo gh aftan della Chlc1a dl Cre mana. Non fn n1".' .HI/for. 
si prefto ufci.to de,l 
ondo o.d.:/ricfJ, 0 CIa O/deric
 Vefcoyo di quella 
:::;
trd. 
Chietå che 1 bem d dTa paurono non llcvc demmento. Gli fucce- 
deue landolfo Cappella30 d
l Re A
rigo, i
 quale nell' an no prefen- 
te ottenne da dTo Re un Diploma dl proteZlOne per la fua ehicfa (e) (e) .Antiqu. 
Ann' Domin;ce Incarnati,nis !oiIP 11. lndjéfjone V. anno Regni Domn; ltillic, Dlf- 
Heinrici Regis Secundi Regnantis PI. (q,;dta, è l' E.poca del Regno ferl. 61. 
Ge.rmanico). ARum Polede. In Milano 1< ulcOlno figliuolo di Bernar- 
do, .iventc fe-condo 1:1 Legge Salica, tõndò in quell' anno la Colle- 
giata di Santa Maria, oggldi appellata Fo/corina. Lo Strumemo ha 
quefte Note: He"ricus gratia Dei Rex, Anll, Regni ejas 

"IO 1'1/ l. 
die Menfis ORobris, IndiRio1fe ingrtdimte Sexta. Ancor quì abbiamo 
r Epoca del Regno d'ltalia del Rc Arrigo. 

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"""Ii. .\' 
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." , ,( 
. - 


Dz. 


Anno 



'2.8 


^ N N ALl D' I TAL I A. 


Anno di C It 1ST 0 MVI I I. Indizione VI. 
di G 10 V ANN I XVIII. Papa 6. 
di A R DOl N 0 Re d
 Itatìa 7. 
di A RRIGO II. Re di Gern1ania 7. d'i talia 5. 


1-'u Volg. E Bbe in quefi' anno de gti afpri a ffa ri it Re Arrigo per cagio- 
ANN.O 1008. . ne di uno de' Fratelti dell' r mpcradrice Cunigonda lua Moghe 
 
chlamato Ada/berone. E{f'endo va(:ata I' Archiepifcopalc: Chieh di Tre- 
\feri, fu egli efetto, bcnchè mal volentieri da qud Clero e Popolo 
p
r Arcivefcovo. Ma non vi confenrì il Re Arrigo, da cui fu data. 
quella Chiefa a Megingal4do, Camerario di H'ì//i:ifò ArcÌ\'efcovo di 
(a) Her
 Magonza C.). Per qud1:a cagione inforfè guerra fra eOo Re, e 10 ftef- 

::tn:.
us fo Adalberone, al quale furono in aimo 7êodflYico Vefcovo di Metz 
 
;11 CJ-mnilÐ. Arrig
 Duca di Baviera, fuoi Fratelli. Li fogglOgò il Re Arrigo, e 
, tolfe roi il Ducato a\ Cügnaw Arrigo. 1r.torno ache (Ì 1'o([ono kg- 
(b) 

"V'lJl gere g\i Annali di Treveri del Browero Cb). Gf'lmperadori Greci 

;:'lJjre:7' po{fedevano in que1h tempi qu
fì tuna la Puglia, cominciando da. 
Afcoli, e feguitando la cofta dell' Adri3tico a riferva di Siponto e del 
Monte Gargano, dipendcnri dal Principato di B
nevemo. Erano 311- 
che in po{fef}o della maggior parte della Calabria, con ritencre ancora 
GU3lche fovr.mità 0 almcno amorità ne' Ducati di Napoli, A m..lfi , e Gae- 
fa. Sùleano chiamar Longobardia qucgli Srati, e mandarvi un Govc:rnaror 
Gcncrale col nome di CatapaNo
 come gia accennammo. Abbiamo daLu- 
(() 

p..s po Protofp:ua (c), che nell' anno 1O
6. Xifea Catapano era venuto a qud 
,r,tøJp.tA M n- d I ' d .' II n-. { p 
i. Chr,,,ill. go verno . a clJcn 0 eg I mancato I v Ita oe 'anno apprcuo, 10 que 
, 
anno dcfcendit CUl'ctI.'1 Palricius i\Jmft A-faii, cioè fu inviato per Go- 
vcrnatore d'df.. minor Lombardia. P.ire, che in quef\' anno il Re Ar- 
rigo conferma([c i Cuoi Privikgj e beni al MoniUero delle Monache 
(d) ..A7fti'1,.' di S. Sitlo di Piacenza con un Diploma Cd), data anno Dominic4 In- 

talll. Di/- carnationis Millejim, Ofltlvo, bliiEliønl P. anno vero Domni Heinrici Se.- 
J.rl. 7 0 . .1: R ' . T.T I 
a. . T 1 '1.' M " h 
(UI1,u egIs ,.egnantls Y. . .E.l
,IIY11 m .l11{,e oczm . a qUi v a er,r<?re 0 
neW anno, e fi clee fcrivere Ali/!eji11lo Septimo, ovvero neH' Iruh1slone 
 
e fi dee lcggere 1ndiElione P l. Ed è confiderabile, che nè in quetlo" 
l1è ncll'altro Diploma, accennato all'anno precedence, non compari
ce 
j} Giomo, nè il Mefe, contro il conumc delle Regali Cancel1ene. 
(e) JlAb
I'. Anch
 il Padre ì\hbillone Ceo) ofTervò quefio rito 0 difett
 in al
ri 
J. R.e ,D'
 Diplomi d' cao Re Arrigo.. N dl' Archivio del Moniftero dl Subbla- 
pl,mats,.. co fi legge una Bolla 0 Suumcmo CÐn qucflc note: Anno D
o propi- 
lio Ponti{icatus D
",ni Joh
nni /ummi PontiJici XP /II. Pap
. III (tlcra- 
tifjima fide beati Petri .Apoßoli f7. lndiflione IT 1. i14enft ']unu. dte 17 J. 
ciC'è nell' anno preÚ:nte. V 0 io (Una via comando gli Anm del Rc 
.Ardoino, percio.:cbè 1ëbbc:ne ha cfcdu[o più d' uno Scriuore, ch'egli 
dopo 



ANN A LID' I TAL I A 
 \. 2.9 
dopa la venuta in Italia del Re Arrigo, e dopo la di lui Coronazio- Eu Volg. 
n
 ' decadelfe affauo dal foglio Regale: pure è certo, ch' egli ritenne ANNO 1008, 
circa nove anni ancor3 non fotameme il titoto di Re, ma anche ne 
efercitò I' alltorità in mold luoghi. A 1I0rchè gli con venne cedere al 
Re Arrigo, egli fi ririrò nelle Fonezze del Piemome in falvo. Ma 
non s1 toO:o \:1fcì Arrigo d" I talia, che Ardoino tornò. ad atmre la te- 
fta, e trovando fpezialmcnte inviperi.to il Popolo di Pavia contra de'Te- 
defchi per I' imrncnfo danno rccato colla fpada e col Fuoco alla-Ior Ciuà,. 
6 può facilmeme credere, che fu Guivi di nuovo riconofciuto per Re. 
Porta il Guichenon (a) una Donazione fatta alIa Cattedrale di Pavia (a) Guic/',- 
da Qttone eonte, chiarnato ivi Filius ftreniJlìmi DfJmini, & metuendif- n,n Biblio- 
þ1ni Plltris mei Domini .Ardoini Regis. Lo Strumenro ha Guefle Note: thee. seb..f. 
Ãrdoinus divinil tribuente gratia piiffimus Rex, anno Regni ejus propilia gm
ur. 11. 
Septimo, IndiElione Pll. Manca il Mefe e il Giorno, con reftare in- . . 
certo, fe folfe fana quell' offerra ne gli ultimi quattro Mefi dell' an- 
no corrente, 0 ne j, due prirni del feguente. Lo Strumento è fo[[o- 
feritto dallo O:eO'o Re Ardoino, e vi fi leggc:: .Af1um apud PapiaTJI 
in Pillatio juxta Ecclefiam $anfli Mich"e/is. Sicchè abbiam qualche 
fondamento di credere ritornato queO:o Re al fuo comando in P.uia. 


Anno di C 
 ] S T 0 MIX. Indizione VI J.. 
di S ERG] 0 IV. Papa I. 
di A R DO J N 0 Re d' Italia 8. 
di A R RIG 0 II. Re di Germania 8. d) Ital. 6. 


G Iunfe al line di fua vita in quefl' an no fenza faperfene il più pre- 
cifo tempo, Giovanni XV11/, Pap2, che da Oitrnaro è chiamaro , 
Phafan (h), e dall' Annaliíìa Sa{fone (c), PbaßamlJ ideft Girl/US, doC; (b) DltjA
. 
Fagiano. Uno Srrumtmo fi legge nel Monifiero di Subiaco, che porta (
/
:n
li: 
Ie feguenti Note: .AnnQ Deo propi/ius, Ponti{icatus Domni Johanni /rlm- ft" 
A"Ø-. 
",i Pant
{ici & UiJÎver(à/i XJ7 Ill. Papæ in ,(acratiffima Sede be..
ti Pttri 
.Apofto/i Sex/a, ludiElione Sep'im:l, l'llmps ]anuarii die 'Xl. cioè nel pre- (d).ABar
n., 
feme anno: RapP?rra il Ca
din.al Baronio (d) un" 
pitaffio, che era ':cdtftafi: 
Jlella Bafihca Vancana, attnbmro da Matteo VegglO a qu('flo Papa. (e) Manliul 
Lo rifcrifce ancora Pietro Manlia (e), ma con dll'lo cujuldam Johan.,. T:, VII.?-__ 
nis Papte. Non oferd io, crederlo. fepclcro di quefio Papa. I vi 6. 
:::
:,
n- 
Iegge : 14nd. 


NAM GRAjOS.SUPERANS, EOIS PARTIBUS UNAM, 
SCHISM.-\TA PELLENDO, REODIDIT ECCLESIAM. 


Non è probabile, che di quefla glnriofa az.Ïone niuno avdfe lafci:1t& 
qualche menzione nella Storia Ecclefiafiica di Oriente 0' d' O,cidente,. 
Egli è chiamato ancora. AU- 



30 


ANN A LID' I TAL I A. 


Eu Vofg. 
ANNO J009- 


AUGUSTIS CAR US, GENTIBUS, ET TRIBUBUS. 


(a) Dir,,,,,r. 
(;/'r'l1;'. 
l;
. 6. 


. Più cc:mvien q
efio titolo. a qual
he Papa Giovann!, vivuto aUorchè 
I Greci Augufil fignoregg'avano 10 Roma. Succefiore di qudlo Pon- 
tefice fu Sergio JV. il quale per atre(tato di Ditmaro (a) 'VoctJ!Jafur 
Bucca POYci. Erano forfe in voga ancora in que'tempi i Sopranomi , 
molti de' quali, tuttochè fo{fero impofi:i PIÙ per vituperio, che per 
onore, tUU3via pafrarono dipoi in Cognomi di Famiglic, ficcome ho 
olfervatò altrove (b). Negò il 
ardi_nal B:1r.onio, che que1to Papa por- 
ta(fe un tal Soprano(TIe, perche dal fuo Epl[affio fi fcorge, che prima 
del Pontificato era cbiamato PietYð. 


(b) A.nt,lJ.u, 
Italic. Dí{- 
ferl. 4 1 . 


SERGJUS EX PETRO SIC VOCITATUS ERAT. 


Ma ql1efio a nulla ferve. Pietro fu il fuo Nome Battdìmale; m:J. per 
Sopranome, fecondo il conume d' a1l0ra, egli dovette 
fiere chiamato 
Bucca di Porco, ficcome il ruo Predecetlore Giovanni fu foprdnomi- 
(c) Dan. nato Fafam, 0 fia Ft giano. Per artdlato del Oandolo (c), in quefl' 
lIulUJ !n anno pagò il tnbuto ddla natura Pietro Orfe% II. Doge di Venezia, 

hro"

l Principe gloriofo, per avere a{faiffimo ampliato il dominio Veneto, 
;:;: 1ta;;,. fconfitti i Saraceni, e governati con fomma prudenza e dolcrzza i tuoi 
Popoh. Gli fuccedtw:: circa il Mefe di Marzo OttfJne Orfe,lo fuo Fi- 
gliuolo, dianzi creato fuo Collc:-ga, non inferiore nella Religione e 
Giutlizia 
I Padre, e ricchiffimo di beni di fort una . Ebbe egli pl:r 
Moglie una Figliuola di Geiza Duca dl Ungheria, e forella di Samo 
.S[efano, primo Re regnaA[e aHora in queUe contrade, la quale ga- 
rc;ggiava ndlc Vinù cel Fratdio - Era per teUimonianza di Camillo 
(d) C

ill. Pellegrino (Ii), in queth tempi Principe di eapua Pand.ifo IV. Prerc 
P
rtlrlTl"'.J rgli per Cuo eollega in quel Princlp,lto Pam/oifo 11. Principe di Be- 

t. L:

: nevemo, fuo Z
o patern
. Non ne veggiamo a(fegnato ii, motivo, ma 
IÞArJ. prcoobllmcnte tu, perche m.lOcandogll 'fucccffione mafchlle, volle af- 
fìcurare ne' Parenti fuot il Prmcipato. Abbiamo fo[[o queit' anno da 
(c) 
pUJ Lur o Protofra ra (e), che cecidit m1xi11la nix, ex qua ficcaverMnt arbo- 
::
/'!D

Ø. res.olivtE, & pifces &, 'l.Jo
ati/ia 
or
ua funt. :ofci
 aggiugne; Me>>ft 
Afaii Ùlcæpta rjl rehe//zo: 11 che to ImenJo de Pughefi, chc comlOCla- 
rono a r.bclladi a i Greci. Et Afenft Áugufti apprehenderunt Saraee"i 
Ci-::itate11l C,ftntiam ( Mecropoh della Calabria) rupto fædere 1tflmilfl 
Cayti S4Ii, <"lUè dd Gencralc d!:" vJori. Ancorchè ArJolOo Re aVt;(fc 
npighace Ie furze, e fignoreggiatre a Olio credere in Pavia, pure I. 
mag
ior parte delle Cma del R
gno flava c,oilante nella d,vo
ione e 
fcddtà g'u:':na al R, Arrigo, t tra qudl:e Mrl.1no, P.acenz:l, Crcmo- 
n3. La1Jdøifo Vefcovo appunto dl Cremona oatnne in quett' annJ Ja 
Arriðo UII divleto .a Lambeno Abbate del Moni(lero di S. Lorenzo, 
f1m"to pre(fo a Cremona, di non poter' alienare, livcUarc:, 0 contrat- 
tare to alue gui{c i bl:ni di que! facro Luogo fcn
a I. licenz..a del Ve- 
fcuvo 



A tI N A LID' I T A I.. J A. 3 I 
fcovo fudJcuo, il Guale pofcia fe ne 3husò. II Diploma (j dice daro C.) 
17 1I. Jàus Oflobris, A/WJ ab /ncar,ztltiont Domini ft1Y 1/ ll. Anno 'Vero 
Domni Henrici Pritni (fcrivi Secuntli) Regis, F fl. Aélum 1I-t.1ideburg. 
Dovrebbc e{fc:re l' Ã1mO Fll/, It> pure non appart1ene all' anno prece- 
dence: il che non {i può comprendere per la mancanza dell'lndizio- 
I1C. Ho vedura un' allrenrica Donazione fana in CÒrrcgsio alia Chief a 
di S. Michele, ogglJi di S. Q!mino con quelle N are: Enricus (!'r4- 
titl Dei Rex ic in It,Ûia f52.Jinto, die' !?<.!pnto de iHcn(è Oflubris, Indi- 
fliol1e Oéfava, che app
nu:ne all' annn prelènte. So no quell' anno an- 
cora abbiamo dal Bollario eafinenlè (h), e daW Ughelli (,) una dona- (b
r.Bu

ar. 
zione faua alia Badia di Sam3 Maria di Firenze, Anno ab Inc.rnatio- 

J


n:;01J_ 
If/.e Domi>>i No1'JO poft Mille, Pridie Jdus Augufli /niitli01Je Settima. II flitut. 75. 
fuo prmciplo è Gueilo: Ego quidem Bonif!Jtius inclitus ,Yarchio, Filio' (C!) Vgh,lt. 
Dom>>i Alherti, qui fuit Comes, fui profeJlù: (um Legem vivere Ribuario- 
al. .s
cr. 
rum, Lo Strumemo fu fiipulato in Loco Plomayo ttrritorio Motznenfe. . Ill. 
Dove fotTe quefto Pis1Joro del Contaclo di Modena, nol faprei dire. 
Pi,mol'O (j tru")va fulle montagne di Bologna j' Pianorfo in quelle di 
Modena. Meno poi so, di Gual contrada fo{fe Marchcfe qudlo Boni- 
faziD. Cofimo della Rena nella Scconda Pane, a noi promeífa, ma non 
mai data, dclla Serie àe i Duchi di Tofcana, pare che inclinatTe a 
eredc:rlo Duca di Tofcana. Non c' è fonclamento alcuno per sì farta 
opinione. 1 Duchi, e Marchefi,. Conti, 
 Signori grandi per 10 più 
polTcdeano allora de i beni in varic pani d' Italia, nè bafia una 00- 
11:1zione di beni privati, fan a da aleun d' effi in qualche territorio, 
per argomemare dominio Principcfco in qud paefe. Di qudlo Boni- 
fazio Marchefe vi vente fecondo la Legge Ribuaria, ho io trattaro (d) .A t' 
altrove Cd) con crederlo difcendenre d:1 qud Bonifaz;o, che già vedcm- Italic. 

r. 
mo Duca di Spoleti, e Marchefc di Camerino, e da Tenhaldo pari mcn- fm. u. 
tc: Duca e Marchefe di Guclle comrade nel Seeolo precedente. Ma 
non apparifce pumo, fe queUo giovane Bonifazio govcrna(fe Marca 

lcuna: e certameme egli fu perfonaggio'diverfo da Bonif
zio Marche- 
fe, Padre della gran Conte {fa Matilda. 


EllA V olg. 
ANNO Jo09. 
(a) ughtll. 
Ilal. Sacr. 
Tom. IV. in 
Ep;fcop. 
Crtmonmf. 


Anno di C R 1ST 0 MX. Indizione VI I I. 
di S ERG I 0 IV. Papa 2. 
di A R DOl NO Re d'ltalia 9. 
di ARRI
O II. Re di Germania 9. d'Italia 7. 


S E vogliamo qui prellar fc:de a Giovanni Villani' Ce), che oar- (e) GioVlw- 
rando avveoimemi lontani d,1' fu)i temoi, ci coma bene fpetTo ni Vill
ni 
delle favole, 0 pure con favolofe partieolarità fconeia i fani veri: in lflor. l,b. <t. 
quefi' anno i Fiorentini, mirando da gran tempo di mal' occhio 1a vi- fAP. 5'. 
ciaa Ciuà di Ficfo1e, can ioganao finalmcl1tc fe nc feecro padroni. 
Net 



(b) Jbtiqll. 
l1Alle. DIfr 
firt. 6f. 


32. A PC N A L I'D' I TAL I A. 

u VagI. N cl dì fotenne di S. Romolo, Proteuore dc' Fiefolani, mentrc quel 
hljNO 1010, l>opolo era Intento ana fdla, fpedirono i Fiorentini colà una mana 
dc' Jor glovam fegretameme armati, che prcfero Ie Porte, e diedero 
campo aU' elerelto d' eill Fiorcntini d' impadronirfi di quclla Città con 
jfmamellarla poi ,tt
ua, e 1'idurre 9,uel. Po polo a Fircnze. Quella' rac- 
como paisa dlpOl 10 tunc Ie Stone Florentine, non mane.lndo nondi- 
menD altn Scnnori moderni, cbe t{'ogono fucceduto un tal fano neU- 
:1nno 101.4. Credane il Lettor ciò, che vuoie. Qu:mto a me vo aO"ai 
lemo a perluadcrmi cotali bravure in qudti temp!, n
' quali Ie Città 
d: Ital
a ':101
 avc:ano 
er
nche ,nè f
olta ne u{ò di muovere l' armi da 
sc,' ne d.1 dllhu,ggerh I una. 1 alt1'a: 
olt? meno credo, che in que- 
(a) .A,.".;- t
l tcmpl" come. vu?le SClplO11e :\mmlrau (a
 con altri, folfe Duca 
rllt; Iflol'. dl Tofeana Bonifa:uo Marchefe, Padre della COl1tdfa Matilda. Niuna 
7iom"il1. pcuova di qudi.o viene addottaj e fenza pruove 
'alfcrir cofe antiche 
non è diverto dal fabbricar nelle nuvolc. Leggcfi [otto 'queíl' ann
 
una magnifica donaz.ionc fatta a i Canonici dl Ferrara da 1l1 tr one Ve- 
fcovo dl queila eitrà con uno Strumemo Cerino, (b) Pontific
tus Do- 
mni nO/lr; Sergii jùmmi Pontificis & ,mÏ'iJe1falis PaptE in APOftoJìta. fact'a- 
tiJ!ìma heati Petri Jède AnlJO Primo, Regnallle ve,'o Dom"o Enrico Rel.e 
. Deo (orlma/o, pacifico, magno, in l/alia Septim, (dovrebbe eff'erc 
'Sext8) die rertia i}fmfis FebruiJt'ii, /ndiétio'Je Oélava. FerrarÌte. Si of- 
iàvi, come 10 Fcrmra fon comati gh anni di Arrigo Re d' Italia. 
In que1h tempi per 1a Tofca,n;) fpeziollmente, e pel Ducato di Spo- 
leti, San Romoaldo A bbatc {p:ugcv a o
ore dl gran fanrità, edificava 
Monifieri, t: dilatava l' Ordine RdiglOlo, che Í1 chiamò Camaldolen- 
fe, e fu una Riforma del B':
1(:d,uJl}o in lralia. Abbiamo da Lupo 
Protofpata (,,) ndl' aooo prekme, ('he, CtlYcua Patrizio, Governator 
de gli Stati po(lcdulÌ da'Grcci in IrahJ, dleJe fine a I Cuoi giorni, 
e in luogo fuo venne a que! g0vcrno BaJìlio Catapano nel !\1elè di 
Marz
 con uo co
po di mlilZIC traue dalla Macedonia. t\ggiugne 
qucfio Scrinore, chi: Syltißus itJcclldit mu/tos hfJlI1Ùie
 in Civ;tate crrani. 
D.1 un' aitro tdi.o s' ha, che Lang,oba,'dra (COSI chlðmaVjnO i Greet', 
eome già fi aççenno, gli StaB loro to I.talia) rebelltlvÏl II CtEfare 
(cioè dal Greco Augutto) 
pera J.Htlo DuelS, lfque accu,-rens pr
/iatus 
eft Barum CO'Jt
'a Ba,'e'Jjès, .ubi Ipli a/;ierunt, 
dto JUe/a di onion 
(d),LU Longobarda, ticcome ,c' ant.egna 
c:onc ,Oß:lc:nle (d),ß.armJìum Ci- 
ofil,n
t 'Vium, immo totitlS Apulla! P7'lftlU), & clanor erat, jJrenuijJlmus 'lJalde a& 
fí rø "". prudent,;jJimlH vir. Sed qUIWl jllperbi.'lm, injò/enriamque, tiC l1efjuitiaf/l 
I . 1. c. 37. GrtEcorum, '1. 1Û non mutw (In/eel, teMpore .lèìfiCil PrÙni Oélonis, Apu/iam 
fibi Caídb
 iamqHe, ftciatÙ in oltxiiium jÙum Danis, RAjJiS, & GlJa/.I- 
nlS 'C'ÙJd/ca'l:en.lIt, Afuti fe, re non pojJenl, cum eadem AIe/o & cum 
(e) .A h demar. .ua
/o o.rodarn æoue nobitiffimo, ipji;
fèJuc i\1t1i c
gllaIO, t.:tmdc11I rebel/ant. 
'" C ron.co 1 - 1 t - Ii fI t b ' I d ' P I fi 
.p.d LAb- ...
hc: Hit"pnole conleguenl.C t tu
.e ceo Cjl
d an ea Ion e ug Ie , 
be. l'andrcmo a poco a poco fcorgcoao,' .n,bblam<:> 
a A,dcmaro (e), 
 
(f J Glaber da Glabrn (f) che circa Cjueth tempJ J Sarolcel1l mhl.nrono fotto varJ 

.tlu " IJUt P reteHÍ contra' dc' Cn{bam ablta.nti in G
I'ujalt.:mmc con ucciJ.:rne 
1ft. C rom". IT ' [. 
jlUóll ... 


{c} l.MpliS 
'r.tofpata 
i" C"r.nj". 



ANN A LID' I TAL I A. 33 
alT"aiffimi e forzarli ad abiurare la Fede di Crillo. Dirocc:nor.o ezi:m- Ell A Volg 
<110 la B
hlica del Santo Sepolcro con varic altre Chiefe. Era aHara ANNO IOU,' 
GeruCalemme forropoila al Calif.!, 0 fia al Sultano dell' Egitto, e non 
gÜ a i Turchi. Fece
o ancora i Saraceni dimoranri in halia, 0 pure: 
in Sicilia una barraglla, per attcllato del fudderro ProtoCpata, co 1 
Greci a Monre PeloÎo non lungi dal diltrerru di Bari, lJnde pel'emp/us 
eft Du.y, fenza fapcrfi, fe de' Greci 0 de' Mori . 


Anno di C R 1ST 0 MXI. Indizionc: IX. 
di S ERG I 0 IV. Papa 3. 
di A R DOl NO Re d'Iralia 10. 
di ARRIGO II. Re di Germania 10. e d' !tal. 8. 


G Ià ho accennata la ribellion de' Pugliefi, capo de' qUJli era Melo 
con dlèrfi lottr:1tti al dominio de' Greci. Scrive Romo11Jo Sa- 
lernitano (.); Anno J1XI. Indiéliline IX. Fames valida Italiam obtinuit. 
!?2.!IO tempore i
fe/ Catipanus cum Norm':lnnis 
1pulia"11 impugn:zbat. Ecco 
il CatipallUs 0 Catapllnils adoper:Ho in vece dl CapitamlS, 0 Capitaneus. 
Ma queflo Storico anr,cipa di tI oppo la venma de i N ormanni a guer- 
feggiarF in Puglia, Potrebbe ben dTàe, che nell' Anno prefcnre fe- 
guilJè I' a{fedio di Bari Farro da Balilio Generalc de' Greci, cd accen- 
naro da Leone o Clienlè . In un retl:o di Lupo Protofpara (t-) pare, 
che [ale a{1èdio fia n,lrrarO all' Anno precedenre. In un alrro è pollo 
[orto I' :\nno IOI
, Fors' anchc la ribellion de' Pughefi non div:1m- 
pò, fe non in quell' Anno, 0 pure nel feguente, perchè 10 S[O- 
rico Greco Curopalara (c) metre ne' primi Mefi dell' Anno pre- (c) CurO;R': 
fcnre alcune disgrazie, chc fervirono di prell1dio. Comunql1c fia, IMR. 
abblarno dall' Oltienfe (d), che ancorchè emro e{fa Ci!tà di Bari (
) Le
 0- 
al1ìltellè Melo ana difefa, pure que! Popnlo vílmente foll:cn::va II pefo film. lIb. 2. 
de gli aílalri; e però dopo un melè d- a{fedio rrartarono di rendc:r1ì e ,a;. 37. 
di dar 10 He/lo Melo in mano de' Greci. Ebbe Melo conoteenza di 
(juella nama, e la fort una di falvarfi fegretJmeme in compagnia di (e) .An
Rli- 
Datto, con ritùgiarfi in Afcoli, Cinà, che s'era anch'elTa ribellata. fiR SRXO. 
QuiVI fu di nuovo a{fediato, laonde una none gli convenne fuggire Htrman- 
anche di Ià infieme con Darto, e ritlrarli a Bcntvcnto. Pofcia andò ;;S eom
a- 
a Salern,o, indl a Capoa, medirando fem,pre Ie 
anicre di libcrar.la (;; :a
R
: 
fua Patrta dalla tlranma de'Grecl, e i1udlandofi dl muovcre que' Prm- Scotus in 
cipi in aiuro fuo. Ebbe nunva guerra in queCl' Anno il Re Arrigo Col') elmllieo. 
Bolt:slao DUCil di Polonia (t'). Con gran folennirà fcce e{fo Arngo (f) h Dllja;. 
dt:dicJre al1ch
 nel. prefeme Anno.c fe p
re n
n fu PIÙ t.o{
o neI I
:- 
t G
ieht- 
guemc) Ia Chief a dl Bamberga. G,ovannz Patrtarc.l d' :\qUlle1a can pill non BlbliD- 
dl trenra Vet'covi fece qudla facra funz.ione. Ct fomminifira a qu
1l' thu. 
tbuf. 
anno 11 Guichenone (g) una donazione fana dal Re Ardoino a S. 51- Ctntur. lIe 
"' T7' I. E CRP. 10. 
.I. om. ,. . fO J 


(a' 'Ro,"u.l
 
JUI Salcrni- 
tanul ChI'. 
Tøm. VI. 
Rtr. ItRIÍ,. 


(b) Lupus 
PrDto[pat4 
in ei-rDnicD : 



34 ANN A LID' I TAL I A. 
Fu '\olg. 1'0, cioè aHa C:medrale di Pavia, pro anima Pat' is nO,flr; Dandan;s, 
A
NO 1011. & pro anim:J [>cltmi nollri Damni Ada/berti, ,'ol,tmte D(Jmno lYilelm(J 
j\/1rchione carijJimo Con,fòl 1 rino ,
enn:mo nollro, Tal
 ,-\[[0 fu Icrmo An. 
no Dominicæ 11lcarnationis A/X I. 'rertio Ka/ennas Aprilis, lndiflione IX. 
Allum BfJbii in Epifcopali Pa/1-tio. E' o(fervabile, che non com pari- 
(cono qUI gli aonl Jd fu" R
gllo. Scorgiarno poi, che il dominio 
d' effi) Re \ rd.)in'") fi íl:.:odeva anche nella Cinà di BobbJO, firu3.ta 
futla T rt.bbia \'e1uiqu1ttro miglia iopra di Placc:nu. Sc: è vero que- 
ito Oocllmemo, cOlwerr3 dire, che prima dell' anno IOJ4.. cioe: pri- 



/

::: ma di qu:1 che penfl(fc I' U ghelli (a), fol1è creato II primo Vefcovo 
T
m. LV. dl ß.,hhl). Ma Oitm Ira (b) Storico di quelli tcmpi ci al1ìcura, che 
;n FpiJcop. quLl V dcovo fu lilitu;to ne1\' anno 1 :)14. e però fondamen:o giutlo 
Boblmf. CI è di dubitare dcll;} Ir>girrimità di quello Oocumento. Qualora poi 
(b2 DlI7tr. fi potclTe provare, come pensò it fuddetto Guichenon (ç), che Be- 
fc/o
ul;h;
 rengario II. Re d' lra1ia aveITe avU{o un FI
Jiuolo, chiamaro Doddone, 
7/on H:ftI1lre 0 fia Oddone, noi potremmo df"durre dal Documc:nro luddc:rto, che: 
de ill Mil;. II Re A.-domo foí1è N ipote di lu;, e per prettnúoni eredltarie a\'eíT"e: 
Jøn 
.e 51
'/)0- t:'onfeguir o 1.1 Corona d' Italia" Perciocchè in tal cafo Adalberto, Zio 
"i e . . paterno d' e(fo A rdoino, farebbe que\ medefimo, che abbl.1m v\.duto 
Re d' I talia, fcacciat" da Ortone it Grande. E Guglielmo Muchefe 
qui nOl11maro, f.m:bbe Ot/on Gu
lielmo, Figliuolo d' eíTo Re .-\dalber- 
to, chc in qudE fempi tuttavia vivente era Come, 0 fia Duca di 
Borgogna. !'vIa io nnn s.). che Berengario II. avelTe, fe non tre Fi- 
gllunll, cioè Ad,llbert8 Conone,. 0 fia Cm"rado, e Guido; C {}Ul poi fi 
tratra di un nneumento, ch
 non è aff.1tto úeuro. Per teltimonian- 
(d.' MabiJl. za del Padre f\1ahi\\onr: (d), in queft' anno l!nd.
ima die Decembr
s, 
.Anlfa.. Be- Anno Sergii Pczpæ Tn.tio, tenuro fu un Placito 10 Roma davanu a 
md;tlin. Giovanni Patrizio, e a Crefcr:nzio Prefetto dtlla Cmà, in cui Gui- 
ad hun, do Abbate del MoniO:ero di Farfa evinle una Cafa di ragione dd fuo 
.Annum. MOOitlera. Rcfia a noi ignoto, come aHara fi regol.líTe il govano 
( e) .4fntiqu. di Roma. Era in qud1:i temp' Confole e Duca di Napoli Sergio 117. 
lta"'- D{- memovato dJ. Leone OltienCe, e in un Documento da me data alIa 
ftrt, 5, luce (e). 
pili,. ISiS. 


Anno <.Ii C R 1ST 0 MXI I. Indizionc: XL 
di B F NED F T T 0 VItI. Papa I. 
di A R DOl N 0 Re d' ltalia I I. 
di A R RIG 0 II. Re di Germania I I. d' Ital. 9. 


fe' Hermlln- S Cri ve Ermanno Conrratto (f), che in quell' anno fu chiamato da 
7/US c;Onlrll- Dlo all' altra vita Corrado Duca di Carinria. Q.udb era FlgIiuolo 
flus In Chr. dl Ottone, Duca parimcme di Carintia, t: l'vbrchdc dell.1 Marca di 
Verona, da noi menzionato di fopra, e Fratello di Brunone, cioè del 
giã. 



ANN A LID' I TAL I A. 35' 
gi-à Papa Grtgorio Y. Lafciò do po di sè un Figliuolo, appcllato anch' E.. A Volg. 
cWo Corrado. Ma il Re Arrigo, forfe perchè quelro Principe fi uo- ,ANNO 1012.. 
vava in ctà non per anche capace di governar Popoli, conferÌ il Du- 
caw fi.1Jdetto della Carintia ad Ada/berone, giacchè non erano reran- 
che: íl:abllite Ie Leggl Fcudali, ufatc oggidì. Ho io prodono un Pla- 
cito (a) tenuto neli' anno fe
uente fuori di Verom da dfo Ada!bao- 
ne, chlamaw ivi Ada/perio Dux iflittj J.1farehiæ. Se Ottone fu nello 
fidfo tempo Duca di Carintia c l\.larchdè di Verona, e: tale veggi'l- 
mo ancora, che fu il fuddetto Adaiberonc: per confeguenza imen- 
diamo, che anchc Corrado Duca di Carintia, mono in quelt' anno, 
dovene dIère: l\larchdè di \' eron:i. Andavano allora congmmi queHi 
due goyerni. Fra i documenti pubblicati dal Padre BJ.cchini (b) nd- (b) Baeehi- 
la Storia del Monifl:ero di Polirone abbiamo una Donazione fatt:! ad ni if/Dr. del 
clIò .C\lonittero da Bonifazio l\larchefe, Pddrc: della Contclfa 
1atilda, MO,!lfler. 
i 
ehtleme in Pigognaga, oggidi Terra del Mantovano. Le Note ton :;llr';ell 
quclle: HenriClts grdtiù Dei Rex, AIJno RegJJi e.fus Dco propitio in Ita- ppen. 
liù Nono, Y Ill. ÃaÜt1das Augttflus, lndillione Decima, clOè nell' anno 
prefeme:. Egh s'imitola nella feguenre form..: Ego in Dei nomine Bo- 
nifacì/Js Jl,1alÛJio, Filius Domni 1'eudaldi 1/e111que .iJarehio, '1ui profejjõ 
film ex Natione mea Lege 'l,;Ï'l.;ere L(lNgobardor/4m. H,U1 acduLO II :;Igo- 
nio, il Fiorentini, cd altri moderm, che creda/do Marche:fc, Padre 
d'dTo Bonifazio, celIdLI
 di vivere ne1l' anno 1007. .l\1a non trovan- 
doli qui tegno alcuno, che Tedaldo fo{fe mono, cioè non compa- 
rendo 11 quondam, uutat:t parola per tale efiètto j cd elfenJIJ iimile que- 
fia formola all' alua, che abblam vedutD ncU:t Donazicne fana dal 
meàefimo Mrchefe Bonifazio neWanno 1004 qUdmo a me fofpendo 
la cJcde:nza della dl lui mane in qudl'.anno. Per altro abbiam già 
oLIèrvato Introdotto il collume, che vivente an cora il Padre Jl,j.Jrehe- 
ft, i Flgliuoli talvolta venivano decorati del medefimo titalo per COI1- 
cel1ìone:, credo 10, de gl'lmperadori, 0 tia de i Re: d'ltalia. Abbia- 
roo nella 
ronica. del Muniltcro d

 V olturno (c) una Bolla data da (c) ebronit. 
Papa SelglO IJ7. m favore dl quell mligne: Momltero con que!tc No- Vullurnenf. 
tc: Da/
 17. Ka/endas A-1:zr/Ïi, dnllo Deo propitio Pontifiea/us D
1Jtl1i P. 1/. T. ,I. 
noftrl Sergii JànfliiJimi 
ar/i Papæ, ftdente Anllo 7'ertio, fndJéliPFJe fu- R,r. ir.tlle. 
pradiéla DecimeJ, elOe nell' anno prefcnt
. A Itri A ttI del m.:ddimo 
Papa frettami al Marzo e all' Apnle di quell' anno, fun CIt,,[1 dal 
Padre Mab1l10ne, & uno del dì 16. di Giugno d,!! Cardmal ß"ronlO. 
Però ragionevolmeme dopo il Padre Papebrochio penso il P. Pagl, 
che quetto Pontcfice: paLIàLIe a miglior \'ita prima dell' Agoito de1l' an- 
no pn.fcnte, e che immediatamente gli fucceddIe Benedetto YIfI. il 
quale m fani u truova Papa nel dl 2.z,. d' eLIo Mefe d' i\go!io. C.Ò 
C01Ta Jl una Carra d' accordo, feguiro fra Guido Abbate dl Farfa (d)., 
& illtfr Johannem, DQmini gratia, Ducem atque Nfarehio em, nee/JM & 
Creftentit..m, Dei nutu, honorabi/em Comitem germanum ipftus, de CU1/e, 
quæ 'Voea/ur Sandi Getu/ii. Fu íhpulato qllello Srrumt'IHo ndlo !tdro 
Moni1tero di .Farta, .dnntJ, Deo prop;tio, POlltifiea/us Domni no)ri Be- 
E z. lIedi- 


(a) .Antiehi- 
ts Fflmfi 
P. 1. c, II. 


(d) C/'ronze. 
Fllrfenfe 
P. 11. T. II. 
Rer. Ilal,c, 



(a) 1fu
lðr, 
C aþnenf. 
1. 2" Con- 
flitu;. 76. 


, 3ó ANN ^ LID' I T ^ L I ^. 
F 1\ A V c1
. nÚ:iÜi fummi & uni'Verfalis Oéta'Vi P ap
 Primo, IndiElione X. Mmfe Att- 
J\N
'.'lOn. guflo, die XXII. La moglie dl Crelèc::ozio Conte vicne appell.ita Hit- 
ta i/lu(lrijJiiIJa Ducatrice, 
N oi non lapplam bene-, fe il Monifiero di Farfa po!lo nella Sa- 
bina, il quale nc'tempi addictro era eompre(o nel Dueato di Spole- 
ti, foOe in que1h tempi [uggetto al H:mporal domioio de' Papi. Nc 
ho io fofpeno al vedere mentovati ne' Catalogi antepofii alia Cronica 
di Farfa Leo Dux Sabinenjis, Ra)'no Dux Sabinenfis, e Jofèph Dux Sa- 
binenjis, e.ln [rovadì poi de gli altn, che altro non ponano, fe non 
il tiLOlo dl Comes Sabinenfis. I primi paiono Minifin del Papa, gli 
altri dell' I mperadore, 0 fia del Re d' halia. Per ahro dTendoti finora 
off"ervato, che il Dux & A/arcbio foleva indicare chi era Duea dl Spo- 
Ini e Mal"t'hcfe di Caml:'rino: incline rei a credere, che quell' Johan- 
tIes Dux & A1archio avdTe goduto amendue que' Governi, lucccdmo 
forfe ad Ugo glà fv1arehefe dl Tofeana. Legge" poi nel BolJario Ca- 
finenle (0) un Diploma del Re Arrigo, dato Pridie Idus lvÙlji, An- 
no Dominic
 b1canlationis A1X /1. Indiéfione Deci11l;l, Domni 'lJero Hein- 
rici Regis Secumli Rey,nantis X. At1um Pa'Venberg, cioè in B..mberga . 
Conferma eg\i alia Badia di Firen1.c Ie Cow, quas quondam Bonejd- 
&illS l'y/arcbio per cb.1rtu/as offerfionis eidem tradidit l\1onafle1'io, cioè do- 
nate, come di Copra \'edemmo nell'anno 1009, da Bonifazio Marche- 
fe, Figliuolo di .'\lbcno Conte, viveme fecondo 1.1 Legge Ribu;uia, 
e d,ffercmc d.lI Palire della Contdla MatiUa. Sleeome ho io con 
(b) Ant;chi- chiari Documcnti provato (b), da Oherto I. l\1arcÍ1elè e Conte del 
In FjJenfi faero Palazzo, Progeniwre de' Principi dclla Catå d' Efie, naeque 
P. I. c. 14. Oberto II. Marchefe; e qucfii ebbe due Fig!iuoli, cioè .Adalberto,o 
· 15. fia Ãlber'lo Azzo I. ed Ugo, amendue l\1arehelì, vi\'eme ancora il Pa- 
dre. f'ru:>vanfì queO:i in Caf.'ll Maggiore, Terra di lor dominio, in 
quell' anno, dove fanno una donazion
 al Vefcova[O di Crcmona. So- 
no ivi appellati: Nos in Dei nomine Azzo & Ugo [,erma
JÌs, Filii Au- 
berti A1arcbio, 'iui profefli fuml4S ex Natione noflra Lege 'l.Ji'Vere l.ongo- 
bardorum. IpjD namque Genit(Jr l30fler nobis COlljèntienle &c. Si Couoferi- 
vono Azo, Ùf,o LHarchio, Otbertus Marchio, cioè il 101'0 viveme Pa- 
dre. Lo Strumento fì vede ferlno: Enricus J!.ratia Dei Rex, Anno Re- 
gnz CjUI, J)eo propltio, hie in Ita/ia Ofla'Vo, r I. KaJel 1 das Martii, In- 
diéfione Decima, cioè ncll':.mno prefeme. In un altro Strumento pari- 
memc d' que I}' anno, ferino IX, Ka/endas Mitrtii, [ono ehlalluti Azo 
& Ugo ge,.m.'miI, & Filii Uberti Afarebio. In un ahro Do<:umemo 
dell' anno 101 I. Sexto die Alen/is Madii, Indit1irme IX. .Adelaide, 0 fia 
Adela Comitiffa & Conjus A-zoni l\farcbio, compera v:lIj beni. La (lcll
 
in un altro, Iii pulaw Seflo die lVlen/is Septembris dell' anno prefeme, 
dona Bcoi pofl-i in Comittltu .Aucienft (og
ldl 10 Stalo Palta'Vicino [ra 
Pa
 ma e Placenza) al Vefcova[Q dl Cn:mona. QJivi è appcllata Ade- 
la ComitijJà, {onius Azoni Jr.lm"cbio &c. ipfo namque jugal, & It-fund,- 
aldo mea mihi cO'P1fèntiente, & mibi cui fup
-a Azoni pr4diEl14s, Otbertus . 
GenilQr fJleUI, ji l1ilitcr mibi cQlifentienJe. Co1 lume di 51 fatti Docu- 
mCIl- 



ANN A L I D-' I TAL I A. 37 
memi andremo vcdendo )a continuazione de' Principi, appeIIati pofcia 
i1farcheji d' Efle. Ma Papa Benedeuo VIII. po.co di quit:te porè go- 
dere nclia Sedia Pomi6cia. Ditmaro C..) ci fa Capere, ch' egh nelì' ek- 
zione ebbe per eoncorrente un cerro Gregorio, it qll de rello bensì 
al101'.l infcriore ne' voti, ma da lì a non moho divenne fuperiore nell.t 
forza, in maniera che Papa Benedeno 
u coftretto ad ukire di Ro- 
ma. 1\ndoOène egli in Ge::rrnania a trovare il Re Arrigo per racco- 
mandarlì alla di lui protezlOne, e celebrò con dfo lui in Palirhi il 
fanto N 3tale. AHora fu, che Ii concenò di ereare lmperadore Arri- 
go. N e ardeva egli dl voglia, e il Papa conoreeva anch' egli )a ne- 
cdnrà di rneuere un Augutlo ruHe tefie troppo aHora caparbie e fe- 
dizlOle de' Romani. Qyando e come tornal1è it Papa in Roma, prima 
che vi giugne{fe Arrigo, non è a noi beD noto-. 


Anno di C R J S T 0 MXI I I. Indizione XI.. 
di BEN E D E T T 0 VIII. Papa 2. 
di A R DO) N 0 Re d' Italia 12. 
di A R RIG 0 II. Re di Germania 12. d' Ital. 10. 


G I A s' è "eduro, el1e Ardøino Re d" Iralia avea ripigliaro il domi- 
nio di Pavia e d' ...ltre Ciuà, e fi può credere, che il Piemon- 
te tucro aderi{fe a lui. Noo abbiamo Staria d' Iralia, che ci dia lu- 
me per gli avvenimenri d' aHara. Comuttaciò è f.'1eile, ed infie me 
glulto l' immaginare, ehe dur:t(fe moho la guerra fra Ardoino, e quei 
della rUê\ fazione dall' una parte, e Ie Ciuà aderemi 81 Re Arrigo 
daW ahra. 11 fo)o A moHo, Storieo Mi)anefè di Cj1leflo Seco]o Cb), 
ci ha lalciato due po.Irole, ba!tanri a farci conghieuurare il rdlo. COSI 
egli fCflve: (1) Perunfamen re.1.jJulIItÌs intfrim 'Viribtls Ardoinus juxtQ 
p.,gë ultionem exerat in perfidos. Sifjuidem pCiflea Percellenjium Urbem ce- 
pit, No'Va,-iam obftdit, Cumas, in'V.ifit, multaljtle alia demo/itus eft LOCQ 
jibi Cfmtrm'ia. Siccome vedremo, pare, che ciò avvenitle neli' .-\nno 
tegueme, come ancora ofTervò' Ii Sigonio ('), quanrunque Arrigo al- 
lara foOè vermto Tn haha, e foßè f:rcaro I mperadore. Puoßì ben coo- 
ghictrurare da qudlo, chc non dove::treru godae gran calma Ie CJtrà 
ade::renu in Lombardla ad :\rngo prima della di IUI fcconda Ven l J[;1 
in halia. Ora qUi due irnponanti pumi comin.::iano a trafparire nella 
St?ri
 d' Italia. L' uno è:, parer venlìmilc, che da queCb torbidi a\'c{fc 
prmclplo la g.lfa e l' odio Implacabile, che aodn:m da qUi ionan1.i of:' 
fer- 


(1) Ma .ïnlanto rip
'efo 'Vigore Ârdoino ftcondo Ie Jue forze fa 'Vendetta de' 
perfidz. fmperClOcchè dipoi preft in. Gull di Percelli, affidiò No'Vat"ß s 
in7Ja(e '(;ilJO, e dijlruj'ë mo/ti alty; LUtlghi a Ie contrarii. 


E1\ A vorg. 
ANt\O Ion. 


(a) Dirmar. 
chr. lib. ó. 
in fin, . 


(h) A1'nJ4I.f. 
Hij1or. Me. 
,hol.m. I. 1, 
Cilp. 16. 


(c) Sigi>nius 
de Reg 
f) 
llai,
 i. a. 



J 3 ANN A LID' I T ^ L I ^. 
Ell A VG
g. fCITJndo fra. Ie due n03ilil1ìmc Cinà di Milano e Pavia, gi3CCll
 1a 
iìr-;r-;o 101 3. prima. teneva pe! 
r
ißo, e I' altra per ArdoJno: gara f1CIJc e (lmi- 
Ilare Ira Ie Cltta \ ICIIlI.;') e mailimamtme fc porenti, m1 accrefciuta 
fl J queflc du
 pd' la fudJcna dlfcordla, e per Ie penfioni dure, che 
teng,mo dil;'tro all.! guerra . L' alrro è, che i Popoli della Lombar- 
did per qUt Ih occafion
 e neceílìt:ì cominc.arano ad imparare a maneg- 
gi'lr I'armi Ja sè ne
lì, 0 per offcndLrc altrui, 0 per dlft:ndere Ie pro- 
pric cofe: il che loro iCp!ro animi PIÙ grandi, ed anehe deW orgo- 
glio, di modo ehe preno Ii vcdremo alzar la tena fin contro i So- 
\ I"Jnt, e tendere a gran paffi alla Libcnà, e confeguirla in fine con 
un conCtderab Ie cambiamcnro di govcrni In halia. Ma prima dl nar- 
rar la teconda vemua del Re Arngo, raccoglie::remo alcune altre po- 
, che notizic, che riguardano l' annt> pretence. Leggefi una Donazione 
(a) ..Antlt]. f\Tta dol Papa Benedetto V II I. a GUido Abbate di Farfa (.ø) Anno 
ft:/
C
6
lf- Deo pi opitio, Po
t
ficatus. Dom1Ji BcnediélJ [um"!i P
ntificis é:! l!niverjà- 
/is Papæ PIll. l1J faerati.ffima Sede bea/1 PetrI Pnmo, lndll:lrone XI. 
..1fenJè 'JwiÌo, die If. In qudl' anno parimcnre die quinto ft1en(e Ala- 
dio, IndiélÙme Xl. .ddalberone Uuca di Carintla, e Marchcie deHa 
(b) .Antichi- l\.hrca di Verona, tcnne un Placito (
) in Comitatil Peronenft ill loco 
tt. F/lenft & [undo /llonaflerii S.Jnfli Zenonis, non longe prope muros CivItatis Pe- 
p, 1. c. I I. ,'o,Jenjè, dove fu d
cltð. un.l cau(a in favort: del noblliffimo Moodiero 
di S. Zachcria di Venezia _ Perchè quivi lì rrarrava di una Corte po- 
ita nd termJlIo di Monldice, di CUI eraoo padroni aHora j Marchdi 
./1/Jerto Azz.o I. cd lIgo Fr.ndh, Antenari dclla Cara d' Efie, perciò 
an, h' eHi v' affiller,mo, e il N otaio knlTe la Carta ex juffione Damn; 
./1Z.M; & Ug(J/JÌ ,MarchiO/Jis. A bbÍJ.mo oltre a ciò un alrro l.llacito, tc- 
nuto da j fuddctti dLle Marchefì in Mcnlèlice (fegoo del 101'0 domi- 
nio in qudla riguJrdevol Terra) Anno DOdm; HelJrici Regis hie in Ita- 
/ia Dectmo die ]
fen(e Aladio, lndiélj(JlIe XI. 11 Cuo pnnclplO i: qudlo: 
Dum in Dei /Jomine in Comilatu PalaVtiJji & in Judiciaritl. l\1ontifi/li- 
(a,ltl in P' ædiélu ioeo lvlrmtejilice Ì11 m.mjio/Je publica rejideret Donmus Azo 
(3 Ugo geuJtanis lvlarehioJ-les &c. N die louoler.zloni fi leg
c Adelbey- 
tItS, 'illi dzo vocatur &c. Ugo /l.la,.ebio &c. l'ero comincldmo a i"cor- 
f,tn: In que' padì i Princip' progenirorl della Cala d' Erte, forfe per 
credlti loro pervenuta da Vgo March.:ft: di Tofcdna. Ed è ben vc- 
nfimile, che ß,à polTede(Jt.ro Eße, Ro'/)igo, ed altre Terre e Cafte!- 
la, che Hoven.roo andando inn,lOzl dl 1010 glunldizlone. Dopo a...ere 
il Re Arngo dd.to buon lèllo a gli afbll dclla GlrmJnia, e tlabllua 
qualche concordia con Bolt.siao Uuca di PoJooi., dctermino di tor: 
nart: per 1:1 Icconda volta 111 hali... Doveano t:1Ì<:re frtquenu e caldl 
gl' mvni, che, venivaoo dalle Cmà di 
ombard'a, travagJl.JtC' dJIl',Ar- 
ml del Re Ardoino. Ma que!, che plU 1tava .a cuore al Rc Amgo, 
era la rrorlzione imprefa dl Papa ßlnedt:uo \' Ill. e la br.ïma dl \'e::- 
(c) .AJlnl/li- dedi In capo Ia Corlma lmpcrlak. Pelò iul fimr dell' AUlUnno (c) 
{t'2 SI/XII, colla Regal Conforte CUl1egonda, e con un po1Jè-l1re elcrclto, al dl- 
0' 1 ï d A1J h nales ÍÎ p crro delle P iO gg lC diro[t
 , C Qclle Ulolld.tl.lOni dc' fiumi, cornparve 
11& tJ "119. In 



ANN A LID' I TAL I A. 39 
in Italia ed arrivato a Pavia, quivi Natale Domini hOllorifice celebra- 
'Vir. Gir
hmo Rolli (a) fcrive, che cITo Re in queí1:' anno fu in Rte. 
'Venna dove confermò Abbare del Monillero di Samo Adalberto vi- 
, . 
cino al Po S. Romoaldo, fommamente da 1m veneraro per la fUJ (.-10- 
tirà. Ho io pena a credere fucceduto neU' anno prcfeme un tal farro. 
Conrutrociò fi vegga all' anno legueote. L' ingrdfo poi d' efro Arri- 
go in Pavia, fenz:! ,che gl, Sc
irrori facciano 
enzi'me d' opp.o
zjone 
alcuna 
 porge a OOJ mor ivo dl credere, che I Paveli anerr!n dalle 
forze d'.-\rri,
o tornafrero, priml ch'egii arnvJ.fre, all.! dl Iui divozio- 
oe ienza farli pregare, cd o[(cnelTcro il rcrdono._ 
. 


EI\ A Volg. 
AN1i:. loq. 
t-a' R'4b 'us' 
Hzji, r. RII- 
'Venn. I. 5. 


Anno di C R 1ST 0 MXIV. Indizione XI I. 
di BEN E D E T TO VIII. Papa 3. 
di A R RIG 0 II. Re di Germania 13; Imp. I.. 
di A R D 0 J1' 0 Re d' Italia 13- 


D A Pavia, non ofiante il vernð, pafsò il Re Arrigo a Ravenna, . 
dove per artelbro dc:ll' Annalifla S<ifrone (b), ral\l
,HO un Conci- 
) Anna/t- 
lio, fece eleggere Arcivefcovo (fe pur non era primJ. eIeno) .drnoldo, a Saxo. 
o lia Arnaldo fuo Frarello. Da che in quella Ciuà mancò di vira 
Federigo t\rciyefcovo (prubJbdmcnre nell' anno 100+) un cerro Add- 
herto 3\'ea fenza Ieginima elczione, e' can nule ani occupara quella 
fedia Archiepifcopale, c d::'rcnuta finora. Pofcla in Roma rece il Re 
Arrigo confecrare da Papa Benednro VIII. queUo luo Fralello ('). (c) DifmRr. 
VoIle anche far èegradare il fudJerto Adalbaro; ma aIle preghlere Chr. fib. 7. 
di moire perf'Jne pie alte1'i præfecit Ecclefìæ, nomine dricia. L' ,-\nnali- 
fia SafIòne dIce: Arecinæ p -æfecit Eccle(iæ. Crede il Padre Mabiilone, 
ch'egli fofre creato Vefcovo d' Arezzo, ma prefro l'Ughelli nulla fi 
trUOVa d, lui. S;;r, bhe m.1i quì m"'n(nV3ra la Riccia, che in qudti 
tempi goddfe I' on.)re del V dccwato? Pofcia continuò il Re Arrigo 
alia volra di Rnma il fu '1 via

io. Secondo la reibmoni,lnza dl Gla- 
br
 Rodolfo Cd) Papa Benedetto V /II. gli venne incomro: il che ci (d,' Glaber 
fa mtend
re, che 
fro PJ.pJ. era già rimdlò ful TranI) Ponrif1zi 1. DIt- l!,(t
 lzb. I. 
marc fcnve, che II Papa I' alpetrò 3 S, Pierro: e quelb era il cotlu- zn flue. 
me. Abbiamo poi ne i [
fti d' efro f)J(maro, edell' .-\nnaliJta S,l(fO- 
I1e, che: fi fece ,1<1 I()h'nne CoronJzione Imperiale dl An igo e di Clme- 
gonda fua Mogbe, PI. Kalendas J1artii, cioè nel dl 2.4. di Fcbbr.,io, 
die Dominica. Ma non cHê::ndu cadllto qucl di in Domenica nell' an no 
prd
nre, II Padre Pagi con raginne prerende Ce) 
 che Ja magr.:fica (e) P'lgius 
f
nzlone fi facetIe XVI, Kalendas JJartii, cioè n("1 èì 14- di Fcbb.aio. in Critic. 
gJ()rn
 
'c
amenrc dl D(
mcnica. Abblamo da Dirmaro 
 che in qudla BoJron. 
folcoOlta 1 Augu!to. Awgo, Secondo fra iRe, c Pnmo fea gl' fmpc- 
rado- 



43 ANN A LID' I TAL J A. 
E..." V o]
. tad
ri, c
,rnpar.\'e, (I) 
 S
l1atoribus dllodeâm va/lattJ,f, 'iI/Drum ft,'( raft 
I\NI';O 1 01 4. b.ly!.'a, alII prol:xa, 11Jyflzee ;nccdeb;mt cum bamlis. Pnma J' entrar nella 
B
lli/iCl V :Hicana, fecondo il collume, fu interrogaro, fe voleva eßerc 
A vvocato e Dlfenforc della Chiefa Romana, e feJele al Papa, e a' fuoi 
SuccefTori. Rifpofe con gran divozione di sì. D,)po di che ncevette 
colla Mogli:: I' unzione e la CorOl1'1 Imperi tie. Nota il meJdìmo Dit- 
maro., 
 dopo lui l' I\nnalifta S dTimc, eh.: Giov:mni F
f,l;'IOlo di Cre- 
fcenz,o, (2.) dpol/olieæ Sedis JelJru:ior, ml,Merib!Js fuis & pYMJiJ!ioniblls 
pbaleratis Re
em p'Z'arn honoravit; {e./ lmperatorite dig'litatis falJigiu n e;lm 
aJcel1de r e m:ÛtfJ'1I tim'Ût, om 2Ïl1Iodifque irl pyohibere clam tenta'lJit. ,\ bbiam 
[I'OV.l(O di lopn all' ,1J1110 1012. Giov1tJni Due,l e :\1archelc, t:>fpettato 
da me Duca di ,f)poleti, Fr.1tello di Crcfc;:n'l.io C ">nte. F .>rfe qll i ti 
p:ula dl lui. Non arn1Vano i Romani, in que' tempi di avere lopra 
di sè un'lmpc:raJ'1rc, perchè (enza qac(
o freno f.!ce.mo b,11l:ue i Pa- 
pi, comer loto piaCe\'l. EJ è anche lh o'1èrv,u.: ciò, ch
 il fuddeno 
(
) Ditmar. Ðnm1ro fcrive: (z) Rl!x flenrieuI a Pap:l BeJJerljélo, qui tunc pr
 eæte- 
j,b, 6. In 1'Ù AJltece(Jõrïbus fiÛs m,nime domin 'IbÃtur, ftle,
fc Fc/mHrio in Urbe Ro- 
fine. m'Ûc:J CNrn i 'eraSili h01lore (u'êipi!!Jr (
). Ami:) crderc vuol dire, che 
i Rom 111; lV('ano per m )lri tnl1i aj iiaro rit'qli,1t:1 di molto I' autori- 
tà tempor.llc de i Papi in Rom,\. M.l da chc Papa Benedetto ebbe 
Farro ricor{o al Re \ rrigo, e {e ne tornò a Rom:1, per paura d' efTo 
Re i potenti Romlni dovecrçro cedergli, in guifa chc: egli dt:reitava 
più di m
lti fut1i ,-\ n
(:"ccfrori la tcmporal Signori.!. a pure gli anoni 
AUsu'li, e maf1ìmamcnre (prr qUlnfO vo io fofpcnal'1Jo) II Tcrzo, avc.l- 
no accorciato non poco il temporal dominio de'RomaOl Pomefiei,' _con 
avcrlo poi ricupcr1to il fud.j
rr':) Papa B:nedew) VIJI. dal pllOJiTIO 
Imperadore .-\ rri
o regnamc. A q'letl' anno rapport" il Cardi',ul ßa- 
Tonio (b) il Diploma, de li pretende daro dall' Auguíto Amg3 aib 
(b) SarD1J. Chicfa Romana P er confermare ad efTa i flloi Stau tempora!i; e ve- 
.Annal E,-' :\ 1 11 " 
el
ft.zi 
amcnte a? a
tr("l 3noo, che 
 que(lo,' no
 dee apparrer:ere. h' 
 e 
 
(c. PienlJ e una copla Informe (em. 1 I Imno, In CUI fu dar
, e knza glJ anm 
E/þDft:{,;,m, del Regno e ddl' r mpe-rio. Contiene eziandlo vane nO[ll.le, che pa- 
,
r III Csn-. riícono' ddncu1rà, liccmne prim1 d' ora h., in a1trove aCcennato (,)" 
IrÞv.rft
 ill C ' . , ' , h iT:' . 1 1 > d il. l b 11 11 
c h' onVJene f1ggnJ 'nere qUJ Cl.o, C c ouervo I d re 
\ a I ol1-C co c: 
Dma,ç IS. 0 fe. 


(d circondato da dodici ,çen'llori., tIc" qual; fei colla barba r'!(a, !.Ii altri 
colla barb.1 lunga, mi/Jeriofamcnte fe H' dizdav 1no co' baftont . 
(2.) difJruttore if!!" Scde Apofloliea, ctJ' fuoi regali, e promeffe grandioft 
eflernamel1te onorò it Re. ma molto temt , ,h' eg,li fitliJIè fut 'rnmo 1m- 
periale, e d'imperlir ciò mftQJI
mellte lentò per ogni viø. 
(
) f1 Re Arrigo nel mere di F,',
hraio ton onore ;'Jdicibile è rieevuto 'J
lI,! 
Città di Roma da Pap'l Bencdetto, if fjuale aI/ora av
va un }JomJnl' 
'/Iuzggiore 01 fommo, di qucl/o degli altr; juo; Antet:t.l1 orl . 



ANN A LID' I TAL I A. 41 
Ceguenti parole (a): BøroniuI ad hoc tempus revocat Pri'iJi/egium R01I1a- E.. A. Vo1a. 
nL Ecclejìæ ab eodem Imperatore concejJilm. At fubfcriptiones queJ&m fa- ANNO I'J
4' 
tis oJiendunt, hoc efft pofleriorij temporis, quippe clli fuhfcribit RicharduI (a) -^fRbl/l. 
.Abbas Fuldenþs, qui vix ante ÃlInNm MX Xli. hane Præfeélaram iniit. 
;
;,
 B:j 
Così colla fua tl)lu3 modctlia quell'infigne Le:[te:rato, volendo anch' .AI"'.' I
H.. 
egli fignificare, che il Privilegio fudderto è limo, 0 pure imerpolato, 
Nell' ouaVQ giorno dopa la Coronazione inforte una llrcpitofa 
ri{fa fra i Romani e Te:de[chi nd Ponte del Te:ve:re, e molti caddero 
cLlmri dall' una arte e dall' alrra, Si [rovò, c{fcre 1lati amori di talc 
fconcerto f.ermtlNi tres, Ilug, Heci/, Ecilin, non so fc rre Tedefchi, 0 
tre: Frlrdll. Furono preu, inCarCtf3ri, e poi condo[[i fra Ie catenc in 
Germania. Chc anche l\rrigo Primo di qud1:o nome: fra gl' Imrera- 
dori god
{fe: al pari de' fuoi Predcce{fori la Sovr:mità in Roma, íì 
raccoglie dal tuo Nome, enunziaro con qucllo dc' Papi n
lle Mone- 
te, e ne gli Ani pubblici di Roma, c daW avere anch'egli am mini- 
flrara pubblicamenre Giufiizia in dTa Citrà. Pubblicò il Padre Ma- 
bilJone (b) un'iníìgne Placito del medefimo Augullo, in cui per 01'- (b) litm 
dine fuo fu decrerato il po{fdlo del Cattello di Bucciniano ad Ugo ;
idt",. 
Abbate di Farfa. 19itur (quivi li legge) fjUIl11t memoratus Heinricus 1<.0- 
mam 'lJenijJèt, & intra Baft/itam beati Petri Apofloli reþderet ad legem 
(3 jNflitiaM faciendam &e. Da Roma s'incamminò l' .'\ugutlo Arngn 
:llla ,"olra di Pavia, Ch' egli venißè perla Tofc.:ana, 10 raccolgo da. 
due Diplomi da me pubblicati (,,), e dati nd medeGmo Luogo del ( ).A . 
Comado di PI
a" il primo in. fa,vore de:
 

onit
efG ancichißi
)o deJ
c 1
"lie. m;r:r- 
Monache, oggldl appellare dl Santa GlUfhna dl Lucca 
 c J al[1'o &I) Jm, 18. Cl' 
favore de' Canonici d' Arezzo, Le N ore Cronologicbe fon quellc; 61. 
Datum Allno D011linic
 Incarnationis MXY. /1fdiélÙme Xli. Ãnno ÐD- 
m1fi Hcinrici Imperatoris Augufli Regnorum XU. Imperii ejus /. AlluJ1l 
in Comitattt PiJàno in rilla, qu
 dicitur Faþa1'Jo. 10 nd pubbJicar rali 
Diplomi, Ii rapponai all' .Anno IOlf. fcnza elàmiaare, fe in quel1'an- 
no Arrigo pctetfe foggiornare in Tofcana. On veggo, che appu- 
tcngono al prefenre an no , ed e{ftre quivi ufato I' an no Pilano, che 
nO\'e Meíì prima del noftro ha il tuo principio. Dalla Totcana 
pafsò Arrigo a Ravenna, dove lafciò il Fr2[ello, cioè Arnolda 
Arcivdèovo, il qual
 (d) !'23artodecimo Anno poft i.
1i/Je.fimu1ll divÌi1ÏtuI (d) ufhtll 
morta/itati'I aj{umtæ, fab ImperiQ c/ementi.ffimi ANgufti Domni Henrici Ùl llal. Saer: 
'Tertio ( fì dec fc1'ive1'e Primo) Almo, Pridic Ka/mdarum ;,\1ajarum tt:nnc T, ,11.. in Ar- 
un Concilio Provin<.:iale in Ravt:l1na, in c.ui annullò va1'j Aui del,' u- elmpiJeop. 
furpatore Adalbcrro, In pc1f1àndo pal per Piacenza l'lmperadore e<>n- Ravmn. 
famò i fuoi beni alia ß1dia dl Tolla con un Diploma (c), dato .n,mo (e) Campi 
DomÌ1licd'lllcariiatiMzis IHXlf/. Indiélione XU, n,/11(; 'lJero Domni Hein- 1fl
r.diPiA- 
yiCÎ RegllÌ cjUI XIII, Impel ii atllcm Pri1l1{}. Aélum P/'lcentiæ. Ancor etn. To, 1. 
quì come: in ranti alrri d' elfo Arrigo, manca il Giorno e il Mete. 
GlUmo a Pavia, cckbrò ivi 1:1 tãnta Pafqua, e diedc un Diploma in 
favore del Monillero JI S. Salvatore. AEJiLm Papiæ (f). Q!.&ivi 
mcora 
Septifl;O die A-fmjis Madii, davami a lui rcnne un P!aclto OUoiie Conte 
'I'lJm, r I. F det 


(f) Bullilr. 
CtIJintnJe 
T, 11, Coa- 
l1itut. 18. 



42. ANN A LID' I T ^ L I A. 
f." Volg, Jel P./Il'ZZA, da me dato alia luce (Il) coll'inrervemo di Oberto, eð 
^
N(' 10 1 4. Anfe/mo Frare\h Marchdi. PoCcia s'mvlò verfo la Germania, c paf- 
:
; :;:

hl- fjnJo p.:
 Verona, confermò i fU0i Privilegj al1e Monache di Sanra 
1'. 1. c. 14. GlUlta dl Brefcia. (b) L,'J fle{fo fece in favorc ddla B.1dia di S. Ze- 
,b} ..Anti.ill. none: Ji V croru con DJp!l')ma dato X ff. K!Zler.das 7u>>;; (1Ì oíTàvi quì 
11,'/". DI(- 11 glf)f'10 C mef.-) Anno Domin;cte Incarnationis Jl,1XlIJ/. lndiflione XI/. 
filt. 18. ..f,no D?mni ll!'inrici Jmperatoris Augttfli re.
nantiJ Xli. imperii 'Vel'O ejus 
(c) Ibidem I. .Aéll.lt 'Te,.on
, Un'altro ruo Diploma (,,) in f"vore dd Mondlt:ro 
D.j[erl. J9. Vt"ron \1" Ji i. :\1ana all' Organo, è dato f/Jlfl. Ka/endas 1unii, In- 
diéfillne XU &c, 
lflum LiÛ:mn. Leggefi pari mente un Placl[O tenuco 
(d) Ibidt'" in que/i' Anno, ( 1) 
Iarto die menfis l\1adii ,i
 Pavia da OUone Cont
 
Differt.8. del P.lbzzo. Pap
 Blonedeno VIII. anch'egh In quell:' Anno confermo 
(c) C .ID"ic. al Mondie:ro di Farfa il c.lflello di Bucciniano con Bolla data (t) XI". 
Far{:..
 11 Kalendas Augufli, Anno Domn; Benedifii P.p
 Otfa'Vi 'Ûrtio, Imperant, 
i
r. . It
lic: Domn, 1lenrico, Anno eþls Primo. Se cosi e:ra n
ll' originale, IIbbiamo 
di qui, che quefio Pontdice: dov
trc ouenere: il Papaw pTlma del dl 
18. di Lllglio nell' Anno 1012.. Ma non è cora certa, rerchè di fo- 
pra fi legge (criptum in ftlmft ./lugufli. In f:tui rcnnc queilo Papa un 
bel Placito nel th 1. d' Agofio dell' Anno rref
mc, pa ricnperare il 
Caíl:cllo fudd=tro; e tal Documento fi kg3e prello II P.ldre: l'vlabi 1- 
lone, e nella fuddctta Cronica di Farra. Ci fommini{ha ancora la me:- 
delima Cronica un PldCito fenza Data, ma probabilmente circa quell' 
annn, [cnuto da Raincrius L
larchio & Du,ç j" Tuni de Corgnito. lit ro- 
varfi imorno a qudti tempi Rmieri Marchcfe: cli Tofcana, fel ch'io 
ìl cre:cla il medefimo 
nunziato in quella Carta. , 
Arrivò felic
m
me I' :\llgu(lo Arrigo a Bamberga, e vi ce\ebrò 
la fefta di Pent
colte. Ma appena av
va egli metro il piede fuori d'l- 
talia, che il Re Ardoino più fcroce ehe mai ripigho I' armi, e ri- 
(f) Ditmar. cominciò la guerra, E' da fdpere: per teíl:imonianza di Ditmaro (f), 
C::hrDnic. chc eífo Ardoino aU' avvifo, che Arrigo con gran potenza calava di 
J,b. 6. (7 nuovo in I talia, ben conofcenJo di non porer cozzare con un Re si 
It'Ju. poJerofo, gli (pedi incontro de gli .-\ mbafciatori, con cbbafi pronto 
a rinunzi:lr la Corona, purchè gli concedeífe: un ceno Coruado. II 
buon Re lafciuofi condurre da a\cuni fuoi Coníiglie::ri, rigettò I' of- 
ferra; ma egli ad magnum fuis fami/iar;bus pro'Venire damnum 'id pofle.s 
perftnfit. Racconta dipoi 10 lieffo Storieo, che uiclto d'ltaliJ. l' I mp
- 
radore, Ardoino, che dianzi era flaw ririrato in un forte CaUdlo, 
T/erce/lenftm in'Va..frt Ci'Vittetcm, Leone ,jufdel1r EpifctJpo -vix effugietlte. 
Omnem fjuoque h'lnc Civitr.tt:M comprehendc.rJs, itcrum fuperbire cæpit. Ab: 
biam \'eduro di fopra colla te:ilimonianza di Arnolfo Storieo, ch' egh 
non fohmentc pref
 Vercclli, ma alTcdiò anche Novara, Cumas illi.Ja- 
fit, multaqut alia del1loNuI en IDea fib; contraria. Prellarono aiuto in 
quell:a ml'1íT'a d' armi ad .'\rdoino alKhe i Mdrehcfi, Progenitori della 
C:1ia d' E :ic, for{
. perchè parenti fuoi, fapendo noi 
 che Berta Fi- 
gliuola d::l ;\1archcfe Obert' II. fu m 'r,t
ta (g) con Oile/rico Jlanfredi, 
Marchcfc ccl.:brc: di Sufa, il qual fode era dell" Cala del Rc Ardoi- 
no. 


fg) .Anli- 
.ëid E{fenþ 
1'. L I. I). 



ANN A LID' I TAL I A, fJ 
no. De i danni inferiti da quefla guerra ne toccò la fU1 parte alia E It A Volg. 
Chiefa di Pavia, quam ipji in fuis pertinentiis ;gne & rapitJis 't'ehenmlter ANNO 10104-. 
devafla'Verunt; percio quel Ve1covo 0 Clero in quell' Anno ricGlie all' 
Augulto Arrigo in Gt.rmania, chiedendo giul
,z
a e cO,m.renfo. Egli 
rlunque con fuo Diploma, dato Am'(J InCarn.1tlonlS DomMlc
 J\IXIIJI. 
IHdiélione Xl!. Anno'Vcro Domni Henrici Imperatoris Augußi Regni XIII. 
Imperii'Vero Primo. AEtum Solega (non fo che Luogo lid quelto) dopo 
aHre cfpono, Ubertum Comitem Filium Hildeprandi, OtbcY/um Marchio- 
"em, & Filios ejus, & Afbertum Nepotem ii/irIS, poflqllam Nos i. Re- 
gem & lmperatorem elegerunl, & pofl manus Nobis datas, & JàcrMltent
 
Nobis filEta, cllm Dei Noflroqu,e inimi
o .Ard
ino Regnum tloJ
ll1m in'V
- 
þJlè, rapinas, pr
das, devaflatrones ubuj1le feciffi &c. erano lecondo Ie 
Lt'ggi incorlì nella pena della vira, e tutti J lor B.;ni devoiuti al Fi- 
fco: atlègna perciò alia Chiefa di Pavia una tc:nma di beni fþettar.ti 
ad effi Marcher. in S. Milrtino in Strada, e in altri fiti. St1l:cedette 
di più, bench'io non fappia, fc: in que1lo, 0 pure in alcuno de i fuf- 
feguemi Anni, cioè che (a) l' Augutlo Arrigo (I) Marchiolfes Ilali
 (a' Árnulf. 
qllatuor, Ugonem, Azonem, Adeìbcrtum, & Obizonem caption, 1U1(J cøn- :-if!lfr. J:f'- 
flrinxit. N è dIce già eOo, A r
olfo, cotne fcriß'e. trecento anni dipoi /..
:;. 1/: 8 . 
Gualvano Fiamma (b), ch egh faceß'e anche taghar loro la [(:ita. 80- (b) Flamm. 
lameme fcrive, che gli ebbe prigioni. Ma che per la fua innata cle- i. Man;pu- 
mcnz.a lor pofcia reodcß'e non foI.lmente la hbatà, ma anche gli 5ta- 1. FI.r. 
ti, l' abblam dl cerro dal veder da Ii innanzi fiorire in ltalta queLli me- 
defimi Principi; come coí1:a da i Documenti da me d<ltj alia luce nelle 
Antichità Efi:enfi. E ne Ten. in oltre la pofitiva afierzione dell' Au- , 
tore dell a Cronica N ovalicienfe Cc), che fcriß'e in queHo Secolo, lad- (c) ct rontc . 
dove parlando di Arrigo Primo J mperadore, così favella: (2) J.War- ;.o

 
;. II. 
chi,nes all/em Italici Regni (ua ca/fiditate capiens, & in cuflodia por.ens, H,,.. 1,.I;c. 
lJuorum nOHnNlli fuga lapji, alios 'Vero poft correEtionem d,tatos muneriblls 
áimifit. Si nou queft' ultima partlcolamà. Già abbiam v ec:lu to , ..he 
i Ma chc:fi Ugo ed A/berlfl Azzo I. erano Figliuali d.i Oberto II. Mar. 
chelè: J t:d ALbert. (10 fleff'o è che Adalberro) Azzo I J. fu Figliuolo 
di Æzzo I. tutti i Principi della Cafa d' Efie, ma non perancbe chia- 
mati Marche6 d
 Efte, quantunque ånche aHora poßedcßèro la nobil 
Terra d' Ene, che ne gli antichi tempi fu Citrà. 
In queil' Anno 1014. e poi nel 1016. in due Strumenti di Ro- 
dolfo Re di Borgogna, fi comincia a vedere un Berto/do Conte, chia- 
mato da altri BeToldo, da cui il Guichcnone, e gli iillri Storici del 
F 2. Pie- 


(I) Preft a un coip, quatlro A-farcheþ del/' /ta/ia, U!.o, Azzo, Adalbtr- 
to, ed OJ,iZZ9. 


(1) I Marche/i poi de/I'Ila/ico Regno CÐ/la fua aJlutezza prendmdo, ed iH 
carcere ponmdoli; a/cuni ft ne fuggirono, allr; poi dopo la correzione b,. 
rega!.:lli Ii /imlziò. 



44 ANN A LID' I TAL I A. 
E 1\ A V olg. Piemonre, fanno difcendere la Real CafJ. di Savoia. A Bora i Comi, 
.I\NliO 101 4. fiec( me perpetui Governatori di qualche C\[tà, emravano nel ruolo 
dc' Prir'lcipi. Però nel Regno di Borgngna, 0 fia Arelatenfe, fi hanno 
a cercare gli Antenati del mcddimo Benoldo. Truovafi dlpoi in queUe 
parti Umberlo, 0 fia Uberto Conte, e qudli è atTcriro Figlio d'dTo Be- 
roldo. Da\ medclimo Umbeno dlfce:nde la fuddetta Real Famiglia. 
E quella, dappoichè can iHende:re 
mpiame:nre il fuo dominio in ha- 
Ii.}, quì da rami Secoli gloriofameme regna, ed ora maggiormeme 
rifplende per )a faviezza e: valore del regnanre: Carlo EmanueJ/o Re di 
Sardegna, Duca di Savoia, e: Principe del Plemome, mt:riterc:bbe be- 
ne, che pe:nna più ficura di quclìa del Guichc:nonc diradJlTe Ie: tene- 
bre, che tut[3via reftano ne1la Genealogia de' primi difcendemi da 
elTo Conre Beroldo, e più accuratameme: ne: ce:rca{fe gli A{cendenri, 
e motlraffe il vero te mpo, in cui paffarono in e:{fa gli ampj Stati della 
celebre Cafa de' Marchefi di Sufa, Si può ccrtamente: con ragion pre- 
fumere:, ehe la Nobiltà d' eOo Come iì fiendetTe anche ne' Secoli ad- 
tlietro, e: non ave:lTe già sì corti principj, come ha prete:fo il Tcde- 
Cco Eccardo. 


Anno di C R 1ST 0 MXV. Indìzione XI I 1& 
di B,E N EVE T T 0 VIII. Papa 4. 
di ARRIGO II. Re di Germania 14. Imp. z. 


T Erminarono in quefl' anno tutte Ie bravure c Ie feonfigliate (pe- 
ranze dc:1 Re Ardoino, non già come imma'Tinò Gualvano F
m- 
(a) Si1/lNi1i1 rna, e do po lui il Sigonio (a), perchè I' Arcive
ovo di Milano .\r- 
:: ttfi/ 8 no!fo con un gagliardo e:fercito a/Tediaífe A fti, ed obbligatTe Ardamo 
II. I. . difperaro a fadi Monaco; ma perchè cadde gravemente infermo, e: 
dovette: hnalmenre intendere, quanto fieno caduehi i Regni deHa Ter- 
ra. Ad ultimum (fcrive di lui Arnolfa Storieo Milanele di quefto Se- 
(b) .Arnulf. colo (b)) JlJbOTe confetlus, & morbo, pri'Vatus Rct,no, [010 C01JtenlliS eft 
JJijl,r. Mt- D fi II d 
lIliolan. I. I. Monafterio nemine Fruéler;a (0 fiå Fruffuaria ne:lIa ioce 1 a ora . [- 
rll/. 16. vre:a) ibique depojitÙ Regalibus fIJptr Aitare, [umtofjlle habitu p!!up,ere, 
fuo dormi'Vit in tempore. Ma una tal ritoluzione fu Ja lui prela lola- 
mente, allorchè ebbe: pc:rdura )a fperanza di poter più vivcre: chc 
così ufavano allora anche i gran Signori ful fine de'loro giorni, per 
cornparire davami a Din diverfi da quello, che erano llati in vita. 11 
(c) .A7Inllli- tempo della fua mOTte fu a noi con(ervaro daB' Annalilta Sa/Tone (,') 
.1
 SIIX,. con queí1:c parole all' anno prefcnte. interim Hardwigus, nomine tan- 
tHm Rex, perdita Urbe PercelJi, quam expulfo Leone Epifcopo diu.. injufle 
(d) Mllbill. tenuerat, infirmatur, radensqui harbilm (che tutti i Secolari tolevano 
.A7Ina
. Bt- allora portarc) & A10nachus faflus, Y"ertio Kalendas No'Vembris obiit, ft- 
}/::::',;
_ad pultus Í11 /v.lonaflcrio, Ci
è di Fruttu
ria. Jl. Padre MabiJIonc (å
 a\'
 
um. venì, chc la mone dl Ardomo vleo rcgll1rara nel N.:crolog1o dl 
Dijon 



ANN A LID' I TAL I A. 45' 
 
Dijon X/X. Kalendas Ja!luarii. Così reflò libero da queUo impaccio Ihu Volg-. 
in Iralia l'lmperaJore Arrigo, fra il qu,lle, e 
)leslao Duca di Po- ANNO 10IS. 
lonia durava Imamo la diCcordia e la guerra in Germania. Tenuto fu 
un bel Placito in qlJcft'l\nno da Para Benedetto fTIll. in Roma, di 
(;ui ci arricchì il meJefimo Padre MabiJlone. Ha Ie Ceguemi No[e: (<1) (a) Chronic 
Pontifieatus Domni noflr; Benediélí fùmmi P01ífificis & IIni'Verfalis Oflavj Farfenfe 
Papæ &e. þ<!!arto, /mperante Domno nofl1"o Heinrico piiJlìmo Imper
tol'e 
 If 1 TiP' 
.Augufto &e. Anno Il. Indift;one X/J7. !?(r arto dil Decembris. La lite r. I. Ie. 
era dl bem fra Ugo Abbate di Farfa, & Damnum Romanum Confulem 
& Ducem, & omnium Romanorum Senatorem, a/que germclnum prænomi.. 
1Jati Domn; P011tificis, Si veggono tnemovati in dTo Placito Johannes 
Domini gratia Urbis Romæ PræfeEtus, Albericus Conful germlJnus prædi- 
é1i Pyæ/utis &e. La Dignità di Prefeno della Cinà di Roma, sì co- 
fplcua ne gli ami chi Secoli, pare:, cbe fi rimenetTe in piedi fo[[o gl' 
Jmperadori Ononi. Anche a'tempi di Pippino e Carlo Magno Pa[rizj 
di Roma, la mede{ìma illuftre Djgnità ivi fi o(ferva. Geroo Propoflo 
Rcicherfpergenfe, Scrittor.: dd Scco\o Cu(fegm:me (b), in una Lettera (b) A.
ui. 
fcrina ad Henrieum Presbylerum CardinaltrJs" ci avvenì, che dol'Sena- BIl,lu7:..' l um 
, R ' r. r I C r.' ' I ' r. 1 h d ' Mifce, an 
ton oíllalH 11 con01cevano c au,e CIVI I 10 amente;, e c c gran lora. li.b S 1
 
Urbis & Orbis negotia longe {uperexcedunt eorllm judicia, fpeffantqlle ad 604:. . 
R01lJtlnum Pont
fieem, jive il/ius f7iearios, Lillo & Clelo eonjimiles; item
 
fue ad Romanum /mperatorem, fi<ï:e iliius J7icarium U RBI S P R Æ F E- 
e TV M, qui de fUtl Dignitate l'efpicit tit, umqlle, 'Videlicet Domnum P.t- 
pam, cui fllcit hominium, & Donmum Imperatorem, a 11.10 aecipit [UL P 0- 
tef/atis !Hfigne, fcilicet exertuJ/Z G ladium, Sieut enim hi, quorum interefl 
fxercitum campo duéfare, congrue invefl iuntur per J7exil/um, fie non inde- 
&enter ex Longo Ufr4 PrLfeéfus Urbis ab Imperatoribus cognofcitur i11'vefli- 
Ius per Gladium contra 1lJalefaflores Urbis exertum. PræfeElus 'V('ro Urbis 


rltper jib; dato Gladio tunc legitime utitur ad v;ndiElam malorum, lau- 
Jem vero b01ZDrum, quandJ cxinde tam Domno Papæ, quam Domno Im- 
perlltfJI'i ad honorificandu11't SClcerdotium & Imperium famula/ur, promiJlà 
'Vel jurfita utrique FideJitate &c. Tale era in que'tempi il Governo di 
Roma e del CUD Dncato. Ho io pubblicato un bel Placito (c), che (
) Her. 1101- 
ci fa conofcere, chc Bonifazio Marcheí"e, Padre della celt-bre Con- 
car" p, 11. 
te{fa Matilda, non menD che del fu Marchele 'I'edaldo Cuo Padre, fi- p:;:- I:". 
gncreggiava in ferrara. Fu dTo tenllto, Pont
ficatuJ Domni noßri Be- 
lIediEli jì.lmmi Pont
ficis .AnHo 
.1.rto 
 Regni 'VerB Henrici Regis, qui an- 
tea regnabat, quam COí Ðl1..lm Imler;; fuftepiffit, Undecimo (quc Ita è I' E-. 
poca del Rf'gno d' halia) fed poflru.J.r/J Coronam Imperii fufcepifJet, &.. 
,undo, in Dei nominø, diø XlfT. J1enjis Dfcembris, Indic1iDne XIJ7
 Fer- 
rarie. La hte era fra Martino Abbatc del Monifiero di S. Genefio 
di Brefcello, & Ugo Vefcovo di Ferr:lra, a cagionc del Moniftcro di 
S, Michele Arcangelo, pono in e(fa Ciuà di Ferrara. Secondo )'a- 
buro di que' tempi fi venne all' efibizion del DueHa; ma in fine il Ve- 
fcovo fi dicdc per vimo. 


AnnG 



..6 


ANN A LID' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 MX\TI. Indizione XIV. 
di BEN [D E T T 0 VIII. Papa f. 
di A R R IGO 11. Re di Gennania If. Imp. 3. 


Ell. A Volg. P Erchè l' anno precifo, in cui fuc;ceðene un movimento d' armi in 
A
NO 1016. . Lomb2rdla, I't

a i.ncognito, !Di fo leci[o di rifcrirlo qui: L' ab- 
) if. blamo da Amolfo Stonco M.lanele (a). Narra 
gli, che il Ve(covo 

iftD
rn
e
 d' Afti, pcrchè 
avorl Ie pani del Re Ardoino, cadde in disgrazia 
dlo/anens. dell' Augufto Arrigo, e però Venuto a Milano, qui vi 6no alia mone 
lib. I. c. Ii. ft
ue alcofo. (I), Dcderat. Imperator, vivente ;pfo, & abjeélo, Epifcoptil- 
lum cuidam Olderzco Fratn i11aÙJjredi MarcbioniJ eximii, cioè di M.m- 
fredi Marchere di Sufa, Marito di Bcrt,
, Figlmola del March
fe Oher- 
tD I I. Progenitore de'Marche6 d' Ene. A1nolfo Arcivefcovo di Mila- 
no, non pare(1do a ,lui giu
ta la depo6zione del prtdeno Vefcovo, 
confeguemememe flCUSO dl confecrnre O/derico, chiamato in alcuni 
Documenti AllJCO: 
Ja quctli co
fiJando nella potenza fua, e del 
Marchefe Maotredl tuo Frarello, Ie n' andò aRoma, dove con falfe 
rapprdemanze ottenne dal Pap.! la confecrdzione, che appar[
neva 
di dlrino alj' ArcÌvc:lco\'o .di Milano. Irritaw da tali Atti Arnolfo Ar- 
civefcovo, fcomullIco in un Concilio eíT"o Olderico. Po(cia raunato 
un numer.ofo elercito, andò in6eme co' fuoi VaíT"alJi a mettere "a{T'edio 
alia Gruà d'.1\ fii, e vi colfe dentro non meno Olderico, che il Mar- 
chele fuo Fratello. Si olfervi, come in Lambardia 6 cominciano a 
raunare ef
rciti e a t
r guerra, fë:nza dipendere dall' I m,peradore, nè 
d..' luoi Miniltri. Suu\lc eEli t.lOW qudJa Ciuà, che furono coftretti 
gh affeJiatl a -capitoiare, come volle r ArÒvefcovo. E fu ben dura 
la capltolal.ione. Cioè He miglia lungi da Milano, (J.) nudis inceden- 
do 'VeßigiiJ EpifcOpUJ C"dicem, ll.farchio Canem bajutam, ante forls Eec/,- 
ji
 be,
tJ Ambrofii 1eIJItH proprioj dcvot
/fime funt confeJli. Per atteftato 
(b). Off' di Oaone Fnlìn,gcnle (b), Ie qua\chc NobIle commcttea tal fcillo, che 
7,riþng,nþ'g meritaíT"e 13 mone; lecondo I' antica confuc[udine de' Franzcb e Sue- 

'r
b.c'l
i vi, (3) ad conf.'ljio/lÏJ fu
 igiJOm1lJimn, Ganem de Cøm;Mlu ill prDximu11I 
7rideT. Co- 


(I) L'l1'1lperaàure aveva dattJ, effi 'z.'ivente e dtpoflo, it Vefc(wllåo (ld It>> 
cerlD OJdlrico .FratetJo åi A1anfred; Marchejè tutl/eme. 
(1.) a piè fcalz; andando, il F'efco:z;o un Codice 
 il M,archeft 'port
nd. 1m 
Callt, avouti Ie pDrte del/.'I .cbltfa Jel B. Ambrogl() dC'VoJi.flìmz e.nfef- 
/arono i prop' ii peccati4 
(J) di [U1 confufiotle ad ;gnominia ertJ coflretto II poria,.,. N1J ClllN IÚI NIl 
COlftlldø al vICino Contado. 



ANN A LID' I TAL I A. 47 
Comitatum geftar, cogebatur. Depofe Olderico il baf1:on Pallorale, e :E.. A VoJg. 
l' anel10 fopra l' Altare di Santo Ambrofio, chc gli furono poi rett.i- ANNO IQI6. 
tuitÍ. E il Marchefe M:wfa-'di olrer! alia Chiefa una buona fomma 
Ill' uro. C1Ò [ano, co' piedi nudi per mezzo alia Cinà andarono alia 
f\.letropohtana, dove ebbero pace daW A rciveCcovo, Clero, e Popolo.o 
Se crediamo all' Ughelli (II), Odclrico, 0 fia Oldcrico, fu imruro (a) Ugh,lI. 
..ell' anno 1008. c: nel fegueme kgittimamente e1.cno, laddove Tri- ltal. Saer. 
ftano Gileo, il Sigonio, e il Puricdii, fanno {ùcceduta quefta fcena '!um. .lV. 
chi nell' anno 1014- e chi nel 101 r. 0 nel 1016. II Guichenon (b) ';1/1'op. 
porta un Diploma del regname Arrigo Auguno, daro in favore del (b) '

i(h'- 
Moninero di Frutmaria nell' anno 1014. in cui fra I' a1rre cofe con- non Biblio- 
ferma, 'iu
 áederunt A1anfredus Marchio, & Berta ejUJ Uxor, & F,'atrts thu. S,buf. 
Ijufá,,,! ManfredI, i
efl .dlricUJ Epifcop'-IS &c. Adunque Alrico, 0 
a c;:t79. II. 
Oldenco goJea nell anno 1014-. pa.c,fic:1meme il Vcfeovato d' Af1:1 . 
Connucociò Cembra a me tuttaVla fcuro il tempo di talc avvenimc:n- 
co, Perchè come mai ncll'anno 1008. temro, in cui era tuttavia vi- 
vente e in forze il Re A rJoinn, dec'ldde il Ve(covo d' i\ f1:i, che il 
favoriva; e com
 potè il Re Arrigo lontana mencre un al[ro Ve- 
fcovo in qudh Cirrà? ."rnolfn in o\tre dice, che l' Imperado-re diede 
quella Chiela ad OMerico. Arrigo non prcfc la Corona Romana, fc 
non nell' anno 1014- E però aJrri han crcJuto, che non già Arrigo, 
ma Ardoino promovel1è OJdnco, a quell a ChieCa. N è il Diploma del 
Guichenon è Documenro cfenrc da difl1culta, mancandovi I'anoo dell' 
Impefio, e il Luogo, e venendo chiamaw Everardo .Archicape/lantJ, 
che oe gli, altri Diplomi è deno Archicancellie1'e. Intorno a ciò nulla 
io decido, bafiando a noi di tenere la folhnza del [.1[to. Ho io rap- 
ponaco un Placiw (c), t('nuto Anno a
 lncarnatione Domini noflr; Je- (c) ;Anti,!lI. 
fu Chrilii A1illejir110 Sextodecimo, .dn;1o vero Imperii Dom"i Hânrici Im- fi allC .6 Dlf- 
peratoris crer:iuJ, iVlenfe HoElubri, IndiÜioí-ze !?<ßartaáecíma. 11 fuo prin- ,rl. . 
cipio ë quelto: D'4m R{lgineritts ,'.-farchio & Dux 'I'ufcanus Placitum 
cÛebraTet ill Civztate A1f!tin_ cum llugone Co mite ipjius Comitatus &c. 
Or vengano modt'mi Scrinori a volcrci pcrfuaJere, che a1cuni anni 
prima BonifaÛo Marchefe, Padre della Come {fa Matilda, era l1:aro 
creato Duca e r-.larchde dclla ToÎcana. Rana queno Documcnto per 
farei conofcere, che m ciò s' ingannarono. Noi croviam qui, chi in 
queili tempi goveroava la Tofcana co i tÌto1i di Duca e di Marche- 
fe, cioè Rinie,.;, da noi anche veduro di fopra. N è fi toglievano i lor 
govc::rni a i Duchi, M:;rcheli, c: Conti fenza qualche grave de1irro. 
Vedremo a Îuo tempo, qu \Odo probabilmcme il Marchefe Boniftlzio 
ortenne la fignoria 0 6,1 il govcrno della Tofcana. Egli intanto figno- 
reggiava ndk parr! d.ella 
om.bard:a" e fr.ezi
.hnente in M?ntova, do- d vi . 
vc: il trovo con RICh1/dl'l dl 1m Moghe, 
. Simeone Romito (d), che 
) t: S. 
h 'c < I ' d ' P I . S ] "'Ymeøms II- 
da qualc t: tempo sera Tc:rmlto nc Mom!1cro I 0 none, cuo a ,ud Mabil- 
allor't, di gr:lOde efemplarità, it) ttmpo che uno di que' Lioni,. quos løn. SlUul., 
Princeps magnificcntiJIimo alebat (umtu ac pompa, era fuggito dal ferr..- v
. Benedl- 
\ . d ' C ' d " fi d 1 S d 1 S . ffin.Pilrt.I 
g 10 con gran terrore c uta 101, e U J quo: ::rvo e' '. Ignore. 
ncon- 



4
 ANN A LID' I TAL I A. 
Eu Vo1g. ricondotto al (uo luogo. Ed appunro nctl' an no prc(enrc, come fi ha 
ANNO 1016. dall' :\utore eontemporJn
o della di lui Vita, ctfo S. Simeone palsò 
al Rcsno de' ßcati Anno DominictI! Incarnatio1Ûs Jl.JXYJ. Indiélio'Je XII'. 
Septima K(íllmdas AuguJli, Røman; Imperii A1ontt.rchiam obtil1ente Henrieø 
Primo 
ugtlf1ø, D:lcatus qlloque PriHcipatum t, iumphante (parola a mio 
creJere fcor.retta) Bonifacio gl,riofo Dtlce ae PriHcìpe. Tranoffi poi in 
Roma della di lui Canonizzaziol1e, e rclla tuttavia intorno a ciò una 
Lenera fcTina da Papa BenedeuQ VIII. Bonifacio gratia Dei i\/.1rchio- 
"i inclyto. 
'E per conto d' eero Papa, di lui fi racconta un fateo ilrepitofo 
aceaduro in quell' anno, la cui memoria fu a noi eonfervata da Dit- 
(a) Di11l,.r. maro (a). Vennero i Saraceni eon un grande {luoio di navi alIa Cirtà 
ChrøJf, l. 7. di Lun;, che aHora era deUa Provinci:1 della T of can a , e la prc:1èro, 
elTendonc fuggito it Vefcovo. Qyivi s' annidarono, tèorrendo poi [Utto 
it vieinato, c: fvergognando Ie Donne di 
ue' contorni. Ciò udiro, 
Papa Benedetto non perdè tempo a me[rere in armi quanti PopoH po- 
tè per terra e per mare, a fin di cacciarli. Spedì un' Armata navalc 
davami a Luni, affinchè qucgl'lnfeddi non potdTero fcappare eo i 
lora lcgni. Ebbc nondimcno la fortuna di tålvadi a tempo in una bar- 
chetta II Re 101'0, chc probabilmcnte era !\lugctto, occupator dell' 
Hola di Sardegna. Gran difdå, grande firage de' Crií1:iani fecero per 
tre dì que' Darb.rri; ma hnalmeme rimafero rorti, e fu sì ben eompiu- 
ta la fetta, che nè pur un d'dlì vi renò, che la poteffe comare. AlIa 
101'0 Regina, che fu ivi prefa, nè pure fi perdona. La fua eonciatura 
da tefia, , ri-cca d' oro e di gemme, che ben valeva mille libre, fu 

;i/;:


. im.iata in dono all'lmpcradol'e Arrigo dal Papa. Ii P. Pdgi (b), dopo 
:werc anch' egli cantaro qucí1:o avvt'nimento, aggiugne una cola, che 
potrebbe farci maravi31iare, fc non fapeffimo, che -non v' ha Serino- 
rc, per grande che fia, il quale non ft.1 fuggctto a prendcre de i gran- 
chi, ed :mche a groffolanamenrc ingannar1ì, cioè krive: Luna autem, 
hot/ic Luca appt/lata, Civitas /ibera, a qua n/iquot toea pendent. S.l ogni 
ltaliano
 pra[ico atqu.1Iuo di Storia, 0 di Gcografia, c/1c la Cinà di 
Luni, da alcuni Secoii tcadur1!. alia sboccatura ddla .\lagra, nulla ha 
che f.1fc con Lucca, cd c(ferci tuuavia il vercovo di Luni, abitanre 
nella Cirrå di Sarzana, can bella Diocefi, diverfa dal Lucchefe. L' irn- 
preCa Cuddetta d' etfa Citt:ì di Luni la credo io accenn:n3 ne gli An- 
nali P1iàni colic fcgueml par01e: (I') Allno JI/XY!. Pifani & Januen- 
fts fectrunt bellum cum l\{UgCto, & vlceumt ilium. Ne gli altri Annali, 
ove è fcrieto '0[[0 quelt' :1nI1O: Plfani & Jan:JenJès de'iJiccmnt Sa,-d;- 
neam, v' hft dell' errore; e Ii conolCe da quel che fcgue; perciocehè 
iolamenre nell'anno fcgucnre i Ptlåni c Genoveli 
nd-trono in S,1IJe- 
ßna. Alle co'c Jette dl fopra aggiugne Dlrm1fO, che il Re de' Muri, 
c.b me crcdutD Muge[[o
 irritato per la pedita fuddetta .invio al'polpa 
un rlccn di caH:agne, volendo fignificarc, che altrcnan.!1 f?ldau (ta- 
rcbbono fhti ben pochi) nella Hate vemura avrcbbe tpedlto COOlra 
dc' Cliibani. H Poncc6c
 in comr.1cambio gli manJo un facchctt? di 
ml- 


(c) .Ann. I. 
Pi(lIlI; 
TDm. J'I. 
.I.,r. Italic. 
" 107. CT 
16 7. 



ANN ^ LID' I TAL I A, 49 
mi o lio, per f.1rgli cont)[cere, che non era figliuol di pam.!, Nè va- ER.\ VoJg. 
gli
 taccre, che il fopn mcn[O\1ato Marchctc _ Bonijazio, 
 Ricbi(d"{, ANNO 1016. 
tua \1oglie (Figliu
h di GjjClbcrto Came del lacrJ P.llazzo 111 Irdh,,) 
e non giå di Gltèlberro Fr.1tdlo di CUl1egond.l allora lmperadricc, 
tutti e due gra'} cacci..[Ori dl Beni e SU[I, racor(ero ill qudl' al1no 
all' ImpcradOíc ,d/,-i;,o per ottenerc la metà della Con
 di Treccl1t.1, 
oa-giJì ful Ferr.Hcle, colla me[à del Caltdlo, e fue dJpt.',d,'nze ,Jimt 
a oÈcrcngayjo & JlugofJe fi/iis Sigefrcdi Comitls, noflro frnferio l'cbeiÙmtibús 
batlmus vifa funt paßdcri. Li donò Arl igo ad cfT.l RichilJ \ con un . 
Diplo:na d.no Ca) dnlJo DOl/zinictE lrlcarnalÎcmis l'tf:lIejì1lio lJecimo ftxto , (a) ,.Antlq. 
" v III D . J 1" ' R . XliI l .., 111 IlallC. DII- 
].Zr/JélI01le 
l.f . !lnno OlJ!.111 .lemr
C1, egm , I.liJpeïl1 
'/IS . ..
êt'i1Jj fert. 19. 
Pan':Jembcl'o (0 Ita Pavel11bag, clOe come voglJo credcr
, 10 Barn- 
berga.) Fu di p,lrere il Slgol1io (b), che Ie Nozzc di Rlchi!da col (b) Sigonills 
Marchetè Bomfiizio fcguitfero ndl' al1no 1821. Ecco qu mto rrima era de ,R cS 7 0 8 
comratto il lor Matrimonio. N è già in occalion d' ca
 N OZze fi fece It,j III. . . 
quclla battagliJ, che vicne accennat:l d,l DO(\Jzone, come fi pCI
så il 
iùddetro Si
0I110, ma in qualch' altra conglUntura, íìccome din:mo. 
Nell' an no prefeme sì, per attelbro dell' f\nnalJlta S,tffone Cc) I' L\ u- (c' .Anna li- 
gutto Arrigo tenne una gr.1Il Dieu in Argentll1J, dove anche Ii rro- fta S.XD, 
vò R6doJfo Re d, BOI:gognll, can fottoporrc il fuo Regno all'lmperio 
Romano. V 0 io penl,lOdo, che allora IÌ tLblliffcro qudIc tre Lcggi 
d' e(fo Arrigo, che fi Jeggnno fra Ie Longob lI'diche Cd); gi-lcchè ndla 
Preftzione Ii dice, che furono f,me in Ci-vitate Argentj,u, flUte 'vulgari 
nomine Siraburge úppellat:/r, cOII'lmervemo de: gli Arcivefcovi di I\li- 
]ano e di Ravemu, de i VeCcovi d' Argentina, Pi:tcenz'l, Como &c. 
cd anche de'Marchefi e Conti d' [ralia. Abbiamo in oltre da Lupo 
Prorolþata (L"), che in quelt' anno Civitas S.J.lcrnum obfe.lla eß a Sara- (e) LUpNS 
tn/is per mare & per tena,n, & nihil profecenmt. Se Ii ha a credere a Protofpata 
Leone Ofl:ienfe (n, fu in quelb occalione, che i Normanni, dc'quali inChroni". 
parlcremo all' an no Icgueme, capirando dal viaggio dl Terra fanra a g
. if, 
S.llerno, furono in aiuto dl Guimario Ill. Prmcipe di quell
 Terra, ch:::.lSl. i'. 
c colla lor prodezza obblig.u\JI1o que' Bubari a levare I' aITedio. Ma 'ilp. 37. 
Guglielmo Pugliefe, ficcom:: \'edrerno, diverfameme ne parla. 


(d' lI.mlm 
llalic. P. 11; 
TDm.1. 


Anno di C R 1ST 0 MXV 11. Indizione xv. 
di B E. NED E T TO VIII. Papa 6. 
di A R RIG 0 II. Re di Germania 16. Imp. 4. 


I L Tronci ne' Cuoi 'Annali PiCani, non so Cu qual fondamcnto, fcriC- 
Ie, che i PiCani fatta neU' anno IOI4- una gro(fa Armata, !!b U'ca- (g) .Annal, 
ro
o nella Sardegna, vennero aIle mdni coIl' e(ercito de' 1Vlori, il ml(e- PiJani 
1"0 III rotta, e s' impadronirono di quell' Hola, do po c(fcrne fuggito il Re potg. 107. 

I que'ßarbari Mugetto. Meritano ben più fede gli amichi Annuli dJ Pi- ;: l!'itl 
fa (g), che fotro il prefènte anno raccontano qudl' imprt:fa. Se n' era Re
'ItaÚ,. 
Tom. IT 1. G [or. 



;() ANN ^ LID' I T It L I ^. 
Ell.. 'olg. tormr
 in Sardegna Mugerro, fortun;1famenre fcamparo d1 Luni, tutro 
Ar.KU IOI7
 ,die furie cootra dc'Crittiani dl qudl' JI
)la, mo-hi dc:'qudli f
ce bar. 
barameote crocifiggere. Erati anche mclfo in penfiero di fJbbric,}f in 
tjudl' I(ola una forte Cinà, Benedett{J Papa imanro, cbc l'avea. comin. 
ci.na bene, voile hoirh meglio. Spedì per luo Legaro a PiCa II Vc. 
(covo d' Oltia, per ammare qucl P"polo a caccia.. fuori di S;1rdegna 
Mu
erro. Lo t1:.clfo probabilmeme t::ce a Genova, da che cl>nfeffd. 
no gli Itcffi Annali di PIC!, che anehe i GenovelÌ concorCero a quell' 
imprc1a. Paffilrono in fam in Sardegna quetft du
 Popoli con [lI[[C Ie 
lor [.)fze,. nbblig:l1"ono Mugerro a f.1lvarli coll1 fuga in Affrica, e prc. 
fero 11 poífdTo di '1ueW Ilc)la, Soggiungnno qu
gli Ann.\li, che il (>a. 
ra invellì d"elfa S.lrdegna i Pifani. Mo! non tardò a nafcere difcordia 
fra g\i th ffi conqudlarori, rerchè il buon boccone facea gala a tutu. 
Si s

')rz
rono i Geno\'cfi di caccl3rnc i Pllani; ma i Pilillll, che in 
quc1h rt'mri er.mo PilI for::i, Ii Ipinlt-ro fuori di turta l' lIola, e nc: 
rdlarono paJroni. Tale prmeipio t'bbc la porenza ddla Citu dl Pifil, 
rU[tochè non apparilca, eh'dTa rcr 
lI1cpe :;vlße acquillara la hbenà, 
perchè era ruttavia. fu.
gett I a i Duchl 0 fia a i Marchefi ddla To- 
fc.tn.t. Cominciò anche in Puglia per que{ti tempi una bella danza, 
che parve cof.. dol nulla ful princlPlo, ma ebbe col tempo delle mt. 
rabili conft'guenze. Era venuto per tdbmonJanza di Guglielmo ru. 
(a} G..illøl-, glieCe (a),. nell' anl10 precedcnre daIh N orm,mdiJ un pugno di quella 
mur At,j"s genre p.'r lÎ.u divol.iooe al Monte Gargano, d';lve S. MIchele AJ'{,an- 
P N ,e-n, aø gelo- era in gran venernione. Q1ivi per accidence rrovarolÏ Melo, 
orman>>. I r: ' C ,1' d B I . b II ' G . 
",,,. I. . que poteme e la\'IO. Itraumo I JI'I, C H: sera n e ,ItO a recl, 
appena cbbe egh addocchiari quellj u.omini, bclla t:' nerborura. gente, 
che teouto con dfo- loro dilcorCo dell.. bdkzza di- qucl pacCe, delJa 
dapoeaggine de' Greci, c della facllJcà di vincer",. e di farfi gr
n Si- 
gl10ri gi' invnglio. Ji Ceco imprendere gut'rra in quelk' pani comra del 
dominio Greco. PrcCero dTì rcmpo, tanto che rorndfno-alle lor cafe, 
t:d 10\0 irafIi:ro aleri compagm all' impreCa . Venuti in quell' annt.> fenz
 
armi, ne- tùrono ben fùrniti da Melo, e d'Jpo a\'er plef.1 ripofo, por. 
rarooo la gucrra addolTo a i Greei. Era allora GeneraJe dc;' GJ(
ci in 
qud\e c,muade Turnichia, appelJaro da altri Andronico, che lènza 
d!mora uCcito in campagna con
 file forze, ltfen[e itfilii, come h.\ Lupo 
tb) LUPIIS' ProroCpara (h), fuit præliut1t cum l
felo, & NfJ1"tm,mrZis. Qudla prima 
!r<'t91'ala b.Hra" lia rar
 che fnllt: f.lVorevolc a Melo. Si tornò a combaut"re net 
In CJJrQ/JICO. j ':> d ' L 1 , Ii d ' 1 Ii d t- rr L [ ) fì b I ' 
'üI 2.2. 1 ug let, e ecnn 0 I re 0 (;110 Upo roto pat,a, CDe 1
 
rell,ffe morro nd cnofliao Leone I'azi;mo, ehe III luogo del CJr3pa- 
no Turn,cI-:i,:) comanda\a I' .'\rmara de' Greei, pure vi reUo (contino 
Mdo co i NorrY1Jnni. Ma f,Jrfe quc:l rclto è gu,dlo. Guglielmo Pu- 
glieCc:, Amore di, mlggior credit
J in qlldlo, Quelb, che M-e1o e i 
Normanni ne uCcirono vrncitori, fenza raccomar altro, che un 1010 
(c' .A1IDny- fatto d' :mni. Gran credno, che s'acquillarono con CIÒ que' pochi , 
rn,u r Co1þ- ma v.\lcl'.tÎllìmi Normmni; 171'.1:1 borrino che fccero. Anche I' Anom. 
n:: J / 1S 1 r . / , Y. fila Clfin
nlè (c)
 0 lÌa Alb
rico Monaco, fcri\'e lotto. il P rcfcnre an- 
_r. ,.. It... A J ' Ab 
no: Nur,uanni J."'lelo Du(e CæperMi1t fxpuglJare .npu ram. ' 



A N [II ALl D' t TAL 1 A. 51 
Abbiamo da Girolamo Roffi (ll), cbc un riguardc=vol Phcitn fu Eu Volg, 
in q uell' Anno tenuto in Ra\'enna dd Pellegrino Cancelliere e l\ldiò ANNO !,x;. 
, . J. . d T d C "" 1 IT h ' r d 1 d (a l<ubeus 
Flenrw mpel'ðJoYtS, ea. a. one: om:, 1\ eno 

c eg I : .me e- J-ii{lDr. Ra- 
fimo ^ugul10, Anno Brnedléll Papæ f<!!mto, Henne: Imperal01'lS In /lfJ- -.::æll. t. S. 
/ia Anno 'l'erIÎa., die XV. Ftbrual'ii Indiftio1Je XP. HarlJtl/do grtJ/Ì," Dei 
fanEliiJimo f.j loatJ/!,e!ieo Arl!Jiepi[copo [anftæ Ra'/}
;matis. Ecc/
jiæ. , J n df-o 
Placito il tuddetto Pdtegnno app1t'hCJ1denJ m.'lI11bus 'Vwgam, ml fìt ean: 
il1 mtl.'1ibus lùpraferipil HarJl(;ldllS gratia Dei fa,
élljJill1o & cO m!{,cheo JI-- 
"J
pjjèopo, & Îm.:eJlj.7)it ipfutA & Ecclefiam Ra't'clmalem, ex parte l!m- 
rici Jmperatoris tie 
;rJ11i Fijco & de omni publica "e Ra'7-'e!1rJ(ltl! 
 ji'!:e Ripæ 
(lut Portæ, & de Comit.'lJJ/. Bo;;onienft, & Comitt!lll ÜmJeLimft (I mola) 
& Comitatu F,lvenlino, f.3 -Co1JJitatu ...... & Comireltu Fic(l!"e 12 ft 
( Cen'ia ) cum omui Fifti., & pubJicis eorum Comitatilus &c. Noi ab- 
biam() bensi prdro del Cardilld B"ronio i DipJomi di Lodovico PIO, 
di Ottooe I. e dd rcgnanre Arrigo I. A-uguHo, ne' quali Ii \'('ggono 
confermati alia Chida Romana ), Efarc:no d: RaVtfìOa, II Ducato di 
5poktl, i} Ðucato di Bwevcnto con ahri paelÏ. i\.1
 effcndoli per di- 
fgrnia perJuri gli Originali, e non rapporrandolì Ie non Ie Corie, 
(uggcue a molte alterazioni, fecondo il birogno e 1'imerel1e dene per- 
fone, non porgono die bailante lume per quetar I' inrelleno. E t:ièn[O 
poi meno., fc con elfe combattono faui cert! e Ùocurnemi, fu i quali 
non cadano fofpeui. Già s' è \'cduta più d' una pruova, che da gran 
tempo l' Eiiucato era divenuto pane dc:l Regno d' I talia, forfe per 
quakhe con\'enzione fcguita fra Ia fama 
tdc, c: gl'lmperadori. Ne 
abbiamo ancor quì una pruo\'a chiara. Altrettamo pure s' è ol1èrvato 
tiel DLlcato di Spokti. Per conto poi del Ducato di B
nevt'mo, nè 
pur convien difpurarne. E a comprovare quanto s' è detto ddla Ro- 
magna iervirà anchc= ciò, che fcrifle S. Pier Damiano (b) circa P Anno b' 
1 c;6:J. Eo tempore fjuilm adhue ROmtll1a Ecclejia fpatiofius multo fjllam NUNC bllm
e;?J 
Jura prliteHdcrct, {3 inter ctf'tcra Cæíènate Oppidum poJ1i.Jeret &c. Adun- in Ylta S. 
que a' tempi del Damiano Celena non appaneneva più al dominio rem- Mauri CII- 
pOl'alc de' Papi. Chi ne foflè padrone, I' abbiamo già vedllto. Ho io fen. cap. I. 
prodotta una Cdrtd di Livello di un Pono, dato dal fopra mentovato 
Arnaldo Arcivefcovo di Ravenna a Pietro Abbate della Pompofa, (c) (d .Antiqff. 
crc=duta da me [rename a1l' Anno fegucnte 1018. ma ficcome ho poi !tal;c. ViJ:" 
uvvertlto per più efatta collazione fana coIl' Originale, em app .rri:ne fert. S6. 
a qudt' Anno. I vi fono Ie feglì.emi Note: Anno, Deo propitio, POriti- 
JiLatus Dom,.,i Benedlfli fummi Pont
ficis, & huniverJàlis Pap.e PII/. &c. 

into ; fed & lml'erantc Damno Heinrjco magno Imperatore jH lfa/ia Antll) 

arlo, die XX. ]t,Jen/is Febrpùrii, bJdiiliou xr. Abb.amo qUI .. Ann,:> 
1017. Adunque Arrigo I. fra gl' J mpt'l'adori a\'ea nell' Ar.n 1 1014- c: 
nel dì 2.0. di Febbraio gi
 ricevuta b Corona Imperiale. Oi elfo Pietro (d) .Mal ill. 
Abbate è fanta menzionc= nena Vita di S. GuiJo Abbate delld Pom- 
:::e
ict. 
po(a (d). In quell:' Anno pari mente s'incomra un Placiro (e), <:he Do- Part. J. 
nus Ade!pe)''-o ÐIIX ipius /llarchie CarenlanOrlllll, & Ramba!'tIS Comes (e) .A1Ili1:_ 
ifilils ComÎlatu 1'et'lJiþal1C11ft, U:1itameme tcnncro in Cvnzitatu 'Iêl'viþa- j::/.IC S . Dlj- 
G 2 nm- 


. 



;2 ANN ALl D' I TAL 1 A. 
l' 'II .. Vol!? nen(e in Pilla Axi!(I, non multu11l longe ad CaJI1'o Axilo de fuhlUS, in 
A"NO ]018. CUI conti a èel !'\.t,mtkro dl Sa'
t.1 Glullan.\ dl P.1dova fu d
CII;t una 
lite In f.wore dd Monil
ero delle :\1()oache di S. Zachena di V 
ne- 
Zid. .
 bbi !mo quì, che tt nob.l Terra d' :\foio era in quc1ti tempi 
. del Conrado di Tm igi, Legg-(i In oltre (ono il prelemc Anno una 
(a' Ibidem I)onni.)ne (,1) tàrta nel mele di M ,rzo al \lnl1iílcro di Nonanwla da 
D jlrt. 10. Bonifacitls l'l1m'cbio, Filius bone ;nemoric 7'eutlaldi, qui fuit ilemqllc jilal'- 
rh'b, & Richelda conjuy,e 
j"s ,jugalibus, Filia bone mcmorie Clje/berti, qui 
fuit Comes PakJtii, qui profefli [umlts Legem .-.:i'l.,'ere Longobardoru II. 


Anno di C R 1ST 0 MXVIII. Indizione I. 
di ßEr<;FDfTTO VIIL Papa 7. 
di ARRIGO II, Re di Germania 17. Imper. 5. 


(b) RHbrus S E vogliam ripofare fulla t{'de di Girolamo R(dIi (b) (eguitato dall' 
lil(lDr. l{a-... U 
htllt) Ãrn,lldo Arcivelcovo dl Ravenna, FrareJlo dell' Auguflo 
'limn. ñrrigò, compiè il corro dl:' fuoi giorni net dl 19. d. Novembre dell' 
Anno iè-guf,n-e, cd ebb.: per luccefforc Eli/mto. 1\1a lècond,} J'.\nna'- 
(c) Ânnali- hila S.llf,'nc (c) egli fll.lnco di vita ned' an no prefcnre. Potrebbono 
flo/ SaXD. It: Carre pecore deW Alchi.....o di Ravenna merrere in chiaro, qUJI di 
qlJclle afE'rzioni fìa Vera. Er è d.1 Cperarl.:>, d.1 chc it Pa.!re DlJl1 PIC:- 
HO 1-':1010 Ginanni Abb.lte B.:nedettlno can i.1fJricabll plemur,l va rac- 
copJiendo Ie antlChe memnrie Ji qu
1l1 Cltrà 110bi.ll1ìm1. A \'cva ,.mche 
(d) 
axius d dJ\
gcntemenre o(JelvJto il Signor S.lffi (d), che ArnolfD II. Arcive- 
In N oIlS a - d " i ] Î '. d . , ll ' fi ' 
si"w. de ICnvo J 
v Lano cdso I vlvere non gla n
 anl\.) 1:)19, corne 1 pt:nsO- 
R:lll. lwl. il Sigonio, non giil nell' anno IJI r. come s'mgc,5nò di provar k' ..\u- 
(e) T. IV. tore delle Annntaziol1i atl'Ughellt (eo), ma belìSl ntll'anno prereme 


;;
. Slice. 1?(8. I(
 faCtI il 
'udlter[o Ann,;li
ta Sa{fo

 lotto <)udl' an,no mtdc- 
g h mo fcnve: JledLOlmt1z{is .drch/l!pI{ctJPus abut, & p
'.rp(JþfllS eJufdem Ec- 
cle{iæ Hetibeytllj J1tcee.flìt, cioè Enberro de loco /llJt/mÏlmo, come (i ba 
d.l'lul)i Strumt:nu, .-\Iclvdèov.) tàmolo fra qlll:i <.II l'vlJlano, che fece, 
ficcomc vedrC'mo, lud.He il ciuffo all'lmper.1dor Corrado. Ch' egli 
3ncora otrendTe in quefl' anno 1a Cattedr,l 
1Ib
efe, fi eomp1uova 
can un Pl.lciro tenuto in ßela(io (f), [el ntono dl Como, dot .\nfel- 
roo Metro dell'lmper...dore .-\r, igo, Anno Inzpe1-Ü Dom1JÍ Henriei Impc- 
,.a/uris- .6)uinto, lUffl[e No'/.'embn-. Jndiélione Secunda. r roduHì io queHo 
Docum
nro c.)me fàitto (lcll':mno 1019. Or.t m':\vvcggo, che ap- 
parriene all' al1110 prefeme, pelchè 1'lndiÛone Second a cbbe principlo 
nd Snrembrc. Quiv; Domnus Jiribe,.tuJ {allflæ Mediii!anmfis Ecc/eji
 
.dy(hiepifcopus, & A/bcricus fanélæ Cumenfis Eccle.fiæ EpiJe';r'lS, eitau, e 
prt.fcnu, ce:iono 311e lor pretclllìoni lopu eel tc terre III favorc del 
Moniticro di S,U1W Amhrolio di Milano, e del fuo Abb:lte Gotifre- 
do. Eril!lo gJi Augulb Greci ::.Jirati non poco contra dl Melo ribdlo 
del 101'0 Imperio per la guerra da lui molT... in compagnia dc' Nor- 
nn.nni 


(.f) Jf1Jfi'l'I. 
Ir.1I1(, D:J- 
'ê. t. 70, 



ANN A LID' I T ^ L 1 A. 53 
m:mni contro la Puglia di Jor giurifdi'liolle. Però, fecondochè s' ha Eu Volg. 
da Lupo Protorpatd (,,), fpedirono in qudl' anno al comando delle ANNO IOÜ' 
I ' C ' B Ii " 
 (a L'lpUS 
ar arnJl In It:Jh.l, 0 fia per 101'0 Cat:ip.tno, 0 apltann, J 1110 10- PrOlop41a 
pranoffi1n \to Bllgiano, uomo dl gr.ln fcono ed anività. RomoalJo S:J.- In cÙon:ro. 
Jernirano (h) fcr'vc, che conui portò feco un gran teroro, ct;.,è i\ p
 
- (
ì [
omua
- 
Clpal ncrbo per ben fare la e,l1Crrd. Aggiuvoe dipoi, ch' effo B.lh'lO ailS Srllti,nI- 
Alino 1I1Xlll, (V.l Cerino IV/XI/III,) Jndifti
Je 1. fece r:fJbbricar n.eila ;1;:::.1 

l:- 
Puglia l' anw:a Cirri di Ecal1a (Ii dee Icr!vere Edana) che :l.Otle,l- Rtr. lll
lit. 
mente e:bbe I fuOl V elcovi, e Ie impofe il nome di "Troia. N oi fap- 
piam" da lVl.1rio Ml'I'edtore, e da altri antlchi Serinori, che Giuliano 
bero difenlor di Pdagio, e confutato ne' fuoi mirabili Llbri da Santo 
Agoltmo, fu VeJco'l-'o Eclanenjè. Camillo Pellc!:ino prerefc, c.he la 
modcl"Oa OWl dl Fngt'nto lìd luccedura all" anri( hiO\ma Ecl,ma. L' 01- . 
Henio, e d Cardinal j'\T OTIS (e) crederono, che Edana f()fTe .1 Luogo, (
)ft Nom 
appellato po{èia ftuinroJeâmo. Sembra ora, chc Ii poOà con più fan- ;I:m'. 

'

 
damento aderire all' opmione di Romoaldo Salelnit.iIlo, Autore vivuto tllP' 18. 
cinqu':l:emo anm pnmJ, e pratico dl que' paefi, allorchè aneth, che 
la modana Cirri dl TrOIa fu l' amiea Eclan:i, 0 \1og1iam dire Eclano. 
Gitre a qudh Cmà rabbrico il fuddeno Batilio Draconaria, Fiorentino, 
cd altri Luoghl forti nelJa Pro\' incia, che og
idl (ì noma Capitanata. 
Ag 6 iugne 11 glà citato Prnto{pata, ehe Li
(Jrius 7epotriti (leg
o 'I'opo- 
tiriti, cioè Confervatore del Lungo) fwt præiiu111 'I'rani, & OCC
(NS 
fl 
iói Joanna/ius Protofpata. Et Romoald captus eft, (3 in CO/
(!antinopo/im 
deportatus eft. Sono (cure r.lli oOlizle, m'l. ballano a farci eom}' rendere 
la conrmu,tzion dell:. guerra in Puglia rra i Greci, e i Puglidi ribc1- 
lati. Vien citata lotte' il P reft'me Anno da\ Padre i\1J.b.llone Cd) Un,! !
) }. / 1ab:J1. 

 ..ÉJ.r.na. 
e" 
DOIu7.\One fatta dil Giovan,.; DUfa e Conlok di Gaeta a1 Moni tlero 1/lN;aW. a ,I 
dl S. Tcod('rc) dl quclla Cmà: d che ci fa conofcere, chi fofft aHara lJ'mc .An- 
PrmClp
 dJ Gae[a. n"w.. 


Anno di C'R 1ST 0 MX.IX. Indizione I I. 
di BENEDETTO ViiI. Papa 8, 
cli ARRIGO II. Re di GermJ.nia 18. Imp. 6. 


S Otto il preCente <\nno rcriv
 Ermanno Contratto (e), che Conra- (c
 Iltrm/m- 
dus adole[cws films C01Jradi fjuoi1darn Ducts Carentani (e l\hrchc It: 7m CDiI! fa- 
allrora de lla i\iLlJ'ca di V, rOl:a) auxiliaf1te p.ltrue/e (uo Conrado, po 'ie-a r.,'u CJ. 1 "D;- 
7 JJ Ib ., ",C. (. It.on. 
.I.mperato,-e, nUO erone,'l/ tunc Ducem Carenta;lÏ <<pud Ulmam pugna 'VIRum CIlr.iJÌl. 
fuga'Vit. Abblam v<::dUlO .11 10,'la, chc qudtn Adaibcronc er,1 anch'e- 
gh Duea dl Carintia, t' infi, me: .\t1archcfc di Veron.! L' aVCV:l can 
lui il giovinetro Cor-rado, qu ilîche gla avefTe Adalb-.:ronc: rub,Hi que- 
gh tlatl, che fe non di g'uHiva, almt:Oo per introdotto c(>lluíT.eJo. 
vcano roCLare a \ui dopo 1.\ morre dd Padre fuo Corrado. E' dd cre- 
dere:, ehe Ad..lbcronc pall
ddre allcora de gli Stati in Germal"
ia, 
 
chc 



rM Yo1g, 
AN!;O tú19' 
(a Lupus 
l'rofo p lIa 
in Chrønicø, 


(b) LN 
Ofti,n(ì. 
chronic. 
lib. 1.. c. 37- 


(c' Gui/i,'- 
mUs .Apulus 
d, NOnn41f. 
Jib. I. 



 4 ANN A LID' I TAL I A. 
cht: per cagion d' eßi tra lor fcguiffe iI conflitto fudderto. Per arrc- 
Hotto di Lupo Protofpata (a), Bugiano Gcnerale dc' Greci venne a bat- 
taglia in quctio meddimo Anno circa il dì primo di O!tobre co})' Ar- 
mua di Melo, e gli dlede una rOWl tale, che non porè più rifi.)rgc- 
re. Leone Oltienfc .f.;) lalciò fcritto, che Melo col lò.ccorfo de' Nor- 
manni avea dlanzi rirorrare rre "ittorie dc' Greci, prim' apud Armo- 
lam., ftcJl1Jdo aputl Ci':.:itaf.em (AlaYJiC1l1t1 11 chiama Angelo della N n(:c) 
tertio apud f/accaricÙl'fIl ct,1mpeflrj urtamine dimicans, tribJlS tOS vicibus vi- 
tit, multofque e
 his inlet ficims, & uf'lue 1'ianJim eos cOI1{lringens, tJ1Jl1J!S 
ex Co2C parte, qU"lS imJaft1'ant, Apuli
 Civitates & Oppida reapit. !?<!fat ttJ 
deltJum PlJg':tz ap1.Jd CalliJtJ! Romar.
rum clade famtJfas, Bojani Cata-pafti in- 
þdiis & ingcniis (macchine d. Guerra) fJlttralus, IImverjå, quit' f.zcite 
t'ecepet'at, facilius perdidzt. A pprdlo raccoma, dlè:re n.ua filma, che 
dl dugeoto cinquaota Normanni, aiuUtori di MeJo, non m: rimancf- 
Cero in \' ita, fe '000 dicci: c che la virtoria nondimeno coUò ben cara 
a i Grcci. 1.\.1c1o difper:ìro, non farendo riù dove rivolgere Ie fue 
fpcr.anze , dopo avcrc rdl'cOmanduQ i pod1l N ormanni, chc 
li rcllap 
vano, a GJillim.-1ti, JJI. Pnncipe di Salerno, e a PantiolftJ IV. Prin- 
cipe di Capua, imprele il viaggio di Gnm>lnia, 0 per muoverc rlm- 
p..radore Arrigo a \'cnire in perfona in Jtalia, 0 almeno per ottt.nt:rc= 
.da lui un roderofo foccorfo di milizie. Ecco come di qudi' ultimo 
fatto d' armi parla Guglielmo Puglicfe (c)_ 
ricinus CtJlmis 'ilia defluit JI!Jfidus amnis, 
Circiter Oélobt,js pugnat1/7 utrimlue Calmdas, 
Cum modic
 nOlI gC/Jtt 'Valells obfiflere .\1dus, 
Ttrga dedit 1n.Jgnti fpoliatlls pm Ie lllorllm, 
Et Pllduit 'l/iélum pa/ria tel/Nre mtJrn,.i. 
Saml1ius adiil (uperatus, ibi'lue moratur, 
Ppß .AlemlJí1110t'um petiit fùffragia Regis 
lJel.,Tici, foJito plaâJus qui m01e pt'eeantem 
Sufcipit, auxilii prom.ttens dona pI opinqui . 


Leggefi una cdTinnc farta delle Dcc-ime di quattro Pievi al V e
 
fco\1ato di Cremona (d) d,1 Banifaâus i'Harehio filius quondam creotaldl 
itemque 1I1a y ehio, & RÙbilda fi/ia quondam GifeJberti CilTi1Itis !1ell' Anno 
prel..:me. ß0nif..zÏo è il Padre deli.. ComclT. Marilda. \'0 10 cTcden- 
do, che appartenga lijCOra all' An:Jo prefcnre un Dlploma,_ 'pcdlto 
ddll'lmperJdore Arrigo in fJvore del Mondlcro di t\lonte Cafino, e 
(r) GaUo!" deWr\bbJre Arcnolf,) (1'). Le Note fon queUe: Datum JlI. IdtiSJu- 
Hßcr. }.!c- Iji Anno Domir.iræ jllcarnatio1Jis iHiiiefimo f/if/þmo, Indiélione Secu
dil, 
w'þ, caþ- .ÂhJ'O DGmni lIeim'iei ReQis Deçimo feptimo Imler;i "Ilcro 
.tlS .f2!,lt'JIO. 
.tll[. P. I. Aéltlm l<.etiesbone. Se cn7d,amo al PJore G
t[OIJ, il Dlp:oma è ongi- 
oJ.1e j ma jo ho pena a Lredcdo. L'lmlizione Seconda accenna }' Anno 
prtfcme. Come poi tiB I' ..lnno J\lXX. It: non ru;ornamo all' Anno p
- 
i4110, non fi S.I carne. E retta poi da mo{h':lfc, come In Gl:rmam& 
avclTe 


Cd) .A7Iti'1 u . 
Jlalic. viI- 
Jirl. YJ. 



ANN ALl 0." I TAL I A. ;; 
avefT'e 1uogo r Era pj[.ma. Pofio anccra, che fia l' Anno nofiro JfXIX. 
non 11 accord a con dTo l' .d,mo Xf/ll. del Regno, nè il 
1Ín;:o dell' 
Jmperio. 


fIlA V olg. 
Al'iNO IG10. 


Anno dí C R 1ST 0 MXX. Indizione III. 
di BEN F D F T TO 'TIll. Papa 9. 
Ji ARR IGO II. Re di Gerrnania 19. Imp. 7. 


L ' Anno fu quella-, in cui Papa Benedetto VIII. andò in Gr.-rmania 
a trovar r ImperadMl" Arrigo, che I'afpetrava in B
mberga. J1 
Srgonio, il Buonio, I' Hoffmanno, e forra rutto il Padre Pagi h:lOno 
prete!o, che quella andata del Pnnrd1ce accadcffe nell' an no preceden- 
te la19. e che mal Ii fieno' appoHi coloro, che la riferilcono all' an- 
no prefente 7 C"'l cirare per lôl loro lentenza Larnberto da Scafñahur- 
ga, Mariano Scow, gli ..\rmali d' Ilddèim, e I' Abbate Ur(pergenre. 
1\la non ha fana alT.Ji rifletI10ne il Padre Pagi a que-tio punro dl Sro- (... Mar;A. 
ria. Mariano Scow, fe bl'n fi guarda, a qoell' anno (a) arr unro paria 
:s Seol us 
del vi-aggio di Para Benedelto. E Ii conolce, che Ie lbmpe hanno inCh'onieo. 
a}ter
to J tefii di Larnberro e ddl' Urfpl"rgenfe, e de glt i\l1f"ati d' f!- 
defeim. DICo, fi conolce, perchè ivi la mom: dl Sant' Enbeno 1\r- 
clvet"co,.o dl Colonia Ii mira nc'loro tefii (lampati all' anno 102.0. quan- 
do è fuor di dubbio, che av\'enne nell' ann0 101.1. come confdlà 10 
fidTo Padre Pagi. Pefò gli A utori íuddcni fi dee credere, che ah- 
biano pOlta I' anJjta del Papa nel prefeme anno raw. e nc:l fegut"nre S

 H:!o:/
:: 
la mone di S.mt' Erlbc:rro. Che poi t>c:ramente il Papa in queit' anno ths in 
fi porral1e a B.lmberga, I' àbbiamo da Ermanno Contrà[tp (b) nell't.di- chronic" 
zIOn m,gli 1re e più copiolà del Canifio, da Sigt:berro (c), daW Anna- edlli.n. 
1iIb. Saf10ne (d), dal Crooogr:lfo SalTone (l'), da A Iberico Monaco de 
t'{i;!ltr. 
i- rrc: Fomi, e da altri Storici. Lo fidfo fi ícprge daJl"antica Vita w. III Cl')ro- 
dello Heflo Santo Arrigo (f) pubblicara dal Glct(t:ro, e da altri. Qui". 'litO. 
è (crlno, ehe ii P<lpa m\'itato daWlmptr,ldore, in proximo Apri/i dle- (d Annali- 
mamriam ÙJTrtlvit, omnibJl(ql!c Civitatibus illi<<s ,egionis pera<
,atiJ, te;n- f

 s:':,ot.:no_ 
pore, quo c01Jd,1(erat, Babengerg locum adÙ e dlÎPOfuit. Venit ergo P-, Fe- gr,,
l:tJs 
ria m "ljoris heb4omadæ, hora Jexta (MriJ PontificalibuJ ve/Jimc.rriJ indlltUJ bot 0, 
&c, <...!!ICÜO mmutQ racconto fa conorccrc, che I' ,4 utor d' ell'J V,t.! (f' V,r" S. 
P rdè un tal fduo d,l buonc notizie _ e P rob..bilrneme da q udla coe liu,r:c, in- 
tr ' fa Aéfa 
1cnllC Adtlboido, giunra a noi troppo mancanre. Cvh Ie P,'pa B..ne- !,ß.,Ûcr. 
de!to entro d'.dp"ile in i\llmagn.l, cd aïlivò nel GlOvedì Sanma B
llJnd. 
B 1111berga: adunqu
 nell' alUlO pn:ftnte :irrl\'Q coh, e non gi.l nel pre- ad ,1I.m 14. 
cl:dl:nre. Pel CIOCl. hè neB' :mno J') 19. la Parqua cadde nel d, 2.9. di 
u,J::.jt'7 s. 
Marzo, e in quell'anno fi ctlLhro effa nd d, 17., d' Aprile: Ne \,0- A,t;I.VVtrc; 
gllo taccre, ch
 viene anchc Cltat.. I.. V 1[01 di S
 1\IeinwerC0 V 
fco- Qp4,{ LÚb. 
vo di Paderbona (g), ,per compro\'ar I' .1pinlOne de' tiH.idt tti fofienitori nrr",m T. 1. 
d 11 ' · " 11 ,! ',. h d tr '- I Scr'þ/1r. 
C anoo 1019. N.J.t que a v l[a, quanu am: e lCt:llC CIO c lC preten- JJn<nS1:i:Ù;. 
d{Jno, 



,6 ANN A LID' I TAL I A. 
rl'A Volg, d!,no, cf:fcndo fcritt'1 l1e1 Secolo rll!Tcgu
nrc, non può chiam,rG un 
ANNO IOlQ, rctlåmol1lo inf.:!lltb1le di qud cbe cerchiamo. GIrre dl chc tors' anche 
qu:.:\la va d' accorJo coll' opinione mia, íèorgendoG, che il medclìmo 
Autore aU' al1no fuf1èguentc metre il ralT.1.gg1o a mlglior vita del fud- 
deuo S,mt' Erihcno, 11 Cjual pure vienc lbhiliro neil' anno n2..r. Fra 
l' altrc cofc, che al
giu6l1c I' Amore d_'li 1 Vita fudletta di Samo Ar- 
rigo I mp:raJore, raCCOl}ta che nel l\1:nurrno di Pafqu2 il Patriarca 
J' /lqui,eia rtcltò la prim.l l.:7.ione, l' /lrcivc(c
'z;o di Ra'veml,. Ia lèconda, 
e il Papa la terza. E che p()lèia il Poruel1ce m::ddim') F 1/ /. Kalm- 
d,1S iH:zii B1.fi/icam in honore S,mfli Stcpb(l-Ji conJècravit; e 10 fte/To an- 
cora abblamo d 111' .-\utore dcl\a V it.! dJ S, \1ell1werco. 11 dì 2.+. d' A- 
prile -C:ìuì cnullzi'lto p.ù s' accorda coll.1 mi,l fudderta opinione. S.tg- 
giameme ollèrvò il Cardinal ß.uor.io, che fra i motivi per Ii qu,lli 
andü volentieri Pdpa B.?nc:dcrto, anCfJr qlldio \'i dovette e/Tcrc di com- 
muovere I' AUbulto Arrigo a candurrt: 0 fp
dirc una buona ,-\rmata 
p.?r f.u' argine .1 i progrdu de i Gnci. Circl il dì rrimo d' Ottobre 
nell' al11)O pre'cedentc era fucceduta, come dlccmmo, la disfatla del 
picciolo clercito dl 
clo. Tuno perciò anday:! a leconda d
 i Greci , 
; qu 111 nC'n folamente ricuperarona ql1anr() avcano perduro, ma CZi,iO- 
dio t;rarono nel loro parmo P :4zt/oJro IF, Principe di Capl1a. Scrivc 
(
) ü, 0- I' OHi:n(e (a): þ<"ttllm Capu211l!S Priilccps l,
te 1fer fa'ZJc7{/ Cofl.m/Ì1JopoJi- 
ji
tnl,
}lro- tano IJ.1!iiio, fecit irztcrim ficri cl'lves aureas, & ;ni lit ad ilium, um fe , 

;;: '3 8 .2., qua
4 CJ'VÌfatem CaplJ ljNim, Ïimno utJÎíJcrj-mJ PrÌilcip:z/um cjus pcr b.ec im- 
peno contradrl/s. 
l).IVJao ne gli occhi, c gran gelalÌa recav:mo a Papa B
ncdetto 
qudìi m1neggl cd aVln7.a
e,1(1 dc' Grcci, che Ilerdevano il 1M dorni- 
nio t1110 ad Alcnli j e lè mcrrcv 4 no il plt'de anche lopra il Principato 
dl Capua, già fc Ii fèmivl aile Pone di Romd. N ë era gi:1 da [pc' 
rare, che j Grcci .-\u

u(li ave/Tc:ro voluto lalclJr' a I P.lpi, fe Ii folfe- 
ro .impadronin di Rom,], qudla Signoria, che fcconda i patti con gl' 1 m- 
peradon d' Occidenle da pili dl due S.::coli gndC\'3. Pcro clavette il 
bU;ln Papa follecitare, per quanto pore:, I' Augullo Arrigo ad Implc- 
gar Ie (ue fone cantr.! di qucllJ Naziol1c, nemlCJ anco!'J de I Larini) 
b quale alpirava alJora a de i gr.1I1 \.oli. A1:>biam,) anche dol GlJbro (1)), 
che RodolflJ N 01 manna fugs'to da N orm.mdi,l a Rama con alg.u
nti. 
I. com pagni , ando :l trovar Pdpa 13,'11 
dctto V III. per cont.lrr!,h 1 IUol 
guai. i\.-1:1 il Papa cæpit ej 9uerd'lm cxponere de Græcorum irlvafiolle Ro- 
mani Imperii, e indu/Tc: quc' ..\oJ 1)1'111.\11'11 a mllitar contra dl loru. Por- 
(c) lUþ!41 rò intJnto la dlsgraZI.I, che Mclo uovanJofi 10 Gcnnaof1 per muo- 
l'rolØr
út4 verc qurlla eone contra de' Greci, infernHrofi <jUIVI nell' ann..., pre- 
i'1-ChrDI'1,;
o. rente cdsò di vivere. L'abbiam
 da Lupa Prorofpata (c). l:. Gugltel- 
(...I, G"Ii/
/- mo Pucrllcfe (d) )' acrcHa :mch' ea)i {crj"cndo d'dlò Meta, e deli' ()no
 
11:'11 Ap4/1S 0 " 0 
lib. I. de re f.l.ttagh alla (epoltu ra, Ie fcguenu parole: 
NO/'lIMIl/:. 


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lib. 3. c. 


. 


At 



A H N A LID' I T ^ L I A. 



7 


At MeitH regreái pr.eventus morte nequivit j 
Henricus fipc/it Rex hum, ,# Regius rft mos j 
Funt:rÙ exftquias e
mitatlls lIå ufque {epulct'um, 
Carmine Regali tumulum decortJvit humalì. 
Nella Cronica del Protofpata egli è appellato Dux ..t1ptlli
, nè 
fcnza ragione. Q!Jefio titolo glid dicde I' Augutio Arrigo per premio 
del già operato, e per animarlo ad operare dl più: il che è da avver.. 
tire per intenderc, fe gli Augufii avclfero donato a i Papi il Ðucato 
di Benevento; e con CIÒ va concorde il fuddetto palfo di GI..bro col . 
fegucme. Altbiamo nella Vita d' e{fo fanto Imperadorc (a), benchè (a) Y:t 5 
non can tutta l' efattezza, che etro I mperadore Apu/iam (J Græcis diu Hmr;;; It; . 
po.lfeJ!åm, Roma1J() Imperio reeuper.vit, & eìdem. P,-ovinciæ 1fmae/em (vuol tRþ., 3. ;ø 
dire Melo) Ducem prttfecit, qui poflea in Babenbergenfì iDeo mOt'tuus, & .ARu S,,,,R. 
in CapitNlo majoris Mo>>afterii ft.'plIlIUS requieftit, in j)o11li
,. Ol
re a ciò 

. ";:::i. 
fappiamo dal Pro[Ofpata, chc In quefl' anno I S.traccm a(fedlarono Ja 
CJttà di Bifignan8, c la fottomifero al loro dominio: ficchè e Greci 
e Mori mJlmenavano forte queUe comrade. Spezialmente poi in que- 
fii tempi 6 ttudiavano i Principi e gran Signori di pelare or fOdve- 
mente or violentemente Ie Chiefe. La rnamera foave era queI:a di pren- 
derc i loco beni e Caílella a livello con promenere un' annuo canone, 
e inumo donar qualche terra in proprie[
 ad effi Luoghi ':&cri, per 
indurre i Vefcovi e gli Abbati col picciolo prefente vantaggio a li- 
"ellar' em beni, I' ufufru[[o dc' quali mai più non foleva arravare a con. 
Colidarú col diretto dominio. Uno de i gran caeciatori di uli beni già 
ho detto, che era il Marcheft ßtnifazio, Padre pofcla della gloCloe.. 
Contdfa Matilda. Può effere motivo c.li fiupore l' o !fer v are , quante 
Caílella, Corti, Chiefe lkc. egli carpitre al folo Vefcovato di Reg- 
gio. Ne ho io pubblicata la litla (b). Altrcnanto, 0 poco meno do. (b) -I'milf'!' 
vette egli fare co' Vefcovi di Modena, Parma, Cremona, Mantova, flallt. 6 Dif 
cd altre Città circonvicine. Ed in queft' anno "ppuneo egli ottenne a trl. ) . 
livello da Wari"o, 0 fta Guarino V clCovo di Modena Medietatem de 
Monte unfJ, qui dÙilur Barelli, ubi anlea Cafirum ediþcalum filii, eU11l 
foffitum in parle Ûrçu11ldatu1JI. 


Ell." Vo'g, 
ANNO 102.0'. 


Anno di C RI S T 0 MXXI. Indizione IV. 
di BEN E D E T TO VIII. Papa 10. 
di A R 
 I G 0 II. Re di Gernlania 20. Imp. 8. 


A Rdevano dj voglia i Greci di avere in lor mana Datto, cbc già 
, dicemmo uno de' Princlpali della Puglia, ribcllati alb 101 figno- 
ria, e parente del defunto Melo. Dopo l' infelicc battaglia di Canne, 
Tom. PI. H pcr 



S'8 ANN A L I D t I TAL I A. 
:!: II. A Volg. reI' attef1:ato dell'Of1:ienfe e..), s' era egli ritirato colla fua Farniglìa fotto 
fNN' 1011. la proreÚone di .'\tenolfo Abbate di Monte Cafino. Ma po(cia Para 
;';lIv
toJtf- 
cn
Jetto VIII, J?erehè il conofcevi fedde all' Imperadore t\rrigo, 
1" (, 37. f.!J' II r:n ,fe alla cunodl
 della Torre del Garig1iano, qua.m ide", Papa tunc 
38. r
tmebat, con !ileum N<>tmanni. Che fece it Cat:.lpano Gre-eo B()Ùmo 
(10 ne
o. è c
e Bugiana) per averlo? Guadagnò con danari- Pa.ndlJifo 
1I. PnnClpe, dt Capua, aceiocchè gli permettdre di pr
ndcrc il mifcro 
Darto. All' Improvvifo dunque arrivato colle fue foJdatefcbe fono quella 

orre" cominciò a tormentarJa con a/1ah:i e rnacchine. Per due gior- 
ßl fi d.{ef('ro quei di dentro, ma in fine colla Torre rimafe[o p.-di . 
· Aile preghiere dell' Abbate Atenolfo lafciò Bugiano la libertà a i N 01'- 
(b) Lu,us, ma
ni; ma Datto (&) fra 1(' catcne, e fopra un' Afindlo, condono a 
!mofpRta Ban nel dì t r. di Giugno, a guifa de' parricidi cl1 iufo in un (aceo di 
mchrOllICo. ' fì " S d ) ' A 1 . d . P 'î. ( ) M 
( C) .AnnAl. CUOIO U glt
:!tn II:' mare. econ o. g I noo I 1 UI , . avea u- 
h[4n. T. J'1. getto Re de Mon, 0 pur 
 come 10 err-do, Corfaro rotente, rrefo 
l<,r, lJaJiI. ndl'smno precedenre Cafie! Gicwal'lf'li (førfe in S2fdeg.na) che era fouq 
J" ArcivcfeovQ di Milano. Nr-Wanflo preft'ntc foi eon podnofà .-\1'- 
mata di navi tnrnò in Sardegna. AlInrn i P,fani, tirati in legd i Ge
 
nove{i" coorra di quefio C01T\Une n('mien., (ano un gr"-làde sf 01 7..0 dl {JaVi 
e di 
ente, il caccbrono dall' I fola., e m3ggiorrne.nre pofcia ane
el 0 a 
ß:abilirfi e fonific:nfi' in quella vaf1a Hola. II ricco tc-foro d' dIn Mu- 
getto, \"Cnuto al1e loro mani, fu da eAi ceduro ai Genovefi in paga- 
mento de11e 101'0 f
re e f.'niche. II Trtlnci Stolico PI(aRD fcrive (d), 
che Mligetto in quefl'anr.o s'imradronì dí nnovo- deUa 
ard('
n
, 
 
che nel rr-
u(nte ne fu. cQcciaro. E quì cnmbanono gh Stonel dl 
Pif.'1 con quci di Gencwa, prerendl'.'ndo i primi, (;hc niun diri[,to ac- 
qui fL\frero i Genovefi lÏ\pra Ja SardcJ!:na, e gli altri foO:enendo 11 con- 
[Tario: inrorno a che Ii lafc("remo du
nare. Se parimenre vng\iam ere- 
d
re ,al Tronci (uJdetto, i Pirani d;vif
ro poi cp.leU. Iîola in quattro 
Giudicati. che (rtrom dati in gove.rno (I "Iulltfro Nohi/j p
ra1'Ji, cic.è 
i 
Cagli
,.i, di GIl!IMr
, di .A'b()r
lI, t Ji '1Qr,j, volgarmeme d!:tto S(gërl. 
E fali Git
Jici arriVllrfJ11D IJ. tanto fafltl, ,he før()n(J a>>&ht nont;,zat! Reg;, 
, Ie foro i\logli Regine, Ma t{"mo io forte, che non ftL
 v.<<.11 ficure 
rali (}Otizie, dappoichè ho a1rrove Farro vedere e t ), ehe In qudl o me- 
ddimo Secolo. v' era in Sardegna la divifion de i GiudicÄti, c che 
qlJ
i Giudici ufavano anehe liberamente it titolo di Re, il che punto 
non conviene a chi lInicamente fofTe (tato Governatore di que:lle con- 
trade per la Repubblica Pifana. Olrre di che non \/' ha ne gli Ani di 
quei Giudici 0 Re, rnenomo vefiigio di dipendenza. da Pira. Anzi d
 
un Farro narraro daH'Ofiienfe ef) circa l'aooo. IC6J. fi fcorge. che 1 
Pifaoi miravano con invidia i Sardi, ed aveano ncmicizia con BJrafo- 
ne Re di quell' Ifob. Però fi può fofpettdre, che moIro più t,ardi la 
potenza. de' PiÎani fifTafTe il picde nella, Sardegna; 0 almeno memer
b- 
be quefto puo-tO d' effere più fodamenre chiamato ad c:r.'1me. L' In: 
fulto f,Hto alia Tom= del Gari"liano colla prela c mom: cruJc1e dl 
Doltto do\cttc: folf riofof;lare Itdlanze c preghicre di Papa, B
ne1e!1D 
rIll. 


(d) TTÐllci 
.Alana I. ,,.. 
[01". 


(e) .Antiqu. 
balie. Vi!.... 
ftrt. 5. (;]'. 
31.. 


en LtÐ 0... 
filmfìs 
Chronic. 
l,b. 3. c. 13. 



ANN A LID' I TAL t A. ,9 
PIll. an' Augufio Arrigo, perchè accorrdfc alIa difefa deWit-alia 0- ERA Vol
. 
rientale, che era in ma'nifeUo pcricola di petderfi. Perciò Arrigo., Ar.so IQU. 
ficcomc fcrive Leónc Ollienfe (d), reputans /èCllm, .fore ut Gr
ci amijJ'I (-) 14 
.ðPllli. ae Principatu, Romam quoque maturaJ7nt, Jtaliamque totam fim!ll li
. l..em 
amiUet'et (41:) dccerminò di tornare, eben' armato in Italia. Comune- 
mente il Sigonio, il Buanio, il Padre Pilgi ed altri banno fcritto, 
ch' eg1i vcniff"e fobmente nell' anno fegucnte. 
Ma fi ha a tenere per cerro, che la fua carata fu nell' A utunno 
dcB' '4ono prc[ente, fotto il quale Ermanno ConCratto (.) racconta che (b' Hep'- 
Flt?11"íÏcus I'lItJerafor in Italiat1l 'txptditiomm 'lnO'EJÌf. E I' Ann}jfia SafTo- mifnnru 
ne (t) ag ì3 i;Jgne, ch' eglt Natale Domini celebravit il1 Ita/ia. A bbiamo C d 
n
rat1us 
, , L " e III,n. 
m oltre ocumentl, cbe ct ne a
cut'ano. Ho fO prod otto un mfigne Canifti 
Placito (4), da lui fidTo tenuto 10 V crona, L1nllo pr
djé1i D(}mni Hein- (c) .Ann.l. 
rici gÚJriofijJimi Imperatoris Dt. propÙiø, hie in Ita/ia, OElû'Vo, SexttJ Sax, alt4d 
die l11enjis Decembris, Indiflione Y. cominciata ncl Settembrc: di qudl' fd
a
d"m h'- 
anno. Dc
ño è d' effere rapponaro quì il principia di queW ana: tà' Efi:

: ' 
Dum in Dâ nomine foris, (5 '10n "I11;Ûtum longe U,.bis J.TerOt
ìlJis., ;;1 [0- P. I. t. 14. 
/ario proprio beati!fìmi Sanéli Zenonis Confe.lforis Ch1iJli, quod eflcol1flru- 
Rum juxta pt'ædiflum MonllJlerium Sana; Zenonis Confellõris ChrifJi, in 
cilminata dormi/ot'ia ad Regalem impet'ium in judicio rcjideret Domnus g/o- 
rioftJlimus Heinricus Romano1"um /mpet'ator AugufluI, unicui'jue Juflitias 
'iacimdas, bac Jelibera"ndas, reftde
tibus 
um 
o Dom
us Popo {ànflæ Aqui- 
Icgenfts Ecclejiæ PafYlarca. Fermlamocl qUI per dire, che non merita- 
Va cenÎura 11 Sigonio, per avere fcrino, che Arrigo paísò in Iralia 
cum Pili'{rìllo ColonienJi, {1 .p(Jppone Aquiltjenþ Præfuiibus, con preten- 
dedi, che non Poppone Patriarca d' AqUlleia, ma bensì Poppo1Je aHara 
Arcivdcovo di Treveri, ignorato dal Sigonio, quegli foíTe, 'Che ac- 
compagnò in tale fpedi2.ÌOt1e l' lmperadare. Perchè i' Ollienfe chiamò 
ArcívtfcO'l.J' quefio Porpone, perciò fi è credmo, che s':JagIiaífe il 
Sigonio. II Browero (i') anch' egli (e pofcia il Padre Mabillone (f)) (e) 'ßrÐVV4Þ 
fo
da[O 
olam:n
e 1"01'ra quella p
rola. dell', Oltienfe, <juaficl:è il Pa- r.;:'v;;:nn;'. 
tnarca d AqulleJa non fotfe mch eglt Arclvefcovo, fi 6guro, che il Tom. 1. 
fuo Porponc veni(fe in Italia, e feeo menaffe un groífo -corpo di trup- 
f) Mabin 
pe. Ma noi quì "bbiam d1iaramente P01P01l1 Patriarca d' Â1uileillo al ': A,n
?', 
, d II "' I d ., 1 , 11 'Î. d ' T ' ..MedlC.In. 
corregglO e mpera ore, e non gla arClvelCOVO I reven e 
però fa-Ida faldiffima refia I' a(fcrz.ion del Sigonio. Seguitano Ie par
le 
del Placito,,: Pelegrillus CO/(Jnie
fts, EribETtus lvlediolanenfts, fané!arum 
Dei Eulefillrum ./Jrebiepifcopis, <JohanNs Perollenjis, Leu f/crce/lenjis, Si- 
gi1lfadus PlaC
nli11tts, lle1lricus Parmenjis, At'lm/dus crervianenfis (di Tri- 
vigi) E"í1JÙ'geriu
 Ce1U!d

/is, Rigiz/J Feltrenjis, Lttdo'Dicus ßeJIunenjis., 
H 2; Ugo 


(.) fico pmfando, chI j Greci perduta 1(1 Puglia, e" I PrincipatD, fi fa- 
rebbrro aflrlttati tlneo,. verfo Rom.., ed 
vtrebbe infieme ptrduto tuftll 
I' Italia. 



(a) A"tiqu, 
lla/ic. Dif- 
firl. 73. 


60 ANN A LID' I TAL I A. 
F.. A Yolg. Ugø Marchio &c. de'Marche6 d'ltalia non fi trovò in tal' occaftone 
^IiiKO IGU. a corceggi
re Arri
o, fe non Ugo, uno d
 gli Amenati della Cafa d' E- 
ne, dl CUI rornera occaGon di parlare. Fra i pochi, che fottofcrilTe- 
ro, ft legge an cora Ugo Marchio, Era, come "bbi:1m veduro, l'lm- 
per.:ldore in V crona nd d) 6. di Dicembre. 10 il truoVo nei dì 10_ 
d' elTo Mefe in Mantova, ciò cofiando da un fuo Diploma, dato da 
('{fo Augufio in favore d'ltolfo V cfcovo di qudla Ciuà, e da me pub- 
blicaro (a), Ie cui Note guafie, da me allora non eCaminate, convien 
ora raddirizzare. Tali fon elTe nella c<'pia, ch'io n'ebbi: Data IIII. 
ldus Dece11lhris, Indi8ione r. .Anno DominiclI! Incarnation. Jl.1XX. Ã1111Ð 
Domn; Heinrici Regnantis XP Ill, Imperii 'Z.'Ct'O r J I. 4élum A/antu
 in 
Pa/atia ejufdcm Epiftopi. I.: Indizione V. cominciar:\ nel Sr-ncmbre ei 
dà a conofcere, che nell' Originale farà 11-:110 ferino Annø Døminic
 
lnulrnation;s MXXI. &c. Regnanfis XX. Imperii YlJI. 


Anno di C R 1ST 0 MXXtI. Indizione v. 
di BEN E D F. T T 0 VIII. Papa I 1. 
di ARRIGO II. Re di Germania 11. Imper. 9- 


. 
N El Gennaio ðdl' Anno prcfcme col fuo poderofo efercito ,conti- 
(b), ZII nuò I' Augufio Arrigo il fuo viaggio alia volta della PuglIa. (
) 
oftlt1JfÌl Per la Marca di Camerino inviò il Patriarca Pop pone con quindici- 
elm". I. :a. mila eombattenti eontr:l de' Greci; e per quella di Spolcri, e del Du- 
..p. 39. cato Romano Cpedì Piligrino, 0 fia Piligrimo Arcivefcovo di Colonia 
con altri vt:'ncimila armati verfo Monte Calino e verfo Capua, ad oJ?,- 
gerto di prenderc A tcnolfo A bb:ne, e il Principe di Capua Pandolfo J? 
fuo FrateHo, amendue procJamaci come fegreti fautori dc' G reci, c 
che avelTero tt:'nuta mana aHa morce di Datto. L' Abbate non volle 
afpectar quefio turbine, e fe ne fuggì ad Otranto con d,fegno di 1?af:' 
fare a Cofiantinopoli. Ma imbarcato6 e colto da una fiera burafca, 
Jafciò con tutti i fuoi la vita in marc. Saputafi daU' Arcivcfcovo la 
di lui fuga, per timore, che Pandolfo Principe non gli .fcappaffe.da,lle 
mani, con isforzata marcia arrivò folto Capua, e la cmfe d' aßedlo. 
Allora Pandolfo, che fapea d'elTcr6 colle fue iniquità comperato 1'0- 
dio de i Capuani, anzi era informato, che macchinavano di tradirlo, 
Ja feee da difinvoltoj ed affidato 6 venne a metterc in mano deU' ^r- 
civefcovo Piligrino, con dire, che gli dava I' animo di gil1{1:Jfica
fi delle 
imputazioni dilTeminate contra di lui. Intanto l' Augullo ArrIgo era 
pa{fato all' alTedio di Troia, Città, che, quamunque non folTero peran- 
che terminate Ie incominciate fonificazioni, pure tante n' avea, e si 
copiofo prdidio di Grcci, che 6 accinCe ad una gagliarda. difefa. SottG 
a quella Citca fu a Jui prcfentato i-I Principe di Capua, 11 quale poco 
mancò, cbe non vi lafciaffe la tefia, pcrchè cODdennato a morte: diAl 
plC- 



ANN A LID' I TAL I A. 6 I 
Fieno ConGglio. Ma cotanto fi adoperò I' A.rcivefcovo di Colania, E. A V0J
. 
gelofo del iàlvocondotto a Iui dato, che gli guad:Jgnò la vita. pono .ANNO 1012.. 
nundtmeno in catene, fu dipoi menato prigione in Germania. Ma n:)n 
fi dee tralafciar, ehe prima d'imprendere I' aíTedio di Troia, l'lmpe- 
radorc= Arrigo, per 3neftaro di Lupo Protofpara (a), giunfe di Marzo (a) LUpl" 
a B
nevento, dove da Landolfo Principe, e eome Jafciò fCflno Epi- 
rol h ofþa
a 
d ( L ) B ' l '7, h ;/: ifi firfi " mC ronlfD. 
anno .. , a ene'VcntantS gratu antillus onorlpee ac magm ce U "p,tur, (b) He!;- 
e fu riconokiuto ivi per Sovrano. Di qucflo ancora ci refiano buone Ja,mul .AfS- 
tcthmonianze ne'Documenti di quelle conrrade, v('dendofi il fuo no- r:a1. Im
. 
me ne' pubblici comratri d' allora, e trovandofi de' Placiti tenuti da mler Sm- 
lui per I' amminiChazione dell:1 giullizia in queUe parti. Uno di quefii 

:
:
. 
f1 legge nella Cronica del Moniftero del Voiturno (c), tenuto in ter- (c) chroni,. 
,.ilQriQ Bene'Vtntano in locum, qui nomintltar ad Cllmpum de Petra, ibifjul VultunleJJf. 
;11 pr
ftntitl Domni Hem'ici Serefli./Jimi Impet'atoris &c. Fu ferino quel P. II. T 1 : 1. 
G ' d ' " 1. T. ' D " fl' 1 ,r, Ch iJlj; MXX Iter. Ita If. 
lU Icato J.ßnno afl .ßncarnatlone Oi'llInt no/.rl eJu rI I unt II. 
& Imperante DOTIIlZo Henrieo Sereni1Jimo ImpercJtore ..-tugu 0, Anno 111- 
perii ,jus Deo prQpitifJ in llalia Ofla';)o, & diiS I'r1mft FlbruRrii per In- 
Jiéli,n. IV. (Icrivi V.) ARum in territoriI) Bene'Ventano. Un a}rro Pla- 
cito tenne' nd l\1efe di Mãrzo di quell' anno in Balva Domnus .A1IIbro- 
flus, !,Û eft MiffU5-, & Cap
JjanUJ D
mni Henrici 1mperatoris .Augu(li. 
Un altro pari me me in eíTa. Cronica fi legge, tenuto nell' .Aprile dell' 
Anno prcfeme da Leone Vefcovo di VercGlli, e da un altro Vefcovo 
deputati II pr4c!nra pOlefialc Sereniffimi Einriâ Augufti, in territoria .Be- 
nl".Jentano juxta E,clejiam SanEli Pet,.,i A/oj/oli, filus propinquo hane .Be- 
neventi Civitatem &c. Ci fa al1che vedere un Diploma d' efTo t\ugufio 
in favore del Monifiero di Santa Sofia di Benevento, rapporrato dall' 
Ughelli (d), che il medefirno foggiornav:a in Bcnevt'nto PI. UU! Mar- (d) Ut/ ull . 
tü, Pofefi dunque I'lmreradore aU' afTedio deUa Cina di Troia, valo- Ital. S:cr. 
r. d 'l" r. d ' C ' di . d 11 " G d . Tim, ,111. 
fOl:1meote lrCla :1 que Itta OJ, e a a guarmglone reca, I modo ;n .Archi,þ;- 
cbe per tre mcli convenoe tener ivi il campo (;on gran difagio de gli f",. 
ene- 
afTedianti , e non mtnon= degli affcdiati. Radolfo Glabro (eo), Storico 'fJtntan. 
di quelb tempi, defcrive un tal afTedio. Era tormenura Ia Cinà da (e
 rider: 
j m..mgani, e OJ altre macchine di guerra. Ufcirono i Cittadini, e ne :;' :. . 3. 
fecero un faJò: perldchè montato forte in collen l' lmperadore,. feee ' 
prepararne dell' altre coperte di crudo cuoio e cominuar Ie offefe. 
lndarno furono invitati i difenfori alla refa can buone condizioni: s' 0- 
fiinarono effi; perchè lor fi faceva credere imminente un gagliardo 
foccorfo. Per quefio impa'l.iematofi l' I mper.adorc:, gti ufd di bocca" 
che fe potea. meuere i\ piede in que11a Città, votea mandar tutti 
quanti a fil di frada. Ma non' potendo più i Cittadini, aHora Ii ri- 
volfero a chiedc:re miièrirordia: al qual fine fpedirono fuori della Città, 
un Romito con dietro tutti i. lor fanciulli in procdIionc, che gricL1- 
vano Kirie e1eiJon, cioè Signore, "bbiate pietà. Arrigo colle Jagrime a 
gli occhi ordinò, che fi rimandafTero in Cirtà. Tornò il dì feguenre 
il Romito co' fanciulli, e colle ftefTe voei, ed ufciw I' J mperadore 
dal fuo padiglione 
 mm potè regg
n: a qucl tenero fl?ettacolo
 e per-, 
donò 



61. A N 14 A LID' I TAL I A. 

u Vo1g. donò a que' Cittadir:i: con che ahbatteífer,o quella parte, delle mura; 
ANNO JOU. cbe aveano f
na rch11enza alle fuc mlcchm::, e che pOI Ie rifaccllÌ;- 
(a) !.,ø 0- ro. Lafci.1to dunque ivi prctjdi
, e, rr
fi gh o,ttaggi, fc n
 Vl"Me a 
fl tnþs t. 1. Cap1J3, dove per atte1hto dell Olbenie (a), dlede qud principato a 
,.,. ..I. PaNdolfo Come di Tiano., feol.a che '5' oda, che Papa Benedetto V II J. 
pretendeíTc ivi giurisdi7.i
ne alcuna tC"mpora1e. Creo ancora Conti non 
tï fa.<Ii qual Lungo Stefano, Melo, e Pierro, N ipoti del già defun10 
Melo Duca d. Puglia, co' quali allogò qut:' pochi Normanm, .cht e- 
rano reUati in queUe c()ntude. 
DI là palso in compagnia del RomJoo Ponre1Ïce at Monill:et'o 
di Monte Cafino, dove tegm l' elel.ione dl Teobaldo Abbate, con- 
(eerato pofcia dal Papa. l-'atlva I' J mperadore de i gravi dolori, e- ne 
fu guanto rer interceffinne di S. Bcnedctto; per Ia -qual gral.ia fece 
de I -ricchi Tegali a quell'infigne Santuario. Rapporta il Potdre Gat- 
(b) Gatt,la tola (b) un Diploma 
a lui dat
 allo ItcíTo M?n,itlero. con '<}ueile No- 
Rift. J,4'lIA- te: 
1IØO ab ["carnallone Do 1/11 1 1 ,.1 X XII. IndlEtlone 'P. .A,11/0 
o Do- 
fl
r. c"þ- uni Heinrici Romanorum [mperat"ris ./Jugußi Secuvdi Regl1amis XXI. Im- 
1It7l[. P. I. ptrantis Quterll Nono. AEtum in A10nte Cajino. Non dla tàtlidlo ad a1- 
cuni il veder ivi fo[[ofcritto il Cancclher Teoderico 'l-'ice Ebbo>>is Pa- 
pembergenfis Epiftopi & ArcbÙappellani, q\1anJo ne gli altri Diplomi 
qucfto V cfcovo dl B.1mbcrga porta il nome -èi Eberardø, e di Archi- 
lam:e/lieTe, perciocchè Ehbone è 10 -tleíTo nome di Ebera-rdo; ed egli 
era anche ÃrcicappffJtanö dell' I mperadore, fe .pure in quetti t
mpi non 
era 10 fidfo it grado dl .Arâcanceliiere e di .Arcicappellano. Leggefi in 01- 
tre una Letter.! del meddimo Augutto a Papa Benedt:uo, in cui gli 
raccomanda efficacerncnre il Monittero Imperiale di Monte Cafino, 
fouofcritto colle fidfe Note cronologiche. Turri i -Copra t1arrati av- 
venimenri appartengono all' Anno prefcme; e fe il S'gonio Ii riferì 
aU' Anno feguente, non (i dee giå argomcnrare., che in lui mancaffc 
la <hligenza, ma bensì ,che gli mancarono moire Storie e [)ocu- 
mentì, de' quali noi godiamo ora, ditfoncrrar1 da gli Eruditi. Lo 
.fteíTo dee du'1Ï del Cardinal BJronio, il qU.llc ti 'figuro, che 1
 Impe- 
r.ldorc Arrigo fi trarrend1è lino aU' anno ff'gu
nre 11) halia, qUJndo è 
fuor di dubbio oggidi, ch' egli in queUo Ie ne tornò freuololamenre 
in Germania. Ma prima di accennare it fuo viaggio com.jen qur av- 
vertire., avere fcriuo Epidanno (c), Monaco dl S. Gallo in quefio 
Sc:cølo, che l' Augullo Arrigo (.) 'l'rojam, Capuam, SaJer.nltm, Nea- 
pDtim, Urbes Imperii fui ad Gt'
CO
 d
fiClentts ad deditiWJem coegir. Che 
ancbe Gu.
imiZ"w III. P.rmclpe .d. Salerno, atterrno d.lh
 e1c:mpio di 
Capua, riconofcc:íTe per ruo 
ovrano l' Jmpcraàorc:, nitma dlfficultà ho 
(d) ,.Anti,: a crederlo. Lcgg(.(i [Unavia un Diploma (d) d' et1õ Arrigo, conce- 

t"t". Dif- duto ad .Amato U. Arcivcfcovo di Salerno, dove è chiamatG Fidelil 
J

 
" 


(c) Htpi- 
tlll""US in 
.Ji l'I"al. 
6rrv. 


(.) coflrinft allå re(a crrøja, Cllpua, SaliTno, Napo j, Cilt
 del ft. im- 
perio ,hI fi yibdlavatlo a i Gt eci. 



A N MAL t D' I TAL 1 A 
 63 
nofler, dato Pridie Kalendas 'Junii, lndiflione V. CIOe. neU' Anno pre- EllA. VogI. 
feme coil' AElum 
roje. Potn:bbe folo dubitarfi d. Napoli, Ma ab- ANNO IOU. 
biamo ancor.\ Ermcmno Contratto, che 10 conferma con ifcrivere fotro 
il prefente Anno: (a) Benevent,111I inlravit. 'lrojam oppidum oppllgnavil & (3) Htrman- 
æpit; Neapolim, Capuam, SaløYnum-, aJzaffJ..ue eo /ocorum Civitates ;n de- "US C!ønlta- 
ditiollem omlles accepit'. (I) 
;: '''c Ch
. 
Era già inl()rra durante l' a/Tedio di Troia la pc{1:e, 0 pure una I , IIni[., 
epidemia neU' efercito dell' Augufio, e qUt'fio aveva anche fervito a 
lui dl maggiore irnpul(o a perdonare a quel Popolo', per isbrigarfi da 
quc' contorni. Si mire dunque in viaggio alia volta della Germania" 
e dovette paff"are per h Tofcana... avendo io pubblicato un fuo Di- 
ploma (b) in favore de' Benedettini di Arezzo, d&to X. Ka/endas Au- (b) ,.Anti,,,. 
g.;7;, Anno 112carlUllÌonis Domil1ic
 A1XXi I. IndifiÙme Y. Ann' Domn; ItalIC. DI{- 
HcinrÙ-i Regnantis Seculldi XXI. Imperii 'Vero rUIJ. AElm. Pri'Z)arÙ
 (crt. 63. 
;Jl C,mita/u Lucenfte. Perchè a cagion de' calori d' halia crebbc nell' 
Armata Impel1ale l' epidt'rnia, che ne fece graf1de ftrage, Arrigo in 
[ren:), e con poche gu;\rdie (z.) Alpium cacllminrJ citattJ transgreditur 
fWjil, come s' ha dall",\nmhfla, r: dal Cronologo S.tff"oni (c), e giut1to (c) .Auali- 
in Germa.nia raunò un numerofo Concilio di Vefcovi. Credc: il Pa- fta Saxil . 
dre Solerio della Compagnia di Gesù (d}, che ral Conci
io fia flato s Chronogr. 
queUo di SalingenC1:ad, pubblicaro,dal Labbè nel Torno IX. de' Con- (d)o. ..4éla 
Cilj, e teGU{O nel dì 12.'. d' Agofio ddl"Anno pretènte. Ma fe Arri- Sanélilr
m 
g Ot come abbiam veduto, nd dì 11': di Lu g lio era. tuttavia ne1 ter- Bol./Il,!dl 
, . d ' L n. bb d r.. I ' n. ad tllem 
fI,[Qn
' I ucea, re ere, e a 
lam!l1a
e', come .eg I potCIJC com- XlV. JU Iii. , 
piece In tempo.sl I1:relto II fuo vlagglo In Germ-3ma, e l'-adunamento 
di ranti PrcJati a que! Concilio. 01tre di che in Saliflgenftad" non fi 
tr.ovò fc: non l' Arc:iv
fcov.o <.Ii Mag r '>nZ1 con cinque fuoi fuffraganei: 
laddove quel di Arrigo fu compo{1:o di moltiffirni Vefcovi. Nd Metè 
di Dlcembrc: dell' Anno pref
nre il Marchefe BonifaÛ
, Padre della 
eonrdra Ma.tilda, infieme con Richilda Conteffa fua Moglie, prcfe a 
liveilo. da Larrdolfo Ve(covo di Cremona due Corti (t') cum caßro inihi: (e) .Arrtiq. 
habente, e cplla. lor Pi=ve; ed all'incontro egli cedètte al Vefèrwo Italic. DI[. 
1a Coree di Pladena, Patria del celebre Storieo Bartolomeo Platiòa. fin. 3 6 . 
At1ìilè a1 contrat{o 
ad011e Conte di V crona.. Kin queni tempi fiorì 
nel l\1onifiero della Pompofa Guido :\ bbate rinomato per la fua ranti. 
tà, ficcome ancor.l Guido Mi)naco di patria A retino, a cui ha non 
poche obbligåzioni il Canto Fenno, da Jui riformato, ed infegn"1to 
colle fue regole. Truo...aCi tl.Htavia fcriito a penna- un fuo' Trattaro 
de i\1ufial col rj((}lo di :Wic,.o/ôgus, di cui ancora fa, menz.ion' Donizone 
nelia V Ita del1a CORtetra Matilda.. 


Anno 


(1) Entrò in Bene'VeNto, combattè e--pre{e 'I'roja; preft in IIrreJå'Napoli, 
C1IPUII, Sa,ern" e tutte Ie a/Ire Città. cir,01J'Vjcine ._ 


(2.) a marÛa forzata. .//repaffd ie cime dtll' /llpi._ 



6.,. 


ANN A LID' I TAL I A. 


Anno di C 
 1ST 0 MXXI I I. Indizione VI. 
di BENEDETTO VIII. Papa 12.. 
di All RIG 0 II. Re di Germania 12. Imp. 10. 


J!u Vol!:. S Econdochè abbiam da\ predetto Donizone (a), ebbe il Marchefe 
ANNO 1013. Bonifazio, Padre dclla poco fa mcntovata MatiJda, due Fratdli . 
(a} D.n;,"-' L'uno fu, non 'I'øba/do, come ieriífe il Padre Pagi (b), ma 'Iêodaldo, 
".',. 
"'
- 0 fia 'I'edald(J, .chc Vefcovo di Arezl.o vien lodato da quello Storico 
:
.u;. c. a;.. per la iua Religione, Continenza, ,cd av\'crfione a i Simoniaci. Q..ueO:i 
V' 6. nell' anno pre[ente fej:e una Donazlone a i Benedettini d' .
rczzo (c), 

b) "'!t,ÏIIS Aknft AlIgNfti lndjéfjone Sexta, da me data aHa Juce. L' ahro cioè 
'j crltlc' l Cor''Izdo, era giovane di moho fuoco. Cc:rcarono gli emuli di queila 
;1I,

n.. }.'arnlglia di metter la di[co
dia fra dfo lui, e Bonifazio Fratello mag- 
(C) .A,,'ii'" giore, ma lora non venne fa no . Non fi sa poi nè il tempo nè il per- 
JIIII;c. Dif- chè, lì fece una gran raunata di, g
nte ex Rtgno toto contra di qudli 
I"', 3 6 . due Fratdli, che venne a trovarh hno a CO'lJiolo, un miglio e mezzo 
lungi da Reggio. Q!11vi iegui un fanguinofo fano d' armi, Bonifazio 
vi tece di molte: prodezze: pure gli con venne ritirarfi, {}uand' ecco 
ufcire di un boleo il fratello Corrado con cinqueCffito cavalli, che 
l'incoraggì a tornare in campo contra de' nemici. Rinforzoffi la bat- 
taglia, c tinalrnt:nte da i due Fratdli fu mdfa in rana I' ..\rrn.ua ne- 
mica. In quel conflitto riponò Corrado una ferita, che fu bensì cu- 
rataj ma pel'chè il giovane non s'tbbe riguardo a1cuno da Ii innanzi 
nd giocare e manglue, da lì a pill anni, p
ft plures ann,s, come s' ha 
da Dúnizone, (e non glà in quel falto d' armi, corne í"criffe il Sigo- 
l1io) dr" terita .il portQ all' altro Mondo nd dì I 
. di Luglio dell' 
anno IO
O. 


Ann; Terdeni tunc Pe,.hi Mille firm;. 
Ci porta queO:o a conofcere, che orarnai i Popoli della Lom- 
bardia cominclaviino a farlì gUt;rra l' uno all' altro, fenza di pendere da 
i MJnlttn Jmperiali, che governavano il Regno d'ltalia, e Ie parti- 
colari Città. 11 che non vuol dire, che i COl'\ti e Marchefi perddfC'ro 
la loro autorit'i. -Copra de' Popoli, ma anch' effi co i lor Popoli facea- 
110 gu.:rra a gh altri, e cOl11e fi può credere, fetJza chicderne l1cenza 
all' l mpcradon:; 11 che in addietro non Icgg1arno, chc ú, pra
ica(fe . 
E dl qui avvenne, 
he a poco a poco ando crefcendo 1 ardU1
cnto 
ne'Lombardi, con glUgnere finalrn.cnte, ficcorne vedrcmo, ad engere 
in RepubbiiLa Ie 101'0 Citt'à. C
>nÍ"ermò in qoelP anno I' L\ 
gu(lo .dr- 
(Ii) G.,t.,. ,.igo al M,)n.llao di Monte, C.'hnC?, e a'Tebaldo .1hbate dl qud facr
 
8:,'1. },fna- LUJgo tutti i fu.>i Pl1viìegJ con diploma dato Cd) II. NonaJ Januiirll 
ft!
i- Caft- Anno lJM1Ïnice lncarnal. A/XXJJ1. Á1IIiO 'lJerD Domn; Hr:nm; .Regt.an- 
.
fJJ' p. I. IiI 



ANN A LID' I TAL I A. 6, 
tis XXI. Imperii vero (jus Fill!. bJijElione &,\ti1, ,Æ'1ili1J PCldcd,'Il;;- Eit 1\ "01... 
110n cioè in PaderborJu. Ci III anche conf
rvato il Regdtro dl Pictr.> ANNO 102....;.., 
Dia
ono dil1t'nte in quell' inlìgne B lJ:a il Dipl 1n11, con cui dro 101- 
pcr,ldore N
l1.ï.S 1 
11:1
,:ji Indiiì!fJ;.e .f/l. 1: J11
l LJoìl
ini :\1 XX Ill. c
nce- 
clette PJinnpttJioli m.c/ltIJ, noftYlJ fjtl/dem hdclltJUJ dJlet7ls P
1fld:dfD & Jo- 
h'l:m; (ilio cjus, p,'incip.1tllm Capll:e Win omnibus ad cum pèrtÌílentibus, 
ita r:..Ûelicet ttt a-:"'[JJ ejUJ PandJlifus Icm'it, c\ccptis /lbbatibuJ Impel iali- 
bus faìJéli BencdiEli {
 A/onte CaJipo, & /mJflj f/hcemii. L
'P"l:li .1Ocar 
oueUa concellionc pnJlo il Padre Abbate G:mola, & è d

n\ di 
t- 
[
nta confidcrazionc. Nella copia dd Diplúnu, .con cui 10 l!el1ò Ar- 
riO"o Prin'o ua gl'lm
'erû.dori ii dIce, che ndl'anno 101+ confamò 
al
 Chicfa Ranuna i di ki Stû.ti, l:ggiamo in partibt/J Ctl'
JpalJjæ SOl'a 
AI'cn, AquÙlliií1, Arpj1Jum, Tb
ar..um, Capuam, Cinà compon
n[l il Frin
 
ci!':lto di Capoa. Ql,an
o clO tulT
 
.lto, n,on fi puo gii crcdclt: sì 
pri\.o dj memoria, ne Sl mallC,:.ìnte dl Rellgl,one Arrrgo l. J mperado- 
re (".Into, ch' egli avdìe dopo ,ll1vdhto d' clIa CaF:oa c del fuo Princi- 
p.ltO Pal/do/fo c Gi(j7..'tlì1ni (uo FlgllUolo. E fe pU,r fa[[;) l'a\'el1è, :1\Trcb. 
be recl.1mato il Romano Ponteficc:, del chc ,nIUO \'Cfilgio appariCce. 
Chc dunque fi ha da dm= d
lla COrl
 del l?lploma dell' anno 10(4. 
r:1ppona(a dll Cardinal ßjrol1lo? Abblamo pOl d.1 Lupo Protofp:1ra (a), (a) LUluS 
che in quell' an no vcnit Raya (0 fi.1 1?.'lyca) cum Saffari Criti Bm/lm !,rotoJp.1
a 
Jl,fenft 1unii, & obftdit earN ZlìlO die. Et amotj exm<<e comprcbender"rt In ChronIC'. 
Pe/agi.1.11um OPEidum. Et f.Jb:-jc
t
m ef! C
fltlllm
 in l\.ll1tu!a. Erano qucHi 
due alTedlatori di Bari, Pugh;:!l nbdh a 1 
recl, e nufCl lora di prende- 
re la Terra di Pdagiano, 0 fid dl Conghano, come ha un alrro tc/lo. 
Sotto qucfi' anno Poppone Patriarca d' Aquilcia, per qu,mto narra il 
Dandolo (b), fidacofi nell' appoggio dell' lmpcradore, mo{fc lire at Pa- (b) Dan
ul. 
tri.\rca di Grado davanti a Papa Benedetto, chiamandolo ufurpatore In ChrOlJICO. 
di que! titolo, e prerendendo
o fugge[[
 alia Sedia fi.n. Accadde, che 
:
. fc
:i,. 
p,e
 diífc,nfioni ,nate in V 
r:::zla, fu obbl!ga
o C!ltl11e Orft% Doge di 
T1urarfi III I fina come ehhato In compagma dl OrJò Patriarca di Gra. 
do fuo Fratello. Si prcvalfe Poppo
e dl. tal congiumura per emrarc 
call' armi in Grado, e dopo a\'ere ipoghato cd abauuto PIÙ d' una 
Chiefa ed alcuni Monilterj, quivi lafclo una guarnigione di fuoi fol- 
dati. A qudlo) colpo fi ravvidcro i Veneziani, (c forfe neW Anno fe. 
gueme) richiama[O!l p
ge .col Parriarc
 
ratello pafTarono 
on graodi. 
forze a Gr:ldo, e nplgharono quella Clt[a cd Ifola, con Ifcacciarne 
Ie genti del Pa[ri.uca d' Aquilcia. 


" ' ...\.--.. 
,-'- - v"ç- .'. 
-' - 
: 
 -.. 
-
.. 
:'c 
 ' , 
...,,,,, ..... 


Tom. V 1. 


I 


Anno 



66 


ANN A LID' I TAL I ^. 


Anno di CRISTO MXXIV. Indizionc VII. 
di G] 0 V ANN I XIX, Papa 1. 
di COR R ADO II. Re di Germania c d' Ital. I. 


FRA Volg. A . fi 11 R bb /1. 
" M ncarollo 111 q ue "anno a a epu lica Crilci:ma i fuoi due P ri- 
.."')0,0102.4- 
mi luminari, cioè il Papa e }' I mpcradore. ForCe il pnmo fu Pa- 
pa Benedetto VIII. che terminò il fuo Pontificato, per quanto (ì ere- 
(a' p.7:;ius de, nei MeCe di Giu!!no , come offervå il Pddre Pa g i (n). Ebbe P er 
old A"l/úJ. . . 
BarQn. l
ecet1òre Giovanni XIX. fopranominato Roma"o, Fratello del prede- 
(0 Gl"bcr funto Benedetto, ma Papa fcreditato da Glabro (b)) e d.II Cardinal Ba- 
H.j1, 1.4, ronlO (0), pcrchè di Laico, eh" egli, era, coll' interccl1ìonc della pe- 
cap I. cunu guadJgnati i \'oti, f.11ì CuI Trono Pontifieio. Uno eodem q ut die 
(c B.u:m, in & 
Annal. Ecc. Laicus & Pontifex fuit, dice Romoaldo S.tlernimno Cd), II che fu 
(d) R,omMI- contra gli antich. Canoni. Che l' aírun'l.ione fua feguifTe per la prepo- 
tlu S.1Icrn;- tenza de'Cl1nti TurcoIani, 10 fcrive il Porporato Annalirta, del che 
I.m'u 
hr. io non veggo Ie pruovc, Glabro folamente attcfia, che eu I' efficace 


;.. f;:.ljic. mezzo detÎ' oro, ehc il rortò in alto: e CjueHo dire, Ie e vero, fcrifee 
(el Wippo ehiunguc l'elel1è. Quanr() a1l'Imperadorc, abbiJmo da \Vippone (t'), 
in v.it. C
n.- da Erm:mno Co!ìtrano (n, e da alni :l!ìtichi S.torici, eh' egli fu ehia- 
r
d, S.l/lel. ma
o da Din ad un Rc
'no rni g liore nel dì I). di Lt:glio dell' anno 
(t}Htr7'Jlw-" I ' fi d 9-. 1 II - d I C ' " d . B b 
nUl Contra- prdentc, e g I U ata ICpO tura ne a lua pre' I c[[a Itra I am er- 
flusinChr.ga. Jmperadore, Ie cui moIre Vinù, e m.1f1ìmameme l'in(ìgne Pie- 
Illrt. Canif. tà, eoronaUl da varic gloriofe azioni, meritarono,. eh' egli forte aferi[- 
to ncl Catalogo de' Santi, con celebr.trfene 
:1chc la fL Ita nel di 14. 
d'dTo Mclï=,. giorno prob.tbilmeme della fua tèpolmra, Confegnå egli 
priml di O1orire a i Parenti I' Imperadricc Cu legonda fua Moghe, V cr- 
glOe, per quanto la fama divolgò, gu.llc I' a\!ca ric.:vm;1, Principcffa 
anch' c\la dotata di sì luminofe Virtù, che nnn men dd Mariro arri- 
vò a ccnfcguir la laurca de i Sami. Per gloria di lei, e per docu- 
memo delle thane vicende, aIle quali fono cfpofii anche i migliori t 
non fi vuol [Jccre, ehe cflsì {anm PrineipdJa (g) fu aecufata d'infe- 
deltà all' Augurto fuo Contorte. Si cfibi ella di provarc I'mnoecnza 
tua colla pruova del Fuoco, ufata in que'Seeoli d' ignoranoza; e però 
en' pi.:di nudl fenza ldiom
 alcuna paíTeggiå Copra dodlei fern roventi . 
1\1a dl Cjudlo gran farto, nè deIla vergmità di, Cunegnnda noi non 
abb:amo tclbmomo alcuno eontemporaneo, che ineonrrafiabilrneme ce 
ne ailicuri; cd ella porè fenza di quel1:o, effere Principdfa dl rara l
n- 
rid. Le Vire dc'S.lnti ferine lungo tempo dopo la lor mone fon 
Cuggette a varj riguardi., perehè la fama, chc cre1ce in andare 
 ag- 
gmgne talvo\ta quello che non [u. 
Venne dunque colla morre di Santo Arrigo a \'acarc 
&o01;mo col Regno della Germania c dell' Italia. L'dlcrc 


(g) Vito S. 
cunrgulld. 
up. 2.. 


I' Imperio 
egli man- 
cato 



ANN ALl D' I TAL I A. 67 
caro Ccnza prole, aprì il campo aIle prctcnlioni divar; Principi, C Fr I:"RA Volg. 
confegueme aHa difcorJi.1. Se
o:1do )' ,au,efia.ro dl \V IpP,one Stanco ANNO IO:!.4. 
di quclli meddìmi rempi 
a), I, due pl'1
clpah coacorreml f
rono 
ue (4) rri&þð 
COlloni, cioè du
 Cort'arli, , qu.th per dllltnZIOi1C erano appell.m i1 caglOn in Vii. 'Con- 
dell' età, I' uno il .\1aggiore, )' altro il Minore, ,Cugmi g'?rm mi. Era radi SaÚ&Ì. 
nato il magoiorc da Arrigo Ouca dell.. Francom:1, II fecondo da Cor- 
t'ado, che v
dt"mmo Dl1ca di Carinria e l\1archeJè dí V cran:!, am::n- 
due Fratelli, c Fratclli ancora di Gregorio V. Papol. Olto,,
 A 
 010 
de i Cuddetti due Lugini, Figliuolo dl Liutg.1rda nata da O.ran:: il 
Grande, fu anch' cgli Duea dl Fr.lnconia. Però quefii due Principi, 
ficcome difcendeoti dal fangue di Ottane I. Augutlo, fureno credmi 
i più proplj pe
 fuccedere; e ,fra queHi due c?mpctitori, fu amich
: 
volmcntc conchmfo, che queg1t farebbe Re, II qualc nporraffc pIU 
voti. Caddc pertanto l' clezlOne in Corrado il Maggiore, FIt;liuolo 
d' Arrigo, che fu poi appdl.\to per fopranome tl Saiico . Scrivo- 
no, che Arrigo Augufio nell' ultima fua infermità conugliò ,Ì Prin- 
cipi ad elcggere quelto, ficccrne Principe di gran valore e (cnno. E 
non furono già i Icne Eletwri, che djed
ro il Re alia Ge'm,lI1ia, ma 
bensì turti i Vefcovi, Duc.hi, e Principi di qucl Rt:gno, che concor- 
fero nella fcelta di llli, come a[[efia il rneddirno \V Jppone. Vi fllro- 
no invitari ancbe i Principi d' I [dlia, ma non giunfero a tempo. N el 
dì 8. di Setternbre in Magonza fcgllì b Coronazione Germanica l.B 
Corrado il Salico; e per aHora Ji racque il minore Corrado, benchè 
mal contento d' efJcrgli Hato pofpotlo. Ma 
ppena il Popolo di Pavia 
ebbe intefa la morte del (anto Jmperadore Arrigo, che ravvivando la 
non mai dlima rabbia per l' atroce danno inft"rtto da lui, 0 per dir 
meglio da' fuoi foJdati, alIa lora Città, nè fapendo qual' al[ra vende[[a 
f.Ire, proruppero in una foHevazione, e corli ad attCTrare it Palazzo 
Regale, 10 riduffero in un monte di pietre. 'func Papim(es in ttltionem 
incenfte Urbis, Regium, quod apud ipJos erat, deftruxere Pa!ariutlZ: fono 
parole 
i Arno,lfo, S[O:i
o 
111
n
rc (b). l!diJmO anche ,-lPippone (&J. (b) .Art>11if. 
Erat, dIce eglt, rn Ct'Vltate Paptenfi P a/atmm II 'fheodorrco Rcge mlro Hijlor. Me- 
opere conditum, ae poflen ab lmperatore Ottone :Tertio nimis adornatum . diolan. J. 2.. 
QueUo è il Palazzo, chc fecondo \Vippone diruparono i Pavdì Ne eaþ. I: 
dublto io. Siccome abbiam veduro al1' anno 1004, ref!ò incenerito nella f
 )::?[
 _ 
fedizionc- infona in Pavia il Regal Palazzo, e í Paveu furono conde!)- radi :>'alie;. 
nati a rifarlo, 0 pure a fabbricarne un nuovo. Così di Arrigo f('five 
Ugo 
lavi,nJacenlè (d): Papiam 'lJenien
, .ab eis miri 
peris P",!atium lib; d llu 0 
c
nJlm
 fecIt. Quefio d

quc, e non gla II Palazzo dl Teodenco, dian- 
/
vlm
e, 
ZI 1 ovmata, dovette pm venum:lmentc refi-ar neWannt) prefenre vit- in chro,lÍC/I 
tima del foror de' Pave Ii . PCI' altro motiïo anCOr.1. (bifogna confef- ad .A,m. 
farlo ) s'induffe quel Popolo a tal rifoJuzione; perciocchè i Reoali Pa- IOI]. 
lagi, uccomc altrove abbiam detto, (olcvano effere fuori delì
 Gmà 
primarie, a fine appul1to di Cchivar gli accidenri funefii, che per fUI 
mala forre provò Pavia; e perciò rincrefccva al Popolo Pavefe di vc- 
derc il {no piancaro nel euore dclla 101'0 Citrà. 9:'OtllfflfjUC Palatium 
I z. ( fe- 



68 ANN A LID' I r A L I A. 
1-: R A Yðlg. (Ccguira a dir 'V;pponc) u{fllt ad imum (tmd8melfti lapidem eruehant, 
\1';"'0 lO;!'). n
 qlli{quam Regum u!terius infra Civitate-11 ii/am Palatilm; pon
re dc&ro- 
vijjèt . 


Anno di CRISTO MXXV. IndizÌonc VIII. 
di G 10 V ANN I XIX. Papa 2. 
di COR R ADO II. Re di Germania 2.. 


N ON m!lncarono Principi d' lealia, chc concordi ncl genio cot 
PopolO) di Pavia abborrivano dt aver più in lralia Rc, 0 Jrnpe- 
mdori T
defchi, i quali do\'cano forCe parer 101'0 troppo gravofi. Fra 
quelli fpc7Íllmente ci fu iHaginfredo Marchere chi.mHimo di Sula, 
con Abieo Vefcovo d. Afii fuo Fratdlo, e i Marche.(ì Progenitori dclla 
(
, IJ
s1ius Car." d" Eíle, cinè U;;o, ed Alberto dzzo I. Siccome ol1ervò II Bcsb (a), 
d
 vtra jY/- {i volrarono eAi 
 Rr berto- Re di Francia, efibendo a lui la COJ'ûna del 
gm. Iillgm, R d ' I 1 . d I ' . iT" I d U F ' 
Rtg. egno' ta J3; e quan 0 a Ut non placcllc, a meno a go luo 1- 
gliuolo, già dichiar.1to Collega nel Regno. Ma egli non fc ne volle 
irnpacciarc, perchè non gh piaccva di tirarfi addoflo una guerra col 

b' Glabtr Rc Corrado. GJ:1hro (6) lèrive in rarlando del medctimo Ugo, che 
'ib. 3' c, 9. (I) ubiqlle provÌ1tci,Jrtlm perdffJS peroptabattlr a multis, præcipue ab italis, 
Ul jibi imperaret, in 1111p'erillm fublimarL E nc i verfi fatti topr<1 la- 
mone di lui 
 


Omnis qllem prona po{tebat ltalia, 
Cit'far tit jUftl pn)meret Regalia" 
Perdutll quefta fperanza, e tanto pill rerchè elTo giovinett o Ugo 
íù r:Jpito dJ.lla mone in quell:' anno net dì [7. di Settembre, palTaro- 
no que' M
lrche(j a tenrare Guglielmu iV, Duca d' :\quuama, 0 pure 
fuo FigllUoln Guglielmo P. Fulberto V cfcovo di Ch,mres COSI ne Icri- 
(c) Fulbtr- ve a RobettCl Rc di Francia (c). Guillelmus Piélavorllm Comes ( 10 
flU Rplflol. ftefTo è, rhe il Duca d' Aquitania) herus meUS loquatus eft mihi nupel' 
54. ()' H. diems, quod po(lquam Ita!i di/ceffirunt . vobis, tliffifi, 'it/od 'Vos Regem 
ÎJabertnt, petierunt Filium fuum ad Re.r:;em. f5Guibus We invitus coaEtuf- 
que refpondit, tandem. acquiejèere.ft voluntati eo;:um (1,). Ma per non 
imbar-, 


(I) pcr oJ!,ni Provincia invitato, era /;rtl11Jato, d.3 molti, che fqffe ÙIL1l:ullo 
all' Imperio, principl!llmeme dag/' It aliani, acciò Ii governajJe,. 
(2.) Guglielmo COllte di Poitieys mio Padïone mi diffe poc' anzi, che da. 
poichè gl'ltalian; fi partirono d8 Foi, difperando d'llver'Vi per Re, di- 
mandltnmo il fuo Figlio per Re. A i fjuali egli di mala voglia e for. 
zato rifþoft, cbe fir-a/mente condiftendevtl alia dl loro volontà... 



ANN A LID' I T ^ L I A. 60) 
imbarC:1ffi male a propofi[Q, fece il Duca Guglielmo avvir.ne per E 1\ to. Vol
. 
mezzo del Conte d' Angiò il Re Roberto ddl" dìblzion fJHagli d.l ANIoOO I

5. 
gl' 1 [aliani; e ch' egli I' acccnerebbe, qualnra it Re voldTe Cecondar- 
}'" e mu()
;;re all'armi i Duchi della L(')r
na contra il Rc Corrddo : 
al qll.}l bnc cgh offai\'J una huona Comma di danaro. N 
 _qt!lcfio 
gh banò. Volle in perrona \'cnir" egli in I [alia, per mcglio Icanda- 
g:iare þ)li :mimi e Ie fOfze di qudh Principi. Ma qui non trov.mdo 
quclla concordi.t, che occorreva in un'a1fare dl t3ma imponanza, e 
non gli piaccodo eerte condizioni, c.he fi dirnandavano d.l i Prmcipi 
haliani, fè ne [Ornò in Guienna, e fi diede a di
tàrc la telA ordit,t. 
In una Lettera (a) da lui Ccrina a Maginfredo Marchelc, gli dice: (a) Idem 

uod cæptum eft de. FiJiø meo, non videtur mihi ratflm fore, nec uttle) Epift. 58' 
nec hOilc.f/um. Gens cnim vejlra it
fida en. lllfidi
 grcs''Ves &lmtr.1- nus oriM: 
fur. Pero II prega dl rompt:re C0n buon garbo qudlo negozl:HO, Odah 
:lIlcnra Ademaro Monaco di Samo -Eparchlo, che nella lùa Cronica 
fcnvc: (b) At vero Ltmgobardi, .fine lmperattJl^Ïj' (H
nricí )gaviji, defiruunt 
Palatium Imperiale, quod erat Papi
, & jugum ímperatorium a fè exCd- 
tere volentes) venerunt 1'I1ulti NoóilifJres eurum coram Piéltlvam Ut'bem ad 
Wille/mum Ducem Aquitanorum, & eum {uper ft Re,
em, conftituere C1l- 
j11ebant. 
IÍ prudenrer ca,vens çum lrille/mo Comite Engolifm
 LaíJg(}bar- 
dorum .filJes penetravlI" & diu Placitum te/tens cum Ducibus Jtali
, nec in 
cis finem (0 PIÙ toU:o fidem) reperiens, /audem & honorem eorum pt.o l1i
 
hila duxit. Leone V deovo di V ereelli) uno dl quelli fu, che fi sbrac- 
ciò non poco) per tirare in lralia J' arnico fuo Duca d' Aquitania , 
Lcggeii una Lettera [aceta dd Duca ad e{fo Leone, nella quale Ve- 
I!endo poi al fÚio) Ccnve. ({) L
ngo
ar.dos no
 arguo deceptionis 
 r uanr (c' FlIlbm. 
111 me exercere vel/em. .f<!.ltln!um emm In tpfis fUlt) partum eraJ ntlhl Re- I:.}ift. 12..6. 
g,mm It,liÙe, ji unum [aeere volulj;em) quod nefas judicavi: fciJiçet, ut ex 
vo/uY/tate eorum EpiJèopls) qui eJ!cnf Italï
" deponerem, & aN,s rurflu 
illorum al'bitrio ele'!Jarem. Sed abfit) me rem hujusmodi fa.cet't &c. Ecco 
quanta fotfc la Pietl c tàviezz.a di quel Principe. 
In oecafione di quelb trattati p3tsÒ, come vedemmo, in Fran.. 
cia Ugo i1la1'che.fè, uno de gli Antenati Eflenfi, per indurre il Re Ro- 
berto ad dcç\:ltJ.r b Corona d' hnlia, e patTmao per la Cirrà di Tours) 
qUivi fi tcrmo per. due giorlll a fin Ji 1(]dJisfare aHa dlvozinne tUft 
verfo San :\1arrino. 
ldla nOtlZI;1 ci è Cnrnminiflrata da lIna Carta 
dell' Archivio dl 
uc' Canoniti) dove fi legge: (d) Otta eft qucrela Ca- (d) .A{llrte- 
noniconmz Sanai /vlarrÙÚ, circa qflosdam LUfJrchivnes luliæ, ßvnefaciunt ne He j ll'4r. 
vide
icet, A./
et't14tJl, f! ./Jcz.one,m.., Otber/um, & Hugonem, propte! ,tel ras 
:;.. 1
:cI
 
beall IIlarum de It:Ûla, qllas lfJiu{le tenebant. ó)uorum llugo accldlt, ut piP. 51. 
in terra lc'laliO/JÌJ catifa R.obertum f1'ancorum R
cm ad:ret, & per fan- Þ 
élu", be.4tl .
1.Jt'tiJli. locum tranjiret &c. S1ccomc ho ;11nove dimoUrato, 
era no qudtl PrincíPI delta Famiglia de' Marchefi) appellad polèia d' E- 
fie. Soddlsft:ce il M;1rchef
 Ugo a que' Canonici. Ora il negoziato 
finqui cfpoUo d
' Pnnclpi d' ltalia p
r if('uo[t're il giogo Tedefco, 
per la rnagglOr parte fu fatto ncl preccdtme Anno, e tcrmmò poi 
nd 


, 


(b) .Apud 
L.z"
e Bi. 
blioth". 
MSS. T. 1. 


I 



70 A N I' A LID' I TAL I A" 
ER A ,"ok. ne1 prcfcnte. Tra pcrcnè abortirono Ie fperal1ze eoncepme di avere 
AtHW 102.5. UI1 Re dalb pane della Francia, e pcrchè I' unire e tener'unite tante 
te
le, era coCa più ehe difficile, Eriberto Arcivefco':Jo di lvlilano, il 
pnmo fra' Principi di LombJrdia, prefe II p.Jrtiro fu
, e fcguitJto da 
molut1ìm,i alrri anJò in G.:rmanil d darfi al Re Corrado, e a pro- 
().A If mettergh la Corona del Regno Italico, ogni volta ch' eg\i c3laí1è in 

iftor.rn':..tt
 Ita
ia. L' ahbiamo da Arnolfo Storieo M . 1.1Il I" fc (a). Faf!um eft (Ccrive 
tliol.1n. L. 2.. cgh) ut fimul convenimtes in (ommune traflarent de conflitllmdo Rege Pri- 
tRp. I. mates. Dh:er.fis itaqlle in diver(a ft'ahentibIls, n911 omnium idem fuerat a- 
nÏ:1ms. hlterque talia f!uffurmte ltalia, [uonmf comparium dec/inans fleri- 
bcrtus .con/irtium, invitis il/is ac ,'epl4gnantiúus adiit GermmlÏam, filtH ipfe 
Re.
cm eJ,Fluruj leutonicum. 
Um7'Je leutones fibi C/Juonradum eligfrent, 
eumdem ipfum /illldavit, omnÙ/1llque in oculis coronavit. Ma Ron fut1ìíte, 
l:he Enbeno intervenitre all' ekzion Germanica, e moho meno, ch' 
l'gli eoronatre Corrad0, nè ehe v' andaffc: lòlo. Un Amore meglio in- 
(h) J'f."ippø form'uo, chc era allora in eorte d'dTo Corrado, eioè Wippone (b), 
in Vito c
:
- ci at1ìcura, che il (U') Re ,venuw alIa Circà Ji CoLlanza, quivi ccle- 
Till!' Sa/lei. brò la Penteeofie, che cadde nel dl 6. di Giugoo dell' Anno prefenrc:. 
(,.,) Ibi ,Archiepiftopus Mediolanenfis Htribel-tus ClIm c"feris Oplimatiblls 
Italici ReJ',izi occurrehat, & ejfeflus eft [uus, fidemque .fibi fecit pcr facra- 
11IeiJtum & ol;firlt(m piJ,lJUJ. ut 'lu1IIdo vel/Îrel ell JJ I.ycrcitu ad -/lIbjicien- 
dum 1t1/iam, ip(è eum r,Ûperet, & (,um ()mnibus (rÛs (1./ Dominum & Re- 
gem pub/ice laNd.lret, {fatimqut corOliaret. Similiit:r rl!liqui Langobadi fe- 
cerant"( fc:cf'rl1:1t) proptel' (præter) cricine1l{es, qui & alio nomine Pa- 
pienfts Vocfl1Jtur, qaomm Legati aderant cnm muneribus & amicis, mo/im- 
les, ut Re(l,em þl'O offin(ione Civillm placarer.t, 'luamluam id tldipifci a Rcge 
jU:l(ta votum (U1I11I nu'lo 11Iodo valerent. TcnevJlì uff.:lo II Re, perchè 
i P<1vefi avC'ffcro demolito il Palazzo Imperiale. E qudb dice- 
vano: ('hi abhiaroo noi offefo? Finchè I' Augutlo Arrigo è vivu- 
to, gli fi.l.mo flati 'Jhbidiemi e fedeli. Morro lui, non avend,) noi 
Re, nè obb\igo verfo chi peranche non era noltro Rc 
 abbiamo 
fmantcllato un Palazzo, lu cui niun, fuorch
 noi, avea diritro. 
Ma Corrado non l'intendev:l così, pretcndendo, eh!: fe moriva il Re, 
il Regno nondimeno vivo reí1:ava; e che qu
1 Pa!olzzo era del Re d' 1- 
talia, e non dc' Pavcfi. Per qu lla eagione fenza pace Ce ne tornarono 
mdie- 


(4) Iv; r Arcìvefco'Vo di A/ilano Eriberto (on gli altri Ottimati {le/l'lla- 
lieD Regno venn
J!,Ii ineontro, e tlivenne fuo, e gli promye fede/tà, con 
gillrame,zto, e CfJl fMgno degli oftaggi; ehe quando 'VeniJIe coIl' eftrmo a 
[oggett.1re Jt Italia, egli 10 averebbr acco/to,e con tutti i [uoi Jo avrcbbe 
pr(!c!amato pfr Signore, e Re, e fubit(J 10 a'l.:rebb
 coronato. Simjlmel
te 
fecero gli a/tri LOlJgobardi, eccettuati i Paveþ, de' quali i Legati 
rano 
prefenti con ,.,gali ed amici teJllando di placare it Re pfT la offeja de' 
Citfadini; fjN'lntunf}ue ciò nDn fDTe./ftro ,,, modD a/cuno jmpetr.re dlÛ 
Re, ftconát1 it Iqr dejill";". 



ANN A L [ D' I TAL I A. 7 I 
indietro gli A mbafci.uori di PJvi
. (;11<). Reli:pi vero Italicj allJp/{Jlìmis 
dOllis a Rega honorati i" pace dimißi fì;,lt. 
 è glà i PaveG nculavano 
di Tlfabbncare quel Palazzo Regale, c he era loro di gloria, ma 10 
volcvJno fuor dl Città. Corrado a1i'inl:omro 10 vole va dcntro, comc 
prima. In ciò conGlh,va la ]01' dlfcnrd.mza. In quett'anno propria- 
mente, Gccome olTervò il Padre Mabrllone (n), cd io ancora (b), ebbc 
prlnclpio II celebre Moniftero della C:\"a nel Principato dj Sak.rno 
per Cur.l dl Guaim.lrio III. Principe di quelle Contr.1Jt.. Il tuo primo 
Abbate fu 51\11[0 Ade/feyjo, 0 fia A/ferio. Abb!amo ancor.l da Leone 
Olhenlc ({), e dall' Anonimo Caíinenle, che in quc:fi' Anno PalJdolfo 
lV. Principe dl Clpoa, g,à cond0t[o rrigione in Germani.! d.II de- 
funto Arrigo Augullo, ad inrerceßlone èeBo ftdro Guaimario onenne 
la (u;! hbenà, C {orno(1(:ne (Uno umile e manfueto tècondo Ie appa- 
rcnze in Iralia, con accigncdi dipoi a ricupcrare il perdmo Prmci- 
Pd[O, 


Anno di C R 1ST 0 MXXVI. Indizione IX. 
di G (0 V A 
 N I XIX. Papa 3- 
di COR R ADO II. R.e di Germania 3- d' !tal. 1. 


A N corchè nell' anno addietro tendelrero alia ribellione, e facclrero 
\',Irj movlmenti comra del Re Corrado, if glOvane Corrado l)u- 
ca di Pranconia, Erne/In l)uca dl Alemagna, 0 fia di Sucvia, c 
Gudfo Conte SuevC\, figliafiro d.:l m" dcfimo Ernetlo, c Fedcrign 
Duca di Lorena (d) can aitn probabilmentc moffi da Roberto Re dl 
Francia 
 che g,à ral:CV3 canto Ji pdcarc: nel torbido: pure tal tù 1'in- 
duLhia c il fenno d' eLTo Rc Com,do, che feppe quct:lr qucfii rumo- 
ri, e åll1ìpare in gran pane Ie allcanze Hamate comra di lui. Però 
non si [alto fi vide qUieta in Gcrmania, ehe fi accinfe a calílrc in 
Italia, per prcvaler!ì dclla. buona \.hfpo!ìzione, che avca Hovato nc' 
Princlpl d' halla, e nd Romano Ponrdìcc in favore di lui. Per at- 
telbta di Arcolfo Storieo (e), l' Arcivdcovo Eribeno' gli avea gi.i 
guadagnaci gh aninu di qualì cuni, pane con fani, c parte con ifpe- 
ranzc di pn:mj. Patamo s' i:1cammino egli 31h volta dell' ltaJia, feeo 
menando un podaoto etcrcito. (n. Per V crana pa{sò a Pavia, c no. 
vando chlUlè 1c pone dl quella Cmà, andò a V creelIt, dove celeb: ò 
1a tal)[a Paíqucl nd dl D. J' ,1\pnk. ItJ ipfis diebtlS PaJèhalibus Leo 
Ijzydem Cj'vilafis Antifles, vir mit/fum ['piens, mUl1d"m cum pace reliquif, 
cui Af'deYiClIS
 Jledio/',mC1Jjis CfJnonicus JuceejJit. Adunque circa il tCIT:,lO 
della 
4rehma, come vuok Ermanno COn[fiu:LO, ddl' anno prefcmc 
era 


(*) G/i allYi poi lta/Íil.m d' ampliJIimi doni o11Orati dat Re furono Hem- 
ziall in pace'_ 


E It A Volg. 
ANNO 1025. 


(a) M.tl-ill. 
in fim.al. 
Bentditlin. 
lb) Rcr, 
lta/icarum 
Tom. 1-'1. 
Pr4flll. ai 
Vito fibbat. 
Cav(7'ir. 
(c) Lc'ø 
Vf/:l11Jis 
Chronic. 
lib. 1.. c. 58. 
- 


(d) Herm.ln. 
Ca>zzr,z.'tlls 
ill C'1rJnlC'J . 


(
'I A rmilf. 
H:fIor, .\1,- 
dZðla,
, /. 7.. 
c Pi', 1- 
(f WIN" 
In VIt. Cøn- 
radl 
all". 



ER A "o1g. 
.'\
NO IGl6. 
. a U3hc!/. 
Ital. Sa cr. 
1
m. IV. 


(b) ]]1)11;n- 
contr. Chro- 
nic. Mo- 
non. T. XII. 
Rcr. Italic. 


(d Wittl'- 
IUS, Vila S. 
Ltonis IX. 
!iÞ. I. c. 7. 


72. A l'1 N ^ LID' I TAL I A. 
en allora L!!Olll! V 
fCOV0 di Verce1\i; pert:mto è da vcderc, come 
I' Ughclli (a) m
t[a in qu.:!b tlorn!ll Vcfcovo di quella Città Piett'o, 
teouro ivi per 

mt(), con dire, ch' cbli mori n:( JI I 
, di Febbraio 
di qudl:' ann') Dz.6. Secondo II fu.idelto Storico Arnolfo, vmirns 
ChuonradllJ Ita/jaTJJ, ab I L?riberto Aïchiep
{c(}po, 1ft 11101'Ïs eJ!, CfJ1'OIf'ttur 
in Regljo. Vogliono gli Storici 
ldJ')dì, cfJ'cgli Kllfc coronato nella 
Bafihca di S.\oto Amhrofìo, allora fuori d. 1\111<1110. Buonincontro Sto- 
neo di Monza ?ggiug.le (b), che qUt'ltn Rc a!J Henrico .dtchiepifcoftJ 
,\lcdiolq,ni , primo ÙI J.\Jot/oetia, po flea J.
le.1iol/Jnj Í1J fcMElo Amlro{to coro- 
I'-1Jur, N e pur Clpea qudto Scnttorc, che allora fedt'a nella Cattedra 
dl Santo i\mbrofio Enberto i\rcivdcovo: 1aonde nè pur noi f.1ppia- 
roo, coh fia da cl"{'dcrg1i in que fio panicolare. La verità fi è, ch
 
]a Çoronazionc in Re d'.halia h dee tcnerc reI' certa; ma pc'r conto 
cd tempo e del luogo, qudto [tIuavia rdla involto nelle tenebrc. 
Pcdìitendo poi Corrado in non volere è..\r pace a i Pavefi, feee 101'0 
<Jl1.1nta guen.1 potè nel territorio d' dTa, can inccndiar Ie C.I !kll,1 C 
Ie ChiclC, c far rnorire di ferro 0 di fuoco i povcl'i comadini rifu. 
piari in que'lacri Luoghi, con ta g 1iar [title Ie viti, e far' ahre lìmili 
u _ 
:ìzloni abbomi!1cvolt e 1cdleratc per un Rc CriUiano, perchè contra 
qacHa parte di Popolo, che niuna colpa avea ncl dehuo, Þ
nchè il 
buon 'Vippone 1e racconti qu,1fì com... gloriorc prodezzc d.:l Re Cor- 
rado. Ma non íì mire egli a far l' afTedio di P.lvia, perchè 1a conobbc 
Ciwì forte, e piena di Popolo, e però capac
 <<..Ii far lunga e vigo- 
ro(a rcfi!tcnza. RaccontaGUlbcno Cc) nella Vita di San Leo:1c IX. 
Papa, cbe qud1:i in età di vemitrè anni, chiamato all....ra Bru!1one, 
corrt:ndo l'anno I02.f. vice Jui POl1tificis /lcrim.mniin expeditio;:e Con- 
t-.uli /mperatoris (fu,) ZIO) L(J
!,obardiam, & maxime Juper ,\lediol'l- 
n 1m, tunc rebellem, eft profeélus. S' ingan:lò Guibè'rto, e volle dl:" Pa- 
via.; pcrciocchè Milano eril tuno aHora pcr Corrodo. 
Attcfc dfo Itc per qualche tempo a fottomeuere alcuni gr.m 
Sigl}orJ, callegati co' P .\\'c(ì, cloè Ad.'1/berto Marchelc, e Gugliell1
o, 
cd aim Principi in que' contorni, con defolare un lor Ca!tcllo cnia- 
mato Orba \'erlo i confini oggiâl dell' Aldr.mdrioo. Pafsò dipoi a .Ra- 
venna, c come fcrivc il fudJeto 'Vipp-.)ne, cum m'Jgna poteft_te ibz re
 
gna'iJit: il cbc fern pre più ci aiTlcilra, cnc Ra\'cnna co1 fuo EIJrcato 
era allan, ami d.l gr.m tempo compref.1 nel Regno d' halia. M.a an- 
che in Ra'''enna fi attaccò una zufl-'d rra que" C,ttadmi e gl' indilcreti 
Tedcfchi, per la quale fu in armi tuna fa eiuà, e fi comlJ.mè alia 
difperara fra}' un:1 pane e l' altra, e ne fe-gUt UI1:l non picciola f
r.\gc 
col\o1 peggio in fine de' Ravennari. Lo ttdlò Re Corrado udlto II ru- 
more, fi teee armare, domandò tl cavallo, ed ufd fuor del .pala
zo. 
Ma veggendo fcappare i Cittadini, e falvarfi nelle Chicfe, (. I
C I na- 
fcond'gli, miJertus forum, quia ex utraque parte fui eran,J, exe:t!titm, d
 
pa:(equutiDne Civium revocavit. N el dl Icguentc davanu a lUi 1 pnml 
ddlo\ Citrà co' pledl nud" e colle fpade nutIe in m
no, p,er It.gno 
d'dfcre degni del raglio della tefta comparvcro a chledere 11 perJo- 
no, 



ANN ALl D' I TAL I A. 7 j 
no, e l'ottenncro. Grandi furono in quefi'anno i calori nelI'ltalia, e E:u vo,
. 
moire perciò Ie rnalatrie. A fine di cunodir 1:1 fanità, il Re u/tm ANNO 102.6, 
.Atim fluvium propter Dpaca /Dca, & aeris temperiem in MOJ1tana JèccJlit, 
ibique ab Archiepifcopo Mediotanenft per du(}s menfts & amp/ius Rega/em 
'Viflum fumtuofe habuit. Che fiume fia quefto Ati, nol 50. Credo gua- 
fta la parola. Parn::bbe Athcfis, cioè l' Adige > ma Ie fpefe a lui fane 
sì magnificarneme da Eriberto Arcivefcovo, m'inclinano più to11:o a 
crederlo un Luogo del Milanefe. Celebrò finalmeme in Ivrea 130 Fe- 
1\a del Canto Natale, e non già in Ravenna, come fi pensò il Sigo- 
Dio. Riportò in queit' anno Ingone Ve(covo di Modena la conferma 
de' beni e privilegj della fua Chiefil da dro Corrado con un Diploma 
puhblicato, ma non fenza fcorrezioni, dal Sillingardi (a), e dall' U- (a) SiUill!. 
ghelli: (b) Le Nore fon tali nell' Originale: D
ta Xl/I. Kalendas Ju- C'f!"lo!. 
Iii Anno Dominic.e lncarnationis MXXV I. /ndiétione Nona, Anno 'Vero l!plft.'por. 
DOtlm; Chuonradi Scwndi Regllantis Primo. ARum Cre1'/fon.e. L' anno tt,t;:;.t: 11 
Primo del Regno d' Italia fi vede quì adoperaro. Si dee anche cor- llal. ..s;,;, 
reggere un Diploma d'dro Corrado daro in Piacenza in favore del Tom. 
l, 
Monifiero di San Salvatore di Pavia (c), e conceduto in queft'anno, (c) Bu
l.Jr. 
e non già nell' amlo MXXIIl. caþne1Jfe. 
Era mancato Ji vita dopo cinquant' anni d'Imperio Baþ/io Im- 
peradore de' Greci nel precedcnte anno 102.1'. ed era rellato lòlo Im- 
peradorc Coftantino luo Frarello. Pensò qudli nell' anno prefente alia 
conquií1:a della SIcilia, che da tanti anni lallguiva [otto la tlr:mnia de' 
S.lraceni. La fpedizione fua è narrata da Lupo Protofp
1ta con quefle 
parole (d) _ Defpotus NiclJS (forfe Andronicus) in Ita/iam defcendit cum (d) Lu,us 
ingentibus copiis Ru./{orufJt, Irandalorum, 'l'urCarrITlI, Bulgarorum, BYlIn- !,rolofpa
4 
l P ' 1" J I ' . d S . ' [ ' ,znCitronlCl 
C 'Jorum, OIOl1t/rum, LY.Jaceaonum, a tarumque nat,onum a leI lam cap/tn- ' 
dam. Captum en alltem Rhegium, & ob Ci'Vium pecca/a de{iruRum eft a 
P'ulcano Catapano, & Raft/iNs Imperator obiit Anno ftcundo. Si d
c fcri- 
vere Conftanlinus, come olTervò Camillo Pellegrini. La mone di quc- 
fto Imperadore, ft1cceduta nell' anno fegaente a dì 9. di N ovembre, 
e la pelle emrata nell' efercito de' Greci, mandò a male tuna qudJa 
im-prefa, Orefte è chiamato da Cedreno il Gent:ralt:: de' Greci, lþcdiro 
fecondo Itli in Sicilia, quand' anche era vivo BalÌlio Augulto. Scon- 
volfe 10 quefi' :mno la difcordia Ii Cmà di V enezi t (t), Perche 01- (e) ,D4nJN- 
tOlle Orftolo Doge non volle invefiire Domenico Gradonico, 0 fia Gra- J".s ItJ Chr
. 
J ' '. I V r. d . 11 C ' 1 ill d I D nt'o T. xll. 
"enlgo IUOIore, e eno elcovo I que a Itta, a z
) 1 ContI a c:: Ù- Rer I1ali, 
ge una porente fazione, che it dc-pofe, e tagiiatagli la b<\rba, II man- . . 
dò in etilio a Conllantinopoli. Orfo Patriarca di Grad.:> Cuo Frarello, 
ficcornc fofpetto, fu anch' egli in tal conglUotura cacciato dalia fua 
Sedia. In Juogo del bandito ürwne venne detto Pietro Barbo/ano, 0 
fia Centranico. Ma poca quiete provò egli, parte perchè dl tanto in 
tanto fi f
rmava
o delle, lediz
oni contra di .1u i , e pane 
crchè Pop- 
pone Patriarca d AqUllela, a/llnlto da gb alUn del Re CorraJo, in
 
fdtava i confini de' Veneziani. Anzi Jo tlelTo Corrado, fenza vola con
 
fcrmare gli antichi patti, fi mife anch' egli a perfeguitare c danneg- 
Tt/11I. P'J. K giar' i 



{b' J4aJill. 
s
cul. YI. 
:ætnl/lif1. 
1'.TI. I. 


74- ANN A LID' I TAL I A. 
giar'i V C'ncziani. Secondo I' Anonimo Cdinenfe (4), P4nJolf, Ir. ri- 
rorQato libero dalle carceri di Germania, e andando dletra .Ilia ricu- 
pera del fuo Principato dJ Capoa, uniti tutti i fuoi feguaci c fAutori, 
ottcnne anche un rinforzo contìderabile d' arm'lti da BOIano, 0 {ìa Bu- 
giano Generale dell' armi Greche, e dA Gliimario //1. Prmdpe di Sa- 
lerno, marito di Gaitelgrima fua Sorella. Ebbe anche daUa fua Rai. 
t1ulfo e Amolfo capi de' Normanni, e i Conti di Marfi. Con qudlQ 
sforza di gente mife I' alTedio a Cap03, che durò, chi fcrivf fei Mcfi, 
e chi un' anno e mezzo. Pandolfo Conte di Tiano, già creato Prin. 
cipe di Capoa da Arrigo I. Augucto, fincbè ebbe forza, difefc la Cit- 
tà; ma in fine la neceaità il cofirinfe a rC'nderJa. Affidato dõ1l Cata- 
pano de' Greci, infieme con Giovanni fuo Figliuolo, e con tUtti i fuoi 
aderenri fu condotto a Nap<>li, e lafciato in hbertà, Così PllnJ
lfo /1'. 
tornò ad elTere Principe di Capoa, e dichiarò luo Collega nel Prin- 
cipato Pandolfo f/. fue Figliuolo. Fu chiamato da Dio in quefi' anno 
nel di 
o. di Agofio a miglior vitJ B,no"io Abbate di Lucedio nella 
Diocdì di Vercelli. Le fue infigni Vircù, e::d azioni di rara Pietà, 
accompagnate da miracoli, indulTero .drdtt'ic, Vefco\'o di Vercclli a 
riconofcerlo per Santo: il che fu anche approvato dal Sommo allora 
Pontefice Giovanni XIX. Nacque Bononio in Bologna, e quivi nel 
Moni{h:ro di Santo Stefano per alquanti anni vilTe Monaco. La Vita 
di lui, fcritta da Autore contemporaneo, fi legge prelTo il Padre Ma- 
billone (l>). 


Eu V olg. 
1\..10101016. 
(a) ./iIlDny- 
"'us CaJì- 
nm, T, V. 
]{,r. Italic. 
L'D Oftl,n- 
fts 1.1. c. 58, 


Anno di C R 1ST 0 MXXVI I. Indizion
 x. 
di G 10 V ANN I XIX. Papa 4. 
di CORRADO II. Re di Germ. 4. Imperador
 I. 


N EI Febbraio deU' Anno prefeme dovette muoverfi il Re eorrad. 
. alla volta di Roma, dove fecondo i maneggi e il concerto fe- 
gUlto fra loro, Papa GiD'lJatmi x/x. era per concedergli la Corona 
(c) :",nlif.. Imperiale. Un fuo Diploma (c), dato probabilmente ncl Febbraio di 
f/.l". Dif- quefi' Anno, benchè manchi il Mefe e il giorno, ci fa vedere in Fe- 
flrl. -fr. ,.fJnll appellato folamente Re 10 fietfo Corrado, cioè non peranche no- 
mato Imperadore. Ri"ieri Marchefe di Tofcana, per quanto ne lafciò 
(d) !Vi1Þ' fcritto Wippone (d), con tutta quella Provincia, non avea volute per- 
." [". 

'!- anche riconofcC'rlo per Re, e nava forte nella ribellione. A quella 
r. , SA Ie'. volta marciò Corrado colla fua Armata, cioè con un potfente eforcif- 
roo per co(irignerlo all' ubbidienza. In facti Rinieri, dopa elTerfi tc- 
nuto chiufo in Lucca per pochi giorni, vedendo la malparata, venne 
f1nalmente ad arrendC'rfi. L' ('fempio di Lucca, e del Marchefc, fer- 
.ì a ridurre in breve la Tofcana tuna a fuggettarfi. Ci mancano Do.. 
cumenti per conofcere, fe dopo quefio f.\tto feguitalTe il Marchefe 
Rinieri a reggcre la Tofcana, 0 pure s' egli foffe depofto, e in luogo 
di 



ANN A ... I D' I TAL I A. 7 ) 
di lui crcato Duca di Tofcana ßonifaziø Marchefc, Padre dell'indita Ea. A Vo1g. 
Comdr. Matilda Inclino io . credere, che Bonifazio profittaftc di Atwo 10!.1. 
[al congiunrura. Andoffene dipoi Corrado aRoma, e qui\"! nel Mer- 
cordì fanto con fommo ODore e magnificenza fu accolto da Parol Gio- 
vanni, e da tutti i Romani. Pofcia in die [anéto P a(chl!, f}lti eo .Ann' 
Y I I. Ca/end.s .Apri/es terminabatur, '" RfJmailis aJ ImptrtJtorem eleélus 
(doveano dunque concorrere anche i Romdni col Papa all' ele:l.1on 
dell' lmperadore) imperialem b'IIediéiiolftm a Pap. [u[cepit. 
C
ftr & Ãltf.'4/IIS Romall' nomine iittus. 
RiceveHe eziandio la faera unzione e coronazione la Regina Gi- 
felll fUI Moglie, Figliuola di Er;man1HJ Duca di Alemagna. Fu quella 
gran tùnzione onorata dalla prefenza di due Re, cioè di Rødolfø Ill. 
Re di Borgogna, e di Ca
t', 0 fia Cnuto, Re d' Jnghllterra, in mer.- 
zo a i qU:lh l' Augufio Corrado fe De torno al Palazzo. Ma anche in 
Roma fuccedette il medefimo, che era avvenuto in. Ravenna . MI fl. 
perme{fo il dirlo, doveano ben drere aHora indifciplinati, barbari, e 
befiiali i Tcdcfchi. Per ogni picciolo rumore eorrevano a far Iaghi 
di faf1gue, e sfoggiavano nella crudeltà: dal che poi venne, che fi 
tirarono addotro l' odio de gl'ltaliani, e ne llanearono Ja pazienza, 
ficcome vcdremo. Per un vII cuoio di bue in un dì di quelJa fettJma- 
1'\a nacque comefa fra un Romano e un T cdcfco, e vennero a i pu- 
gni. In vece di fpanirJi, diede aJl' armi tU[[O l' etercito Imperiale, e 
i Romani aneh' effi ricorrcmdo per dltèfa aU' armi lora, fecero una paz- 
za refifienza j ma in fine con venne 10ro dar aile gambe, & innumera- 
hiles ex ilJis perierunt. Nel dì feguente i COSI m,lItr,mati Romani, (.) 
"flte Imperatorem 'lJenie1fl-es, nMdatis pedi!Jus, tiber; cum 1Iud,s !./adiis , fe r - 
'Vi tum torf}uibus 'Vimineir cir&II CfJ/lUm, fUR} ad jujþenjionem pr.eparelti, 
'4t lmperator juJlit, fatisfllÛtbant. Qudte furono Ie alkgrezze e con- 
folazioni de' Romani. Se vogJiam credere ad Arnolfo Storieo Mlla- 
nefe di quefio Secolo ("), accadde in occahone della fietra Corona- (a) .A,nulr. 
zione anche una ritra fra Eriberto ÂrÛvejcovo di Milano, ed Eribertl Hill. M,d':- 
.Arcivcfcovo di Ravenna. Quelt ultimo aldl[amenre fi mile alia ddha lan.I'!'.'.3. 
di Corrado. L' Arcivefcovo di Milano, ciò veduto, e fentendo, che 
íl coneggio de'iuoi M ilanefi, che era grande, iocominciava a far [U- 
mul[o, e po[eane fuccedere fcandalo, laviatneme fi rimò. Acconofe- 
ne Corrado, fermo d paßo, e dißè, che ficcome toccava all' Arci- 
vefcovo di Milano di dar la Corona al Re d' Italia, per cui fi {å.liva 
aU'Imperio, così convenevol cofa era, cbe queJ medcfimo prefcnraf- 
fc il Re al Papa per ncevere dalle di lui rnani II eorona Imperiale j 
K z. e però 
(.) vencndo aval11Ï all' Imperadorc, tJ piè féalzi, i lihcri colle [pade igl1U- 
de, gli [chiavi con c(Jrde a/ cOlio, qUlilfi pI eparati tJd cJJcre iMpiccati, da- 
'Vano la fodisfa'Zion, -comtlndtlta dat Re. 



7 6 ANN A LID' I TAL J A. 
E JI. A Vo1g. e però [01[3 la m:1I1 defira all' ArciveCcovo di Ravenna, giaeehè fe 
ll:<>No 101.7. n' ,'ra .irn que! d. Mïlano, per partTe del Pontefiee Giovanni XIX. 
ft"cc lupphre Ie dl lUI veel ad Al'der;co Fefco"..'o dl V creelli, Suffraga- 
nw dell' A rci\'efcovo. Imamo i Milaneli altercando co' Ravcnnati , 
Vl nn
'ro con d1ì aJ.h:: mani, c ne feguirono moire ferne, e crebbe si 
f1tf1mente la mitchia, che 10 flefTo Arcivefcovo di Ra\'cnna fu ob
 
bhg.lto a rnenertj in fal\'o cuBa fuga. Da h poi a pochi giorni in un 
Concdio [cnmo dal Papa fu decito, chc l' Arcivdcovo di Ravenna 
avdfe d,l cedere la mana 3 que! di Milano. Lite nondimeno, che non 
fini, e noi la vedrcmo ritòrg
re all" :\nno 1047. :\bbi.\mo un lJiplo
 
(a) Chrln;f. ma di Corrado Augullo (d), in cui eonferma tutti i fuoi Beni al Mo
 
F'Jrfenfi niJiero di Farfa, dato F. Kalendas ."-fartii, annfJ Dominic.e Jncarn:lt;o
 
P. 11. T. 
l. nis MXXF/I. Anno vero D:mm; ChuOIJradi reg/lan/is 111. Imper;; qu().
 
l/.:r. It"/,,. qlil! J. ARum RCim
: il che maggiormenre el at1ìeura dclla fua Coro- 
nazioncr. Ch' egli :1bitalTe fuori di Roma ;n CivÏlatc Leoniana, fi rac- 
coglie da un lùo Diploma, dato Nonis Aprilis dell' anno preCente, e 
da me tolto aUe .[e!"lt':bre Cb). 
L' attività di quefto Imperador
 nollaièiò c,mfumare inutilmen- 
te il tempo in Rama. Però da Ii a poco, marciò egli call' Armata a 
Benevento e a Capoa; cd eff'e Città coil' altre di quella c:ontradl, (*) 
fiVt vi, {i've volunhr.ria deditione fibi fub)tigavit. Diede anche Jieenza a 
i Normanni, che Ii trovavano in qudle p.mi, di abitarvi, e difende- 
re i confini da i temativi de' Greei. Ciò fano ritornò a Rama, c 
s' avviò alla volta dell' Alpi. Era egli in Ra,penna nel dì J. dl Mag- 
gio, e in Verona nel dl 2.4. di elTo MeCe, come colla da due lùoi 
(c) Ugh,I'- Di plomi, pubblicati dall' U ghelli (,), e da uno riferito dal Padre Ce- 
l1al. Safr. Jeílino nella Scoria di Bergamo. Tanto feee, che in quefti viaggi cb
 
r,m, Y. be neUe mani TalTelgardo Italiano, grande fpogliator delle Chiefe, e 
in Epif'op. b ' fi 
Pgl41J. (7 delle V cdove; e colla Cua mone fopra un patibolo Ii ero non 0 
T,ron,nf. qual Provioeia da gl'inful[i di cofiui. F,Iii craftlgardi quolldam Comitis 
. Ii veggono nominati all' anno 1019. ndla Cronica del Moni {tero di 

) .Jh;'OnlC' Farfa Cd). In uno Strumento ancora da me pubblicato (r) e Cerino 
p
rl;.n T. II. neU' anno 104-f. fi truova '.Teffilgardus Comes .filius bon
 memori.e '.TeJlè.'
 
.n,r. Italic. gat'd; Com;tÌI tx Civitate Bcncventi. Sembra, che del medefimo perlo- 
(e) ..Anl;fJ.II. mggio fi parli in tali memorie. Menne qucfte cofe pafIavano in Ita- 
fiillu. Dif- liJ, Guelfo eonte nella Svevia, dives ;n pr
djjs, potms in armis, turbò 
Irl. 19. Ja quiete della Germania. Impadronitofi della Cinà d' Augulla, de- 
vafto1\a, e diede il faceo al teforo di quel Vefcovo. Glue a Corrado 
Duca di Fr,meonia, che faceva di molti preparamenti, anche ErncJl, 
Du!a d' Alemagna, 0 fia dell a Suevia, bcnchè figliatlro dell" Impera- 
dore, prefe l'armi eontra di lui. L' arrivo di Corrado ad Augufta 
diOipò tutti i :dilègni di qu::' Principi. Guelfo, Ernefto, e Corrado, 
venncro all'ubbidlcnz.l, e colla prigionia, e coll'e(ilio di qualche tC'm
 
po, 


(b) .Anli,u. 
JI,,/i,. DJf- 
Jm. 6S. 


(.) 0 per forziI, 0 per 'j)olontaria arrefå ft Ie flu ettiJ . 



A N }of A LID' I TAL I A. 77 
po, pagnrono ]a pena dclIa lor ribellione. Raceonra '\Vippone (a), 
ehe Corrado (*) p
r bienrJi:4m omizes ricinenfts a Fflixil , donee omizia qUit 
pr.ecepil 0111n; diltltione poflpofila eomplet:errmt. Però li può crcJ
lc, <-he 
i Pavelì in quell' a"no mdoai a ritàbbricar emro la 
or Città il Pa- 
1.1ZZO Re
al
, tornarlèro in gra1.ia ddl"'_\ugullo Corrado. Circaquefii 
tempi, per qll10to li raccoglie da Arnolfo Storieo (b), venne a müne 
il V cfcovo di Lodi, e quel Popolo tècondo l' a!1ti(;o rito eldTc il Suc- 

o1.rn;:{: 
cetrorc. l\Ia Erib
no ArelVeCcovo di :\1ilano, che in ricompenta del- diolAn. 1.2.. 
Ie tante f.mche e fpeCe faue per efaltare l' I mpcrador Corrado, e per "'p. ð. 
potere fignoreggiar egli [otto l' ombra di lui in Lornbardia, avendo 
fra gli alti PriviJegj ottenmo da e{To Augutlo di pater dare a Lodi 
quel Vefcovo, che gli piaedle, fcel[e e coolecrò Vefcovo di qudl1 
Città dmb, ojìo, uno de' fuoi Cardinali: che aHora molte Chiefe d' I.. 
talia, maHìmamcme Ie maggion, avcvano i lor Cardinali al pari dl!lla 
Chieiå Romana. Sdegnari I Lodigiani per quefia no\'irà, ehe era an- 
(:he contra de' Canoni, g1i fecero 'tcfta. Ma il fnore ArC'ÎHfco.. 
vo, rne{fa inGeme un' Armat.1, lor motre guerra, prefe all' intor. 
Do Ie lor Terre e Caiiella, e portò l' a['cdio aHa fieflà Cirtà di Lo- 
di. Non potendo di menD que' Cittadini, cedeuero aHa forza, accet. 
tarono Ambrofio V efco\'o, il qual pofcia fece onima riufcita; ma di 
là nacque un odio implac.\bile de'Lodigiani contra de' Mi:andi, il 
qual pofcia partorì immenfe ruberic, incendj, e firagi per molUlnmi 
:mni avvenire. CredeG, che in quell' anno [crmmaf1è j fuoi giorni, e 
Ie fu: mirabili faÜcne S, Romolldo Abbate Jtlitutore dell' Ordine Ca- 
maldolefe, in età di cento vent' anni, come la[ciò fCritto S. Pier Da- 
miano (c). V'ha chi creJc, chc il Damiano, Amore avvczzo a ere- (c)l'ttruf 
dere e fpacciare il mirabile d,1rcrtuno, fcnza avvederfènc abbia accre- !>Am
A1'; 
fciuto di troppo gli An"i di quetlo S.1nto. Ma intorno a ciò fon da '; Y1t1d'S, 
vedere le Di{fertazioni C:-1mJldoleli del Padre Abbate Grandi celebre omuìI I. 
Lctterato, che donam'::l1tc ha t!;lminato quefio punto (d). S' cobe a (d) Grìllldi, 
male Pando
f(J Jr. dopo avere ricuper,lto Il Principato di Capoa (c), Dijftrtiuio J 
che Strgio Duea di Napoli avetre claro ricovc:ro nella fua Città a Pan- nlS CAma!- 
dolfo di Tiano, cioè al vimo ernulo. E fenza di quctio che non fa il t
"'!:
;n'J- 
mantice dell' ambizione ne' potenti Signori? (n 
ando men Sergio mus Cllfi- 
fe,l'afpetuva, eceoti Pandolfo colla tua Armata vulare all'a['edio di n,nfis 1', Y. 
Na p oli, e ihi g nere ralmente q uella Città, che l'obbli g ò alia refa. R'r. ItAlic. 
(f) Leo 
SergIO ebbe maniera di fuggirll-ne; e Pandolfo di Tiano fcappò an. Of/;,nfis 
cn'egli a Roma, dove mikramente terminò. i [uoi giorni. A niuno Chrøn. 1.2. 
de Pril1cipi Longobardi era mJ.i riutcito ne'Seeoli adJietro di mc[te- cap. 58. 
re il piede in Napoli. Q,ycfta fu la prima volta; ma Pandölfo nè pur 
cgli potè lungamente f01tenere una tal eonquilla, ficcome dirc;mo. 

ella Cronica del Volturno (g) fi vede, che Pandolfo IV. e fuo Fi- 
gliuo- 


E 1\ A VcJg. 
!\'(NO r01.7. 
(a) WipÞ3 
in Vir, Con- 
roldi Sal;,i. 


(g\ Chron;ç" 
Vlilturnenf. 
P. II. T. 1. 
R'r. 1IAl;*. 


(.) per JUt anni affli/Je tutti i Pa'1Jefi, fine!Jt depofJo 0;'11' il1t{tlgio feeer, 
tu/to fu
ll(J ,be eflmandò. 



78 A !of !of A LID' I t' A L I A. 
Eu Volg. g1iuolo PtrnJølfo F. contavano nel Mert di Muzo, c d' Aprile dIU. 
AHNÐ IIn8. anno fegucnte 101.8. l'Ii"", P';11IfJ D"çat"r NtlJpo!ita1lJ. 


Anno di C R 1ST 0 MXXVI I t. Indizione XI. 
di GIOVANNI XIX. Papa 5. 
di CORRADO 11. Re di Germania 5. Imper. 1. 


A Vea nell' anno prrcedente terminato 11 corro di fua vita Arr;gt 
(a) ..fn,udi- Duct) di Baviera, (II) peri;) I' .Allguflo Gorrozdo fcdfe per quel Du. 
ft. Saxø. Cato la perfGna più cara, ch'egli avcfTë, cioè il fuo lle{fo FigliuolG 
H;m4_: Jrr;go. In queft' Anno pofcia gh proccurò una maggior dofa d'onorc, 
;;:s j:";;"
. con t
rloelcggere Re di Germania in età di fO'1i undid anni. La fua 
Coronazione fu folenn
menre tima in 6<\quisgrana ncl dì I.... di Apri- 
Ie, cioè ne1 giorno fanto di Palqua. A bbiam veduto di fopra, che 
COl'r.do Duca di Franconia, 0 fia di \V ormacia, Cugino dell' I mpe- 
radore, retlò efclufo dal Trono Imperiale. Da lì innanzi non fi quetò 
8iammai, e fece gut'rra contra d'dTo I mperadore per più Anni, ma 
con fao grave dilcapito. Alia perfinc I' Augullo Corrado in riguardo 
maffimamcnre della parentela, ed ancne per compenfarlo -dc i danni I 
lui recati, perchè gli avea fmantellate tutte Ie fue Foftc7.Ze, il rimife 
in fua grazia, gli reíliruì tutti i fuoi Stati di Germania i e poi fic-- 
come: diremo all' Anno 10Jr. gli fece Rnche una confiderabil giunra 
c regalo. .Chi dop" la morte di Ugo l1farcheje di Tofcana, fuccedura 
ful nne dell' Anno 1001. fucceddre a lui nel governo del Ducato di 
Spolt:ti, c dell.} Marca di Caroerino, e reggetTe quel paefe fino a quetti 
dì, nOI1 l' ho fdpUIO finora difcerncre per mancan1.:t di documenti. 
Nelle giunte, da me pubblicate alia Cronica del Monifiero di Ca. 
h ' fauÛa (b), noi tro\'iamo, chi in qudl' Anno fotTe Duca di Spoleti, e 
(b) C ..".'c. II I n - d . C ' " I U V 6 d PI " 
CAfAH..itnf. l' arc 
ie I am
,n,:o, . cwe un a tr? go. cgg,on 
 
t: aCItI, te- 
P. II. T. 11. nuri )' uno n
lll\ Cma dl Penna, e 1 altro nella Cmn d. Marfi, Ann' 
11.,... ll.li
. .ab 11JCar11tl.tiolle Do",in; AfXXP1Jl. f3 imperante Domn9 Chonrado gra- 
tia Dei Imperatore .Au.f,ujlo, .Anno imperii tjus in Italia PrimfJ, & di, 
J.lenfis Januarii, per il1diBÙ'nem X. Nell' Originale farà nato IndiB. 
XI. Era prefideme ad eßì Placiti Ugo Dux (1 Nfdrchio. La pena im- 
potta a i trasgre{J'ori è d! mille libre d' oro o[[im
, 1I!cd
elatem ad far-. 
ftm Imperato, is, & me"ttJatem ad par/em pr
dtEft jånfll MonaJlerlt dl 
.Caf.mna: parole ind:c;u1ti il .dominio dell' I mperadorc in quclla con- 
(c) JIInri'l'" tuda, e che per confegucnrc ivi fi parla del Ducato di Spoleti; 0 
/r.l;,. Dif- pur delh Marca di eamer;no, 0 Cia di Fermo. Probahilmcnte qudlo 
fi"', 6 8 ' U go l'bbe per Pat3r
 Bonif
z;ø iuniorc Duc. di Spoleti, come ho 
,.g. 9 7. t!J' h ' ( ) , 
DiJè..,. IS'. con; ;et.urato a,IrO, e , . "' . 
tag. 8H. Circa queíli tempi fucced
tte, qU,anto, lafclO fcn
[o GI,a
ro, 5to- 
(d) Gl
bt" rico (d), bll1r.:hè con qualche unbrogh? dl Cronol
g'a = Cloe, 111 u
 
H'
, i,
. 4. CandID, ;;ppelJato Montena, nella DlOcdi d.'Aíh, plene> dl molu 
.
. N
 



ANN A L J D' I T ^ L I A. " 
Nobili, s' era introdotta. un' Erefia, con rinovare i flU dc' Pagani c ERA Yo/g. 
de' Giudci. Per quel che dlrò, furono coO:.oro più tolto Manichei, ANNO 101.8. 
g'acchè quefia mala ra
za s' era di foppiatto molto prima introdona 
in halia e in Francia; e pur troppo in tutti e due quefii R
gni aVca 
fparfc di gran radici coIl' andare de gli anni. Sepiffimc lil11I' MøinfreduJ 
.Alarehi,nllm prtident
lJìmus, fjuam frater e;us Alrieus, dflënfis Urbis Pr.e- 
ful, in eujus fciJjcet Diæcefi loeatllm habeb,
tttr hujufmodi Caßrum, eæle- 

;'1u, Marcbiones ac. P,..e[ul,s (;reulllciy(a crebe,.yillltls ilJjs aJ[u!lus ;ntul,- 
,utll. CIO che avveni{)è di qud Cafi:ello e di quegli Erctici, Glabro 
Jo lafciò, nella penna. Ma ne parIa ben diff"ufamente Landolfo fenio- 
re C.), Storieo Milancfe del prefentc Secolo, con dire, che E,.il1",o (.) L.
JII(r 
.Arâ'VeftovI, in quefi:! tempi di Mila
o, trovandofi in Torino, udl I" E
 J;;: t
"

 
rdia de gh abltaml del Cancllo d. Monforte. Fatto prenderc un d. "'
4.. 
eoloro, appcUato Girardo, volle jntendere da ]ui, in che confúlelfe .i.. &. e. 17. 
1. [eua e ered
nza di quel Popolo. Alkgramenrc efpofe cofl:ui i' fuoi 
dogmi, e c,hiaro fi fcorge, che era I' Ere'fia de' Manichri. A Hora Eri- 
berto fpedì Ie fue milizie a qud Caß:eUo, e feee prcndere [uui quanti 
quegli abitatori, e fpezialmente la Conteffa di quel Luogo. Fa[tiIi 
eoodurre a Milano, cercò tune Ie vie di ridurIi a nlVvedunento, m. 
in nee- d' abiurare i loro rrrori, fi mifero a fedurre chiunque andava 
a vifitarli. Perciò fu loro intimata ]. morte, fe non ritornavano alla 
yera Fede di Crifto. Alcuni, almeno in apparenza, ]t abbracciarono i 
ofiinati gli altri yivi furano bruciati. Ma giacchè ahbiam parlato quì 
di Ode/riff), Maginfredo 0 fia Jl,fanfredi Marchefe di Sura, da noj altro 
volte menzionato, ed onorato da altri Scrittori di queni tempi coU" 
elogio di Principe prudemißìmo: bene farà it ricordare, ch' egli fondò 
in quefi:' anno (come cotta da uno Strumento prdro I' U ghelli (b)) i] 
Convento delle Monaehe di Sama Maria di Caramania" oggidì nella 
Diocefi di Torino, infieme con B
rta Comella fua. Moglie. Con que- 
fie parole fi veggono em enunziatj: Nos in Dc; nlmine Ode/ritus, qu; 
mi[t,.atiolle Dei Jvlagnifrtdus Marchio {ci/ictt nominalus, filius fjuondam 
Magnified; fimjJittr lvfarchiollis, & Berta auxiliante Deo jugales, filia 
'1uonda1ll .Aubert; itemque Alarchionis. Dal (he fi fcorgc, che Berta fua 
Moglie fu Figliuola del M.uchefe O(,erto II. Progenitore dell a Cara 
d' E1le. Haffi ancora. aU' Anno, fcguenre la fondazione fatta da queí1:i 
due piiffimi Conforti, e da A!t-ieo Vefcovo d' A fij, Fratello d'dro 
Marchefe, dcUa Badia di S. Giufto di Sufa,. (,,) in cui fi vede, che' (
) 
"t;(};- 
Berta avea per Fratclli Ada/berto Marchefe, ÂZzo, ed Ugo,. che ap- 
"
JI:nJ

 
pumo fi trum 1 ano in quefii tempi Figliuo]i dèl fudcktto Marchcfc . " . 
Obcfto II. Da .Ãzz, vcngono i Principi Eficnfi. 


(b) Ughell. 
Jud. SacT, 
TIII1I. JY. 


. 
 

 
 (f.t
 
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" - 
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J 


Anne 



80 


ANN A LID' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 :MXXIX. IndizÏone XII. 
di G I 0 V ANN I XIX. Papa 6. 
di C
f-RAl)O II. Re di Germ. 6. Imperadore 3. 


F 11. A Volg. M Ordeva il frenn Sergio Duca di Napoli, perchè cacciaro fuori 
ANNO IO:z.y. del fuo nido da Pandolfo Ir. Principe di Capoa, e Hudiava 
tune Ie vie di ricmrare in calå. Dopo due anni e mezzo, ch' egli era 
<a' .A7I07l'}- elute (a), gli venne fano èi ricuperare il fuo Principato, e per con- 
11I*S caþ- lèguenu: 0 ful fine di qudl' anno, 0 pur nell' an no lègueme. Proba- 
;",f. :- r. bilmcnre gli prefiarono aiuto per mare i Greci, perchè Napoli tin- 
L::. r.Jft;/::' qui s' era lempre tenura falda lotto la fòvranità degl' I mperadori d' 0- 
Jìs lib, 1. nenre, benchè i fuoi Duchi, appellati anche Macfiri de'Militi, go- 
'4/. s8. ddTero una piena fignoria in quella Ciuà, e nelle fue dipendenze. 
S(mbra anche cerra, che a [aie imprefa concorrelfero in aiuto fuo i 
N 0/ manni, i quali andavano crefeendo in quelle comrade, gente, chc 
fapeva pdearc nel torbido, e fegui[ava fenza fcrupolo ora l' uno, ora 
l' al[ro dl que' Prmcipi, anreponendo fempre chi gli dava 0 promet- 
t::va di piLI. Nè manCavano a Sergio de i panigiani nella fieffa Città 
di Napoli; e però ne tornò felicememe in pofidfo. Si fa, ch'egli 
donò un de1iziofo e fertile territorio fi'a Napoli e Capoa (fenza faUo 
per guiderdone .del buon fcrv;gio) a i Normann;, con crear Conre 
RùinuJfo capo de' medcfimi, e imparcmarfi feeo. Allora fu, che i 
N ormanni fi diedero a fabbricar calc in quel fi to, che a poco a poco 
divennc um CIt[à, chiamata Ave/fa, di cui fu il primo Conte il pre- 
dt'[[o Rainulfo , c cne fervi di bdlu;u'do da It innanzi contro la po- 
tcnz.a de' Princi pi di Capoa. II [rovarfi pùi così ben agiati e favoriti 
in I talia i N ormanni, e la fama delle lor delizie portata in N orman- 
diJ, :mdava faccnJo venire di colà nuovi compagni nella Campani.. 
a partrci par dclla .Fortuna e felicita de'lor n,lzlonali. Abbiamo da 
(.b) LUþll1 Lupo f'roto[pu:! (6), chc in ql1cft' 
\nno fn mandato in Italia per Ca- 
J!rot h 
J,ata rap.LIlo, 0 lia Generale de' Greci Criftofoi'o; e che BlIgiano con Orejie 
mC rom". r ' C . L ' ) ' ,\ 1 { ' 
 d C ' f1: h 
Ie ne [Orno a oLLanrmo.po I. agglUgne I Uu eeto rom a, c e 
mmft ']u!ii 'VU1it Potbo Cal:zr.mus, fecitque pugttam cum Rayca in Barl. 
Tanto fon corte quel1:e memorie, che non iì arri\'a a ddlinguere nè 
Ie perfone, nè Ie azioni fuccedurc in que' paetì. Tuttavia afT.'\Ì [raluce 
(c) .Ánon'j- daB' Anonimo Barenfe Cc), che dt'lpo la mone di i\le1o ql1cílo Rayca 
mUs BArI1l- fi feee capo dc' Puglidi ribcHi a ; Greci. J\bbiamo di nuoYo to [to 
.fs chronic. queft' Anno memcria di Ugo fl;faf'c/;eft, uno de gli. Antenati d
lla Ca[a 
10m. L V. " d' Elie in uno Strumemo, dato alia luce dal CampI (d), e CCrino colle 
Rer. ta Ie, N r ' c d ' D . l o4.n" r 
(d) CII",P; ot
 legucm I : ,O
lI a ,us gratl.J tl. mperator .nugU!,IIS, 
7n.nø .Æl1Jfl- 
If/cr. tli PÏA- rii eJus, Dco pI.OPI/tO l}ccutJdo, X. Ralendas Februam, IndlEltOlle )( II. 
ccnl.a T. 1. cnc indl..:ano l' anno prefcure. Egli è qui\'i cluamato Ugo ,Marchio ji- 
.APltnJ. tius Þ01f
 me,nOl-;æ Obcrti, qui fuit iltHJ ,1,lilychi,. E' m:il
ljifica )a com- 
pra, 



A N S ^ LID' I TAL 1 ^: 8 r 
pra, ch' egli fa di una gran qU1ntirà di Beni, a(cendenti feconJo la Eu Voi
. 
mj(ura a dieci mila iug,cri, che fecondo il Campi ,hnno ccnto 't'eIJtimil e , ANN. 102.9. 
pertiche. Fra quel1:i beni polh nt:'rerritorj di Pa-:Ji.i, Pir:ZCCiJ::::'i, Par- 
TJl:i, 
 Crcmona, fi comano \'arj CalteUi, Rocche, Coni, e Chiefe, 
de fi truovano poi cooferm,uc nell'anno 1077. da Arrigo Ill. deuo II 
IV. aHa Cafa d' Ette, eosì coll' una mana raunav,1 qudìo Principe delle 
ricchezze, ma co11' altra ne faceva anche parte ai facri Luoghi. Perci0C- 
chë in que It' anno appumo,o pure nel [0
8. come vue. Ie il C\!11?i, fi ûf- 
fervain unaltro fl1oSrrumemo (a), ch'cgh dona all.1 Cartedrale dl P/aèen- (a'.Antiebi- 
za due porzioni della Decima di Ponalbero, e la tcrza alia Chidà di San- tà Eftmfì 
[1 Mdria dc ipft loco Pørta/bao. Molt' altri effctri della fl1a Plet1Ì e mu- P. I. c. u. 
nificenza \'erlo Ie Chiefe ci ha nafcofo il tempo; ma non ci è già 
ignoro, eh' cgli magnificamcnte arricchì I' anuca B.ldla della Pompo- 
fa, (ituata C'ggidl nel dllhe
to di Ferrara, e govcrnata dal viveme al- 
lora Guido Abbate, uomo {amo, di cui s' è parlato di lopra. Arrigo 
II. rra gl'lmper
dori in 
n Cuo Diploma, dol me daw 211a luce nt'1le 
Antichilà Eitenh, e Ceflno neI :'ettewbre dell'anno IC4f. chiama 
eiTa Badia ab Ugone å1archio.'1c magnifice ditatam, e Ie conrerma fjuicquiti 
fibi junior Ugo _Harchio F;/jus Uberti dedit. L'anno in cui queUo Prin- 
cipe mancò di vita, è a noi ignoto. Prob.lbilmeme non molto (opra- 
viiTe clopo I'anno prdenre. Ebbe Moglie, ma non apparilèe, ch'
uli 
lafciaiTe dopa di sè Figlmoli: laondc la Cua eredità pervenne al Ma
- 
cbcfe Alhtrto Azzo I. luo Fratello, fe era \'ivo, 0 pure al Marchelè 
Albcrto Åzz.Q ll. fuo Nipole, del qUJle cominceremo a parlar da quì 
innan7.Ï. Fu rli parere l' U ghelli (b), che Eriberto Arci'Vcfco'i.:O di Ra- (b) Ughtll. 
venna paffalTe a mlglior vita nell' anno 1027. Non ne adduce alcuna Ilal, 
lICr. 
rruova. Ben ceno e per uno Snumento addotto da Girolamo Rolli (c), 1j,.II
n .Ar- 
che fi truova in qudt' aono, .dnn() f2!ta r to Joannis P.pæ, lmptrantc 


;n

' 
ChuOIZrado Anno Tcrrio, die Xl. .ApriliJ, 1mfiélione Xll. Arclvdcovo (E) KuhfUS 
di quella Cinà Gebtardo. III vece di Anno !5<3.Jrto, avri avuro la pa- Hifl DT ., Ra- 
gamena Anno P. 0 pure Pl. e il Roflì per lsbaglio avrà letto Anno 'IIer.". lib. 5. 
IP. egli Hetfo confetìà, che nell' anno fegueme 1030, a dì 6. di GIU- 
gno correva lUttavi4 l' .Anno Pl. di Papa Glovanm XIX. In un Do- . 
cumento, da me dato alla luce (d), Lorna a f.\rfi vederc il I\.-Jarchctè (d) ..Antl'!.u. 
di sura Ode/rico MagnifreJo, 0 fia jWanfredi, il quale fi prote1la Fi- fi:flCó 
if- 
gliuolo di un" aluo Jt1agnifredo Marchel
. Di qucfio Principe avremo 341'. . az, 
occafion di parlare in breve. 


'rom. Pl. 


L 


A.(')no 



ERA Volg. 1 Nforfe in qurO' :tnno guerr:t ffa 1'lmpcrador Corrado, e Stefano, 
ANNO 1:)30. PrImo Re d' Ungheri I. Principe lànro, per co!pa non glà de 
(a) .Amlll/. gli {J'lghcri, ma bCl1s1 de' ßavan-fi lor confinanti (ll). Mulfe Corrado 
Hildes- Un pot
nte cfercito a qu
:Ja v()lra, (' 
1Uf1[e fino al 6um
 Rab. S
- 
JJtlm. , !!UUOn0 f.lCchq:
gi ed incendj sì nell' Ungheria, che nella Baviera. Ma 
. w.p
o /IJ i! bunn Re Srd:'nn. a cui nnn piaceva quett.! brurra mufica, e che 
r,I.l C01Jra-, 
 h '
' d ' - , b ' , { ' d ' I ' 
II 5 ., II rr()V.l\':t :tne c mn:r10re I torzc, con un am .\lclara pe Ita a glO- 
I .l1/(/. ,'inerte' Re Arrigo dimandò p.lce; e quetli d.ll1' i\ugulto Corrado (uo 
Padre l' otrenne Circa qudli [empi Pandolfo II'. Principe- di Capoa, 
in?:r.lto a i bend1zj a 1m compartiti da Dio, tornò ad inJperveriar 
come: prima contra dd nnbilitTìmn Moniíl:cro di l\lontc Ca,lino) nulla 
curand()) che qud f.lcro Luogo t'0lTe lotto 1'1mmedlata fignoria e pro- 
tezion de gl' Imperadori ("). Chiamò a Caroa Tcobaldo Abbate con 
invito d, gran benevolcnza) 
 il forzò a non p:mirfi da quella Città . 
Si ft:"ce giurar tèdeltà dol rutti i fudditi dl quella B.ldia, dillribuì a i 
Normanni, allara fuoi adert'nti, una parte delle Call:ella, dipendenti 
da elfo I\londiero, e diede l' altra in governo ad un cerro Todino, 
uno de' Famigli dd Momllero, che afpramenre cominciò a nature i 
po,,'eri Monaci. In una parola fu ridorro a [al miferia qud facI'o Luo- 
go, che un giorno i Monaci dlfpcrati prclèro la ril'oluzionc d' andarfe- 
nc tutti in Gcrmania a' piedi ddl' Imperadore, per implorar' aiuro, e 
fi mifero in viag:?,io. l\ v vif.no di cio il fuddetto Todino, corfe, e 
tante preghiere e promelfe adoperò, che Ii fece tornare indieno . 
Abbiamo da gli :\nnaJi PJÎani (c), che in quell'anno in Nativitatc Do- 
mhÛ Pi/a cxuJla eft. Di fimili incendj di Ciuà Iraliane in qudli 
e- 
coli noi ne andrcmo trovando da qui innanzi non pochi. Non erano 
aHora mol[e d' cffe Citri fabbricare colla durevo!.:zZ.l e pulizi.l de' 110- 
fhi rempi. !\lolr') legname concorreVa a farle, e in molri di qu("gli 
cd1fizj duravano anCM<i i tcui cflperri di pa,.jha, ficcome ho io altro- 
ve aCcennato (1). Però non è d" fiupire, Ie attaccaro 11 fuoco in un 
luogo, tacilm::>nre li diffondcl1è la fi.lmma fino a pr
nJere ia rnaggior 
part.: delle Citrà. Ahbiam parlJto di Copra cfln ]ode di ll.f.rgfJifredo 
Marchde dl Sufå. Non fi \'uo]' ora racere un farro narra[o dolll' Au- 
t(ln' dclla Cronica dell" No\.aklà (e), Second:1 gli ahufi di quelli Se- 
coli barb.ui avea l' Imperador Corrado, ILmdo 111 Roma, contèrira Ia 
Badia dclh N nva1cfa al N Ipore di S.1I1[' O..hlone Abb.1tc di Clugni , 
il quale per e<<ere giovmetto, dnpo averle recaro non ]ic\'e d.1I100, 
]a concedette in bl:'nl'fizio (probabllmeme per danari) aJ Alberico Ve- 
fcovo di, Comu. QueUo Pl'clato ingordo 'faurinum 'Vmims, tgit artf 
(al/i- 


(b) l.t, 
Qr'limþs 
Chronic. 
:ib, 1. c. S8. 
W' ft1U. 


(c) .An"a/. 
Ps,'".zn. r. V I. 
l/..er. Ital ic. 


(d) .Ami 1:4, 
ll.tlir. DIJ- 
fert. 1.I. 


(
' Cbronic. 
Noval,c. 
P. II. T. II. 
Rtr. IIJI:,. 
pag. 7Ga. 


82. 


ANN A LID' I TAL I ^. 


Anno di C R 1ST 0 MXXX. Indizione XI I I. 
di GIOVAl'NI XIX. Papa 7. 
di COR R ADO II. Re di Germania 7. Imp. 4. 


t 



. 


ANNAL I D'ITALIA. 83 
enllida cum í'larchione fv!aginfredo, & [ratre Juo Ada'rico Præfu/e (d' c\l1j
 , Eu Volg. 
da/()que multo pretio, ut Abbatt'm caperet: quod & fecit. N d dl [egum- ANNO 1030. 
te i Cittadinì di Torino, che am.\vano, ed apprez1.:lvano f0rte queU' 
A hbate, fecero una gran raun.Ha per levar2;Iido dalle mani. Sed p,..e- 
diffus Al,lrchio curtZ turba miÚtare [ræ'VaJuit, interdicms iJlis, ne quid of- 
fendere1Jt. Può el1ere., che tel memalle i' Abb.!te. Nt: ho io Lua m
n- 
zione, acciocchè il Lenore otTèrvi, come in qudli u:mpi la Cinà di 
Torino dovea el1ère loao 1a giurisdi?-ion dd Marcllelc Magmfrcdo, , 
o Manfredi. In qudt' anno trovandoh l' 1m I'erajof Corradù In Inge- 
leim XJ711l. KaJendas Aprilis, A;MO Chuonrt'dj Reg,nantis Sexto, ejuJ- 
tlemque /rllperii '1ertio (a), confermo i fuoi beni e dlrini alla ß,dla di (3):fi Bullaf'. 
Santa Maria di ,Fircnzc, con dlchiolrarla BaJia Imperiale e RegJle. 

 ;;.''tnft, 
is. 


Anno di CRISTO MXXXI. Indjzione XIV. 
di G I 0 V ANN I XIX. Papa 8. 
ài CORRADO 11. Re di Germania 8. Imp. 5. 


S Criv e Romoaldo Salernitano (b), che Anr.o 
1ðXXX. Indiélione XllI. (b) R,- 
Johannes Prinæps Sa/erni deJunUM eft AllllO Principatus jüi Lf/ 11. mua/dus 
& fucceJlìt ei Guaymllrius .fiLius e;us. 1\1.1 è iallato il tt:lto, e in nce SaJern
tan. 
di Johannc
 avrà Ccritto Rom
:\IJo C?uaymarius, cioe Glt
imario 111. 'i7'::tRV. 
Prmclpe dl Salerno. Anchc J Anonllno B.!.renle preíTo 11 Pellegrini Italic. 
mette aU' anno 10 p
 la moTte dl quetlo Principe. In un tci1:o di Lu- 
po ProIofpa[a (c) elTa vien riferit.1 aWanno 101.9. Ma il (uJd.eno Ca- 
millo Pellegrini portò opinione
 che Gu,Üma.rio Ill. conducdre la (ua 
) t 

pus 
' fi II ' d 1 , h - tr . . ro 0}pa14 
vna no a 'anno rreleme 1031. paren og Ice 11 POll.! CJ() rlcavarc in Chronico. 
da alcuni antichi Strumenti. Abbiamo in oitre tanto dail' .-\nommo 
Barenfe (d), quanto dal Protolþata fuddetti, che Menft JUl1ii com pre- d 
henderunt Sarraceni CaJlìanum, clOè la picclOia Cltt;\. dl C4{f,lI1U nella 
ls 
no/fY: 
Calabria; e che nel di 3. di Luglio [->oto Catap,mo de' Grcci venne fis T
':
t';.. 
a battaglia con quegl' Infcdeli, e rellò fconfino con la!clarvi egtl la B.t;. Italic. 
vi[a. Palsò alia glOIia de' Beari in quell' an no S. Domenico Abbate del \e' ,leD , 
Monillero di Sora, appeHdto da Leone Oltien(e (e) mirabllium patra- 

:1f: In 
tor innumerum, & Crzrj,biorum fundator m:ÛtoYlim. J 1 Sigolllo, e do po lib. 2" c', 62.. 
lui Angdo dalla Noce (n Abbate Calinenfe, tlimarono OomcllIco (f .Angelus 
Sorano 10 fiel1D che San Domenico Loricato. Ma anlhrono Jungi JaJ de Nuce m- 
C ' h Co .
 I ' d ' - It L ' ,NOIlS ad 
Vera. erto e, c e lumno uue per one lverle. oncato volo al Chronic, 
Cido nell'anno 1061. comedlrJttamente olTervò ilCardlnal Baronio (g). Ltonis O. 
o lìa che íì pentillèro hn.dmeme i Venezioini dell' afpro trattamcllto ftitllJìs. 
da lor fano ad Ottone Orjèolo lor Doge; 0 pure che s' mfalliJlflà'J 
g) BarlJ l 7
' b 
d I d . P ' B b 1 I ' 
 ' 1 D in .A nn,/ I . 
e governo I Il'tro ar ()santl a UI tulLltul{o ne UColto; 0 rUle, C7' in Mar- 
come è più rrobahlle, che prevalefJ"e la f.lzion de gi! Odeoli: certo l'YI'ologio. 
è per atrellato dd Dand::JJo (h), ch' ellÌ prefo in que It' anno il fudJeuo t h Dandul. 
Pietro Doge, lè:nza faponata gli levarono la barba, c vdbtolo da Mo- ';. c;;

n


. 
L z. naco, lla/;c. 



8 fAN N A LID' I T ^ L I A. 
I
>. Vol
. naco, it mandarono in efilio a C()ftaminopoli. Q1indi inviarono alla 
,<'\"NU 10 3 1 . ndra Ciuà di Cofiaminopoli Pilale V cCcovo di Torcello con bello 
accompagnarnen[() a ricondurre di colà Ot/one Ol'jèolo per rimenerlo ful 
Trono Ducale. Ima.uo diedero il governo della Terra ad Orfo Or- 
[colo Patriarca di Grado, e Fr:nel1o d'dro üuane, uomo di gran fen- 
no e generofità, H quale per un' anno e due Mefi fece da Vicc-Duca 
con molra fua lode. 
(a) AlztilJu, Duc Diplomi ho io d,lto aHa luce (II), che in quetl' anno otten- 
l:alzc. Dif- ne dall' -\ugulto Corrado Uba/do V dcovo di Cremona, amcndue dati 
fm. 8. J.' I. Kalend.1s "'fartij An'1o J)ominic
 /ncarnatiollis Jl,lXXX I. Indiflione 
u l
. X fill. Anno aulem Domni Cbuonradi Secundi Regnant;s P /. Imperantis 
'l."ero II l/. J1il,I1n Goslare. In turti e due quelli Documemi è notato 
I' Anno Sefio del Regno, e confeguentemente pare adoperata I' Epoca 
del Regno d' Italia. l\1a di quì rifulrando, che la Coronazione Italica 
di Corr,.do farcbbe [eguit;1 prim'1 del dì 26. di Febbraio dell' an no IQ26. 
(b) Her- converrà me g lio inter p retare Ermanno Contrano (b), allorchè ad dfo 
rnazzl'lus .. . 
Cenzrlftlus anno 102.6. fcnvc, che Corrado CIrca tempus !'<!fadragefimæ mm exerCllu 
izz chronico. Ila/iam adiit. Diede hne in quc:ft' anno in Filcanno aHa fua lànta vita 
(c) }.Jabzll. Guglielmo Abbate di Di ] ' on in Francia (c), celebre nella Storia Mona- 
In Allt.'IIl 11 1 r. v , , I J:. d . d . ''' 1 ' (l ' fi 1 . 
E ..."iÉl, " Ica per e lue IfIU, e per a ron aZlOnc I van L\- OI11Llen, ra qua 1 
011 n. quello di S. Benigno di Frunuaria in Pie monte , e per avere intro- 
dona la rifmna in aíT,1illimi 
10niaeri mallin1.101cme di Francia. Gla- 
(d) 
laIJt
 bro Rodolfo Cd) fuo comcmporanco, nella Vita, che fcriíTe di lui, 
f
/T"aD
z- aucfla, tale ellère llata la fama e (lima d' e(]() Guglielmo Abbate, 
:
o
.z IIp.:d C....) tll cunfl:ls l.!Jtij ac Galliarum Provincias ip(itls amor ac veneratio pe- 
Mabillon. fJttr.:lret. Nam Reges ut Pat rem , Pont;{ices ut Jlagiftrtlm, Abbates & 
lvfonachi ut Archai.gelulJt, omnes in commll/le lit D.:i ìJmicum, fu
que 
Præccptorem jà/utis h:Jbcbant. N e ho faua 01': IIzione, perch' egli fenza 
dubbio fu di nafcita Italiano. Sccondo la tcfl:imol11anza del mcdefimo 
Glabro egli n,1Cque nell'Ifola di San Giulio dellJ. Diocefi di Novara, 
nel tempo Ile(]() che Ottone il Grande a(fediò 'ViHa Moglie di Be- 
renga:-io Rc d' 1t.11i:1 in quell' Ifola del Lago d' Ona: i
 che, ficcome 
abbiam vedmo, fuccedette nell' anno 962., Ouone nello dopa la prefa 
(11 que! Luogo il tenne al facro Fonte. Non s' ingannò Glabro in ifcri.. 
venda, ch' cgli morì neH' an no prefente (0)1. in cd. d'mmi (cttrmta; 
\e) M,t.ill. ma ingannoffi bene il Padre Mabillone (t'), \'olcndo qui l:orreggere 
_-fnnßI. Be- Glabro, quaGchè Guglielmo avelTe dovU(o oafcere nell' anon 961. per- 

:
;:l;gt: chè moho ben G verifica, ch' egl
 folTe nato nel 96z.. . e che 
el pre, 
fente lOp. egli folTe entrato nell anno fenantefimo dl fua eta, ben- 
chè fia vero
 che Bereogario morì molto più tardi di quel che fup- 
pofe 


. 


(....) ehe il di lui alJt(}rc e veneraÛone penetrQ tutte lø Provincie del La-do 
e delle Gallic. /11Iperocchè ; Re come Padre, ; Ponlefici c
me Jl,laeßro , 
gli ibbati e JHonaci come un 
1rcan1.elø, tutti comunemente 10 fi im ø v 4--- 
1IQ c
me amico d' Iddio, e lvIae/lro de!la 19ro fa/ute. 


.,. 



ANN ^ LID' I T ^ L 1 A. 8, 
paCe Glabro, Se vogliam c
edere a Sigebert
 (A), in quell' an
o 

- EllA Volg. 
1m Ius & Riehm"dus (N oblh N ormanl1l) mmuend{/! dOinO multztudm
s ANNO 1Q3! 
1\7 ' d ' ,17: A l ' & I l . , (a) SI!,ber- 
cau./fa, hoe tt'mpore a .J. Y ormtmma zgre.iJZ, .npU lam expelunt, ta IS tn- IUS in chr,- 
ler {e diffidentibus, dum alteri eontra alterum auxilium præflanl, hac op- nil'. 
pØ1 iunitate Italos eallide & fortiter debella/zt, & JueceJ!us urgendo JUfJS no- 
Men flJ:un dilllt,mt, & futur,e proJperitatis fibi 'l}jam para
t. Se, comc 
io credo, e fi raccoghc Ja ahro (Ïl:1èguente luogo, Sigebeno \'uole, 
c.'he RoIerto Guifc{Jj'do nell' anno prefeme daJla Normandia pa(fa(fe in 
}>uglia, egli r.lccoma delle fa vole . N è in quefii tcmpi fu gUtrra in 
Puglia, nè ffa i Principi di quelle comrade; e noi vedremo a fuo 
tcm po, quando e(fo Robcrto venne in Italia. Ma forCe pula di un 
dircr[o Roberto quello Storico. 


Anno di C R 1ST 0 MXXXI t. Indjzione xv. 
di G 10 V ANN I XIX. Papa 9. 
di CORRADO ll. Re di Gern1ania 9. Imperad. 6. 


C Efsò di vivere in que 0:' anno Rod()lfO 111. Rc di Borgogna, fo- 
pranominato il Dappoco, ièm.a lafclar Figliuoli. A veva l'gli per 
cura del f.uuo I mperadore Arrigo riconofciuto per dominio dipenden- 
te dall' Imperio il fuo Regno, (b), 0 pure pl:rchè ciò fi pretendevJ (b) DitMlJr. 
farro ne'tempi infino di Arnolfo Re d. Gcrrnania, egli venne a fug- i,! Clmniu, 
gettarlo di nuovo all' Imperio. L' lmperador Corrado mJggiorrneme firin- lib, 7. 
fe quefio affare, ufando anche della fon.a, con indurrc Rodolfo a pro- 
mettl:re di :lvcr per fucceíTorc in qud Regno 0 lui, 0 in fuo luogo 
il giovane Arrigo Re, con prctenderlo ancora per Ie: ragioni di Gift/a 
o Gis/a I rnperadrice fua l\log1ie, N ipote del fudde:no RodoJfo (c). 
Ed I:ra ben va1to e fiorito quel Regno, pc:rchè da Bafilea fi ficnde- 
va fino ad Aries e a Marfilia, con abbracciare la Provenza, Lione, 
il Delfinaro, ed alai paeíi (d). Ne fu poruta la Corona coll'altrc Re- 
gali inlègne, e maffimamenre colla Lancia di S. Maurizio all
 Augutto 
<":orrado. !vh Odone 11, Come, 0 fia Duca di Sciampagna., pc:rchè 
Fighuolo di Berta Sort:lla del defunro Re Rodolfo, pretcndendo a 
qudJa eredità, fi prevaHc della congiuomra, che clTo 1m pc:radore fi 
t1"QVa\'a impegnaro coll' arrni nella Schiavoni:}, 0 per meglio dire, nel- 
la Polenia comra dl Mificone Re, 0 pur Duca d. queUe: comrade; 
ed emrò in pof1ef1ò della Bvrgogn1. Pl:rciò Corrado s' andò preparan- 
do per fdre nell' anno fegucme una difguftofa danza neJ rapito a Jui 
Regno. Abbiamo [pename a quefi'anno un Documemo, che ci fcuo- 
pre, chi folfe nc'tempi prefenri Duca e Marchefe della Tofcana. 
Pubblicò l' Ughelli (t') la fondazi.onc de: Canonicari fana nella fua 
Chie:fa da Jalopa Vefcovo di Fiefolc:, Ål1no Dominieæ Incarlf4tionis 
MXXXfI. Imperii Domni Conradi Augufli V. lndiElione XV. Dice dl 
far quell' opera per Ja falute de gl' lmpc;radori, e fpe7.Íalmeme di '\1'- 
rigo I. 


(1:) winø 
i" 1';'<2 CDn- 
Toldi 
;Ill:â. 
(J I Glln rh,. 
"U 1.lgunn. 
lib. 5' 


(e) 'Ugh,/l. 
1r.1/. Sacr. 
TDm. III, in 
Epif;:op, 
F
Ju.An. 



86 ANN A LID' I TAL I A. 
P'RA Volg. rigo r. fra gli Augulli, che I' avea promorfo a quel1a Chief a . NecnolJ 
ANNO 1032.. pro fà.'u/e Com"adi Sere"ifjimi Impera/oris fe/ids memoriæ (così du:-evano 
aIm ancora de' Pnnci pi vivenu) (uæqile Conjugis Gislæ .Auguflæ, & fi- 
lii ejus H. necn01l_ BDnifaâi SerenijJìmi Ducis & MtfrchjDnis Tufciæ. Sic- 
chè probabil cola è, che fin nell' anno 101.7. Rinieri M.trchefe dl To- 
fcana, volcndo c
zzare col Re Corrado, con etlere poi necellitato a 
renderfi, decadeHe da quc:l Ducato, e che Culle rovine di lui fi 011- 
za(fe it MJrchdè BMifaâo, Padre dell.1 gran Conrdlà Matilda. eo- 
munque [iol, l' abbiamo DUC'1 del/a crofèana in qudli tempi. Tornaro- 
(3) Dilndl
l. no nell' an no prcfcnre gli l\mbafciaton (..), Cpediti dal Popolo di Ve- 

 ;tro;/Co nezi.! a Co[tal
tmopoli, per ricondurre dl colà il già efili:1to lor Do- 
l;.;/Ca
. tr. ge Ot/one Orje%, c(,lIa nuova ch' egli avea dato fine alia fua vita in 
quella Cmà. 11 pcrchè Of[o Patriarca <31 Grado Cuo Fratello, tlata 
V Icc90ge per lIlI' anno e due J\lctì, rinunziò il governo. Col favore 
di poca pane dJ Populo s' inn ulè neI Ducolta Domenico Orfto '0, e ma- 
le per ill!; pel ciocche non andò molto, che formarafi una potente Col- 
klt3zione Cl mra dl lui, t"bbe farica a lalvarfi con ririrarfi a Raven- 
na, .Jove lafciò poi Ie rUe o(fa. Girolamo RoOi (b) mettc la fua fuga 
e m. 1 m: nell' aOllo 1024. 
1erita ben PIÙ fede in quello Andrea Dan- 
dolo, dillbenre ScrÎtrore delle cofe della Parria lua. Fu dunque crea- 
w Doge ,.11 VenezJa Domenico Flaballico, che allora fi rrovava in efi- 
110: con chI: ccff",rono [U[[I: Ie fazlOni e dilcordie de'VcnezianiA Que- 
fit, tog s 1Ugne 11 Dandolo, a Coflcmtino ÃuguJlo Protofpatarius ordina- 
IltS ffl Ma dove-a duc da Romano .Argiro, 11 quale IIC:U' anno 102.8, era 
fucccJuro a Coflantlno ndl' J mperio d' Oriente Per atteHato dl Lupo 
l-'lOtolpara C,), edell' Anonuno Barenfe (d), in quell' anno, il mede- 
fimo Roma,Jo lmperadDr dl:' Greci mandò per Catapano, 0 fia Gover- 
l1.1tor 
t'nerak de'iuOl :)tati in ltalia, CoflantinD Protofpa/a, chiama- 
LO ancora Opo. 


(b' l(:tbt!1J 
RIft, Ro1V. 
lit. S. 


(c) LUp:'H 
Pror
fpara 
in Chro1J/Co. 
(d)... no"y"" 
1Jli r tnfis 
Chrønie, 
7'0. V. Rlf. 
1141". 


(e) RubtNI 
HiJf. l!.1l'IJ. 
lib. S' 


. Anno di C R 1ST 0 MXXXI I I. Indizione I. 
di BEN FOE T T 0 IX. Papa I. 
di CORRADO II. Re di Gcrmania 10. Imperad. 7. 


O L
r
 a quefi' anno non pafsò I
 vita, di Papa Gio'VlI
ni ,X IX. Non 
Ct e noLO II glOfIlO e Mefe, In CUI egh ceiso dl \"Ivae. Ben 
fappiamo, che ebbc nel MeCe dl Giugno per Succelfore nella Catte- 
dra di S. PJe
;"1) Benedc//o lX. Adunquc uno Srrumemo acc
nnato d
 
Girolamo I
offi (,), dove fi Iegge it fuo .Anno '1erzo n
l dl 2.r. ,dl 
Giugno dell' anno tegueme, patlfce ddlc difficulrà. Agglllng o dl pm, 
ch
 nel ßollario Calinde, e ne gli Annali BenederriOl del Padre M
- 
hillone fi rruovano Documenri, ft:condo i quali parrehbe, che eno 
Benedetto IX. aveffe confegUlto il I'omificaro n
11' anno pr
cedem
 
e non già nei prdente, Tali nondlmeno e tanti tono gh aim, chc Cl 
afii- 



ANN ALl D' I TAL I A. 87 
a(1ìcurano, avcr'cgli folamente in qudl' :1Ono confeguita la dignirà Pon- ERA \' olg. 
ti6cia, che non credo fi poffa dipanire dall' oplllione fuJderra. Ora ANNu 1033. 
l10i troviamo quet1:o Poutc6ce fommamenre (Cïed;r:1to nell.! Srori,l Ec- 
cldja(bca Egli è appc11aro da Glabro (a) Nepos duorum, BenedlEli {a' GIJ1IJtr 
atque Jobannis (Romani PonrcficÎ) Purr Jenne de,-mnis, inte,-cedente Rift. IIi. 4, 
the/J,:tI"orum pe:unia, e1eElus a 
omtlnis. N on par notJ7.ia licura, cn' e- 'lip. 5. 
gh foffc di eta sì tenera. Dicono 
\ncora, che fi chiam:wa prima 
eo- 
fi/atto. Anche di qudlo io dubiro, fembr.mdo per Ie notizic da me 
aJdotte altro\.'e, che non egh, ma Bmedetto PIll. fuo Zio port'lffe 
qudlo n',me. B-1 btn ragione dl dar quì ï nelle fmanie il fì Cardjn d 
1 
a: (b) lJaroø 
romo (b) contr'\ di qudlo mofiro, can 13 vlamcme con ur:tre .lpOI I in Ann..lib. 
neU1ICI d..ib Chiefa Cauolica, che dl quì prendono morivo d. Ipar!a- E(dtftafl, 
re JdJa Chlda Romana. Non lalèiarono m1i, nè Iafciano Ie Chide, 
e ipczl.llmcnte que:!a, che è Capo di nine, d' effere f<lcrofanre e vc;- 
nerablli, ancorche t;.lvolta Miniltri indegni ne giungano al governo. 
CúSI du;o anche aHora in curti i f.wj Crilbam I.! Vener.lZlOne dovura 
alla Sede A p,1Iiollca, tUaochè ciol[cun diCapprovaffe e l'ingrelTo e la 
vita dl qUdto Pumdìce, chc fu verameme eCecrahile e fporca. ( vi- 
2.j de'iaLfI P,lIlori non ion già vizj delle 101'0 S"die. P,,(1à anche il 
C.1rdind.le Annaiiila a riprovare, 
 meritamente, i Princiri del Seco- 
10, quaior vugllaoo mcuer mJno nell' eh:zione de'lommi Ponrdici. 
Ma, e, dol vedere, fe quctlo folfe il Iuogo di dar qudlo ricoI'd,) a i 
Princi pI. hue PIÙ ton a , ch' egl i doveíTe ricordare a i fUQi E.leuori 
di aVt..r gli occhi CoIaml'nre d Din, e al b
ne della Chief.'l, e non gtà 
allo iplendor dell' oro, nè a' proprj \'amaggi. Nell' clezione dl Bcn_e- 
detto IX. muno Principe ebbe nuno. L' oro fu il Principe, che t.;- 
ce eleggerJo, e da qUt i10 Tir::mno, e, non da violenza dl Pnncipe al- 
cuno, 11 lalì.:iarono qud1:a volra abbaoliare II Clero e Popolo Rom.t- 
no. .-\b-bidmo da. V ittorc III. Para [;), che quello Benedetto di no- 
me, ma non di fani, cujufdam 
1/berici Filius (Magi potiu! SimolJis, 
quam Slír'o;lÎs Petri vefligia jèflatus (non pm va a Patre in Populum pro- 
firgtua pecUilÏa, Iummum jibi Sacerdotium vendicavit. Cujus quidem poft 
a
ep
um, S"c.r
ot,;ulIl -:.;ita quam turpis, (pam Jæda, fuam exfècmllda ex- 
luUIt, h(J,rej
'o refeíTe. t\la aHora pur HOppO la Simonia facea gran- 
de Itl àbC nun in R',>ma folo, m'l per tutta la CriHianità. Ed db più 
factlmc
lte ancor a mc'[[ea Ie z
m pc nell' elezione de' Papi, p::rche a 
quc,la Intt"l'Vemva anchc il Popolo Secolare. Lodiamo Dio, chc que-, 
1rd m.u' LI bd, lemprc dctcllara, Cempre fuimin lta. d]lla Chicf.\ C.tuo- 
hCol, novo ù"': It a pochl anni de gli zdalhil1ìml P.\pi, ch:: fcriam
'n- 
te aaelt:lo a IrddlcarJa; e \oJiJmnlo, pcrchè a miO'bor' orJlIle ridotta 
l' ekZlO11 de'Romani Pontefid nan prù fi ve .J(J'')
o nella S:::dia dl S. 
hcrru perl?nJ.ggl, che in vec
 dl edd;cJre d
fru3
'1
,), nè Velcovi 
nd
' aitre Chl
IC, mancanri aflàtto dl qndle bt"'He d Hi, che S. Paolo 
dehdt:ra ed ef16e 111 ogfli f-lcro Pallorc JcIla Chiefa dl Dio. 
Nd Gcnl1alO ddl
 Anno prefente íì troVava in B dìlea l'lmpera- 
Jar Corrado., com\: colta d", un fu() Diploma pubbltcato da me (d). 
In quc:l- 


(c\. 1':8" 
11:. P,'pa 
Dia!ogilr, 
lib. 3. 


Cd) .Antiqu. 
11 die, Dif- 
ferl. II. 



88 AN}, ^ LID' I TAL 1 A. 
E
 A Vülg. In qu
lIo ftelfo. Mefe:, per :mcf1:ato di \Vippone (a), egti molfe l' \r- 
AN

 10 33, nut:, iua verfo 11 Regno ddla Borgogna, per ifpo(fdfJrne OJane Conte 

:)v
:/'
 _ 0 fia Duca di Sciampagn.l. Arrivato nel giorno della Purific.\zion del\a 
ratli SIiJic;..v crgine al MoniHero Patcrniaco, quivi da buona parte dc"Grandi d' e(fo 
Rez.no t
1 ri
onofciU[o per, Re, ,e n 7 rlcev::tte la c.)rona nel giorno 
fie: 11 0 . S accmfe a:1cor.. all a<fedlO dt alcu'1'
 C.t!lelb; m.l sì fiero e 
firaorùinario fu it freddo in 'ludic pani, che converme ddìí1:e:re e ri- 
(ir:!rfi . Torno(fcne dunque ind,etro, e trovandofi nel Cafidlo Turci- 
co, vennero ad inchin:lrlo la vedova Re,gim di Borgogna Erme1
f!,lrd,l, 
con altri non pochi Borgognoni, i qu III aveano f.ma Ia vja d' J talia 
per timor di OJone. VenU[;l pOI la State, l.lmperadorc in vece di 
l'urrar I' armi contro il Rcgno dcl\a BorgngnJ, andò a dirirrura a cer- 
eal' Odone in ca::'1 fu.l, ei<lè nell,\ Sciamp,lgna, dove sì terribil guallo 
diede, ehe Odone per nccdulà vel!ne a (rovar Corrado con tl1t
a u- 
miltà, e a ehiedere p
rdono, con promencr qucllo, che ficcome uo- 
mo di mala f
dc non voleva efeguire. Contento di qudlo fe ne tornò 
(b)Baron.;n in Germanta Corrado. ImmlginolIi il Cardinal B:uonio (") per un raf1"o 
.Ánnal. Ect. mal inrefo di Glabro, ch' eOo Augullo calaITe in qudl' :\nno in Ita- 


)C;,
f:.141 lia. Ciò è HOppO lontano dal \.ero, come avvcrtl il Padre Polgi (c). 
Baron. A nche il Padre Daniello (J) finJilramenrc inrerprCt3!ldo un a!rro polITO 
.d .Ánnllm di Glabro, fi credctte, chc 11 Popolo di !VIilano ribell.1tofi aU' Anguno 
JX 38 . . I Corrado, fpediITe nell' .-\nno prctème Ambdfci:ltori ad off'rir la Co- 

ift
;e1Zlje rona d' ha1ia a1 prcdcuo Odone. Ciò fcguJ molra più tardi, ficcome 
Erance. vcdrcmo. Erano in quetb tempi i MilaneG lomnnmente atnccJti e 
fedcli aWlmper:1dore. Nè fi \iuol tacere, che pcr atteí1:a
o del Cud. 
((:1 
lll/er delto Glabro (e), in quett' anno comlOciò per la prima volta ad udlrG 

,.. s: . 4. 11 nome della Tregua di Dio, propolla da i Vefcovi del1e Provincie 
di A des e di Lione, che pot fu Ibbilita più tarJI, ed anche abbrac- 
data da mold in I talia. Erano 
lIora non meno in Franci,l, che in 
Italia, in ufo Ie gucrre private. Cioè permdtc\-' ano Ie Leggi, il po- 
terfi vendinre de' nemicl, da che il lor fallo era parente e conofciuro 
da' pubbllci i\1inìllri. Però Ie dilèordie e vendette lì tramandav:1no a 
j FIglilloli e N iroti, frcquentlffimi crano gli ammazzamenti, e i pilI 
camminavano coW armi, promi tèmpre alIa difclà cd ofTèlã. Fu pcrclò 
in qucfii tempi fatt:! parob, e poi conchiulo nc:ll' Anno 1 :)41. che in 
(f') Hugll akuni giorni di qualfivogiia ferrÎmana (f) per amore di Dio niuno 0- 
Fla'Vlr.IA
 la(l
 di fIr d.mno :Ilia vita 0 alia roba de luoi nemici. Fu impona la 
.enf In chr. fcomuruca e I' efilJO a chi accewna quelh Tregua la tra
gredlffe di- 
poi. Sulfcguenrcmente fu in alcun luogo abbrcvlato il termine dell:t 
(g', Du-can- Tregu.l con a1tre regole, delle quali è da vedcre il Du-Cangc (g). Ne 
l
 In GI'Da- parla anche Landolt
') Seniore (h), S[Orico Milanefe di queHo Secolo, m:\ 


) i:;

:- con qualche diff"ercnzJ, lèrivendo, che a' tempi d" Enbeno 
rciv.c[covo, 
[-IS lemflr Lex fanEl
, at'jue lU
:ldatum novum & bonum e C.elo, ut janElI 1
I1'1 affirue- 
l!iPor. },je- rU>zt, om11ibus Chriftianis tam fidelibus quam znfideiibus data eft, d,ems: f:<3a- 
.! .l,,

 I, 1, tenus omn
s homines fteure ab bOla pl'Îfi1a Jovis I4ftJiie ad primam bDram, diÛ 
J. LUiJtC, cMJuftumlJue culpt! forent ,Jua negotJa agentes permanermt. Et tl'tleun- 
'jue 



ANN A LID' I T ^ L I A. 8
 . 
fIN hallc Ltgem offendermt, videlicet 'freguam Dei, fj/l
 mifericoraia Dømi'1i E II. A VoIg. 
'IIofty; Jefu Chrifli terris noviter apparuit: proeui dubio in txjilio damnatus per ANNO IOJj. 
aliqua teliJpora panam p.J,tiatur eorporeJm. At qui eamJem ftrvaverit, ab 
Qmnium peccatorum vinctllis Dei miftrir;oraia' abfòlvatur. Fu faggiamcnte 
penfata e introdotta Ia Tregua di Dio da i Vefcovi di Francia j ma 
Landolfo ci fa imendc:re, ch'dfa era venuta dal Cicio, fecondo il co- 
flume di que' tempi, ne' quali ogni pia ifliruzione fi fpacciava come 
miracolofa e mandata dal Cicio con qualchc Rlvelazionc. In quell' 
anno IX, Kalendas Februarii trovandofi l' Augu(io Corrado in Ba1ìlea, 
confc:rmò con fuo Diploma (II) tutti i beni e dlfÜti del Moniílc:ro Pa- (a) r.Anti q f1. 
vcfe di 5. Plctro in Cæ/o aureo. 
 , til t '" DI(- 
J,r. II. 


Anno di C R 1ST 0 MXXXIV. Indizione I I. 
di BEN E D E T TO IX. Papa 2.. 
di CORRADO II. Re di Germ. I I. Imperad. 8. 


S I credeva I' Imperador Corrado di avere in pugno il Regno delta Bor- 
gogna, chiam.ItD anche AreIatcnfe, perchè Aries era cna delle Cmà 
primanc d' c:Oò. Ma Odone Duea di 5ciampagna, mancando aile pro- 
metre, fèguitò a fignoreggiarnc una pane, e ad inqui.:tare il rlma- it w; 
neme (b). V idcfi dunque l' AuguHo Corrado forz3to a ripigliar l' ar- 
n) Yi/P
:n- 
mi, e per non avervi piu a cornare, rauno una patcnte Armata in radi Saliâ. 
Germania, e un' altra d' Italiani ordinò, che mlrciafTc a qudla volta. Hmnalt- 
Expeditis creutoni&is & Ita/icil, Burgundiam acutt! adiit. 'reNtolJeS ex UlltI- nus 
ontr h il. 
I A h ';
 ltl. d ' ,r. TJ. ' b ç
 0 j I " flus,n e r. 
parte, ex a te
a .nr
 ,lep'.Jcopus IY.J.e ,lo/ane11.J1S Herl er!us, \.:I c'!ttrl ta lei, sit, e! er- 
duElu Hupertl C01llitII de Burgundla, u{que Rhodanurn fiavlum con'Vene- tus in eM'. 
runt, Pada qui nominarameme \Vippone di Eriberto ArÛ'j;efto'Vo di 
Milano, che andò come Capitano di quclla fped'zione íecondo gli a- 
buft di quefii tcmpi. A tale impegr:o Ii può annbuirc l' aver egJi in 
quell' anno o.Alenft Martii, IndiElione 1/. provveduto a' CU01 tcmrorali 
affari per mitc Ie disgrazic, chc potdfcro av\"enin:, con farc I' ultimo 
fuo Tdbmemo. Leggefi qud1:o Jato aHa luce daW Ughelli (c), e dal 
C) r
r"ell. 
Puricelli Cd), dove cgli fece una gran quanut à d, Iegati pii aHe prin- ;a::'. l'::.r' 
cipali Chicle, 'e a tutti i MOOlth:n di Milano si di Monaci, che di in .Archie,i- 
Monache. Conviene ora agg1ugnere, che olue ad Enbcrto Ú diH:infe (cap, Mr- 
in quell'imprefa Bonifazio Duea e Marchefe di Tofcana, Padre delta t;.ala;. . 1 
ContdTa Matildl. 1\molfo (c) StorieD MlIan-:fè, allora vivenre cosi ne liu
 J.::;:- 
parla: E 'Vicino auttm Itali
 cum Optim.Jtibus cæteris eleEli Duces ince- ment. Bafil. 
dunt ,ftilictt Præful Hel'ibertus, & egregitlS lil.1y,hiQ Bonifacius, duo lu- .Á
braflim. 
min
 Rtgni. Duce;Jtes Langobardorum exel'citflm Jovii montis m de,a juga H (e! p .A
n d u!f:. 
.r, d ji h '" d . d C f'. ".e " 
tra"./cen unt, lC'jue ve enzentl IYruptlOne terram mgre lenteI, a æ,mem l
n. I. 1.. 
uhue ptrvmiunlo 51 do\"ca [U[[ó1 v ia preparare per quclb fpedizione il 
Marchele Bonifazio net di 17. dl Marzo, deczmoftxto Kalendas .dpriJiI 
del!' anno prefcnte j imperciocchè ttando in Mantova) ivi feee una per- 
cr6m. YI. M muta 



. '0 ANN A L I Dr r TAL I A. 
Ea,. Vo1g. mura di varie Cafi:ella e poderi con un certo Magifredo. H,tffi qud1:a 
ANNO 10,14. nc:lle Antkhità. Italicht: (<I), Ora l' Imperador Corrado con taO[o sfor:r.o 
(a) fintl'!. d' r. I C ' . d G 'n G l 'J P . , d . 1 
ltalie. DiJ. 1 genre prCle a ..uta I rneur:1, e 10 ci/a ero NO. nnClpe J qlJ
 
ferr. JJ. pacfe, fiecomc ancora Bur'I','do Arcivcfcovo di LJOm:, Uol11o fcellc- 
rato e f.'1crilego, fe crclliJmo ad Ermanno ConU,l(to. 10 fomma tal 
[crrore portò in queUe comrade, ,he non vi rdtò perCona, che non 
fi renddfe a lui, 0 non f()ffe çlt:erminata da lui, con venire aIle jue 
rnani tutto quel Regno. Dopo di che per .. Alf.lÚa fe ne [ornò Iß 
Gcrmania. Apparriene all' Anno prefente un Diploma dl Corrado A1,l- 

&

b::: gufio, .inferi[o da Girola,mo R
ffi nel
a. fua Sto
ia di I
AVenna (b!, 
'<(en>>. J. S, con CUI concede aHa Chlefa di e(fa Cm3, c: al tuo ArclVdcovo Ge: 
heardo (andato anch' egli, corne fi può immaginare, coUe fue genn 
alia gmrra) Comitatum FR.ventinum Ckl1Z omni diflyjfht fllo, {3 Legali 
Placito & judicio, omnibusfjue publicis funElÙmibus, angariis &c. haflf:llUS 
juri Re,
iJ legaliter affine-milJUs. Fu effo d<\to Pridie KalelllúlS Mail, }.",. 
Jitlio1te /I. Aifna DDminice Incarnationis A1XXXIr. Anno autem Domni 
Chuonradi Secundi, Regni Decimo, Imperii "Vero OEla-z:o. .dé!um Rati- 
fponæ. Era aHora in polTeffo del Conrado di Faeoza Ugo Conte di Bo- 
log{}3. Per cagion dunqu
 del Privilegio fuðdc:uo, dfo Ugo Come 
Del 
: 2.1'. di Giugno ddl' Anno prefcote cedeue pub
licamtnte a\
' 
ArClvefcovo Gebeardo il fuddetto intcro Contlldo d. (, aenza, con n. 
ceverne poi l' inveftitura delJa merà dal medcfimo Prelaw. QU,dti fon 
fcgni chinriffimi, che l' Efarcato di Ravcnna era in quelli tempi, co.. 
me anche I' abbiam veduro pt"r [anti noni addietro, (0[(0 il dommio 
immediato de i Re d' ltalia. fr-nza che apparifca, che più vi avdTero 
dominio, 0 vi pretc:ndeffero i Romani Ponte6ci. Non meno dell' ..\u- 
guilo fuo Padre fi fegnalò il giovanctto Re .ArrigD fllo Figùuolo, in 
quell' Anno, con avere riportate due vittor;e contro i Boc:mi, e mdTo 
al dovcre Olderictl Duca di quella Provincia, ed alui ribelh all'. m. 
.perador fuo Padre. Seguì nell' Anno preteme, 0 pure neli' antc:ce. 
(() .Antiq. dente uno Strumento fra Ing<ml! Vefcovo di Modena (c), e BonijR.zÙJ 
IIIIlÚ. Dif-- chiararmnte appdlato Marchio & Dux TN,{ciæ. Jl Vefeo\'o dà a Bo- 
fir/. I. nifJzio,. e a Richl/da Cua Moglie 
 duc: eattc1la, cioè Clagnano e Sa- 
vignano a titolo di L;vdlo; e i due Conforti cedono al Vefcovato 
di Modena ie: due Corti di Baioar.ia, (oggidì BazovaM), e del FoJ!at, 
tiel Re colle loro Cafiella. Conferrnò l' AuglJfio Cowrdo" non to fe 
in q udto 0'10 altr'tnno, i fuo1 beni aHa Badl:l di Flrenze con Di- 
oo
 AI 
If,lli Cr.". ploma, pubblicato dal Padre PuccineHi (Il), e, daro I/. Nonas maii, 
J,ll" Øa- IndiElione.ll. Anno DominicL Incarnationis MXXX1/T. AnnD au/em Do- 

I. Fiorent. mni Chuonradi Secu1fdi Regnantis X. bnperi; 'Vero PIll. .Aflum Rade- 
sb(Ju, QueUe Note Cronologiche fono fcorn:tte. 


Anno 



ANN A LID' I TAL I A. 


91 


Anno di C R 1ST 0 MXXXV. Indizione I I I. 
di BEN E 0 E T T 0 IX. Para 3. 
di CORRADO II. Re di Germania 12.. Imper. 9. 


S Econdochè 
'ha da Ermanno Contrauo (a), neU' anno prefenre .FM VoJ
. 
ÂdelberD Dux ICarenlan; & Hiflrite (Marchefe ancora della Marca ANNO 103>' 
di Verona) amiffa Imperatoris gratia, Ducatll quoqu, pri'Vatus eft. W ip. (a) Ii-erman- 
pone (b) parla di qudto f.'mo all' anno 1028. e (cflve, che eífo Adal- 
';:s r:;:ow:::- 
berone fu mandato in dilio. Diede pofcia l' Imperadore 
ell' anno fe
 edis.'
alrit 
guente, per anefiaro del medefimo Errnanno Contratto, II Ducato d. 
b) 
1f:ppo 
Carimia, e d' I t1ria, e per confegueme al1che la Marca Veronefe, a In v's, C,D1!- 
Corradø Duca di Franconia ruo Cugino, cioè a quel medeGrno, che ,.d, Sa,,,,. 
era natO fuo concorrente alla Corona, ed avea pofcia porrare l'arrni 
contra di lui. Corrado Padre di que no Corrado avea anch' egli, per 
quanto altrove s' è detta, dian7.Í goduto qudli medeiìmi Statl. Nota 
in olue il fuddetto 'Vippone, cbe in quella rnaniera, cioè colla giun- 
ta di un tal regalo, Dux Chuno (10 fiefIo è che Corrad(J) {idus & be.. 
ne mi/itam ímperat
r;, & fi/io ejus l-Ieinrico .Regi, quol
/qlle tJixit, per- 
11fanJit. Da gli Anm.li Pi f.'1n i (c) abbiamo, che in qut:tt' anno Pifåni (c! A,n7Jal. 
fece1'Nnt JlCJIi4m magnum (cioè un' Armata nolvalc, onde la Voce I ralJana ii/amYl 
Strl%) & -vicerunt Ci-vitatem Bonal,l ;1# Africa, & coroNa11f Regis lm- 
:
. IsaÚ,. 
peratori dederunt. Scriffe in olrre il Sigonio (d), che nell' anno 10 JO. (d) Sizo7lius 
da'medefimi Pifani fu fana una fpcdizione in Affrica, e prefa la Città d, 
rgnD 
di Cartagine, dc:l che fi può dubitare, quamunquc: it Tronci (e) con (

l;
 l.
. 
altri moderni, fotto quell' anno parli di tale impufa, con detèriverla, .Ánn;í
'
j- 
come s' egli vi fi fotTe trovato prefenre. A que1t' anl10 poi il prefaw [IIn. 
Tronci racconta, che i Pifani ebhero per atledio la Cinà di Lrpari, 
con aver fano un grofTo bottino in quell' Hola. Qtelto nol dovettero 
fapere i fuddetti amichi Annali Pifani, pcrchè nè pure unel parola ne 
dicono. Pofcia, tècondo il medefimo Troncl, accadde ne1l' anno IOJ6. 
1a conquifia di Bona: il che per conto del tempo non s' accorda co' 
fuddetti Annali Plfani, e più tol1o farcbbe d" credere, che ciò av- 
veni{fe neU' anno [oJf'. perchè i' Pifoini di nove Mefì amicipano I' anno 
noftro volgare. Del reito Bona, Cinà ddl' AiFrica, è I' anrica Hippo- 
n:J, di cui tü Vetcovo il glorlofa Santo Agot1ino Dottore deUa Chle- 
fa. SI turbò gravemente III quelt' anno la quiete dclla Lom
..rdla. Er- 
manna Conrratto (f) ne parla con quel1e parole Cf'si. In ltalia minc- (f
 Hrrm4n- 
res Milites cONtra D011finDs ftlÐS iì1(urgf1ftes, & pis legiblis -vivere, eu/que mu 
ontra- 
opprime,'e '!)(J/enteJ, 'VaNdam conjurationem fecer,. Meddi mam':lHe \\' IP- tius In clør. 
pone fcri ve, che in que(h tempi ft:glli una contùlione non prima udi- 
ta in Ita!ta, pcrchè cnng;urarono tuni i ValvatJori d' Italia, e i l\Ji- 
liti gre
ruii contra de'loro Signori, e tutti i minori contra de' rnag- 
giofJ, col non l.fciare fCDza vendetta, Ie da'Signo1Ï vcniva lor faua 
M 1. cof.'1, 



92. ANN A LID' I TAL I A. 
FilA. Volg. coCa, ch' em riputa(fero di loro aggravi,"). E diccaoo: Si Imperator eo- 
^"NO 10]5. rum nollet 'VuJire, ipfi per ft iCl,t!m flUmet fact:rent. Dr)venf' il Sigonio 
leggere in qU.1khe lenO, 0 Amore Regem in v('ce di Legem, pcrchè 
fcrive, d,e conjllrlJYlmt, ,fe nOiZ pt'.7ùrOj, que>>lfjU,im Regn.Jrc't ljui a/iut!, 
'1. uam qtlod ipftJ /uberet, fibi zmp(jneret. E' confuld nell' edlzlon d' li.pi- 
ódnnn, f.na Jal Gilidaito, l.1 Cronologia di quc:lli tempi, veggendoli 
ivi pt)lticipati i f.lui di fei anni. Pcrò lotto I' anno 1041. egli (a) parla 
di qlJt::1a cot'pirilZione de' Mlliti infcriori comra de' lor Signori, c: 
de'St:rvi conn a de'loro Padroni. Mot nell' edizion del Du-Chcsne trO- 
viamo ciò rlferito all' "nno rrclt-mc. 
Chc fignificaíTe il nome di fTalvaJ1ori, fi raccogl:e folcilment:: 
da i Libri de' Fcudi. I più N obili una volta tra i Vaff'alli erano i 
Duchi, Marchcft, Conti, Arcivcfcovi, Vcfcovi, cd c\bhati, i 'Juali 
a diriuura riconoiccvano dol i Re cd Imperadori i lor Feudi, e Ie 10- 
1'0 Dignità temporali. Qucfii poi folcvano concedere in Feudo Ca- 
nella, 0 altri Beni a i co!picui N cbili priv.ui, pcr avcre aile occor- 
rcnze il 101'0 fervigio nelle guerre, e 11t'lle compadè onort:vdi. E a 
quelli Nobili fi dava il nome di Yalvaffi1"i maggÙ,-Î, e di Capitlmei. 
Similmente poi queíl:i N obili infeudanmo COrti t: pcderi ad altri mt.n 
Nobili, Fer aver anch' egJino de i feguaci e adcremi ne'lor bilogni. 
E qudti ultimi venivano diíl:imi col nome di Fal'/;'aJ!or; minori, 0 ha 
di J7a/va{Jini, Ora inCorfero di(fapori, e pofcia apena diffcnfionc e rot- 
tura fra i Signori e i lor Va(fãlli fubordinati, rretendendo gli ultimi 
d' efrere oltre al dovere aggravati da i primi. E tal briga apri il cam- 
po anche a i Servi (Ja noi ora chiamati Schiavi) di rivolt:lrfi contra 
de'lor Padroni, qualichè troppo afpramentc fo(f!:ro da loro trattati . 
L' origine nondimeno di quefli difordini, pare che fi dcbba attnbuire 
ad E,'iberto Arcivlfiovo di Milano. Non mancavano a lui molte \'jr- 
ttl, ma queUe fi miravaoo romaminate daJla Superbia, talmeme che 

gli pl1zza\'a alquanto di Tiranno. Tuno \'o1.:va a fuo modt 1 , nè: a lui 
(b) .Ar1lulf. mettevano Freno 0 paura Ie Leggi. Lo confefT.1 10 ildfo .'\rnolfo (b), 


;
. ::

 Storico Milanefe, che porè forfe cono
cerlo, con dire, che 
ultis 
cap. 10. profperalus fucee.fJibus PræJul l-leribertus, Immoderate- ptJulult.l1n dommaba- 
Iur omnium, fuum confide-ram, non a/ienum animultl. Unde t aftum eft , 
"I quidam Urbis l11i/iles, vulgo IralvafTores nominat;, dancu./O il/ius in- 
jidiarenlur operibus, adverfts ip(um ajJidue ctmfþirantes. Corn perla autU1J 
IJCCtl!io}Je, cujufdam PðtenfÎs Be>>eficil1 (cos} tunavia fi nominavano quei, 
che ora appelJiamo Feudi) privtlli: fubito pr,ruunt in apertam rebel/an- 
tli audaciam, plures jam taBi. Si nudiò a tuna prima I' Arcivefcovo 
colle buone di quetare I'inforto turnulto, ma nulla con ciò profictan- 
do, mife mano aIle brufche con dar di piglio all' armi. Seguì, entro 
)a fldfa Cinà di Milano un conRrtto, in cui Ie genri dell' Arclvcfco- 
vo refiarono fuperiori, e convcnne a i vinti di ritirarfi colla tcíl:a baf- 
f:t, m1 col cUore pregno d' ira, fuori della Città. AHora fu, cher con 
cofloro ti unirono i PopoH della Marref.1na e del Scprio, e feceft an- 
che in altri Comadi cofpirazione ed unione j ma fopra tUtti tra{1e a 
que- 


(a) Htfi- 
d.1n1iUJ i1l 
-4-fr.nal. 
10m, I. 
I!er .AIA- 
VJAnn. 



ANN A L I n' I TAL J A. 93 
qlH:fio rumore il Popolo di Lodi, [roppo efacerb.uo per Ia \.iolenz3 Eu Vo!
. 
lor f.&tta ddll' _-\rcivcCcovo Ue(fo in volere dolf 101'0 un Vetcovo, lie- ^NNOI03 6 . 
cø-me abbiam deao di fc'pra. Ciò, che parrori(fc una ral difcordiJ, 10 
\'edrcmo t-"a poco., Crede il Sigonio (a), che I'efêmpio dc'ValvatTori (a) Sigoni"s 

lilanefi lêrvlife di IÌtmolo anche al Popoio di Cu:mol1J per rivolrarli de Regno 
in Gueft'anno contra dl LandoJfo 101'0 Vdcovo, cacciaI' lui di Cinà, 114i14 1.8. 
dirup,ue il di lui Pala!.zo, chI: era rido[[o in forma di fonezza., e per 
maltrattarc: alh peggio i dl lui Canonici. :\1,\ nulla ebb.ero che fare 
co' movimenri d.:' MilanefÏ Guei di Cremon:l; erano anzi accaduri mò1ri 
anni prima; e fe crediamo all' Ughelli (b), it Ve1covo LandoIfó cefsò (b) Ugh,ll. 
di Vlvere nd1' ann? l.o
O, DI Gueflo Landol
o così fc
i
'e Sica,rdo (e-), ::
'. 


. 
Vefcovò anch' egh dJ Crcmona: (I) Temporzbus Henrrcz CIIiUdz, Capel- ;n EI'iJco!. 
lanus 
ius nlJmine Landolpbus Cr.emonte f1.Ût Epiftopus, qui Afol'Jajierii Sa])- CTlm
nt7Jf. 
Eli Laul'enlii, & Cremonenfis Populi fuit àcenimus perjcquutor. f<3ocìruJ, (c) SIC4rJul 
Populus ipJum de Ci'Vitate 
iecit, fj Palatium (nnn già Oppidum, come 
hr.;" r u . 
hd il Sigonio) zunibus & dllplici mu.ro munitum deJlrll.xil. PrtJinde IiCd eT. "IC. 
Ep
(copio multa COílquifitril, tamen multa per (upe, biam, multa per iner- 
lieJm perdidit. NomIna pnkia Sicardo per Su.cceßòrc di Landolfo nel 
Velcovaro Baldo, cioè Uba/do a'tempi di Corrado Augullo, (2.) qui 
fuoque MonafterÙ4m Sanéli Laur,ntii perfe'luu/us eji 
 & apud Lacum Ob- 
fcurU11l impJJgnalus efl. 


Anno di C" 1ST 0 MXXXYI. Indizione IV
 
di BENEDETTO IX. Papa 4. 
di CORRADO II. Re di Germania 13. Imp. 10. 


. 


B Ollivano più che mai Ie dítTenfioni,. :mÚ Ie guerre fra EriberltJ 
./lrÛ'Velwvo di f\jilano, c i fUlH Valva/fori ribdìi: nella Gual ,bri- 
ga s' erano mifchiati i Vah-a/fori d' altri Vetcovi e Pril1cipi, c if po- 
polo di Lodi mal foddisEir[O di Eriberto, Però ad un Luogo fr<l 
Nlila
o e Lod.i aPl?el1ato la Mott3, (fi chiamavano così Ie fortczzc (d} .Ar1llllf. 
fabbncate al piano topr.! un' alzara dl terra fatta a m.mo) 0 pure, co- Ri1ðr. .Me- 
me abbiamo Ja Amolfo Storieo Mi1ande (d), nd Campø ,}fal", così d;ol.n, I. 1. 
. 
nti- c41. 10. 


(I) .A'tempi d' Arrigo il Zopptl, un Iuo Cappel/anD per nome fAPldolfo fu 
Pefco'Vo di CremGna't il quafe fu pcerrimo petficutore del Moniflero d.i 
S. Lorellzo, e tiel Popolo Cremone[e. Lacnde il P'polo 10 fcacâ
 dall. 
Ciltil, e diflruffi il Palazzo mU1lÌ/o di torri e doppio murtJ. Percìò fe;- 
hene molto a'VeJ!è acquißato al /T.efltJ'Vado, CfJtltutto..ið motlfJ perdelte per 
fupcrbia, mollll per poltroneria. 


(2.) il fjual, parimente per[eguitì ;J MoniflertJ di S. Lorenzo, t pr
/fo il 
Lago Ofturo fu tomblJtluto. 



94 ANN A LID' I TAL I A. 
amicamente chiamato, .Ii, venne fra )' una_ p1rte e )' al[ra ad una catn
 
pale banagha, che nulci moho fangUinola C"). Fra gli altri, che ten- 
nero la parte dell' Arci\'cfcovo, non so [e per proprio intereITe, 0 pu- 
re per far [ervigio ad cITo Arcivefcovo, {i como ./llrico Vefcovo d' Ani, 
Fra[rllo di ""laginfredo Marc::"eft di SuCa. Nè Colo egli intervenne a 
que! fatto d' arml, ma come un S. Giorgio
 dovette anch' egli vo. 
kre far pruo\'a del Cuo val ore -con i[candalotã ri[oluzione, vietando i 
lacri Canoni a gli EcdeGalhci, e maffimarneme a i V dcovi, I' andare 
alb g
erra pe.r comh)[te
e. Gli eoltò nondimeno cara, perchè ne ri
 
porto una feflta, per CUi da Ii a non 0101[0 morì. La notte feee hne 
al furor delle fpade. Soffer[ero molto amendue gli eferciti, ma I. 
peggio fu dalla pane dell' Arcivefcovo. Q!tdli torbidi di Lombardia 
tent:vano in agÜazim
e I' animo dell' .Auguftø Ccrrat4 j e 0 fia ch' egli 
cono[cclTe [roppo necet1aria 1a fua prdtnza per quecarli, 0 pur, co- 
me vuole .'\rn01fo, che egli ne foOc pregato e follecira[o daW Arci- 
vefcovo Eriberro: dt:termmò di [ornare in halia 0 Pertanto dopo aver 
data in Moghc al Re .Arrigo luo Figliuolo Cu.nichi/da (Cl/.ntlinJa è 
(b) wi", chiJmara da \\'ippone (b), e ne gli Ano:1'li d'ldelsheirn (f) Cuni&lliM 

:d
itsll
:cr notmnt) in Benedit1ione Cu.igNnd diEla) Figliucla di Camttc Re d' I n- 
(c) AnnAl. ghiiterra, con eOo Re Arngo verlo il fine dell' anno molTe alla volta 
Hlld,s- dO ltalia, feeo mcnando una poderofa Armata. Giunfe a Verona per 
heim. )a Fdta del fanto N arate, c qui\',i la folenniz-zò (d). Era c['o Impe- 

d) H"
- radore nel dì f. di Luglio in N imcga, quando a petizione deU'lm- 
;::

 In peradriee Gisla, Ji Pilegrino Arcivefcovo di Coloni'a, ac Bonifatii no- 
(e) Antiqu. fir; dileffi Marchionis (t'), cioè del Duca di Tofeana, che du\'ea [ro- 
Illllie, Dif- varfi in Gerrnania, confermò i Privilegj :\1 Moniflero delle Monache 
f
;. JOb II di S. Sino di Piacenza. Parimemc I' Ughelli (n rappona un Dlplo- 
· 
tal. 
:c;. ma J' eITo Augulto, dolto in f:wore del i\lnniflao di S. Salvatore di 
"l
m, Ill. Mom
 Amiarn Jelb DJOccli di C!uufi, Aimo DUTllinicæ /n",rnatiDI1;S 
in F.pi{cop. AfXXXYl. Reg
lÏ 'Vero Dom"i Conradi II. .ReglzantÙ 'I'e"/
, blJperi; ejus 
clufin. Nano, InJiélione ffT. .dEl
m in Civitatr! Papia. In vecc dell' .lInn/) J/f. 
del ReO'no Ii Jee fcliven: XI/I, Ma che m quell'anno arnvalfe l' Au- 
gutto Cotr:ldo al-'.lvlòI.'t ho in difficuhà a crederlo. N è ful fine di 
queit' anno correva 1" ./l!IIW, Nono d:U' I.mperio, ma bens
 l' 1 nno X. 
l'erò quel Dirloma ha bl[ogno 'til chi nrncna al fuo h[o 1 o(fa a1- 
'quanto slogate. , . . 
CJede il FiQrenttOl CO (non so con .qual fondamento) che lilt 
qud1" a!mo vrniffe a morre -!<ic!Jild.I" 1\10gli
 dd [
Jdetto, MdT-chefe 
Bor.ifazio J)onna di gran F,eta, c liberahta verta I I J o\'t:rI, e v
r[o 
i fa....ri T
rnp!i, e 
onilkrj. Abbiamo, rrd
ò il P
dre BAcchini (h) 
una dona'l.ionr da'ici f..tta nd dl 2.8. d l\pllie &11 mno prccedemc 
10 3 r. alia Chiefa di Gomaga, fubtøs. confirmaYJlt ,DDn
s, J3ø,Je!nÛus 
MtJychio jugale & 
\funlfoaldo ,m
o: Sa
pla
o 
a DOOlwn<: 
 I), ch
 qu
- 
fta piißimil Pnocipdfa [ermlnO _ I luol ,gt,ornt, fenz
 Ja
cla.. figl'UO!I, 
in N ogam, Ten-a del Veron::k, ed IVI e.bbe la lua kpotrura. I 0- 
tn:bbc: eßàe che r andata del V cdovo l'.'1archde .Bomt,0i-7.lo In Ger- 
, , 
maOl" 


ER A. V olg. 
ANNO 1036. 
(a, Hermlln- 
"US Cllntr4- 
flus in Chr. 


(g) Fimn- 
1m. Memor. 
.i .MAtlld, 
lib. I. 
lh) BAcchi. 
'" IjliJT/1l di 
'ol,rone. 
(i) Donit;.ø 
yit Comi- 
I;/f. M
thil- 
du "b. I. 
,. 8. (jf fe'lu. 



ANN A L ,I D' I T ^ L I A. 9' 
mania ferviffe ,8 lui per inravo1are un [econdo Matrimonio con Bea- Eu Volg, 
trice Fighuola di Federigo Duca della Lorena fuperinre, e di AJiJtiid.J AKNO 10]6. 
n;1ta da E man 0 Dlla
 di Su-:via, parente de gl' I mperadori 
 e de i 
Re di Francia, Cn.d3 io {una\ ia incer[O l' anno, in cui feguì un rale 
accafa.memo del :\Iarehefe Bomfàzio . Conw[(ociò perch'egli avea palTa- 
to di molto it mezz.o del cammmo della fu:! \,jra, può parer probabile, 
ch' egli non perdelTc.: tempo a cerear' alrn Moglit:, ehe l' arricchitre 
di prole, e che per confègueme- ft effe[(u:\(f'
ro in quell" anno Ie di 
Iui reconde Nozze. Veggon{ì etre deCcrirre dal fUt
de[[o Donizone 
con tali colori, che fe- è vero WtW, convien confetrare, che era fu- 
periore ad ogol altro Principe d' Ira1ia Ia di lui magnificenza e rÎc- 
chene. Andò Bonifazio con funwofo treno a prenderla in Lorena i 
i fuoi cavalli portavllno fuole d' argento, attaccate con un [010 chio- 
do. Ebbe in dote alTai Terre e Ville in Lorena. Condorra Beatrice 
in lulia" per rre Mefi nel Luogo di Marengo ful Manrovano fi ten. 
ne Corte bandita. Pel Popolo v' erano pozzi di vino; aile ravo]e pi:}tti 
c vafi tutri d' oro e d' argento i. prodig
ora quanticà di firumenti Mu- 
ficnli, c di J.Himi, a i quail 
dedit ;nfignÙ Dux præmia maxima. 
II che ci fa conofcere g.à introdotto il collume, che durò poi' 
per più Secoli, che a fimili felie concorrevano in folta tUtti i Buf. 
foni, Giocolicri, Cantambanchi, e 6mili, che portavano via de' groffi 
regali. Di, che riguardevoli doti fo(f'c poi orn:tta ]a Ducheffa Beatrice, 
l' and-femo vedenJo nel profeguimen[o delta Storia. r 0 noo so, fe ar- 
rivatrc in quett' anno, 0 pure prima, al fine di fua vita Ode/rico Ma- 
t,!nft'edo) 0 fia Alanft-edi Marchefe di Sufa, da me più vol te menzio- 
naro di fopra. Aveva egli data in Moglie ad Erimanno (10 fietro è 
che Ermanno) Duca di Suevia, 0 fia di Alemagna, una fua Figliuo- 
16, cioè .Adelaide" che fll poi PrineipelTã celebre nella Storia., N è 
avc;ndo Iarcmo mafehi dopo di sè, Eri roann\,,) per Ie ragioni delJa 
Moglie pretefe quel!a Muca, e l' ottenne per grazia dell' Imperador ( ) R 
Corrado. Heremannus DIJ
 AI:Jmalm;æ' iWarcham Soceri fti ldèginfredi m
nnu:r- 
Ú Imperatore accepit, [ono parole, di Erm:mno Contralto, (a). ClIlZtrllflus 
in Chrll7ii". 


Anno df C R 1ST Q. MXXXVI I., Indizione v; 
di BEN E D E T T 0 IX. Papa 5. 
di CORRADO II. Re di Germania 14.' Imp
r. I I., 


N ON' piccioli furono gli fconvolgimenri dèllå Lorobardia in qudP 
Anno. Dopo avere I' Augllfto Corrado celebrato in Verona 11 fan-- . 
to Natale (h), fe non prim.!, cerra ful principio di qucí1:' anno, pa[., 
b) vJ:f;'P
on_ 
fando per BreCcia e Cremona, coml? [cri{fe E.rm
nno Contratto., ,ar- r
Ji I ,;lJliÛ 
rlvo 



9 6 A K N ALl D' L TAL I A. 
Eu. VoIg. rivò a Milano, dove con gran magnificenza I' accolfe Eriberto Arci- 
ANNO [0]7. 'Vefco'Vo nella Chiefa di Santo Ambrofìo. Nello ltelfo giorno chiun- 
que fi pretenJeva aggravato da eOò Arcivefcovo, rumuiwofameme 
comparve colà, chiedcndo con alte grida giufiizia. Fece lor fapere 
l' I mperadore, che avendofi a tenere in b-re\'e una glneral Di.cta in 
Pavia, quivi udirebbe Ie lot" doglianze e ragioni. In fattifi tenne 
quella Oieta. Un' Ugo C
nte con altri pochi et'pofero gh aggra\'j lara 
inferiti ,dal. 
uddett'? :\relv
feo
o. C,orrado., ami,cif1ì
o di lui, ma pill 
della gJUfilzla, ordmo, eh egh foddisfaedfe. Rlcuso Enbeno di far- 
(a) clrr,,,,- 10; anzi, fe vogliarn preflar fede al Cronografo Salfone (a), con al- 
tr.JI;u
 ;Il: tcrigia grand<: ritpofe, che dc' beni trovati nella lua Chiefa, 0 da lui 

:r
.';". ' acqui'(lati, non ne rllafeercbbe un briciolo per i-1lanza 0 comandamen- 
to di chi che fo(I'e. Avvifato,ehe almeno eccettua(I'e l'lmperadore, 
tornò a parlare nel mellefimo tuono. AHara l' Auguflo Corrado s' aV- 
vide, ehe dalla durez.za di Enberto erano procedutc Ie follcvazioni 
dianzi accennate, e perciò gii feee mettere Ie mani addolfo. Così 
raccomano quclto sì nrq
itolo affare gii Amori Tedefchi, per giu- 
fiificar la rifo)uzione preta dall' Augulto Corrado; nè vi manea 1'1'0- 
babiiità, pcrche Enberro era uorno di tefia calda, e facea volentieri 
il Padrone, fenza mctterfi pena delle altrui qucrelc. Ma Arnolfo Mi- 
lanefe (/0), che ferille prima del fine di queflo Secolo la Stotia fua, 
in altra maniera defcrifJè quefto avvenimento con dire, ,che giunto 
Corrado a Mil3.no, avcndo tolto, all' AreiveCeovo il già coneedutogli 
Privilegio, per nitro abufi vo, dl dare a Lodi quel Vefcovo, che a 
lui piaeeva: il Popoio di Milano con alte grida fparlò comro l'lm- 
peradore, che fe ne offde non poco. E pcreioechè credette autore 
del tumu1to clfo E.-iberto, afpen-ò d' averlo in Pavia, cioè lontano 
dal fuo Popolo, ed allora il mife (ono Ie gNardie. 
ello racconto 
porta forle più dell' al[fO tuna l' ari.. di venfimiglianu, al vedere', 
che dipoi 10 fieffo 1'01'010 di Milano, lalciando andalc Ie precedenti 
gare, imprefe cun incrcdlbile 2.clo la dlfda del fuo Pafiorc. In effetto 
f("guira a drre dTo Arnolfo, che all'aV'viio della .prigionia d' Eriberto, 
(.) iWediotanenjis atJ{mita inborl'uÏ1 Ci<z:itas, proprio -z;ir!uata Paftore., 
do/em ae gemens a pNero 'Ifqtte lid ftncm 0 qtt
 Dsminll prøees, fjua l JtlC 
flindunfur & Jacrym
! 51 adope.arono il Clew, b N obllta, e II Po- 
polo per hberarlo; fi venne anche ad una convenzione, per cui fu 
prornelfo daU' I mpcradore di rilafeiarlo, e a qud10 hne fe gli d.icdcro 
-otb"gi; ma ciò non ofianre conrinuo Corrado a tcnerlo pngtOne, con 
de[e
minazlone di mandarlo in 
fi)io. N è di cio contento, cßcndo fia- 
te molto d
poi po1"tate delle accule contra de' VefC(WI dt Vercelli, 
Crcmona, e Placenza, Corrado folttih pn;ndc:re gli diliò: azione ri- 
pco- 


(b) .Arnulj. 
1iift,r. jd,- 
Ji/llAn. l. 1. 
rllp. [Jo. 


C.) Att-onita inorriJl fa Città di Mi/a'/fl, fþog/iclta del p,oprio Pilfiore, do- 
Imte e gemente d.lI fanciu//o al 'Vecchio. 0 che pregbifre at Si:'l1ore, qua,," 
Ie alleo lagrime fi [parl,()llo! 



ANN A LID' I T ^ L I A. 97 
provnta dal10 fidfo Wippone, con dire: C*) !f2..,!æ reI difþlieuit l1l!lltis, E RA VDI
. 
Saeerdotes Chri(li fine judicio damnari. Anzi foggiugne, che 10 fiel1ò ANNO 1031. 
Re A mgo lùo Flgliuolo 111 legreto detdlò la nfoluzion prefa dal Pa- 
dre comra dell' A rClVcfcovo, e de i'tre fuddetti Velcovi, perrone tan- 
to venerabili fra i Crifiiani, e pur condennate e punit
 fenza procef- 
fo, e fenl."- una legale f':ntcnza. Altri Amori, che nferiro fra poco, 
mc[tono più tardí la di[grazia di qucllo Prelàto. Fu dunque conle- 
gnaw I'i\rcivdcovo Eriberro a Poppone Patriare" d' AqUileia, e a 
Con','Zdo Duea di Car:ntla e Marchefe di V cronl, acciocchè ne avef- 
fero buona cullodia. II eondull
ro effi a PlaCenZJ, 0 piÙ to(tO fuori 
di Piacenza pre!fo al Fiumc Trebbia, fotto buona guardia; e intamo 
1'lmpcradore [e n' andò a Ravenna, dove celebrò la [anta Pa[qua ncl 
di 10. d' .\prile, con irpedlfc i fuoi MefIj a far giuftïzia f'er tuno it 
Regno. N cl dì ;. di Maggio del prelenre anno fi nuova Er1ì1anno 
Arcl'veJèo'Vo di Calonia, chc per ordine d' e(fo Augufio tiene un Pla- 
cito (a) nel Borgo d' Arbia del Contado di Siena. Un' altro Placito (a) Antiqu. 
tennero nel dì primo dl Marzo, per teftlmonianza di Girolamo Rolli Itali
. Dif. 
(b) Arrigo cd Ug,o Melli dell' lrnperador Corr
do nel terraorio d' 0- ft b Tt . 3I b " 
.r.. ( ) RII 'us 
lImo. . Rifler Ra- 
1'vlenrre foggioroava dro Augufiù in Ravenna, gli venne la dif. venn. Ú. 5. 
gufiot';t nuova, che Eriberto Areivefcovo di Milano era fU3giro. \V Ip- 
pone [crive, che poftofi uno de' famlliari deli' Arciveícovo nel di lui 
)etto, iogannò Ie gua
d'e; e in quefio rncntre Eriberto travdbto e 
falito fopla un cavallo, che gli fu condotto, fpronò frlr
e, finchë fLl 
in ficuro. II Cronografo Saffonc (c) attnbuilce il coiro ad un Mona- (c) ChrD1ID- 
co, che [010 era Llaw la{ëi
to a' fervigj d' cl1ò Arcive[covo. Ma par grllphud. s
- 
bene, che più f
d(; in quello fi poffa P reftare a Landolfo Seniore, XD d a'p m " E,- 
r . fi S 1 ,"r!A . 
Storieo Mllanelc dl que 0 eeo o. Secondo lui Cd), Enberto, che ben (d) pandul- 
conoíceva Ja ghiottoneria de' Tcdefchi, e quanta par7.ialità a\'e(fero jÌl
 ftnior 
pel vino, [pC'dì con buone iLlruzioni un Cuo fedele: aHa Baddfa di S. 7-'
or. IMe- 
Sdto di Placenza, per concertar la maniera di rimetterfi in Jibertà. /D2.

'(;1'ie
: 
Inviò dh all'lirtiveícovo venti [orne di varie carni, e dieci carra di 
divedì [quifìti vini, Può e(fere ehe foffero meno; e cum non occor- 
reva tanto al bifogno. Fu farta una li.mruola cena; tune Ie gLl,
rJie 
fi abboracchiarono ben bene; il [onno col ronfare tenne dietro a 1 va- 
tati hicchleri; e ncl più proprio tempo l' Arcive[covo [e la collè: fe- 
licemente con trovare in Po una barca preparata, cbe il conduOe in 
tåho. Arrivato a Milano, non fi potrebbe c[primere la gioia di quel 
Popolo: regno ch' egli era ben veduto e fiimaro da tutti. I\1" nè pur 
jj puo dire, quanto affanno e rabbia reca!fe all' Augufio Corrado la 
fuga d' Enb<r[O. Toito immaginò la ribellion di IVhl.mo, nè s'ingan- 
nò. Corle c01l' eferclto [uo ad al1èdiar quclla Cmà, Citra forte di 
Toni. PI. N rnura 


C.) La qt/at cola a molti tli(piaeque, ehe i Saeerdøti di Crißo condc/mati 
fo.f!ero, fenza effire gitldieati . 



98 ANN A L r D' I TAL r A. 
E A A VoTg. mur;1 e di t')rri, Cim\ ricca di Po polo , e Popolo riColuto di difënJe.. 
Allil\o 10 37- re fino an'diremo il Cun Pa(lore. Veddi ampiamcnte deCerino quell" 
arTedio dal fi,dd.;:uo Landolfo Ct'ni0re; e fappidmo da \Vippone, e do! 
Ermanno Cantrauo, ch'effo durò non gi:ì per tuno qucll'anno, nè 
pel CufTeguenrc't come CcrilTe il CroI10grd[.) S:tfTon
, e prim'! di lui 
}' Amore de Qli l\nnali d'llde..heim't ma Colamcnte poche fe[tÏmane. 
Perciocchè M ihno fi mwò o{1ò trorro duro, Ii anàò int:tnto sfog.m- 
d() la rabhia Tedcfca Copra Ie Callella e Ville di que! tcrri[Orio. La 
Terra dl L
ndrÌ3no Cpezialmeme rim3f
 un monte <.Ii pierre. N d dì 
deW ACcenfione fecero una vigoroC. fMtita i Mlla.ocfi, e nel fiero com- 
(3) .Arn'llf. b:trrimenro. per arrdlaro di A rnolfo (0), fra gli alui un nobile Te- 
l1iflor. Mt- defco (forCe qu p l N irote dell' r mpcradore, dl cui rarla il lùddeuo 
d,cltll1. I. 1. L:lOdn\[.') & If/ido I/alicils J.f.lrchio't ßgniftr Regius, inlet" medi..l tda 
'IlP, 13. (onti.vi /tint. Probabilmc-nte qudlo Guido Marchelè: t;r3 uno de gli An- 
tenati della cara d' Elle, e Fratello del M.lrcl1eCe Alberto .fizzo [, 
(
) .A"tichi- p1"f'
eni-:ore d' effi Ellenft't per qlWlto 110 io deeto alrrove (b). 01 1m 
tR f J1e1'Ji fi ha memoria in Up() (humenro dell' ano I 
z.!,. accennato d,ll Gui- 
P. I. c. 13. cl1enone nella Storia Genealogica della Real CaCa di Savoia. Ora ac.., 
cadde, che rrovandofi I' J mperador Corrado net I..cro dì delta Pence- 
cofte aWafTedio di Corbett:!., Cafiello poco ditbnte dJ. MILmo, all' 
(c) wi, i
p
ovvilò 5' alzò un temporale sì furi.olo di plO
ß'.a, gragnllola e fuI- 
in Vjt/
on- mJ.nJ, che andarono per terra [litre Ie [cnde dell etc:rcuo ('), C VI rc- 
r.ldi ðalici. fiò olrre a molti uomini clliot:1 una prod'igi<ìC, qua!\tir.ì di cavalh e di 
Chro7iogrll- armFntl can isbalordimento univt'r{alc dl [Una l' armatJ.. 1"u cn:duto 
l hus sa
'. miracolofo un sì fune(lo accidente, e che S.\P.tO AmblOfio in qudla 
Bit;:m1

 mani("ra liberafre Ia CJttà Cd) e l' ArcivelCovo dall'ingiull:a perfecuz,on 
dJolaJl_ di Corrado. Ceno di pill non ci volle:, perchè I' 1m perador vcggcn- 
L'17!1ulfus do sì conquafTolta l' Armata fua, fi ritiraífe a Cremon.\. 10 non 10 be- 

1JI
r 1lI;f. ne't fè prima 0 dopo l"a(fcdiG filJdttro, ovvero Ce efTo durJnte, I' Ar- 
(J) ';i;ti;tr- cive
covC? Eriberto f
c
fTe una fpedizione ad Olone C
f!te, 0 fi
 ])u- 
t
s in Chrtr- ca d. SClampagna, clOe a quel medefiOlo, che avea dl1put3tO 11 Rc- 
T1W. gno della Borgogna all' Aut;ufio Corrado_ 
(cr) G
4ttr Cerra è la fpedizione per attefiato di Glabro Rodolfo (t), de 
:::.' 9
 . 3- gli Annah d'lIdesheim (fh e d'altri Amori. Efibivano qudÌ1 Le- 
(f) Annili. gati Lomhudi il Regno d' ltalia ad efro OJone, il quale intanto vo- 
Il !dts- lendo profin:ue delta lontananza dell' I mperadore 't con una po{1cnte 
Imm. A rmata 
mrò- nella Lorena. prere iI Call:dl-o di Bar, t: fece un mon- 
do di mali, dovu-nque arri"ò. V olIe la Cua di.sgra7.ia 
 che Goze/one Duca 
di Lorern. con fr)rzc granJi ito ad incontrarlo't gli diede b.l[tagIJa, 
e 10 fconfi{fe, con refiar rrucidato il medelimo OJone. Stav,\I1o a'-pet- 
(g' ;hro;o
 [ando gli AmbaCciatori Italiani l' efiro di quella guerra, per tàr caJarc 
':øaPIl;;d A- 
tTo Öd
ne in Jralia: al che fi mC'flra\'a egli diCpol
'I1ìmo: M
 i
tefo 
1.t.bmtjum II CUf) mICer:ìb.} fine, e perdurc tune Ie Cperolnze npolle In 1m, Ie ne 
(h .Annllli- tornarono indietro coil' afRizionc dipinta ne' 101'0 voJti. Peggio ancnra 

nulll
:_ a i ml'dc:fimi avvenne. Imp,erci
cchè't ficcomc abbiam? dal 
ronogra- 

rdum .- fo S.1íf.onc (
), e dan' Annahfia. Sa(fone (h), So
rus lIenm(l1ZnJ SruvQrum 
Dr/cis 



ANN A LID' I TAL 1 A. 99 
Ducis, Ltg
toru11J cøn'Ventum refcivjt, mijJifque fatÛlitibus luis, 0112nes fi- E u V oJ
o 
",ul comprebmfos, reique verita/em confejJòs, lmperatori, ult; in publico ANNO 1037. 
COllvcntu, eifdem prænominatis t1-ibus EpifCopis præftntibus, crmftderat, 
trai'JJm
r;/ (*). La Suocera dl Erim1nno Duca di Suevia era Bt:rta, 
\' edoya del fu ftfaginfredo Marchefe di Sulå, e Sorella de' l\1archdì 
Ugc, .dlbnJo Azzo J. e Guido, Amen.ui della Cafa d' Efle, ficeome . . 
ho dimofi:ra[O a!trove (a). j (re Vefcovi accufati furono, Gecome già (
) 
nt

ht- 
diHi, quei di Vercdli, Cremona, e Piacenza, che perciò cbbero 2 pa- 
 
. tflJ' 
tire l' elîlio in Gcrmania 0 Ma già Sf è veduto coil' aurorirà di Virpo- 
ne, il più 2ccrt:ditato Stonco dclle impreiè di Corriido Augufio, ef- 
fere que no già Cucceduto pnmJ, e che irregolare fu la lor cond:mna, 
t: dlfpJ:icque fino al Re Arrigo FJgliuolo del mcdelîmo Imperadore, 
il quale Augulto per far dilpctto all' Arcivc:Ccovo Eriberto dlede neU' 
anno [egueme la Chie[a di I\JllJ.no ad un Cmonieo di qudla Catte- 
drale per nome Ambrojio, e p.ue eziandio, che il tåeeffe contecrare in 
Roma. 1\1ale nondlmcno pcr quefio amblziofo Canollieo, perchè mai 
non arrivò a federe to queU.. Cattc:dra, e i MilaneníÌ, che rennero 
fc:mpre faldo per Eribeno, dc:vaUarono tutti quanti i dl lui Beni (b). (b) wi,p. 
V cnne Papa BemdeltD a fltrovar eorrado 10 Cremona 0 Fu ricevuro in Yit. C'7I- 
con grandc onore, e dopo aver trattato de' [uoi aft'd.ri, fe ne roroò a ,-adi SAlici. 
Rama, fcnza che appan1ca 11 motivo di queiko fuo viaggio, fe pur 
non fu quelìo, che CI addltt:rà Glabra all' anno lèguentt:. Pafsò I' J In- 
peradore 1:1 ltm: oclle montagne pcr iièhivarc il foverchio caldo di 
quell' anno, e ful finire d'd]o venne a Parma, dove folennizzò la Fc- 
fia del Santo Natale. Ma in qudta Cinà an cora avvenne la folita ca- 
lamità, dJ cui fara permclJo a 1 Tedelchi di dame Ia colpa a i Cit- 
tadini, e a me di credere, che provcOllfe d.tlla poca dilCiplina, avi- 
dirà, 0 bdbalità allara de'medciìnH lor Nazionali. NeJla ftd10 dì 
del Natale s'auacee rilIi! ffa cHi "J'edefChl e i Parmigi.mi. Vi reltò 
mono Corr3do Coppicre \.klt' Jmperadore. Percio fu in armi tutto 
1'1 mperial elè:rcito, e col tèrro e col Fuoco inficrI contra della mi- 
fera Cmà 0 V olie In oltrc l' Jmperadore, cdfato chc fu l'ineendio, 
che Ii fmantel1<40e una gran pane deilc mura della Cinà, onde impa- 
raffero i Popoh haliani a lafclar1ì mangiar vivi da gli Oltramomani. 
Con tali notizie non so 10 accordare CIO, che leflve Donizone con 
dirc <c), che l'lmpcrador Corrado afTedlo Parma, e che gli turono (c) D01f:u 
ucci fì :.lcuni de'1uoi pJÙ cari. Percie ordme a ß()1lÍfazìo Marche1e in, V
/, Ah- 
di Tofcana dl accorrere colle lue Huppe, p::r dpugnare l' oUinata shlldu J,b, Io 
Città. .t\ ppena comparve egli, che Càl.1de 11 cuore per terra a i Par- 'A}. 10. 
N z. mi- 


(""') LII SUDCtra di Erimanno Duca di SIIl'IJia rifeppe la radunanza de'Le- 
gati, , man"tlti i juoi miniflri, tutTi ajJieme preJi; e tonfejJà/a la veri- 
/à del fatto, Ii 11Iandò Rlf lmper.zdore, dove rijèdell in t411 pubbliç, Con- 
'Vento, pejenti Ii flelfi predeui tre FeJCo'Vi. 



100 ANN ALl D' I TAL 1 A. 
1'.1t... Volg. migiani, e corfero a buuadi a' piedi dell' Irnperadore. Pofcia Bonifd.- 
Atu;o 10,17. zio giurò fedeltà ad eITo Augullo, il quale ordiJ1Ò, 
- - - - - - fjuod Jlarcbia ftTvict ipji. (I) 


E all'incontro Corrado anch' egli giurò di conCervar la vira, c 
la Dignirà abjque dolo a1 rnede/irno Bonitàzio: coCa veramente inColita, 
di modo chc 10 1lelTo Poeta (oggiugne: (2.) 


Nul/us Dux ullquam meruit tam fædera culta. 
111 charta fcriptum jusjltraRdllm fuit iflud. 


{a' 
ntiqu. 
It.die. Dif- 
flrt.. 11. 


Pare, che Dooizone aveITc fotto g1ì ocelli la Carta di un tal' 
..&.tto. Nè ti vuol tacerc, che in qUt'fl'aono rrovandoti 10 (leITo Im- 
peradore in Canedolo .1uxliJ flttmen Padi (a), nel di 31. di Marzo con- 
fe(roo i Cuoi Privilegj ad lto/fo Vefcovo di Mantova. In olrre feee quella 
Legge fpename a I Feudi, che ti rruova fra Ie Longobardiche, e 
nel Llbro Quinto èe' Feudi. La Dara d' eITa, da me [copena, è tale: 
V. Kalt:l1das Junii, IndiEliont V. d>>no Dominicæ Incarnationis. MXXXP I II. 
(così dce kriverc MXXXVil. 0 qui e adopcrato l' anno PICano) Anno 
au/em Domni Cbuonradi Regis XIII. lmperantis XI. .ß1élum in obfidione 
b b'd MedioJani. Confcrmò il mede/imo Au
ulto al Mooi(tcro di S. Tea- 

ffi
t: 7". nello del Tnvigiano i 
u<?i Bl:'nÎ e P.n
ilegj reon Diploma (b) daro 
J /. Jdus Julii AllliO D()""nrC
 IncarnatJoms J1.S. XXV I/. lndiélione r. 
An"o autem Domni Chllol1radi Secul1di Regni XI/I. imperii XI. 4élum 
YeY0114 ad flméll(m Zenonem. 


Anno di C R 1ST 0 MXXXVI I I. Indizione VI. 
di BEN F D [ T T 0 IX. Papa 6. 
òi CORRADO II. Re di Germani
 15, Imp. 12. 


C EO"ato il rigore del verno, m:uciò nella primavera di quefP anno 
l' .-\ugufto Corrado per la ToCcana alia volta di Rama call' efèr. 

k Gtt". Clro Cuo, Se vogliam credere a Glabro ('), ebbe blfogno della di lui 
(lIp:'8. ' 4" venuta BCI1edetto IX, Papa, perchè a.Jcuru de' Baroni Romani trama. 
vana. 


(I) che 1(1 Marca fogget/a a Lili refla.lfe, 
(2.) NiuJI Duea meritò patti sì hem. 
Z'al giuramen!o Iu defcritJo in car.!11 . 



ANN A LID' I TAL I A. J J t 
vano congiul'e cd infidie contra la di Itli vita. (*) Sed minir}ze 'V,Ã, f el1- E I\. A. Vol
. 
tes, a- Sede tamen propria expulerrmt. 'J'am pro hac re, qu UJJ aliis Ï1J(u- ANNO I03b. 
Imter patratis, Jmperator j/tuc proficifcens, propy.iæ iilum Sedi rcflituit. 
Niun'ab.o Amore abbiamo, ehe parli di qudta caeciat,t, e refiltu- 
zione d' cfTo Pontefice. Q,yivi feee, che il Papa fulminò la lèomunica 
contL".1 di Eriberto Arâvefco'j,,'o di Milano. Ma altrn Recipe c
 voka 
che quefto per guarire qudla eancl'ena. Enberto co' Mdaneh rran- 
qui\lameme {cgU\tÒ a ditcnderfi. PaísÒ dipoi Corrado a Monte Cafi- 
no (a), dove d.t qu;;' Monaci gli fu rinfrefc.:ata h memoria de' rapt I (a,) Leo 0- 
aggravj e danni, reeati al 101'0 Imperial Monillero da Pandolfo iF, jitl1lfÌl 1. 2.. 
Prmcipe di Capoa con difprezzo dell' Augufia fua Maeltà: lamenti an- cap. 65. 
che multo prima portaci al di lui Trona. Pa quefto avea gíà fpedl- 
to I' (mperadorc a Capoa i fuoi Legati,. con inti mare a que! malva- 
gio Pnncipe il rifarcímenro e la rettituzione di tuno a i Monaci Ca- 
Í1nefi. Si rrovò indurato l' animo di Pandolfo nell' ant:lca malizia: la- 
onde Corrado dopo eßere {taro a Moore Cafino, pafsò coil' armi alia 
vo/[a di Capoa ouova,. e v'eorrò nella Vigilia delta PeArecofle, cioe: 
nel dì l
. dl MaggIO. Erafi ritirato, Pandolfo- nella forte Rocca di 
Sane' Agai:a, ma per roroare in grazia dell' Imperadore,. gli fece efi- 
bIT trecento L.bte d'oro,. e per oftaggi una Figliuola e un Nipote: 
oftèrta, ehe fì.J accertata. Poco nondimeno {tette a fcoppiare, che 
Pandolfo tuttavia macchinava delle novità per la voglia e fperanza d.i . 
ricu perar la Città, tubHochè ie ne fo{fe panito Corrado. 11 pcrchè 
elTo Imperado-re col parere de' principali di Capoa diede qucl Princi- 
pato a Guaimario JF. Principe di Salerno, cioè ad un Principe, a cui 
non mancalTero forze per foftener quell' acquifto. Così tolea la fpe- 
ranza a Pandolfo dl rienrrare in cafa, egli dopo aver lafciato Pando/- 
fo. V. fuo figliuolo con buona guarnigione ne\la Rocca fuddetta, fe 
ne andò a Coltantinopoli, per implorare dal Greco Augufto aimo 0, 
di gente 0 dl danaro. Ma prc:venuto Michele aHora lmperadore da i 
Melli fpediti da Guaim
trio, in vece cti loccor[o,. il mandò in efilio,. 
dove ficne, finchè s' uJì la mone dell' Imperador Corrado. Ad iorer- 
ccffione ancora d'dTo Guaimario l't\uguito fuddetto diede l'lnvefii- 
tura del 
ontado di A verfa a Rainolfo N ormanno. E perchè era an- 
dato crelcendo il corpo de' Normanni a cagion d' altri,. che andavano 
di tanto in tanto fopraven.cndo, con etrere poi in[orte diffenfioni fra . 
i vecchi Itabtliri in queUe contrade, e i nuovi venuti (á): Corrado Çb) U'"iPpll 
II 1 I ' Î. M . r: 1 In Vita Con- 
CO a ua autortta e tronco 0 com pOle . a mtanro lopravenuta a radi Salici. 
boHente Sta[e, corro la pelle, 0 pure una feroce epidemia ne 11' efer- 
ciro Imperiale, in manlera che la mone cominciò a mietere fcnza ri- 
tegno le vice de'toldati. Tede[chi, avvczzi a Clima troppo diver[o . 
1e- 
fia 


(4) -'.fa non potendolo fare, lø [caccia-rono però d.,lIa propria Seie. 'J'antq 
per queflo, quanto per a/tre in[olenze fatte, /à portandofi 1'lmperadore-" 
lo rimijè nella !ùa Sed,., 
 



102. A 111 N A LID' J TAL I A. 
E 
 A Vo1g. fia disav\'c
tura fece a
rcttJr' ì paffi dell' Imper3dor Corrado, dlppoichè 
ANN. 103:3. egh ebbe tJua una vlÍlra a Beneven
o, per torn"rfenc in Germania; ma 
call' Armara Cua marclava del pari il malorc: con fiera {ha
e de'minori 
ed anche de' rnaggion. Fr;t qudli ulttmi fptzialmenrc fu compianra 
(a) Hmnan- da tutti la mone dl Clmicbi/da Regina, N Uara d' e/To Augufto (a) , 
nus Contrll- a cui renne dierro I' altra di Erimtlfino Duca di Suevia , fiolia- 
, 0 
flu b s'1! tho dell' Imperadore, perch
 Jlaro in prime nozze dall'lmperadricc 
CrOll "0 . G . I N J { l I "). , d L h Î. d ' . - 
.Annll1iftll IS 
. 01 v
 emma que LO n
clpe lvenuro aocllc Marc elc I Sui" 
SIl'" Ilputl p
l, tuo l\1.ltrlmonJo can un
 .Flglmola del già Marchelè l'-1aginfrrdo, 
E"llråum. ClOe, fecondo tUUC Ie venhmlghanze, can Ade/aide Princlpe/T.1 di 
bran [cnno, e ornata di rare virrù, la quale è cC'rtO per tdlimonianZ1 
dl S, Picr Damiano (b), che ebbe due Mariti, e che fono il domi- 
n:o d' ct1à plures ßpifcupabantur Antillites. ReUò percìò vcdova e/Ta 
Adelaide, t: d'dJa aVlern.:1 occafion dl riparlare andando innanzi. N è 
va latclar dl dire, che l'Impcrador Corrado nell'andare in queft' Anno 
aRoma tì tlOVÒ PD. Kalendas fUartii ad f/lom f/inariam (Vivinaia) 
in Comltatu Lucenfi, tìcccme cotla d" un fuo Dirlom:;. da me daro alia 
(c) ,.Anti 'I' luee <c), e Ipedlto In favore del Capirolo de' Canonici di, Lucca. 
j.llllc. Dlf. Vedclì 11 meddimo Augullo dipoi Xlii. Kalend. Âprilis Anno Dominicte 
:;
. 4 0 . &' lncarnMionÙ J1XXXY 
 11. In.diélione f/ I. Armo Domni Chuonradi Regn; 
Xllll. imperii XlJI. (it dce tcnvt:re Xl.) jU'I(ta Perlt(ìum in ^!onaþeriø 
Seméli Petri: come s'ha da un ahro Diploma dl me Pllbbhcato,c cnnfe::r- 
matorio de I bem Jcl Moni1lero di S, Slllo "iI Piaccnz,\. St,mJo polcia ciTo 
Augutto to Benc\ cmo Nonis Jlmii dl quell' anno, RegtJfmtis ftuartodecimo, 
lmperantis 'ferJiodecimo (dovr
bb' etltre Duodecimo) lndiélione Sex/a, con- 
felmò i luoi Pnvllegj al MoniUcro dl Monte Cahno, come s'ha d,tlla 
ld) GAtora Sroria Calinefe del Padre Garrola (d). Abbumo ancora uri Diploma fuo 


ít c
{in. data in favore della ß.1Jla dl Ftn:nze (t') X. Kalendas Augußi dell' anno 
..Ã.rctfJ. prefent e , Almo Regni XlJ7. lmperji X111. J7idaliante, clOè in P!adana! 
(e) BuUar. oggidl del Contado dl l\I.mtova. Come ancor qUi, e come In a
lrl 
cafi7it:f due fopraccennatl Oiplomi, s'incomri l' Anno XIII, ddi'lmpcrlo, 
flit:;. 86
- quando allora correA tolamcnre I' Anno XII. lafcerò etàminarlo ad al
 
tri. Abbiamo in oltre due Placiti tenutl in Vi\'i:1aia nel Contado dl 
(n ,.Ant;'l.u. Lucca da CadallJl C:mcelliere dell'lmperadorc l.f) intus Curte Domni- 
fi:;:'ó. 
it lata Dom>>i Bo
iJ.I
ii JJ.Jrchio & Dux ptr d..it.J lice,
tia I?omni Conr. adi 
lmpeTlJloris, 'iUI Ibl adelat, Of/avo Ka/andas Afarttl dd
 Anno Fr
kn: 
te. Se dIce II vera uno 
[rumeoIO, che fon per flfe
lre, manco 
1 
vita in quell' anno lngone VelCovo di Modena, e gli ,(uc
edttte GNI- 
berto, il quale non tardo a fare un Contratto can BOHifazl., al?P
lIato 
(.,., ib. DiJ- iVI JUarchjo & Dux 1Nfcite (g), dandogli a It veUo ::re COrti, CIO
 B.I- 
/':..,. 36. zaní CUM CajifO & Capt/la S.néli Stepbani; Li'Vitiani cum Caflro &. C
- 
petta jal1élorum Mó1rtyrum ddbeJberti & dntonÏ11Ï; & Sanélæ <
hn.R III 
CaJie!lo lUm Rocha & Eu/rfia &c. Dal che 1cmpre più 5' ImenÙe, che 
Ie Coni aoucamenrc abblacciavano tt11 buon ternIOrJO con I:'arochla, 
e tovente con Candlo . Diede a
l' incomro il MarchcCe Bon:t'":1zio in 
pruprietà, c a titolo di donaz.lOne al VeJCovato di ModenA trC 
or- 
[1, 


(b) Pttrus 
Dllmlllni 
O}uJc. 18. 


. 



ANN ^ LID' I T ^ L 1 ^. 103 
ti, cioè di Ga'l.'f'lo, forre quella che è oggiJi ruI 
1irandole
e; di EllA' ol
. 
Panz.mo (:1m Ca,'iro & Capella; e di Ga,J/f,ceto colla porzlOne a lUt [oct- ANNO 10 3 . 
tante de Ca(lro & Cilpell,
 infra. eodem Cû,'1I'O in honore [anfforum J
f,lrty- 
ruw Georgii, & Resmi (forCe Er:unzi) -i e in 
Itre varj p 0 deri n
lle 
Pie"..'i di PII/ÙltJl"O, e di Rocca Pelago, ttcm Ro(ca, 'll/te iZO,n;,Joztur flu- 
1'IJenaiin &c. akcndenri a!Ja fo01m,l di mirtc cinquecento iugcri. Le 
Nùte Cron;)lol.,iche Ion queC1:e: Chu;Jradüs gratia. Dei ImperatoI' /lU_
lJ- 
fills, /Inn; [m.:;erii f'jus bic in lta'ia Duodecimo, XV. Kalendas OElobris, 
lndiftione Sex/a, cominuata fino al fi ne del\' Anno. 

ra ne' P recedcnri anni in[orta difcordia fra i du
 Fratclli Sara- 
( 11 ' (a) Ceårm. 
ceni Abulafar e A bucab, Governatori d
\la Sicilia a). SI venne a ' In Com- 
:mni, cd .-\ hubfar fUDcrato ebbe ricorfo a ,Uichele lmperador Greco pend. Hif1. 
per ottener fùccorr..,.' Prefe quell' Augu!lo pe' capelli qUdla congiul1'- 
Jura per i[pcr3nu di ritorre la Sicilia a i Saraceni, e con una buona 
A .-mam fpedì in (talia olrre :I ,11ichr!
 Ducia7fo e Stefano Parrizj, an- 
che Ginrgio i\Lmi'lco, famo{o General d' armi de' Greci in quelli tcm- 
pi. Coltoro unirono al loro cfercito quanti Longobardi c N ormanni 
potcrono allenare con ingorde promdfe a qucWimprefa, c pa(faron
 
in Sicilia. Felice fu il loro ingre{T'o- colla pref.l di i\leffinJ, e poi dl 
Siracufa,. dove fpezialmente íì ddlinlè Guglielmo Figliuolo di Tancredi 
d' AlravlIIa, \"cnuro' d,ll1a Normandia a cercar formna con altri Nor- 
man!)i in Puglia. (b) Le tùe prodezze gli acquitlarono il fopranome 
di Ferrodibraccio. Intamo venuto da1l' A {frica un gran rinfont:' di gen
 
te, i S.lraceni Siciliani form,trono un' ,-\rmata di circa cinquantamila 

ombatl,
mi. M
niac?, andò cor:lggiofd.mente colla fua geme ad a(fa- 
lir quegl I nfeJeh al I'lUme Rt>mata, e diede loro .una gran ro[[a, alIa 
qUJle [enne dierro ]a ple(a di tredici picciole Cinà di quell' lfola, 
colla PIÙ bdia apparcnza de1 ì\londo' di ridur tuna la Sicilia all' ub- 
bidienz,l J,:c-l Greco A.u 6 ullo. L' ;\Utore della Vita di S. Filareto, Mo- 
naco 
Ic"iano, ch.: fiod in qucC1:i tempi, raccoora (c), che oltre alh 

JaVUl,a ,de' Grcci anche un vcnto gagliardo, che foffiava in faccta a 
J m:mlC1, fen'i a mettere i Saraceni in rotta, e che il Governator 
Saraceno dl. SIcilia (e ne fuggì ignominiofamentc con pochi de' fuoi . 
A VC'100' coloro fparf;\ per Id. campagna gran copia di triang()li acuti 
dl ferro, fperand",) di rovinar Ia c,walleria d
' Grcci;- ma crano ferrai 
in maniera I cavalli Greci, (he punro loro non nocque l' in/idiofa in- 
venzlOn, de' nCffilci, la qu..lle fappiam'1, che in aItre guerrc fece un 
buon glUi:lCO. Secondo la Cronica Cafa1lrienfe (d), in quefii tcmpi lì 

ruov.l. ne' conroml di quel :VIani C1:ero il giovane T'rasmondo 
larchefe, 
11 qUlle a mlo credere governava aHora la Marca di Camerino, cf. 
fenJochè in elf.!. Mdrca era' compr<<;fo qud M()I1It1:ero. Sc ciò è ve- 
ro, d,wea c(ftre Q1ancato di vita quell' Ugo Duca e Md.rcheCe, che 
vedcmmo all'anno 1028. In una Carta dell'annf) IOf6. dJ me pub- 
bhcata (t') fi truova Domna 1.f7illa indi/a' Comitilfa, reliéla quondam Do- (e' ,.Antiqu. 
mni Ugo gl,rioÞJíÙJJO, Cjui jtÛt Ð.JX & J.\1arcbio. Q.uell:a fu, fua Mo- lutl". Dlf- 
glie . [trt. 6. 
Anno 


(b) Gaufrid. 
.J.f,llaurra 
Hjftor. l. I. 
Lto oftitn- 
fis lib. 2.. 


(c) Vita S. 
l'hilaNl, in 
.Ae1. 
anfl. 
lid diem JI 1. 
.Április . 


(è) cJJroni,. 
cafauritnf. 
P. 11. T. II, 
R,r. Italic. 



10.... 


ANN ^ LID' I TAL 1 ^. 


Anno di C R 1ST 0 MXXXIX, Indizione VI I. 
di BEN F. D ,;: T T 0 IX. Pap:l 7. 
{Ii A R RIG 0 III. Re di Gcnl1inia e d'ltalia I. 


Ell" Vo1g. F U <ludlo l' u1tir:no 
nno dell:1 vita dell'lmperador Corrado. :\ 
eva 
ANNO 1039. ,C"gh f-l.[[o un vlagglo nel Regno deHa Borgo 6 na, dove que Po. 
(011 acccttarono per loro Re I' unico dl 1m F,gliuolo Arrigo. Tro. 
vooln
ofi poi in Colonia, confermò ed accrcbbe i Privilcgj ad In gOlfe 

eicovodi ìVlodena, con cuiil crea Conte di Modena. II Diploma, 
, ,ß1à accennato dal SigoOio ffJ[[o il pre[eme Anno, c da me dato in. 
X
 111. Dif tcro aHa lure 
 ha Ie feguenri Note: (a) Datum XV I/, Kale'ldas A. 
erJ. 7 1 . pritis. dim() Dominic
 Incarnatiollis JIXXXYllI, IndiEliolie fTJI. Anno 

t"'t!m DotJlfJi Cbuflmadi Re,
ni XJIJI, Imperii XU. ARum C%Nia. Ma 
JO tru"'v" qu' de gl' mtoppl. Pare falhto l' an no , e che fi deggia fcri- 
\'crC" 

1XXXVI1 I/. e cosi I' Intefe il Sigonio, Ma v' h:1 ønche de1l' 
errore ne gll '\nni del Regno; e quando fi volclre quefio Dipl.lma 
ritèrire 211'anno preccdenre, Corrado aHora dimora\'a in lulia, c non 
giå Ï!1 Colonia. Oirre di che qu.\ndo fuqìib la Carra addirala nell' anno 
prccedente, era gia lucceduro Guiber!o ad l'lgOf/e nel V cfcovato di 
Modena, prima dci\' anno pre(eme lC1J9 Però che dee dire di qlltLlo 
Dip:oma il fasgio Lettore? fro pofcia I' Impcr.tdor Corr.ldo ad l![re
ht 
(It) .
jþþD o("\1a Frifia, (b) qU1vi celebrando la Feft:a della Ptnrecofie, tu tC'f- 
m d l-l

 C I ,D,!- rrcl
\ da d(>1ori, che net Lunedl [eguente, clOè nel di 4, di Giugno, 
ra I ." lei. ' I d IT - 1 fi d ' - E d ' 11. 
Herman- I con u'lcro a ne e IUol glorOi. ra lanZI Hato eleno c corn. 
nUl C!mrra- nato Re di Germani.l il fudd:::ttl\ Arrigo Ill. Cuo Figliuolo, fo.pr.l,no- 
tlllJ In Chr minato il Nero a cagion delIa" barb1; e come Cuo SuccdTole tu Im- 
1nJ.n
I, Hll- mediarameme riconofciuto da tutti, Una curiola novella comincio ad 
esmm. f,\'ere fpaccio ncl Secolo {ufTegueNe IOtom<" al d perfona d'e:lo Rc Arri- 
(c) Godefri- go. Gntifrcdo da VÍ[crbl\ p.ue cht. tòfTe it pnmo a darle crcdj[(\ (c
. 
å
s V/l
r- Eccone per ricrcazion dl chi legf!;e un trafunto. Caduto in dlsgrazla 
blt1l fi h s In di Corr;ldo Augullo un Ltlpo/do COilte, Ii ritirò col1a 1\1')51ie a vlvcrc 
'aN' , , "1 . I n. II f: I f. 
IOC0gl1lto In una caDanna II) mezzo au una Ie \'a. 
Je a aVl\ a pa. 
rata roi in Italia. tü 1pplicata In altri termil1l ad alcunc Nob.,11 C,a[c 
da gI'impoC1:ori Gene::1loglfb. Ora accadde, chc Corrado" {man ItO 
nella caccia giunle a qucl wgurio una notre, e \'i prete npolo. N ello 
fiel1ò tempo partorì 1<1. Moglit' dl Lupoldo un mafchio, c Corrado al 
fenm10 vagÍ1e inteCe una voce dal Cicio, che gli dlÍlè: Conado, fjllefl(J 
FanCtullo farà tuo Gent'1"O ed E.rede. Levatoti per tt:mpo i' I mre
aJore, 
CJrdinò a due [uo F .migh ,d, I r
ndcre qu.} Harnbin,o, e d' Uf::lIJ
rl?,. 
N'd1bero compaffione, e 11 lafctarono VIVO Copra dl un alb
ro, 1 also 
di lã un certo Duca, che il prefe cd alIevò, c v
ggenJ,?lo ("
-:tccre 
in bellc:-zza c: fenno, I' adouò per Figllllolo. Dc-po alrul11 anm gua- 
rando 1'lmperadore qudlo GJovinetru, gli venne fofpelto, C
le iolT.c 
11 mc., 



A JCI N A LID' I TAL I ð 10; 
il medeGmo, di cui avea comandata Ja mone, forCe perchè fe::ppe, Eu. Vo1g. 
come era ftata trovato dal Duca; e con apparenza di voierio onora- Azc'\!o 13]9. 
re, I'arrolò fra'Cuoi Cortigiani. Un dì pofcia (critre all' Imperadrice 
Gisla una Letter., in cui' gli ordina\'a di t
rne immediatameme ucci- 
dere il portatore, e la diede al giovinetto Arrigb con ordine di pre.. 
fcmarla In mano d' elTa Augufia. Andò qudti, ma addormentatofi per 
'fiaggio in una Chiefa, il Prete d' efT.. adocchiata quella Lettera, glicla 
tollC: di faccoccia ed aprì. PC'r compattione il buon Prcte ne tè:rifTe 
un' altra con ordine all' I '!I peradrice , che alia comparfa di que! Gio- 
vane, immanrineme gli delfc in Moglie la comunc lor Figliuo!a. Andò 
il Giov.toe, fènza nulla Capere dell' operato dal Prete, c prefentata la 
Lettera, non (ardò a divenir Genero dell'lmperadore. Bel fuggettð 
per una Tragedia, purg.lto che fotrc da varj, invcrilìmili; ma per eom<t 
tJella Storia, avvenimento invemato di pdo, cíTendo fuor di dubbio, 
fecondo I' autorità di più Scrittori c\Jntemporanei, che .Arrig. J/I. 
na<:que da Corrad\) e Gisla Augufii; ed ebbe due Mogli, I' una CII- 
,,;ch,Me morta ncll'anno precedente, e pofcia neU'anno I04r. .Agneft 
, Figliuola di Gliglit'lmo VII'" di Poitiers. Beoch-è poi non folie côliu- 
me di conran: In ltalia gli Anni del Regno Italico, nè deli' Imperio, 
fe non dopo Ie Coronaz.ioni: pure mi prendo io 1a liherrà di comin- 
ciar qui I' EpOC3 del di lui Regno in Italia, al vedere, che una Carta 
rifel'fta dal Can
pi (,,), e fcritta in Piacenztl, ha qucfle N ore: .dniZð 
<<b lncar;zatione Domini A/XLIP. Amz. R
gni Dlmrni Henriâ Rex bù: i>> 
ltalia !,<uintD, Nono Ktlllndas Aprilis lnditlicne Xll. il che fa baO:c- 
vol mente inren4ere, che almeno i Pavefi, ed altri Popoli d' I talia, an- 
che fenz.a la Corl)nazionc Italiana non tardarono molro a ricevere dTo 

-\HtgO 1.11. per RC!. Un' altra Carta Piacentina nell' Allno tègueme 
MXLV. ha I' .Anno SeJlo del Regno d' Arrigo. Così nel BollarJO Ca- 
finefc (b) e prdro l' Ughdli (c) fi uuovano Diplomi dati da dro Re (b) Bullar. 
aUe Chiefe d'ltalia coU'Epoca fuddcna. Ho io panmcnte pubblicata (J) c"f'.ft
'ife 
una Lettera di AdalgcflO.CalfcellaYÙII & i\!ifius gl,riojiJ!imi Regis Hen- Cc
;1 
h;R' 
rÜi, tuju; 'Vice in RegiW ru",lfS, a tutto Jl Popolo di Cremona, con cui lt
l. SIIlr: 
gli ordinava d' i:uerycilire a i Plaëiti di Ubaldo Pefco'Uo di quella Cítrà, Tom. .Iv. 
Comuttociò pOtrebbe dfere, che tolamente all' anno fu{feguenre ti '; Epifco,. 
delT
 pl:incipi
 all.' Epoca del Rogno d' lulia, ,cio..:dappoichè E,.ibel'
o ((i?';
ti'1' 
.Arcl'Uejco'iJg dl MIlano, ficcome vcdremo, ando a nacq 1 11fiar la gllZla llù/ie. Dif- 
del mede(jmo Re Arrigo. N è mancano Documemi haliani di qudti Jm. 71. 
tcmpi, nc' quali ni'.1na menzione è facta dd Regno d' elTo Anióo. . 
rhea l' Augucto Corrado porcam con feca in Gcrmania un im- 
ph1cabil odio contra d' eITo Eribeno, nè altro potendo fue, avea in- 
caricato i Principi d' Italia, ciuè,' i Vefcovi, Marchc: fa, e Conti di far 
nfpra guerra a Milano. In fani alia Prim'.1Vera di quell' anno fi rauna- 
rono armi ed armati da varic pani per ereguire la dl lui volomà e ven- 
detta; ma punto non fi (gomcnrò, Eriberto. (t') PrcFaro egli buona (e) Ln'Rif 
copla di munizioni d" haec!, e da guerra)' chi:H1\ò in Cutà tutti i H.fior. .Me- 
Dllhirtuali da} grandc fino al P icciolo; cd allora fu, che e g li inven. J,olùn. ó " t 
CT F/ l () . . 1 ,,,,. I . 
.6. om. y . . to 1 


(
 C."'pi 
IJ'r, Iii pi" 
cro:G4 T. 1, 
AppUJd. 


. 



106 ANN A L t n. I TAL J A. 
i:.. k Vo1g 
Ò it Carrøc
i(J, tanto pofda \lfato e dc=t:anrato ne'Secoli fu!Teguentl 
-^J/NO 10 3" In Lombardla. Q.uefto tta un carto condouo da booi co.n un' anten- 
na alzata, che ave. full. cima un Porno dorato con due llendardi bi:m. 
chi. Ncl mezzo v'era l'immagine del Croc.ififro. Uno ftuolo de'p,il 
forti gh fiava aUa guardìa, e conducendoíi qudlo Cltrro in me no 
.11' di:rciro 
 colla fua villa accrefc
va coraggio Q i eombanemi. Di 
molte baruffe fi fccero in tal congiuotura, ed era per feguirne peg. 
gio, quando all'imprð,vviCo. giunta la nuova della moue Ji Corrado, 
tuna I'efercito, nimico fi levò e sbandò can tal confufione, che ad 
, elcuni cofiò la vita. Eriberto ne dovette ben cantue il l'e De"",. 

,.8
::t
::' Abbiamo da Ermanno Contratto (a), t cia Wippune (b), chc.in qut(l' 
I'wl ;n Chr, .nno nd d. 13. d' Otrobre patimente mancò di vita Cirruo DliC4 Ji 
(b) JoYiNØ Fnnconia, di Carinti:a, e d' lfirll
: con che venne eziandio a V-.1CQre 
In :"1.. C l 

. 11 Marca di Veron:a. Avrebbe forfe potUto pretendere ad efra Ada/.. 
ri"" 14 J&I II h ' d ' I ' 1 , .J fi ' h ' 
. "one, c e pnma I Ut avca gOl.lutB, e nc u cae claro ; ma anc 
egli pagò il fuo debito aUa naturt neU' nnno prtfc:nre. Se Qd aieuR 
fo{f
 ne' fei 0 fcue anni Ceguemi conferira qutlll\ 1\ larea, OfIn l' ho po" 
tuto 6n'Ora fcoprirc. Erano nella più bella p'Olitura gli aff"ari<k' Gre- 
ci in Sici}ia
 c partvQ g.à vicino il formna.t'() gtarno, in cui qut:ll' 
lfola nobiliffirn:! reß:af1è libera doll giogo CJh:' Sari\ceni. 
Ja 1
 GrecR 
avidità c fuperbill. ragliò il corCo a gh nlrcriori progreffi, c ro\'inò 
· .nche gJi acqUifti fani pc:r I. cagione, che fon per narrare. Gran 
cofe aVCR promelfo Giorgio Maniaeo Q i Longobardi c N ormanni, 
(uoi aufiliarj a quell' imprc:Ca., Quando fi fu . parrire il bonino, nn- 
ch'c(ft ne prerelero, come era il dovc:re, 1a lor pane. Nulla potero. 
'I}'O ottcnere. Inviarono Ardoino Nob.ile Longob:ardo a M.\niaco pcr 
farne nuovn iO:anza; e quett:i, forre perchè parlò con troppo calore, 
ahro non riponò che ftrap:izzi e baLtonate. Y o1cano i LQngob.udi c 
Normanni corrrett øWarmi e farne vendetta; ma il faggio Ardoillo, 
(c) G.ufri8.. per Que{l-aro di Go.ufrido Malaterra (c), Ii configliò a diffi.rnular 10 
1!K
lat
t'''4 ioegno; 
d uccorramen
e ticavlIra hcenaa df porer tornate in C.l.lab..ia., 
lJift. III,. I., imb,m;atofi con tutti fuoi alierc:nri, fdicemente, fi ndlolífe a Reggio di 
Calabria. in terra. ferma. Allom fu ch' eßi, prefo per lor Capitano dro 
Ãrrloino, fi diedcro a far venderta dell'ingratiruJjnc: de' Grt'ci con de. 
vaftar tutto quanto porcrono delle Terre pof1èdm:e da dIi Gr
ci in 
(d) Gøilirl- q
lla Provincia. Ma Guglielmo Pugliefe (J), eedreno, ed aim 
cri- 
flllIl .A/III", \'ono,.. che non da Maniaco in Sicilia 
 ma da Doceano
 0 fia DulcbJano 
HIli. I. I. Carapano- de' Greci, in Puglia, iu maltrattQto ef10 Ardoino, il qual 
cra. a.l1ora fuo Lcogotenente. Di Guì ebbc principio la rov

a de.l 00- 
minio Greco in ltdlia. Riurcì ancora in 'Juett' an no a GIIDI1JJIl7'IØ !
. 
(
) 1.11 0- Principe di Salerno c di Capoa (C'). di fottomettere al f
o dommlo 
f"nfil ;hr. call' aiuto de" NOfmarmi il Duearo di Amalfi. Lo fteffo vlen confi:r- 
Ù). 
nt!i: mato. 
alla Cton
ch
rta d', A malfi (!), cia 
ui, impariam.o" che c:nè:ndo 
1",1;(. T. J. fuggltl a Nüpoh (;,,!'vamu, t: Str!,o Cuo Figho, Duchl 
I qudla CIt- 
.P-f. UI. rà, JUanfonl 1.'r:lu:lIo d'dfo Giovanni oecupò 'Iud Pnncl{'a::o. Ma 
c{fcndo Ja Ii a 
J.&
ttn> &nl1i Iitwøato cUò Giovanni da Napoh, dOpÐ 
aver 



ð. N N A LID' I tAL I A. 
Q1 
ner prerO 
d açC;tcato il fuddetto Manfone 2 tornò I cQm
ndar Ie felie; J!ã A TWi. 
per poco tempo nQndimeno) rerchè Guaimariø s'impadrooì Qi qQeUa ibN. (0.0". 
moho ricca aHara Città. La [cnne egli per cinque anni c rei Mefi, 
dopo i quali ManCone tuuochè ciecQ ricuperò qud DucJto, c rcg
9 
dipoi altri DOVe anni. 


Anno di C R 1ST 0 MXL. Indizione T I I I. 
di BENEDJ.TTO IX. Papa 8. 
di ARRIGO III, Re di Germania e d'ltal. :&" 


.. 


F Ondato fop1'.\ l
 autorità di Galvano Fiamma fcriOc il Sigoni
 (a
) (a) ii!.,,;uI 
che il RI .drngD dopo la mone del P
drc f.l fQlleclto a, IpedJr.e 
et"' 
Ambafciatori in I [alia ad Eri!Jtrto .Arâvif(Q'Uo di Milano) per chic:dcrc Ital,
 I. a. 
la Corona del Regno I talico di preicmc, c buona amlcizia in avve.. 
nire. Sembre a me più verifirnilc:, che Etibcrto ccrcafie egli la gra- 
zia del nuovo Regnante, c che il maneggia fi tcrminaí1"e neW anno 
prcfente. M-eritano d'dfere qui rifcritc !e parole dcU' AnnahLta S"lfo- 
ne (
) ,.,J)opa aver egli detto, che Arrigo (òlennizò la Palqua in In.. (h) .Jr.""l;. 
gdcim, kgnir:i a fcnverc COSI. C.) JIJIt& ,fÙU/I poft PaftJ"ø i!lctropo/i. flit Saxø a- 
tanus McdioJdiJellfts Qd'VclIieIl1, & fi, omni f"Q 'PnIrD'Z)erþa) 'luilm ,onll(j l- d Ecc",J, 
l1rnp,ratorem COIlraduTJI e

(l4Ït, fatisf(Jciens, ",Ierventa Principum gra.. 
tiam Regis promerllit, & U,rum jllramClJ/is l a çem fidem'lue ft j6,vaturu1ll 
affirTlla'lJi-t j ICtjUe Regrm .dgrippillam pr(}j4cu/IIS, intÚ III/. PQlriam (11111 pa- 
" jìmul & gr"tia Regis "(""A'Vit. Pertamo vcpne 'cmpre più 
 ftabi- 
lirfi in Irali] il dominio dc:l Re Arrigo lJ t. quantuoqu.c non reft:i me- 
moria deUa di Jui clcziooc in Rc (1' It
lia, l
 qualc: è 
a c
d
rt, che 
fr-gui{fc in qualche Diera dc' Prinçipi in Pavia () od preçedemc: 
nno, 
o neJ prefente. Trnova6 Q1fnzjon

 anche d:J Arnolfo (,,) la riconci- (c) .Arn"l/. 
liazione fuddetta, e fi vede preO"o iI Campi (Ii) una DonazioOI! fatt
 1f.ifl,r. Me- 
dal fuddetto Arctvc:fcovo "Ua ßadia di TolljJ lul l-'iaçcntino, fçriua d
IIJa". I, I.. 
.All'" 1'-1 X 1:. P011l11Ï He,..ili Røg/s Pri1ll l , 1iif!ri 4JJ!e1ll Archìepiflqparl!s Cd)' 
J;",i 
XX/l. Im},8,D1Jt VIII. .ARu", lif Cøflrf C,afja . l' a. cgh mcnZlooe 101ft. Ji pia- 
qud Oocumento de' paff.ti fuoa travagli. t: riconof\:e <1.1 Dio) e daU' "m:.. T: 1. 
imerceffione de'Santi la fua libera:(,j\,mc. E,bbe in quell' anno il Re .dN,,,J,,. 
Arrigo guerra col Duc. di 8ocmia, 111' tOR j5vRmaggio de' fuoi. Se- 
guitarono intama i Lcng o b4rdi.c þlç>ftlU1lni, d
 5' C:faOO ritirati daU. 
o ,. Ski- 
(.) Là a1ZCor Jo
 /a P"./fru 'Vønendo iJ Mtr
þÐJjla1llJ MillJlleft) , JlJnd, 
flJijftRzilme Ii' o[.lIi (1Jf' tontrOlllrþll (J'UlJla (ODnt r 1 peradorl Co,-rado, 
'oil' I"t
'l:e.t
 de' ,Prillâpi tlUr:ilì la grø:Üa (ltl Rø, 
 di ""O'f)(} t(}11 giU. 
,..1I11nt, promift dl (oøftr'Vlln ,ace) ø fedBJIG j , t,SI IIc'ompagnandD i/ 
Re ad .A[.rippina, illdi r;lor"
 111/4 P 4.lriG &011 R"e ;l1{ìemt t grazia 
Jet Rr. 


. 



t08 ANN A LID' I TAL I A. 
E." Votg. Sicilia a prendere Terre, e a dare it gU1fio nel dominio de'Greci in 
"-\
t\O 104-0. 
uglia j e pereiocchè non aV<<='ano aleun Îlcuro ricovero in queUe par- 
t!, clop? aver ,prefa /l.1e/fi, 0 fia VelJia ne1 d. di Pafqua, la fortifi- 
CaraJ10 In manter:1 da non remere l' orgoglio de' Greci. Leone Oflien- 
(
) I.u 0- fe (4) (crive, ehe Rainøl(o Normanno Conre di ^v
ff.1 con pano di 
[;b. lI f: c.ci;: aver 
a mr'tà delle eonqui
e diede a
uto ad A
doino n
mico d' effi 
Greel con rrecenro de' (UOI N ormanm. N è qui fi f:::rmo la bravura 
di que(la 
ente. Prefero anche Ptnøj4, Aftuli, e LaVtl/o. Abbiamo in. 
(b) 
l4flls o1tre da Lupo Protofpata (b), ehe nel Mclè di Mar
o Æ-giYO Ftgliuolo 
f:

::

. di quel l'.1ela, che abbiarn veduto capo della folkvaziol1 de' Puglidi 
r . contra de' Greci, alT'ediò Bari, e fe ne impadroni. Ma fc .qui anda- 
, vano male gli affiri de' Greci, peggio ancora eamminavano in Sici- 

c) Ct.".. Ii. (,). Ríþigliate ie forz,<<=, i Sanceni av<<no mC:(fa infi
me un' Anna- 
';J,

I. fa di terra, con .cui fperando di riaequiftar Ie Cirri perdute, fi ac- 
camparono nella pianura di Dragina. Giorgio Maniaeo yalcnre Gc- 
ncrale di terra per }'Imperadore G.-rco, nulla rrczzanda cof1o.ro, pre- 
fentò loro la batraglia, con aver prima ordinato a S-tefaDo Patrizio" 
1\hrito dOnna SorcHa deU' I mperadrice, e General <Ii marc, di fiar ben 
at[cnto colla fua flotu, acciocchè niun de' Bubari fuggiOè: tanto fi 
trae\'a egli in rugno la vittoria. In fani m<[c in roua il nemieo-, co 
De feee bUf'na {hage; m:t il General Moro ebbc la fortuna di làlvarli 
con un:t barch
Wl per mare. Per qn
fla neg1igcnza di Stefano {i tro- 
..ò sì irritato Maniaco, E:he il regalò di qualche baUonara, c 10 fira- 
razzõ, chiarnandoto Copra runo uom vile c traditorc. Seefano, che 
flava bene a11a Corte, fcriffe eolà, che Maniaeo macchinavc\ d' ufur- 
rare per sè la Sicilia; e quefio baflò, perchè \'enifTc ordine di man- 
tt'<1do nc' ferri con Bafilio Patrizio a Cofbnrinopoli:, iI che fu efegui- 
to con refiare al comando dell" armi it fuddetlo Srefano. La dJppo- 
c:1ggine cd avidità di eofl:ui dicoe c.1mpo a i Mori di riavcrfi., e di 
ncupcrilre :I poco a poco Cfll1' aimo de gli lteffi Siciliani 1a Cinà e 
Fflr[cl.l.e perdute a rif.erva di MdIiAS, che fi [ofi:enne. AU'affi:dio èi 
<juefia Città eon tune te lor forze paff'arono i- Mori. Catalaco Am.. 
buno Comandante deU=- P.iazza, mortrando timcI'e, l er tre di niun 
mo\'imento- feee, di maniera che i Mort noue e di a ahro, non pen- 
(avano, che a (o}azzarfi in bere, in danze, e in altre allegrie. N d d.ì 
èella Pentecofie Arnbu{lo, ani mati i f"oi alia pugna, iliedc impr-ovvi- 
famente addoff'o II gli aff'edianti; colb nvalleria giunfe fino al padi- 
g1ione d' Apo1afare-, Gener:!1 dc' Mori, ch
 colto cone fparle ubbria- 
f:O morì fenza Caper di morire. Chi de' Saraceni non cbbe buone gam- 
be-, vi lafcio la vita; e nel bonino G trovò tama quanrità d' oro, 
d' argento, perle t e pierre preziofe, che, fe vogbam credcrlo fi mi- 
furavano a moggia. Ma con rurta q
efi:a Fortuna i Greci per mancan- 
za del loro Generale nuIJa più acquillarono, e Stefano fe ne fuggì in 
C
l..bria. Aggiunfe in quell' anno Guajmariø IP. a i fuoi Principati di 
5a.lc1:no, ð. Capu3" e d' Am>llfi, anche il Ðucato dl Sorrento (d). 
Q!lanto al ke Arrigo, egli intcrdjffc a \Valderico Abbate del Moni- 
fiero 


(d) Lei 
oflieJJfil 
ChrDIIU. 
1.1.. ,. 'So 



ANN It. L 1 rl l T It. L 1 A,. t09' 
fi('ro Cremonere di S Lorenzo r alienarne e livcllarl\e i Beni fer.za Er.. A \'u1
1 
licen13 di Ub,;/á, V cfcov.o di. quella Cinà. Q!1dlo era it mciliere di J\
NO 10".0. 
molri .'\ bbari, cattivi di queili tempi. Fu d..ro it Oiploma (..) XVI. ( .. .A : 
Kakntial Febrllarii., /ndifliont VII. Ann" ."-1XL in .dligufl(þ, per con- l

lj(. nljJ;j.: 
iàglio Kadeloi Epiftopi, atque GalueJlarii nojir'i. E però di qui ,'egnia- fe't. ;2:. 
mo a conofeere, che Cat/a/Do, famofo per Ie fue: ribalderie nella Sto- (b) ,Ugb,ll. 
ria Ecclefiafiica, dûvcnf.: conrcguire il Vefcov.1to di Puma, non già 1t.."
 s
; 
nell'anno 1046. come yollc i' Ughelli (h), ma bcnsi nell' anno precc:- i;. l.;illt: 
cknte LO )9. PII,,,,m[. 


Anno di C:R 1 S T 0, MXLI., Indizione IX. 
di BEN E D.E T T 0 IX. Papa. 9. 
di ARRIGO III.. Re di Germania e d'ltalia 3, 


E RA in qncfii tempi fconvolta- la; Reggia di CofulOtinopoli per I. 
prepotcnza. den' Itnp,radrict. ZOt, che f.tceva e disfJeeva a fuo ta- 
len(O gl'lmp<:r
dori; e pcrò anche Ie membra- dell' Imperio Greco 
rifentivano i malori del capo. At governo della Puglia e Calabria (c) (ë) CuI,,.. 
era. ftQto inyitato Doct'anø., 0 DuÜ'hi.zno,Catapano daU' Augullo iWche!e,nNI in c.,1/k 
Paflag.ne, cbe in qudl':mno hnÜI I fuoi giorni, con avere per fucceff'ore'p,øJ. Hift. 
JUìchl'le Cillafllla, il ql1a}e durò b.:n poco, e tafciò I' I mpero a Co. 
jian1ino J.
ono
a(o. Q1cno Doceano mori\.a di r..lbbia al ycdc.re i pro- 
grdn de' Normanni nella Pogiia (d), e però fece, quanto sforzo potè (d), L" 
per de6derio d' opprimerli, e di eaeciarli da. Melfi. Gli era anche, Ye- 
{"n.l!I 
rmto qualche riõ1forro di gente dal Levante. NuJla,sbigonito pu que- li/

'
: 67 
fto. Art/oino Capirano aHora d' effi N ormanni, adunò anch' egli.le fue . 
truppe; e quamunque troppo inferrore di genre (e), pure. iotrepida- (e) LU'1I1 
mente venne aile mani co i Gr
ci nel Mek: di l\l:>no prdTa ,al f1u-, 
N c t h øh"
. 
L '- ' I . , . h ' 1 fi All ,In 'DmtD. 
me a"ento; e toceo a vutoraa. a 1 poc I" ma \'a oro 1 . ora I Guilj,lmul 
Normanni, per tirar dalla fua gli abiutori, di queUe contrade, clelfe- .A./
luI I. t. 
ro per loro capo AtmlJifo, Fratello di PanáDIf.. Ill. Principe aUDra 
di Benevento, e ardiram.:me nd Mefe di Maggio prelfo il flume 0- 
fanto, e fccondo Cedreno,. in "jcinanza'del famoro Luogo.di Canne,.. 
s'az.zutfarono coll'dcrcito Greco, e dj,nnovo,lo sh:uagliarono. Ac- 
c:addc:, che quel meddimo Fiume, dianz.i feec<'1, allorehè i Greci iI. 
paffarono all'improvviro fi gonfio d' acque in ta1.guilã, che de i Gre-, 
ci in volerIo ripafTarc più ne r1marero ivi affogati, che noo erano re- 
.ftati ragliati a pezzi nel campo d"lJe fpade nemichc. Secondo, Lupo- 
Proto[pata, Doceano 6 falv,ò in Bari:' fegno, ch
 Argiro avea ricu- 
perata quella Clttà con ime-lligenz..a de' Greci, 0 pure che nOR la ten- 
lie. Gran bottino fccero in tal cOßgiuntura, i vittori06 Normanni. 
Succtdctte parim::nte in .quefi' anno un' altra con6derab.le imprefa, di 

ui parlerò all' anno feguem
. Ben fi può. credere,. che i vincitori 
.ovcucro fapct proittare Jdla lor foItun.1 c.on fottomettcrc fluove Ter- 
. rc in 



no A N MAL I 0' I TAL I A. 
I! II. A Vofg. re in Puglia al loro dornini-o. Anche in Lombardia corninciò la direM4 
ANNO 10 4 1 . dra a fcompaginar la bu-ona armonia del P()polo di Milano. Mi Ga le- 
cito il Pdrlarne fot[o quell" tnno col Sigonio, tucrochè fi pofTa dubi- 
.tare, che al [uûeguentc appartcnga qudlo funetlo a\lvcmmento, de- 
( R a
. 
'- M 1J. [critro ,da Arnolfo e Landolfo feniore (.), Srorici Milancfi di q uefio 
Ir l '. 
 
tliø14n. l.
. Secolo. 
C4'. .s. Era compona la Nobiltà di Milano de i Militi, ('he tuui go. 
L4
l4lf.
 devano qualche Fcudo, e fi di\'idev
lIo in Capitanei c ValvatTori, fle- 

1J;DrMMl- come ancora d' dltri, che non aveano già Feudi: ma per gront tenu4 
J:

n. 
: 1.. te di Beni., e per dignità ed Ufizj erano pOlenti. Maltrattavano, ag- 
Clip. 1.6. ,grava
ano i l\;1llici i
 Po polo ,mi?orc, cioè gli .Arrilb, e I" altra Plebe i 
c anJo tanto Jnnan
l la 101'0 tndrfcretezza, che In fine il Po polo ruppe 
.Ja ,pazienza, c il rilpt"tto dovtlto a i Maggiori con tale fciiTura, che 
la piaga durò dip?i nc'Sccoli avvenire, ora apena) ora cicatrizzata, 
ma non mai ben faldat3. A bbidm vcduto all' anno I 0 
 f. una timil rot- 
tura in Milano, che poi fi quetò per aHora. Fu un giorno malamemc 
bal1:onaco 0 ferito da un MHitc, 0 Úa da un Cav.lrere, un Plebeo. 
Tr:dTè 'al rurnore aJ
ra gcnt
 plebea, ne feguì un conflit[o, 
 pofcia 
un' unione glUrata dl 
U[[o JI bafTo Popol
 contra de' N obiJi. da' quali 
'pìi:r nen fi vo
c:va lafclar calpefi
re. II peggio f\l, che .Lallzone, uom 
Nobile, fi mlfe aHa lor tetia: 11 che fommameme difplacque al eorpo 
d<<:lla Nobiltà. La gucrra palr,ita avea addefirata all'armi anche la Plc- 
be, e però ftando SI, l' ,una, come l' al (fa parte in [ofpetto e in guar.. 
dia, un dì per un PICCIWO rumare tuni correro aU' armi, c fi camin- 
ciò ,per Ie Piazze e per Ie, jhad
 un' afpra bartaglia. C
i aH' apeno, 
c cni d:llle fincltrc, e da I tettl cornbJncva, c a moluffime cafe fu 
aaaccato it fueco. Era di tropro IUI'=riore il numero Qc11'- inferocito 
Popolo; lal)nde furon? obbligati i N obiti a eereare fcampa con fug- 
girlene delta Ciuà inbcme coJI&: lor Mogli e Figliuoli. L' Arcivefcovo 
Eriberto, affinchè non .Ii credetle, -ch' egli fdvonßè il parti[o dclIa Ple- 
be .<:onrra -de' Nobiii, molt! de' 
uali eJ'ano f.uoi VafT.lIi, giudic. bene 
anch' egli di riuurG fuor di Milano. Sicçome açp:!rifce da un DO(;u- 
'(b) .Ant;qu. meot() d.l me d.l
o al,la Juce (b), in queíl' anno Ii tl1Jova 
el Boodil1Q 
1141;c. Djr.. la Moglie di B'fsif4ZlfJ D/JCII e :\1artbefc dl TúCcana, B,atrlll Contc:tJ"a. 
firt. -41. 'J Ja qu..te è dcua }ilia fll:f}1IlJa1fl Frtd"iâ, fenz.a fpec,6care, come 
ra il 
cottumc, che Luo Padre tòfTe Du&.a. Ma benchè quella Cana (j diea [erit.. 
ta ndl' anno "b l11Car1llatiow DIJNJi.i -flri J'ß
 Chrijii 4\1i/lefimø 
Qroo 
ilrag'fillJ() Priøo,.iM XI/J, Martii; pure è difcttofa, perchè teguita. 
1'1ndizi'lle Dtci1Øa; e però 0 r anno e fallato, e r..rà il feguemc; ov- 
vero )' mdl
lone ha da cßère 1.1 N
ntI. Confcrmò ill queft' woo il Re 
(c) u[hÛl. Arrrgo tuui i dirj[[i e B
ni ddla Chief.. d" A t\i a p'i!,ro J7 tft()lj)8, ?i 
11111. 
lIcr= quc:Ua Cirtà con Diploma (c) dato J/IJ. Id
 F<b,.u,m .ðIlllM DUI1II"'., 

;j;ø:
' In ce In(ar"ati
n
J 
f
L/, 
.diai",
F!I
. (
 dee fcriverc ,r1lll.) .dn
 
.Al/enf. Do","; 1/['.rlcl T'erw Re!,lJ, O,.d,llatl,ms ø}ltS XliI. Reg . ll. .dflll1}& a. 

d} Ibil,m ArulSgralJi Paltllio. Con ..lIro l);plorøa raflmente conccdeuc, 11 Con. 
.n Ep;fc

. tado di Bergamo ad Ambr,fio YeJCI'IJ' di quella Cit . , ) NMis Apri/is. 
llerlo.elf). in';. 



A N K A LID' I TAL 1 A - I ( I 
J"tliBiønt IX. .A"". Dom"i Hcnrici Regllantis I l. O,.ãUlati"Ûs 'VerI '.;MS EllA V ol
. 
XX/II. (fcriv1 XII/.) AélNm Mogunt;4. COSÞ a poco a poco comin- ANNOIQoil. 
ciarono- i V cfcovi di Lombardia ad acqu.illare anche it governo tern.. 
pon.le e il dorrunio delle foro Città. Sc i'oro filcd.. tutto eggidl, nol 
10 dire: oHora ccno avea quelb virtù.. 
I", 
Annó di C R 1ST 0 MXL 11. Indizione X'. 
di BENEDETTO IX. Papa 10. 
di ARRIGO III. Re di Germania e d'ltalia 4- 


. - 
B Olli,,: più c
 mai f... i N obili ufciti di Milano, e il baRe Po-- 
polo retbto Padmne deUa Cinà, I' odio 7.1. djfcordia, c la guer- 
A. Ci .fficura Landolfo, fcniore (If), che I. Arcivdcovo E,iJ,u/o Ii (a) 1..
Jul. 
1 . \ fi . O . N b ' l ' d ' fUI {em" 
tenne neutra c an 51 en congrumura. fa, 0 I I, avtn 0 urato Hiflor Alt- 
nella lac fazione i Popolì. della Martefàna e del Sl:'prio, fi fortifica- Iliola';' 1. 1. 
FOTU>- Íß fc:i. Terre all'intorno della Città', e nc formarooo un blocc0 7 "'P. 16. 
fcnu pCmkttere, che nlcuno vi portaffc de i viveri i nè giorno paf- 
làn, in cui non feguiífe quakhe, badalucco, 0 combat[ imemo tra la 
PJc:be e i Fuoru[citi, con mortaliti continua d' amendue Ie parti. GUcli 
k taJun cadcva aeUe mani del nemico i non i[canfava Ja morte, 0 una 
prigionia, pcggior delta mone. A veva il Greco .'\uguíl:o .Michele PtJ- 
ka. prima di mor.ire richiam-ato daWltalia Dbceano, 0 fia Dul- 
c;:hlano.,. giì Catapano 7 riconoCciuto per inutile, anzi d:mnofo Madlro' (b) . 
di g
rr., (/J) e in fua vece inviato in Puglia un Figliuolo, di Bugia- Ofti;:;s 
flO
 foprnnominato, per 'luanto s' ha daU' Ol1:ienfe, EXIIUgll.J10, 0 .Ar.- IiI,. 1. c.67. 
111>_, Ceoondo il Malatcrra. Cofini feco ccanduffe un numerofo fiuolo LUlul Pro- 
di Greci e di Barbari;, ma venuto a batraglía nel precedentc Anno, toJ h 'P at ". ill 
, N " d ' d . S b fc M P . t r C rømCÐ. 
co I ormanm a I J. I cHem re 0[[0 onte I 010, 0 come 
vuol Cedreno, in vicinanza di Monopoli, non I:'bbe migJior Fortuna 
del fuo preJeceCfore, Rdlò ivi con una mcmorabile fconfi'ua tag.liato 
a pezzi q'.r.1fi tuno l' eferci{o [uo. Fu fino prigione egli ß:dfo" e do- 
nato dc1. I N ormanni ad Adenolfo lor capitano, il qualc ne fèce traffico 
co j Greci, c ne ricavò una buona fomma d'oro: azione nondimcno, 
che irritò non poco i Normanni, c fu caßione, che gJi' levarono il 
bafirm dd comando. Abbiamo dal Protofpata, che Argiro Barenfe. 
Figliuolo dd celebre Melo, fu in quefi'anno dichiarato Princeps & 
J)MIt ltaJi.e,. cioè.' dclla Puglia e Calabria i ma fenz..'l dire chi gli delfc 
qUt: tio Titolo, cioè fe i Greci, 0 i N orm
nn i. Cerro è per anc., (d Guilie/- 
nata di Guglidmo Pugliefe (.-) e di Leone Ofiienfe, che i Normanni m
 1t'ut 
(.) ..IJrgireft1ä fi/ilml fih; PI".JejiÛtt"ttS ,.&eJ,r_s .dDlili
 Civitates pllrt;;n vi HI . I . I. 
capiunl 


(-) fd"I1Jofi '&1Ip" .Argiro fii'Þo di Alelo, /' afire C;ttJ Jella P/.Illia parll 
, prendDn per for
, parte If it [1I111Z0 t,-ibUla,.ie. 


- 



II!. ^ N N A LID' I TAL I A. 
'Eu Vol; ç"piunt, p,lrt;", fibj tributat'iois facilllll. Ma .non itia-rcmo .motto a ,'edere 

!1;NO 1042.. qudto meddimo _'\rg!lO e: i Normacni unÜi co i Gre:ci. 'ntamo}' Im- 
perador Miche/
 C
!4ala fucceduto a Michele Paflaf.o1lt nell' anno ad- 
rlietro, imputanJo all'imperiÚl e dapocaggine de' Capitani Ie :fierc 
perco{fe date da i N ormanni aIle Armate fll:', Ii av\'isò di fpedirc in 
Julia GiDrgio J.\1I,,;aco ("), cioè qud mt:ddìmo, che vedcmmo dopo 
Ie vittorie riportate in Sicilia mandato ÍI'1 ccppi a Cofbntinopoli. Co- 
ftui'venne., uomo fuperbo, uomo oltce ad ogni credere crudele. .'\p- 
pena giunto ad Otranto, ritrovò che i Normanni erano già -divenuti 
(b) L" padroni.di cutta la Puglia, e l',aveano divila tra loro. (b) A Gtifþel1", 
OJli,,,P' BrlZuiolÜferro era toccata la Cittå d' Afcoli. Lupo Proto[pata fcnve (c), 
f;mJl" 67 chc Gtllle/1#tNS lleéttlS eft Comes iilatfrte. Ã Drllgone Cuo Fratello t.ccò 
(
i 
'U;
I . Ye1l!Jjà; La'l.lello ad ArTHJlino; ad Ugo Monop,li i 
rani a PietrD; Civil. 

rltDh"t,4 a Glta/tÍlro; Canne a Rjdolfo,; a cr,.i/iatlo AlontepiJoft j IJ"rigenl. ad Ervlfl i 
.. ch".,
,. Âarenza ad 
jditti1lO; ad unO éÜtro ,RiáfJ
fo .saltto Ârcangel,; Mi1llr'l,'iu 
a Rainfred.. Anche .Ârd,inø ebbe la p:trtc fua. E Rain'If. Conte ,di 
Averià ottennc la Clttà di SipOl1t' col MOlltt Gnrga1Hl. Afelþ rettò .co- 
mune a tutti, Città divct'tå da Amal.fi. Gûsì noi mlriam:.> andar crc- 
fccnJo a gran paffi la fortuna e poten
a cJe' Normanni in queUe con- 
tr..de. Ora [\;hni-aco dieJc principia aile Cue imprde con impadronirû 
.di Monopoli, e di Mater... .Fin ie donae e i f;!Aciulli furono barba- 
ramente taglia.ti a, peZ7.i, nè fi pcrdonò a' MonacÎ e Pret;; tantl era 
1a barbaric di co1tui. In guefto mentrc Argiro, prc[o per Generalc 
Ga i,Normanni, s' impoßèlsò di Giov
nazzo, c per un Mefe: tcnne ar- 
fediata la Citt... di Tram. Sc!"ive Lup:.> Pro[ofp.1[a, che I. Città di 
Bari "l'1:lrJ-' eft in mtlnus [tMptratoris nell' anr.o prefeme. Non s'intenJe 
bene per la brcvitl delle parole di qucllo Scriuore, come paflàOèro 
'lucgli affari. V cggolfi aU' anno fe.gucmc, e vcrrà quatche lumc a que- 

 fie tencbrc. 


(a) Ctd,1- 
71/1' . 
Guill;,/.. 
.A/_ Iul . 


Anno di ,C R I Sï'O MXL'I1"1. Indizione XI. 
di BEN IDE T T 0 IX. Papa I I. 
.di A R R Ie 0 HI. Re di Germania e d' Italia 5. 


(4) ,A"ti'rJ
. 
lt41i,. Di{- 
ferl
'. 66. 


D r\ un Ðocumento Ja me pubblie-ato, (1), noi ricaviamo, che .Ãdar- 
gtrio Cancdliete e t\l
!fo d
l Re. .)rngo tenne UA Pl,aclto 10 Pa- 
via tld Müninero di S. Pietro In Calf} 
lil"tO, al qUite wrervennC'ro 
E,il 
rt(J Al'cil'JeJèQ'VD di MII.\no, RÙ1I1Jd. j/eji;/J";' di ,Pavia, Riu".an. 
Yefto'Vo Ji N ovar..., LiJig
,.io J7e.lco'1:o di 
omo, c. 
dtlbt
tD C
nte. 'F
 
ferlno '1ucl Giudicuo Ân", .b Incr:rnllt,oM DO'!l"11 
ofl.

 JeJ
 C
"ß.' 
Afzl/rþmfJ S?<!!adr.Jgeþrtlo tertio, Re
m 
ero D
m
1 HelM'" Rrgzs h,ç In 
ltliJia Y. JJecimolertio Calendas 
WadltJS [,.d,fl101fe Untimma. Ma do- 
vrebbe elft"re I O .lln1KJ IV. del Regno, prend
ndo it prin-cipio dell' E- 
poca tua diilla mone di eorrado tuo Padre. 'f(jt1am
 Cako, c il.PIJ- 
nc:lh, 



A N 111 A LID' I TAL J A. I I 3 
ricdli, che fondati fu qucao Documento [criffero, eLTere in quefi' FRA VoIg, 
Anno venuto in Italia il Re Arrigo, prefero un groL[o abbaglio. (
i\"i ANNO 10 43- 
non è vdtigio alcuno di tal venma, e v I fi OppOtlC ancora. il ÍÌknzio 
dclk Storie. Seguitarono in qUtlt' Anno 
lUcora i Nobili fuoruÎeiti 
1\1 daneli a (co':" bloccata 1.1 Cirri di Mllaoo, con fuccedere frequen- 
tiÍìimi conflmi fra ct1Ï e il Popolo di quella Cmà, da cui vàbrofa- 
mente (j rdì!tcva a I 101'0 sforzi _ Non men crudele danzJ. contlOn..lVa 
nella Puglia. Era {tato balzu,o dal Tro
o 
i Co1tantioop('h .1H,l1' anno 
addletro ftficbele C,,!,:f.ltcr., e In luogo (uo mnaluto GoßaiJtt11(J 1110110- 

".:r.co, che pn:f
 per Ñloghe l' I m,p
r,
Jricc Z,oe" cl
lè la fcol1\'olgimce 
dl qudl' Impeno 0 (a) Palfava un antlea nemlCJZla ha clTo Colìanrmo, ( ) G '_ 
e Giornjo :vJani
co Generalc 111 ltaha ddl' Armi Greche, Pre\'cdelìdo I
!"''I;I Á- 
co1lui la ÎU1 rovina fouo un' ! mperadore sì mal' affctto ".:frO dl lui, l
duj Hip. 
pal te per di[perazionc, rarte per gli fiimoh deW amhlzinne, s' appi- lib. I. 
glio ad un' ardltiffima rifoluzion.:' con fallÌ prodamarc Imperador dc:' 
G..eci, e prenderne Ie infcgne 0 eeJrtnO accenna, (b) che per cagion (b) Cedre- 
di Rcmanll Duro fuo ncmico e prcpotente alia Cone di CoLbmino- nus Com- 
r oli , l\.1aniaco fì ribe!Iò 0 In faw l' 
ugu!l
 M
nomo.1co ,avea fpedito pmd. IJi.ft. 
in Italia PalJa Procolratano con ordmt dl Jpoghar .!\,Januco del co- 
mando. Ma 10 fcaltro Maniaco ferpe COS! b
n tàre, che (poghò lui 
d.:lIa vita, e cldle gran (amme d'oro, ponate do! clIò Pardo in halla, 
c fi fervi per rcgabr Ie ti urpe, e Ol.Jggiormemc addèarle ncl fuù par- 
(ito. Abbiamo poi da Luro 
rotolpat
 (c), c_
le Maniaco and
 [ot:.o (c) Lupus 
Bari, ma nol pote tr.lrre alla Lua dl V02.lOne. Vera do:ntro Argno Fl- l'rotofÞa,a 
gliuol di Melo, che nè per minaccie, nè per promdfe volle induríì in ChroniciI, 
a fottomenel fi a Iui. Tentò ;.nche di guad.1gnare i N ormanni, ma 
non gii riufcj. Tuao qucfio p;ìre (ucceduto nell' Anno precedcnre. 
L' I mperador Cotlanrino, a cui [cotti1va fone la ribcllion di Mania- 
co, nè nova\'a mezzi per iimorza
 ql1etlo fuoco, fi rivolfe aneh' egli 
ad Argiro, c a i N ormanni ; ed ehbitc 101'0 delle ingorde condizioni, 
e m;,ßìm
menre, come fi puo credere, 1a confcrma delle ]ora con- 
quiae, Ii tirò d:tlla lua 0 D"ii' Anonimo B:lfenfe, da me data alia ]u- 
ce Cd), fi rac

glie, che \'enac
o ad Algiro Lettere Imperia!i Fæde- (d) .Antiquo 
1 alus, & PatYlc:atus, & Galapam, U JTeflatt's (forfe SebaflatuJ). Por- It.Jli
. lJif- 
tarono anche ) MetE Impcria}i de 1 magni6ci regali per Argiro, e fir'. I. 
per Ii N ormanni. Tutto .2vre:bbc dato il MC'nomaco per libcrarfi 
da qucfio competitor dell'Imper:o Argiro, che era da gran tempo 
all' a{]'cdio di Trani, ed ave:;a f.\[[a fabbricàre una mirabll torre di 
Jegnaml per el pugnar la Terra, [oHo induC1è i N orrnanni a ritirar- 
fenc, e a folr preparamenti in fa\lore dl C..>llant;no Monomaco contra 
di M.dliaco. ScrilTe a Rainolfo Come di L-\ \'crfa per nuovl amti, e 
raccolta un' Armata di feue mila pcric:1c, tuna gente dl fomma bra- 
vura, ed 3vvezza aile vinone, con Guglielmo Ferrodibraccio, s'in- 
vio 111 quell' 1\nno alia volra di Taranto, dove s' era chiuÎo Maniaco, 
110n oLàndo tener ]a camp3gna contra de' poehi, ma fOl'rnidabih N 01'- 
manni 0 Taranto er:1 einà forLÏJlìma; prenderla per 
{falto fi COll0- 
1"01JJ. 171. P fce\'a 



I 14 ANN A LID' I TAL I A. 
EK A YoJg. fccva impol1ìbile; nè i Greci vo1eano ufcire a battagIia. Però dopo 
1'.1010 104-3. qua1chc tl mpo fe ne tornarono indictro i N ormanni. Saputo poi, che 
1\1Jniaco fc n' era ito ad Otranto, e ehe contra di Iui era \'enura una 
. floua Greca condotta da Teodoro Patrizio e c.,tap,mo, accorfero 
ancn'd1ì per terra all' a1T\:dio di Cjtlella CJttà. Mani;tco veggendo la 
ß1aIparat.1, ebbe 1a fortuna di potedì falvare per mue, e di anJarCene 
a Durazzo. 1\1.1 poco durò 101 fua buon:! forre, perchè forprefo da i 
foldati dell' Augulto Monomaco, terminò la fu.! Tragedia cnn rcfiare 
uccifo in queUe comrade; 0 pure, come vuol Cedreno, benchè vin. 
citmc, morì dl una ferita. f1 capo fuo pOl'tato a Cofiantinopoli em. 
piè di eonfobzione tutra quella Cone. Orranto fi dicdc rod Argiro, 
il qu,11e dopo que Ita impn:Ca licenziò tutti i Normanni, e fe ne tornò 
glOi ioro alia Ciuà di Bari. In quefi' Anno ancora per artefl:ato del 
, (a) .Da" h "u- Dandolo (R), avendo 6niti i fuoi giorni DQmenico F/abailico Doge di 
us I1J C rø- V ' I fi d ' I I >.' D ' C . 

ùco T, Xli. eneZIJ, g 1 uccc eUe In que rmclpara omemcfJ ontarmo. COi1- 
l'er. lIa/ie. flantil1us Aug"t.fius bunc Ducem l11agif/ra/; Sede decoravit, luna parole 
d' e1To OJnJolo, íìgnificanti, che dal Greco Augulto fu dlchlarato 
(b) UgheIl. quefio Doge A1ag;ßer A/HÙum, com
 erano i Duchi di N apvli, cioè 
Ira/. Sacr. Gcnerale d' Armata. Rappona I' Ughelli (b) la fonJazione da lui (ana 
'lom. V. in in quel1'anno, iníìemc con Domenico Patriarca di Grado, e con Do. 

-enet. Pa- menico J7c{co'i;o Oli\'olen(c, 0 tia di Venezia, dd Moniltero di S. Nic- 
triarfh. colò in Lido, con Ivi ordinare Serf.';o Abbate. Pafsò in quclt' al1no 
(c) Hcr- - ð 
pn,mn..s aIle Cecondc Nozze il Rc "rrigo III. con prenJere per l\loglic nel 
Contl'at1us. dl d' Ognilfami Cc) ..dgfle{e Figliuola di Gug/Ü/mo Duc3, di POltlcrs. Ne 
LambeTtus gli Annali d'lldcsheim Cd) fi parla all' an no feguente di qudlo f.uto, 
sca;.:bur
 ma con errorf'. A tali nozze fu un gran concorfo di Buffoni, GIO- 
fen 


oni(DII colieri, e Ci;,trlatani, tutti c.ro:dendo,. come era I' ufo di que' SecoJi, 
Ãr.dega- di riponarne de' bt:i rcgali. Ma Arrigo ridendofi di qud rtdicolo co- 
'l/tnft. Jtum e , tutti Ii lafciò colle mani piene di moCche, e ne do\'ette ri. 

]ld
=nalfs por.tar mO,lte 
al
di1.ionì da quella. canaglia, rna infieme molte lodi 
/Jeim da 1 buom c {aggl. 
Anno di C R 1ST 0 MXLIV. Indizion
 XI I. 
di G R F G 0 RIO VI. Papa I. 
di A R R J G 0 III. Re di Gern1ania e d' Italia 6. 


{) 
 If. P Er tre :mni, fecondo I' attt'fiato di Arnolfo Storieo (,.), durò it 
l
iflor,rr.
e: blo
co di Mil.ano, già in,tr
prcfo d:l 
 Nobili fuofl;fciti contro la 
tliola'J. 1. 1. Plebe d. qucl1a Clttà. Terrnmo e1To a mlo credere pm totto nd pre- 
cap. 19- (ente anno, chc nc1 precedente, come fi figurò il Sigonio. Eecone 
(f) .L
ndul
 la manic ra , di cui íìam ttnuri a I.:andolfo S
niore (f), altm 
 fiorico 
{us [enior, M Ilanefe di qudlo Secolo, EraG ndntta per SI lungo co.nrrano 10 Com. 
Hlfhr, Me- me mi[crie qudla nobd Cirtà, pcrchè troppo fcemato 11 Popola a ea- 
dlclan. t. 1. gion do:' tanti comb:lttirnenri, e delle malattie (i1fferte, e maffimamen. 
,ap. 2.6. te perchè UQ' orrida f"me era fuccc:duta alla m:mcanza. de' viveri. Pa- 
reanQ 



ANN A LID' I TAL I A. I I ) 
rfana Cchc1etri cammioami quei, chc erano rdhti in ...ita. Ora Lanzo- Eu Volg. 
oe Capitan d' elTo Po polo , allorchè vide tendence al precipizio la for- ANNO 10-1-4, 
tuna de' fuoi, oè rimaner lora fp
ranza Ji fo,,:cor(;'\, prefo feeo molta 
oro ed argento, fegrctameme fe nc andò in Germania ad implorare 11 
p2tl"Ocinia d.:l Rc ,A,rrigo. II trovò molto. a
irato contu 
i .1
,.j/;er/o 
A,.civefto'Vo, perchc II lupponeva autorc dl 51 fC3.odalofa dlvlhon dc' 
MilaneG, e inGeme dell.. ribel1ionc, glaechè niuna delle èuc f.lzioni 
ubbidiva più a gli ordmi d'dfo Re. Purchc Lam.one fi obbiibûlIe di 
riccvere nell:l Cmà ,ii Milano quat[ro mIla c.walli T cdefchl, rromi- 
fo: il Re l\rrigo di alUt,tr l.t Plebe contra dc' Ì\iobill,5 contra qllalun- 
qu
 perfon 1, ehe \'olcífe O101cllarla. A tutto acconlenti l
:!Oznne, c 
fu determinato il tcmpo deHa fpedizion dell' Armata.. Con queUe buo- 
ne nuove tornata a MIlano, rimife II cuore in corro a i ma<:ikmi fuoi 
fegu.lci, con g.lUdio incred.bilc di tuni, e con lùa gran lode. l\.1a quc- 
0:0 Lanzonc, iìccome perfonaggio ben plOvveduro di f.:nno, ed am;lI1- 
te de:!a p
tria, lintc poco a ncon
fccre, ache pcricolo Ii efrondfc 
1:1 Cinà, e non men 1a fazionc conrraria che la tua. Fors',anche a\'ca 
conGgliatamcnLe oper,\to tuno, per condurre aila pace i N obili oni. 
l1ati. Perciò iègrctameme s' 3bbocò con aklu:J.nt:i N oblli fU'1ruCcJ[J; e 
rapprefentato 101'0, quanto a tutti pOlea avvenire per C('SI fiera dilu- 
oione, non trovò dJflicultà a lbbllire unJ. buona pact: e concordia: clln 
che rient1'arono i N Obïli in Milano, t: depolto ogni fpimo di vendet- 
ta, anefero sì i gr,lndi, che I piccioli, a viverc: per allara con buona 
armonia, benchè poco f0ITcIO dJipotb gli animi dell' una parte ve.-fo 
dell' altra. Tal line ebbe qudla tCandalola diJCordia. Conofcendo Pop- 
pone Patriarca d' AqUlleia, quanta fotTe agtvole nella corruzione, in 
CUI fi [rovava aHora la Cone Roma.na rer cagiooe d' un Papa pieno 
di vizj, l' ottencre que!, che fi vole va: (a) umo s' adoperò, che Of" (a) Dandul. 
1 iporto un decreta, che l:t Chlefa dl _Grado, benchè da piÒ Secoli in Chro7lico. 
fmembrata, davetTe riconoCcere per iuo Mctropolitano il Patriarca Tom. XlI., 
Aquilelenfe. Nc gli ultlmi Meli adul1que dc:Il' anno prefcntc porcatofi 1{er. Ito1Jl&, 
con genre armata a Grado, diede il lacco a quanta v' era dl buono i 
cd appllnto con barbarica CI uddti atu,ccò il fuoeo alle Chiefe t: alia 
Città, e ne fece un faiò. Domenico Contarena Doge, ed Orfò Patriar- 
ca di Grado, cornmoffi da Sl empio inlulto, ne J(:n{fero lettere alTai 
calde a Papa Bcntdetto, e fpedlrono appolta aRoma i lor MeíIì 'per 
implorar giulbzía e riUoro. FU1'Ono trovate COSI buone Ie lor ragio- 
ni, che 1ì vt:one nei Sinodo Romano ad abolir-= il PriviIegio furretti- 
ciamenre ottenuto con obbligo di reUimire il m,.ltolto. Ed aHora il 
Doge di V c:nczia Ii Itudiò di rifabbricare I' abbattuta Città di Gra- 
do, Tornatl che furono aUe lor cafe j Normanni åopo la moTte di 
Maniaco, Gu&imario 1fT. Prine.ipe di Salerno c di Capoa, mal loffc- 
rendo, che Argiro lotto l' ombr a del G rec'o Imperadore ulåtTe Ii ti- 
tolo di Principe di Bari, c dl Duca d' Italia, dt:tcrrnmò dl fargli guer- 
ra, A veva etTo Guallnario preeo II titòlo di Duca di Puglia c: Cala- 
bna, quafichè qudlo gli fomminiftralfc diritlo fopra <<QueUe Pro\'if'cic. 
P z. Ora 


/ 



I I 6 ANN A LID' I TAL I A. 
Tu Volg. Ora avendo egli condotti al fuo foIdo i Norrnarmi, che aveano abban- 
_'

:;:iiO IOoH-. dona to Argiro, portò Ie fue armi contro dclIa Calabria. COr:l iVI fJ- 
cef1c, non Ci t
l. Lupo Protofpara (a) Colamenrc nora, che GUJimario 
inÍÌeme con GUlþelmo Braccio1iferro, Capo dc' Normanni, VI fabbncò 
11 Catlello di Squdlaci. Gugliclm) Puglidc agglUgne..{b), ch' egh paf- 
sò con queUe forz
 fouo ß.1ri, e vi mIle I' afJèdio, COI'l imimarnc la 
refa ad :\ rgiro. Ma t\ rgiro f<lccnJo buona gUJrdia alia. Ciuà, nè vo- 
lendo cim.>nrarfi a com
a(timento alcuno, II lalciò minacciJr quanto 
volle. Però veggendo GU'ìimario Ji eonlumarc ind,uno e tempo e da- 
nari incomo a quclla Cin<Ì, do po aver faccheggiato [Uno il paefc, (è: 
ne rirornò indierro colle trombe nel (åcco. 
Parì una hera confufionc e burafca in qu.e(P anno Ia Chiefa Ro- 
(c1 Vit1. 111, O1:1Oa. (,) Erano arri\'arc al colmo Ie difonellà, Ie ruberic, e gli am- 
Pllp.1 Dja- mazzamenri di Papa BC;J
dclto IX. in maniera che il Popolo Romano. 
løg, Jib. 3. non po[endo PIÙ wlicrar qud!o mofiro, 11 cacclò fuon dl Roma, ed 
Hel1Hn- e1dTc P,' p a , c.'m01'liC,1 P .11"'vifJendentes decr
ta ' Giovanni V e[covo 
abi- 
7}'/$ CDnlr.1- r 
flus in chr. ccfe, che prefè ii nome dl SiheJh-o Ill. QJdb comando Ie felte fo- 
Lto oß:tnf. lamenrc tre [\JeCi, pCI chè colla forza de' fuoi Parenti rilarIo Bcnedet- 
r
!,'US DR- to IX. rita.lì CuI Trono, fcomunieò e caccio il Culbtuito Sllvefi:ro. 
'

anl 
 ç Ma conrir.uando nellc ruc iniquicà BcneJcuo, c fcorgcndo PIÙ ehe 
1/ J. roai irri,atl comr.} di lui j Romani, rinunziò al Pontlficato con Ven- 
clerlo fimor.iacarnenrc a Giova\'lni chiamato Graziano Arciprete Ro- 
mano, il qU-:1lc af1tll1le il nome dl Gregorio Vi, In quc!lo mlferabile 
fiatu cadde alIo!'.! la lånra ChieC.. Romana, non pcr la prcpo[enza di 
Principe alcuno, ma per h dlfunione cd avarizia del Popolo Roma- 

o, che a'.endo mano nel1' ekzion de i Pari, facilmemc fltJrbava 
chiunque del Clero ferb:wa il ttmore di Dio, ed avrebbe fade fapu- 
(d) BllrDn. in to canonic:'\meme provveJcl'c al bifogno dell... lima Serle. Stòrzau il 

 I.., Cardinal Baronio ( d ) di P ro v are , che Greuorio f/ I. fu riconofciuto P er 
.nlI1UI.. Lce. Ò 
Jcgiuimo Papa, e loJ1to da molti per ]e rue V irrù, ne qudto (j met- 
te in dllbbio. Ma il (->"drc Pagi (e-) prutwa, che Grazlal1O, cioè Gre- 
go,'io Pl. comperò anch' egli, cioè fimoniacamente acqUllio il Roma- 
no Pontific1to, e che pcr non effere fu i p,incirj noto' quelto pee- 
caminoCo ingrdro d'amendue qiIc' Papi, fu ad elh plcHa[a ubbidlcn- 
za, nè per qudlo rirnalero cfcìufÏ da i Cataloghi dc'Romanl Ponte- 
bci. Comu.nq'le fta, noi fra poco vcdremo, che non tardo Iddio a 
fovvcnir la Chiefa, c a libcrJ.rla da gli fcanJah con darle de i legit- 
timi e bu')ni Pomet1ci. GlOvcrà anche alia Storia d'lralia l' accennar 
,!uì, (f) che venuto a mone in quefi'anno Goze/one, 0 fi.l CIJtolone, 
Dl!ca ddla Lorena illfenore, lafclo que! Duc.no a GOZe/UIO Cuo Fi- 
gliuolo, fopranominato il Dappoco. Ma il Rc Arrigo, tl\uochè glid' 
avelT'e promctTo, cûnfcrì qucl Ducato ad un .Adalberto. Non kppe 
digcrir qudlo torto Got.fredo jl B,lI l )ato 
 altro Figliudo del fuJdt::[[o 
GO'l.donc:, e già Duca della Lorena !'v1ofdlanica, 0 fiJ Supcriorc:, 
gi,)v,me di nobihffirna indole, e p::ririlTrmo dell' ane milltare. Perciò 
rtbcllatofi a1 Rc Arrigo, fc:cc gran gu \fi:o e firagc di geme fino a1 
Reno, 


(a' L"'us 
1'1 Ofor.
a;a 
i., Lhl DnicQ . 
(.1
 uullitJ- 
1:1 S A pulJ4s 
Hlft.l.2.. 


re) Pag;1I1 
nd .Annal. 
Bllron, 
'7,i hum; 
Ãr.r.um . 


(f) Htym.1n- 
7}'/$ COiJtra- 
(Íus 1/1 chr. 
Annll;j- 
Oa I>axo, 



ANN A LID' I TAL I A. J,I7 
Reno, non falvan.Jofi dal di lu.i. furore fe non chi fi rifugiò nelle for- 
tezzc, 0 G rifcatrò can danari. N oi vcdremo qudlo Pnncipe in Ita- 
lia da quì ad alcuni anm operator d' alere imprefe. F1I1I fua vita in 
quell' Anno Geb!aydo Arci'Vefcovo di Ravenna, menu.e dimorava nel 
Monifier..:> d.:lla Pompolå (a), god::ndo ivi ddla pia converfa:Úone di 
G.;Ûdo Abbate, uomo dl [;mta Vita. Fu o
cupata quella Ch!eI"J da un 
eerro lf7idgp 0; ma ficcome vedremo, nc decadde dopo due anni. N è 
voglio l.-ll<.ur dl dire, aver Bennone nel [uo zibaldol
e d'imp,)fiure c 
calunnie cancara la 
no fopra il fuddeno Papa Benedetto IX. c che 
S. Plcr Dami,lI1o in vigore d' una delle Rivelniolll, che 3mic.1meme 
crano alia moda, il cacciò nel profondo dell' Inferno: Ma el1crfì tro- 
varo a dì noftri, chi con aOClchi Documemi fa veJerc, ch' t;11
) Be- 
nedetto IX. a perfuolfione di S. Bart010meo Abb1tc di Grottaferrata ri- 
nunZI() il Pontificate, cd a\'cndo vefilto l' abno l\1onaíbco in 'Iud 
Moni1l:ero, auefe a far penitenza de' luoi falli, finchè Dio II chi.1- 
rnò all' altra vitJ; e ru ò non meritar fede, (.hl t
nto fparla del 
fuo fine, e di penitence ch" CI fu, eel v
ole far credere impenitence c 
dannaco. Come poi s' accordmo tali nouzle colle parole dette da San 
Leone IX. Papa prima di modre nell' anno lOr+- Intorno ad dfo Be- 
l1edt;uo IX. io lolleerò ell' altri 10 decida. Retta fortI: allo [curo l
 
Storia Jt'Jiana e Romana in quclti tcmpJ. 


EllA \' oJ". 
ANKU lC44. 


(a) Iitrmllr.- 
lI11S Cðr.lYIl- 
{illS in chr. 
R"le'ls 
Hi/lOf. Ra- 
venn. I. f. 


Anno di C R 1ST 0 MXLV. Indizione XI I I. 
di G REG 0 RIO VI. Papa 2. 
di A R RIG 0 HI. Re di Gerrnania e d' ltalia 7. 


S E fi ha a prefiar f. de a Guglielmo Malmesburienfe (b), Papa Gre-' b" .oo I 
. g
Yio V,l., trovo 51 dl!l
a!,ti c ddolatÏ per eolp;! de' 
UOl ameceJfo
i 
.;
s 1.
;
::
- 
t bem e gh Stan 
dla Chlda RomJna, che appem gh reftava d:
 VI- r.mbllrit,.,/. 
Vere. Er Jno si al1ediati i C.1mmllll da i ladri ed a(f.ll1ìni, che niun pel- Ie grft: Reg, 
1egrino olava PIÙ dl p.l(fare aRoma, fe non in buona CarJvana. Le ArJgl. I. 1. 
o,blazlOOI, che tì facevcHw aUe Chicfe Romane de gli Apotloli c Mar- 
tin, vCOIvano tolto rJpitt: dol i Potenti fcdlerati. Ii Pontefice prima 
coUe bu.me, poi colle Icon1l1niche cercò di m
uer fine a tJnti abuG 
ed iniq
IÍ, à. Nulla v.\lle quetio nmedio. VIIi dunque f.loti e cavalli 
21 mati, Lh
 colle fp.tde Iterminarono gran parte dl quell.! r:nab r3zza, 
c pa tal via ncupero multi podcn e Clttà toIte alia Chiefa Romana . 
Apeni ancorJ t:J atTicurati i cammini, tOinarono i pellegrini a tì'e.. 
(]uelltar Ie Chi.:lt: di Romol. Ma I Ron1.l0J avvezzi a vivere di rapi- 
n,a, ,non poteano foffcrir Sl tàtti rcgoL\lñ
nti, e ehiamavano rangulOa. 
no 11 Papa, e inJcbno di dlr MeOà, e in ciò andavano d'aceordo col 
Popolo ancora i CarJm-lli. Ma io non so che mi credere di quelto 
!JCC 0 11tO del Malmtsburicniè al vedc:re, ch' eg\i vi art,1cca varie favole 
Intorno iilla morte di qudto Papa, c un lungo ragionamenro di lui" 
che 



II 8 A 
 lol A L ( D' I TAL I A. 
F p, ,., Volg. chc !,cur:tmemc è filltO, e rena fmentito d:illa S[oria. Que1 folo, che 
..1.1,0 I u45. fi ruo credere, Ii é 11 miferabilc {hto de ile rendite dcllol fanta Sedc 
in guelli tempi :;1 abboodarm d' iniq:tità. Così Ii tro\:o anchc il fJnto 
Papa Leone IX. fra qU:lttro aom, {iccome vedrt:mn. Sul principio di 
qudl' anno diede fine a' fuoi giorni Eribe,./o d,.civejèovo dl Milano, 10- 
(a) lAr.dul- datilIimo da glr S(u
ici 
]1Ìancfi (a), ma chi,'m.Ho Tiranno da i Te- 
[us :t ddchi. I:-rrlJanno Contratto (b) 11 tà mort.) nl:ll' anno 10-/---/--. 11 Puri- 
:
b
 

 :.n 3 2.. e_clli (c) nel 104-6. Ma nd Cuo epitafuo, che dee mental' più fcde, 
(0 Hfr71l41n- it kgg..: _ 
n' s Conrrn- 
(l
u In CÙr. 
IC) PUT/al- 
l.us Mon:l- 
11Ur.(, JJ ;fil. 
.A11l
roJ/.m. 


aBUT ANNO DOM. INC. MXLV. XVI. DIE MENSIS 
J \ N U A IU I, IN DieT. X II 1. 


Lo fidlo abbiamo da Landolfo Scniore, Storiea Milancfc di que- 
fii tempi. Pero rodl' ultimo fuo felbmento, riferita dal fuddeno Pu- 
Tlcdlr, e fcritro Anno ab Incarnatione Domini J.\/illejimo ß<..uadra.gefimo 

tÏlIto, (';1e;'.fè lJecem/;ris, Indiflione XIJI. fi dee credere adC'perata 
1 Lf.l Piiat.a, che 3nt.CIP.\ d. nove Mdi I' anoo volgare, 0 rure I' anoo 
nU8VO comrnc/O nel Natale del 
ignore. In fòmma quel Teltamcnto 
dce arp
lru:nere aU' anno 104+. nc' cui u1rimi Meti correva I' /ndizio- 
liC Xlii. Ebbe 11 carpo dl Eribcrro (cpolmrJ nd Momllero Ji S. Dia- 
rplio, lla Iw f.'1bbricatQ cd arriechito prell!.l alia Ciu;Ì di 1\lilano , 
\' cnne 11 CLero e Populo dl qlldla Città all' elez.ione del Sllcccfìorc, 
C?) Land'II. e pa aucl
.ua di LaCldo1tò Seniore (d) ql.latltor majores Ordinis -z:irl1s 
.

t!;::


- fa.fi
/z:es, opti
i1te 'l!i
æ, bllnæq/!e famIE e/egerunt, ql/ibus eleElis mJÏvelfe 
..,J..'ln. l. 3. (,1'?:lIaw Úlëll
es IpJOS ad Jmp
,.atOl em (non era pt'r .1I1
he I m pcra
ore ) 
('lp. 2.. JAm Ullm, qUI l1(,vlfer furrexerlll, Ilovilerque POpUIU.T;; zpftmz a Alajorrml 
1íi:i.libus Úberliwrat 
 Jumma cum di.igenfia direxcrunt. G'llvano FIJfì1- 
ma (e) nornllla Gudb quattro ßletu, Ed eeca la maniera, che fi tC- 
rH:va 10 tempi tilnto It;oncenati dell' Italia, allorchè occorrcva I' cle- 
;z.lùn(; d
' \' dcovi, Si laiCi.tva al Clew e Popola un' ombr.\ dell' anti- 
co dlfltto, can p.:rmettcre 1nro dl eleggere c nOmln.lf quatlro, pcr- 
fc.naggl, uno de' qu.di pOI {oleva eßere pn:icelto dal Rc d' Jtaha, ,0 
fi4 d..il'lmper.tdore. J\h taior luccedc\'a, che iRe ed Imperadon, 
raCllt,enda qudt' ordine, ekggcvano fuar de gh Eletti chi più era 101'0 
in bf,do. CIO appuma aVVe.lne III quclh conglUlitura. , 
Trov.w.di aha Real Cone 111 Germania Guido dtl f/e/Me, Vlll.1 
del i\lrianc:c, uomo d
 b.1(fã kga, per qU.ln
o la[ci
 I
ritto Arnot.- 
fo (f), con úlrr-: S:ljilJ/it etlm (Ie grC'Tibus, & de pOll jæt,mtes accept! 
eU1f1. Coml:: egh fi 3Iut;:(fC, non e bt::òn noto a ceno. S,'ppldm IO!:\- 
meme, che Ii l(e AI'. igo, anlcponcndolo a i quattro Elettl, 11 d,c,hla- 
ra '\rciv<:lcovo dl MILano. Sc crediamo al fudJeuo Fumou, GUido 
U<1 nata d..tto daLia .).Irre de i Nobill di Milano, e 11-= ,J:ì qu,.It.
c 
fO'1d:tmc:nto Landûlto :)(n:OI(:: il che pale, che pofr.'1 gluttrfita r ,1<\ ,fl- 
foluZlime prcfa dal R.: .-\rJ1ga. ''\ðg1ug nç di più, <.he que.to Gu:da 
era iuo SlJgreljlrio, del che Ii può dubit.1rc, Relta mcert o , quan,do 
egh 


(c) G;"zl-ua- 
nt.'1S FIll/li- 
ma in Chr, 
l>/,tjor. 
MS10 c, 763. 


(() .A rnuif. 
Htf!. Mtd/o- 

"n. i. 3' c. I. 



ANN A LID' I TAL I A. II 9 
egli entrdß"e in poß"eß"o della Glttedra "mbrofianl. Ne1 Codict: Ellen- E H. \ <'It!. 
fe di Arnolfo è oo[a[O l'anno [0.16. (.J Ermanno Conrrano mcHc in A",,"o IC4S. 
un anno la mone di Eriberto, e nel IÙlfegum[e I' elezione .Ji Guido. 
Non fembra moho probdbile quell:} ol'inione, pcrchè gmndo Cu!1ìib 
I.. m
rtc di Eribeno nei Genruio deWanno pre[entr:, difliÓlmcme 
pot:è relhr
 per sì lung
 tempo vacamc 
a ChieC\ di Milano. V couto 
in halia Guido, fu mal ricevuto d,ll Ck ro della Metropolirana, e dUíÒ 
fra eí1ì una gran difcordia; lOa per paura del Re mollrarono Ji acqu
- 
tar Ii , e r acccuarono per loro PaO:orc. Da queflo [.n[o p"i <:on ficll- 
rezza rdccogliamo, che i MJlandì erano [ornati in grazia del Re Ar- 
rigo) e riconofcevano la di lui amorità e fignoria. Concedcuc dfo 
Re in quell:' an no un PI ivilegio al 1\10ni fiero delle Monache di Santa 
Giulia di BreCcia, pubblicato dal Mar
J.rino (0), e duo _-1,mo Dam;- 
"icte lnmrnationis JIXLJ7. lndiéfjonc X/ll. undecimo Kalen1aJ AuguJli, 
QI'dinationis 'l.'ero Dom,Ji /{enrici X I fl. (dovrebbe eß"ere XI? 11.) Reg,zi 
venJ Fl. (Ii fcriva f7l/.) ARum 
Ií-ajeélltla. Parimenre con altro fuo 
Diploma daro in AlIguJla (b), IDa fenza il giomo e il Mefe, cO'1fcr- 
mò tutti i B.:OI, e diritti delta Chiefa di l\1antova a M,:1ycitmo VeCco- 
vo di quella Città. Secondo Ermanno Contratto (,), Gotifredo Dum 
di Lorena, veggendo di non poter Cofi:enere la fua ribdlione, andò in 
qucll'anno a gittarfi a' piedi del Re Arrigo, e rer falmar penitcnza fu 
polto in prigione. Sigcberto (d) aggiugne) con dare per oftaggio il 
Figliuolo, riacquifi:ò la libenà; lOa efTendo m:mcato di vita etIo fuo 
Figliuolo, egli tornò a ribellarfi, e a devattar paefi come prima. 
L' :\nnali(h Saß"one (e-) metre quefto fatto fono l' aono feguente. Ab- (e) .Annali- 
biamo anche un'indubitara pruova, che s
era riLbbl1ita la bllona ar- fin 5i1xo. 
monia fra II Re Arrigo, e il Papolo di Milano, perciocchè troviamo 
al governo di quell.t Città neWanno preCentc it Minillro Imperiale. 
E quefl:i fll il MarcheCe- Alberto dzzo 1/. Progenitore de' Principi 
ELlenfi. Ciò cotta da due Placiti tcnuti nel N ovembrc. di queLl' anno 
in, effi. Cmà, e. 
a m
 
 Iti. alia luce ,(f), .ne' qual.i DomnuJ Azo AfaY
 (f) .ARti . 
ChlO,. & Come! if!IUS CIvItatIS rende gmnizl3 con Imporre. la 
cna d. ltllU" J:J- 
mille Mancoh d oro da p<.garfi medie/atem Camerte Domm ReglJ. Per ferr. 45. 
8lteLl.;,[0 del D:mdolo (g), Salomone Re d
 Ungneria fece ribeliar 1a (cr' D,mdul. 
Citt
 di Z.ara a i V t'nezlanr. Ma inforta poi guerra civile fra qud Re I
 Clr,,,,ico 
C i fuoi Fratclli, Domenico Cont.n'eno Doge di Venezi.l {j Cef' ì di tal T
m. -",r.-l1: 
congmnrura per ricuperar circa qudli tempi h fudJetta Cinà. N ul- Rer. lla//(
 
ladirneno cllèndo Sdlomone !tato delto Re d' Ungñeria moho dJpoi, 
dovrebbe queflo avvenirnento rifc:rirfi non- all" Anno Cecondo di qud 
Doge, ma a(1;lÌ più tard., Rornoaldo Salernirano (h) fcrive, cne ndl' 
anno pre/cote Drogone Conte. de' N ormanni prete la Cirrà di Bovino, 
e 1a miCe a (aceo. Nell' anno appreffo fu efià nfabbricata,. lOa da)ì. a 
poco un inccndlO la. rovinò. 


, 


(a) Bullar. 
cafirmft 
T. 2.. C01J- 
{litu:. 89' 


(b) .Antiqu. 
lralic, DI/- 
fert. H. 

 C' llermo1n- 
,.us COT,rra- 
{filS in Chr. 
td) Sigeler- 
t'O, in Chr. 


(h) R01T.u,11- 
d'4' Släl'ni. 
ltlTJ/1S Cbr. 
Tom. Vll. 
R.r. 1I.dic. 


. 


Anno 



110 


A t'i N A LID' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 MXLVI. Indizione XIV. 
di C L EMf 
 T E II. Papa I. 
di A R RIG 0 III. Rc di Gerrnania 8. Impcrad. I. 


ERA Volgo ; 1\ Bhiama da Erm:mno Contratto (a), che IP7dgero e1euo, e noñ 
AIooõNO 1046.
1... conlècraro .\rcivelcovo di Ravenn1, dopo 3\c:r per due anni in 
(:I 'Herman- Ci-rCl occupata quella Chiefa, e commdr
 vane crudc1tà, e cofe im- 
n'u Contl'.z. , L' ' G . d I R ,\' fi d ß ' d fi 

f in Chr propne, Cillamato In J'crm:lIua a e ..rngo, u .l e 0 cpo 0 0 
, .IS 0 Cdcbrò Anigo la Pcnrecollc in Aquisgrana, dove fe gli prcfemò Go- 
tifiedo Due(/, ddla Lorena, per chicdtrgli mifcricordia de' funi falh, nè 
lolameml- I' ottt:nne, ma anchc il Ducaw, da cui era decaduro per Ie 
già enunZlate ribellioni. Sad cura d' aIrri il vt:dere, fe qurfia umllia- 
ziune di Gotifrl'do fia di\'erfa dallJ. narrata nell' anno precedente 0 S. cre- 
cleva .
rrjzo d' wer terminate Ie guerrc colI' Unghcria, che gh avc:mo 
data t,lIUO da fare ne gh anni addinra, e parendogli di laiciar Guieta la 
{;ermania, dctcrmino full' Amunno di queti' anno la fua venma in ha- 
Iia, per dar fdlo a gli affari di quefl:e comrade, e maflimamente di 
R0ma, do\'c dcfiderava di prcr.dere 1.1 Corona dell' Imperio. Era Fer 
\ iaggio con un efcrcito numerolo, quando lènt! fconvo!to di nuo\'o il 
Regno dell' Ur:gheria ; tTla Aon ifiene per queil:o, e feguitò I'imprcfo 
c,\mmino. Arrivato a P .l\'ia [enae ivi un Concilio, 0 pure una Dicta_ 
Venfimil cofa è, che in tal congiunrura cgli riccveßè in i\1il,mo la 
Corona Ferrea dalle mam di Guitlo ArcivcJc()'l)O. Pafsò dipoi a Piacen- 
ZJ, do\'e venne a trovarlo Grazl.mo, ciùè Papa GregorifJ VI, che fu 

ccølto con onore, c rimand.HO con belle parole alia lì.1a rcfidenza. 
SuI nnir di No\'embre noi tloviamú eíTo Rc in Lucca, dove fece una 
donazione (b)' P 11, Kalmdas .Dccembt is, Anno Dominieæ Ine(IYn1tio,ûs 
Jl.1XLI/l. /ndié1ione ÀIV. Æmo tltttem Domn; Hen1'lci /II, ordi/JtlllonÙ 
ejus XPlll. Rt'/,l1i'l:cro P/JI. Aétum Luc-æo GlUnro .'\rn

o:l SLIln al- 
qlllOti gionu pnnu del Ümo N J.tolle, quivi fece raut);uc un gran Con- 
cilio di Vefc,,'.vl, C v'IO\'iò anche Papa Gregor
o, 
cciocchè foíTe 
preÎ1Jenre di qudJa f.1Cra aLÌllnanza. Non maneo egli d' :lOd.lrvi colla 
fper.Jnz.t, de abl"'attuti gli alrri due Papl, egli rellcr
bbe folo ful Tra- 
(e) Am-.li. no 0 Abbiamo d.ll,. .\nndliíb, Sa!T'on:: (.t') averc- un Romiro (è moIro che 
J!.: Saxo. non dlcdrcro un ,-\nsclo) invl.\ro al J.te Arrigo <]ueU:o ricoI'd::>; 


l!,) .Antiquo 
l""lie. Dlf- 
fen. 56. 


Un'!. Srmal>zifis .nup},t tribtlS 11Jt1ritis. 
Rex JImriec, Onnipolemis 'Vice 
Solve eO/1nttbiu1ì'J trifot me dubitti11_ 


Ora in dfo Concilio fu cf.1minilta la caur.1 di tutti e tre j P.lpi, 
c:oc di Benedetto IX. di Silveflro 1/1. c di Gregot'io IFf. c troVolto, 
che c(}n male ani, e coUJ Simoma avcano confegUlw il l'ontifi.aw, 
tùro- 



ANN A LID' I TAL I A. 12. J 
furono tutti d
pofii, 0 per dir meglio, dichi:U;1[O nullo ed illegittimo E. A Yo:r 
il loro Papato. II Cardinal B:lronio, che teneva non già Simoniaco, ^

{J .qu. 
ma vero e legittimo Papa Gr(gorio VI. crede, ch' egli fponraneame
- 
te rinunzialre, e chiama una deteftanda pro[unziOH( qudla dd Re Arn- 
go, quafichè egli il facdTe deporrc, perchè it:l1za (uo conCemimemo 
foffe nato c1eao da i Romani. 
la coral preten{ione difficilmente po- 
rè avere Arrigo, perchè effendo fobmcme Re, niun diritto aveva egli 
fopra la Città e i f.'mi di ROffia.. Quel che più importa, meritano 
qui ben più d t dTere uditi gli antichi :;torici (a), che dtcono cOl1vi"to (9.) Chr,n,- 
di Simonia anche il fuddetto Gregorio V I. Sopra nmo fi Icgga queJ- grap'Þ' 
. 
)0, che nc fcrive Leone Vefcovo Ofiienfe (b), c Cardinale informa- BemJ;
';'l1J_ 
riffimo di quebli aff.ui, il quale non ha difficulti di dire, che il Re nus COl:.,a- 
Arrigo, cælitus i"jþiratfts, ie tanta I{ær
fi &dem Apoßolicam deßdmms fi,lS 
n cl,r. 
IKpUt'gare, SUI1"i reßitit, & Jupcr tanto ncgoÛo deliberaJurus, Univerfili
 l1r:1J(tu
 us 
ibi El'i(coporllm ClnciliulIl fieri fta/iÛt &c. N è s' avvide il faggio Baro- P');;:
it: 
nio, çh' 
gli disa\'vedUlamente dava una mentita ad un' infigne e fanto Hiftor. },!e- 
Papa di qudlo medefimo Secoìo, cioè a Pittore Ill. fiato prima Ab- dJoJa". 
bate di Monte Cafino co1 nome dl Defiderio. 
e1ti ne' fU0i Dialo- (h) LeJ 0- 
gh
, i quali li vcggono pur an
hc ci
ati dol, cffo Porporato Annalilb, 
Jt{: t. 79. 
fcrlve (c), che B
nede[[o IX. Joanm .ÁrchzprCJ"b,t,ro 111m par'va ab (0 (c) Jl'if1..r 
accepta pecunia, III1J1mum Sacerdotium trl1.dÙ!it. _-\
giugne, che Arrigo !.1;. D'-If log, 
Ires iI/os, if/Û Ùzj!
fe .dpoflolicam Selienz iwr.
ferailt, OUit co;
/ilio & au;[o- "b. 3. 
,.itate totiztj Concilii jufle depellere inflitujt, e che Gregorio V 1. agno- 
{tens ,fe I!On poJlè jufle honorem tanti Sacerdotii ,.d,JÛNijlratC, ex pO!ltijicali 
ftIla exfitims, ac femetipfum PontijicaJÙJ in:1r/llIMta eXUeIJ
, poftulata vn1i,J, 
fummj Sacerdotii diglJ;tJJ.tem depofÙit. Aitrett:mto íì ricava d
 una BoJLI 
di ClemmIe fl. PapJ, Succeffore del meddimo Gregorio, e da BOlli- 
zone Pe.fco'v. di Surri in quefio Secolo, Ie parole de' quali fon riferite 
dal Padre Pagi (d). Ma fe giufiamente opcrò Arrigo, e per confeffio- (rl) Pif
iu: 
ne delle fienò Baronio, ;'1'Venttnn eft pl
ne t'(medium oppwttm:4i1I, 'pum '; 

"4
b. 
metu & revtrei'tfi
 bnp(7'atoris cejßrint vÙ,le1ltæ i!/
 intrufionts, crebro, ;:;
 1
44. 
.t vidimus, per Comites 'Iíifclll
nos Jacrilege iteratæ: come mai fi viene . 
ad infitlrare alia memoria di quefio Re, aurcre giutlo d' un rilev.lntif- 
fÌmo beneficio? Anche Sigifmondo Jmperadorc Ii sbracciò per far de- 
porre rre Papi, e lode, non blafì:no, con!èguì d:l turti. Vegganfi gli 
(:ncornj, che San Pier Damiano (t') diede per quelto allo ilelTo I m- 
peradore Arrigo. Fu rolèhl condono in Gcrmania i1 depofio Gregolio 
r t. e quivi terminò i fuoi giorni, non li sa bene in qual Città a Mo- 
nittero. Sappiamo bensì, che il celebre Ildebrand
, di cui a Vl"cmo a 
parJ::.re non poco, il feguitò, 011 contra fua voglia, in qudl' elj]io. 
Dopo jJ Concilio di Surri entrò In Roma il Re Arrigo, e raun \toli 
tuno il Clem e Popolo Romano nella B.lfilica Vatic.ma co' V dcovi 
thti al filddeuo Cor.cilio, refiò eJeuo per cunfcntim.:mo di tuttj lom- 
mo Ponftf1ce SrÚdf,e,.o F'cfi:o"Jo di Bamberga, perfooaggio cofp:cuo per 
la fua PleLà c Leuctamra, il Cjmle con gran ripUsn10Z.1 accenò c 
prefe il nome di ClemmIe 11. E ciò, perchè non fi tro\'ò ncl Clero 
Tom. PI. Q. Ra- 


\ 


(e'; TIt 'us 
D.:uma-a; 
op"rc. 6. 
{lIP: 36. 



J u. ANN A LID' I TAL 1 A. 
Eu Vo!g. Rom
no, chi 
oße c-reduto dcgno di sì fublime mioiftero. Crede it 

I\I'iN. 1 0 4 6 . Card mal Baronto, che quefto fo(fe '1.)ehzmentu1II fraudis, & atlin'iJlnll4S 
prtele1tINS, fMod eJigeretut'prref.rinus 10 fJiod Rom
 "011 re"riretMr jd(}NeUS.- 

", 11'ÚS magis id'''tuS ip(o G"l'!.ori., 911e1ll viri fa1lé/i.fIimi atqlAt JotlijJi1lli 
'.Ius IIItIf..,ru.fumm;s laudibtes pJ.:edictlrltnt? C\1.1 ne ,'uol egli il Barooi() 
taper p.tU dl. Y inore I II. Papa, e di Leone Cardinale e Ve[covo d' 0- 
Iha, vlvenu. In quefio tempo, e ben inform1ti di quegli aff.1ri, ed 
amend.ue chlarameme atteilanti, chc n,n Irat tunc la/is r'
rt4 petjQntI > 
lJUte tlz[.fJt poffit .Il lanti honor-em Jufficm Slicer-dol;;? N è d' cr.ò certa. 
mente parrà mni degno il fuddetto Gregorio, da che fo con"il1[O J' ef- 
fere: entrato Simoniacamtnte nella S..::dia di S. Pietro. 1..0 UeiTo S. Pier 
I Damiano, che fune prime, per non fapere il merc:uo fano, cotant() 
(a) lår,. lodò dfo Gregorio, pofcia di lui fcri(fe (ø): Super quibus, pr4(èNl. 
vp,",ul. 19. He/wi" /1I#p(ralore, 1 uu . difcepta"" , o jirflgdum 8)110dale Cfìnçiliwn, fj;4Ì9 
c431. u. Yflitllitaj ilJter'lJCner,,', depø.fitus t/l. Che fe Martin Polaceo, cd altri 
Storici lontani da quefii tempi fcritrero, che Cl
mentc II. fu im:aJor 
Jlp(Jjl,licte Sedis, non meritano d' effere afcolroti, percbè C)emcmc f\1 
deno da tuno i) Clero e Popolo Romano. N el Natale del Sign01"C 
fu confc:craro e(fo Papa C/lfJlente II, e nc:l giomo mnlefimo con griil1 
pompa fu acclamato Imper:tdor Je'Romani Âf"t'igo Terzo Cra i Rc di 
Germania, e Secondo fra g\' I mperadori. Ricevette nOI1 men cgli, che 
l' Augufia Cua Con(one Af.neft l'Imperia) Corona dal1e mani del no. 
(b) H,r- vello Ponte6cc. E così, come erano coronati, infieme co) Papa C
), 
71I.nnuç e fra i viva e I' accompagnamento del Popolo Romano e deU' altre 
C:or.rr43c1,!s Naz.ioni, amendue pafr.'1rono 31 Pa1ano del Laterano. Celcbratiffimo 
InChrm",. era in quefti tempi il Monifiero della PrJtlip.fa, oggiJì nel diLlretto di 
Ferrara, MoniHero antichiffimo, ma rommamente arriçchiw da Ugo 
M..-,rch'[e, uno de gli Antenati della Cara d' Efte, ed jllu{ha
o in ma. · 
niera del Guido Abbate f.'lnro, che Guido Aretino Monaco, rIaor
tore 
del Canto fermo, in una fu.1 lettera rapportata dal Cardinal Bar
nio 
al1' anno IOU.. (,) nominando il MoniO:ero Pompofi3no, ebbe a Óre : 

od mÐdfJ eft pe,. Dei gratia., & Revlrtnliffimi GMid()}Jis Í!f{/
JlriaHØ i4 
Jtui. Primum. Era I' Abbate Guido in illima grande prdfo 1\ Re Ar- 
rigo, e però, ficcome colla d.\lIa Vita di lui, fcritta da un Mor,taco 
(d) .,l!.,,- contemporaneo, e data ana luce da i Padri Bollando. Cd), e 
abillo- 

UI ill 
él. ne (e), ebbe ardine da e{fo Re nell'anno prefente dl anda
 mContr
 
!43n{lør.. a i Melli Regali, fpediti in halia, per fare i preparamentl necelfarJ 

e) t
7'" per la venuta del Re meddimo, perehè Arrigo intendeva di valerti 
B


J;El;
. in tutto del parere del Canto Abbate. Andò Guido a Parma, indi a 
P.rl. I. Borgo S. Donnino, dove infermatofi pa[sò a miglio
 ,vita ne1 dì, J I. 
, di Mano, dopo aver governato per quarantNto ann! 11 fuo MODifie- 
(f),}!""':t' ro. Racconta Doni1.one (f), che Bonifazì(} Dura e MarcheCe di To- 

jld:; ,. 

 feana, e Signore di Ferrar:l, una volta l' anno andava ana Po
pofa p
r 
,.,. 14. farvi la Confeffione de' Cuoi peccati, perchè allora era poco 10 ufo 11 
frcquemare i ConfdIionarj. 


(c) ..N>>. 
in .A nT..l. 
f.c",þ.jl. 


FT.. 



A N !'i A LID' I TAL I ^ 0 


I " ., 
-3 


P'rIztrtJ tit Ah!JtU ejUJ dtlic1a lavatJallf, 
EccleJitl! fuorum Jolitø dahat ðPtim. dona, 
Rex ete"im num'luam dedit ul/as ibi 11ldjo
tf. 
E perciocctè fècondo r abufo comune di quelU tempi corrotti, 
i Re" i Ptincipi, é i Vefcovi vendevano, cioê conferivano Ie Chiefe 
per danari, il tanto Abbate Guido Elicde al Marcbefe Bonifazio una 
buona difci plina[a, e gli fece promettete di guardarfi in avvcnire da 
qud1:o abominevole e facri
go mercato. 
!52tt6 de ,.e Guidø [acèf Ahbas arguit, i1fJ11ID 
Jlúnc ß,nifaciu11l, tIð 'lJeHderct amp/ius, ipj1tifs 
Ante Dei Matris A/tare flagellat amaris 
Yerbtribus 1Iudnm, ful deliciis erat u[us. 
Pompofæ vovil tunc Abbati'lue Guidon;, 
Ecc!ejiam nul/am fuoa pe,. ft 'Venderet tl11'lflam. 
Abbiamo da Lupo Protofpa[a (0), che in quefi O anno Argiro .Fi- 
glinol di Melo, Patrizio, e Duca della Puglia, andò a eottamino- 
JÐt;j,

: 
poli, dove Guglielmo Pugliefe (b) audia, che rice vette di grandi ono- in Chrlln;rll. 
ri, e commiiTtone dal Greco .-\ugutto di trovar manicra di fcacciar di (b) Gl4ilitl- 
Puglia i N ormanni? che ogni dl più divenivano potc".ri cd in{o!enri,. '!it ,&
pNINI 
e recarono ancora In queíh tempi non poche moleLbe e danm aIle ' 
Cafiella ed a i Heni di Monte eafino. lnt:mto, fecondo il fuddetlo 
Prorofpata, Eufiafio Catapano de' Greci in halia, richiamò fuui i 
bandi[i da Bari, e Ii fece rirornare aHa loro PatrJoI. E ncl dl 8. di 
Maggio, elfendo ito coIl' efercito fuo a Trani per alfalire i Norman- 
ni, col riportárne una rotta imparò a conofcer meglio e a riLpettar 
quella valorofa N azione. Ma una gran pcrdita fecero in quefi' anno 
anche j Normanni, perchè la m
rte rubò loro G!lgli
/mø Br
cciodiferro, 
Capo de' medefimi, il cui fo10 nome era terror de' ncmici. Drggon
 
fuo Fratello fu creato Conte, ed ebbe tutti Ï' di lUl Stati. Non so fe 
a quefi'anno, 0 pure alia prima venuta di Arrigo;n Italia, apparten- , . 
ga ciò, che n
rra Donizone (r). Cioè che trovanJnCr dfo Re in Man- (c)v' D
nz
1I 
tova, Alberto Vilcome di quella Cinà, cioè Vicario in eßa dd Mar- :ip:ltM:tit 
cñefe e Duc:! di Tofcan:t Bonifazio, gJi donò del fuo cemo CavalJi lib, (. ç. 1%., 
(cof.! non fJcile a credérG) e dugento A fiori ver lot caccia: ðe gri uc- 
celli. Oi sì fi:erminat::t dono fi maravigliarono fone il Re e la Regi- 
na, conorcendo da queUo, che gran Signore doveva elrere il M:1rche- 
fe, quando al fuo fervigio ave" de gli Ufiziali sì ricchi. V ol1e l' Im- 
peradorc
 [eoer tèco ql1elto Alberto alIa IUJ tavola; ma egli fc ne feu- 
SÒt con dire di non aver ma; o(am di mangiJre alIa menla dd Cuo Pa:- 
Mon Bonifazio. Avendogli nondimeno data licenza Bonif..zio, prant.ò 
c
1 Re, e ne riportò \'arJ doni di Pelliccie, ufatlOìme in quclb tem- 
pi, Ie qUolli poi prefentò egli tutre al Ducil Bomfazio [no Signore col 
Q z. cuoia 


Eft A Volg. 
ANNO 1O
6. 



I2.f ANN A r.. I D' I TAL I A. 
EI'A Volg. cuoio di un Cervo I'ipieno di danari, a fine di placarlo. In quefio 
ANfo;O 1 0 4 6 . Secolo e ne i precedenti ogni Cinà aveva il fuo Cøl1te, doè il Cuo 
Governatore, cd ogni Conte il fuo l'ifconte, cioè il Cuo Vic.Hio: on- 
de poi Venncro varic nobill Famiglic appellate de i J7i(conti. In quell' 
3n110, fecondochè fi può l'lcanre dal fuddetto Donizoñc, Beatrice Du- 
che{Ta di Tofcana partorì al fuddctto Bonifazio fuo Conforte la Con- 
t
.1Jà Matilda, i cui fatti la renderono poi celebre nella Storia d' Lta- 
ha. t\vea prim:1 partorito un matèhio a r. lnellaro Federiuo, ma e g li non 
(a) Y;" S. fc rr. I d .l' Ò 
Sever; Ep;- opraviue mo to al Pa re. Circa quefii tempi, per quanto abhi:1mo 
fcøp. NtI
p. daH' AU[ore della Vita di S. Severo V cfcovo di Napoli (a), GiOvail- 
in -Iffl. San- ni Duca di Napoli e della Campania andò ad aITcdiar Pozzuolo, e 
' d lorum.d quivi ftene accampato groin tempo, ma fenza apparir, qual' efito avdfe 
Itm ]0. 11 ' tTt d ' 


prjlis. flue a c 10. 


Anno di C R 1ST 0 MXLVII. Indizione xv. 
di eLF MEN TEll. Papa 1. 
di ARRIGO III. Re di Gcrmania 9. Imperad. 2.. 


1 L vizio della Simonia, ficcome abbiam dctto, inondava aHora [Una 
I' Itali.!. Clemente II. Papa animato dal fuo zclo, c dlllc premure 
den' Impel,dore Arrigo, che al pari del Pontefice ddidcrava (olra dalla 
Chiefa di Dio ql1cfta infamia, celebrò un Coneilio in Roma contra 
-lb) p'etr
 de' Simoniaci, di cui fa menziol1e S. Pier Damiano (h), ma gli Ani 

.m
af' fon pcriri. E' da vcdcr
, come da clTo S. Pier Dami:\no venga efal- 
/:{
N
36. taro i'lmperadorc ."rrigo, per la cura, ch'egli fi preCe di efbrp3r Ia 
Simonìa ne i Regni a Jui confegnati da Dio, e maffim,1meme in Ita- 
lia, con rccedcre affatto lhl pclIimo efempio de' fuoi PredcceITori. E 
pcrciocchè pur troppo j Rom:mi avcano in addietro rer amore dclla 
pecunia conculcarc Ie Leggi di Dio c della Chielå nclle c1czioni de 
i Papi, dal che erano fcguiti ranti fc:mdali, e fi mirava 1 idotta in tanTa 
povertà Ia. (anra Chie(a Romana, eßò Re obbligò il Ckro c Popolo 
di Roma, che non potetTe eleggcre e conlecrar Papa alcuno fenz", 
l' approvazione fua. Et 1tloniam, dice S. Pier Damiano, ipfe anterio- 
rum tenere rq,ul.m nO/lIit, ut iEtern; Regis pr.:ecepta jèrvaret, hoc fib; non 
;nf,rata t/i-vina di(penfatio contulit, quod plerisfjue deceffirill/lI fuis eatemlI non 
eOl1ce{fit, lit 'Videlicet ad ejUI nurum fanna Roma1la Ecclefia nu.n. ordinetur, 
tiC prtf!ter tjtlI aufloyitatem ApofioliçiE Sedi nemo pHwfuI elig3t Sacerdotem. 
Anche G labro Rodolfo, ed U go Flaviniacenfe atteUano quef1:a pia 
premura dell' .'\ugutlo Arrigo contro la Sjmonia; e rercio
chè l
 co
- 
. ruzion del Secolo era aHora grande, ed eITo 1m pcradorc pie no d otu- 
mi Cemimenri, ahro non de6derava, che il ben della Chief a , fu 
l- 
10ra credmo mile e necdTario il ripiego fuddetw. l\1a rerchè ad un 
Padre buono fuccedcuc un Figliuolo cattivo, che cominciò ,ad abu- 
farfi di quefia amorità; e il Cleco e Popolo RCKlano fi dlede r.lIQ 
fiudio 



ANN II L'l D' I TAL I A. J
; 
ítudio e ana pratica delle Virtù: cefsò qudla bifogno y e fu giuf1a- Eu Volg. 
mente rimeífl1 in piena libertà del Ciem Romaf'!a I'dezian de' Jommi A!\oNO 10 47- 
Pontdlci, che da mold Secali s' u[a, ß{ è da defiderare, che fempre 
èuri ma che nella. tleiTa tempo. cdhna Ie ièandalalè lunghezze dc' 
Can
lavi, e Ie private p'aßion;' de' iãcri Elenori in affare dl tama im- 
portanza per la Chicfa di Dia. In e{fo Cancilio in[ar1è: nuova lire di 
precrocnza fra gli .\rcivefcavi åi Ravt':1I);}, e di Milano., e il Pa- 
triarca d' AqUileia; e la Îemenza fu datil in favore dei Ravennate. Di 
quefto fauo altra te.t1imonianza non abbiama, fuorchè una Balla di " 
Papa Clemente 11. accennata dal Roßì (<t),e pubblicara dall'UghelIi(b), (a) RNbeus 
la qual veramente h
 tut
i\ I' apparenza di nan eífer 6ma, e
 a
rebbe 
:
:
'lib
;: 
anche maggior credlto, ie nan Ie mancaífe la Data, Tuuavla II Pu- (b) Ughtll. 
Ficelli la crede una 6nzione, e noi abbiama due Srorici Milanefi di 1utl, SI"r. 
que fia Secala, che n
lla nc parbno, claè A rnoHò, e Landalfo (cnio- 7J.;:hir

' i1t. 
re. Anzi il fecondo fc1"Ïlle (ç), che in un Cancillo tcnuro (nan fa, Ra'Vmn. 
fe nell' anno 1049-, 0 pure nel IOfo.) da S. Leone IX. 8vvennc la (c) La"dul
 
cantrovcrfia della Preccdenz.a fra gli .
rci\'efcovi di l\lilano e di Ra- fu
 JtnjQr 
venna, e che Dro annumte, Ecc!e/Ìa Ambro/Ìana per Guido1;em [edem. ipJam :"
lIr. t e - 
'lJiriliter der.;icit, {3 religioft Elodie & [emper tt:J1ebit. Ed .'\rnolfa (d..) 'a

;.. ,3. 
anch' cgli atteUa, che nel Cancilio Romano Guido :\.rcivefcova di (d) .Arnulf. 
IVlilano fu onarcvolmcn.e trattato ab .Apoflolico tunc Nicala(), eujus dex- Hjftor. Me- 
t

 pojìtUJ eft in p,."':ejè
ti 
)nodo 1.1.tere,: farCe nell' 
nno IOf
. Oltre 0\ :

a
. .1. 3. 
Cia Benzone Sclfmatlca, V c[covo d Alba, che VI{fC fono II Re Ar- . ] 
rigo.IV. Figliuola di qudt.o Impcradore, nd P,megirica, 0 fi,\ nella 
Satira, pubblic:1ta dal l\1encker:io (e), fcrive, che quando. il Re va (e) 
,.u 
a P rrnJcre la Caron" I mperi
le, ClI1n (UjlCHtat ex lina p(lrle' Pa p o Ro- Cap. 4. PIl- 

 n
,
 
 L 
lfta1tUS, fX altera parte A"cbipont
1 ex Ambro.fialJtI!. Ohre di che Dome- R,r. Gu",a- 
mco Patriarca d' f\qulkia in unJ. (U'l Letter4) Ccritta circa l' Anno I:>ff. me. N,n- 

 pubblicata dal Corelerio en, fcrive d' e{]ère in potTdfo di federe alh c!t,,,ji. 
def1ra del Pa p a. (f) CotÛer. 
Monumtllt. 
Dimorava tuttavia in Ram
 l'Im p eradore Arri g o. , allorchè con- G or 
r4C. ... I/. 
fermò tutti i fuoi Beni al Moni!1:era di S. Pietro di Perugia can un (g) BHll.1r. 
.Diploma (g), d.Ha 111. Non'ls ]anunrii, Anno Domi ietE IncamatiolJÙ Clljimnft 
}r.!XLV ll. intliflionc X V. AIMO au:em Ð<Jmni Heinrici 
ertii _ OH/Ù1t1- T. 1. C071ftí- 
. tut, Xl:. 
tÙJlfis ejtts, XV If 1. Reg,Jamis ,171/1. Impcramis au/em P1"jm
. AEltqn Ro- (h) Chronic. 
md!. Un' alno ne diede pd Mom1lero âi Cafauria (h) K.Ûeildis Ja- Cllfaurimf. 
'ifHarii, Aflum ad Cc.l;/,nlJ:'J Ci't)itn'em, onde pre[e J I Cognamc ]a nobi- P. lI. T. II. 
lii1ìma Cala Co]onna. Ufc:ro Arrigo. di Roma, dopa 
\ler prcfo lion- 0).

;


- 
llul/a, CaJlelia .fibi, rebe/ia;;tia, come s' ha da Ermar}no Contratta (i), 7lJ15 C.nzra- 
pafsò a Monte Cafina, dove accalto can grand(: onore da que' !vIo- fills it. Chr. 
naci, la["iò molti regali,e can un Diploma paname il Sig,lìa d'om, Leø Oflirn- 
(:anfermò tutti i dinrri e beni di q'lell'infigne Maniltera. Abbiamo 1fi, chrlln 8 
quefto Dipioma dal Padre Gauola U), e fi vede duo crct:tio Nonas Fe- (
i 1.å:
tDr
 
J,t'u/l.iii, .Am.o DDtN;Nicæ jT1car;iJt
onis iHXLPJI. Indiélio'le XfT. Anno Rift. Monll- 
l.ul,,,, Domn; Heit;rici <Tertii, 01 dina.Jionis e;lu DecÌtitO (Jfla-.:o, RC
lJantis fler, Caft- 
f,zidcI'M Qt:II'VO,ftJ Imperü!:.Ù p,.i,-no. ./lit,!!?: Capute. A Ca:1oJ al
 p Unto .A nrnf...l' I. 
I" r C&eJjlon. 
da 


.. 



12.6 AN" A L t D' I TAL I A. 
Ell II VDlg. da Monte Calino fe n' andò I' lmperadcre:. 0 fia che: Guaimari, 11'. 
ANNO ..
7. Principe: di S
lerno, il qua Ie dall' Augufio Corrado avea anche otte- 
nut
 il Principato di Capoa, non fo(fe moho in grazia dell' Augufio 
Arngo; 0 pure che ave(fe fatto gran progretTo nella Corte e neli' ani- 
mo di lui P<<.ndolfn IV. già Principe dl Capöa, depono dal fnddetto 
Corrado: egli è fuor di dubbio, che Arrigo tranò la refiitu1.ion d'dfo 
Pandolfo nel PriDcipato di Capoa, e che Gu.\imario glid rinunziò con 

iceverne u
a b
o
a Comma d' oro. 
refen
aron(j a
che all'lmperadore 
1 N or
nnf, elOe Drogo;M! Conte d. Puglia, e Ramolf, Conte di A- 
verfá; e i regali a lui fatti di molti ddlncri e danari produlTero buon' 
CtfcttÐ; paciocehè ne riportarono 1'Imperiale J nvethtura di tutti i 
lewo Stati. Da Capoa J' incamminò alia volta di Benevento j ma fe.. 
condo Ermanno Contratto,. etTendo nata ingiuriata da i Benrventani 
la Suoccra dell' Imptradore, nel pal)are per colà in venendO' dalla di- 
vC!ziolle del Monte Garga
10, i Benev_en
ani temendo 10 sdegno d' cITo 
lmperadore, nol vollero flcevcre, e h nbellarono. Conduceva Arrigo 
aHora poche truppe eon feco, per aver
e già rimandata la maggior 
parte::' in Germania; e veggendo, che gh mancavano Ie forz.e per pro- 
c(den: otlilmente contl'a. dl quel Popolo, altro riplego non feppe tro
 
-vine, che di huH fcom.micarc da I:'<ipa Clememe
 iuo compagno in 
quel viaggio. Tenne dTo 
uguno, (ma n?n fi fa ,10 qual giorno) net 
(a) fTJitll.. Contaðo dÍ' Famo un Placito nfemo dall Ughcllr (.). Imanto I'lm- 
ltal. Sacr. ptradticc .Agncft venuta a R
venna, quivi gli partorì una Figliuola. 
in Epifcllp. Iovioffi dipoi l' Auguno ^.mgo a
la volta dell,a Germania:, e novan- 
.Af..,.., doli in San J1twi/1no nel dl r 3, dl Marzo, dled
 un
 alud Privilegio 

) ch,..;,. in' rnvore del M
ni(te
o di Cafa Aurea (b). 
aßa[O dipbi a Ma,n
ova- 
'Gllfll imf. m:l di 19. d' A rn1e gw.'oo dl Pa{qu.-\, celebro con gran [olcmmta la 
P. II. T. u. fetla. Qui vi gra\'cnlc:mc s' infermò, ffia riavmo (ì feee venir da Parma 

.r. ItAu.. j} Carpo di S. Guido A
batt:: dcll" 
\)mpofa
 mono nel p'recedente 
anno e glOl 
fica[O da Dlo con molt. mlracoh, e feco dlpOl 10 con- 
dune:' in Germania. i\lwtrC 1'lmperJdore in Mantova fi trovò, do- 
(c) J?#m
. veEte [ucceJBI'e Cju:\oto vlen t.\ccontato da Domzonc (t'). Em dive- 
','J,i:;
'.ji::
: nuta alqual1to foil\ttttt ad df.>. 
 mp
radorc: l
 tropp
 PO[C!1Za di BOII;- 
çap. 1>J. fa-::,i(J Duca e 
1arche(c j e r,elO, gh caddc m pc:nl1et"O dl far
o æ-re- 
fian
, allorch' c:gli ,-eniva, ,all 
dlenza, COlT _ ordmare ,aile gmr'dle. dt No- 
fciarlo pafTare con non plU dl ql!atl
o p,crl
, e ,d1 chlUdere meon- 
t:1nente Ie porte. Lo fcaltro BOll1faz.!
 .v an
o ccU, accompagnamcnt 
di una buona c
mi[iva dc' JUO! provvi hooau, tUtti provvcdmi d' armi 
-fouo i panni. Conoro ai, \'cdcr Ie por
e ferra
e dopo .ß(!)[iif.tzio,. 1
 
sforzaror.o nè vollero m:u perdt're JI villa Ii [adrone, 11 quaJc [cuso 
quefia il1folcnL3 con dire franc:amenrc 
l _R
, ch
 l' uto 
I fu3' Caf
 
era d' anJar fempre accompagnato da I ium. Arngo tento af'k:ora dl 
forprc:ndcrlo di noue i ma a,vea che, fare con ':Iflo, che 
rn:he dor- 
mendo teoca gli occhl apertl, e pero f
 nc a
do k
za. faor 

tro, G?e 
ringra-z.iarlo del buon rrattarnento. Nd dl pnmo dt r.,.'11ggJ Cd*MÞØ 
r
JCO'lJO di Pa-rm.\ Qttt:nn
 dall' Augulto Arngo ;n l\kmov il [
toio 
ch 



" 
A. N N A LID' I TAL I A. I:z. 7 
e la di g nità di Conte di Parm:t (a). E ne1 dl 8. di M'H

jo riporrò E14 Vo'g. 
Z d ' V d II ' A "''';0 trLt 7 . 
Alberico Abblfe del nobil \"()nifiero di S. enone I crona a ...... 
D (1) Vghd 
Jmperadorr un Privikgio (b)
 d.no rIll. ldNS tHaii... Am
 , ,or;zilJi

 Ital. Sur. 
IN(arNatÙII'is lñLXr II, IndiEJ. XP, A""9 autem Domm J/mmcl 7'erJII, Tom. II. 
f;'-di
atiofJÍs tjltS XVIII. Regnantis PI'/. Seculldi bMþet"ll-JOf'Îs Primr;. ;11 FpifCP1' 
flu", Hilmi. Era dfo AlI!!u
o in Trcnto . nct dì .I!, 
i Maggif', (
)r,,;:{;,. 
çome appanfce da alt.-o fuo Dlploma data a 1 Ca110mCl dl Padova (t') ItAlh. Dif- 
,"pIle flefTe N ore. fut. 71. 
FinqU.1ndo fi troVQva I'lmperadore in- Roma, cinè 0 Cui fine del (c
 Ibidem 
precedeme, 0 ful principio dd prerente anflO, eg1i diede per Arci- Diffin. 18. 
vefcovo alia Chief a di Ravenna UHfredð (liO Cance11i
re, e il fece con- 

ccnlre dal Papa. Giunto pofcia a Spira, dove collocò il Cerpo del 
tuddetto S. Guido ^ bbate, <Juivi celebrò la Fell-a della Pentecofte, 
e [eone una Dicta de' Principi. Al10ra fu ch'egli confcrì il Ducato 
della Carimia c Ja Marca di Verona a Guelfo 11/. Conte di nazione 
Suevo, e di Cafa nobiliffima, e rinomata- in Germania, Figliu:}lo'del 
fu Gttelfo II. Conte. Non ho io (aputo difcernere nelle An
ich,ità E- 
fienfi (d), fe in occabon del
:I. venuta in ltalia di qucf1:o Prtnclpe, 0 
pure moho prima, .A/hertlJ Az7.o II. I\..farchefe, e Progenitor dc' Prin- 
cipi Eflenfi, pJ'ende{fc in Moglie Cuneg01zrla, SoreIJa d' etro Guelfo 
III. Pare, che l'Urfpergenfe (e) dica, che prima.\ cGln jfcrivere, che 
Guelfo II. GeHuit & fiiiam ChulI'Ztlm (10 fidfo (' che Cunegonda) 
nomine, quam Az.zoni ditiflimo /1/ zrchioni Italift' dedit in tlXOrem. Oi que- 
fie Nozze parla eziandio I' antico Amore delJa Cronica di 'Veingart. 
(f) Cou' Imperadorc: era ita in Germania anche Clemente II. P
- 
pa, e ritornato pofcia per mala fua ventura in ltali2, menrre fi Iro- 
va va in R01Æa,;Js partibus ful principio d' Ottobre, cadde infermo, e 
fi sbrigÐ da qudta vita. Corfe voce" e forfe non mal fondata, ch'e- 
gli morilTe di veleno) f.urog\i dare Ja Benedetto IX. già Papa, a i 
cui vizj noti, nOD è im'eri !Ìrnilc, che s' aggiugnefTe ancora qu_efia nuo- (g) LNluS 
va fceUeraggrne. 
1fei1(e Junii (fono parole di Lupo Proto/pata (g), l'rlltofpAta 
IDa Ii dee krivere Orlobris) difhs Papa BelJediéllls per pocullll'll 'ZJmeno ;n ClmnÚII 
,,,idil Papam Clementem. A ltrcttanto ha Romoaldo Salernitano (it) . (h) R,- 
mualJNs 
N è fuffi lie I' afferzione di Leone 0 !1ienfe (i), 'che que fio Papa ter- S4l,rnitan. 
minalTc i fuoi glomi ultra mClItes. Fu ben porrato a Bamberga il fuo T. VII. Rer. 
c
davero, ma e RfJ",anÌI jim/IUs, come ha ancora I' Autore della Vita I
/di,. 
dl Santo Arrigo Imperadore 0). Etrendo fiaro 6nora ignoto il Luo- j/) L

l 0- 
g
, dove q
eno Ponreflce te.rmina(fe i fuoi giorni, ho io il p
acer
 ,
;
Ji8[: 2.. 
dJ porerlo nvelare. Aile manr del Padre Don Pietro Paolo Gmanm (k) Áél" 
Abbate Benedettino, diligenti!1ìmo ricercatore delle antiche mcmorie- Sanf!oru", 
di Ravenna fua Pat ria capit3rono ne g li anni, addietro due Bolle ori- B , 
U.nlJ. 4tl 
, 1 . L ' . d 1 r. dd rr I l Itm .xJY. 
gma I. a pnma e e 1U ttto Papa Cle11ltnte 11. data r If . Ca m- :Juli;. 
.as Oflobris, IHdiRi.ne I. cioè net dì 2.4. di S..:ttembre deli' anno pre- 
feme, memre cgli fi trovaV:1 grave mente infermo nel Monifiero di S. 
Tommafo Apoftolo ad Apofel/am, vicino a Pefaro. In e(fa dona egli 
a. Pietro Abbate di quel MoniU:cro la Terra di S. Pietro, pro faJllte 

m- 


Cd) .Anti(hi- 
tà Eftmfi 
P. 1. e. 1. 


(c) Urs
'r- 
genJis n 
Chrllnieo. 


(f) .Apud 
Lti..iri..,. 
Rd-. Bruns- 
1I'I.'ie. TOJn. J. 



11.8 ANN A LID' I TAL 1 A. 
EtI." VoJg. 
Hlm
 rll
. La feconda Bona è di P.lpa Niao!ò 11. data net dì Ió. 
/l.NNOIO"r7. d' Aprile ddl'anno 1060. in cui per inurcejJi;Jlem Damn; Petri Damia- 
"i Hofticnfis Epifcopi, Conjratris noftri, conferm1 al predctto Abbate 
la.. fidTa T
rra di. S. Pietro, fuam Dom11l1I f!.øpa r:Je1l1m
, 'iui j/;i hø. 
bllt, 
btu"t 'py
dlfio Mon,afterl(J. Retia pcrclO chiaro, In qual parte 
ò' Italla vemtre a marte II fopra
oda[Q Pi/pel Clemente II, Ora il già 
de r ofio Benedetto IX. Papa, udlta che cbbe la morte di Clemente 
co mezzo de' fuoi p:;renci ,potemiffiijli in Roma,' [
n(O fi adoperø: 
che per la terza volta torno ad occuparc la Sedla dl S. Pietro e la 
occupò per otto l\Iefi e dieci giorni. Vedefi in quefi' anno un Placi- 
to tenuto in Broni Diocefi di Piacenza d.l RiNaldo iWeffo del Sig1l(JY'I 
111lperadore, at qt4al
 illtb-vennf1'o anCOl(f. Anftlm(J I'd AZZI Marchlji, l'ul- 
timo de' quali Antenato de' Marchdi d' Efie, già da noi s' è veduto 
.11' anno 104 f. Conte di AlilalJo. Q!1cfio Documento fi legge prdro 
E) C p' il Campi (0), ed è autcmico. Ma non così un Diploma, rapportato 
Ii. d
";,tA- dal meddimo Srorico, e attribuito ad AITigo Ill. Re
 comc dato ncll" 
an
. T. 1. anno prcfente. Non può luffi(tcre quell' .'\ no. 


Anno di C R 1ST 0 MXLVI I I. Indizione I. 
di DAM A 
 0 II. Papa I. 
<Ii A R RIG 0 III. Re di Germ. 10. Imperad. 3. 


N On mancarono i Roft1ani, per :mefiato di Lambf'rto da Scafoa- 
(b) L41hhrr- hur g o (b), di fpcdire Ambarciatori all' Augullo Arrio-o, per ri- 
Ius SrAfizA- r:' . . P CJ JI ' S ,n; 0 
burzenfìs i1J renr&ll la mone (.h. ap.t. 
 cmcnre . elfue IICcr.1l07 em p!ftllianlu; e 
Chroni,o. que1b fì troVRrono 10 P:;.II[/. dm'c eCTo ) mperadorc celebro )a fd1:a del 
femo Natale neU' aooo preccJenrc. Ma perciocchè Bcnedeno JX. 
s' era di nuovo inuufo nella Cauedm Pomificia, fi dovenero [rovar 
difficulrà a mandare uÌ1 Fapn nuo\.O :I Rama. Però tòlameme nel Lu- 
glio di queLl:' an no fu dctto per Succdlòre del dcfunto Clemente, 
Poppone JTe!wvo non già d' Aquilcia, come ha I' Annalitl-a SafTone, 
A lberico Monaco de .1 tre Fonti, ed altri, rna bensì di ßrixen, 0 tìa 
di Brdfenonc nel Contado del Tiro)o. Egli è chiamato da Ermanno 
Contrauo Epifcopus Byiximfis: il che da alcuni viro creduto error de' 
Copil1:i, in \'eee di 81 ixillt1
{is; ma que' Cirtadini anch
 prefTo altri 
Scriuori ti vcggono appdlati Bli:l:Ïr:nf!s. Peete qut:fii il nome di Da- 
",aft /í. e fecondo il Cardinal ß.!f()0I0, m
ndato aRoma daW Impe- 
radorc: (itffY(/lTjis Oí1:nillflt cief/us {3 comprobatHJ, COí1ftcYlztJts fuil. Da 
quali ;\lJtnri oprenddfe /1 Porpor;
to Annalitia tal O(ìtizia, non I' ho 
r oWto fcorgcre, e ceno par veriíirnilc, che Arrigo prima d'inviarc 
a Roma cOo Pop pone , fe I' inten
elre col Clero, e Popolo Romano, 
Ciò non ollanre 1)()!1 latLio io di fofpenare, che Arrigo potdTe quì 
(c) fl'tr","n- prevalerG troppo den' autorità fua coo lafci'u.
 
n tal t"Ìnionc poco 
';.'u Clntr " A- arbltrio a j Romani. Ermanl10 Comratto (c) fcrn.e, ch
 P'ppo flyi- 
".us In C r. ' 
Xle1'- 



A If N A LID' I TAL I A. 12.9 
ximþs (Brixinen fis) Epifcopus ab Imperatore E/efiuI Romam mittitur, & E JI.}. V J 
hrJnorifice fiJJccptus. SotiJetto io in ol[re, che comincl:ttIÚo a110ra a
t ANNu I 
alterarfi g1i animi de' Romani, perchè g1i antic hi Imperadori Greci e 
Franchi, fecondo i Canoni, aveano lafClata fcmprc lor in libcrtà l' e- 
lezion de' nuovi Papi, con riferbarfene folamt:ntc I' appravazione pri- 
ma di confecrarli . Ma I' A ugufto Arngo nè pur latèiò lora libero il dirit- 
to dell' elezione, da che gli aveva obbligati a non procedere ad dra 
fCn1.a il Cuo beneplacito. Doveva anche rincrefcere loro 11 veder prov- 
vedura la Chie[a Romana di POI1[dici forcltieri, fenza prenderli dal 
grembo loro, benchè noi abbiamo oifcrvato mold Papi prefi dall' O- 
riente ne'Secoli addictro. V cgg...fi Ottone Frifîngente (a), che COI1- (a) Otfø Fri- 
fcrrna quanto io vo fofpcuando. Che fconvolgimcnu partoriífe dipoi fingenfÙ 1.6. 
quefia mutal.Ïon di difciplina, l' andremo vedendu ncl profeguimemo c. 31.. chi-. 
deHa Storia . Venne dunque II novello Papa Ðama(o I l. vedo Roma 
nel Mefe di Luglio dell' anno prefê:ntc, èffcndofi come è da credere, 
ridrato il fallo Pontdice Benedetto IX. Ma poco potè eglt godac 
dclla iua Digoità, perchè dopo tali ventitrè giorni dl Ponriticaco p,ü:' 
sò all' .Itra vita in Paletlrina. Qucfia SI rept:mina mone fece correre 
de i folpetti, che il veleno anche a quell' altro Papa avdlë: abb,evi.l- 
ti i giorni. Reftò vacante nel rimaneme dell' anno la Chitta Rumana. 
Seguirava inranto nel Regno Germanico la ribelhone di Goti- 
fredQ DtlCtl- della Lorena Supcriorc. A venne, che in qudt' an!1o .dd
/- 
berto, già (reaW Duca della Lorena lntèriore, venuto a batta- 
gha con dTo Goufredo, refiò íconfÏno ed uccifo in quel fa[to d' ar- 
mi. Abbiamo pui dOll ßoUario CaíÏnefe CJ.), che l' lmperadore Ar- (b) Bulla... 
rigo concedene al MoniHcro delle Monache di Santa Giulia di Bre- clljinen[e 
fCla un Privi1egio, dato PI. Nonas lWaii, .cllJno vera Dominic.e lucar- 
mfl'll. 
nationis MXLF J/I. Indiflione 1. Anno aNtem Domni Heint'icj Regis 'Iér- on It. 9 1 . 
tii, Impemloris Secumii, Ordinationis ejus XX. Regnantis quidem IX. Im- 
perantis vera II. ARum 'Iíiregum, cioe in Zurigo, 0 pure in 'furgau. 
Fu più volte in quella Terra 0 Ciltà l' Imperadore Arrigo, ed in 
quett'aono ancora vi celebrò l' Afcen(ion del Signore. Cerro è, fe- 
condochè ho dimofirato nelle Annotazioni aUe L(ggi Longobardl- 
che (c), ch' egli in eifo Luogo tenendo una gran 1)1(:ta de't>rincipi 
Italiani (in qual anno noJ fo) pubbltcò tre Lcggi, che íÏ leggono 
ne! Corpo d' eere Lcggi Longobardiche. Una fpez.lalmeote menta at- 
tenz.ione. Sapevafi, che molti in qudli sì corrani St:coh eruno le- 
vati dal Mondo veneficio, ac diverfo furtivæ mortis g.:nere, cioè non già 
con fatucchierie, ma col velc:no, e con alcre maniere occul[e: che 
quefta è )a forza dclla parola Pmeficium. Dltmaro, ed aim Stonci, 
anch' eßi alferifcono, che in quell! tempi I'ltalia era troppo fl:redita- 
ta per l' ufo del vclcno. Perciò fu determinata la pcna della mone 
contra gli operatori di sì orrida iniquilà. Rmovò 111 qudl' anllo 
mco- 
ra dTo Augufio i fuoi Priv,1egj a1 MOlllttero di S. Pietro di Bremido 
con Diploma '-pedito Cd) X1I1, Ka/endas Alaii, Anno vera DomÏ1Jicæ i:d).Antiqu. 
lncarnatianis 
fXLPl1I. J1'Idléiione 1. ANno aUlem Domni Heinrici Rc- Italic. Vi[- 
Tom. PI. R./ gis [ert
 70, 


(c) Rerum 
Italic. P.ll. 
To,.. 1. 



130 ANN ALl D' I TAL I "'. 
E I'l A V o1g. gis '1er
ii, mperMórÏI Secundi, Ot'dilJtttionis "'cjttl XX. Regllantis qilirltm 
Ar-.NO 10 49. IX. Imperanm 'Cero 1/. Aélum Ù
 U!nj(). Sarà Ia Cmà d" lflm.1 . 
Tr
ovo i.o t:\l
 fconcerti ne I D:pIomi intorno a gli Anni dell' Orái- 
n:lZlone dl Arnflo, che non ho volute it fallidio di rivedc:r qu'elti conti., 


Anno di C R 1ST 0 MXLIX. Indizione 1 I, 
di L F 0 l'i E IX. Papa I. 
ei ARRIGO III. Re di Germania I I. Imperad. 4- 


(a
 pitcher., A Bbiamo, dal Cronografo di S. Benigno (4), 'che i Romani inna- 
sp",leg. morati delle belle doti di Alinardo Arcí'Ueftovo di Lion
, fecera 
T. II. nl-:J. '11. 11 ' r. d A' 1 [ :I Al d " r. 
dilion, lu:mz.a. a I.mpera ore .nyngo per aver 0 apa.. mar 0, Cia lapUtO, 
, .Albericus perchè non gli dovea. piacerc I'aria odi RoYna,. Ii gUJrdò di capitare 
Monll
h. in a.lla Corte Imperiale, finc'hè non udi c'reaio ún novello Pontefice Ro- 
ChrO."D., mano. 
Jefii fu Brunone Y
fcovo di Tullo, pa.rente dell' Imperadore. 
Non fi potea fceghere perfonaggio più falto fecondo iJ cuare di 010: 
tanta. era. Ja Cua pietà, il Cuo zelo, la fua. attività, la prudenza, il fa- 
(b)!
ibtrl. pere (b). Trovavafi. l'lmperadorc Arrigo in Varmacia nel Dicembre 
In YI.III s. deWanno anteccdenre, dove tcnne una g.-an Dieta di V c:fcovi c Prin- 
L,onlS IX. .. S ' " rr d ' d d " I ') fi 1 r 
Iii. 1. f. J Clpl. I tra[[o. 10 elJa I provve er I un nuovo ante ce a lanta 
.. Chiefa Roman3. Non fe l' afpettava Brunol1t:; tUtti i voti concorfc- 
ro in Jui, ed egli colto cosÌ a1l' improvviCo, dimandò tempo a pen- 
farvi tce giorni. Dopo i quaJi ripugnando a. tale elczíone, con ifpc- 
r:m'l.a di fchivar que{lo sì peCanre onore, fece in pubblico la confef- 
(tone de' fuoi mancamenti,o ma illdarno" perchè fiettero tutti coO:anti 
in vòlerlo Papa. V'erano 'prcfeìlti i Legati Romani. In fine fi arren- 
dè, ma con protdlare, che non accettava la carica, qu
Jora non vi 
concorrdre l' elczionc e il confentimento del elero, e Po polo dj Ro- 
ma, non ignorando egli ciò, che in tal propofito aveano ordinato i 
facri Canoni. Gli fu.rono date Ie infegn,e PontificaJi, e dopo aver ce- 
lebrate Ie Felte del. fanto Natale nella fu:! Chiefa di Tullo, con fin- 
gobre umiltà vefiitofi da pellegrino, ful principio dell' anno prefeme 
fi mife in viaggio verfo Roma, avendo in fua, compagnia it celebre 
Monaco, Ildt;brando, che fu poi Papa Gregorio VII. Arrivò cgli a 
() w:b Roma ful principio delta Qlardima (c), cd ivi ancora Colennemcnte 
c 1Jrun:
rt.. fu ektto e 3pplaudito dal Clero e Popolo Romano, e confecrato Pa- 
Leø ojiien- pa con prendere il nome di Leone IX. N ê perdè tempo 'ad operare. 
þs i" Chr. Dopo la Domenica in Albis tcnne un gran Concilio di Vefcovi in 
. .A. l njelmus Roma contro dc' Simoniaci. Porcia chielb licenza a i Romani, fen ven- 
,n IIn'I'llr. . P . ". II S '. d J P no I b ' I 
(7f. nc a aVla, e qUIVI nc a t:ttlmana opo a entecone ce.e ro un a- 
no Concilio. Indi pafsò a trovare I'lmperadore in 
h(fonia per informar- 
b ddlo {bw d' Ital::!, (" dc' h,fogni ddla Chiefa. Un altro Concilio af- 
fai numerofo 'fu da lui [couto oella Bafilica di S. Rcmigio di Rcms, 
e po- 



ANN A L I D t I TAL I A. HI 
e porcia un altro in Magonza, dove fi rrovò an.:ora l' Imperadore. In EJ. A Volg. 
qud1i tempi durando 1<1 ribellione di GO{if,cJq Duea di Lorena, con AI\NO D '/. 
cui aveva unite Ie Cue forze anche BaldovÙlo Conte di Fiandra, (a) Pa- 

sl
n. 1- 
r.a L
one ad ifi
nza 9el1' Imper

ore amendu!: 11 fco
unicò. 1?iù che tIlls ;:nd.
: 
r arml temporalt ferv1rono Ie fpmw"h, per mettere 11 cervdlo a p:lr- 
tito di Gotifrcdo; e però egh fen venne tùpplichevole ad Aql1lfgr:ma 

'piedi dell'Imperadore, e coIl' ajuto dd buon Papa ott
nne II pl:rdo- 
Do de' fuoi fÛli. Seguitò Baldovino a f.uguerra, ma dopo aVer lafcia- 
to dare un gran guallo a1 fuo p3"efe dall' i\rmat
 Imperiale, final men- 
te trauò di pace, e dtooe a tal fine gli oLhggi. Dopo quelÌ:e Im
re- 
fe Leone IX. per Ja Cmà d' Augufia e per Ja Bavlera tul finir dc:il' 
Anno venne alia volta d' Italia, ed arrivò a cdc:brar 1" feila del Na- 
tale in Verona. Confermò dTo Papa in queLl' Anno i Luoi Privilegj " 
al Monifiero di Farfa con Cua Bolla (b) data in Roma lY, Kalendas ?) C"",n". 
J.1artii, Anno Pontifieatus Domn; Leonis Non; Papæ Primo, lndit110ne /"r:.n
. II. 
lIe E I' Impendore Arrigo conccdette a Berardo refco'l:o di Padova, Re,-. Italic. 
e a
 fuoi SuccetTori, la licenza dl batten: Moneta, (c) jèeundum pondtls (C) Ant;'l: 
re:
nenft:r J'l1one
æ:11 Diploma fu da[
 
PI. Kalendas L\1ai
, Jinn
 Do- }:::"(
7.Dif- 
I11lmç
 Inearnatloms 
1XLrllll. lndlfllone If. Anno ÐClmm HenriCl 'ler- 
Iii -Regis, 1mperatoris Secund;, QrJinat;olJÏs ejus XX. Regni fjuidem X. 
Jmpet'
j vero llf. Aélum Goslariæ. Torna a dire, che gli Annl dell' Or- 
dinazion d' Arrigo fan confulì in varj Dlplami: e però lafcerò ad al- 
tri la cura di accenar qucfta Epoca, e dl correggere gli errori. Cir- 
ca qucfti tempi ancora abbiarno da Cedreno Cd) un avvenimento im- 
portantißìmo per la Storia d) Italia, cioè che i Turchi, gcnte di na
 
zione Unnica, 0 vogliam dire della gran Tartaria, u(Cirono dallc Por- 
te del Caucafa, e cominciarono Ie lor terribili conquiLle con levare 
a i Saraceni la Perfia, e darlì pofcia ad infctlar 1) Imperio de' Greci. 
Non mi fiendo a 9irne di più per ora, riferbando que1 che oecorre- 
.rà al re 0:0 dclla Storia.. 


(ð) CÚJ,.tn
 
Cðmpmå. 
Hiji". 


Anno dì C R 1 S T 0 ML. IndizÌone lIt. 
di LEO N E IX. Papa 2. 
di ARRIGO III. Re di Germ. 12. Imperad. 5. 


G Tunto che fu à Roma il Canto Pontefice Leone IX. e sbrigato da 
varj affari, in queft' Anno (e non già nel pr(;
.;denrc:, come 1.\- 
fciò ferino Leone Oflienfe (e) pafsò in PuglIa, parte pr'r CUd. dlVOlio- (e) Lto o. 
ne 
f), parte per quetar Ie dlfcordic infane fra i N nnnanna, C i po- fiienfts 
poh dl queUe comrade, che fì Cemivano grav3ti non poco da quella lIb. 1.. ,
. 81. 
gente ftlamera. Fu nell' Aprile a Mont
 Cafino" a S. .l\
'chele dd 

: :
I;
i;. 
1\10nte Gargano, e a Benevento, Jove dl nuovo lcornuOlc(\ qud 1'0- s. Leon;s 
polo, p::rehè nbello all' Imperadore . Tennc un Concillo in SJpOnto, lib. 1.. '. .. 
dove depoie due ArciveCcovi convimi d. Simonia. Tomato a Rnma, 
R 1. ful 



/ 
132. ANN A LID' , TAL I A. 
F... A Volg. ful principio di Maggio celebrò un altro Concílio nella B'1Íilica La- 
ANNO 1050. teranen
e" dove furono condennue Ie perverfe donrine di Herengario 
Franzde mtorno al Sacramento dell' Altar::. Fiariva in quefti tempi 
in N. r'T'andia nel Momft.ero di B,'cco il celebre Lanfranco, Priore 
aHora d' elf\) facro Lu:)go, dl nafcl[] Italiano, perchè na[o di no':JiIi 
r:m:nti in Pavia . E.!T
ndo pafTata fra lui c il fuddcttQ Berengario qual- 
chc Lettcra) fu cgli chiamato in lralia, e tanto in dlü Concili() La- 
terancnfe, quanto In qudlo di Vercdli fu{feguentememe tenuto nel 
Scrrcmbre di quett' Anno dal medefìmo Papa" giuLllficò s
 l
eßo, c 
recto c
rtffimo a tuua la Corre Pontlfizia. Sc:rvì quc:fio accidence a 
m.16giormcnte accreteere Ja f.lm1. della leneratura e pktà di Lanfran- 
co, il quale col tempo divenne Abbate dì Bc:cco, e pofcia Arcive- 
fcovo tanto di Camurberì in Jnghilrerrn . Era IOforra qualche comera 
fra Papa Leone, e Unfredo Arci'lJe[covo di Ravenna fpaHeggiaro da al- 
cuni deJla Corre Imperiale. Però in dTo Concilio di Vetcelli il Pap" 
gli [ofpe[e il Minifiero Epifcopale, 0 pure come vuol \" iberro, 10 
fcomunicò , Tornò egli dipoi a))a fua Chiefa di Tullo, per farvi la 
Traslazione del Corpo di S. Gerardo, già Vetè(lVO di queHa Città. 
Pafsò in quefi' Anno net di 12. d' Aprile a miglior vita fanto Ada':' 
ferio, 0 fia Alferio, Fondatore e primo Abbate dell' infignc Monifte- 
ro della Cava nel Principato di Salerno, 1.1 cui Vita infieme con que!- 
la di tre altri Abb:ni fuoi Succeffori, fi legge fra gli Scritwri 
J) 1(Ir. da me raccolti delle cofe d' Iralia (.). Se Ii vu')l prethr fede a 
},.,. T. YI. gli 1\nnali Pif.lOi, in quell' Anno (b) Mugetto Re de' Saraceni Af
 
(b) .A,nnil/. fricani con un potente efercito tornò in Sardegna, e cacciatine i Pi- 




J VI. [ani, a
te[e ,a f
bbricarvi delle Città, e prefe la Cor?na di que,l ,Re
 

'r. l,,,l;t. gno. (*) Pi/am 'Vera, cum Romana Sede firmata concordIa, cum PYI'VtleglO 
1"1. 167. & cum Pe)lillo SanEli Petri accepto, imFlftrunt Regem, & ceperui1t iI.. 
lum & totam terram, & Corrnam Imperatori Jederunt. Et Pi(a ffÛt fir- 
mata de tota SardÌ11ea a Romrma Sedc. Ma a1 vedere, che de' varj Au- 
tori di quefio SecoJo, i quali han parlato de i fatti gloriofi di S, Leo- 
ne IX. Papa, niuno parla di quefio, che pur Carebbe tornato coran- 
to in onore del medelimo : pare che fi poffa dubi[ar dell' imprefa Cud. 
detta, 0 almeno delle rue ,circoltanze. Nacque nell' Anno pretente 
(,) Hmn4n- ne1 di 11.. di N ovembre all' AuguLlo Arrigo un Figliuolo mafchlo (c) 
."s 
Dntr.- pArtoritogli daW Imperadrice Agnefe. Fu queLli poi .Arrigo 
arto 
I/
s In Chr. fn i Re, e Terzo fra gl' Imperadori, per cui cagione vedremo a fuo 
tempo [convolta turta l' ltalia e la Germania. 
(d) Cllm;ll. Cefsò di vivere I in quelH tempi Pandolfo Jr. Principe di Capoa Cd). 
'
rtg,.in
l4s Leone 0 {lieníè il fol portato via d.1 i Diavoli, cj[and.o un' appariz.io- 
Rift. Prm- ne 
û,. L"nl
- 
6"rJ. 


(.) 


I Pifani pøi, {erma/II la concordia (oDa S,de Romana, eol Pri,,!ilegiø, 
e (01 vejJillo di S. Pietro ,icC'Vuto, illva(ero iJ Re, e prefero IUI e tut- 
t.i Ja terra, e diedcro la corolla all' ImperaJort . E Pi/a Iu IIjJicuratil 
Jj lulJa J.:I Sardegna dallil Sedt ROma1fiS. 



ANN A L I D
 I TAL 1 A. 13 3 
J1e fatta ad l1n Servo d. Dio Napoletano, Ma, Ctccomc il Padre An- Ell. A: Vo'''' 
g.:lo .della N
ce o{fervò, prob.tbilmenre quefia fu una giunta facta al- ANNO l05
 
}a Cronica deJl' O!b
ntè ; e,t altri ciò fcri/Tcro di Pandolfo Capodi- 
, faro, tami anni prima defunto. N e i Secoli dell" ignoranza gran 
voga aveano fomiglianti vitìoni e di<:erie. Pandolfo F. fu"l Figliuolo 
rello Padrone di quel Principaro con avere per CoUega LatldoJfo P. 
fuo propri,o Fi"l.liuolo . Ho io ,rapponato altro
e un Diploma dell' Au- (a) .Jfnliqll:. 
guilo Arrigo (a), come daro 10 quefi' Anno In favore del Monafiera 1I"lj,. Dif- 
&.11 S. Zenone di V trona. Le Note Cronotogiche fon qu
fie: DattS [trl. 6]. 
ill. /Jus NO'Vemhris. Anno Domin;c
 Incar11ationir JIL. Indiflione 1111. 
Ãnno Donm; He;nri&i CJàtii Regis, ImptrlZtoris alltem Secllndi, Qrdin".. 
tionis fjUS XX/1ll. Reglli quitiem X/If. Imp,,'ii vero /Ill. .ARum Ye.. 
,.c.næ ,Perchè efa mWtvla :utaccato ana pergamcna il Sigillo di cera; 
e net Novembre deW Anno rrcl
me potca correre l' Indizioflt lIT. {en.. 
za farne alrro etàme,. 10 credei Documenro originale e ficuro. Ma [e 
fta cosi nella pergarnt:na, nè è fucceduto errore in copiarla, non [0 
;0 ora accordarlo colla nrità della Storia . Chc I' J mperador foff'e in 
Jralia in qucll' Anno, n:uno de gti amichi 10 fcrive, ed io 10 cr
dø 
fatfo. Sono anche dilëordi fra J01'O r .Anno Xiii. del RegnO', e ilIP. 
deU' Imperio. Sarebbe d:1 \'ed
r
, fe pote{fc riferirfi all' Anno IOf}. 
eol confronro deli' Originale. Siccome apparifce da un Documenr
 
da me dato alia luce (b), in queft' Anno it Marchefe Alberto Azzo II. (b).A . h
 
PI:o
eni
o
e de' Principi El1enfì, fi truova Come dell a .Lunigiana. 
- tR E;'
ft ,- 
gh e qUIVJ appellaro Albel'ttlS, qui Aczo vocatur, lvlarchro & Comes 1- P. I. ,. u. 
ßius Lunenjis Comitato, ftlius h(m
 memoriæ itemque Alberti [rmiliterfjiJt 
.dczo, & ålarçhic & Comes. In Lunigiana era il forte de' Beni e Sra.. 
ti, poff'eduri da gli anrichi MarcheCt, 2ppellati poCeia. MarcheCt d' E.. 
fie. Souo qudl' Anno ( fe pure non fu nel IOf4. ) Ii legge una Let- 
tera di A'
giro Duca d' I talia " Beral'do Abbate di Farfa. (,,), in cui e- (c) CJ
r
.i,. 
g1i fi rallegra d' dTere flaro ammeff'o :1lIa Confrarernirà, e parricipa- F4rf
"ft 
zion delle orazioni e de' meriti di que' bUr)ni Monaci'. II ritolo fuo 

r
 Ìt
ii:
. 
,nolto (pezio{o, e degno d' o/Tervnione è qu
fio : Ego Algil'o De; pr.()- 

jdentia Magifler refiis, & Dux Itali
, Calab1-il, Sjcil;
, Pilßa
(lnil. 
Molro piH antico è il rita- di fimili eonfrat.ernità fra i Monaci; ed, 
cOo dura turtavia. 


Anno di C R 1ST 0 MLI. Indizione IV. 
di LEO N E IX. Papa 3. 
di ARRIGO III. Re di Germ'. 13. Imperad. 6. 


T Rovaronu ]' infaricabil Leone IX. Papa, e 1'Imperadore .Arrigo in 
A ugufla, dove in fieme celebrarono la fdb dclla Purincazione 
(lella fama Madre di Dio. In tal occafionc, per arrefiato di Ermanno (d) Hmmzn- 
Comratto (Ii), .. IITJperadQrc: rimi{e in grazia dd P .ipS Unfredo Arcive- ;::s f:n
h

 
Jè(J'i;() 



134 ANN A L r D' I TAL r A. 

1l A. TQ1g. fiO'VO di R:J.venna. Ma \Viberto (Ii) aggiugne una particoJarid, cio
, 
^!'NO ros r. che: Unfredo fu chiam:no da Arrigo ad l\ugulb, e dopo IlVt;re: retli- 
(<1) y,U: 1b '{- tuito al Papa alcuni beni ingiufl:amente occupari, fu forl.ato a chie- 

M; ;
. t
 dere I' a{falul.Íon delle Cenfure. Inginocchioffi egli a' piedi del famo 
,
.'._7. P
te6,ce, c p("r,c
è 
utti i Prelati 
(liftenti inrerpolelO Ie lor pre- 
g
ler
 In fa
ore,dl 1m, L
one c
n al[
 voc
 ,dl{fe.: .A mifuY{I dll/(jfutl 
,M'iJOZlWII ]) 9 gl, (onced(/, I aJ1olu:Zlone dl tl4tt1 I Iuol Jalli. Nel Jevarfi. 
Unfredo in pi
di, fu ?ße
vclto 
 chç quaú burlando{ì del Papa, e tut- 
tavia goofi() dl {uperbla, logghlgnava. .VermccQ Ie 
agrime a gli Qccbi 
aI.buon Pomdice, e coo VQ.cc b;itfa Glffc ad alcu01, che gli tlaval,1Q 
intorno: Oim,è, queßo 1I1ift,.di.l, 
 mo.rlo. .1'0<;0 nette Unfr
do 3 cadet 
mãlato, :ed appena ricondotto in h;aliíi, diede fine aHa vita e all' alte
 
Jigi
 {ua. Ermanno Coß[':luo larciò fclÌtto
 dTere 
orfa voce, ch' cgJ.i 
:mofdr
,attol1ìcato, pcrche la fua morte fu Improvv'lfa. MJ. s. egli mo- 

, come vuole: il Roßi nd 
ì 2.2.. d' Agono, gran tern po corfe fra 
Ia di lui andata in Gtrmania, e la mone (ua. Tomato a Roma Papa 
Leon
, quivi ceJebrò dopo Paiqua un nuovo Concilio, do"e fra ."al- 
tre cofe fcQmunicò Gregorio Yefc(}'lJQ di V ercelli) impllt:\to d' adulterio 
con una Vedova già iþofa di un (llO Zio. Non fi travava quello Ve- 
(covo in Roma, e nulla percio potè ri(pondere per sè. Ma avverrito 
della Cenfura contra di lui fulminata, Ie ne volò a R
ma, ed avendo 
promeHa foddist".!zione, lè nc tornò alfoluto e contento a cala. Quefl:o 
Prelato ne' tempi fu{fegucntt fece gran figura ne gli afl"ari Secolare- 
fchi d'ltalia, ficcome vedremo. Andò por-cia il fanto Pontefice aU'in- 
ftgn
 Monifiero <Ii Subiaco, d<1 dove eßèndo fuggito ÃUDlIl 0 fia ÃZZQ 
Abbate, a cui dovea rimordere la cofcienza, egli diede per Abbatc a 
que' .Monaci Umberto, nato in Francia, e Ie cui impre{e parte buone, 
(b) c"rolJi,. i: parte cattive Ii leggoDo nella Cronica di Subiaco (b), da me data 
:Søblsut>>ft alla luce. E' notabik qualUo ivi è {(;ritto, cioè che il Papa in quella 
Tøm. 1 1 : congiuntura C-) Sub/acenfts lid fc convocavit in J\1onafierio, 'Jf.lOTIl7JI & re- 
Atr. J'411(. . J rji Ch ' fi I lcn: & 
fUlrens n rummtß al'tarpn, notavlt a '.1,>>,11111, ex Piagna patJe (jnte 
fe igne cremari fecit. Di que1le merci oon tùrono privi una volta altri 
MOOlJ1erj e Chit:fe: il che fta <leno fenl.a pregiudizio de gl'innume- 
rablli aim autentici D.ocumenti, che fi truovano ne::' lora 1\rchivj. 
Doveano -in quelti tempi avere I Monaci di Farfa chi )i per{e- 
guiravc1 ndla Corre Pontifil:ia; e probabilme.nte uno de' lor ne
ici era 
GiO'lJa111ri 17eftovo della SablOa, che mo{fe 
h mohe pre
en(iol)l contra 
( ) , . ,dl q udl' inúgne Monillcro. Scri{fero i Monaci una Lettera al bu
n Pon- 
e C"rølJlC. íi I " I . d . 1 r L 1 d . 
Farftt.ft [dice con l porg I e 
reroganve , I qu
 lacro uogo, e pr
gar 0, I 
1'. Il. T. I/. non badJre a j d
rrattorl. $1 mus l1lim (dlcono effi (c)) plus VIIIUII quzn- 
fur. JIRik. genti 'lJCjiri O,.atores: il chc per mlo avviío fi dee intendere non dc' 
foli 


_.:ot.l 


( lit) chi mð A ft nel Mo"ifl
rø lJuti Ji. $uhiaclJ" de
 q
t1lì an!, ricer
and, 
gJ' IJh umen ; detie C"rte, offirvð I þÛþ{fiml, ed III gran .1 arte II Ieee 
hrug;
re 
'lJall/i ái fe. 



ANN A LID" I TAL I A. I 3 ; 
[oli Monaci abiranti in Farfa" ma de gli altri :meora, che erano ne' E"A Vol
. 
MonitlcrJ e PrJOfari {OHOpolb. Net Concilio Romano fi 3gjtÒ la lite A
"o 10)'1. 
fro! i Monaci, e il fuddctto Vefcovo. Finalmeme Papa Leon
 IX. 
confermò ai Moniftero Farfenft: tutti i fuo
 Privilt:gj coo ana Bolla, 
jn cui fi fa femire il (uo cuore pien di 41vozibne verfo la fanrißìma 
Vergine , dåt
 /11. Idus Decemlris per- ma.nus Federici Diaconi fånél.e 
Roman.e Ecc/efiæ Bib/iothecarii" 'Vice Domni Herimanni drchicance//arii, 
t5 Colo1Jienþs ..1rchiepi.fcopi, AliflO DM/f9lli Úoltis IX. Papte fl'ertio, 1,,- 
Wiélione 17
 comincillta nel Senembrc den' Anno preième. erede il Pa., , 
di'e Mabi1lonc '(0), che E-r11ttfnno Areivefcovo <Ii Colonia fuffe Â1â- 
, 1 al )/11. 
tàTJCe//iere èi P
pa Leone IX. nelle cui fQle Bolle fI uuova 'ludla no- ne
?
i
. 

 
'Vità. Era il 
edefimo Ermanno A'rcicanceH
ere dell'Imperio in qudli hunc .Ann. 
ß'lòrm. \V lberto tcrive (h), che Patn Lrone dioolC tJffici'um CtJncetl&rii tb) 
iÞ.tr:-., 
'San
 Rufna1i
 
dis 11 Jui, t a i fuoi SuccdTori. Confermò pari- ';s 
n YltA 
1.1Ienrc il {anto Pome-fiee t'\1ni i fuoi d;nni al Mønilh:ro CaCaurienfe 1;

n

 c
'. 
con altra BoHa, (c) data X. Kalmda! J'Ulii,-&c., Anno Ððmni Le""iJ IX. (c) Chron;ç. 
.pdfr II. (dee d1ère III.) lndiélÙ;ne JV. 10 cralafcio ahre BoLle odello CJ1jaur;m. 
'.tetro Ipnpa, il qua
e per tdlimoniao-'la den' Othel'lfe (d.), in quett' anno R P . II. T. , .11. 
- d ' C B S I I I ' , tr. lta Ir. 
an Ð a 11poa" a e-nevento, e a a erno., n ta conglUntura e cre
 (d) Leo 0- 
thblte, che fuccedetfe ciò, chc preveminmeme aveva afler;to il me- fEltnfis i1J 
1Jeúmo Oftienfe, cioè 'ch "t"gli aflòlveffc dalJa {eomunica il Popolo di Cimøiço 
i3erfevemo. Tami 'paßì dell' onirno Pontehce verfo -quelle pani, CTano lib. 1. C. 84, 

u
tilpêr rro\-are, fe 'era mai poffibik, qualche rimedio 0 freno -all' in.. 
foléh-za, crudelrà,. ed :widJtà ineredibile de' N ormanni, ogni dì .più 
pOténti e gravofi alia Puglia, e aile vicinanze, e Crifiiani più di no.- 

e ehe di fãtti. In una Lf'nera_ (e) ferÍtra da c/fo Papa an' Impera- (e) ,Wibtr- 
dòr di Coltaminopoli gli efpone, colbe cofioro ammazzavano, tor- tNSJ 
 'JIlt. 
fiJenravano que'm,feri abirami, nè pur perdonando aIle Donne e a' tt m IX. 
F
nciulli; fpogliavano ancora ed incendiavano Ie Chiefe; e che per .1. c. HI, 
quame eforrazioni e minaccie ave{fe egli adoperato, nulla Ii mutav..ano 
i loro perverfi cofiumi. Però s' era egli abboccato con Argiro Cata- 
pano dc' Greei per reprimere quefta mala genre, ed implorava anche 
H braccio dello (terro Augufio Greco. In queWanno appunro fcrive 
L
lpO Pr
tof

ra (f), c
e arrivò, cioè da ,Col1.anrinopo
i torn
 in Pu- 

t;u
:; 
gila Argiro 1'lghuolo dJ Melo, e Duca d ltalza per gh Grect. \T.olle i1J C'ßo1'liCl 
entrare in Bari, ma gli fu negato da Adrali
to, Romoaldo, e Pietro- 
Frarclli, capi di una fazion conrraria. Finalrncmte il Popalo di Bari 
al difpetto de' eontradiuori I' ammife in <}uella Città. Se ne fuggì 
^draldlo; gli altri due Frarelli preli, furono inviati in earcere a Co- 
ftåntinopoh. Drogone Conte e Capo de'Normanni fu' in qucft'anno 
uccifo da un fuo Compare, e fuccedette 'unfredo Conte (uo Fratello 
nel go verno di quegh Stari. N oi troviamo battezzato in <}uefi' anno 
nella Città di Calonia il fanciullo Arr

o, Figliuolo dell'lrnperadore 
'.Arrigo, e tenuto al facro'Fonte da Ugo Abbate di Clugnì, uomo {amo. (
) ,.Antiqu. 
Da un J)ocumc::nto, eh' io diedi :Ilia tuee (J),. :lpparifCe, ehe in quefii Itlllic. Dlf- 
tempi Guaill1tlyjo IV. e Gifolfo If. (uo Figlio) erano Principi di Sa- firt. 5. Pdg. 
lerno) e Duchi di Amalfi e Sorriento. Anno 'l.17. 



13 6 


ANN A LID' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 MLI1. Indizione v. 
di L F 0 N E IX. Papa 4- 
&. ARRIGO Ill. Re Ji Germ. 14- Irnperad. 7. 


t II. A Vol
. E Ra fiata in addie
ro l' U
gheria tributa,ria dell'Imperio Germani- 
ANN. 1051. ,
o; ma etfendo mfone 1m, e cetTato II pagarnento, fì venne ad 
un alpra guerra fra l'lmperadore ./11'1 igo, & Andrea Re d' Utlgherj
. 
Ii ja)),[O, 
..pa ,L
on
 per 
e
d!:no d,l I1mett
re la concordia fra que' 
PnnclPl ,Cfljham
 it poftom queLl An,no dl nuov
 in. Germania per 
(a) H,rm.,,- trattar di pace. 
rmanno Comr:1tto fcn",e (a), ch egh vi andò rer 
.us 
ontra- Ie lli:anz.e del Re Andrea.; fecc defitlere I'] rnperadore dall' afTedio di 
tlus In chr. un 
<1(teUo; e trovato1o dif polbffimo ad un' accordo, già. fi credeva 
dl averc in pugno lapace. Ma Andrea 1Conciatamente il burlò: laondc 
jl Papa lulrnmo contra di 1m h fcomumca. Se ciò (uffifle, è cofa da 
lluplre, come \\ ibeno comi tlmo a1 rovefcio queita facccnda con 
'h due, (II) che gli lInghcri erano pronti a pagare il tributo, purchè ot- 


.
. '


_ teru:lIero il perdono de ,I 
rarcorfi ?al!à
i: (,..) Sed quia faéliotìl quorum- 
nis IX. I. J. dam Curia/illm, qUI fe/wbus /an.ffz ""'
' !n
ldebant aélibus, INnt AMgUft; 
,It}. -4. QUles obturat
 pre&lbu
 .p()mn
 ,Apofl oilCl , Ideo Roman,a. Refpublica {ubje- 
Bumem Rel.m H(4fJ!.
'mCl PU'dldzt, & adhuc dolet pnJtzma pa/rite prtedil 
.u i1zcendils i1e'iJajJari., Arrigo V icecancellicr 
eIr Imperadorc fu in qu
ft. 
anno, da wi prolDot1o aU ArclvelcoVato dl Ravenna; ma fecondo it 
Rolli (,) noñ ott!:nne 1a conferrn:1 e iì P allio dal Papa, (c: non nell' 

?H"
"'
:
 anno 1cgueme 
on Bolla ,dat
 ,Pl. !dus ,,1pl'i/is .Anno P(mtiJi
a/u...s Jr. 
'!IlnV. lü. s. ji.ditlÙme Vi. Sotto [pecIc d 1
Ir001Zz.ar qucUo n.?
ello Arcl\'dcovo, 
iu mviaro a Ravenna anchc: .l'vlzotle refco'lJo dl F nfinga, uomo picn 
.di viz.j, e ,che ptr qualche tempo moitro ,di p
mi
tj, e di ab,bracciar 
la Vita J.\.lona(hca, O1alO bre
c rorno all
 vita dl prnna. eofiul giumo 
a Rave-nna. qUlv i colto da 
orte im pron if a lafciò 1e {ue oJfa. Al fud- 
detto Arngo Arclvefco\lo knfTe II luo Llbro, 0 fia Opufcolo intito- 
lata Grati.ffimM., S. Pier Damiano., 0 come fì dovrebbc: dire, Pietr, 
8i Damiat.., nato nella Ciuà 1letT;) di Ravenna, e graD lumlOare di 
iànma e Lc:tterarura in halla per quefii t
mpi. Uno ancora de i mo- 
(
) l." 0- uvi, per 11 qu
li s' indu
è 
 tornare queft
 anno in Germ
ni
 i
 (anto 
111m/it. Pometice fu 'econdo 1 OJ.benfe Cd), per Impetrar de gli alutl dall' 


ro"". 8 Im p erado:e contra de' N ormanni di l'uglia, Ie avamc e crudcltà de' 
..". 1-. c. 4-. quali 


(.) Ma perchè per /
 f
z
()'Je -di a/csm; Curja
, che, porta'Vflno in1Jidia 
Ile 
!Grtt.nat e aÚoni del }&1110 II
mo, Ie orecc(:,e dell Auguflo !ur(J
o chzNft 
aile pI (ghiere del Donno .ApofloLico, perczo La Romana Refubma ,ptráè 
Iii#. jkfJ/.<"ioile de/t' Ungaro RegIJo, e peTtl
'
e ft 
ude che I (QnfirlC del/tl 
fa/ria jìa1fð de'Vaftatl dallø pred, e dagl zncem/). 



ANN A I. I D' I TAL I A 13 ï 
quaii eg\i nDn p<>tea più foftèrire. Un Diploma, che fi leggc pub- ERA \'olg. 
bIicaro neUe mie .-\ ntichirà haliane (d), ci fa vedere ne1 Giugno di ANNO I
SZ.. 
<}udl:'anno in Zurigo l' Jmpcradore Arrigo, che concede al Clero di 
a;l
ntri'tj 
V olrcrra fra gli alrri Privilegj (pdIo di poter de.cid:re Ie lin col ;:/c 39 . 1- 
Duello. Era allor.1. troppo in ufo quctta barbarica c dCldl:abil' u!.'U1za, pag. (;41. 
acerefciuta dipoi nell' andare innanzi da i cacciarori di punriglr. Per 
isradinria molto s' è f.lItO: ma al l\londo nGn mancherdnno mai de i 
Pazzi. Ho io pubblicato un Contralto feguiro in quell' al1110 frá Bo- 
mfaÚo Dum e M:Jrchcfe di To(cana, Signore di Mamova, Fcrrara, 
cd altre Cinà, e OUa Badcffil dí S:lOta GlUlia di B:'efÓa, Fu fèritra 
DUelt, Carta (I') A1lno ab IncamatiMe Dort.ini 110Jlri Je(it Chilli iUillc- (b) I(,iåetn 
/t1J1O 6)zdnquagefimo Secundo, ENiicus gr.1tia Dei Imprrator .El!tg:.flus, Am!O Diffirt.66. 
oIñ.pc7fí cjHS SC.'t(to, f2.!falto Kat. Aprilis, Indiélionc 
iiJ!a. 
Ja poche 
fcwm:1t1c dipOi fopravilTe BOOit
IZ:O. Menne egli da \1,i.I1tova paClàva 
a Crcmona, per me7,l.o di un' o01bro[o borco, fu feriro con uoa f
cr- 
t:l, 0 fia con un dardu arrotlicaIo, c di qlld COlpl) morì. llis dieúus 
j\1trchio Bor.if.uÌlls (1"00 parole d'ihnolfo i\lilandè (c) Amore con- (c) .Arnu 'f. 
tcmporanco) t!,un nCIJ11H t,-an!il'et OptlCfl'i1'J, iízji .Iiis ex. obJiqilo latc.uÚus, Hlflor. I Me- 
':Jcnenato figitlll' jçtculo. Hal jè.ve,x tiC ptenus diclt{;1l, matt/fa'11 mortem exi- .

;.a"l' . 3. 
gtlo præoccupa'ï:it. II Fioremini lei ive (1), ch' cfII non l1zclto.carico ti' am'li 
d) Flortn- 
murì; 013, non avca \'cduto .-\roolfo, Scríttolt: più 1I1f.,r01aro dl lu.. li
; Memør. 
E fe Bonifazio fi truova J/twcheft fin l'anno IOJ+ C0nvlen dire, ch' i.' Mati/d. 
egli fùßè vecchio nell' all no prciè:me. E qui fi dee norare, che nell' lIb. I. 
cdlzione della Storia d' ell
l Arnl\Jfr.> fima d.ll Leibl1lzlo fopra un tel10 
Milande, fi Icgge JLmNo Jftmti,iferrati Bo,Ûfr.lCÌus. Ma il MaouCcrino 
Efll'nfe più amÌco de gli ahri nO'l III J/'hItisferrati;. e qudla è una 
SIl1'1ra dl qll.llche igl1orame, ficcome già ofièrvai (e) nella Prcfazlonc (c:) Rtrflm 
al.med
fimo AwoHo. Italic. Scr;- 
Abbiamo da Donizonc il tempo precifo della mone di qucfio ptDr. T. lV. 
Principe, laddovc (crive, ffia ac('ortameme racendo, ch'effa foiTe \'io- (f ' ' 
1 f Dom:t;.ø 
eml ( ), in Vlt. ,MIZ- 
thild. lib. I. 


lpft die ftxta J
l-Ûi pofl qlÛppe Kalmdßs 
.JJe j èn/Ì1 tClra,n, quem Cbr
/1lfs dllcat tJd ethram, 
!?<!,4ando dcfunElus, terrÆ datrlS, eJlqlle fepllitus, 
c.rWIC Q!,tinqwlginta duo !empora iUi!lc Dei flaNt. 


. 
Fu feppcl1iIo il di lui Corpo in f\ hntova: perlocchè fi legge 
prdTo il fuddetto DOnlzone una curio!å ahercazione fra quella elr- 
[à, e la Rocca di Cano(]å, dove prcIcndevó1 il buon \100.!co Canof- 
!Ìno Douizone, che fc gli dovefTe Jar fcpo1tura pre(To dc' (uoi A ore- 
nari, DJ. altre memoric ,mcora da me rapport3re ncl1a Prcf.nione al 
medefimo Donizoo.e apparifcc, aver la buon:!. gente crcdmo, che non 
na(cdle erba oel luogo, dove Bonifazio fu ferito. Cerramente quc- 
fio Principe non era un Santo. Anzi egli s' arquitlò il brur(O nume 
ql Tiranno rrcfTo i Tedc{chi. Ermanno Contratto, vivemc aHora (fe 
crOíll. 171. S pure 



.-' 
13 8 ANN ^ LID' I T ^ L I A, 
J'R I\. \'olg. pure al fuo td1:o nol') fu fdtta qmlchf" giunta) fcrivc (()tto qlldt',m- 
,'
NO [('po no (a): BrmifacÎlIS ditif!ìmus }ta!i.f Jfarebio, imlJZo 1ýralJ.il'lS, Í1lfidiis a 
(3 H..rman- " b ""l r;"r; I & 
11" Cmrra- {1lI: us exerp/us mlltwus, la'!.'ttI1que 1:U neratus, . TllOrtUftf .tj,wtü-'! fepelitllY. 
Û.rs in Chr. E II FI')r
rlt'ni olfcn'a (b), che in trc Privdegj, dl A rngo I V e V. e 
(hi, Fiorm- Lottario' fi.1(T
'gllerui r mperadori, conceduti al Por
)lo di Lucca, fi 
:i:' I/J .t.
;
- It:ggl'.: Con(iletll
li
fS (!
iam pervcr(às 
 a 
'elJ1por(!, Bonif:!cii 1I1arch
N1is dll- 
".Jt lIb. I. rzter Ilfdem h01J1lmb,1S Impo/itas, omfJli1O 11lIe;"J,cUJ1ltS, :3 }Je 11ltCl"lflS fi:z.;Jt 
præcipimus, Lafciò Bonif..zio do po ùi sè tre Flghuoli a IUI n.lti d.llla 
Duchd1:l Beatrice, cioè hderigo (appelhro Bo'ÚfaÛo d.ll GJOtinu,i[o- 
re di Erm1nno Conrratw) Beatrice, e Jhtild'J, tutti e rre di tencra 
età, c perciò bifognofì dell:] tutela dclla i\11dre. 1'1 quell'anno anco- 
ra pC"r tdlimnni,mza dell' OU:ieofe (c), e dl Romoaldo-:'alernitano (J), 
Guaimario Jr. Principe di Salerno per una congiura f.nta contra cli 
lui d,l :I\cu:}i fuoi Parenti, c d.l alrri ma\comcmi, con PIÙ feri[c tol- 
to fu di \,ita, e. il fuo cadavl:ro obbrobriofamentt: O:ralèinato lungo il 
lido del m:tre. Salerno COlld Rocea rcnò in potere de' congiurati; mol 
CllÌdo Dum di Sorremo,- e Frattllo d'dfo Guaimario, chHmati in 
:limo j N ormanni da h r. cinquc giorni ricuperò quella Città; inHal- 
Jò ncl Principato Giro/fo II. Figtiu()to del trucidaro PrincIpe; e fece 
morir quattro di 1ui Parenti cnn trentafei a1tri tuai rei dl qucl mis- 
f.uto. Fermoffi tuno qu:tl'anno in Germ.mia il tåmo Pap:
 Leone, cd 
,in Vormaci1. cc1ehrò 1.1 Fc>fb del N,nalc 1n compagnia Jdl'lmpcra- 
dare. A 1101"<\ fu, f{'condo Ermanno Contratto, ch' cgli feee ilbnza, 
perchè folfe retlimita íÓtto il dominio della Chid3 Roman.1 t. ricca 
Badia di Fulda con alrre pofle in quelle Comrade, Ie qu,lli oe'tempi 
addietro furono donate a S, Pietro, c pagavano ccnfo ,a 
oma: A 1- 
trett.lOta premura ebbe pel VeCcovato di ßJ.mbcrg.1, dl CUI ihngo l. 
Auguito avea f.lUo un dona aHa Chie(a Romana, e paga\'a anch' ct- 
fa annu 11meme a Roma un Ca\'alIo bianco, e cenro l\1Jrchc d' argen- 
to. L'lmpf'f3dnre all'incontro, mo(fo da cgual bl"Jm:ldi pot::rdltpor- 
re di 'Iud Vefcovato, e delle fu.Jdette Rldie, propofc pill tollo Ul1 
cJmbio, e t:]udlo fu accenato dd Papa, Cioè Leone rinunziò ad Ar- 
rigo i Cuoi dirini fopr.! quelle Chiefe, cd A rrigo in contracamblo gli 
(
, [I, 
_ ccde[t
 mold funi Stati m He parri di là da R,)ma. L' Olticnlè feri- 
jid{;s 1, 1. ve (eo), che tUIIC inter ip(l!m Y1poflolicrmJ & Impcratorem jafla eft com- 
fliP. 34. mutatio d
 Benevcntq & Bam
ergen/i Epi(copio, ma fenz.a dlchiarnre Cc 
fo(fe cedura 11 Cola Città di Benevento col luo terrirorio, Cflme godc 
(,ggidì la St"de' A pol101ica, 0 pure anche il Principato, dì buona par- 
" te nnndimeno del qU31e ('rano fiati prima invefliti i N nrmanni. E ten- 
(r) !lgO";NI za dire, ("on qual tirolo e Jj):Jui c

(fe tali Stati. II Sigonio (f) dIce 
. J 
 l 

g': b o 0 nomine J7iCal'Ítlttls. Cosi e
li inrerprerò Ie parole ddl' Ol1ienCe (g), 
r I Iii II . 0, I d J r' h 1 AT P .".. . B /, 
Co, !to 0- ,I. dove Icnve, c e .eo HÚnus apa 'iJleanatloms gratIa elle",'cntum all 
ji,,,.þ'I1. 2. Hânyico Conradi ,/ilio raepit. Da qudlo cambio poi deduce II Padre 
up. -1(,.. Pagi (h), che non (uffil
a quanto ha ßutropio Prete prclro il Golda- 

hl I'lI g lu l s fio, con dire che Carlo Calvo a\"ea dll1ratto Benevento dall'lmperio 
In Ann" . R d . P fi " R . E fi ' fi I 
1J.ron. . omano, e conee utolo a 1 onte CI om:lm. 1 puo tOll mente 
dcdur- 


(d Lf. 
ûJ!it..Jrs 
j,b, 1, (, Es. 
(d) Ro- 
l1,u.111 'II 
Sl1ltnm4n. 
Chronic. 
T. VJf. Rtr. 
It,IIi(. 



ANN A LID' I TAL I A. 
deJurre, che nè pure Lodovico Pio, O((onc l. ed Arrigo I. 
radori avdTero mai cOllcedulo loro e(fo Duca[O di Benevento. 


139 
lmr c . Ell A Votg. 
AnNo 1053. 


Anno di C R 1ST 0 MLII1. lndizione VI. 
di L F 0 N E IX. Papa 5. 
Ji ARRIGO Ill. Re di German. 15. In1perad: 8. 


. 
I :.\1plorò. in q"!e(li tempi Papa L
oi1e più che, mai l' 
11ìnenza dell: 
.duglljlo A,ngo per liberaI' la l
ugha dal glogu de Normanm, I 
Guah, per quanto Icrivc Ermal1no Comrano (a), ".Jiribus ar/(luéti, in. (a' Hermnn- 
djp;;s bello pre mere cæpcl'tmt, i,ljujlum domm(J/tIIi
 invatlere, here,libus le- nus C: omra - 
" , C !1 / ' d ' 1 '1 d "', l ' b ' , aIlS In Chr. 
grtl1fJ/S aþc.a, præ Ja, 'VI ulS, omus, uxorcs etram, qllJvUi I Ult, "VJ 
aufene, res Ecc!e!ìal1l1l1 diripcu, pDflremo dh.iza & humana ønmia (plout 
'".-'iribus pillS poterant) jura crmjuí1dcre, ncc Jam Ap{)/ÎÐLÏco PontJjìci, h(!C 
irfi 1,iiperatfJYi, lIi/i temtllm 'l:erbo W1lIS cedere. (*) Guglidmo 1-'uglicie 
dlvcrfamenre parla JcJia condoua ûe' NOimanm" t CI vorrLbbt: får 
credere, che da .
-J7gil'o Dttca d' hal1a per l' Jrnperadore GrLco piO. 
vt:ni!Tero fpczlalmcme rami l.1mcnti in parte tàlli contra de' Norman. 
oi, dappoichè 11011 gli cIa rilllcito nè con danari, nè con proQ1dJc di 
tirarh fuor d'lulia al fÚvíglO de' Greci. Secondo lui (b), la gente di (b) Guilitl- 
l'ugha "!UJ ..Ap!ll/IS 
lib. 1. P0t111. 


. 


- '-.:oïias dcferre fjlleïelas 
Cæpit, & accufat di,verJo crinzinc (;aJ/os. 
PeriJ cr,mmrjèens fat.aci
 mmtia mitut 
AI girous Papæ" pi ecibuJqtle freque1'ltJbus Ilium 
Objëcrat, ita/iam 'Iliad Irvertate care11tem 
Liberet, ac POPUltU'IZ dijcedcre cog..J1 iniql11l11J . 


,.,. 


Ma non era Papa Leone llomo da lafciarfi in tal congiumüra 1/1. 
gannarc. Egh llc(fo toggiornava in lor vicmanza, e più vuue era lla. 
to tùl f.\t.lO, cioè in que- lie comrade medefÌlpe, c po[ea ben l:;,rcrc:, 
fe i Nort-nanni fol1ero si 0 nò una fpezie dl malnàdu:ri. Vedremo, 
(;hc mai r.on ti quetarono, in6n an:mtochè non Itpogharono I 
Ignon 

! que' pad1 dc' 101'0 Stati. G4gilelmo Storico, aliurchè I NUIH,anni 
tUl'Ono nel colmo della potcnza, [crifle per placere aHa fh:tJa Nal.lOn 
S z. doml- 



*) creJciuti di forzc, cominciarono a premerc colla gucrra gli flUtatori 
premiere UTJ Í;Jzjuflo dominio" togliere con vlOlcnza a'iegittimi f1 edJ j Ca
 
fieJli, Ie, p()jJèJjìo
i, Ie vil/c, Ie CaJe, Ie mogli ùllCOI'(J, a c/)J "'1'0 þi:lujue, 
Jaccbeggrtll e ie JoJlanze delle Chieft, flJalmct/te cOli/odele tuUl i diritli 
divÙzi ed um:mi (c(jmt più 10ro ehl po.IJibile) 1Jè cederla allo jle.IJö Jmpe. 
Jadore, Je 11011 Je jì I/O a prrol e . 



140 ANN A LID' I TAL I A. 
h\ Yotg dominante; però non par ficura la tef1:imonianza fua. Ora I' (mper.. 
J\I';:-;o 1.)53. dore dJcde alcunc: delle (ue foldatefche al Papa; molt' alrre ne onen- 
n
 cOò P.ìp.l da divcrlì SlgnolÍ; e con quclle brigatc s' unì una gran 
clurma di fcdlcratÎ e bandit;, tutti condo[ti d.IU' avidirà e fpcranza 
di tdr buon b,ttino. N el f\1cfe di Flbbrajo con queUa gente calò 
in .haha il bU01
 Poncefice, condllcendo (eeo Gotifretlo Duca dl Lore- 
na, e Fcderigo luo Fratcllo, che fu poi Papa Stefano X, t: molti Che- 
riei e Laici c:fercitari nel mcitier Jella guerra, per valt:rlè!1c contro i 
(a) LtlfI.btr- N prmann; (a) . Ma prima di arrival" egli giù dall' Alpi, Geheart/o Ve- 

.s 

olfn,,:- fiO'lJO allora di Aiehllet:, .Ii nazion RlVarefe, avendo fa[[o ricorlo all' 


;::
::. In ImperaJore, t:\\uo dlffe e tamo feee, che il ridlllTe a richiamare il 
grolTo eotpo di truppe Imperiali già fpeditc in ajuw del Papa; in 
m.lniera ehe 2ltro non vi rellò di queU' efercito, ehe un battaghone 
di cinquccento perfone (b). Sc n' cbbe pofcia ben bene da penure 10 
fie(lò Gebeardo , da che divenne anch' egli Pomefice Romano eo1 
nflme di V iuore II. per lc infolcnloe, che non men di Papa Lcone 
J X. dovet.tc fofferir da i N ormanni di Puglia fcnza potcrli reprimerc . 
GlUnrb a 
1antova Papa Leone nella 
linquJgdima, per attcfiato 
dl 'Viberro (c), determinò di reneI' quivi un Concilio. Erano aceodi 
ad o{ftquiar il Para varj V deovi di Lombardia, a' quali f.lcev:! pau- 
ra il rigore e loeto del 13nto Pontefice: che ben fapeano di avcre dc' 
mancarncmi da rendcrne conc.>. Però alla lor fuggefiione fu attribui- 
ta una ri([1 inlona tr.1 i f.lmiliari d' effi Prelati, c quei del Papa, in 
rcmpo appuow , ehe fi celebrava il Concilio. Cortè aHa port:!. delb 
B.dilica il fanto Padre, vohvano Ie f.'\ette e i (alli, e fu egli fic(lò in 
'pericolo deJld vita per f.'1lvare 'i lùoi damelliei, che li rifuglavano ver- 
fo la di Iui perfona, c fcnz.a che gli aggretfori fi guard.\tfcro dal fe- 
rire, chi anJav,l a nafconderfi fotto Ie velli Pontificali . Si quctò con 
difficul[à il rumuho, ma fu dTo cagione, ehf" 1i kiolfe il Concilio i 
c eiò non afiame il mil"c:ricordiofo Pontefice diede nc1 dì feguc:ntc I' ar- 
fQluzione a gli aurori di [dIe iniquità . AI1

o!fene a Rama 
. Leone (d) 
e dopo P.lfgll:t tenne quivi un nuovo Concilìo (t>), dovc fu polio fine 
aile vecehie liri, che bollivano fra i Patriarchì di .-\quileja e dl Gra- 
do, ehiamato nuova Aquilèja. Cioè fu decifo, che qucl "tii Grado 
folTe indipendeme dall' altro, e vero 1\1erropolitano dell' J flria e del- 
le J fole di Veneloia. A nche il D.:mdoll (f) ne fa menzionc, ma con 
fupporre ciò feguiro in un precedence Sinodo, memre i\gglugne, ehe 
Para Leone vi(;rò dipoi Ven<:zia per divozione verro S. Marco. Ciò 
prob.bilmentc accacldc neU' ultimo fuo ritorno dJlla Germania ful prin- 
cipio dell' Anno corrente. 
Ciò f.mo, ardendo pure il fanto Papa di defiderio di liberal' la 
Pu
lia ddlla crudele cd infaziabil N azion de' N ormanni, moaè I' e- 
ferciw prepar3to contra di loro. Era qu
fio comp o t1o, fecondochè 
abbiamo da Guglielmo Puglicfe (g) , de' pochi Tcddchi, ch' egli a- 
Ha potmo riteaere al Îuo (aldo , cioè di icttecemo SUC\lj, o1trc alia 
canaglia do' faeinorofi:) venuta di Germani", condotti da Guarnieri, 
che 


{M Leo 0- 
fllmJis 
rhror.ic. 
J.b. 
. " 9Q. 


(c) Wibt>r- 
"1$ 
';!a S. 
Lionis IX. 
ir.. 
. c. 4. 


(d) Hrrmtln- 
nm C1nrra- 
ths in Chr. 
(<<:) L.o IX. 
l:plflo1. ll. 
Tom. IX, 
Ccncllior, 
L.lf,bt. 
(f) D.andu- 
l
s i'l Chro- 
Jliro T. Xli. 
- Rer. 11 ;!IC . 


(g) Guill(l. 
JII,.lus /,2. 
l'otm. de 
.'WlI"mlllln. 



ANN ^ LID' I TAL I A. 14, I 
che probabilmente fu il primo l\1J.rch::,fe di queí1:o nome dell:t Marc.! ERA Voli. 
d' Ancona. V' erano in olne molriíli'l1c brigare d' Italiani armari, Ar.NO 10 53. 
raccolte da Roma, Spoleri, Camerino, Fermo, Ancona, Capoa, Be- 
nevento, ed alrri Luoghi. Non fuilil}.: a mio credere, che Goffredø 
o GOlifredo D<<ca di Lorena fol1è il Generale di quefta irnprcfa . Più 
roHo è da credere Rodo
fo, eletto già Principe di Benevemo, p
r 
quanto s' ha da Leone On;enfe (a). Conútlcva poi I' Arm:ua dc' N 01'- (a) L
o 
nl.lnni, tècondo il medefimo Amore, in tremila cavàlli, e poca f.m- Oftitnfts 
reria, ma: rutta genre forte, agguerrira, e che l1a-n conofceva pö\ura . f;ron". s . 
I condouieri dl qudla, divifa in rre fquadre; fur')no Ulzjrfdo Come '.2.. c. 1. 
e Capo d' eßì. Normanni, Ricardo Come d' Averfa, RobcrltJ fúprano- 
mim:ro Guifcardo, cioè AjJuto, poco dianzi venuto di N ormandia a 
troVare il Fra[dlo Vnfredo; cioè que! medcúmo Robcrto, che Ve- 
drcmo a íùo tefll1po padrone di quafi (U[to il Regno ora di N àpoli , 
e di parte dclla Sicilia. TralafclO ahri nomina[i da e{fo S[orico Pu- 
glide. Dal mcdefimo bensì, e da Ermanno Coorrauo (b) abbiamo , (b) H
rm"n- 
chc I Normanni veggendo Sl grande apparato d: gucrra contra di Jo- nus COnlra- 
1'0 2 e sè di forze troppo difuguali, fpedirono Ambafcia[ori al Papa, flus 'If cltr. 
otTerendon umilmel1[t; a1 ferv'gio, c aU' ubbidienza di lui, c di rico- 
notèere in feudo daUd fama Sedc gli Stati da lor po{feduci. 1\1a non 
fu accctra[a l' offena, non già per altcrigia del Papa pieno d' umiltà 
e nemico di fpargere il f.mglle Criltiano; ma per cagiol1 d
' fuperbi 
Tedefchi, i quali s' oppofero,. deridendo la piccola It..ltura de' Nor- 
manni, e figurandofi d' averli già Vloti col folo [errore. CoHoro irç- 
duílero ruo malgrado il Papa a comandar 101'0, chc dcpofte l' armi fc 
m: rorna(fero al 101'0 pade: alrrimeme andrebbono tuui a fil di fpa- 
da. A qudla sì alpr,! rilþaHa nO:1 feppero aeeo moJadì i N ormanni , 
ed abbracciando i coníìgli della difpcrazione, rifoluti più tollo di 010- 
rir cadauoo onoraramente coll' armi in mano, che di accettarc un così 
vergognofo partito, ti prcpararono alla bauaglia . Fors' anche furono 
i primi ad alf.'llíre I1nprovvllàmente I' ofte ncmlca . Si fece quetla gior- 
nata campale pre{fo Clvi[clla nella provincia di Capiranata nel dl 18. 
di Giugno: (c) A Ricardo Come d' Averfa,che guidava la prima fchie- (c) Gùurri
 
ra riufci facile 10 sbaragliare Ie mal difciplinare mjlizie ltaliane, cd ,ius .Ma
 ft 'z- 
'r 1 1 ' I 1. S ffi . U fi d C trrra H, . 
1I11cguir e con oro non pICCO a hrage. 'a ronro n re 0 onte lib. I. c. /0 
co I Tedefchi, e trovò qUivi duro íl [crreno, in guífa che per la mor- . 
te di molti de' fuoi era vicino a cedere, quanùo il valorofo Roberto 
c<:lla t
a fchiera di rili.:rva accQl:fe in aiut
 del FratelIo, e f.cc delle 
mIr.tblh prodczzc . Tornaro poi Ricardo lIalla caccia de gl' Iraliani, 
fim la fetia colla morte di qu:tíì tutti i Tede1èhi, i qua1i vi lafciarono 
ben la vita, ma la fecero collar c
ra a i vincirori. Papa l.eone do- 
po quefia dltgrazia affllttlßì.mo fi falvò colla fuga in eivitella, che 
fu ben totio aílediata da i Normanni. Secondo Gaufrido Malarerra, 
quegli abitami, p
r non aver danno da quclla fcroce Nazione, mife- 
ro 11 Papa ti.IOI í deit:1 Cltrà. Guglielmo Pugliefc (crive, chc non 
vollero liccvcrlo nella ClUà, temendo di difguílare i N ormanni, di 
mode) 



f rAN N ^ L I D t I T A I. I .1\. 
F It A V01;. modo eh'l'g1i \'cnne odIc m wi de' N orm:tnni lleOi. Volle Dio, che 
AN"O lOB. c(,lloro íì ricordaíTern d' c(fere Crdliani, oè ol,blia(fero il rifpl.[[o devu- 
to al Vicario, di Ci-ifio. Pereiò lungi dal t'drgli olrraggio alcuno 
corfero a baeiargli i piedi, c a chicdtTbli ,perdono ed alfoluz.il\n dcl
 
Ie c
lpe . Ii papa Ii benedi(fe, ed o[[enne da 10m d' dfere condo:ro 
a Benevento: il che enn [LUto onore di lui efeguirono. Quivi fi fer- 
mò egJi pCI' moho tempo, cioè per tur[O que It' Anno, e P:1r[C del 
fC311
ntc, ma fenza e(fcrgJi perme(fo dl tornartt:ne indietro. I.: 0llicn- 
fe fqi\'e, che emrò in Benevento nel di 2," di Giugno. Non fu 10- 
düra da i 7t'bnti Cattnlìci d' allora quelbl impre(a di Papa Leone, ed 
8nzi fu creduro, che 010 permètt"Oè ciì.) per infegnarc a i Capi dd- 
Ja Chidà, e a gli ahri facri M mi {hi di /10.) inrervcmre a fanguino ti 
fpnr'Jcoli dell" gu:,rra. O:culto Dei judicio, dice Erm,mno Contr:uro 
/ ve quia tanfllm Sacerdolem [pit ita/is politiS quam pro adllcis rebus l'u
 
g,;a deecbal ; five quod nefarios bomines quam 111U/I()S ad (e 00 impllnita- 
tCíl1 jce/erum 't'e! qll/c/'um tl'Varum C01J{/Uf:1!ttS, C()nfrtJ itidem fce/eßos fÚUl1
 
tfucebat ; fi'l.'C di'/)ina jußitia alias, quas ipja 110":#' 00 cauJlàs nofl1os ple- 
tle lIe . 
Dif.1pprovò rommamenrc tal F.ltro anchc S. Pier Damiano, con 
giugnerc mfino a ncgare a i Papi il dirirro ùi far guerra: perlochè 
fi merirò Lt cenfura del Gudmal B,uonio. ;\.1a fon cc:no, che nè pur 
10 ItdTo B1ronio leppe approval' l' anL
!\ra in rerfona di q.!lcilo bUDn 
Pomdlcc alia guerra, mallinumcnre c
\1[ra di genre Crittiana. An- 
che l:1 '-pada remporale conviçnc a i Commi Ponrefi(i, come- Principi 
ternporaii ; ma quelL! 11er fenrimt'nto di Papa GregO! io IX. pro Ec
 
\.J.
 GYtz.o
, defÌtI manu SæclIltlyis Principis eximmrla eft (a), E Brunone VefeMo di 
n. In /'Pl- S ( b ) I h '" ,. ,^-T I ' I . 
/fol ad cgm envc, c c>gil alloo jllper .l.Yorma II'IOS præ ItItUt"TIS, ;:e 11171 Ijlll- 
Gc;m. Con- dem Dei babens, fed non fort.tJlè fcientiam . Vtinam ip(e per fe il/ue Mn 
fi./nt. iv
!l
t, jed fo/rmziJlod(J i/l!t
 exerClflim pro juflitia defendcndCl mijiffit. Ri- 
(

 Br:ln
,E- p.){olfi dlpol il Papa 111 ß;:I1('VcOto, come in Ciltà eua,. Secondo h 

{;
I: 
_:.. CWIì;chcrr.1 de i IJllchi Ji qu
lla 
Irrà, pubbiicata dal PcJlegrini (c). 
(c) 4Þuå PC,,Jdo!(o V. e La-ndolfo Y. Pn'1C1pl (11 Benevc-f'lto 3\"eanO tenuro ql1cl 
P
r
grm.. Pnnciparo, IJ((pc:!um v(nil DO'il!1flJS Pap.", Lr:o in Bcnevenlum Alenfe .d;t- 
Rift, ttrlc. gufii [;Idiff;on
 -JP'. ÁI1110 Do i/Ì11Ì AlL I, & exfi/Ïtzti fUl1t. E ciò aHen- 
Lanzo 4rtJ. ne pnma dd camblo dl B.'ncv
nro con ß 1mberga. P .ire, chc fr)la- 
mente dopa etfo cambio un cerro Rod(}!fo f.lfFc ere,1[O dal P.lpa Prin- 
cipe di Benevento: II chc quando 1ia eeno, abbafianza fi conol'ce, 
che non. la Ida CJttå, ma .lOche it t)nncipato eTa nato cedlitO a P.1. 
pa Leone IX. .1 che rut
:1\'ia è diß-ì
ilc 
 crederll" p,erche al,bra i 
Pdpi non cnncedC\'J110 a 1 lor V lfIalil 11 [1[010 dl PIT,clpe, fi
nJfi :an- 
d) An,ny- te 10 qllc!1i ren.pi, u
 
'gnOl'e ind.lpcI1Jen[.
, 0 u
 Figho Ji SO\'fano. 
m IS Barm- Ohre alia batrag!a IUliJcttJ 
 abbl,ano dali Anommo B,lrenf... (J), ch
 
þf TJ,n,.. V. un' Jlrrd nc {ucceJe.rr-, cd anchè prima, e fùr:e l1ell' Anno rrt'cec1c11- 
J,::r. Italic. [e. Llro 1e tue i'àHHe .111' 1\nl1o ICf1.. nel quaJe vien anche riferita 
jJ L!t!) d' :\rml dell' ck t Clt
 Pondiz.

., A
girfl..c Duca d' hail,l.L:cr 
l' Impcndor G!Cto) il,: ( 10 VCCC d IVII) In 
/pDnto per í'lMrt. LJe- 
. inde 



ANN A LID' I TAL I A. 1+3 
iitde UI1
ffetla ( Conte e C3pn de' Normannj ) & Peir01Je eton e.'<(ercit./ Fit A. V p lp-, 
,Nor111:uznorllm (ìeper lum"t & faCt'unt bellum, & ceciderunt de Ltmgobar- ANNO 10 53. 
dis ibidem. lpfe A1-giro ftmi,-.Ji'VtlS exfiliit plagat//f, & ibit in Ci'V;

!e Fe- 
(Ii. Pofci,) all' Anno pretènre nan"a, che 10 th'fT"o Argiro (ped, II ",,- 
"reavo di -Trani a Cofiantinopoli, per r,l!!
U1gliar qudla . Corte 
c' ft- 
nillri aVVLOImenri delle cof
 d' It.li!}. Gu
{lielmo PU,
IJ(:fe agf!ll1
n
 
\: ), che per que!'.c difavvenrnre Ar(Órn cJdde dalh grazi:t del Greco 
1m r>crJdore , !òfpcrrandolo forfe d' j'ntclligenza co i N o
'
TI1nn;, 0 ru:e 
riguard uìdolo come uomo inrtto 
l (l'OVerno , Fu r
"clO m;mðato 1!1 
cÌiJio, dove dopo lungo tempo cruc
iaro dalla poca f..mira, 
 dalle 3- 
marczze dell' animo diede fine all:t fua vita. ,t\bbiamo nnndll11f'nn d:t 
Leone Ollienfe (b), che :\rgiro ruttwia ne!l' Anno I
r8 er:t Bm'en- .
) L,fO 0- 
fill J1fagi
er, e che .folamenre in Quell' Anno e
li andò .a 
c:fiami- ftt s e. 10, 
nopoh, t 111 tal congmlUura è da credere, cne refiaffero llben I N nr- 
manni d,} quelì:o emul0 , che tanto s' era m aneggillto per Ia Ioro 1'0- 
vÎn.a. In queU' :\nno (c) I' 171Jl'erat!ore Arr;(TCI, t
nnu una gran Dicta 
in Tribuaria, fece deggere Re di Germania", e fuo SucccffMe il fa!)- 
ciullo Arrigo IV. fuo Fi gliunlo. F. perf"iocchè Corrallo Duea di Ba- 
viera 
' era collcg3to con Andrea Re d' Ungnl"ria nemico del Romano 
Jmpeno, gh tolfe qud Ducatn c 10 diede :11'0 fieifo 00\,("110 Re (uo , 
F I' \ H. , r d '.'I' f: (d' AntlqH 
d 'lg 1 ,lu A o o. i 0 1 10 1 rappnrrato altrtive (d) la C0nrerma c P d r'.\'l p eg,t aH J 3 ) itr./ic. Dif- 
 
a
 ugU! 0, a rv onifiC'l"o delle !\10nacne del Srnatnre I 
;wla: . jm. 7"ö, 
Diploma it dice dato Xl. Kalendas M[lÌ;, Anno Ðominieæ lncarnatt01JlS 
A1LlIll. Indiflione 171. Anno autem Domni JIenrici Tertii Re

is, .Impe- 
rator!s . Secundi, Ordinatíonis eius XXI? ReJ!ni quiJem X Zll. Imperii 'l.'
- 
1'0 P II. Aflum 9í/rtgo. Prob!}hilment
 I' Orio-inale avra Anno Dcml- 
nicæ IncaY1t.Jtionis AI LIll. perchè veramente Ir'. ndizione e I' alrre N o- 
le ir:d
cano i' ,l\nl1o pre[ente, fe pure non fu qu!vi adoperato l' .-\n- 
no Pllano. RibellatiG in quetl-' Al1no g1i Amalfitani al cieco A1:mfo- (<:) Allriq. 
ne lor? Du
a (e), I' obbligarono a fuggire, ed allora riforfc il depo- II,/LI{. 1'. [. 
ilo GIOV::l

J, fuo 
 ratello, il quale feguirò poi a governar qud popo- p.,;. U I. 
10 per fC:QICl Ann!. 


(3
 GzlÍLitl- 
mHl Á Þ'ILuf 
l. 2.. l'ctm. 


(c) llfrm",,- 
IUIS Contra- 
{l;ff;lI Chr. 


. 


! 


Anno di C 11. 1ST 0 ML IV. Indizione VI I. . 
di LEO 
 E I X. Papa 6. 
di ARRIGO Ill. Re di Germ. 16. Irnperad. 9. 


P Afsò il verno in Benevento il fanto Ponre6ce Leone IX. ma in 
mazo aU' affllzione, perch' eg'i, (ecnndochè fcri"t" Lambeno da (f) L,ltnl",,- 
Scafnaburgo (n, dappoicnè fu libn Jr" dall' afredi() d,:' N orm:1nni, etm. IIH Sc.
flJa- 
80S dies, '1uibus [upervixit tantæ ealamitati in Itlflu & mæt'ore egit. Ed 'mrgtnþs In 
Ermanno Contratto fcrive C(), ch' egli ridotto in ß::nevento, quivi fi CI>ro;:hC. 
fermò, nee fuit redire -nPrmi ff UJ Non dice .:on I g l'im p ediffe 11 rirnrno. (g) H c ,'rma,,- 
P n: Y- '.JJ-. " nus onlro- 
Oll1amO con tUUci ragion fofpettare, che i Normanni; ma CIO non tlZII ;n chr. 
s' accor- 



P.1l A "olg. 
A 1\:""0 [ 5
' 
la' GauTY/d. 
AI .11.1fi'rr4 
i. I. Hip. 


(b) Wiber- 
tlu Ì11 Vita 
Pap.. Leo t ). 
IX. l. 1. C, 7. 


(c) LeI 0- 
flunfis in 
CI,ron;c. 
lib. :(. c. 87. 


'd) Lal1,he,.- 

UI Scafna- 

urgrnfis in 
ch,'oni" , 
(el HermalJ- 
r IS CDJJrra- 
t{ .
; in Chr, 
If S'gi
.r. 
l./S m Chr. 


. g' Eerleid. 
CD,.fl
14- 
tir7l/õs In 
Chr ,
JicD. 


':' ff ANN ,\ L I D'. [ TAL I c\. 
s' :1ccvrderd

)e col Mal
rc
r:1 (fl
 là dov
 r3CCOO[:1, che Para Leone 
luro roan f01Jmeme rethtU! la lua grazl:1, ma concedcne :mcora in 
Feudo lU[U gll Stati po(jednri, e quegh eziandio, che potelTero :1C- 
quillare in Calabria e Sicilia; giacchè 1:1 Sicilia tuttat'ia gemeva fo[[o 
il giogo de'Maomcnani S,lraceni. Spedì il buon Papa nel Gcnnaio 
di quelt' :lnno a Colbntinopoli per fuoi Leg:1ti Umb
rto Cardinale, Pie- 
tro ÁT.ch.:ejèovo d' Amalfi, e FeJer(
o Diacono Cardin,de, Cancclliere 
dclla lama Romana CllIcfa, e Fratello dl Gotifrcdo Duca di Lorena, 
a cagion dt::le liti inlone m qucfti tempi fra Ie Chiefe Latina e Gre- 
ca, Ie quali andarono a termlnare in un deplorabile Scisma. Se ne 
r llo informare il Lenore da gli Annab Ecclcfiafiici del Cardinal ßa- 
romo, c d,\ alai Scrirrori dl si fane materie. Ma Ie atfllzlom dell' 
animo ridondarono an cora topra il corpo del buon POI1!eficc. .(b) 
I/lfcrmatofi cbbe nondlmeno [.lnte) vigore, che cekbrò MdTa pub- 
blicJmenre nell' o\nnivcrfano dclla fua ordinazione, cioè nel dl 12. di 
Febbrotlo. Crcfcendo pofcia 11 malorc, di colà Ii p:\rtì nel dì I2.. di 
J\1arzo pcr tornarfene aRoma, e gli prefiarono in tal congll1Omra 
buona fcona, ed ogni poffibll fervigio I Normanni. Se crcdlamo al 
I\Jalarcrra, 10 tlclTú COllte Unfredo il condulTe con turto ono:-e fin dove 
piacque al Para. Leone Olbenfe lafciò fcrino (c), che I' accompa- 
gnþ fino a C:\poa, dove elTo Ponte6ce fi fcrmo per dodici giorni; 
e preto pOI feco Ricberio Abbate di Monte Cafino, continuo illuo \'iag- 
gio tl!)O aRoma. N è palîaron!J molt! glOmi, che fu chiamato da 
Dio n' godae d{'i1e fue rare Virtù e gloriofe fatiche iJ premio 111 Cielo 
n..;; cli' 19. d' A prtle dell' anno pre feme. Dio arteítò co i miraèoli la 
tall[ it:Ì di qucllu buon Po11tcficc, il qual benche poco vi velTe, c in 
tcmpl tanto corrow, pure gr
ln cofe operò, e gJtegglo in arrivirà e 
7.clo co' primi P<>ntctlci deJla Chief a di Dio. Vegganíi Ie V ite di lui 
fàme da \Vlbeno, e da Brunone Vefco\70 di Segna, e gli Acti Jc' 
Padri Bollandifii al dì 19, d' Aprile. 
Succedette ìn quefl' anno, fc pur non fu nel precedente, in Ir:1- 
lia un Matrimonio, chc di!h l rbo forte la Corte I mperiale in Germa- 
nia. Gotifi'cdo, 0 fia Gofrcdo Dlira dl Lorena, che fecondo Lamberro 
Scatnaburgen!
 (å), era già vUìuto in 'ralia con Papa Leone; 0 pu- 
re, come ha Ermanno Comra[[o (t'), It(Jliaí# latc,ztc1" at/iellS nell' anno 
prefcntc; tTJrrò e con
hiufe Ie tu
 nozzc con Beatriæ, veàova del fu 
lvla:'chclc (' Üuca di T 01C,1na B()l1ifinio, e fccondochè hanno alcuni 
c
:mgh'ettur
lto, concerto anche l' acca1amemo di Gotzfi'edo il Gobbo 
fuo FioliuolJ con /llatilda Flgliunla d'dfa BtJfrice, allora di età 
.;t
i Ic
C'ra. L:tmbel[o) e Sigcberro (f) (crivpn.:> dFertUato il ma- 
tl';monio di BC:itr;cc neB' anno precedente. Ermanno Conrrarro fie 
r.1rla lolamenre in quefio, t
1 minando con Sl farra n0t1zia e coila mane 
propria la Cronica fua. Ailret!:1l1to ha BC'rr.oldo da Col1:anza (g). Per 
rat Via 10 fcaltro Goffredo (1(111 parole di Lambcrro) ßeatticerrz tlCci- 
pie,1S, ""hrcham (dl Torcan.l) -& cætclas cjus p{}./ftfliones conjilgii prtetexlfl 
fibi 'l;mdica",'it. A quctlo avvúo g' allarmò oon poco I' Augufto An igo, 
pn- 



ANN A LID' I TAL I A. 11-, 
P rimieramcmc P erehè vedeva intaeeato di tro pp o il fuo diritto , men- 11' .. . V I 
r.. R ü
. 
tee feeondo Ie leggi, 0 feeondo Ie Confuerudini, Beatrice per dTer ANNO 10 54. 
Donna, ed anche folamente V edova, non potea pretcndere di coman. 
dare nel Dueato della Tofeana; e benchè :lVeíTe Figliuoli, appartcneva 
all' Imperadore il dame I'invellirura al mafchio. Secondariamente per- 
chè Gotifredo, {taw finora nemico dell' I mperadore, e perfonaggio 
di gran fenno e rnaneggio, era creduto capace di fconvolgere turta 
l' Julia, e di fottrarla al dominio degli Auguni Tedefchi. Vedernmo 
grande la potenza del Marchefe Bonifazio anche in Lombardia. dove 
potTedeva tante Fortezze e Beni: to[to venne in potere Øi GofFredo, 
(' però non erano ingiutli i fofpeni e timori d' Arrigo, il quale fin 
d' aHora peosò a rimcdlarvi; e noi il vedremo venire nell' anno fe- 
guentc appoíla per qud10 in Italia. Dopo b vinoria riporrata con- 
tra dell' efercito Pontifizio non ifiettero pumo i Normanni colle mani 
alia cintola. Per tefiimonianza di Guglielmo Pugliefe ea) niuna Ciuà 
refiò in Puglia, che non fi fottornetteílè al loro dominio, 0 non fi 
obbligatTe di pagar loro tribO[o. Unft'edo Conte e capo d' eíIì feee al. 
lora alpra vendetta de gli uccifori di Drogon
 fuo fratello, e forzò 
all' ubbidieoza Ie Città di Troia, Bari, Trani, Veoofa, Otramo, Ace. 
renza, ed alae Terre. Ma quefio Htorico diede quì ne gli ecceßj, 
Con arrribuir nute queUe prodezze e conquille ad Unfredo. Certa- 
mente pane d' ctTe fuceedeue dipoi. Mando ancora, per teilimonianza 
di lui, Roberto GuiJèllydo fuo Fratello a far delle conquifte in Cala- 
bria. Vorno di rnirabil aecorte:z.za e bravura era Roberto, e perciò 
icppe ben profittarne. Fors' anche feee più di quel, ehe fi afpettava 
o voleva Unfredo, e quindi naeque lite fra loro, di rnaniera che un 
dì trovandofi infieme a pranzo, Unfredo gli feee mettere Ie mani ad. 
dotTo, e fguainata la fpada, era in procinto d'uceiderlo, fe non fotTe 
Ilato trattentto da Goeelino. Renò Roberto in prigione per qua1che 
tempo, finchè depofio 10 sdegno, Unfredo non folamente gli reftituì 
la libertà ed amicizia primiera, 
a gli concedene ancora quallto eITo 
Roberto aVea acquiftato, ed era per dcquifiare in Calabria, con dar. 
gli anche un buon foecorfo di eavaUeria. Di più non vi volle, perchè 
Roberto parte colle afiuÚe, parte colla tòrz.a slargatTe in queUe con. 
trade i confini del fuo dominio. Abbiamo la conferma de' Privilcgj 
data dal.1.' Augu{lo A
r!go a Bene1et
D Pefcov, d' A
ri
, (b) 1/. IdIIS (b) ,.Anlifu. 
Febrllarl1, Anno Dommzcte lncarnatlOnlS MLllII. Ifldzé/lOne Pi/. Aélum ItalIC. DiJ- 
'.lÎlregum. Le altre Note han bifogno d'dTt:re ritoceatc. firl. 73. 


(a) Guiliel- 
mus Apllills 
I. 1. Poem. 


. -. 


rem. Pl. 


T 


^nno 



:q6 


ANN A L] D' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 MLV. Indizione VI I I.. 
di V IT TOR F II. Pap:} I. 
di A R RIG 0 Ill. Re di Gern1. 17.. Imper. 10.. 


E a.A Vo1g. P Er quanto s' ha da Leone Oftienfe (a), fu fpedito in Germania 
ANNO 10)5 dal Clero e Popolo Romano IldebranJo, aHora Suddiacono della 


nþ:'l

. f
nta Chiefa. Romana, acciocchè impetra(f'e daW I mperaJore la lib.:rtà 
c
R. 89. d
 eleggere a nom(; d' effi Rom1ni un nuovo Papa, il creduw da lui 
plÙ degno, giacchè in Roma dic:)no, che non fi trovc\va perrona atta 
a. sì gran minillero. Scdfe egli Gebeardo J7efco'Vo di AichUct, Prelaw 
dJ gran prudenza e facoltofo, col confenfo de gli fldIi Romani, e 
prefentollo all' I mperadore, il quale non f.1peva indurlÌ a concederlo, 
perchè I' am.tva aßaiffimo, e il ripmava troppo nccelTario nc' fuoi eon- 
figli. Ripugnava anchc 10 fielTo Gebeardo, non '-0 fe per umiltà, 0 
pure per paura di fua vita in mez1.() agl' It:alian
, Arrigo ne propo
e 
de gh aim; ma Ildebrando ficue fiOò ndl' ctC1.lOne faua, e condu{]e 
in Ir:alia Gebeardo. Quefii giul1to aRoma, cc\!1()nicamenre cleuo 0 
fia confermato da i Romani.. affunCe il nome di f/ittore I I. e lu con- 
fecr.uo Papa nel dì I J. d' Aprile.. cioè dopa dTàc (tata vacanre la 
fanta Sede quaCi un inrero anno. Da ch.: feguì il M.ltrimonio. fr.l Go- 
tifl'etlo ß.ubato, Duca di Lorena, e Beatrice DuchelTa di Tolcana, eo- 
minciarono a fioccar Ie Lenere alia Corte Imperiale sì da Rom t, che 
"b) L.mli,r- d
 altre: par!i d'Ir.a)ia, (h) rapprefenranri I' elorbi[a')
e 
ccre
èiO)enra 
tus Scafnll- dl pDtenza In Iraha d' e/To GorifreJo, e che Ie nan 11 nmedlava pel" 
hurglnfis in tempo., correa perieolo quello Regno di fi.accarCi d;\ queUo della Gcr- 
Chron"o. mania. NDn trafcurò quefii avvih I' AuguflD Arrigo, e ful principio 
dell' anno prefente colla fua A rm3ta calò in ltalia per dar tecto a qucfi:i 
afEni. Egli era in Verona ne! dì 7. d' Aprile, come cofta da un fu? 
(c) Bullar. Diploma pubblic3tO dal Margarino (c). E nel dì 16. d' dr.
 Mete 
caþ'lenft cclcbrò la PaC qua in Mantova. Nan giudicò bene Gotifredo, hecome 

:fti:.l. 9 6 . 
rincipe alTai accorto, di prefentarG all'lrnperadore, ma. g\i mand
 
JOcontro A mbafciatori al di lui arrivo in Italia CDn grandl protefle dl 
fedeIrà. PoCcia fece tener Joro dierro la Moglie Beatrice, figurandDCi, 
che il di lei felTo, e la Parentela firetra coll'Imperadore, l'efente- 
rebbono da agni infu)to e gafiigo. In f.mi andò eßà, ma non fenza 
imerni timori; ebbe diA1cilmente udienza; ed avutola. dilfe quante ra- 
giDni feppe per giufiificar sè e il Marito., Ma con tuno quell:o per- 
chè il Marrimonio era feguito fenzá participazione e conlcmimcnto 
deU' I mperadDre con PrinciJX: ercduto pubblico nemieo dell' Imperio, 
fu elfa ritenut.1 fDUO guardia, e come atlaggio fenza far cafo del Salvo- 
(d) C,nti- condot!a, ch' ella avea prima proccurato cd ouenuto, per quanto ha il 
,,"atD
 H,r- CDntinuatore d' Ermanno Conrratro (d). Fece lludio rlmperadore 
::'
;17'. Con- per aver nelle maDi anche il picciolo Fedcrigo Figiiuolo del fu h 
ar- 
C C1C 



ANN A LID' I TAL I A. 14-7 
t:hefe Bonifazio e di Beatrice (chiamato BonifilZio dal' fudderto Sto- Ell. It. vo!
; 
rico) che potea con qualche ragione preteodere aHa fucceßìone m:l ANNO 1":.5' 
Ðueato della Tofeana, a fin di levarc ogni prctello al Duca Goffredo 
d! amminiftrar il governo di quegli Stati. Ma ffi_cmre chi avea cura 
dl quefio pieciolo Principe va cercanJo Eli non elporlo al duro [raWl- 
mento, ehe provava la DuchclTa fua Madre, egli ië nc mori, e Ii- 
berò Arrigo da quefio penficro. EtTcndo già premorta Beatrice fua 
Sorella rettò erede di quell' ampio patrimonlo .. unie.. prole rimana in 
vita de' Figliuoli del Marchele Bonifa1.io e di Beatrice, cioè la cele- 
bre Comeflå A1atilda, che aHara fi tTovava in eta di otto anni, e ve- 
rifimilmemc Ii al1ìcurò da ogni vio1en1.a can ritiradi nella fua inefpu- , 
gnabil Rocca d.i CanofT., ful Reggi.lOo. II Fiorcmini fcrive (II), ch' (
) F/ørm- 
efT., era allora colla Madrc: il che difficilmeme m'indueo io a crede- 
r
\::::;;;' 
reo Nel dì f. di Maggio fì trovava I' Au
uHo Arrigo ne'celebri Prati lIb. I. 
di Roncaglia ful Piacentino, dove fccondo il confucto ft raunava all' 
arrivo de i Re e de gl'lmpcradori la Dieta de' Principi d' h&.lia, fic- b .' 
come cotia dol un fuo Placito iVI [enuto, e da me dato alia luce (b), 
t
Li
1i'rii.r- 
che merita atten
ione, perchè gli A vvocati di Guido YeftD'Vo di LUOl, firt. j9. 
avendo una lire pel Canello Ji Aghmolfo can un Gandolfo, volevano Fag. 645. 
deeidetla col Duello alia prefenza dello fidro Augufio e d. varj Ve- 
fcovi, fe non che amichcvolmente fi acconciò l' aftàrc. Di quefla 
Dieta fa menzione anche Arnalfo Storieo Milanele nel Lib. III. Clp. 
6. con dire, ehe in elTa A1arcbionem Adelbe1'tu11Z, de quo nimia fucrat 
proclamatio, cum aliis flagitio.fis, ferreis jube! vincir; nexibus. Non ho 
powto chiarire, lè quelto Prancipe folTe dclla fchiaua dc' Marehe1l 
pofcia appellari EO:cnG. ' 
Perchè gl'inrcrclli della Tofcana fiavano forte a euore all' Au- 
gufio Arrigo, cd anche perchè il novello Papa Pittore avea intlmaro 
un Concilio da teneriì in Firenzc, colà s'inviò egli, e rrovolli col 
!)omefice in quella Cirtà per la feftl della Pcntecofte (
). Fu eelebra- Cd Conti- 
to in Flrcnze il fuddcuo Concilio, e quivi di nuovo condennata I' e- nuatD
 Hlr- 
refia di Berengario, e la Simoma, e vietara l'alienazione de'bem Ec- ma;/,,-I,cDn- 
cleJiafiiei. Non ci reO:ano gli Ani di quella facra adullanza. Inviò al'l- 
hrD
/
:. 
che .10 zdanre Papa in Francia, 0 in quell:'anno, ovvero nel feguen- 
[e, 11 celebre IIdebrando, Suddiaeono aHora, fiecome dim, della fanta 
Romana Chiefa, per cHirpare I:: Sirnonia, male in quelti rempi gra- 
vemente radicaro per tuna Ia Crifiianità. Vi operò egli delle mirabi- 
Ii cofe, ehc fi leggono nella Sroria Eecleíiatlicol. In quetl' an no an- 
cora, per a(ferzione di Lamberto da Scafilaburgo (d) e d' altri, accad- (d) Lamhtr
 
de, che dalla mano facrile g a di un Suddiaeono fu pot1:o del vc\eno nel t b us S
:'Jn
- 
C I ' , I b 1 rf' ,urgt1i J IS 1# 
a Ice, quando il fuddeuo Pomefice era dletro a ee c rar C\ ella..I\-l1 Chro7licD, 
racolof.'lmcl1te volle DIO, ehe il buon Papa dopa la confecra1.ione non ATJlIlfLi- 
potetTe alzare il Calice. AIIora egli col Popolo in ora1.ione prcgò DIO fl4., SIlXD, 
 
di rivelar Ia cagione di quclb novità: ed eccoti elTerc prelo dal De- alII, 
monio I' empio aUtore dell' iniquità, ehe eonfelsò il luo delitto. Fece 
V![wre chiudcre quel Calice in un Altare col vano attofficato; e ri- 

' 
 novò 



J4S ^ N N A L t D' I TAL I A. 
EllA Vole. novò col Popolo Ie preghierc a Dio, .fi nchè it Suddiacono fi. vide- li- 
ANNO 10 55. berato dal Demonio. Havvi chi crcde dfere provenuto un tale a[renrato 
da quel trifto di Teofilarto, che dianzi abbiam veduro fouo il nome 
di Benedetto IX. fuBa CatrcJra di S. Pierro, il quale gi:l depoito 
era tuuavia viveme, per quanto corl,\ da parole dette dal (lnto Papa 
Leone IX. prima di morire nell' anno precedenre (0) Ma re fut1ìite 
ciò, che s' è derro di fopra aU' Anno 1044, d'dfo Benedétto IX. Co- 
pra di lui non dovrebbe cadere un tal loipetto. ehe l' Auguflo Arri- 
go foOe in Firenze nel dì 6. di Giugno dell' anno prefeme, poffiamo 
anche provarlo colla confcrma dc' Privilcgj de' Canonici di Parma, da 
me pubb licara (b), e data r II I, Jdus Junii Anno Dominic
 Incarna- 
tionis 
1,f Lr. IndiElione I'll /. Anno ,Iutcm Domni lleirici '.lêrcii Regis, 
Impcratoris autem Secundi, Ordinationis ejus XXJ711. Regni 'luidem XY I. 
Imperii'Vero rIll I. Allum 'Vero FIorenti
. Accadde In quell'annn il 
ritorno in Italia di Federigo Cardinale, Cancelliere della Sede Apoflo- 
lica, gia fpediro a Coflanrinopoli dal Samo Papa Leone IX. dove can 
vigore A pofiolico foftenne la dottrina della Chidå Romana comra di 
Michele Cerulario, principalc aurore di un depJorabile Scifma (c) 
Fama corfe, ch' egli porraffe da qudla Corte un gran teCoro, ed av- 
vertirone l'Imperadore Arrigo, per fofpetto, che Fcderigo, frccorne 
Fratello di Gotifrcdo Duca di Lorrna, cioè dl una perrona odiar:l non 
poco da eífo Augu(lo, avefTe rraman col Greco Imperadore qualche 
Lega in pregiudizio dell' Imperio Gcrmanico, fcritTe al Pap,\ di pren- 
derao c cacciarlo in prigione. Ne fu fegrcramente avvcnito Fedcri- 
go, e per forrrarfi al13 perfecuzione d' Arrigo, corfe al Moni U:ero di 
.Monte C:ffrno, e quivi G feee Monaco. Leone Otlienfe, aurore di 
quefto racconro, avea derto nel CapiroJo precedcnre, che Federigo in 
paíIando pel rerritorio Tearino, 0 fia di Chieri, 'l1afmondo ContI di 
Gu::l1a Cinà I' aVea fpogliaro di quanto egli portava feco, lafciandolo 
poi in liberrà, con grave fcandalo cd ingiuria dcl1a Sede A po{hJlica. 
Cd) ld,m Aggiugne il fuddeno Oflienfe (d), che etTendo mancaro di vita Ri
 
I. 2., c. 92.. cbet"io Abbate di Monte CaGno, in fuo luogo fu cleuo da i Monaci 
.. 94. un di loro appellaro Pietro. Se I' ebbe a male Papa Vinore 11. il qua- 
Ie per alrro amava poco i Monaei, e ne fecc gran querela, perchè 
fenza ru:! fapma avcffero elerro un Abbate. Mandò appofl:a colà Um- 
ber/o Vefcovo e Cardinale con ordine di adoperar Ie fcomuniche; ita 
ad fubjugandam jibi 'Vio/enter Abbatiam a"imum Papa intmderat: 'luum 
nzmtquam a/i'luis ante ilium Romanorum Pontificum hoc atlempta'Verit j feJ 
libe,-a ab initio permanel1te, Abbatis quit/em elemo Monachis, Papte 'Vero 
facratio tantummodo pertinuet it. Furono perciò in armi 1 fuddlti dclla 
Badia; ma 110n 6nì Ia faccenda, che Pietro detto Abbate rinunzlò a 
quella dignità nell' anno I of? iiccome vedremo. 
(c) l.amLfr- Se Ii ha a credere a Lamberro da Scafnaburgo (e), I' Augu
o Arri- 
'N' Se.fn4;- go aveva, almeno in apparcnza, molharo di acccuar Ie fcule e pro- 
burgmfts In rdle d' elTo Goffredo, per rimore fpezialmenre, ch' egli uncndofi co 
Chr
n"
. i Normanni non ifconvolgefiè tUlra l' ltalia. Tuttavia drendofi ritira- 
to 


(a) .A.é1a 
Sanélorum 
:Boilantl. 
ill Vita S. 
LllnÎJ lX. 


(b) .Antiqu. 
Jlalie. Bil- 
l"t. 13. 


{c) Lt
 0- 
Jlit>>ft' Chr. 
I. 1. c. 8y. 



ANN A LID' I TAL T A. 149 
to Goffredo in Lor(oa mal foddisfatto al vedere ritenuta dall' Jmpe- EllA- Vol
. 
radore Beatrice fua Moglie, concepì A rrigo de i fofpeui, ch' egli po- AtoiNO lOSS. 
tdT'e tentar delle nuovc ribcllioni, cd in quefi' an110 appunto, tccon- 
do Sigebeno (a), B-lido'VinD C.mte di Fiandra cum Godefrido a'Vunculu11l (a) Si"tber- 
fuum Friderieum Dueem intra .dndroverpum DI1þdet. Perciò Arrigo de- t
s in Cb,,- 
terminò di ritornare tn Germania,. dappoichè l' .talia refiava in una nI(f. 
buona calma. 
r:l egli ful Ferrarcfe vertò il fine d' ,'\gofio, ficcome 
colla dal Diplo
a, da lJ
e. dat? alIa luce (6),,, in cui ,confcrma al Po- (b) ..Antiqu. 
polo di Ferrara a lor Pnvale&). Le Note Cronologache fon que fie: Ital". DiJ:' 
rIll. Ka/endas Septembris, Anno DotNinje
 /nearnationis MLr. lndi- firt. 68. 
El;tJne rill. AnnD autem Domni Henrie; 'Tertii Regis, Imperatoris autem 
Secundi, Ordillationis ejus XXYIl. Regni 'luidem KVll. Imperii 'Vero 
Fllll. Aflum ad Pontem, Ferre il Ponte oggidì appellato Ji Lagofcu,', 
ful Po. Nel dì If, d' Onobn: fi rruova 10 ildfo Augull:o in 1\lanto- 
va, dove fþedifce un Diploma in favore de' Canonici di Cremona coi- 
le fuddeue Nore ("). Parimenre in Verona nel di II. di Novernbre (c) lbidem 
ratificò i Privilcgj del rvloniltcro di 5. Zenone, polto aHara fuori di Differt. 9, 
quella Ciuà, can Diploma d.. me pubblicato altrove (d). Leggonfi f7 I9.ø:]T. 
ancora tre Placiri renmi in quetr anno da Guntero CanceUiere e Mef- 

) 'Øt'í/'- 
fo dell' Irnperadore,. uno nei Comado da Fircnze prel1ò il Fiume Ar- ; 1. c:n2.
 
no in loco, qui nommatur Omie/o nel dì 14. di Giugno; il fecondo in 
Civitate Mantua in lobia (o/eriata, 'liJ4 fuit 1I1archirJ1fis Bonifacii, xr. 
Kalendas No'Vembris; il taw nella Villa di V olarno del Contado di 
Verona nel dì 1 J. di Novembre. P
f la Ba'Jiera. palso l' Augutlo Ar- 
rigo a Turgau ne gli Sviz.zeri, dove celcbrò la tèfla del fanto N ara- 
Ie (e), ibi'lue Otbonis 
la;'dJionÏi fi.iam (appellata Berta) .efjui'Voco fuo (e) CDnti- 
filio defþonfa'Vit, cioè ad A rrigo I V. aUora fanciullo di pochi anm. ":atD
 
'r= 
..'\ltri non è que lio OttMe Marchd{", chc il Marchefe di sura, cioè :;a:r
J in on 
il M:1flto di Ade/,:lide celebre M.!rchcfana di queUe conrrade. Oltre Chronico. 
ad altri Scriuori, Lambeno 5cafnaburgenfe (f) all' anno 1066, fa men- (f) Lamber- 
7.Îone delle nozze di elTo .'\rr.igo IV. & Berth.e Regin
 Fi/i
 Ottonis 
:
les
fn,!- 
Marcbionis ita/ørum, L' .\nnalitia SalTone (g) la chiama Filiam. Ottonis Chro:i::. In 
Alarchionis de Ita/ia, & ..ddel/eidlS, qute fòror eral Comilis, qui agllomi- (g) .dnnali- 
natus eft de il10nte Bardmis in Jta/ia.. QueH'ulrimo è una fa\'ola. Ap_.ft a &1"0 
, I 1 - " d ' d . apud Ec- 
paruene ancora a pre cote anno un avvemmento I gran e Imponan- cardllm 
za per la nobilillima Cafa. d' Elle. Nel fuddetro Diploma dato a i Mo- .- 
naci di S. Zenone vien mentov;ato lrelpbo g/oriofus Dux, cioè Duca 
della Carintia, e Marchefe dclla Marca di V crona. L' Amore della (h) h 
Cronica di Weingart (h), e l' Abb3te Urfpergenfc (i) raccont.mo., wein
a


f. 
che queUo Principe elTendo ito ad afpettare ne' prati di ROACJglia TD. 1. Scri- 
l' I mperadore, che vi fi dovea novare in un giorno determinato, do- pt
r. 
rllns- 
po averlo af petrato indarno ere dì, impazicntatofi fcce alzar Ie ban- (-')enf. 
diere colle fue gemi,. c lè ne tDrnò a cafa. E tu[[och
 rer via rro- JIIS 
o;::s- 
yaffe I' Imperador, che veniva, nè per prcghiere, nè per minaccÏe vi Ursþlrgtn- 
fu maniera di farlo tornare indierro. Mile anche I'lmpcradore Arrigo fi
 i" chr,- 
una cforbitante comribuz.ion di danaro a' V crondi, e la nlcolTe. So. nlfI. 
pra- 



1;0 ANN A LID' I TAL I A. 
EM Volg. pravc
e il. pu
a Gu
l
o, e faputo un sì peflntc aggravio irnpofio 
ANNO 1055. a' fuai tudJm, tcce tat tuom prelro del meddìmo Augullo che l'oh- 
bhgò a rifondere qud danaro 
 II Contlnuatorc dl Er
n:1nn
 Contrat- 
to tcrive, che Gcbcardo Velcovo dl Ra mbona, & ,reI/us Dux /i- 
eentiam ,.epatTiandi ab /talia impetra'Verunt, m iJiteJfJ.ue eorllm iilis ( ut 
l ' , 
aiunt) ignorantibus, con!ra mpt"l
torem cO''1 ur a,'z:erunl. Ma in quef1:o 
meddimo an
o 10 fieí1o, 
uca (juelfo 11 J. glovane di fpiriti cccelft 
 
fuis, & omm Populo flebJlI m,rte p'r.eventus, .lpud Altorfenft Cæno/Jium 
fepu/tus eft. In 1m ebbe fine 
a tarnal.! ed 
nuchißìma Famig1ia de' 
Principi Guelfi, ie non che tors' ançhe ua In vira Cunegonda fua So.. 
rell..., Moghe dl Alber/9 .dz
o 1/. Marchcfe, Progenitorc de
 Princi. 
pi EllenCt. l)a quclto MamlJ1ol1lo era nata un .Fighuolo
 appeUuo 
GuelJo 117. E contuuo,cbè I Monaci dl 
V eingart, 0 fta delle Vigne, 
in Altorf, prevalendo
l d
l momento fehce del/a monal malania d'ef- 
fa Guelfo 1 V. 1'iH'e:í1cro !Odono a latelar tutti i fuol Stati e Beni del- 
ta Suevia, che erano d,' granJ
 eltenlìone, a
 Io
 
on!llero: pure Er- 
men l1 {uda Madre dl 1m mttavla Vlvente, chlamo 'In Germania il Ni- 
pot
 Gueifo I V. Fighuolo 
d!a Figliuola e ,del Marcheft ÁZz.o, e fat.. 
to prob.lbllm.:me conolce,re mtormc c nUllo II Teltamento del Figliuo- 
10, tèce pal1are in clIo luo N Ipote. tuna r arnpia eredità della Cafa 
dc'Gudfi. Ecco Ie parole dell' Urtpergeme: Jf.Jler ejufdem (di Gud. 
fo III. Uuca) h.Jf'lc dijiriblltlOnem fieri non permiJil; jèd potius de /ta/i" 
"evoca'1.lzt Fi/ium præfau .d;:::'ZOIJiS Nepotem fuum If/elph9nem 
artum, 
tumque heredem olJJnlum poffifliolluTf1: eJufdem gen.ris inftituit. Altrcttanto 
ha la CroOlca di \\1 c:..lnh art prdlo 11 Lelbm1.lo. E' punta importance 
alia Stofla deU' ltalia t: de!la GermaOla., perchè II Sangue de' Principi 
.Elieniì per mezzo dl qudto Pnnclpe t
 propago c: divenne, ficcome 
dlrcmo, gloflohtIìmo In LJerm
nla, dll
t:
dt:nJo per diritta linea da 
eHo GuciJo 117. la Rc.He cd l:.lttLOral Cala dl ill uns\"Ïc, tìccome da 
un' aluo Figho d' clIo 
larchele Az
o la Linea de' 
hrcheíi d' Ene. 
Q!làndo mancaí1'c dl 
',lta la tuddt.:tta Cllllcbonda, l\1og1ic: d
l l\Jarch
fe 
Alberto Az.zo, non 1 ho potuto f
lJrruc. lien so che tu feppelhta 
nella BadIa dc1Ja VangadlzZd prdio ali' :\dlgt:tto, poí1èdura per più 
(.a) ,.Antiqu. SL'
oh da i Monaci CJmaldo
eti; e il fuo Epltaffi.o a me comunicato 
lndlC. DIJ- da1 celebre Ll Herato Von GUIdo GrandI Camaidolefe, fu glà da me 
{1:';. dh

nie. data alla luce (a). A bblamu dalla Croniça antica di P:trm.t (b), <:he 
parmenft quella Clttà nel di dl S. L
ren2.o di que(i:' anno rcnò t.!.1 
n 

,rr
bil 
T. 1!C. Rlr. incendio in gran pane conturna[a. Fu 
,nche guerra tra I Pdalll e 
l ( ta ) 'l,:r. 1 Lucchdi. Pi/ani 'Vero --vicerll1Jt illos, te credlamo a gli antichi Annali 
C .nhna IS , 'J' ' d ' 
pirani To. dl PiCa Ce), c la battagha luccedcttc 111 Luogo euo Vaccoh prelTo 
.,,],ltlr. Ita- dl Lucca. SCflve an
()ra 11 DdnJ010 (d), ,he: I iulci a Domenico Con- 
licar. lareno Doge di VenezIa di nportare (probabilmcnte In quetl' aono) 

d) C D h ."4*'. d aW Im p eraJorc Arn g o la conterma de' paui actlchi col Re g no d'l- 
'll rOIlI" 
T'm. XII. talia. 
Rtf'. Italic. 


Anno 



ANN ALl D' I TAL I A. 


1,1 


Anno di C R 1ST 0 MLVT. Indizione IX. 
di V IT TOR E II. Papa 1. 
di A R RIG 0 IV L Re di Germania e d' Italia I. 


D Efiderò I' ImperadQre Ar,.i$o, ,che ,Pop,,: Pitt ore andaíT'e a ritrovar- E.. A VoIg. 
10 in Germanla, e qudb v ando, nc
vuto can fommo ono- ANNO I
s6. 
re in Goslaria, (0) dove infieme celebrarono Ja fefia delJa Narivi- (a) Com,- 
, d " S M ' ' b ' l h " " fi nuator Her- 
ta I anta ana con pompa mira Ie,. pere e v mtervennero qua 1 manm CO". 
tutti i Principi Tcdefchi SI Ecclefial1ici che Secolari, e il Patriarca traEli In 
d' Aquileja... Ma quefi' Anno riufd ben funefio per varj dllåfiri, cioè Chr
nilD. 
per la maTte di molti di que' Principi, per la carefiia, che affliffe ' S c ,g h eber,tus 
' p I . I ' if: . d II h d II In Tlmll. 
non poco I opo I, per g I a:m e a gucrra,. c e an avano a a peg- Lamberms 
gio, e per una dilfenfiQne col Re di Franciót. Nc concepì I' Augu- Slafn..bur- 
Ho Arrigo oon poca malillconia, dopo di che fu aOalito dol una feb- geTJfìs !n 
bre permciofa, che in ftue giorni i[ fece paíT'are all' altra vita m:1 di Ch;;"'
o, 
r. di Ouobre; aíJìfiito fpczialmente dalla prefenza del Romano Pon- SlOIU:r1t: us 
teficc. Era egli in erà di trentanove anni , nè mancò prima di mo- Chr'nllO. 
rire di perdol1<1re ad ognuno, di- refiituire il maltolro, e di chredere 
perdono a tutti. Dodcchino fcrive (f.), ch' egli in jeco,.e cervi mortem (i
 Do
e- 
'l1meáerat. Forfe aHara corre il fofpetto di veleno, facile a naCare 
j,::
i,:n 
nelle moni immature de i Regnanti . Raccomandò egli a tutti i Prin- ad .Ann. 
cipi , ma principalmenre al fommo Pontefice Viuore il picciolo Cuo 1106. 
Figliuolo A,.rigo IV. di ed d' anni Cei, mettendolo Cotro la pwr('zio- 
De della ehieta Romana. In fani conrribuì non poco il Papa, aA1n- 
chè il Re fanciullo tòOe di nuovo eletto e confermato Re di Ger- 
mania. La cura e tutela di lui refiò col con{.jglio e confemimemo 
dc' Prima.tÏ appoggiatol all' Imperadrice Agneft, PrincipdTa di moIro 
feono, e di non rn-inorc rietà, che fi diede ad allevarlo con faggia e 
profittevol' edtlcazione . l\la convien pure dirlo per tempo: la mone 
HOppO frettolofa di Arrigo J[ I. e la minorità del Re fuo Figiiuolo, 
furono il principio d' immenfi malanni sì in Italia, che in Germania, 
e.ii un' ornbJlI' fconvolgimemo di cofe, con elTerfi fpezialmente fciolro 
il freno aIle intiufiizie, aIle ribellioni, alle guerre civili. E quì cornincia 
il periodo di 
v\'enrm.ent1, che fecero a poco a poco mutar faccia anche 
all' h..lia ficcome andremo vedcndo. Per aHara la Cavia condoua dell' 
Auguíla Agnefe irrpedì, che non feguifTe tumulto 0 novità alcuna; ma 
non andò molto" che tolte a lei Ie redini del governo, fi fcatenarono i 
VIZj, nè ci fu più ritcgno all' inonda?Ïon Je' mali, allo fconcerto de i Re- 
gni. Che Arrigo IV. per elrzione 0 precedentememe proccurata dal 
P.ldre, 0 do po la di lui mone ottenuta, cominciafTe tofio benchè 
non corona to a domimrc in Italía, Ii raccoglie da varj aui di giuriC- , 
dizione da lui efercitlti in CJuelle comrade. Ne\l' Anno pretente (l), (c\.A71W1,u. 
;mperant, .Domnus Enricus filius fjuondam Domni Cbonratli Jmperatoris j::'.'C
S.Dif- 
Anno 



15'1. A III N A L I 1>' I TAL I A. 
t:.. A. \ olg. Anno Decimo, die quartodecimo /lfeilje GenuarÜu, Indillione Nona \V il- 
ANNO IOs6. la indica Conrdlà, ,.elifla quondam Domni Ugo gloriofijJimø lj
i fuit 
Dux & 1W",r,biø, manomette Clariza figliuola di Ubeno da Canel 
Poderofo. Per quanto i
 credo,. queft' Ugo DNca e Marchefe già de- 
funto., eTa fia.to Duca d. Spnlet1 e Marchefe della Marca di Came- 
(2) Ugh,ll. rino, ficcome accennai all' Anno 101.8. Rapporra l' Ughelli (a) all' 
It.l. 
4cr., Anno p,refcnte un Di
loma 
ato da
 {opra
etto Arrigo Imperadore in 
T. 1. In E,,- favor d. Bernardo VelEovo d Afcoh, Ie CUI Note cronologichc affat- 
t:!: .iI/III- to 
u
fie fon tali : I?
tum YI. Kalendas J.ltnii 

11ð n.
mjnic.e. Incar. 
natloms lv/LPI. Indlfllonc IX. ANno Domm Henrm zerlll. Qrdmationis 
ejus XXPJlI, Regni'Vero XI/Ill. imperii 1/. (0 pure Xl.) AElum 
F/orenti
 . Ma qucl Diploma farà dato nell' Anno precedente fut fine 
di Maggio, allorchè Arrigo fli in Firenzc, e a tenore di Óo ú deb 
bono acconciar quelle Note. I 


Anno di C R 1ST 0 MLV I I. Indizione x. 
di S T F FAN 0 IX. Papa I. 
di A R RIG 0 IV. Re di Germania e d'ItaJia 1. 


(b) L.mb,,.. 
'us Scafna- 
bu"tenf;, in 
Ch,.
nicÐ . 
(c) Sigeb,,.- 
'"s in chr. 


( c) Petrus 
Damian; 
/i.. I. Epi- 
ft,l. S' 


P Er tuno it verno fi fermò Papa Pitt ore in Germania, (b) cd in- 
fieme col f:mciullo Re Arrigo IP. folennizzò la fefia del f.'lnto 
Natale in Ratisbona. Opera fua fu per teílimonianza di Sigebeno 
(c), che nel preleme Anno Baldo'VÍJlo Conte di 'Fiandra, e Goffredo DII- 
ca di Lorena, comparifJero ad una gran Dieta tenuta in Colonia, c 
quivi fo(f'ero rimdli in gTJzi:1 del Re, e deW Imperadrice fua Madre. 
In tale occa(jone Gofrll
do (d), liberamt'nte riebbe )a Duchef!å Bea- 
trice fua Moglie, e con cllo lei iè ne tornò al governo della Tofca- 
na, c de gli alni Stati d' ltalia: Anche il Ponrelice Vittore JJ. do- 
po averc colla fua prudcnza melTo qualche buon fetlo alia quiete del- 
la Germania, fen vcnnt. in I [alia. Da un:) Lenera a )ui fcntta da S. 
Pier Damiano (t') (j raccoglie, ch' elTo Papa ponò lèc(\ un' am pia au. 
tori[;Ì e plcniporenza, per rt'golar gli aff.ari del Regno halico , e man- 
tene.rlo alia di\'ozione del picciolo Re f\rrigo. Introduce eOo Pier 
Vamiano Crill:o Signor noaro a par1argli COSI: Ego te fjuaji Patrtm 
}mperatoris eJ!e eon/iitui &e. Ego cla'Ves totius flni'l.:el/ali5 Eedefl.e mete 
tuÏI manibus t1'a,fidi &c. Et fi pauca runt 
fia, eJiam MOTJarehias addidi. 
Immo [ub/ato Rrge de medio, totius Imperii 'Vacantis tib; jura permift . 
Prima ancora, cioè nell' Anno precedente, c v.ivente l' Augutlo Ar- 
rigo, era ad eOo P Jpoi raccomandato e commdlo il governo d' Italia. 
(f) Ut htl1 . !n pruova di ciò refia un' At,to pubblic.ato da!I' Ughelli ,(f), cioè un 
It.l. Sac,.. Placito tenuw da elTo Papa V!ttore II. III Co1tJltatu Aprutltnfi ante Ca- 
Tom. Y. 4P- flrum de I.'i Pitiet, ab Incarnatione Domini noftri Jefu Chri/ii Anni flmt 
,end. EPl- /lfi//ejimi 
uin1uagefimi Stxti, & dies iflills ( parola fcorrertR) & Alen- 
Ji j C
p. .A/,u- }is Julius Për IndiEliolle Nona . 
lIvi egli è chiamato Piflflritls Scdis 
II". A 
' J'Jpo. 


(d) .AlLt,.i- 
IU1 Mona- 
,],us in Ch,.. 


. 



ANN A LID' I TAL I ^. 15'3 

1popolicce P/æ(Ùl U,'bis Rom,e Dei gratia Ita/ice cgrel,ius uni"Jcílali PP. ERA Volg, 
"c;!Jmin
 fltCce.!Jits, i
la"cam Find
:l(lm & Ðllcatum Spoletinum, . Nan f
l- ANNO I05ï 
fon,') copiatc colla dovuca atteliZ1:m queHe parùk, ma afT,\! nalp.mlce 
chc effiì P.;p.t avea iJ governo a dl tuna I' Il.lI;a , 0 almena delL. Mar- 
C1 di Fcrmo, c del Ducato di Sro
c:ti. Ed acciocchè Ii ca:1o
èa, chi 
fo
Tc tuttavla il S'wr:i!1a di quegh Stat;, Ii ofTcrvl, che iJ Papa fccit 
1JIi"tcre bàndw'J de parte Re.
is E;zricl, & de [uti parte &c. f
t Ji (pi re- 
te/lis aut co,Jtemptor exjlitt?rit &c. lcial fè compofitrlrU/lJ ad pm'tem Cmrc- 
toæ Regis Libras fjuj'!:.HgÍ1Jta, & ad parteilt C'imCí'æ jÌtte alias fjrlÏ':1ua- 
gÙ;!.J Li
1'cf,S {"\,C. Gï
l fi accennò, chi: neW Anno IOrr. Fcderigo Fra- 
[clio dd Duea Goffrcda ave
 velhro I' abtto Manalbco in Mante Ca- 
Jino. Er:l venuto Papa VitfOre a Firenz
, colà invltata dolt Duca, 
e pcr atrena
a Ji Leone Ot1;enre ((I), Fedcriga, che più non avea (3) LID 0- 
paura del ddumo I mperadorc.. fi ponò aneh' egli a FJr(
nz:, per far flimftd, l. 
Ie Cue daglt.mze ca!1na di 'if(!.ßnondo Conte dl Chleti, da CUI era f
a- MI. 94, 
to empiamente fV
11igiJro od Cuo IïtornO da Colhmirwpùli . TrJfmon- 
do fu tèOinlinicata d,d Papa, e per ort..ner l' a/!òlllziunc, re1tJtui non 
fola tuna il I arito, ma ancora il Caftéllo di Frif.t, gI:Ì hdèiaro al 
;\lonllccro Calìnc!e dJ.lia dl llii 
..1og1it:. Ql'nJi fll mulT., lite contra 
di Pietro clerto Abl>,1
e d' dfo MOfllilcra, c: Irc:di!O co!à Um:mïD CJ1- 
diualc rcr,e[
minar I' c!ezione di lu.. :\vt"ndo egh rinUl11l.lto, 1 vori 
dc' Monaci, prob..biJmenrc pcr infinuazione deHa ftdlò Cardinale, G 
unirono ad e!eggcre II (udJctto Feclcl igo, pcrfon:lggio per altro d
n:r- 
fimo JI qud minillcra, perch::: dot.lta di Rc:lig\Olà rerfèzior.e e di 
{jngolari vinù . N è m:meò il Duea Goffredo di procacclargh :.nche 
de' più Cp1endldi on
)ri . In et}e.t.} il Papa neJle Guanro Tcmpora di 
G1Ugoa creò dfoJ Fcdcnga Cardi0'11c del titala dl San Grifc)gano, 
confermanda nt.lla Üdfa tempo a Jur il grada di L-\bbate, e alla Ba- 
d!a Ca!ìnerc tutti i filoi Privi;cgj con BoJIa pubblicat:1 dal Padre r>.la- 
bilbne (h), (b1 Mltbill. 
Fra P(\Co fi pard allJ va:t:1 Ji R0mJ iI navella Parporlto per .An?a
. lJe- 
quivi pr:nJere il pofTdro della. rllJ. Chicfa lÍtolarc, '-]uando cccoti po- ned/Elm. , 
" . ' d ' I - . I " 'L B 'I". ' , I I Tom IV In 
cm glOl'llI opo I (UO ar:-Iva CO a glUgne-rvl aMCile on
/'?Z'O G
rMnÅ'C .A _h. d ,. 
V - J ' Ib 11 1 P rr .c l11 Ire. 
e elcovo .-\ ana ca a nuava , cn.: Op.?' y IttO"
 era manCata di 
vita in Firenz.= nei dì z.S. dl Giugr,
. Com.nciarono dunquc i Ra. 
mani a trattar deil' elezione del Succe(fore, c ncl di 2.. d' i\goi1a con 
"Otl un..r.imi del Clero c Pepolo renò e1cno il mt"defimo Ca;dÙtal 
Fedc/i;,o, chc al1unre il nom
 di Sttj(mo IX. perchè carreva in qud 
di la Fdla di Sa.}to Srcfana P:1p.1 t: f\.1Jnire. Lambel ta dJ ScÆna- 
Jurga (c) norò come cora canGderabile I' union;:: 
d alkgria de' Ro- 
mani in tal congiumura con dire: l{ec q::iíq,"4,!m fane 11I,Ûtis "(IrO an- 
ílis /ætiíJ1"ibus (ÙfJra.
iis, m,1jOí"C Oi/J;,i'tm t-.:.l:rc1atior.t, ad rrg:mCJ: procellë 
I'itt RCJl12<'lf/.e Ecck/iæ. A pplicoßì talto quelta zelamißìmo Paj1a alia r:- 
1"01 ma ddlJ. dJrc'plina Eccleúafh:a can t
ncl'e p:Ù d' un ConcitJa, da- 
\'e ,ond:mnò i m.>riraggi dl:' Pl'ctÎ Latini, Ie N oae illccite, Ie Sì- 
monic, cd alrri pubblici e comuni difordmi di que' corrotti Sccoli. 
lJ'oli'l. Fl. V Per 


(c) Lamber- 
t'l! Scafna- 
burgmj;s in 
Chronico. 



15 fAN N A LID' I TAL I A. 
EllA Vo1g. Per 1a fella di Santo Andrea (i portò a Monte CaGno, dove can tut- 
ArOI01GS7. to vigore cercò di fvdlere l" abufo de' Monaci proprierarj . Tornato 
aRoma, fj/l'lm Rom
na fc!Jre jamdudum langueret, s" aggravò talmente 
il fu,) mal.: c:rca la fen-a del r.mro Natale, che credent: d' drere giun- 
to al fine d
' fu,i giorni . AHora fu, che co 1 configlio de' Priori e- 
Idre Abbue di Y1ante Glún.:> Defiderio, uomo incomparabile, ed u- 
no de' più (plendidi ornamemi di que! fdcro Luogo, con dlchiararlo 
anche fUD N unzio alia Corre deW Imperadore d' Oriente, inviandolo 
colà infieme can Stefano Cardinale, e Alainardo pofcia \' efcovo di 
ml

L:I
D- S:.:lva CanJida. Abbiamo d.\ Rom'ulJ3 S.llernltano, (a) chc in quell' 
SA!trnzIA- Anno terlnÍnò i fuoi giorni Goffredo Conte de' N orman'li, ]alCiando 
nus eJJTD- per fuo lùccdrore ß.'lgelardo, 0 {it .dbai/ardo fuo Figliuolo, valorotà 

;;/jlù
;::' l\lI!ite . Md Roberto, G,uifta.rdo," Fratello di ,Goffl:e
o 
 la ,cui a
bizlo- 
. ne non co.nobbe mat hrnltI, s 1m padron} dl ruttI 1 dl 1m Statl, e ne 
cacciò via il Nipore . Qlello Goffredo, il cui nome è alre:rato nd te- 
no di Romoaldo, altro non è che Unfredo Conte e Capo dt:' Nor- 
b manni in l>uglia, del qualc abbiam f"vcllato più volte in addietro La 

Jot

:
 fu] mone è riferita all" Anno .precedence da Lupo Proto[pata (/J). Gu- 
in eh
onj,o. glidmo Pugliefe aggiugne (c) 
 che Roberto Guifcardo dopo i fune- 
(c) G'ml,:. rali del Fratello 
.A p:4lui I. 1. 
Pillmal . 


.Ad C,zl:lbros rl!diit, Cariati protinus 'C'rbem 
Obßdct, hac C 1pta relifjllas tIt tcrreret Urhes . 


(d) LAm,blr. Qud1:o aITedio appartiene aU' Anno feguente. Nel prcfcme (d) 
tus Sc(ljn,j- ., ' B ' d II S tr ' fi 1 r. J' f. ' d I d fi 
b..rgll1jJS in comll1C1.tronO I arom e a auoma, lccorne m1 louiS d[[1 e e un- 
chmJICø. to Impcradore :\rrigo , a macchinar delle: novità contra del di lui Fi- 
gliuolo .d,.ri<
o. Accoliero can grande antietà Ottone Frarello di Gu- 
glielmo 1vlarcht,{e, e trattarono infino di alzar lui al Trono, e di lcvar 
dl vita il Re f.lnciullo. Dledefi principio alIa iollevazionc, ma rim]- 
fio eHinto in un' incontro il {ùddetto Ottone, per allora Ii quetò il 
tumulto, mt conrinuò nell' animo de' Sa/Toni 1a meJelÌma avvcrfione 
ad Arrigo IV. In qudl' Anno ancora il nUDVO Papa Stcf.1no, ben co- 
nofccmc dclla rara virrù e Lerrerarura di Pier Damiano, daIl' crcmo 
it chiamò aRoma, e I' alzò al grado di Cardina!e, c dl V cfcovo d' 0- 
(e) JohAnn. ilia (t). Rir'u
nò forte ad accettaI' quell.: Oignilà il fanto Monaco, 
!-'1;'/l/1 JS p con rdittcre finchè potè aile prcghit:re d' eITo Papa, e diJDo]ti Vc- 
;;1 

'
j.t
- fco\'Í; ml ]' ÍlHimazi()ne della fcomunica, fe non ubbiJiva, quella fu, 
m C.1p. 6. che in fine I' efpu
nò. Provvide ancora el1ò Pontefice la Chie:fa va- 
Cilme- di Lucca di un V cfcovo, che plJi divcnoc celebre, cioè di 
.Anfelmo da Bdda'i,iO l\lllancfe, il qual poicia nella Sedia ài San Pietro 
fu (hidmlto .ð/e/ftmdro-II. Circa qudt" Anno parimcnre ebbe comin- 
ciamel1[o 10 S
ifrna del Crero di Milano, di cui parleremo ne gli An- 
. . ni kgu.:nri . (Tna ß.)Tla del fujdetto Pomefice, data non gi" neW an- 
{nr.A
jq>>. no lorS. mol b.:nsì nel prcf
nte lor7. fu da me pubblicata (n" in 
;;:t. I '7 0 . 1 [- cui dc:[crmin
 , che gli Eccldì.!fiici non ficno tirati al Foro Sccola.n

 
ne 



ANN A LID' I TAL I A. 15'5' 
l1è fie no loro impofie gravezze da i Laici. Le Note fon quC'fie : D'l- E",. Volg, 
111m Romee per mantlm Humberti fanélæ Eccle.fiæ SiI'Væ Candidæ Ep
(co- ANNO 10 5 8 . 
pi & Bibliotbecarii fanflæ Romanæ & ApoflOliCie Scdis, Auno Pontifica- 
Ius Domni Sltpbani Noni Papæ Primo, XJ7. Kalendas No'Vembris. In- 
4iflione Undecima, comlOciata ncl Senembre. A quell' Ano imerven- 
nero Anftlmo Vefcovo di Lucca, Benedetto vercovo di Ve1etri, Boni- 
fazio Veleovo d' Albano, Umberto V dcovo di Selva CandiJa, Pittro 
V dc-ovo Lavicano, ed lIdtbrando eardinale Suddlacono dclla lànra Ro- 
mana Chief
 . 


Anno di C R 1ST 0 MLVIII. IndizÍonc XI. 
di BEN E D f. T lOX. Papa I. 
di Arrigo IV. Re- di Germania c d' ltalia 3. 


S E avdle Dio conceduta rib lunga vita al Pome6ce Sltfano IX. po- 
tevano afrt'narfi da lui di grandi imprefe non meno di Pl(:tà, che 
di Politica. Racconta Leone Maríicano (a), ch' egli mando ordine a (a' LlØ 0- 
Monte Cafino di pOl'rare con gran frena, e di narcono a Roma tuna Jl.imfts 
il Tdoro di quel iàcro Luogo 10 oro ed a.rgemo, promcttendo in bre- J,h. 2.. t. 99. 
ve di rifare il danno, e con ufura. II mori\'o di ral novità era igno- 
to ; ma fu creduro, ch' egli foiTe dietro a mettere nd capo del Du- 
ca Goffredo fuo Frarellu Ie carone del Regno d' ltaJia, e del Ro- 
mano Imperio. Difponebal au/em frain' fuo Dud GOlifred, apud '.r1'fcirl1}1 
in colloquia jungi , e;qu
, 14: fel ebatztr, hnptriR!em Corollam [argiri; de- 
mum 'l..'erfJ ad NormaNlws /Iaiia e
pllendo.s, qui maximo illi odio cranf, u- 
na cum eo reverli. Ma I' uomo propone, e Dio dilpone. Non t:bbe 
cgli tempo da c:ftènuar quefto difegno" il quale, fe pure è vera, :\- 
vrebbe porrato una gran raccia al nome Cuo pretTo la nazione Genna- 
nica, ma f."1rcbbe forfe ,flato la f.llme dell' Iralia, con rifparmiarle ranti 
fconcerti, che pofcia avvcnnero per cagione di un Re FancllllJo al- 
lora, e poi carico di vizj . Fu porcaro al Papa il Teforo Cafinefe, 
ma ben mal vol.:ntien, da i Monaci . Una vdione racconrara al Papa 
e gli fcrupoli infolti nel1a di lui delicata cofcienza, furono cagione, 
ch' egli ordinatTe, che turro quell' oro ed argento foßè ricondorro al 
ÎLIO Monifiero. Maggiormeme intanro fi ilggravava la di lui malarria; 
c perD uniro il Clero e Po polo Romano, I' obbligò a promerrere, 
che in cafo di fua mone non patTerebbono all' elezionc del nuovo Pa- 
pa, finchè non fotTe tomato dl Gcrmania /ldebrando Cardinale SudJja- 
co no de:la Chiefa Romana, e Abbate di S. Paolo, chianuro Ja Lam- 
berro (b) 'Vir & e/fJljuentiæ & facrarum Liferar14m erudifione 'Valde ad. 
mirandus. Era 
udh naro inviato per comun parere da Roma all' 1m- 
ptt'adt'ice Agneft per gli affari e bifogni occorrenCl di <juefli pericolofì 
tempi. Andofl('ne poi il Pont.::fìce Stdano a Fllcnze in Tofcana a 
trovarc il Fl':\tello, c vi [[OVÒ anche la morre, che 11 portò a migìior 
V 1. vita 


(b) LA1nler- 
INS StùJna- 
bllrglTiþs in 
Chrømto . 



I r6 ANN A LID' I TAL I A. 
l;RII Yu!
. ,'i[a ne1 dì 2.9. di Muzo, alIifl:i[1') nella ma1ania dal fanto Abbate di 

hso 10 5 8 . Clugnì Ugo. Dio onoro la fua fepolrura con v,\rj mir,lcoli . A quella 
nuova il Pop01o Rom1no, che nûn s' era mai í:1puro accomodare ad 
aver Pomefici TeJefchi, e fpezialmenre elerri Jail' I mperadore, muo. 
che i cinque ul[imi venuti' di colà fof1èro n.ni perfonaggi fami, 0 al- 
meno afTJi benemeriti dclla Chief... Rormna: fece toHo un gran bro- 

Iio per creare: un Papa Romano. Gregorio Figliuolo d' Alberico, 
COlne Tulèolano 0 lia di Frafcf\
i, uni[o con altri po[enti di Roma 
(a), e guadagnara con dar.ari buona parte del Clero c popolo, corfe 
in tempo di none con a(f.li genrc armata alIa Chiefa, e Guivi [umul- 
wariarnenrc fecc eJeggere P'1pa Giovam1Ï F'efcovo dì Veletri, foprano- 
minaw poi ft1incio ( parola fone [r:\r[a dal Franzcfe .Hinc
, che figni- 
fica \'3 l.eggiet,c e Ba/oYdo, e porè dar }' origine alia parob ogglJ i ufa- 
[a di Afi1JCÍOIlC, ll,fir.chione) it Gu:.le afTunfe il nome èi Bff/cdetto X. 
Era uomt) pri\'o aff,ltto di Lettere per anefiato di S. Pier Damiano. 
A qudb fregola[a elezione , comraria a i facri Canoni, e fana anchc 
fenza il con{entirncmo della Cone Gerrnanica, ci(Jè comra del giura- 
memo intorno a ciò pretlato al dçfumo lmpcrador:: Arrigo 111. e 
comra del forte divicro fatw dall' ultimo defunto Papa Stcf,lOO IX. 
a quetta dezione , d1lIì, con [utto vigore Ii oppofe il fuddc[[o S. 
Pier Damiar.o VelcO\'o d' Ollia cen gli altrj Cardinali. Pro[clhl'Ono, 
in[imarono fcomuniche; ma ind;trno runo . Furono eûì allretti a fug- 
girlène, e a nafconJnfi per timor dcl1a vi[a; c il Popolo, giacchè 
non Ii potea avere il \'efcovo O/lienfe, a cui app<lrreneva la conCe- 
crazion del nuovo Pomdice, per forM obbligò I' Arcipre[(: d' Ofba, 
uomo ignoramc:, a confecrar Gu::flo il\eginimo e Simonic1co Papa : 
cofa anch' el1a affano ripugname alla dilciplina della Chiefa. 
GiuntQ in Germ'ioia r avvifo della moTtc del Papa, e nello fl:c{fo 
terni-'o qu::l della novità commdfa in Roma, non tardò l'Impcradrice 
l\gnefe a rimandare in Iralia il Cardinalc IldebrJndo con orJlI1c JI an- 
dar di concerto col Duca Go[ifredo, per provvedere a quelli difor- 
dini. I manto arrivò a quclla Corte, per aneflato di Lamb<:rw, un' 
At11hakcria di que' Romani, che non aveano acconfenriro aU'intru- 
fione di 1\lincin, rapprefenrandoli promi ad o(fervare verfo il Rc Fi- 
gllUolo q.udla fedd[:ì, che avcano maluenma verfo I'r\ugufto CUD Pa- 
dre, e prcgandû caldamente il Re di mandar IOTO quel P .!pa, che gli 
piacdfe, perchè ognuno abborriva l' inrrufo. Si tra[[o dunque di c1eg- 
gerc un Pomefice legittimo, e s' accordarono inGeme neì\a Ciuå di 
lb) Ca..ði- Siena, dove fu celebra[o un C')ncilio, i Primati tanro Romani, che 
,!,d. .Arago
. TedeIChi., (h) per alzare al Trono Pon[ificio Chef'ardo P.efi:o.vo dl Fi- 
In 
Jla 11,',. renze, di nale-i[a Borgognonc, perfonaggio per It:nno, e per onimi 
tolal JI. fi ' d d .' - bl ' J) " S ' Î. I ' d 11 ' 
P. J. T. Ill. co Ufm 
gno I SI lu Ime Ignna. I auele ne nmanente e anno 
Rtr. ÜüllC. a preparar la forza, c a fJr negoziati per atrerrar I' ufurpa[ore dell:! 
(c) G4l1frid. C-1uedra di S. Pierro: il che ebbe compimemo oell' anno feguenre, 
M

I/lttmJ ficcome diremo. N d prefeme, per te1limonianza del Mala[erra (c), 
tt o ;: c. 3 0 , fu nella Cala.bria una. terribil ca.rcl1ia c mortali[å. Era già venu J w in 
ta- 


(a' 1 t' 0- 
Jh.fis 
I. 1. c. 101. 



ANN ^ LID' I T 1\ L I A. 157 
It.llia Ruggieri, minor Fratello di Ro!Jct,to Guifcar(lo, giovan-e, che: reI' 
v.lIore, per cloquenza, per 
ccorreZZ:l non avea. pari. Si die.:!e ancb' 
cgli col conÎenfo del Fratello a fJr dcl1e congui(le nella Calabria, la 
mctà dclla qUII Provmcia g\i fu 0 promdfa 0 conceduta dl eíT'o Ro- 
beno. J n qudl:' anno an cora il meJeíìmo Roberto, \'edendofi Îalita in 
[Jnt,1 potenza, Îdegnò d' aver più per 1\10glie Alberada, che gli avea 
panonto un F'giluolo appelIato Abrco, e con alrio nom
 Boamondo, 
Principe, ch
 dlvtnne col tcmp.> a/1ài celebre e gIorioÎo. Trovate 
pcrcio ragioni 0 prctefii di parentela, h ripudiò; ed anfÌaÎo di nozz
 
pfù illultri, prere per Moglie Sigelgait
 Pi-gliuol? del defumo Guai- 
mat':o Jr. Principe di Salerno. 1\'1:1 Guglielmo Puglicîc (a) rifel ilcc 
a!l'anno lèguenre qucl1e Nozzc, aIle quali a [Urta prima Gifolfo II. 
allor.1 Principe rego.lOte di Salerno, e Fratello di Sig(L
aita, fi m0- 
firò rcnitcnte; mJ poi condiîcelc , per non tirarfi addotro la nemici- 
zia di qudla fiera N azione, e rerche guadagnò nel contratto aIcune 
Cafiella. In qudl' an no P. Jdus Jllnii, tndiélione X t. dimorando in Fi- 
n:nzc il Duca Gotlfrcdo, accordò a i Canonici di .L\rezzo Ia fm pro- 
tc:zione. (b) Diedero unitamcnte tal Privilegio Gottifredus divina fa- 
'Vente clementia Dux & .V1at'chio, & Bcat,.ix ejus con;ux. Parimeme il 
mede1ìmo Duca XVi. Kalendas Januarii, IndiélioN
 XlI. cioè a dì 17, 
di Dlcernbre dell' anno prcfeme, mentre riîedeva in giuJizio intus ca- 
fù, fjlJæ eft Sala de Pa/atio de Ci'Vitatem Lucen/
, confermò ad An{elmo 
Yejcovo di Luc.ca che fu poi Papa Aleffandt,o Il. la Chief., di Santo 
Aldfandro, & mi/it hannum Domn; lmperatoris (benchè non peranchc 
Arrigo 1 V. godelfe queLlo titalo) [uper eodem Anjèlmo EpifcOpus. per 
maggioI' ficurt.l.za di lui. 


Anno di C R 1ST 0 MLIX. Indizione XI I. 
di N ICe 0 L ò II. Papa I. 
di ARRIGO IV. Re di G
rmania e d'Italia 4. 


S VI principio di quefi' aono il nuovo eletto Pontefice, che atTunîe, 
pofcia il nome dl Nicco:ò II. s'inviò da Firenze alia volta di Ro- 
ma, fiaocheggiato dalle mllizie di Goffredo Duca. di Lorena 
 Toîca.- 
fla, Prmci pe allora potentl!lìmo in 1 talia. Fermoffi a Sutri, perchè 
la poíT.u1za dc' Conti di TuÎcolano era grande nella Città. Qtivi raunò 
un Concllio di Vefcovi per tr,ltrare èe;la dcpofizion di M,;ncio,. 0 fil 
di Benedetto X. f.tIÎo Pomefice. (c) Non afpettò Mincio la forl.a, rna 
fpontaot.amente depote Ie infegnc Pomificali, c fi ritirò 
IIJ plOpria 
caCao Ciò iottÎo') I'eletto Papa Niccùlo, tenuta conlìglio co i Car- 
dmali, îcnza accompat;namemo di lòldateíche, e con (lJ(ta umiltà cn- 
[1'0 in Roma, dove accolto onorevolmente dal Clero e Popolo fu in- 
UOniZ)d[O: dal qud tempo ha principio I' Epoca del Îuo Pomificato. 
Da lì pofcia a pochi giorni fi pn:[cntò a' fuoi picdi Mincio, chiedcnd.o 
pcr- 


.... 


ERA Yo:..!. 
Afoil\O 10, 


(:\) GuiIltl- 
mus .Apul'4. 
1. 2.. Poem. 


(b) .A nt;qN , 
1tlllie. Dlf- 
f trt . 17. 


(;:) Cd,.di- 
n.11, A,..IJ;';'I. 
;n V,tlJ Ni- 
colli; /1. 
p, I. 1', 11/. 
F.eT. Itnl". 



J; 8 ANN A LID' I TAL I A, 
}
 RIo Y o1g. r
rdono con allcgar per ifcur."1, che gli era (lata ufata violenza, con. 
ANloiO 10 59. rerrat1
o nonJirneno il fuo ,fJlIo per aver mancato al giuramcnro. In 
pena del (uo rcatc retlo degradato dall' Ordine Epifcopale e Sa- 
cer,ioralc, e confinato in fal1ta Maria Maggiore. Fece pofcia Papa 
N iccolò un viaggio nelb Marca dl Carnerino ful principio di Q!lare- 
fi 'na, e in tal occaGone creò CJrdimle Dcfidl!rio infigne .-'\ bb.ne di 
Monti' Cafino, TrovoíIì il mt:defimo P lpa in Spoleti PI. Nonas 
1fat'- 
(a) Chronic. tii, e quivi c0nf.:-rmò i Privilcgj al Moniflero del V oltumo (0). Er1 
Vl4ltJ.rl'enf. egli f/ 11 J. ldus \[artii in Ofimo, dove tèce la fudJetta grazia a Mon. 

. Jl.) T./" tc Cafino, Ibunò pofcia un numerofo Concilio di ccnto tredici V c- 
(

'T./
;.. fco\'i nclla B lfilica Lateranenfe (b), com:ndo il Mefe d' Aprile, in 
C07lcilior. cui fu {bhiliro un (;IJute\'ol decreta intorno all' eJezione de i Ro- 
labbè m:mi Pontehci, da farG in Roma p1'incipalmeme da' Cardinali, e poi 
pdg. 1099. dal refhnre Clero e Popolo, fa/vI debito Ixmot't & revet'tntia di/eéli Fi- 
lii noRy; IIenl";Û, qui ;mpræJmtiarum Rl!x habetur, & [lItllt'US 1mpera- 
tOT Dl'O concedmte (þeratur, fieut jam fibi concejJimlts, & SlIeeef10ribus il. 
, lius, -qui ab Afoftolica Sed, petfcnaliter hoc jus impetrave."Ïnf. Nella Cro- 

]rX;;:nlC. nica dd MO,nifier? dl Farfa (ç), ,,h me data 
1Ja ]u
e., fi leg&c 
udf? 
p, JJ. T. if. Dccreto piu coplOfo, che nella Raccolu de ConCl]], perche v ha II 
Rer. Irnllc. <:atálo
n di tutti i Cardinali e Vefcovi aflil1:cori al medefimo Conci. 
]10. E quivì fi Il"ggc qualche giunta alle fuddett
 parole, cioè fietd 
jam mediante e;us NutJtio Lov
obardÌle Canee/lariø IV. eÐnceffimus, & 
/licc
fIòïum iltius,. <jlli ab hac .Ap
ftolie
 Sede perfona/iter hoc jus impura- 
'Ver;nt, ad eonfrn(u." novæ elet1Îo1Jls tlecedant. QueJ C:mceJliere dovrebbe 
efTerc /r;bl't,tus, cioè Gibert(J, che fu poi A rciveícovo di Ravenna ed 
AI1(ipapa, l11a che non era g;à 3110ra Arcive(covo di Ravenna, in 
guiíJ che quel n1bcrt!.is .Arcbic.piJcopus, che G Icgge nelle fotrofcri. 
zi,)I1i, flr
 A rci ve[co\'o d' altra Chief a , fe pur qud nome non è fcor- 
retto. Forfe ivi era Cerino /Vido, cioè Guido Arcivefcovo di Milano. 
In ql,;cLla maniera il Papa rimlle ne'termini dell' antica confuctudinc, 
da noi pCI' pill Secoli oHervata, l'eJezion de"Romani Ponrefici, con- 
fermando1a a i Cardin:i.li e al Clero e Porolo Romano, rna con n- 
ferbarn
 I' approvazlOne al regn.UJre f mreradore, prima di confecrarlo. 
Preva1endofi in ohre dclla m;nornà del Re Arrigo, fece diventar quc- 
fio un Privilegio perlonale, accordat() dalh fanra Sede alJ'lmrerado- 
J'e: il ch
 not} s' udi mai in addicrro. E i Greci, e i Franchi e i Te- 
defdu Auguf1:i finqul aveano íoftenuto, che que(ta fofre una prero- 
gati\'a del1' alto 101'0 dominio in Roma, e in concedere gli Statj al 
Romano Pomefice fi riferbavano per pano quetlo da lor rretefo di- 
rino, Non po-rca pcrò pretenderlo Arrigo IV. perchè I1n qui 
gli 
non era 1m peradore. Vero è, che \'cdn:mo da <Juì a non mol to , che 
fu rivocato anche qudl,') medefimo Decreto di Papa Niccoiò II. In 
elfo Concilio Romano BerengariC) abiurò per la prima volta Ja fua 

d\ cardin. EreCt,., e turono proibltc non meno Je Simonie, che i 
1.ttrimonj, 
de 
1ragm. 0 fia ï concubmau de i PreLÍ. Abbiamo daJla Vita di quefio Ponte- 

::.' 
/:l
:: fice Cd) raccolta dal Cardmale Niccolo d' Aragona, chc i Normanni 
ß1i 



ANN A L I D t I TAL 1 ^. 1)0) 
gli fpedirono Ambafciatori Con pregarlo di venire in 
uglia, promer- 
tendogli ogni foddisfazione. V' :mdò in fani Papa N Iccolò dopo Ie 
Fdie di Pafqua, e per audbto di Leone Olhenfe (13), e di Gu- 
ghelmo Puglicfe (b), celebrò un Concilio nella Città di Melfi in Pu- 
glia, e non già in Amalfi, come han fuppofto ;Jlcuni, 
. P,"tt[ulibus centum jus ad S)f1odale vocatis. 
N amque Sczcet'dotcs, Levit.e, C/ericttS omnis 
Hac t'egiont p,lia1Jl fe conjulJo fotiabant. 
Imervenne a que! Concilio :mche Riccardo I. Conte d' Averfa? 
che poi fu ,Principe di Capua coir efpulGone di Lan:io/fo r. 
elh 
era dl Nazlone Normanna, e Cognato di Roberto Gu
fca!do ,merce del 
mJtnmomo contratto con Fridefinna di lui SoreHa. Palso 11 Papa a 
Benevento, e fuori di quella Citt;Ì ful principio d' Agol1? tenne un 
altro Concilio, dl cui Ii vede fatra menzione nella Cromca fuddetra 
del Monifiero di V olturno. Fra gli altri, che vi fi trova
o.no, (
 
coma lldebrandq Ctwdinale Suddiacono. Ma dopo quefio Conclho egh 
ci comp
r
tce davanti promo{fo a più alto grado, cioè creato 
ardi- 
nale ArcIdIacono dell a fanta Rom:ma Chiefa. In una Bolla fpcdlta d,d 
medefimo Papa Nlccolò II. nel dì 14. d'Ottobrc del prefcme anno 
in favore del Monifiero dl S. Pietro di Perugia, e pubblicata dat 
Padre Margarino (,,), egli fi fottolcrive: lIildebrandus fju:l!iscumque Ar- 
chidiaconus [anEl.e Roman.e Ecc/eji.e_ 
Dopo quefii Concilj att
IC il vigilantiffimo Papa a Ibbilire un 
accomodamcnto co i Normanni. In vece di volerli ncmici, da uom.) 
f:lggio fc li fece amici; c il tcmpo molhò- 1 f.-uni del fUG fenno, 
pcrchè i Norrnanni dlvennero 10 kudo de'Romani Pontefici, e Ii fo- 
itennero in più occafìoni, c Ii mitèro in piena libertà c: indipenclenz:! da 
gl' Imperadori. Concedette dunque- Pap:! Niccolò in Feudo a Ro- 

erto (juifca
do glt Stan da lui conquifbti in Puglia e Calabria, e 
11 rello che it potc{fc da lui conqUllbre non folo in queUe comrade, 
ma anche in SIcilia, dandogli ii tÏtolo di Dues di Puglia, CaÜ!lri.z c 
Sicilia. Guglielmo puglierc anch' egli Icrive: 


R(Jbertum dOIMt Nicolaus honore Ducl]/i; 


ER A. Volg, 
ANNO 1059. 


(a) Leo 0- 
fiimþs 
I, 3, cap. I3. 
(b 1 Guil:e.- 
mus .ApulrlS 
I. 2. l'oe111. 


(c) U :f1Iar. 
Col{i;l..: , 
J'w., 1 I. 
L
nß. Ic-:{. 


notiz.ie nondimeno, che è difficile d' accorJarle con Leone Ofii
n- 
fc: (a), II quale lafclò Icrino, che Roberto dopo 1a prdå della Città (d' 
eD 0- 
dl l
eggio 111 Cal
bna, ex tunc cæpit 
ux appellat'i. -\nche il l\r1a}a- fl';l!: lC:: r . 
terra icníTe 10 íleHo. ReggIO fu prefo Jolamcme nell' anno ro6o. Co-- 
munque fia, vlen riferico dal Cardinal Baronlo (t') il giuramento di 
fc:dc,1tà, chc: efTo Roberto pretlo al fuJdctto Pontcficc, con obbii- 
garh dl pagarc l1gni anno alia 'ånta Sede dodici dcnari di montra 
l/,wefe per ogni palo di buol. Cercano alcuni, can qUJl titolo Papa 
N lcolao deOe tale lDvc:H.itura a i N ormanni, chc fu la primordiale 
del 


(e' B:lrOll, ill 
.A r>1",lrb. 
ad hunt: 
.A nhN111 . 


.. 



I (j:) A .. S .t LID' I TAL I A. 
FHA YO'
. dcì RCh
"" :1ppel!.Ho oggidì di Napoli, e v'aggiugndre nnchc f:1 
AN"OIOS9. Sicili,\, iu cui confervav
no il bro dirirto i Greci Imp..::r.\dori. Cerro 
è, che in GueUi rcmpi fi f.\cea rnolro valcrc la Donazinn di Colho.. 
r1'10, nara, p
r quanro fi può credere, nd Sccolo Ottavo dell' Era 
no!ira vdgale. Nè forf
 per l'ignoranza d'.lliora atcuno s'accorgc- 
\':1, ch'dla (rITe II:! Documenro apocrifo, t:ilmenrc che S. Leone IX. 
Papa nella hmg.1 Lenera fcrin3 a Mìchetc Cert11ario Parriarca di. Co- 
fhn r in0p(,li neW:mno 1Qn. (a) cioè rochi anni prrma, la proJul1è 
q!Jali Wtt.', e Ð1.ltumamenre quelle p
rolc: 'l'am Pa/atium rOl1mm, 
(pi'm ROm{!l:am Ut'hem, & cmnes Italiæ, fm Occidcntaliu1J1 ,'egiomtm 
j'ur..:Ìlrci-u, Loca, {5 Ci':-'Îtates [æpdato bcatif!imo Ponti{;ci & Patri 1/0- 
/,"0 SHveßro l J ;;Í';.:et-(.eìi Papæ eon!t'admtes atfjlle rdinquentes, ei 'lJeJ Sue- 
(
fIù,'ibus irÞus p(ltitificihus pot
/l(llem & ditio1Je1ll .fnl1am lmrt'r'Ùz j CCí1- 
I'ïa pet' v.me Diva/em ju./Jionem & P,.-a.gmaticltm conjlttfltum decen!Ïmlts 
d/
'J{}ne1'1do, atquc juri .ranEl
 Rcmanæ Ecclefite concedimus penizan{ttm. 
Ft"cc anche gran cafa di tal Don,:zionc alcuni r.nni dappoi S. 1'1('1' 
Dami:mo in t: n fllo Di;;logo (b). Non c' è ora r
rfona dona, de 
nO!1 t:lppi1 ef 1 cre quella uea f:mura dc'Secoli pofierloli; ma nol fa- 
pC.!I\C', nè Ie n' 3ccorgc:mo i Rom:lni di qncHi rempi. Sernbra :tnco- 
J<I, clie circa qudll mcdeftmi rempi fof1ero d:ui fuori can delle giunrc 
i DII'I.oml di Lodovico Pio, di O[(on
 I. t' di Arrigo I. Augufli in 
f.wore (-!ella Chief., Rom:tI1J, dO\'c c parlato di Benevento, dclla C:tlabri,l, 
delb Sic:l1a, e d' aIm I'JcG, coerenremenre agI' illtf'rd1i Ji que:li rC'mpi, 
m I can diícordiJ da quei dc'Sccoli preccdcl1ri. I'otrebbdi credere, 
cb
 su 
a!i fOI1:.hmentl {j pi:mtaIT
 il principio de i dirirri, che da 
:111.''-'1 fÌnqu,ì, (ioè per r.lOri Sceoli go de b Sed..: l'lpollohca fopr:! Ie 
due Slcdu:, nellc C]u'l!i In (1:a
illto una sì .llUtenrica e gillib fO\ r.mitå 
e r retni7.Îúne, contra dl cui non.6 può allegare ragione alcuaa. 0:- 
If;:' dl ch
 può anchc d:lI'fi, che non mancaf1ì:ro a) Ponrdicc N icco)ò 
11. al[\';: riì. fUllìllcmi ragioni dl dedizione fþonranca, e di crffiol1c 
anche da\h rarte dell' J m.pcrio. Certamente pa acre/faro di Ermanno 
,c) Ctnti- Co rr, tea (t), "Trigo I J. I mperadore avea cOl1cedmo al tànro Pap,\ Leone 
,," 
r3
 1-!tr- . X. plcrnql/e j;J Ultra Rotì1:?ílis partibus all [,UtilI jus pu,tinentia 1t'o Ci- 
''',mm C
l
- r ! ' , !.' d ' C fì l'.' d S 1 )' 
traélj in J..l !jJllZ/S In c/Jne.zm!JIltiiJ aIls. .)mullque fa, nOI lilpplarr.o a . Jcr 
cb'OIJico. O.uìlI:lno (d), cite la Corre Gcrm,m:ca con atT:1i Vercovi nel Conci- 
{dl p'ttrr
s liJbC'\o di B dile,l, dappoichc pa!so a m:ghor vita Papa Nlecolò Jl, 
r:.H
Itlnj CI!
Ò MJlli z, fj,læ ab CI) jileY/wl jl{!tltta, e perciò rdia lungo di du- 
upu,(
l. 4. bi'2' e, che In G.erm"nia fuLTe èifapprovaro qucflo f.nw di PJpa 
t\:lccolò. D:cde anent' 10 ítdl'o l'on(c6cc I'lnvdlirura dl Capu,l, e 
del f'..l" Pnnur:no a Ricc,I1'do 1. (I) Cognaro di Roberto GUllcardo, 
rurto
 hè ('on nt. foffe peranche in polïdla. CIO fatto, perchè non 
r .r..::a toffcnrc il m.lgn:wimo Pap.l, che i C.lpltani e porc
m Rom,mi 7 
e l1O.lfiìmarnenre i Conti dl TulcoJo, 0 ficnn Tulco\.mi, a.vdli:ro oCCU- 


'J C m!iu- pata tal1[1 bt:ni pam01on131i c SrJti d"lIa Chiet:l Rom:ma con tcner 
tIi ,tle Ara- dl1chc jn cerra guifå come fchlavi i Pnntd1cI Romani: (f) comll1cio 
S;:,/
:1, I, I V l lt. a \'alerG del flaJ.'cllo de' Normanni lit.lli, P er mettcrc in dovcrt lIUt' 
......1.."'..11 . D N ' 
0- 


(a' Leo IX. 
i'" fI 1, 
Tom, IX. 
r r,'Cllior. 
Latb, . 


(b' PttI'ltS 
Damiani 
Of I t. 4. 


(
\ [rð 0- 
{litrfis Cb,. 
I:b. 3. 



A N )I A LID' I TAL I A. 161 
N obili Cuoi ribelli. 1tirornaro dunque a Rorna, fpedì un efercito di J: I. A Volg. 
quella gente masnadiera addono a Pald1:rín:t, a Tufcolo, ora Frafca- ANNO 1059. 
ti, a N omenta, a Galeria. Furono rod1ì a f.1cco tutti que'luoghi fino 
a Sutri, e forzari quc' N obili all' ubbidienza del Para, e can CIÒ Ii- 
berata Roma dalla lor tirannia. 
I. Abbiamo dal Continuatore d' Ermanno Contratto (a), che in (a) Cønt;- 
queft' an no c!"Jo inter O ft-!ediola l1 nenjes & <Ijcìnenfts b
lIo, 11I A u/ti l e tì x N s tra- :::a:;
 
;:: 
fue pat'te CfClaet'unt. I que a, guerr
 ((:ce 11?enzlone ,rno 0 to. trRt1.;nCh,.. 
rico Milanefe (b) de' correnti tempI, can dlfC
, che I Pavefi non (b) .Arnulf. 
vollcro ricevere un Vefcovo dato loro dal fanciullo Re Arrigo, tut- H.;jf,r. Me- 
tochè foOe ilaco anche conCecrato dal Papa. Altrettanto fecero poco IIlolan. 
 3. 
apprdro pan mente gli A tligiani" 
o,n rifi

are .un V cCcovo da lor? t. s. U' . 
non e1<::t[O. Per inrerct1ì ancora clvlh la dllcordla avea avvelenato II 
cnor de' Pavefi e Milanefi. Gran tempo era, che fra quelle due Città. 
populatißìme, e Ie maggiori del Regno d' halia, bolhva una lègreta 
gara ed invidia, aneorchè ognun fape{fe, che Milano andava innanzi 
a Pavia. N lUna d' eOe volea cedere aU' altra: e quindi per etrere COI1- 
finami, ndcevano bene fpdro ammazzamenci d" uomini, faecheggi cd 
inc
ndj. Si venne ad una palefe rottura. I Pavefi conofcendofi Înfe- 
riori di fone, aCToldarono delle truppe forefiiere, e diedero il guafio 
a' confini. del Milancfe. Uícirono in campo anche i Milanefi, avendo 
tirati in loro leg1 i Lodigiani j cd ancorchè parte deUa loro Arm.ta 
fotto I' 
1rciveJco'z:o Guido gucrreggia(fe in altre pani, pure vennero ad 
un fano d' arme, che fiurd fanguinofifiimo per l' una e per l' altra 
parte, fpezialmente per la mone d' a(faitlìma N obiltà. Rellò il campo in 
potere de" Milanefi. 1l1uogo della Battaglia fi chiamava fin da'vecchi 
tempi Campo Morto. Siechè noi cominciamo a vedere Ie Città di Lombar- 
dia far Leghe e Guerre, c:: metterú in libenà: il che andò a poco a poco 
crefcendo; tutti effetti della minorità, cioè dell' impolenza del Rc: Arrigo 
Jr. Eri'a negli anni addietro nato in .:\1iJano un grave Scisma, che ogni di 
più andava prendendo fuoco j perciocchè prlOcipalmente nel elero di 
quella infigne Città s' era introdolto I' abufo, che i Preti e Diaconi alTai 
nocoriamente prendevano MogHe: il che in buon linguaggio vuol di- 
re, che viveano nel coneubinato . QJefio morbo era tamiliare per 
I' Italia, ed aveva infettata anche la 1teOà eittà di Roma : colpa per 
10 più de' Velcçvi, poco attemi aUa lor greggia, e talvolta ancora 
tinti della medefima peee. L' efcmpio della Chidà Grcca tãcea lor 
credere lecito I' ammogliarfi, fenza volere far cdfò della Ditèiplina 
cofiantemence o(fcrvata fin da i primi Secoli della Chieiå Latina, in 
cui fu fempre vierato a i Pred e Dlaconi il prcndere Moglie, 0 fc 
prima I' aveJno, I' ufo delle medelÏme . G;mtra di qud1:i inconrinen- 
ti e fcandalofi Minifiri ddl' Altare, a' quali benchè impropriamente ú 
;I[[ribuilCe l' Erefia de' N icolalti, alzò bandiera Arialdo Dlacono, uo- 
mo zdamiilimo dell' onor di Dio e delJa Ilu. Chie/ã, ed egli fu che 
commoOc II Porolo contra di loro . Guido Arcivt:fcovo, tàutore de' 
Pr
ti, neI Concilio dí Fontaneto profferì fentcnz.a di fcomunica con- 
er'11I, Yl, X, tra 



161. ,. ANN A LID' I TAL I A. 
Ji'u Volg. tra di Arialdo, e di Landolfo nobile Laico Cuo C'ollega. Ma quecto 
^NI\O 1059. non Cr:rvi Ce non ad accreCcere il tumulto e I' ira di una pane del Po- 
polo. Arnalfo, e Landolfo CenÎare, Storici Milane6 di quelli tempi 
(a) fir,,"'/. (
)., cd Avvocati dell' incontinem:a del Clero Ambrofiano d' aHora . 
V' Llm,dul- dlffuf.1mrnre parlano di quella Tragedia. Ora l' indefdTo Papa Nic- 
i};&{

IQ';.;,
 CQIò : infotmato da più parti di cosl fircpitofQ dilordine, fpedì in 
Jü,l. T. 11', quefi. A '100 , fe pure non fu nd fine del precedente, due fuot Legati 
J{tr, lllilic. a Milano ,per cercame i rimed] . 
eni wrono Piðt: Damillnø., fanto 
e 
elebrauffimo Cardinale e Vefcovo d' Oaia, cd Allfeltllo da Bad_f.;. 
Mllanefe , già creato Vefcovo di Lucca. Andarono dE aoche per if- 
radicare il viziC' dena Simonia, di cui era patentemcnte rea l' Arci- 
vercovo, giacchè egli a niuoo cooferiva gli ordini Eccldiaftici fenza 
fadi pagare. Trovarono cí1Ï delle oppo6zioni, e concra di loro Ii ven- 
ne anche ad una follevnione de' parzia1i de g1i Eccldialt.ici - Pure 
per la f.wiezza cd cloquenza del Damiano querati i rurnori, quell' Ar- 
CÏ'wercovo canfefsà il fuo fallo, cd accettò la penireDza impaftagli - 
Così fecero anche gli altri con reíbr proibita da 1ì innanzj Ja Simo- 
nia, c: l' ammogliarfi dci facri Mini!\ri de1l' A1tarc . Vien dittefamen- 
te narrato qltefta fareo da1 medefimo S. Pier Damiano in una fua Re- 
(þ) 
"r/4J la7.i
me (
). e a lungo ne parlano il Cardinal Baronic. (,,), e, i
 Puri- 
:DamiAn; eclh Cd). Dopo quefto I' Arcivercovo Guido anJò al Cancillo Ro- 
Vp"{,"1. s. mano, dove c:bbe buon trattamento dal Papa, alia cui defira fu po- 


:aj
'
:
 fio, 
 giu.rata. a lui ubbidienza, Ie ne tornò li
to a cafa. Ma, Pie
 
dlþaftic. Damiano In ncompenfa delle fue fatiche fu (poghato dal Papa de fuo 
&
) I'Hri"l- Bene6zj, e ricevette altri affronti. per Ii quali tl\odeUamente diman" 
lIIIS, J'I
A S. dò licenz.a di rinunziare al fUD Vefcovato d' Ofiia. Nell' Anno pre- 
t)'Ab
;jli". fentc,,. f

ondo G
glielmo Pugliefe (
) '. R,herto G"if!ardl. Du.c,," di 
.Alulus 1.1. Puglia S ImpadroOl delle Città di Canan, RolI'ano, Cofcnza, e Ge- 
1>11","'. rad nella Ca1abria _ E Gotifi-etlo Duca di Lorena e Tofcana , intitol
: 
to Dux & Mu.hio con .Arnaldo JTe(co'Vo e Conte teone due PlaclU 
nel Contado di Arezzo, Anno D01lllinicle }1IC1u'nal;ollis MLIX. Rtgntm- 
(f) "',,'iqll. 

 ,HeJWicQ Rege., Menfe 7"";., InJiétione XIII. (f) Dal che fi raccl)oo 
11111ic_ Dif- ghe, che Gotifredo avea moh:o bene alTunto iI governo àclla. Tofca- 
/erl,6.f7J1. na, e il titolo di Marchefe di quella Provincia. e che Don DC fo{fe gti 
fcmplice amminifiratore a nome deUa Moglie, c di Ma.tilda fua Fi- 
ßliuoIa, come ha creduto taluno. In oItre ne ricaviamo, ch' egli ri- 
conofceva per Re d' Italia Arrigo IV. In uno d' eill Documeoti com- 
parifce RfJtÌleriMJ filius U1.iâon;s Duds & Marcbionis, cioè di quell' UgU&- 
'" tione, de a' tempi di Corrado I. Augufto era flato Duca c Marctlc- 
fe dcIla Tofcana. ' 
.. '
.. 

'(t
 .
. 
,

> J.lC 
ifI"'4
 

,,,, 
 


.4nno 



ANN A LID' I TAL I A. 


16] 


Anno di C R 1ST 0 MLX. Iadizione XIII. 
di N Ice 0 L Ò II. Papa 2.. 
di A R It I G 0 IV. Re di Germania e d'Italia r. 


F Ece if Pontdìce Nitcolb 0 fuI fine del precedente, 0 fuI principio FRA Vo
. 
di quell' Anno, una fcappata R Firenz
, quando fuffifta una tûa ANNOI06o. 
Bolla in fuvor delle Mon
che di Santa Felicita r I. ldas Janua.rii, 
npportata daW Ughelli (a) . Portato.fi poi al Monillcro di Monte Ca- (a) Ut btll 
fino, quivi creò Cardinal Diacono Oåerifto Figliuolo di Odcrifio Conte ltal. S<<CI:. 
di Marfi. Depofe Angelo P'efco'llo d' .'\quino, e in Iuogo fuo ordinò r'lm, Ill. 
Martin, Monaco Cafinenfe <Ii nazion Fiorentino. Anche Pietro altro 
Monaco di quel Moniftero di nazion Ravennate, fu confecrato Ve- 
fcovo di Venafro, e d' Ifernia. Ed aHora fu, fecondo Leone 0- 
ftienfe (
), ch' egli creò Duca di Puglia, Calabria, e Sicilia Roherto (0), Lt, 
Guifcardo. Null' altro di rilevante, operato da queß:o valorofo Pon- oft h 1t1J l!s 
fi 1 1' A fc " 11." fc b I ' C røRIC. 
te ce ne 1 nno pre ente, e glUnto a nOura nonZla, e non c e eg I lib, 3. c, IS'. 
andò at Monillero di Farfa, dove nel Mefe di Luglio confecrò varj 
Altari, e diede poi a quel facro Luogo la conferma de' Privilegj (c). (c) ,Antiqu. 
Intanto ,S
efa
o Cardinale da lui fpedit
 in Fr
ncia ten':le un C
n
il
Ð fl::
c, o
;f- 
nella ema dl Tours Cd) , dove alcum eanom (pettanu alia Dlfclph- (d) L
bh
 
na Ecclefiaftica furono pubblicati . Per quanto s' ha da Guglielmo Pu- CtlnClI. 
g1iefe (e), fi fcoprì forfe neU' Anno pretènte una congiura di dodici Ttlm. 1-!-. 
Conti Contra del fuddetto Roberto Gui[cardo, ordita ipezialmente da 
) FU/
lel. 
Goffredo, Gocelino , e A bailardo, N ormanni nobili, tutti malcontenti /:::.' .
. 
di lui, perchè egli tuno volea per sè . A bailardo fra gh altri, N 1- 
pote d' etTo Roberto, non potea fofferire di vederú fpogliato da etTo 
fuo ZIO de gli Stati, che erano di Unfredo Conte fuo Padre. De' 
congiurati chi fu prefo, chi fi falvò colla fuga. Ma io non accerto 
che in quell' Anno fucceddfe tale attentato, perchè Guglielmo narra i 
fani (enza affegnarne il tempo. Sotto I' Anno prelème bensì raccoma il . 
Malaterra (f), che i due Fratelli Roberto Guifcardo e Ruggieri, anfaDti 
) 2/7'1'1- 
dietro alia conquifta di Reggio, Capitale della Calabria, fi portarono tt

. 11h
-r. 
ncl tempo di State all' atTedio di quella Cinà. Refifterono un pezzo C4p. 3. 
i Greci padroni, ma in fine a patti di buona guerra fi arrenderono , 
e qucl prefidio pafsò a Squillad. Fu queß:o CaUdlo atTediato anch' 
etfo, ed ob
ligato .aU
, refa d
 Ruggieri " Nella 
ronic,he[[a Amal6- C!) ANtiqu. 
tana (g) abblarno dt pm: Cloe che II GUlfcardo rlduffc m ruo pottre Italic. T. 1. 
anche Ia eiuà di Cofenza; con che tutta ta Cabbria venne fotto il p.g. 2.I3. 
dominio di lui, ed allora fu, ch' egli, fecondo il fuddettíJ Malater- 
ra, prere it [Itolo di Dllc",. Leone Oftienfe (h) è del mcdeGmo fenri- (h) Ltl 0- 
mento, ficcome dicemmo, con aggiugnere, che il GU'tè:ardo dopo la fiienfts liÞ. 3' 
prcfa dl Reggio venne con tune Ie tue forze in PUgh4 addoffo aHa CAp, 16. 
Città di Troja, c fe ne impadronì. La Cronichetta d' Amalfi mette 
. X 1. pri. 



164 ANN ALl D' I TAL] A. 
ERA Volg. prima la prefa di Troja, e poi della Calabria. Con qud1:i 
ì profpe- 
ANNO 106.:>. rofi fucceffi camminava a gran paffi la fortuna e il valore del Guif- 
cardo, e veniva mancando il dominio de' Greci in queUe parti . Gio- 
(a 
 Curtlþ.- vanni Curopalata C.), Autore per altro poco conofcente, onde fcen- 
lat. ;n n;- ddfe Roberto Guifcardo, confetra, che dapo la perdita di Reggio al- 
flDr. tro non reftava in m
no de' Greci, che Bari, IJro, GJllipoli, Ta- 
ranto, Brindifi, ed Hora, cioè a mio credere Oria, con altri Caftel- 
leni . La gloria nondimeno di tante conquifte de' NormJnni in Cala- 
bria è dovuta in parte a Ruggieri di lui Fratello, aluo Eroe di quel- 
la N azione e Farnigtia. Oue Bolle di Papa N iccolò 11. date: nel Me- 
fe di Maggio dell' Anno prefeme, in conferma dc' Privilegj ddl' in- 
figne Moniftero del1e Monache di Santa Giulia di Brefcia, fi 1eggo- 
(b) Bull.r. no nel Bollario Cafinenfe (b). Ho anch' 10 dato aHa luce un Docu- 
car

nf' mcmo (c) fcritto, AnnD ab /ncarnatione Dom;ni AI LX. ;p/ò die CalendaJ De- 



. 

o3' cembriJ IndiEl;one X/lJ. da cui apparifce, che nella -Cirti di Flrenze 
(c) ..4ntiqu. ante prte(ent;a Ðomn; Nichola; Plfpa Seie SanEl; Petri Romanenjis. Ee- 
It.I;,. D;J- cJeji
, & Ild;branduJ AbbaJ MonaRerio SanEli Pauli, Guglielmo eon- 
f,r,. 71.. te fopranominaro BulgareJ10 refiiruifce alcune eallella a Guido P'efco.- 
'Vo di V oltena. Ma è da vedere, fe quefia Carra appartencfTe più to- 
fio at primo dì di Dicembre dell' Anno precedente, in c.;ui poreva e 
foleva anchc più ordinariamente correre I' Indh;onr XlII. Al vedere 
che Ildebrand, è chiarnato folamenre Abbate d; San Pa.olo, potrc:bbc 
far fofperrare adoper.no qui I' Anno Pifano, 


Anno di C R 1ST 0 MLXI. Inàizione XIV. 
di ^ L E S SAN DR 0 II. Papa I.. 
di ARRIGO IV. Re di Germania c d J Italia 6. 


Cd) L" 
ofl;ønfis 
';Þ. ), ,. u. 


I N quell' Anno ancora il Pontdlce NiccollJ Il. volle vifitar la Chie- 
fa di Firenze, ch' egli aveva rirenura e governata anche durante il 
fuo Pootiftcato; ma quivi venne a trovarlo la morte circ.l il di 22.. di 
Luglio : Ponrefice benemcriro ddla Santa Sedc, e degno di mdggior 
vita. Tanto più fu deplorabile la perdita di lui,. perchè Ie tennero 
dierro de' graviffimi fconcerti, che furono preludj anche d' 
ltre mag- 
giori calami[à. Audia uone OHienfe (d) che g.ran ditrenfione e m- 
multo inforfe in Rorna intorno aU' elez.ione di un novello Papa; ed è 
certo, che refiò vacanre la Sedia di S. Pietro circa tre Mefi. V' e- 
ra un partito, che tenea per I' offervanza delle prerogative, 0 pretefe 
o accordate al Re di Gc:rmania Arrigo; ed un' altTo, che cfcludeva 
ogni dipendenZ1 da Jui. Di quefi' ultimo probabilmenre era capo .1' in- 
trepido eardinale lldel1rando Arcidiacono della fanta Romana ehlefa, 
R cui non piacque mai, che gl' Imperadori aveffero ingerenz
 ",lcuna 
nell' approvazione, non che nell' elezione de' fommi Pontefici . eapi 
dell' altro, per quanto ragioncvolmeme va conjetturando il Cardinal 
Baro- 



ANN A LID' I T It L I A. 16, 
Baronio, erano i Conti di Tufcolo, 0 fia di Frafcati, mal foddisfatti EllA V oIg. 
di quanto avea operato contra di loro il defunto Papa Nicolao. Se ANNO 10,61. 
\Togliamo afcoltare it Continuatore di Hermanno Contrauo- (a), dopa (a) Contl- 
1 If rr P R ' C & I . E . R . 7Juater Her- 
a mone u euo apa, omanz oronam, a la munera "rlce Igz mann; C,n- 
trafmiferunt, eNmfjlle pro e/igendo fummo Pontifice interpeJiavørulIt. Tale tratli in 
fpedi'l.ione do vette df
re fana dalla fazione de' fu.ddetti Conti Tufco- Chronic.. 
!ani. Non maneò il Collegio de' Cardinali di Ipedire anch' dfo un' 
ambafciata alIa Real Cone di Gerrnania (
), e fu fcelto pcr tale in- (b) 
'trus 
cumbenza Stefano, uno de' più accredirati fra loro, in cui concorreva D.mian; 
01"[', -4., 


No/;i/itas, gra1Jitas, prohilas., & WIelltis acumen. 


Andò quefti, ma per Ia cabbala 'e 1Th11vagità de Y Cortigiani, fette 
giorni pa{feggiò I' antieamera del Re.. fenza- poter vedere la di lui 
faccid, nè prefentargli Ie LeHcre creden'l.ia1i . Veduta ch' egli ebbe 
quefta mal aria, íè ne rornò indietro aRoma, dove rapprefemò I' in- 
civil trattamento, che gli era ftaw fatto. A1ìora fu, chc: il Cardina- 
le Ildebrando, [enuto configlio can gli altri CarJinali, e co i N obili 
Romani del Cuo partito, propa[e di eleggere Papa 4nfil1Jtð da Bada- 
gio, di p.ttria M ilanefe, e Vefcovo aHara di Lucca, uomo di gran 
bomà, e zeto EcclefiJftico, e che forfe non s' afpertava queß:a pro- . 
mozione . Chiatrulto da Lucca- aRoma, venne immcdiaramcnte con- 
fecrato ed imronizzato col nome di AleJJandro II, fenza voler' 
rpet- 
tare confenfo alcuno da.1 Re Arrigo. E quì appunto tornarono i Ro- 
mani ad efercitare I' intera loro ]ibertà nell' dezion dc' fornrni Pomt- 
fici, con ricup
rare eziandio I' altra di non afpeuar I' atfenfo de g]i 
A.ugufii per la confecrazione .- indipendenza mantenuu poi fino a i dì 
Dothi, quando per tanti Secoli addietro fotto gl' I rnperadori Greci, 
Franchi, e Tede[chi era durato il cofiume, 0 diciamo, Ce così fi vuo- 
1e , I' ..bufo t dae I' e1czionc bensì refiatfe libera al Clero e Popo]o Ro- 
mano, ma che non fi devcni{fe alla confecrazione fertL3 il heneplacito 
c: I' approvazion de gli Augufli., Avea il [0]0 predefunto Arrigo 11. 
fu gl' I mper.1dori oltrepa{Euo i confi ni de' [uoi predeceLTori, con ob- 
bligar' i Romani, che nè pur potdfero eleggere il nO\'eUo Papa fen- 
2.a il confenrimcmo fuo . Da N iecolò II. era ftato ul[irnameme car- 
reno quelto eccetTo, con t<>rnar Ie core al rito antico. Ma i Romani 
offcfi del poco conto, che s' crd fatto alIa Regal Corte di Stefano 
Cardinale loro AmbaCcia.t,ore, nè pur vollero accomodarfi al dccreto 
d' e{fo Papa N iccolò, decorofo anche pel Re Arrigo, perchè n'[olu- 
ti di rompere ogni catena,. e di ricuperar 1a piena lor libertà in 'fdre 
j Papi, praticata fempre mai ne' primi quattro Seco1i della Chiefa. 
Nè già operarono fen'l.l aver ben prepara[i i mez'l.i umani da (oftener 
la Ioro rifoJuzione. Era in Ioro favore Gotifredo Dltca dt Tolcana, Prin- 
. cipe aHora potenti{Jimo in Italia . Faceano anche capitale del laccorfo 
de' Normanni, che aveano giurata fedeltà alia Sede Apoftolica ; e più 
ne faceaDo di RiccardI Prinâpe di Capol, divenuto anch' c{fo V"tTal- 
10 



166 ANN A LID' I TAL J A. 
EaA Totg. 10 delta ChÎera Romana. S.ppiam,') da Leone Ofii
nrc (..), che .De- 
ANNe 1061. jitkrio Abbate di Monte Catino e CarJinale se n' andò in tal congiun- 
("ì.n

ø ,
-. tura a R
m
 cum Principe. Crc:dene il Cardinal 
aronio (/I)., che 
,!ø,fu. 3 quefio Pnnclpe 
o(f
 Roberto Guifcardo. Ma fi dee mtender; dl Ric- 
(b) Bar,.. ,ardo, nel CUt Prmclpato era Monte Ca6no. Roberto 5' intltolava al- 
Jlø".': Ec- lora DtlCa, e 110n Prinâpø . 
cleft.flle, .ora appena giunfe aHa Corte 'Germanica I' avviro dell' ek.tto cd 
intronizzato A/e./!.JNd,.o II. che I' /11Iperadrice Agneft ne re(iò forte am.. 
reggiata, c i Cuoi Minifiri diedero neUe fmanie, efagerando I' afFronto 
fatto al Re col non aver voluto afpettare il fuo a(fenfo, e -coU' e{fedi 
:mdfo-fono i piedi il Decreto di Papa Niccolò, ful quale !Unicamente 
fi .potca fondare 1a pretenfion di Arrigo: giacchè folamente chi era 
Imperadore COTonato, avea in addierro avuta mana ,neU' approvazion 
dc' Pa pi eletti, e non già chi era unicamente Re d'ltalia, come in 
lJuefti tempi veniva riconofÓoro Arrigo IV. benchè non pcranche a- 
"e(fe ricevuta la Corona di quefio Regno. Degno nondimeno di of.. 
{eryazione è, che in :!.kune Lettere e Diplomi A rrigo IV. non per- 
anche Imperadore, J,lfa il titolo di Romanurum .ReJt: il che vuol figni- 
ficare qualche cor
, nè fi truova ufato <h' Cuoi predece(fori. Accadde 
in quefio mentrc, che i \'efcovi di Lombardia do po la morte di Papa 
Niccolò II. fecero broglio fra loro per aver' un Papa di tempra men 
rigorofa d
' precedemi zelantiffimi Papi, il quale fape(fe un po' piú com- 
patire ic Jor fimonie ed inconrinenze, con dire una ridicolofa propo- 
6'lione, 
ioè che il Papa non ft dovea prendere, nift eJt Paradi{ø /16- 
(I:) Card;- lite, cioè -deUa Lombardia (eo). Spedirono a tal fine in Germania aI- 
,ud. d. 
ra- cuni dell' Ordine 10m, affiochè fi maneggia(fero per orrener quefio in- 

i;x::;
i tento. Ora trovandofi un gran caldo in quel1a Corte, e foffiando in 
J1. PArI. I. quel fuoco Ugo Bianco, gii Cardinale, e poi ribello della Chief. Ro- 
Tøm. III: mana, non fu loro difficile il proporre, e far di"hiarare Papa, cioè 

er. I'alle. Antipapa, contra tune Ie regole nella Feita de'Canti Simone e Giuda, 
Cada/oo, chi
mato ,Cadalo, V dèovodi Parma, uomo rieco di facold, 
rna pi.ù di vizj, de fi d.icca condennato in ere Concilj a cagion della 
fua vita troppo contraria al cararrere di facro Pa(tore. N e feecro per.. 
ciò gran felb tutti,i Simoniaci e Concubin:uj di Lombardia. Le fcene 
occorfe dipoi fi veggono defcrine dalla penna fatirica di Benzøn
, iI 
quaJe s'imito1a YeJi:o'lJf er .AI!J
 nel M
nfcrrato, ma Vefcovo Scifma- 
tico, che forfe non dovette mal e(fcre I1CeVU[O da qucl Po polo , e per. 
ciò nè pur fu conofciuto dall' Ughelli. Era CO!\UI gran partigiano dell' 
Amipapa Cadaloo. Il Panegirico da lui fatto ad Arrigo IV. che fu 
(d) ,/.1,,,11,- .dato alia luce (hi rv1enchenio (d), e dol me vien creduro Ja UelTa Ope- 
NUl Rt
. fa, che Gualval10 Fiamma (e) circa l' Anno 133r. citò fotto nome 
GtTm
'Zl
 di Chr011;ca Bt1lzonìs Epifiopi A/bmfis, è una fiomacofa Satira contra 
(
). G
.d;a- di Papa AldTandro II. e d'lldebrando Cardinale, foltegno in quefii 
"eus, Fla'''.- tempi deUa Chicfa Rom:lOa, dol m
Ltecfi 
oll' altra !nfame) e picna di 

II m 1'011- bugie, che abbraml) di Bcnnone fJHo Cardmdle, e nbcU.o della Chiefa 
tla MSt.. Rumana, N.lrra eíTo ßeulonc: d' effere ttato invialo per Ambafciatore 
del 



ANN ALl D' I TAL I A. 167 
del Re Arrigo aRoma, per intimare a Papa AlelTandro la ritirata Eu Volg. 
dal Trono Ponrifìcio, ma con trm'ar"ivi chi non avea. paura. In tale- ANNO 106.. 
{lato crano gli affi.ri dell'!. Chiefa Rom:tna in quefii tempi. 
Intamo dopo la conqutfia della- Calabria il valorofo COn!, Ru[,- 
t,ier; mirava c

 .occhio di. cup
dig
a, ed infie,me di. compaffi

e la vi- 
cina mifera Slclüa pofta [0((0 .1 glOgo de gh emp.. Saracem, e co- 
minciò a meditame la conquifia. (.) La buona fortuna' portò, che Ii (a) Gllufr;- 
rifugiò prefTo di lui in Reg
io Benhumena, Ammiraglio Saracrn
 dNI 144la- 
della Siciha, malm\ttato e l'erfeguit3to da Bennamero uno de' Principi tlrra 1ilo, 2.. 
di qudl'lfola. Qudti gli feee conofcere alTai facili i progreíIi in Si- ''Yw' I. . . 
cilia, da che: dfa era divi
a 
ra Yarj Signorotti Mori, cd offcrì i1 fuo in ';;ift':,
 
ajuto per I' imprefa . Rugg'cn adunque fuJ' fine del CarnevaJe deWanno r.lo. 
i,ili. 
prefente con Coli cento fdrama cavalli pafsò il Faro per ifpiar Ie forze Ilfuil P.- 
dc'Mori neU'lfola, diede una rotta a i Meffinefi j feee gran bottino f'lIm. 
verfo Mclazzo, e Ra
ta; poi felicementc fi riconduCTe in Calabria,. 
dove pCt tutto.il Mere di Man.o e d' Aprile attefe a far preparamenti 
per portarc: la guerra in Sicilia. A quefta danza invitato il Duca. Ro-, 

erlQ., Guifta,do fuo Fratello (b), colà [1. portò con buon nerbo di ca- (b) 

./4- 
valle
ia,. e.d anc
e con 
n' Armata na.vale. Pre[C'.nrivano 
eramente i 
e;r. ..iii. 1..- 
MorL lA d,fpofiz,onc de 1 due Fr:Jte1h Normanm, e pero accorfero .,. . 
da. Pakrmo con una Hotta afiii più numerofa per impedire il Inro 
pa1faggio. Ma I' ardito Ruggieri con cento cinquanta cavalli per altro' 
.fito pafsò 10 Strctto, e trovata Meffina con poca genrc, perchè i 
pìù. ('[aDO iti nelle navi Morefche, fe ne impadronì: il che fece riri- 
rar Ie navi nemiche, e lafciò aperto il palTaggio a queUe di Roberto 
Guifcudo, il quale coli sbal"cò coUe fue foldatefche. Nel tefio di 
G
ufrido 0 6a G?ffre
o 
alaterra quefia sì glorio.fa conquifta, per 
cw dopo 1. 
o. anm fi rtalbero: la Croce nella Cit[à d. Meffina, fi vede 
riferÌ[a all' anno precedente 1060. Ma io credo fallaro queU' anno, 
portando la ferie del racconto, che ]a prefa di Meffina accadeCTe neU' 
anno prefente. V cnne poi un groCTo efereito di Mori. e Siciliani rau. 
nato da B'cnnar:nero, ad afTalire il pieciolo de' N ormanni, ma reß:ò da 
cffi sbaragliato co11a morte di dieci mila di quegl' Infedeli. Non è 
già. vietato il credere a!Tai meno. Diedero il faceo dipoi i due Fra- 
telli, Principi Normanni a varie Cafiella e Comrade di queU' Ifol" fino 
a Gjrgenti colla prefa di Traina, 6nchè venuto il verno fi ritirarono 
a quartieri. Se crc:.diamo a Lupo Prorofpata (c), in queft
 anno ancora. (c) LNþU' 
Roberto Guifcardo s' infignorì d' Accrenza. Ma probabilmente ciò IV- !,rIt
Pllt
 
venne I' anno antecedente al vedere, che queflo Scrittore mette aU' In C ""Ie', 
anno feg
ente l'innalz.amentø al Pontificato di Ale1fandro II. che pure 
appartienc all' aGno pre[ente. 


'\. 


Anno 


.... 



168 


ANN A LID' I TAL 1 A. 


s' 


Anno di C R 1ST 0 MLXI I. Indizione XY. 
di A L F S SAN D Roll. Papa 2. 
di ARRIGO IV. Re di Germania e d' Italia 7. 



1l A Volg. N VII' alrro 3Vea f.1ttO nel verno di quell' an no I' Anripapa Cadaloo, 
.A.tiNO 1062.. che ammafTar gente armata e danaro per patTare a Roma con di- 
, fegno di cacciarne i! iegiuimo SuccefTor di S. Pietro, e di farfi con- 
(a) t Co"t n ,- _ fecrare, fe -crediamo a1 Cantinuatore d' Ermanno Contratto (4). AI- 
nu. or tr . . d ., d ' P h . V r. 
",anni Clln- cum II prcten ono. gla or Ir:I.3r<> a,pa, perc e elCOVO egli era, e 
trani ,in che avefTe a{funt
 11 nome. dl O
ono I I.. ma ne mancano Ie pruove. 
Chmlll'. E s' eglr non muto nome, fegno e, che ne pur fu colle cerimQnie or- 
dinato, Pontefice. Con. tali forze ,ar
ivò Cadalao aRoma oel dì 14-. 
d' A prtle (Benzone fCflve, che VI glunfe 1'11/. Ka/endas Apri/iI) e Ii 
. accampò cuh'eferc.ito Cuo ne' Prati di Nerone. Nella Vita di Papa 
(b) ,C.rt],- AlejJandro I/. a nOi con(erv.lta dal Cardmal d' Aragona (h) troviamo, 
"tlllS il, h ) . C ' , N b ' ) ' I J . d . I fi 
Jfraltl", VÏJ. c e mo tI :lplram: e... a I I '-

1a
1 gU:1 agnau co I' oro 1 dichia- 
.Alexand,i rarona del paroto dl CadaIoo; e CIO Vlen confermato da Leone Oftien- 
II. PArt. 1. fe (c), e dall' Autore Ji un'altra Vita di dro Papa AleCrandro (J), da 
Tllm. ll1 l " cui impariamo, che molti giorni dopo la cfalt:1zion d' efTo Papa, Ro- - 
RIr. Ita ".. l " t J fi fi ' t d, ' h h 
(c) Ltll manz, fju01'um ma a conJlfe Uf/O emper UI , eum 0 10 a ert cæpe,.unJ, e 
Oflitnþs furotlo eßì gl'incttatori della venUta di Cadaloo. Uno dc' principali , 
lib. 3:.'2.1. ma volpe Vt'cehia, era Pietro di Leone, la cui Farniglia feee anche 
(d) V d 't: ..(le- dipo; gran figura in Roma. Da Benzone (t') è chiamato Giudeo: il 
xan ,,11. h b b I I d ' h I . c C . 
'.ll. T. Ill. C e pro a I mente VUo ife, c e era nato ta e, ma pOi lano ra- 
Rer. Italic, Hiano. Non mancavano in Roma a P,!pa .-\lefTandro de: gli aderenti ed 
(t:) Ben
øin ;lffezionati, e vcrifimjlmentc aVe\'.!. cgli anehe proccUiato de gli aiuti 
'IIntl'}"'. da Riccardo Principe di Capua. Si \'
 nne dunque ad una batta
ha, che 
lie>>"" IV. ' - f ' . {" ti -' 11 ' d 11 c d I 1 , P 
T. 1. R.tf. I'IUICI angUlnolâ, C 01 co a pegglo e a raZlOne e eglttlmo apa. 
Germ. 1.1",- POCO nondimeno duro l'allegrena di Cadaloo, perchè Ghiamaro a Ro- 
d1ttui. ma Gutift-edo DUC.i di TofCana, compan'c coJà in aiuto del Pontefice 
Alefldndro COR si numerofe fquadre e forzl" tali, che renò come af- 
fediato l' Amipapa, e fè volle ukirne [alvo, gli convennc adoperar pre- 
ghiere c groffi regali col Duca, il quale fi contemò di lafeiargli apena 
la porta pjCr tornar{cne libero, ma fpogliato, e colla tefta baflà a Pu- 
ma. Benzone defcrive a lungo qudta t3tti, ma ie con feddtà, nol Ca- 
prei dire. Ccrtamente da S, Pit'r lJ.lmi.mo vien lòfpetcato, che il Duca 
Gotifrcdo non orera{fe can tutta lealtà cd onoratezza 0 in quefb, 0 
nelle ft'gucnti congiumure. AIl'incontro Bcol.One [erive, che il mc- 
defimo J)uca feee venire i Normanni a Roma a ditèia del Papa, Ca- 
merinam & Spolttum ;n'Vafit, (il che è dcgno d' attenzlone) plures Co- 
mitatuI ju\.ta mare tyram
ice u/ùrpavit. Per totam ltaliam, quos volttit, 
ad Regis inimicitiaI incitav;/. .-\gglUgne in oltn
, ef1er egli !taro que- 
gli, che motTe AmJOtIe Á,'ci'Vefto';Jo dl Colonia a raplre il giO'./inctto R(' 
ArrJ- 



ANN A LID' I TAL 1 A. J (,9 
Arrirro, E Lamberto
 da Scafnaburga (ø) oíTàva, come fon
 fdnda- ERA VoJg, 
)0[0 
I vedere, che laddovc amicamcnte fi fugsivano i Ve(covati, ora 1\I\iKO IQti!.. 
fi faceano b:ltta g lie, e fi fpargev,\ il f:mgue Cn1liano per confl" g uirli: (;1) 
a
;/;tr- 
, d 1 H d I A ' A ' I 1/41o>C.:JJPJ':- 
c \'uol dire e Papato. 0 eao, c 1
 ;1 IJC rapt rng.? V: 11]- &urlcn(is i" 
torno ache fi ha dol fapere, eh..: finqUi dfo Re era í1:ato totto 11 go- ChronÎco, 
verno dell'lmperadrice Agncfe, la qu lie regolava gli affui unicam,:::me 
col configlio di Arriy"o J7efco1)o di AUglllta, perfonaggio ben accortn, 
che ad eCclufion de gli altri pretendeou aVca f."Ipmo imrodurfi nell:! 
grazia di lei, Era CavIa, er
" pia 'prin
ip
fi,à ,Ag,l1
fe: natavia non potè 
fchivar fa maldicenza de gll aIm PrmctPI mVldlOfi dell I Fortuna dd 
Vèfcoyo Auguttano, perchè fparfero voce d'illecita fam:liarità fi'3 lei 
e que! Prelato, J1 perchè 1\0I1011e f\rcivefcovo di Colania cot con- 
fenlò di molti ah:ri Principi tolfe all' Augufia Madre il giovineao Ar- 
rigo, ed affunfe colla di lui tutela il govt:rno de gli St(lti. La ma- 
niera da lui tenuta rer far quelto colpo, la Caprerno fra poco, richie- 
dendo ora la voce fparlå contro I' onore del'Irnperadrice Agnelè, ch'io 
prcrnunifca i Lenon con avverrirli dcIla malvagità, che allara riù che 
mai era in vC'ga" Facile è I' o{fervare, che i tempi di guerra fon rempi 
di bugie; m:l non fi può dire abbafianza, quamo larg:l brigli.t fi la- 
fciafiè in qucfie, e nelle feguemi di(cordie fra il Sacerdozio e 1'101- 
perio aHa bugia, alla fatira, alla c3Iunni:l. Lc più nere iniquirà s'in- 
'"cnrarono e fparJero de i Pari, de' CardinalI, de' V cfcovi èa chi era 
loro comrario; ed alrre vicendevolmeme fi fracciarono da i mal' af- 
fcui contra di Arrigo IV. Cl di tutti i fuoi adetenti" Però fià a i pru- 
denti Lenori il camminar qui con gran riguardo, prefiando falam
nte 
fede a ciò, che fi nuova parentememe an-erato daJla mifera co!1:itu- 
zion d' aHora" 
N è- già. fi può fallare in creden1o, che Arrigo IV" fi fcopri 
col tempo Principe d'indole cattiva, incofiante e violenco, e che tutti 
i Vizj prelero in lui gran piede per qualche difetto della Madre; ma 
più per I' educazion Icguente; e che la vendita de' Ve(covati, delle 
Abbazie, e ddl' altre Chiefe, cloè la Sirr.onia, era un merC3to ordi- 
nario di que' sì fconcertati tempi, per colpa fpezialmenre ddla Cone 
Regale di Gcrmania, in cui piÌl potea }' amore dell' oro, che ddla 
Religione, e troppo regnava l' abulo, non però nato allora, di ugua- 
glial' 10 fpirituale al temporalc. Ora 0 lìa, che i maneggi (egreti d<.lla 
Cone di Roma, 0 quei del Duca Gotifredo diCronefiero in Germa- 
nia un ripiego per liberar la Chiefa dalla velTazione dell'indegno Ca- 
daloo, 0 pure che il fuddeuo Aonone Arcivcfcovo, Prdato tcouto in 
concerto di fama "ita, con altri Princiri 10 rrovafiè cd e(egulfiè, ref 
mettere hne allo Scisma: ceno è, che in quell' an no cffcndo ito dfo 
:\rcivefco\'o pel Reno a vifitare il Re Arrigo, giovane allnra di circa 
tredici anni, do po il definare J'invirò a veder la nave fumuofißima, 
che I' aveJ condono cnJà. V' andò di nulla fofpewmdo il fempJice gio- 
vaneno, ed entrato che fu, fi diede toilo di mana a i remi" Sor- 
prefo da quefi' atto il picciolo Re, temcndo cbe il couducelTero a 
Y'om. rl. Y mo- 



170 ANN A LID' I TAL I A. 
Ell. A Volg. morire, fi gittò neJ fiume, ma fu falvaro dal Conte Ecberto che 
^XI':'O xo6z... r. I ' h ' (J II 1 , 
13 CO ane e 0 ne ' acqua. Su qudla nave- adunque pacificato con ca- 
r
zze fu condono a Colonia, dove refiò I?>no il governo di qud f
g- 
glo Prf'lato, at quale da i PrinÓpi ne fu accordara la tmela. L' I m- 
per
drice A
nefe trafitta da quefio inarpettaro colpo e ravveduta de' 
f:1lh cornmeffi in patrocinar I' Antipapa, dererminò di dare un calcio 
al Mondo; e paCfando dipoi aRoma, accettò la penirenza, che gli 
fu. d3t3 da Papa Alelrandro H. Per teí1:imonia.nza. di S. Pier Da, 
(a) Pttrlll mlano (4) 
 non tardò l' Arcivercovo di Coronia Annone a. dare , P er 
Da11uani 
opufc. IP. qu
nt? c
a iA fua mano, ,Ia p:.ce alia Chief a ; percioc,chè raunato un 
(;?" ;'1 opu- ConcJJIO 10 Osbor t, dove IIltervennero 10 í1:eCfo Re Arngo, e 1\oa graD 
[lu1. XYlIl. copia di Vercovi 01tramontani cd Ira1iani, nella ftelro dl .18, di Ot- 
robre, in cui CaJaloo era fiato neU' anno precedence cleno contro i 
Canoní Papa, fu egli anche depoß:o, 0 per dir meglio riprovato e 
condennato. A vea precedenremenre il meddimo Pier Damiano fcrina 
una LeCtera di fuoco al prcdetto Cadaloo, chindendola con alcuni ver- 

;iJd

: :;.. fi, e dicendo in fine (.) 
 Diligmttr igitllr illl.'1,de,. 
uod die.: 
in Ofufcu1. 
KI'lll. Fume" 'Vita 'Volaf, m
rs imprQ'Vi(iI propi'nq at" 
!Yllm;ntt e?tp/eti pr
ptS tibi ternzinur -rvi. 
NOli ego Ie fa!/o: capto morieris i. canna, 
ViO"e anchc dopo I' Anno predetro Cadaloo. Pier Damiano, veg- 
pendo, che non avea coiro ndla predizione, cercò uno (campo con 
dire, ch' egli :;' era intefo de113 mane civil
, cioè dclla di lui depop 
fiziC'ne, e non già della lDorte nuura1e. Se i fuoi vedì ammettano ta- 
le fC3ppata, nO'l tocca a me it giudicarne. Cerro confe{fa egli , che 
per queí1:o gli fecero Ie rif., dic[TO i ruoi avverfarj , LeV'Ò an cora eCfo 
An:iv(fcovo Annone il pono di Cancdlicre d' (talia a Guihert(J, che 
parimence col tempo divenne Arcivcfcovo di- Ravcnna ed Anripapa, 
c 10 diede a. Gregorio P"efcO'l)o di V crcelli, uomo nondimeno mace hi 1- 
to anch' eCf') di vizj : il che fa conofcc:re, che il Re Arrigo, benchè 
non pc:r anche coronato in Italia, pur ci era riconofciuto per Padrone. 
N on so io già, fe iQ queí1:i tempi fia ben regolata la Cronologia 
(t:) I..pus di Lupo Protofpata, Ben so, aver egli fcrino (c"), che Roberto Guif- 
!rot'fpat
 cardo Duca s' imradronì in queß:' Anno dellfl. Città. d' Oria , e di nuo- 
'n C/'rOnlco. vo prefe Brindifi, e 10 fielro Miriarca ( forCe il fuo Governacore-) . 
E' da vedere ancora, fe appartenga aU' Anno prefente, (;ome ha. il rc- 
ld) Gaufri4. 11-0 di Gaufrido Mal:\terra Cel), fa dilcordia inforta fra e{fo Duca. Ro- 

A1At'rr. beno. e il c.ont
 Ruggieri . Bet1chè Roberto prorneCfo aveßè ad dfo 
Ill,. Zo. c. 11. fuo Frarello di cedergli Ja metà deHa Calabria, pure non fi . vcniva 
mai a queí1:a fofpirara cclIìonc. A rif
rva di Melito, cbc era in m.m 
di Ruggieri. in tuno it refto delle conquific I' ambiz.iofo ed infaziabil 
Roberto I. flcea da Signore-, Però Ruggieri prefa occafion
 dal re- 
cente fUr) Matrimnnio, fècc: ifianza a Roberto per l' efccuzlOn delle 
promc(fe, a. 6nc di poter dorate gec:entemt'ntc Ja nuova fu.\ .fpofa 
Er,m- 



ANN A LID' I TAL I A. 1"'1 
, 
Erimhergll, chiamata da altri Delizia, a Giudilta. Ricavandone folo EM V oT:. 
parole, c non fatti, fi riurò forte in collera da lui, e gl' intimò la ANNO 10(.12.. 
guerra, fe in termine di quaranta giorm nol foddiståcca. La rifpotl:a, 
che gli diede Roberto, fu di ponadì call' Armata ad alfediarlo in 
Mehto . Ma con tuue Ie prodezze f
tt
 d
Il" una e daIl' altra parte, 
nulla profiuò Roberto. Anzi RuggIeri UtClto una notre di Melito 
gli occupò la Ciuà di Gierace per trauato fano con quc' Cinadmi . 
AHara Roberto mtto fumame d' ira -corfe aU' afTedio dl Gierace; e 
ficcome perfonaggio d' incredibile ardire, una nOHe ben incappuc<.:ia- 
to (che già era 10 ufo it Cappuccio anche fra i Secolari ) fegreta- 
mente fu introdouo nella Città da uno di que' porenti Cirradlm per 
nome B.\filio. Per fUR difàvventura refio fcopcuo, e preCo a funa di 
Popolo ; vide poco dipoi rrucidaro Bafilio, impalata fua Moglie, c 
fi credeva anell' egli fpedito . Can belle parole gli riuCd di fermar la 
furia del Popolo, e fu cacciato in prigione. N e andò la nuova aU' e- 
fercito fuo; ma non fapendo che fi fare i fuoi Capirani per liberarlo, 
miglior configlio non feppero trovare, ehc di fpedirne incomanentc 
l' avvifo al Conte Ruggieri, fcongiurandolo, che accorrelfe per fal- 
yare il Frarello. Non fi fece pregare il magnanimo Ruggien j corfe 
tofio co' (uoi a Gierace, e chiamati fuor delta Città i Capi, tanto 
di(fe colIc buone e colle minaccie, che fecc nmcrrere in Jibenà il 
Frarcllo . QueUo aecideme, e la cottanza dl Ruggieri produtfe buon 
effeuo, perch
 dopo qualche tempo Roberto gh accordò il dominio 
della metà della Calabria. Pa(sò dlpoi Ruggieri in Sicilia, dove cf- 
fendofi ribellato da lui i1 Popolo dl Traina, feee delle maravighe di 
patimemi e di bravure contra di que' Citmdini, e de' Saraceni accorfi 
in loro =tjUto, tantochè ne riacquitlò vcramente ia fignoria. CI edc Ca- 
millo Pellegrini (0), che RÙcfl1"do l. Conle di Averfa, .to'igliuolo di A(ci- (a) Co1mill. 
littino Nor01anno, e non già Fratello di Robcrto GUllCardo Duca, I'mgriniu$ 
come immaginarono il Sigonio, e il Padre Pagi aU' Anno 1074. oc- l!iJl. Prin- 
cupafTe fin l' Anno lorS. il Principaro di Capoa, citando fopra di ciò 
'p'dLalllD- 
I' Oitienfe (b). A quell' Anno aneora nella Crol1lcnetta A01a!l1rana C") (b) LeD 0- 
è fcrino, che Riccardo fu creato Principe di Ca'poa infierne con fuo (lilnfÙ Chr. 
Figiio GiordallD. CCI'tO è bensl, che N iccolò II. Papa nell' Anuo J. ). t'., If. 
IOf9. gli concedette I' invefiirura di quel Princip:uo, O1a non arpari. }
\
n
q'l 
fèe, che ne fofTe allora'totalmeme in poffelfo. Imperocche è da Ca- pa;.IC
I]: . 
pere , che fecondo il fudd..:tto Ofiienfe, invogliarofi tempo fa Riccar- 
do di quella bella contrada, me(fo I' a{[edio a Capoa, vi folbbricò rrc 
Batlie aU' intorno. Ma Pandolfo r. Principe, chc v' era dentro, col- 
10 sborfo di fette mila Scudi d' oro I' indulle a mirarrene. Mancato 
poi di vita elfo Pandolfo ( non so in qual' Anno) e {ucccdutogli LtJn- 
dolfo r. fuo Figliuolo, eccoti di nuovo Riccardo colle tùe alO1i fo[to 
Capoa . Tanto la firinfc, che fi venne neU' Anno prefente ad una 
CaplroJazione, per cui Landolfo fe n' andò "ia ramingQ, e i Cittadi- 
ni riccverono per loro Principe Riccardo; 011. con rÜenere in lor 1'0- 
tere Ie porte e Ie Torri della Città . DlI1ìmulò per allora l' accono 
Y 2. Ric- 



E \I. 4 V oJg. 
^"'N() IQÓl.. 


171. ANN A L J D' I TAL J A. 
Riccardo, e conrenrol!ì di quet10 . Poi rivoltc le fue armi aU' acqui- 
1io delle eiuà e C..nella di qud Principato, gli riufcì nello fpazlo di 
quafi m: Mefi d' in Ggl10rirfi di tutto , Ciò fatto, ìntimo a' Capuani 
IJ confegna delle Tom e Porte, e perchè glicla ncg:ll"òno, {lrcua- 
m.:nrc a!fcdiò quella Cirri. Spediroho bensi i Capuani al Re Arrigo 
in Germania il 101'0 Arcivefcovo, per ottencr fuccorfo; ma non a- 
vcodo egli riportato fe non parole, furono dalla fame afiretti a far Ie 
vog1ie di Riccardo Annð Dominic
 /ncarnatiollÏs J
LXll. 'luum jam 
per decem circiter Annorum curricula Normannis viri'iter repugl1ùffil1t . Pe- 
rò quantunque efi (lano più Diplomi di quet10 Principe, da' quali co- 
tla, aver egli afT'unto fin dell' Anno IOf8. 0 IOf9. iI titolo di Prin- 
cipe di Capoa, con a{fociar ancora Gio1dano /. fuo Figliuolo al do- 
mmio, nientedimeno fohllDcnte in qucfi' Anno egli oucnne la piena e 
libc;'a lìgnoria di que! Principato. Così cefsò di regnarc am:he ivi 
1a fchiana de:' Principi Longobardi, e femprc più crebb.e I" potenza 
de' Principi N ormanni. Da lì a poco, attacc:\ro(i una none il fuoco 
aila Ciuà di Tiano, probabilmente con prem{'dir,I[O configlio,. v' 3C- 
corfe net m:utino fegucnre Riccardo, e colla tùga di que' Conti fe 
ne impo{fcrsò. Pari mente krive Romoaldo Salernitano (a), chc in 
queft' _1\ nno e{fo Principe ;ntravit terram Camp:miL, obftditque Cepc:ra- 
num, & ufqtle Soram d,vaflando pe,'vmit . Ci ha conlèrvata I' .'\Utore 
deJia Cronicherca Amallitana (b) una norjzia, cioè che per ordine dell' 
I mperadorc, Gfltifredo Alarcheft e Duca di T olèana eol fuo efcreito 
venne contra di Riccardo, e che feguirono fra loro \'arj fani d' armi 
prdfo di Aquino, in guifa tale chc fu obbligato Gotifredo a rocoar- 
fen.: indictro con poco fuo gufto e men guadagno, 


(a) ltomual- 
MU s s.Jerni- 
'i/nus chr. 
rom, VIi. 
Rer. Itill;c. 
(b) .Antillu. 
It.lic, T. I. 
1 4 1, U3. 


Anno di C R. 1ST 0 MLXIII. Indizione I. 
di ALE S S A }I; D Roll. Papa 3. 
di ARRIGO IV. Re di Gern1ania e d' Italia 8. 


F Ioriva in que/l:i tempi Giovanni Gua/bertÐ Abb.ate, Ifl:itutore de' 
(c) .AIJ'!:;IAI Monad di, Vallombrofa (,, ) , P crfona gg io di fOfilmo credito P er 
P.r71llenJJS , 
in Vi,. s. ],- 14 fanti(à de' fuoi collumi, non menD enno che fuori della Tofcana . 
IWJlII. GU41- Era (lato creato Vefcovo di Firenze PietrQ di nazionc Pavefe; e percioc- ' 

erlÍ. c-hè aHora da p ertutto facca g ran de firc p ito il vizio della Simonia, i _Mo- , 
.An. 54n- IT: L S .1 
/lJ,um naci Vallombrolàni, fofptttando, ch' egli foue entrato nd
 ,eulI 
:Boll.nd, Epiicopale mediante il danaro, cominciarono a 
iffamarlo 
er, Slmo- 
.d 

,,,, 11. maco, c molTero un gran tumulto nel Po polo dl quell.) Cma. A
- 
Julu. drea Monaco Genovele (J) blciò kritto, che porratofi da Roma a Fl- 
(d) .Andreas V - F ' r I . 
J47J"':Jfìs in renz
 
euw
e. Mez
abarb. p
r vifirare i,l ef
o
o luo Ig mo 0, 1 
r'it. s. 10- furb. FlOrem:lnI con mterrogazlOn fuggeftlva gh dlmand,arono, quan- 
ÞJ ,,,,!is GIIAI- [0 avcfr
 pagaro per ouener h M, tl a a Pier 1'0 ; e che II buon Lom- 
.e..ti. oordo conft:i'r4Í:fc d' avut: fpcLo tre mila. Librc in rcgalQ al R
 Arri- 
go 



ANN ALl n t I TAL 1 A. 173 
1.0 IV. per forfire il fuo intento. Ma ave,n?o, quelto MQna
o fcritta ERA Volg. 
quella Vita nell' Anno Q,I9. ficeome o(fervo .1 Padre GuglIelmo Cu- ANNO 106 3. 
pero della Compagni:l di Gesù , e nulla. di qud1:a importante partico- 
larità parlando gli Amori più antichi, fi può ben fofpenderne la ere- 
dCI17.1. Era dubbiofa la Simonia di qud Vefcovo, c: tale non farebbe 
{tata, fe fi focre pomto allegar la confeffion di fuo Padre. Certo. è, 
che i Monaci iùfcitarono fierãmcnte il Popolo comra del Vefcovo, e 
andarono sì innanzi, che S. Pie,' DamiarJf1 mo(fo dal fuo zeto impu-' 
gnò la penna contra di loro. Anche il Duca Gotifredo {òfleneva iI V c:- 
fcovo, e minaceiava di far ammazzarc: c: Monaci e Cherici , che con- 
traria{[ero a que! Prelato, e gli leva(fero 'I' ubbidienza . Fu inviato ap- 
pumo colà dal Pontefice AlejJand,.o ecro S. Pier Damiano per proceu- 
rar di eflinguere un sì pericolofo incendio. In veee di pacific:lr gli 
animi di quella genre, diede anfa a que' Monaci di fparlare .anche di 
lui, qua{ìchè focre fautor
 de' Simoniaci 
 c: fpezialmeote g1i tagliò i 
panni addo(fo uno de' pill arditi di loro per nome Teuzone, ubbria- 
Co di uno zelo indifcreto . Ma qui non fin1 la faccenda, ficcome ve- 
dr
lUo . Bcnchè in Germania fo(fe flate riprovato I' Anripapa Cada- 
lao, pure co1iui non fi arrc:ndcva in Italìa. Anzi nell' Anno prefen- 
· te, raunata nuova genre, e de buoni contanti, fpalleggiato da i Ve- 
fcuvi aBora fregolati della Lombardia, fi avviò di nuovo alia volta di () d' 
Roma, fperando maggior fortuna, che neU' Anno precedente (a). Ci "
l. 


';,,_ 
fil fofpetto, che Goufredo Duca di Tofcana fegretamente il favorif- ton, in Yilll 
fe . Ceno è, che non gli mancarono affiftenze in Roma Udfa, pcr- .Ã.lex"nd,lI. 
che molt1 de' Nobili Rom:mi fi dichiararono per lui . Gli fu dun- P. J. T. l,
l. 
I ' " II C ' ' L ' . d . h I ' fi Itlr. 1'",,,, 
que aperto <:.
1tO ne a Itta conma't anZI Icono, c e g I U con- LIO 0- 
fegnata anche la Fortezza di Catlello Santo ."ngelo . 'I'empot'e poft a- ftienfts chr. 
lio fjuo,'umdam ex l/rbe ope & collji/io Romam, quam lI()'Vam .perhibent , in- 1. 3' ,. %.0. 
greifus, conjcend;t Arc
m Ct'efccí11ii ; così ancora Arnolfo Storico Mila- (b) If 
nelc (b), che allora 1crivcva Ie Storie (ue . lVfa cìò pare, che fuccc:- Hiflo
rn
,
 
dcfie in altta forma) ficcome dirò . Sappiarno bensì, ch' egli s' im- dlo1an. 1. 3. 
padronì al fuo arrivo della BafiJica V aticana, ma non già refta noti- ,,,p. 17. 
zia, ch' egll vi prcnddìe cone eerimonie il manto Papale fecondo il 
coHume, perchè apptl1:\ s' udì in Roma, come egli v' era emrato ,. 
che la manina ftguen[e diede all' armi il Popolo Romano, e corro 
colà in furia, [al terrore caceiò in corpo a i fold-ati di lui, che pre- 
fero vilmenre la fng:), e lafciarono il loro Idolo folo fòletto., Sarcbbe 
caduto Cadaloo in mana dc' Romani, fe non fo(fe ftato Cencio Fi- 
gliuolo del Prèfetto di Roma, uomo di perdma cofcienza, che alIo- 
ra I' accolfe nella Fonezza di Crefcenzio, cioè in Cafiello Santo An- 
gelo, c: gli prllmife affillenz-a.. 
Iivi rcfiò I' Anripapa afiediato da ï. 
Romani per ben due anni, con fofferirvi ítenri ed aff,mni incredib.ili : 
deg.1O pagamento deila fmodcrata ed cmpia flu ambi:z.ione. Un Con- 
cillo di cemo Vefcovi fu in quell' Anno T('nuto da Papa AldI:1ndro 
1 I, dove fu-rono fani varj Decreti contr,} de' Simaniaci, e dc' Preti con- 
, OO

 
cubinar J ' . Ne efifiono akuni Ani P rdfo il Cardinal B.aronio (,,), e I 
I Ann" , Ere_ 
nelle Raccolte de' Concilj . loran- 



17 -4- ANN A L. I D' I TAL I .. 
E.. '" V olg. I ntanto in 9
rmania crefcev,mo gli ,abu (i, pr06 tt2ndo ogni pre- 
ANNO 1063, potente dell' c:ta Immatura del Re Arngo 1 V. (a) L' educazione di 
(1) L.'::-,ber- 'Im fu ful principio appoggiata a gli ArclVefco\'i di Colonia c: Ma- 
'IIsScaJn.- , , d 4 
" ,I; 0' M 1 1 [' I 
iurge"ps in goo
a, ClUe a ,unnone ulgej rea
 . a 
ro m i
 a mano .Adelbert' 
ChrøniCl, ^rclvefcovo 1h Bn:ma, che coil arte dell adulazlOne fi rendè arbitro 
dc:l ,glo
anetto l
c, ed occupò .in tal man,ic:ra 
ue delle mighori Ab- 
bazle dl Germama. Per far pOi taccrc: gll aim, due ancora nc: dic:dc 
..Jl' Arcivefc
vo di Colonia 
 che no
 Ú kc.e 
èJUpolo di Guetto, c:d 
una a qud dl Magonza, ed altre a I Duchl dl Baviera, e di Suevia 
-cioè ad O[[one e R',idolfo: 
o
ì mal ål1evat<>. il Re, 
on è rnaraYigli: 
.fe an
o crefcc:ndo !n qu
 VJzJ, che tanto dl
dero pOi da fofpirare a i 
(b) L..pus baom. Sec,ondoche abbla
o da, Lupo Pro
olpata (b), in quell' Anno 
!r"Orþ.t
 RobertD Guifcardl I?uca dl Pugh
 e 
al
bna, mlfe a i Greci la Città 
In Chrlmco. dl, Taranto. .Ma .n
, pure fiava In OZ10 II valorofa Come Ruggieri di 
( ) G !fi'J IUJ Fratello In SIcIlia. Per 4õ.ttdtato del Malaterra (c), in queUo me- 
:r.I:;":; defimo Anno formarono i Mufulmani Mori, e i Siciliani un potc:t)tC 
I. 1. ,. 33. dèrcito, e vennero ad accampar!ì preITo al fiume Ceramo. Erano 
.circa trema cinque mila, e il Conte non avea che cento trenrafei ca- 
vall,i., ,0 fieno pe?o
i da C:>PP?rre a
ì gr,UJ ,Pieß1 :di, gente. Contut- 
toCIO Impk>rato 1 aJ
to dl ,DIO, e tred'Co 1!1na
1Z1 ,Serione (uo Nipo- 
te, diede lor
 addotlo, e 10 poco d or.& mlfe 10 Ifc
mpiglio e fugft 
quc:gl' Infedeh . Fu detto, che comparve un uomo dl nlucc:nti armi 
gucrnito fopra bianco cavallo, con bandiera bianca Copra d' un' alla 
cbe fi caccio dove erano più tòlte Ie fchicre de' nemlci, e fu credu
 
to S. Giorgio. 
indici .m
l
 
i 
oloro rim
ferc;> eHinti Cui campo j 
nel dl feguente volarono I Cntham aHa caccia dl venti mila pedoni 
che s' crano falv
ti c?lla fug,a nelle montagne e nelle rupi, e per I: 
't11aggiDr pane glt uccl[ero :::>1 puo ben temere, che Gaufrido Mala- 
terra Monaco, d quaJe folamente per rdaz.ione altrui fcrißè Guette co. 
fe dopo molti aom, fi lafciaCfe vendere delle favole popolari in for- 
mar queUo J'ac.con
CJ, c
e ha (.roppo 
ell' incre
,bil
, ëd egli per- 
.ciò tè voUe cOtlceplrlo, tu obbhgato a ncom::re a I mlracoli . La vit. 
toria nondimeno è fuor di dubbio; Ie fp.Jglie dc' nemlci furono fen- 
z.a ffilfura j e il Conte avendu trovato fra elfe quutro Camelli, Ii man- 
dò in dono a Papa Alefiàndro, il quale fi rallegrò afTalflimo di così 
profperofi avvemmenti com
a de' n,emici della Croce, fpedì anch' e- 
gli a Ruggieri la bandiera dl S. Plctro, ,per mdgglOrmeote animarlo 
a profeguir, qu,::ll' imprefa. Traffic
Yano 111 quelt
 t
mri 
 Mercata
ti 
Pdani to SIcIlia, e rnaßìmamente ,In, P"lc:rmû, ,Cl
ca .Capltale, e ple- 
na allOTa di ricchczze . A vendo cfit rlCCVute vane mgrune da que' .\10- 
ri, ral.lna.rono una poCfeme flot
a per f
rn
 vendetta, cd dibirono la 
loro alleanza at Conte Rugglen per a(ledlar Palermo, effi per mare, 
cd cgh per terra. Ma percIQcchè non potè COlil P!c:tto Ruggieri ac- 
cudire a quell' imprcfa, a vele gonfie .andarono et11 ad urear neHa ca- 
tena, che Icrrava it Porto di Palermo, c 1.1 ruppero. Encrati ncl Por- 
to, Je credlamo a gli An
li Ptiåni (J), Ci'l.lÌliltt11l ipftlm fr;erunt . \ta 
cåò 


(i) .A"II,,[. 

jfa"i 
7",,.. Yr. 
ltlr. It.lic. 
1"1' 161, 


'" 



ANN ALl D' I TAL I A. 17; 
CIO non ftlm (te . II Malaterra ci afficura 
 effere accorfa tanta mold- E It A Voig. 
\udine di Mu[ulmani e Cittadini per difefa della CÎttå, che i Pifani ANNO 106 3- 
comemi di portar via, come in trionf6, la catena f pezzat3 't fe RC tor- 
nar.ono a cafol. Egli è bens) fuor di dubbio, ch' eill trovate in que1 
Porro fei na1li di riceo carico,. cinque ne diedero aile fiamme,. e la 
più ricca feeo menarono a Pi[a, del cui immeníò teforo fi ferviroftO 
dipoi per dar principio ana magnifica fabbrica del loro Duomo. Di 
quefta gloriofa imprefn refia tuttavia la memoria in verfi incifa in 
marmo nella facciata di quel maefioCo Tempio, che fi legge ftampa- 
ta prdro molti SC:1'Ì[tori. Nè qui vi fi parla ddla preCa delIa Città di 
Palermo, ma sì ben delle navi bruclate, e della ricchiffima menara 
via: con aggiugncrc, <he sbarcati dipoi i Pifani fuor di Palermo, 
vennero ..lie mani coIl' Armata de' Saraceni, c ne recero un gran ma 4 
cello: dopo- di che alzate Ie ancore fe ne farmrano tutti fel1eggian- 
ti a Pifa.. Andò, poCcia il Come Ruggieri con dugeflto Coldati 
 0 úe 4 
&10 ca.valli t.- a bottinarc ver[o la Provincia di Grigenti: dic queLlo era 
i1 fuC) meniere, per poter pagare cd alimentar la fua genre. Parte dc' 
fuoi cadde in un' imboCcata di fettecento Mori, che loro tolCe la prc- 
da, c Ii mife in fuga. Ma [opragiuoto Ruggieri sbaragliò. i nemici, 
e ricuperata. la preda, al1egramente- la condufTe a Traina _ Dovctte in " 
que(l() Anno Riccardo Principe Normanno di Capoa, in{ìgnorirfi an- 
cora della Città di Gaeta, perchè da Iì innanzi egli e Giordano fuo 
Figliuol ne i Diplomi fi veggono intitolati Duchi tij; GlUta _ 
. . 


Anno di C R 1ST 0 MLXIV. Indizione II& 
di ALE S SAN D Roll..' Papa 4- 
di ARRIGO IV.. Re di Germania e d' Ita1ia 9., 


F u creduto in addierro, che correndo quefl' Anno, .Anntme .Arci- 
'Vtfto'Vo di Colonia folTe (pedito aRoma, per termihare 10 Scifma, 
che fulfeguememente fofT'e tenuto il famofo Concilio di Mantova, in 
cui fe
uì l:t toral ,dep

ffione di Cadal
o. Ma Fral1!=-efco Maria !"io. (a) Fioren- 
lentlnt (.a), e pofcl.! plU fondatamcnre 11 Padre Pagl (b), han dtmo- tin; MtmDr. 
firuo, doverfi riferire all' A nno 1067. tali fani . Pe rchè nulladimc:no d! M",iltl, 
Lambcrro da Scafnaburgo .Ct) pU,la /ottc? quefi' Anno dell' anda
a. di 

) 

 ius 
dr6 Annone a Rama, fu II Pagt d avvlfo, che due volte egh Im- CrilÎr. gIld 
prenddre tal viaggi
, l' una in que(to e l' altra nell' Anno. fuddetto . .Annal. Ba- 
Ma il raccooto di Lamberto, fe fi ave{fe da attendere, ponerebbe, rDn;;. 
che Annonc folTe venuto moho prima di queLl' Anno, da che egli (c) La",lm- 
h C d I d 1 d . A . Ius Seafna- 
fuc
effiva"!ente narra, c e a ,a 00 _ opo a 
artenza I nnone '
 burlt7JPS in 
Itaha teoro la fua forcuna colI arml contra dl Papa Alefiåndro 0, N e ChrDni". 
ci refia venigio di azione aIcuna fatta in quèfia prima. pretefa venura 
di Annone. Però quanto a me credO',. che quefio Scrittore imbro- 

liacrc 'iuì il [uo raccanto, e che non s' abbia a credere fe non .U:1 fol 
vlag- 



176 ANN ALl D' I TAL 1 A. 
Eu. Vo1g. viaggio di lui, del qua1e p.ulercmo all' Anno 1067. E tanto più per. 
AloiN" 1064. chè tuttavia feguiurono in queft' Anno i RomJni a tener bloccato e 
nllretto Cadaloo in Cail:ello Sant' Angelo. Se fofTe venuto ël Roma 
Annone c
n, commiffioni del .Re, avrebbe, me
o .fine a queIJa gara. 
Per ie notl7.IC, che accenna II fuJdetto FlOrCntlOl, vcgniamo in co- 
gnizione, che P.lpa AlefTandro, il quale jmirando gli ultimi fuoi Pre. 
decdrori
 ritcn
va tuttavia il 
 efcovato 
i. Lucca, ,fi -ponò 
el pre. 
fente Anno a vlficllr qudla Chl
f
, e qUIVJ fi fermo per pill melj. 
(a) pt,l,- ToJomeo Lucchefe, VeCcovo dl forcello, (4) racconra una particola. 
",,fIlS b- rid degna d' o{fcfVa7.ione, cioè che qudto Papa p.r maGgioI' fua fl. 

;t:
;- curezza fl ritir
 i,n tempi tal.i a L,!cc,a c,on accorJar \'ar(Privilcgj al- 
ftl1r. Ecclef. la medefima Cltta. lVam primo trzblllt el Bul/am ,lumuttll'll pro SifJll, 
lib. 19. T.I1. Communitatii, ut habet Dux JTmetorum ( l' ufavano anticamente anche 
, lI..er. Italic. altri Prin
ipi .) Eccllfiam SanBi /vfartini (Cattcdrale di Lucca) [pe. 
cia/i dccorat gt'atia, lit Cm1onicos d,BiE Ecclrji.e mit"atos habtat in Procer- 
þone regltldri, & jicut Cardinales mcedìmt, ficut Ra'Venn
, & in E&dd;" 
Sanai Jacobi, qu.e C01ilpoflellana 'Vocatur. Ampliò Benedetto XU I. Pa- 
p:l in quefii ulrirni tempi la digmtà di qtlella Chiefa con dare il tito- 
lù di ArciveCcovo 
\ Cuo faero Paílore. In qllcft' Anno an cora Dome- 
,Ûco Conta,'erJo, intitolaco Dci g,"atia PÚzetie DalmatiiEfut Dux, impe:' 
(b) ,.Anli'l.u, ria/is l11agifltr (b) infieme con Gio\'anni Abbate del Monifiero de' [anti 
ItalIC. DiJ- JIario e Henedetto, htuato in territorio Oli'I.Jolulfi fup,r jllmìen, fjllod di- 
ftrt, 6). citur Hunt, concedt: l' Avvocaz.ia di quel f.1cro luogo ad Uberro da 
:Fontannive. Ddl che fi raccoglie, che Olivola, Città un
 volta Epi. 
fcopale, era in terra ferma. In quell' Anno ancora .Adtlafia, 0 fia A- 
delaide Marchefana di Sufa, e VedoY:l di Oddone, 0 fia OUone Mar- 
chefe, fondò il Monil1:ero di Santa Maria di pjocrolo per I' anima 
(c) Guiche- fua (
) 
 & Manfrcdi A1a,'chionis Genitoris nlfi, & AdalriÛ Epifcopi BtJr- 
"l1n Hiftl1r. hani mâ, & Ba'tiE Genitric;s melt', & anima Dlmmi Oddonis lv.farchio- 
Eccl,f. nis Vir; mli, cujus exitus fit mibi IttBIlS &c. Lo Strumento fu f.lapu- 
lato Anno D()m;n; PJ(;ß,"i Jt/it Ch,';ßi lffLX1F. Oélavo die il1m.fis Se- 
ptembris nella Citta di Torino. Perchè non a\'ea peranche Arrigo 1 V. 
Re ricevuta b Corona, perciò di lui non {j fa mtmolÏJ. alcuna nè in 
queHo Documenro, nè In molri altri d' Itali:\. Abbiamo pOi da Lu- 
po Protofpata (d), che in quell' Anno la Città di Matera venne alle 
InJOI del Duca Roberto Guilcardo nd Mefe d' Ii prile. Pa(sò egli 
dipoi con aJqu:lOte Soldate[che in Sicilia in ajuto del Conte Ruggie- 
ri ruo FrateJlo. Uniti amefldue fcorfero fenza contra(lo l' lfola, de- 
prc:dalldo il paefe, e piamarono l' afiedio a Palermo. Gran guena fc- 
cero ;IlIa lor genre Ie Tarantole , e dopo aver conlumato Ire mefi in- 
utllmtntc: lotto qucl1a Città, fi ritirarono, ma ncchi a1fai di b
uino_ 


(d) c...PUt 
Pr,t'f!.Ju 
in Chr,.j". 


,\nno 



ANN A L I 1)' I TAL I A. 


177 


Allno di C R 1ST 0 MLXV. Indizione III. 
di A L F. S S A 
 DR 0 II. Papa 5. 
di ARRIGO IV. Re di Gcrmania e d'ltalia 10. 


D Opo aver folfeno I' A ntipapa Cad.tloo infiniti incomodi cd afTanni ERA Vola 
per due anni ncl Cancllo di S.mto Anóelo, perchè Ivi aIfedlaw ANN
 1065. 
fempre 0 bloccato d.t i Romlni : fode perchè fi slargo 11 blocco, 0 
altra via reI' fuggirc: fe gli 
prì, cen:ò nell' anno prckme dl mclterfi 
in Jibcnà (I). 1'.1a gh c-onvennc compcrarla can tl'cccnw libre d' ar- 
gemo dol que! mc:dcfimo Ce:ncio Figliuolo del Prefl'uo dl Rom:.!, che 
fin' allora I' 3\'Ca falv&to dalle mani del Popola Romano con nco\'e- 
l"a:-1o in quella Fortt'zz:1. Però fvergognato fegretameme ne ulci, e 
malconclO d
 fanità, e fer.z3 roldi con un fcmphce ronzino, c un tvlo 
f3miglio, tanto can;.lcò, chc arri\'ò a Baccto lul P.lrmlgiano, nè più 
gl, VClme voglia di vcdcr I' acque del Tevcre. Racconra Leone Oibcn- 
fe (b), che circa qudb tt:mpi Bara(ont \lno de i Re deila 
ardegna (b) LID 0- 
fece dbnza a Deflder;o Ca
dina/e ed Abbdte di Monte Cafino, per J.vcr flienþs I. 3- 
de'l\lunaci da fond.lfC un Monitlero ndlc fue comrade. Lo z.clantlt- cap. 13, 
firr>o Abbate fopra l.::1a nan di Gaeta v'inviò dodlci de' fuoi Reli- 
gioii con un A bb,ue, ben provvedmi di làcri ameli, di Libn, Ji 
Rdiquic, 
 ò' aitre fupcllcttih. Ma i PifJni, maxima Sardorul!J Í/ividia 
{llIlli, prefero c bruclarono quella nave, e, tuna [ol\cro a i poven Mo- 
lUci, Ci fa bcn vcder quefto facto, che i Pllàni non peranl:he ligno- 
reggiavano in Sardegna. Barafonc ne dimandò, e n' ebbe tod
'stazlOn 
da loro; dopo di che ottcnne due altri Monaci d,\ ,Monte Calmo, co' 
llUJIi fondò un Monillcro. Altrcnanro fece un' altTo Re di queli'lìola 
cbramaro '.Torchitorio, colla fonda2.Îon d' un' alno 1\1ûniltcro. Pofcla il 
1")ap3 e il Duca Gotifredo tanto operarono, che I Priam iodlSkccro 
al i\1oniíl:cro Cafinenfc, e gli promilcro in avvenire rifperro cd amlci- 
213. L'aver [aluno creduto, che folamenre ncl Secolo ieguenrc i Giu- 
dici della 
arJcgna prendeífero il titolo di Re, viene fmemito da que1ti 
At[i, e da altre pruovc da me recalC nellc Antlchità Italiane ("). Un' (c) .Alltiqn. 
;duo f.uto vicn raccontato da eífo Oilienfc, che ci ièrvaà a tar co- Italic. l>if- 
notcere la diver1ir:ì. delle cofe umane. Perche erano nati de gli fcol1- [trI. S. (!1' 
ceni nel l\1oniílero del1' Hola ài Trcmiti, dipendcnte dal nobllilumo 32.. 
di f\Jontc: Cafino, il låggio e fanto Abbate Defidcrio ne levo via 
Adamo Abb;:te, e diedc quell' Abbazia a Tras:nondo Figliuolo di Ode- 
riflo Conte di MariÎ. Furono impmati quattl'o Monacl Tremitenti da 
i lor compagni d' aver [cm..!:! la ribdlilln di quel1' 1I01a. DI PIÙ non 
ci volle, perchè il giovane Tr;:smondo Abbate tàcdfe cav..r gli oc- 
chi a ere d' et1ì, e tagliarc ad uno la lingua. Al C1.lore dell' .'\bbate 
Cafincnfe Ddiderio, uamo pimo di manfucUldinc: e di carHà, fu una 
ti:ma Ia nuova di quetlo eccd]
', sì per la disgrazia di chi avca pa- 
:rom. Fl. Z [ita 


(:1) Cnrtli- 
lIalis de .A- 
ratøn;. in 
Vita .Alt- 
xantlr; 1l. 


. 



178 ANN A LID' I TAL I A. 
f R , Volg. t:ir('l, come p
r la cruddrà di chi avea daro quell' ordine, e princi- 
AI\I\o 1ú6S' paJme
He poi per I' Infamia di que! faero Luogo. Fero frctto1ofamemc 
accorle cola, milt: fo([o a(
lra pe-niu:nza Trasmondo, e poleia il cac- 
CIO di colã, :\13 que1, che è d.l Huplre, dive-rfo fu il tcnrimenro d' 11- 
devrando Cardinale cd Arcidiacono aHora della tànra Romana Chielå, 
che fu poi P.lpa Gre:-gorio V II. SoHenne cgli, che Trasmondo aveva 
o pe:-r.HO. 0'1n da CI uJde, ma da unmo d, perro, con a\'cr t:rattaro, co- 
m!: Id mc. ir3 v ano, qu
' m-lligni; t' gli contè:rì anche in premlo una 
rnrgllOre \ bbazla, cioè ]a CaiaUi jenlc; anzi d.1 11 a non molt:o il feee 
anl'lll'a V dcO-vo dl ß,llva. Er.l allora II Cardmale IIdcbrando II mo- 
bile prinClpale ddla Cone Pumificta. N ulla fi idcea fenz4 di lui, anzi 
r.trtva, che [Uno folIè falto da Iui: ranto era il fuo fenno, I'atrività, 
c zdo, con cui ('Frava, benche tofTe afTai pIccolo di fiamra, e 
l' app,.lfcnz'\ (.
cl carpo non ,ifponddfe alia grandtzza dell' animo. Giae- 



s B
::
dl. chi'll Cardm..l Baronio (a) non cbbe difficulrà a produrre a\cuni acmi 
lOClle). arl "erG dl ::), Pier Damiano, nè pur' J() l' avro per qui rcplicarli. Così 
4r.n. 1061. {'glJ Jáiveva a1 mtdtfimo Ildt:brando, tuo iìngolare. arnlco: 


Papam rite c%, Jèd 'fe proßratn adoro" 
cru ftJcis hunc DfJminum" Te facit ille DtufN.. 
In un' ahro Difi.icO- anchc più pungcme dice dello ficfTo Ude- 
b.rand.o : 


J7i'L'cre' vis Romæ? clara depl"omito voce: 
Plus Domino PtlP,f:., quam Domn.o pareo Papte.. 
n che ci fa cono[cere, chi [ocre aHora il Padroru: di nome 'to C 
ehi di fJ(tJ in Roma" 


 L

;::;= Fu in, q?-dt' Anl1
 fa
ro Gavalie
e il 
e 4rriy/ IF. ,(6) cioè ri- 
h(lrgtnJj
 in cev(t:re egla I arml mlhrart dalle mam dell Arclvelcovo d, ßrem:l con 
Chronlco. queUa folcnnità, ehe era da molti Seeoli in u(o, e dUlò molri alui 
d,lppoi" E fin d'dlora. Ii fcopn il fuo rn,11 r.1lenro contra dl AIInone 
.drrivefco'Vo dl Colonia, poiehè gli fta\'a iemprc d IVoinri a gli oechl II 
perico1o corio, aBorehè quel Prdato il rap" .llb Madre. Ma per bunna 
f()[[una dr.! (U,l Madre, cioè I'lmperadrice AgneJe, ;/vendo Farra una 
, fc.lppara- d,1 Rom.a in Gcrman.ja, querò per allora l' ammo vendieativo 

c, M Gllu l rrl
 del F' g 1Hlolo. .-\uclero ndi' ..\nno prelènre (c) i due F-"'drelh Nor- 
'HIS II ù- , , - 1 C 1 
lerra iJb, 1. manOl, Roberto lJuca, e Ruggieri Conte ad elpugnar qu.! cht" a{lc!lo, 
c.z!. 37. chc run,l\'la lì f('urac\'a al jolO dcminio nella CabbnJ. Caito 101'0 
quaul'O Mell l"af1èdJo del folo di Arge1, e com'cone 111 fine ammct- 
t:t:rc qucgli .Ibitanri ad una dIlercra capit:ol.tzione In quelli rempi il 
fopra..k[(o infignc Abbll[e di Monte Cafino e C:lrdll1alc DefidC:rJo at- 
(d' "Leo rere- ;ndcfeO:lmeJ1rc a fdbbricarc una funnlot"".1 Bafillea in que! facro 

f'e"'ls, Luogo (d): al qual fine chiamò dlH:l Lllmbardia, da Ama1fi, e da a1- 

 ):8

 fit tri pacfi, c fi,n do\. Coilanrinopoli, de i VAlenti Artefici di Muf

i, 



ANN A LID' I TAL I A. 179 
di \hrmi, d' oro, d' argc.-nro, di ferro, di Icgno, di gdro, d' avorio, E R,
 Vol
. 
ed' aIm hvonen: it che fervi ancora ad introdurre, 0 a propagar qUt :1:e ANNO 1065. 
Ani in halia. Troviamo eZl3ndio, ehe 0..:11' anno prelemc It:
uira\'a 
Ja Onà di Napoli a ricnnofècre 1.1 fO\7ranirà de' Greci Augulti, eiò 
app1rendo da ul1a concdIion di beni (If) [ana da Gio'?Janni JI. :\rcive- (a) .Antiqu. 
fc<>vo di quella Cmà, e da Sergio 17. i-I quale Ii vede inrlcolaw Emi- ItaLic. DÌj: 
r.enti.f!ìnllls CD1Jful & D!Jx, atque Domini gratia lUagi/ler ,1fiJitI4m. Lo fin, 5. 
Srrumenro fu Qipularo lmperante Domino noßro Duc, COnß_lil/ÎllO ma,
r.o 
lmper.-uore Amlo q/Ûi/fO, die XX 11. l11enjìs Julii, Indu'l/OIlt! 1cr/J'l, Ne
- 
polis . S
 (.lli N oce non fon fall,!re" prima dl que! chc cn:d::rrc il Pa- 
dre Pagi (b), Coßantino DUUl aleele (ul Trono di Coílanrinopoli. A (b) pagi!ll 
Guef
' ,-\ono ancora appaniene un Pl.1ciro pubbliealo dJI Campi (c), e àd Anna'. 
tenuro n::i di primo di Luglio in Piacenza nella Cor
e propria dl RI- Baron, 
naldo :\1eilo del Signor Rc, dove in judicio rejidebat Domn/ls Dio;'iÎþus (c) C.1mþi 
EpifcOptlS (a,;E1æ Placmtinæ Ecclejiæ, & Comes vius Comitatu PlacCilti If/or,t P/
- 
no, ji7-'e í1ÍiJlilS Domni Regis UJ1a mm Dom/Jus Cuniberto Epiflopus (anElæ ';;tt,,;
: . 
'faurÙicnþs Eccltjìæ &c. Serva ancora quett' Ano a comprovare il do- 
nJinio dd Re l\rrigo, tlJ[tochè non per anche Coron.uo, an ltali,J.; 

 che anche il V dcovo di Piacenza al p2ri di tanti alni Prelati era 
Jivenllto Come, cioè Governawrc perpemo della fua Città. 


Anno di C R 1ST 0 MLXVI. InJizione IV. 
di ALE S SAN D Roll. Papa 6. 
(H A R It I G 0 IV. Rc di Germania e d' Italia I I. 


D ImcmicoíIì ben prefio Riccardo Principe di Capoa d' etTere VatTaIlo 
dclla f.lnta Sede, e di aver giurat:t feddtà ad elTa [
uo Papa 
N ICcolò I J. Egli a guifå de gli alrri Principi Normanni, che mai 
non fi Guetavano, finchè non aveano atTorbiw chi Ltava 101'0 vicino, 
c dopa CIO penfåvano ad ingoiar gli alrri, a' quala s' er,1I10 apprdljri: 
v<"ggendQ, che curto g1i and,}\Oa a Icconda, eominciò anche a ttcnJere 
Ie tue conquifle Copra Ie Terre immcdlaramente fortopofie nel Duc3to 
Romano a I Pari. E Lupa ProlOfpata fcrive (d), eh' et10 Riccardo (d) LUp'u 
iJltravit 'fen-am Campaniæ, obfeditque Cepcranum, & comprehendit eum, protofp,rta 
& deV{Ißando ulfJue Romam pel venit. Accollaro che fi fll aRoma (t'), in ChrofJicø. 
prete!c d" e/T.:re dIChi.trJLO k-'arrizio, cioè A V\'oc:uo dellJ Chictà Ro- (e
. L:; 
man,l: Dignità 6:)0 da'tempi di Pippino Re di Fr.IOCI:1 conlervard 

:
::. 
fempre nc:gl'lmperadori; c Dignirà, che ponavJ fceo il primaro, 0 Lib. J. c.15. 
almeno gran confiderazione ndl' eleziane de' Romani Pome6ci. Oi 
quella mtn..l fu avvcnito il Re .dt'rigo IF. c per abbartcrla, ed in- 
fi
m:: con d'lègno di levar dalle mUH rapaci dc' Normanni Ie Tt:l"I'c 
di
. Pietro, e di prendere in ral'occafionc la Corona dell'Jmperio 
dal1e mani del Papa, uni infieme una fone armata, c giunfe fino ad 
Augutta, nlo1ulo di calare in Jralia. II cotlume era, che il Marcnefe 
Z z. di 



130 ANN A LID' I T ^ L I ^. 
LI\" Volg. Ji Tofcana, allorchè il Re Germanico era per venire in Gue!le rani, 
.h:..o IC.l6. andaO"e ad incomrJrlo colle [ue mili?ie. Afpettò ,\rriga per qU'1lchc 
tempo, che II Dllca Go/ifredo comp,uiiT
; ma non \'t'ggcnJolo mai 
venire, anzi avviÙto, ch' cgli era ben lontano di là, tr.l il difpetto 
conceputo a cagionc di quclb. nuncan'la, e fors' anchc per qualch:: fo- 
fpetto dell:! fede di lui, dditlè daBa IÙ1 [pedizione, c lè nc tomo in- 
dietro. {manto dTo Duca con pof1ènre eferciro era corio a ILmu per 
reprimere l'infolenzJ di Riccardo c de' fuoi Norm mni. Tale era il 
credito del Duca Goffredo, tali Ie forze iùe, che i N ormanni sbi?,ot- 
titi Ii rírirarono più che di frena, abb.tndonando l.1 Campani.1 Ro- 
ma:1.1, fc: non che Giord.mo Figliuolo del fuddeuo Riccardo can un 
buon corpo di gente fi fnnificò in Aquino per far tella all' Armata 
nemica. Prctèmoffi G')ffrcdo co' fuoi circa la mcrà di l\bggio fono 
quclla Ciuà, accompagnato in qudla fpedizione daUo fidìo Papa e 
da i CJrdmali, e per dicidotto giorni tlette accampato inrorno all:l 
meddima, con etTere [uccedutc varie prodezze sì daW una parte, come 
dall' alrra. Ma per accorre1.Z'i di Gugl!elmo T dbrdita, che andò in- 
n:m1.i inJietro, Ii conchiufc un abboccamento rra elTo Ducl GofFre- 
do, e Riccardo Principe al Ponte già rotto di Santo Angelo di To- 
dici. Fama coree, che j) Duca piÜ da una groIT:1 (omma di danJro, 
che dal\c p.m;>le di Riccardi), Ii lafcialTc ammanf.1re; e però dol Ii a 
poco piegarc Ie rendc, fe ne tornò colla fu.! genre in To[can.
. Si 
lafciò vcdere in qucgli ficl1Ï giorni una gran ComctJ, di cui fanno 
mcnz.ionc ahri Storici [otto il prefente Anno, c moHrò la Ilta lunga. 
t..' R"- coda per ptÙ di venti giorni. RomoalJo Sllcrnitano (a), che fotto. 
'1J'U,d-u quetlo mcddïmo Anno parla del P r
deno Fenom
no, aggiugne, che 
SllltI'1Úr,t- .n 
n.lS ehron, Roberto Gu
(è'Jrdo circa gli fieffi giorni cepit Civitafenz Yej'lS, appre- 
T, v J J. ReI'. benditque ibi CatapalJllIll nomine Kllriacum (cloè Clriaco). N did. Cro- 
lraiicllr, nichetta Amalfitana (b) l' acqUifio della ana del Val1:o è u:afportato 
(h) ,Adti-1 u . neU' Anno lêguente, e quel Cuapano vien'ivi chi.1mato Bumato. Ab- 
:
.:1!
5
: 1, biamo da G.mfrido Malaterra (c), che in qucHi tempi il Conte 
ug- 
,J ,;.1-.';';- gieri faccva continue fcorrerie in Sicilia add oCTo a i [\tori, can npor- 
Ii's .\Ia'iI- tarne qnafi [empre buon b
ttino, c con tale (pcditezza, che non po. 
terrJ I
b. 1. tea drac rnai colto da loro. Fabbricò cziandio la Fortez.za di Pe- 
l4? 
ö. trelia con torri e blt1:ioni: fortificazione, che lèrvì a lui non poco 
per conquiUare il refio della Sicilia. 
Finqm avea tenmo [aldo contra del Clero concubiiurio di Mila- 
no, c contra dc' Simaniaci Å,ialdo Diacono di quella Chiefa, non già 
Fratello di un Marchde, ma bens} di chi portava il fopranomc di 
Mdrchefe ; Ecclcfiaftico picno di zclo per la Difciplina Ecclcf.al!ica, 
e che infieme con ErlullbtJ/tIo Nobile Laico commoveva il POPÇllo 
Eoncra dc' Cherici [candalofi, c contra dello O:e\To Arci?eJwvo Guido. 
Pafsò A rialdo a Rnma, e cali doglianze e pruovc doverrc port,lre con- 
tra d' eífo Arcivefcovo, fauron: dc' PrNi concubinarj, e credoro Si- 
rnoniJco, che il Ponrefice Aldfandro II. fulminò la fcomunica con- 
tra. di lui. Tomato Arwldo a Mil...no,. c divolgatc Ie ccnfure, gran 
turnul. 



ANN A LID' I TAL 1 A. 18 I 
tumulro ne fuccedcttc nel dì ddla Pc nreco{le , perchè ita alia Chid:' 
l' Arcive[covo Collevoili contra di lui:, 0 pur prefc I' armi in f.1\'ore 
d' A rial do ql1clla Plebe, che teneva il di lui rartiro, e dop? aver 
b.dlonato l' Arcive[eovo, e laCciarolo come morro, corfero tuttt a da- 
re il facco al di lui Palazzo (a). Q.lcflo accidente Cvcg1iò non poca 
commozione ne' VafT"alh ed alrri aderenti dell' Arcivefcovo, i qU'ili 
rifolverono di fa roe vendetta fopra Arialdo. Non veggendofi egli ii. 
curo, travcfiiro [e ne tùggì, rna non potè lungo tempo i"ourarfi :tIle 
Jicerche d\:" fuoi perfecutori . Tradiro da un Prete, prc:tro .il quale fi 
era rifu.'iaro, fu melTo in mana dc' foldati dell' Arcivefcovo, che con- 
douolo 1ul Lago IVlaggiore, qui vi crudclmente gli levarono h vita 
11c! dì 28. 0 pure ,. come altri vogliono, nd dì 27. di Giugno dell' 
Anno prefente. Non mancarono miraco1i in arrcHazione del1a gloria, 
ch' egli con[eguì in Cielo, e fu poco dip"i regil1ra-ro fra i S:mri Mar- 
tiri dllb Sede ..-\pofiolica. Abhiamo la fua Vita i"critta dal b::aro An- 
drea V.1llombrolàno fuo DiCcepolo ; e il Puricelli (b), Scrittore ac- 
cur,uií1ìmo e benemerito delJa Sro1.'ia di Milano, diede tut:to alia luce, 
cd illullrò i fani sì d' ctTo Ariald"O, che di ErlcmbJldo. Vegganfi 3f1- 
cora gli .-\tt:i dc' S.1nti Bollandiani (c). Amolfo, e L:mdolfo [eniore 
Storici l\1ilandì di qudl:i tempi, [vamaggio[ameme parJ:mo d' erJ() 
.Arialdo, perchè avverf:l1j di Illi, e protet
o,ri del Cle
o, allora rrop- 
pa [co[tum:1to. In quell' Anno :.IOcora palso ana giona de' b
ati S, 
7éobaldo Romito Franzelè della [chiatta nobile dc' Conti di Sciam
 
pagna . Succ
dene la [lla mone net Luogo di Solaniga pre(f'o a Vi.. 
ccnza, dove per più anni egli era Jimoraro, menando una vita au
 
fier.! in orazioni e digiuni . 11 facra Cuo Corpo fu rapito da i Vicen- 
tini, ma nell' Anno f074. furtivameme tolro, fll ponaro a1 Monifie- 
1"0 della Vangadizza prello l' Adicetto'J dove è oggidì la Terra deJ- 
1.1 ßadia. Abbiamo la fua Vita (d), [erina da Pietro Abbate di que1 
f:1.cro Luogo, e pt'rfona comemporanea, che affil1:è alIa di lui morre. 
N e parlJ anche Sigeucrro (to), olrre a molti altri . In quefi' Anno ao- 
cora l)(1n potcndo pitt fofièrire i Vefcavi e Principi deJla Germnn ia 
(f), che ./Jdilberto .drcÏ'1:ejcovo di Brema, uomo pien d' aJrerigia, fi 
abulatTc ddl' afcendcnre prdü Copra il giovane Re Arrigo coÌl' ope- 
rar tmto di cafe, che gli tirarono addofT"o I' odio di tutti : cOf'leiura- 
ti in Triburia inrim:lrono ad Arrigo 0 di depor la Coron:t, 0 'di li- 
ccnziare da sè Adclbcrro . Perch' egli volle fuggire, gli mifero Ie 
guardit: inrorno, e poi vim perofameme cacciarono l' A rcive{cooo ßre.:. 
mente, e fu confegnaro il Re Ibtto il govcrno di An.'1one Arcive{covo 
di Calonia, e di Sig('fredo Arcivefcovo di Magonza C.
). Annone :mefe 
arl innalzar tutti i (uoi Parenti ed amici alle prime Dignità, e fra 
gli alni promofT"e alla Chiclå Archicpifcopale di Treveri, che venne 
a Vacare in quell' Anno, COI'Jone, cioè Corrado fuo Parente, e gli fc- 
ce, dar 
' An
llo e it ba,fi?
 pal1:<?rale dal Re .Arrigo, con invia;lo po- 
fCla a 1 reveT! per ciTer IVI mtrol1lzzato . Renö ralmenre disgunato ed 
irrita[o il Clero c Popolo di quclla Ciuà, per vederG privata 
el1' 
anu- 


Ell A VlI'g. 
AN/ooO Ic{6. 


(a) .A rmllf. 
lii{l
r. M.:- 
diolan. t. 3. 
cap, 18. 


(b) PlIr;c,l.. 
;;,IS d, SS. 
.Arialdo ()' 
Hlrllmhlll- 
diJ . 
tc) Âcla 
Sllnflor/lm 
B /land; 
,1'/ diem 17. 
'Jur.ii. 


{d) M.1óil/, 

J:eul, Be- 
1.l'/lflin. 6. 
Part. l. 
(e) SigehEr- 
tllS i,l Chr. 
(f) L.1mbtr- 
IllS SCllfna- 
lu,,;,t> Ji> in 
Cln 0.1.CO , 


(g) .Ad.un 
bremer-jis 
Rift, il/;, 
: 
c,'P. 37. 



I 2 
 A N 11 /I LID' I T A I
 I A. 
[R \ Volg, antlCo {UO d-irino d' t:lc:-gg
re i\ proprio pallore, che dicde n
l1e fma- 
1ì;,:m 1c66. mc, t. ne a\'venne POI, chc arrivato eolà Conone, Teoderieo Come 
c Maggiordomo ècila Cf]idJ di Trcveri gli fu addolro Con un.1 mJno 
J' 
rmati, e dopa qU1lche ,!!,cfc di prigionia, il f
ce precipitar giù dd 
un alra monr::gna, dove la(ClO la V!rd. Fu quelll, non so come, ri- 
guard,lto dipOl qlHI M.Jftire ; e Lambeno fcnve, ehe alIa iù.1 romba 
tuccc:deano mo\ut1ìrni miracoli . Ma non dovette far grande onor all" 
Arcive[covo Annone, che fu poi anch' eg:i veneraro per Santo, una 
pronlQ.zion ta.le, perehè ingiunofa a qucl Popolo, e contraria al ,
.. 
,ri Canom . 


Anno di C R J S TO MLXVII. Indizione v. 
di ALE S S A 1\ DR 0 II. Papa 7. 
di ARRIGO IV. Re di Germania e d' Italia 


12. 


N On meo che Milano era in confurïone 1a Città di Firenze in que- 
tli giorni a cagion de' .\1onaci VallombroCani, che folleneano aver 
Pictro da Pavia f7eJco7:o cOI1[cguita quella Chief a coil' :
uto della regina 
pecunia. Per metterc fin
 a sì 111
gJ, dllfc:nGone, che avea già par- 
(Onto ,',uj tèandali, ebbao Ie parn ncor[o a S. Giovanni Glllllbfrto . 
Fecc tl;?h quanta fu in [ua mano_ pt'! indcrre i1 \' cleovo a confdfare 
il '-uo c;!l1o, ma indamo hopote dunque Ja [per/enza, ø 1ìa i1 Giu- 
dizio del fuoco; che aHora fimili modI di tU1lar Dio non erano vie- 
tati, anzl puea talvo\ra, che Dlo gli aurem,catre co i l\.-llracoli 0 Qle- 
ita CrcgoJata pll
ova nondimt:no lion avca \'uluro concedere ne\l' An- 
no allteeedente Papa ./l/tjJandlO II. in occ.:fione di vlfitar la Tofcana. 
Comandò durque l' Abb..tt. o S, Giovanni Gualberro, che un fuo Mo- 
naco d.,bbene, ;]PpelhHo GIOvanni, paffaífe pt! fuoco, c con tal pruo- 
va cnia1JfTe, fe hnro era Simoniaco sì 0 nò. A due carafte dl Ie- 
go.! rrep"rare pCI' tal funzione fu ,atta
cato iJ fuoco, cd alJorcnè era 
ben for01"[O ed alto il fuoco, an!molamcnte VI palso per mezzo i1 
l\lonaco Giovanni lO' picdi nudi tenza nocumcnto alcuno, e knza (he 
( ) .. " I nè P ur rdtatJc uruclato un P clo del luo cor po . II t;mo P rodW:loto fi 
a r..pi;lo. 
 
PerIL, Flo
 vedc defcri[[O dal Popo\o Fiorentino m una it nera (,a) a Papa AldTan- 
reNini ad dro, IJferira :mche dal C:u dmal Baronio (b), 11 quale gmJlcol!o acca- 
.Alexan
r. duro neW Anno lo6
. Ma il Põldre MabillC1ne (c) fc')pn con altre me- 
:


a
o';o_ mOTic, (he t
l prUCJva .acc<ldJe nel Mef
 di Ftbbr aj:> Ilel 
1ereordì 
hÃ,,:nis dtll.l prmu kttlmana Cll Quarefima dell Anno pref<:nte, In CUI la 
Glla/herti., Pafqua eadde nd dl 8. di Arnie. II Vefcovo Piclro fi sa, che prcfo 
(
.1 Ba / ron f o l1J I' ablto 
lonaltico, in quello piaffienre termmò i !llOI giorni, e che 

 nnn . Cf. ' fi d " C d V r d ' .\ 1 L 
(c) MaL;/I, iì Monaco (71ovanOl U IpOl creato ar male e CICo\'O '. <Jano, 
fi.n.al. 
e
 aprell:no da I. innanzl Giovanni Ignco, qUitfi uoruo dl fùoco,o U(t:ltO 
rotd.t1m. del !lIDeo, c adopcra[o dalla Santa Scrle in ambalccric dl grande im- 
ad h,ml 
.Annum 0 ponanz:a , 


. 


Tut- 



ANN A L r D' I TAL I A. 18 3 
Tuttavia durava l' ofiin:lZion dell" Antipapa Cadaloo, e fe non ]" 1\ A Vo1g. 
porta far guerra coll' armi allegitrimo Ponrefice i\lefTandro II. glit:!a ANt;'. ICÓ7. 
facea colla dJfunion delle Chicfe, íèguirando alcuni Velèovi, e fpe- 
zialmenrc ./lr1'igo Arcivcfcovo di Ravenna a foftenere la di lui fazione . Per 
termJllare qudta abbominevol gara, e per làlvare con qUllche appa- 
renZ;,l it A.;coro della Corte G:::rm-lniCd, fu dlt'l l' incumbcnu ad An- 
tIMe A,.civefc
'Vo dl Colonia ,di venire in f,ta!i.t . (a) PaIsa eI?li p
r L
m- (
) J\'icol. 
barJia e Totcana a Rom" tcnza fermarh, e qUI VI ammef10 all udlen- Card;'l. 
Za del Pdpa in prefcnZ'l de" CardirIJiI, con al ia manfuera c mf\delh 
e 
ragDn. 
diffe: Come mni, 0 Confratello .ð/eifi'mdro, tlvete 'iJoi ,..ice'iJuIO it Papalo m 'V d '/,! Ale- 
f ' d .r;:' J I R ' S " ? L ' l I xan rI Ii. 
una Of me e conjentlmcnfo uC e mlO Ignore, ,ungo tempo e') oe ta 
 p, 1. T. Ill. 
hunza s' attie/Ie tla i Re e PrÍ1lcipi. E qUI comlOLlando Ja i PatnzJ Rer. Ifill", 
dc' Rom-ani, e da gl' I mperad(Jr) , alcul1i ne nomlnò, per ordine e 
confcBlo de' quah crano iJliti gli Eferri fuBa Sedia dl S. PietrO'. :\1- 
lora lalto lu iJ Cardin.lIe Ildeb,'ando .'\ rCfdiJco-no co i V crcovi e Cardi- 
nali, e dllfe all' An.:ivdco\lO, che fecondo i Canoni non era permef- 
fo a i Re d' aver mano nell' elc7.Ïone de Romam Ponreficl, e adJuf- 
fc molti teHi de' EU1ti Padri, e maßìmamente l' ultimo Decreto di 
I-'apa N ICcolò 1 I. fottofcritto da cemo tredici VetÚJVi, di m:miera 
che l' ArCl\lelcO\'O 1c11ò , 0 moftrò di retial' foddisfimo: b.:nchê ve- 
ramente nè pur fo{fe ttaro oíTervato II Dt:creto d' dfo Niccolò Poo- 
td-ice. Dopo di che pregò il Papa di voler tener per quelb c.mf.\ U:1. 
Concilio in Lombardiit, per qUivi giuHihcar pi<:namente l' clezionc 
fua. 11 che quamunque pareßt: contro il con-ume, e comrarÎo al dc- 
coro d' un Romano Pomefice,. tuttavia coniiJcl'ata la cattiva collit u- 
zion de' tempi, e per ddiderio di dar la pace alia Chic(a, fu accor- 
data e fcelta la Ciuà di Mantova per celebrarvi il Concrlio. Che in 
<]udi' Anno fo.{fe il mcddimo cclebratt), e non già nel 106+ come 
altri ha creduro, )' hanno già dimoHraro Francefco Maria Fìoren- , 
tini (b) , e il Padre Pagi (c) coli' autorirà di Sigeberro, e di Landol- (
) 
ml- 
fo jumore Storico Milancte . Egli è da J/Jlere, che non fieno giumi 
;'lt11;:
n;;. 
fino a i di ndhi gli Aw di qud Concilio . I?ure fappiamo, che v' in- l.b" J. . 
tervennero tutti i Vefcovi di Lombardia, eccettochè Cadaloo, it qua- 
c) J-
gll" 
Ie belH:hè ne aveßè l' ordine d:l11' Arcivefco\lO di Colonia, non ardi m J C;UIC. / 
d ' fi la f: fi 11 .n.rm<l, 
I prdcmar I a quel acra AíTemblea, dove il Ponte ce Aldlandro };./rOI1. 
]1. tal mente provò la legirrimÜà della rua elezione, e riípofc aile ca- 
lunnie invenrate da i malcvoiJ conrra di lui, ("Ot i Vefcovi di Lom- 
bardla di fuoi avverCarj, che erar.o pnma, glt dlvcnrarono amici cd ub- 
bidicmi. Fra i' aItre cole qu.eÎ, che vnamenre in Lombardla crano rei 
di Simonia, aveano oppono 11 medefimo ,,'izio all' clezionc: di Jui. Lo 
attetla anche La
doHo feniorc Cd), ma con una m3n di fa\'ole::, còe (d) Lllndoll- 
non occorre conturare , perchè Imt'ntite daIl' evicknza. II Papa, fe- }ltS femor 
condo II cotlume de' fuoi Predcce{fon fi purgò da quefia raCCI3 ":01 R'þcr, Me- 
 
giuramC:,mo ; ,e bifogno nè pur ve n' era., per'ch' egli fu 
apa di fom- :
;.1J1I;8
' 3. 
ma VirtU e dl ram zelo comro la Simoma, ed detto fpezlalmenre pa 
cura del Cardinale JJdcbrando, cioè del maggior nemico, che fi a- 
"tile 



13.... A :-; 
 A LID' J T .4. L I ^. 
J. 
 , "
\g. \" ITc t:1:11 q
l(;l1' cCccrabil \'izia. Rcfiò dun
l11: artemno CaJ.llco il 
L\W'U' .;, qu,.k oonJlmeno per tdlimoni:mza di L::mberto (a), 11l1Chè vilf;:: 
on 
.1 :.am/ur- volle r-nai ccdcre all' emplc fu
 pretenfìoni . ' 
rus 
(arnt- r. D rr d . 
{,"rgenJÌl in Da 
la:1,to
'a palso l,apa ",-khan 1'0 alia fua, Patna l\1ilano, do- 
ChroTJIcø. ve fì {ludlo dl nfnrm.\r gh abufì per quanro pote, e d. merrere pace 
fra 11 Clero e P"'POIO, A tal fine quivi bfciò, 0 pure manJò due 
Cardmall (b) cioc 1\1tÙlt1rdo 17ef.-o'1:0 dl Selva CandiJa
 e Giot)(l1fn; che 
fc(:ero nl:! di pnmo d' Agollo a1cune utili e (åvie Conlbtl1zioni con- 
tra de' Sim'.1niaci e Chel i'l concubinarj, e promo{fero 1a pace e con- 
cor
iia ff.\ i Cirtadini . Leggonii tali Colhtu'l.ioni ne gli Annali del 
C1rJ111al BJrOOlO, c nelle Annotazioni alla Storia di Arnolfo MIl:i,- 
nde (e). La pace nondimeno non prefc pied
 in Milano. Edemhal- 
do Cotta, lIOmD Nobile e porente, alliUito dal bracclO di Roma 
I::guitò a fJ.f afpra gucrra aU' /I,-â-vefio'";;o Gltido, con pre:tenderlo 
i
 
mOn1aco cd illeg1ttlmo Pa!1:orc : il che conunuò gli fconcerti dei"crit- 
Ii Ja Arnolfo c do\ Landolfo i"cniore, Storicl Mtlandì di qu:Hi rcm- 
pi, fiB parziali, come: g,à abbiam delto, de' Prcti concubinarj, e 
. n1.l!1ìmameme il recondo, ne' CUI fcrit{i la bugia e I' inlolt'l1l.a Úion- 
t d ) tll
dul- Ù. Q!1e!h fra I' alrre cofe [cnve (d), ch
 Erlembaldo þbÙnet cvtxil- 
'
;:flo

ro'
I,_ I;em, nlilites ( ca\'J.lleria ) & ftdi
u , txinde qui fcalas ad capicndas t!fi- 
d:Ûiln. I. 3. mos, m,lchit/a/q:ec diverfas ordl11trcvJl; prætt'1'ta baliftas ac fundi/Jlilarios 
Cdp, 19. &c. 

 lit avvcnimenti ci fal1l1o alTai conofcerc, chc :1l1ora Milano 
non dovta 1.,lèiarfi regobre .da 1\1 1111 !iro alcuno del Re, e cbe a poco 
a po:::o i1 Porolo s' incammin:1\'a a quclla hbcrrà, ch:: vcdremo andar 
crdccndo lW gli anni lèguenti, N cJia V ita di Papa A IelTanciro 11. a 
noi COl1ícrvat:\ d.\ N iccolò Car
im..le d' J\rag
n" (t), fi legge, che 
d.)po 11 Concilio .dl l\1;H1[Ova e(fo Ponteficc Ie De rltorn;) tuno licro a 
Roma c de ndlo Hello tempo i N ormanni occuparuno la Città di 
CapÐ3: c che lIdeblando Cardinale chiamò in ajuro Goffredo Duca 
di Tofcana, il qualc acc')rfo con un immen[o clcï<jro, c colla Con- 
tella i'vlaulda ilIa F'gliallr,t ricupero c(fa Cirrå dl Capoa, c la reftituì 
aHa C!1Ie1å Romana. Potrebbe CIÒ far credere tcnuto i1 Conci\io di 
Manw'J:l prima dell" Anno 
'refenre, gi.lc(,hè abbiam veduro fucccdu- 
ta nd prefenre Anno h gutrra 
ell.1 C.\mp3nta. !>.b _ non è (ìcuro in 
.quctlo II racconto di Guello Scmwre, Ja che egh ta ricuperara Ca- 
poa, quand' è fuor di dubbio, che Rlcca
do PrlO.cipe 
i qudle con- 
[fade Icguito IVI a tCl1ér IU.l lignol!a, ne 1 O
b
nk, Scrmore di que- 
Iii tempI, då alcun regno, (he Capoa vCOIlIe 111 p
lere della Clm-fa 
Romana. Forfe \'uo1 dire, che RIccardo dl nuovo it acc,JrJo col Pa- 
pa c gh glUrò omagglO anche per 101 CiwÌ dl Capoa. In f.mi Ii 
legge una Bolla d' elIo Pa
,a in f.1\ ore di Ai/aiio Arci\lCfcO\'o di Sa- 

f L'Jhtll. ler';-o, pubb1ica,ta dall' Ughell1 Cf), e doHa Captæ ,IV Id
: ,Oc1oÍJri!. ' 
J:IlI. Sur. per manus Petrz SanE/æ {(OM
nte .Eccleþ,: Suhdzacom . &. BJdl()theca
'It, 
?ItI'Jt, J":l, Anno F/l. Pontt[icatus Dom,.J Alcxandn Petpte, bldléllOne 1/11, Cre- 
;
/f Arthltpi= d,;-([e il Slgonlo
 che tal..Docum.<;lìro a
'ranen.e!fe dll' Ann? f(.'gumte 
.op, Siller 1-c
8. ma io 10 crtdo fcl'Jtto neh Ouobrc de:.l Anno prelenre. Ora 



 .e
 


(b) .ÆrJlUif. 
Hiflor, Me- 
dlolan. I, 3. 
cap. 19. 


(c) Rlr'41t1 
IInl, I. IV. 
p.lg. 37.. 


(
) '[{tr. Ita- 
I.e. T. HI. 
P.lrr. 1. 



ANNAL! D'ITALIA. 135' 
da dTo apparirce, che it Papa emrò in Capoa, e paci6camcnte vi di- E u. Voig. 
morò ; ma quivi cominuò anche Riccardo II fuo dominio. La guer- A!l:NO Ic67. 
ra fana dal Duca Gorifredo in Terra di Lavoro, abbiam veduro di 
fopra, che è nferira nella Cronich
[[a .-\m:t16rana all' Anno lor8. Fin- () 
qui la Cinà di Bar;, Capirak della Puglia, anzi de gli Srati, che 1
 /;'111 
aveano giå in Italia gl' Imperadori d' Oricnte; Città fone, e Clttà inTOc
!::::Ot 
piena di ricchezze, avea fuggiro il glOgo de' Normanni. Ma da gran (b) .AIJOn,,,,, 
tern po vi facea }' amore Roberto Guifcardo Duc:1, e I' Anno fu quetlo, Barenl!s ii, 
h ' I ' ' d " 1 ' t P , . - 
 chromto 
c eg I ne erermmo a conquli a. ero COil un copln!o elerclro per tcr- l) M l'- 
fa, e con una Rona navale per mare fì portò ad alTediarla . N 00 con- t
rra zi

 2.. 
cordano gli Amori nell' alfegnar I' Anno in cui cgli diede princlpJO c.1p. 40, 
a queU'alf.:dio. Lupo Protùfpara (a)e I'Anonimo Barenre (b) di ciò par- (d) R07ñ./.l- 
lano all' Anno íi:guente, e per queUo che andremo vedendo, dee pre- d

 S
ler- 
ponderare l' alferzion 101'0 a qudla di Gaufredo Malarerra (c-), e di ':j0

1I
II. 
Romoaldo Salernirano (d), che 10 mcttono 111 quell' .'\nno. Leone RtF, /tal;" 
Ofiicnie (e) jèrive, che Roberto prima di metterlì a COSI difficlle im- (e) Leo 0- 
prefa, s' era impadrollito della Cicrà d' Otranro. Si rifero a tuua pri- f'
nJÙ þ 6 
ma i Barirani della venuca dell' eferciro nimico ; e con ingiuric e col Ú)'

,
a
;:' 
fu motha delle lor cofe più preziofe, fi faceano beffe de i N orman- fta Saxo. 
ni . Ma Rob<:rtQ fenza curarrene pumo, auendeva a preparar tuHo ]JertoldllS 
quant,o parea pi
 rpediem
 per vincere 
na sì orgogIiora, Città. In 
:i
t;1."- 
quell Anno (f) II Rc Arngo IV. celebro Ie fue Nozze m Tnburia .Albericus 
con Berta Figliuoia del già Oddone, e delJa celebre Adelaide Marche- Mona,
hus. 
fi di sura. Pietro Marchefe, Frarello d' clfa Berta, per quanto s' ha u alII, , 
da un Documento rapponaro dal Guichenon (g), tenne un Placito 


 
if;ke- 
nell' Anno, 1064. nella Villa. diCambiana. \1a nufcì ben infelice il Ma- Ge1feal:g. OIT . 
trimonio luddetto, rcrchè troppo era già altcrato da' vizj l' animo di de la Mai- 
quefio Re . [on deSIl'l/o- 
'je Tom. Ill. 


Anno di C R 1ST 0 MLXVI I I. Indizione VI. 
di ALE S SAN D Roll. Papa 8. 
di ARRIGO IV. Re di Germania e d'Italia 13. 


N On avea di buona voglia il Re Arrigo prefa per Moglie la Regina 
Berta, e ne cominciò ben pre (to a f.1r cono(èere a lei, anzl aI 
Pubblico tuuo, l' averfione. Se fi ha da credere a Brunone Scri[o- 
re della Guerra Salfonica (h), A utore cOP-temporaneo, ma nemico (h) 
ifiorilf 
d' elTo Re, e parziale de' SafTol1i, da cui non difcorda B::rtoldo da Co- BellI sa- d 
tlanza (i), già Arrigo era arrivi\w ad una thana sfrenatezza dl cofi:u- 

:ht;t; 
mi, e perduw nella libidine, fenza curarfÌ più della ivlogJie, tuno. (i) Bi,.th;l- 
chè giO\lanC, bella, e Cavia, e cercando in tutt' alrre rani pafiura alic JIIS Con- 
fue voglie impudiche. Cominciò penamo a delìderare di Jiberarii da fta1ll;.e h njis, 
11. I I ' dd ' ( " d . J:. r. In ... TOIlIe 
quello egame, e g 1 ca e 111 pen lero lIar rcmare Ja un IUO con- ' 
fideme ì' oneflà di dfa Regina, Con tale audacia e cofianza co(tui nc 
1'om. PI. A a par- 



r8ti ANN A LID' I TAL I A. 
Flu "'ðlg. parlò a Ikrta, ch'ella "avvide, non poter eg1i fenza confentimento 
ANII10 1068. del Re Marito tenc:rle di sì faui ragionamcnti. Moftrò, dunque d' ar- 
renderu, e concenò di ammc[[erlo nel buio deUa nottc. CiÒ rifc- 
rite> ad Arrigo, aU'ora pre6{fa venne can. conui 0 pCt forprcodere Ia 

oglie, ed aver Iegittiroo motivo di [epararrene,.. ovv.ero can penfier 
di IcvarJe la vita. Per paura, che app-ena introdo[[O nella camera il 
compagna, fi ferra{fc- I' ufcio, volle egli e{fere it primo ad entrare, c 
fll ben riconofciuro da Berta., che loLlo diede di catenaccio alia. porta 
cd cfdufe I' altro, infingendon di non conofcerc il Marito. Erano pre- 
pafale tuue Ie fue: Damigdle con baO:oni e fcanni, che lè gli avven- 
tar
no addolfo, gridando Ja. Regina: Ah figliliolo di rea femmina, &ome 
has .-z.'uto la1llo ardirø di en/rar quà? Fioccavano Ie baftonate, e bench' 
cgh dice{fe do- effi:re il Re, Berta replicava, ch' egli ment'Ìva, perchè 
Cuo 1\1arjro non avca bifogno di ccrcar funivamentc ciò, che: gli era 
dovuto, di ragione. fnfomroa tante glicne diedcro, che jl lafciarono 
me7.7.0 morto: cd egli fen'La palefare ad a1cuno quefio accidemc, e 
fing
bne altra cagione, per un mere at.fefc a guarire in lettD. Cosi 
operava 0 almen û dícea che opcra{fe 10 rconfigli:ao Rc, il quale 01- 
ne a gli ecceffi dclla fua Jibidine commettcva aDcora di quando in 
quando delle crooe1tà 
 e fece quanto potè per disgull'are i PopoH 
della Turingia e SafTonia: il che fu principio dl-afpre guerrc in queUe 
contrade. Ciò nondímeno, che: maggiormente'dilpiaceva al Romano 
Pontefice, e a uuti i buoni, era il vender c:gli pubblicamente i V c- 
fcov3ri e Ie Badie a chi più offeriva; e a più d
uno 10 fidfo Bene- 
fiz.io, e a gCflte anche per aIrro ind
gna del facro minifter(). 
Audia il Fíorentini, fondat() iu moIre Carte efiftenti neU' Ar- 
(.) li,,,'!,., chivio Archiepifcopalc: di Lucca, (.) che:- il Ponrdice Ale{fandro H. 
:

. :"., fi tr:\t
enne in Lucca, cio
 ne
l'a
tico 
uo dileHo Ye.rc.ov

o, .ch'c5 li 
ruttaVJa governava, Jùl prl1lciPI() dl Luglzo finD al prmelplO QI Dlcembre. 
In un continuo allarma erane in quefii tempi i Saraceni e i Po- 
poli refiari lor [udditi in Sicilia, perchè I" indefdro Conte Ruggj
ri 
ora in quefia,. ora in quella parte, faceva dene fcorrerie"" e 
et- 
tCVa t.utto it paefe in contribu7.Î"ne. Non fap
do dIì come' plU vlverc 
in mezzo a tanti affanni, [econdochè lafciò fcrino Gaufredo Malater- 
[a. (b), mifero infiemc un gro{fo efercito;. ed in q,ueft' an no allorchè 
Ruggieri comparve verfo Palrnno a bottinare, g1i furono addofTo al.l' 
improvvifo nel Luogo di Michelmir, c il ferrarono da tutre Ie par
i. 
Alla vifia di coRoro il Conte! 
 animata con breve ragionamc:nto, e {ChiC- 
rata Ja fua picdola Armata, la fpinfe contro a i nemici, e tal 
acello 
n
 feee, che (fe pur fi ha in ciò da credere all' cfaggc:razionc dl queUo 
Storico) non vi refl:ò chi pore{fe ponarne Ia nllova a Palermo. Tro- 
varonG fra il bonino de i Colombi chiufi in. alcune fporte11e, e Rug- 
gieri chiefione canto) venne a fapere, e{fere ufo de' :\1ori il ,?onar 
fceo tali uccdli, per porere, aUorchè iJ bifogno 10 riehlcdeva" mfor- 
mar la Cinà degJi avveninxnti, con le
are al collo, 0 fotto I
 all d'dIi 
un polizzino, e dar low la hbcnà. Dura tuuavia quefi'ufo In a1cune 
par- 


(b) M.l.- 
t.rr. Hij1,r 
I. 
. .al.4 1 


': 



ANN ALl D' I TAL] A. 187 
parti del Levante, e celebre fu fra i Romani neB' aß"cdio di Modena. FIlA Vol
, 
Fec
 il Conte fcrlVerc in Arabico in un poco di carta il fuccdTo in- ArullO 1068. 
Felice de' Mori, e i Colombi fciolti ne pondrono tofi:o a Palermo la 
1}Qova
 che cmpiè di terrore e pianto tutta qudla Cittadinanza. Ab- 
bi<imo da Lupo Protofpata C.ø), che Roberto Guifcardo Duca di Pu- (a) Lu,uI 
glia in queft' :umo -aß"ediò la Città di Montepelolo, e veggendo, che i!moJ'ilt
 
indarno vi fpendeva il -tempo., andò con pochi fo[[o Obblano., 0 fia lb' ChrOnic,. 
Oiano, e }' ebbe in (ùo potere. Romoaldo S,dc::rnltano (b) 10 chiama 
us ::7::. 111 . 
Ariano. Pofcia per tradimc:mo di un cerro Gotifredo s'impadronì d<l r.öt."us 
Ii a non molto anche di Montepelofo. O!lèrva Ii Malarerra Cc'J, che Tom. ViI" 
quell a Gird era di GC\fFredo da Converldno, Nipotc dello lldlò Ro- (,r. Itl11
c. 
beno, percbè F,
liu')}o di ur.
 fua 
orella, il quale valorof"ment
 .A
lI.t
:'"!::/ 
1" avea can altre CafieJla conqUifiato 1enza amto del Duca, e pero Ii.. 1. e. 39. 
non fi credeva obbligato a fervlrgli, come 11 Duca efigeva. Ma l' am- ' 
biziòn di Roberto non folea guardare 10 flcci.l nè a parenti nè ad 
am:ci., e però gli toUè quella Cmà, benchè dipoi glida renddTc.: con 
giuramemo d' omaggio. Si può nondimeno dubitare, ,he per conto 
del tempo Ii fia ingannato il Protofpata j imperocchè Unto II Mala- . ... 
terra, quanto Guglielmo Pugliefc Cd) rapponano -quefio tàtto, prima (d) GUIl,;I-. 
che Robert" .imprel1deß"e r afiedio di Bari, a cui ,ticcomc abblam ve- '!it 3
/u us 
duro, egli diede principio nell' an no precedente, e cominuoUo ancora 
nel prclcnte
 Tuuavia anche Romoaldo Salernicano (Òtto queft'anno 
riferifce 1ft prefa di Momepelofo nel dl 6. di F<;;bbraio., correndo 1'ln- 
dizione Sdta. 


Anno di C R 1ST 0 MLXIX. Illdizione VI I. 
di ALE S SAN D Roll. Papa 9. 
di A R RIG 0 IV. Re di Germania 
 à' Italia 14. 


A Rrivò in queft' anno il giovanil furore., e I' avverfione conceputa 
dal RI .Arrigo contra di Berta fua Moglie, (e) a trauare di ri- (e) L"",htr- 
pudiarla j al qual fine adefcò con varie promeLTc Sir/Indo .drâ'Veft()'l:f) tUI S,..jn,!- 
di Magonza, per ",,'crlo favorevole in quell:o alf"<ire. Pc.:rchè non v' e'.. 
hl'1Iþs In 
legiuimo alcu" fondamemo di divorzio, s'inorridlrono 3 tal propofi- rO""ð. 
zione gli altri V cfcovi e Ml1gnati. Pertanto fi determinò .1i tenere 
un Concilio in Magonza, nella fcttimana dopo la felld dl San MIche- 
Ie, dove fi ri(o-lvcrebbe ciò, che foß"e di davere. A vvilàto io[anto 
Papa A/elfanJro 1/. di qud10 O1ofiruofo difegno -del Re, per impe- 
dlrlo, fpedl fuo Legato In Ger01ania San Pitr Damiano, che benchè 
o.ppreffo da gii anni, ed anche mal foddisfauo dclia Cone di Ro01a, 
pure non ricusò di afiùmeTc quet1:o faticolo vlaggio ed impiego. L' ar- 
rivo del Legato mife in cofiernazi\Jne il Re, e guafiò i difegni del 
Concilio., e mete Ie O1ifure dell' Arcivefcovo di Magonza. In Fran- 
cofonc diede Arrigo udienr.a al Legato Ap011olico, che gli efpolè glí 
A a 1. ordi- 



183 A N S A LID' I TAL I A. 
EI\A Volg, ordini del Papa di guardadi d.\ sì fcandal.)f.\ nione, troppo riprov:tta 
:\r-.r.o IQÓ9' da i iàcri Caaoni, e obbrobriofa aHa gloria dl fua Madtà. A tenore 
del Legato parlarono ancora qu.1fi tutti i Principi di quell' A{femb!ea, 
in guila che per neeeffità e vcrgogn'l, ma lempre Ji mal euore, Ar- 
rigo fm0mò dalla fUJ prcrenfionc, diccndo, che :1vrebbe fatto forz3. 
a {c íldfo per porrare quel pefo, giacchè non aVea la maniera di fgra- 
varfene. Che da lì inn.&nzi paffafJe buona armonia frd effo Re e la 
Moglic Buta, fi può riconofcere dall' avergli ella panorito Figliuoli, 
e dal1' avcrlo cofiantementc feguitato ne' fuoi viaggl. Cominuav.1 in- 
tanto I' a{fedio di Bari, che C0n gran vigore vemva difefo da' Citta- 
dini, e da Stefano Paterano Ufizialc fpcJitovi da Coílantinopoli, ed 
uomo di molra probità e \" .tlore. 
la nè pur ce{fava Roberro per marc 
e per terra con quame macchine da gucrra erano aHora in ufo <\1 tor- 
m.:mare la Cinà, adoperando anche larghc promd1è e ficre minaccie, 
tuna nondimeno fenza far frutto. Veggendo i Baritani, e il low Go- 
vernatorc tama oflinazione in Roberto, e che la \'ettovaglia andava 
fcemando di troppo, fi avvifarono di liberarfi in altra mamera da que- 
fio pcrtinace nemJCo. Trovavafi in Bari un Sicano, Homo di non 01'- 
dinario ardimelìto, che prefe l' ..flumo di tendcre iniìJlc al Duea Ro- 



:u;-u_ berro, e di levargli la vita (a). Altro non C:la, il p
dig
ior:e 
'effo 
'us Ûh.
. Robcrto, che UlU baracca 0 capanna formata dl traY lcelh, e c1f
on- 
GilufriJus d.na da rami d' alberi fronzuti. Effendofi I' afT.1ffino boto uno de' fuoi, 
J.f.alillerr4 verfo la ièra mentrc it Duca era per anJare a cena, di di;:rro ad 
{fa 
M. :I.. t. II. capanna gli tirò una factta avvdcnata, che gli [occò bensì Ie vefii, 
IDa non già il corpo, ed ebbe qudl' affaffino la fortuna di fah'arfi colla 
fuga nella Città. Servì qud1:o accidemc per aprir gh occhi a Ro- 
berto e a' fuoi, i qmi tol1:o chidmati i muratori, glt fceero fabbri- 
care una cafa, dove egli potc{fe dlmorar con ficurczza. 
(b) Silln. A quell' anno il Sigonio (h) riferifce un Concilio, tcnuto da Papa 
de ReZ7lD 1- Alcffandro in Salerno, al qualc oltre a molti Vefcovl cd Abbati in- 
tllli" lIb. ,. tervennero anche Gifòlfo Principe di quella Ciuà, Roberto Guifcardo Du" 
ca, e il Come Ruggieri Cuo fratello. Ma nè in que11:' an no , nè in qu
l 
Luogo fu celebrato un tal Concilio, fe è vera, cpmc 10 credo, 11 
Ðocumemo recato daIl' Ughelli (c), che è I' ulìico
 teHimonio ,a noi 
reltato di quefia fJcra adunanza. Parla ivi il Pomeficc del Smodo, 
'illite Sexto Pontificatus lIoftri Anno apu4 iHe/phim (efebrata eft in Ecc
efia 
beali Pe j ApoßoloruJ>> Prinâpis, 'lute efi eju[dem Ci'Vit
t
s Sedes !-p
o- 
patus, die Ca/mdarum Auguflarum, a cui furono pre[enu J fuddetu Pnn- 
cipi. L' Almo fefio di Papa Alc{fandro correa ne! di primo d' Agol10 
dell' anno 1067. fe pur egli contò gli A nni dal di dell a fua imroniz- 
zazione. E in J.-felfi, e non già in Salerno, Ii dice tenu[o qucl C
>n- 
cilio. In qucfii tempi fi vivea (comunicato dal Papa Arrigo Ar&1'V6- 
fto'Vo di Ravenna, per la cui riconciliaz.ione inutilmenre aveva ado- 
per,1to i fuoi buonl ufizj San Picr Damiano apprdro il Romano Pon- 
[efice. Peggio anchc pJ(fava in Milano a Guido Arcìvefcovo, perchè 
ErÜmb:.lldo Cotta, Nobile ze!antitlìmo, dopo avere ricc:vuto da Roma 
la 


(d Ugh,ll. 
It.l. Satr. 
TD71I, 7. ill 
..Archie!ifl. 
S.I,r7lil. 



ANN ^ L J D' I TAL I A. 189 
]a bandiera di San Pietro, colI' armi [cmporali gli facea guerra: del ERA Volg, 
ch
 parlano gli Storici 
1ilandi Arnolfo e Lmdolfo fl:niore. Ora, ANNO 106 9. 
ficcome olfervò il Puricelli (II), ndl' an no pre!cnte accndde, cfle tro- ( ) p , 1- 
\'andofi qu,
1 Pre!.uo, ficcomt: perfona credutâ Simoni:lca, aflgulti,1to I:s ;,:r
:la 
da tanti atfanni, 
d oramai per Ie m.thttie c per 101 n:cchiolia in pc:!: s. H,erltT'lJ- 
fimo ÍÌato, s'indu(Jè a rinunz.iar la Chiefa a Gotifrcdo Suddiaeono, uno bald, c. 2.8. 
de gli Ordinarj, cioè d.;' Canonici della Mcnopo:irana, il quale, in- 
viato l' anello c il Pafiorale in GermJnia, mediame 10 sborfo di buona 
fomma d. danaro, fu approvato per Arci\'ctcovo di Milano dal Re 
Arrigo, ma non già dall:1 Sede Apofioliea, la quale fulminò contra 
di lui Ie facre Ccnfure, e nè pur fu accettato dal Popolo Milanefe. 
Era feguita fra lui e Guido una convenzione verifimilmente di pagare 
al vecchio una ragi()ncvol penúone. Ma aven-::lo Erlembaldo moire 
l' armi anche contra dl quefio Simoniaco Succelrore della Cattcdra Am- 
brofiana, e mancando a lui i mClzi d.\ foddisfare al con venuto , Guido 
accordatofi con Erlcmbaldo, tcntò di ripigliare I' ArciveCcovato, e fe 
ne tornò a Milano, dove burla
o nuícramente tcrminò poCcia i fuoi 
giorni nell' anno 1071. E!1èndo mono [enza prole, Et'bcl'tO Conte e 
Principe del Moline in Francia, s' impadronì di quella Provincia Gu- 
glielmo i) Conquitì.,[Ore, Duca di N ormandia, e poi Re d'lnghilter- 
ra. Ma que' Popoli malcolltellri di avere un t;\l padrone, chiamarono 
alia fignofia di quegli Srari il l\farchefe .Alberto Azzo I/. Progenitore 
dc' Princìpi Efienfi. S' hl dunqllc a tapere reI' refiimonianza di Of- 
derieo V!ta)e (b), che Icri\'ea it: fue Storie circa I' anno 1130. che (b) Orátri- 
e{fo Erbeno Òbe tre S',)f(."lle. Una carum data e.fJ Azzoni l'vlarchi(o cu
 vitA/is 
Ligurite, cioè al fuddeno Marcncfe Azzo. II fuo nome fu Garfenda, f;fl. Eccl. 
ficcome ho dimofiraro alrro\'e (,). Dal primo Matrimonio con Cane- (
) j
lÌ.hj- 
tonda de' Gudfi avca qu'.:ilo Prll1cipe avuw un Figliuolo, cioè Gue/fo tà Eftmft 
iP. che vedremo JI1 breve crcaw J)uca di Baviera, Aícendenre dclla P. 1. c. 3. 
Real Caf.1 di Bruoswic. 0.1 qu,.:il' a!tro Matrimonio colla Principelfa 
del Maine ricavò due Mafchi, cioè Ugo e Folto, dal fecondo dc' qUlli 
vienc )a Ducal Calà d' Elh:. Abbiamo dunque dalle Vite de' Vet'Co- 
vi, date alla luce doll Padre Mabillone Cd), ehe forle circa queUi tempi (d) Mllhill, 
i Primati del Maine mittentes in Ita/jam, .Athol"'em 'luemdam Marcbi- 
lJAltfl'l 
fi
m. ,'11m U,çore & FiNo, qui .'VDca/;at
r Hugo, 'V
nire fece!'unl, fequt & C::"3

' 
C,v,tatem, & toJ..lm fimul reglol1em eldem A1archifi(J tradlderunt. Andò 
il Marchefe Azzo, s' irnpadronì di mno il Maine, e vi lafciò Signore (
) ..AntÏr!-.i. 
il Figliuolo llgo. Ma oe) 1072.. di nuovo s'impadronì di que1 Prin- 
a Efm þ 
ci,raro, 11 (
ddc[(o Re d' lnghilt
rra Guglielmo. D
 ciò 
o io parlato l/'tJinci;.7. 
plU d.tfulamente nelle An(Jchna Eficnh (t'). .-\ Glo"'Janm Dum dl A- Itali.. 1"ø. 1. 
rnalfi (f) luccedette nell. anno preìeme Sergio fuo Figliuolo. pag. 2.11. 


Anno 



19 0 


ANN A L I n' I TAL I A. 


Anno di C R 1ST 0 MLXX. lnc.1izione VI I I. 
di A 'L F S SAN D Roll. Papa 10. 
di ARRIGO IV. Re di Germania e d'ltalia I r. 


M Ancò di vita Gotif,.tdo Barbata Duea di l..orena e Tofcana ma 
. non è sì facile l
 accordu gli Scrìnori intorno aU' Anno 'del1a 
fn:! mOTte . R:rroldo da Cottanza (41) la rnl"'tte nell' Anno 1069 fucce- 
duta. nella Vigili
 de
 fanto. Natale: net che è feguitaro dal Fiorenti- 
ni neUe Memone d1 Marilda (6), e dal Padre Mabill-one (c). Ma 
Lamberto da Scafnaburgo (.I), Sigebcrro (ø), I' Annalifta SaITooe (f) 
ed a1tri, a' qna1i aderì il Cardinal Baronio (g) col 'Padre Pagi (h) læ 
rifenfcono all' Anno, pr,et
nte. E fe ft potefTe con franchezl.:\ ripofa- 
re fopra una memona ,"forme recata dallo fiefTo Finrentini, fi do. 
v'rebbe cre<lere veramente pafTato all' altra vita nel1' Anno prefente. 
Ma non fembrèi fin' ora ben decifo quefio punto. Ancne la breve 
Croniea di San Vincenzo di Metz
;) an' Anno 1069. riferifee la di 
lui mone . V 0 io credcn
o derivata q
e
.a 
concordam:a de gli Sto-o 
rici d
ll' Anno, che termmava coUa Vigilia ad fanto Natale, cornin- 
ciando il nuovo nel dì fegucnte. Dovette mancare queíl:o Princip
 
nella noUe 
 chc di'Fideva l'u
o .-\n
o dal
' altro. Prdfo gli Storid 
fuddetti cgh fi truova ornato dl molu dogJ , e fu da taluno 3ppeUa- 
to G(Jtifredø it Grande, a dit1:in.zione de gli alrri' Ducoi di Lorena di 
queUo nome. MOrl appunto In Lorena, ed ebbe fepolrura in Ver- 
dun, con lafciar V edo va per la fcconda volra Beatrice Duch-eJ1å di T 0- 
fcana e un Figliuolo di lui nato dalle prime nozze, per nome GtJ- 
zelone', 0 fia Gotifrøda, giovano di gran ralento, ma 
obbo; il che 
fcrv} a lui di fopranome ,per ditlin
ione da gli alrri . 0 fia coe viven- 
re il padre,' 0 che dop" la fua morte ft conchiude{T'e I' aff.lre, cer- 
to è che rra que1lo giQvane Principe, cioè Gotifredo it Gobbo, e 
la C;stejJa L\-1..Jti/da, u".ìca F,gliuol" 
i ßonifa
io gi
 Du
a e Mar,che- 
fc di Tofcana e dc:lla luJdttt.l B
atrlce, feglJl matrlrnomo 7 e nOi vc:- 
drcmo in breve quello Principe, già (ucceduro al Padre nel Ducato 
de})a Lorena, eferc:irar anche in lralia l' aurorità di DuC'a dl Tofca- 
na per ragionC!: die Matil
a f
a Moghe., Non, erano peranche divenuti 
-ercdtta.r, i Ducat!, e gh altn govern I d haila, tal mente che Ie Ðl')n- 
(It) G"irbt- tie ancOfcl vi lùccedeflèro; ma 1a potcnza e, la conit,lI
ion de' tempi 
"11# Hlft,i
. avC'a gi.ì inrroJotto quc
o coHum
 . . L' abb
am
 -panmentc o
erv
to 
tie la MAif. in ...1dÛ.:Ilde J.\1aHhef.1ItJ d1 Sufa, PnnclpdTa d ammo virile. Vlen ere. 
de SA'lJII'je dmo dal GUJchC'n
Jll (k), che a quena Adelaide appartt:nga una me- 
[t)U;
ell. moria riferita dal
' U&h
ni (/"), cd eíl:raua dana 
r
nica dd Moni- 
lIal. SACr. Ilt:ro di FrUUUiI.Tla, elOe la 'eguente: Anno DomIni MLXX. Mrnft 
-r,;m: 1". in llIaj4 'apt.ð J<tit & ;nctll.f>J Cj'Vitas Aftenfi
 ah A,Jaxia. Com;tiffa A/len./i: 
ft Eþ'!;IJÞ. Ji- nella qu.le occaíioL1c il [uddetto Ughelh fu d avvlfo, che Adelaide 
en). f.

 


1!.1l 
 V olg. 
ANNO 1070. 
la) Bertold. 
Conftan- 
tim/is in 
Chron;clI . 
(b) Florenl. 
.J.ftmor. ., 
J.fRtilde 
li
. ,I. 
.(.c) .MAbill. 
:in .fi nnAI. 
B tnt/Iliff in. 
(d) LAm!Jer- 
IUS scafna- 
brgtJljis in 
Chronic/' . 
(e) S;geh. 
in Chronic. 

f) .4nnali. 
fia 5a,,0 .- 
pud Eccar- 
åum Tom, J, 
C,rp. Rift. 
(!) BarDD. 
in Ann.l. 
Ecdefillft. 
(h) I'ag;us 
.d Jiu"Al. 
lJ.izr./ltl. 
(
) L.b.. 
nÞ'I.IA Bi. 
.,i". To. J. 
lag. 3-\$, 



A. N N A LID' I TAL] A-. 191 
fa<:ctre ricevere . quel Popolo' per fuo VeCcovo GirlemD , 6n qui ri- EMA Volg, 
geuato da gli Afiigiani. Leggdï una fimil memoria nelle Croniche ANNO 10 7.). 
d' .'\fi:i (II), ma con. diverfità, dicendo(j ivi, che Ia Cinà d' Ani fu (a) Chron. 
prera in quell' ^ nno, Non, Kale"daI. J.1lÛi a ComitijJa Alaxi
 j & .b .Jfflmft T.. 
t
 toto. ftCC8l1fc' fuit' de- .Anno MXCI. decimo quinto Kalelldas .Aprilis ; Xl: Rtr. 1- 
& eodem AmI() diéla, Comitiffa Dbi;t . Alafiì:l e Adc:laide fono 10 fietro' tlÚ"Rr., 
nome j ma fc: è vero quelto incendio, non dovette già qucllo'entrare' 
nel catll-Iogo de' fuoi dog; . In queft' Anno ancora diede nne a" fuoi 
giorni Ode/rico Duca e Marcbefe di Carimia (b). Soleva in addietro (b) L.mher- 
and are umto Eol governo della Carintia quello ancora della Marca di 
UI sif;fnø,- 
Verona; ma non so dire, s' egli' goddfe neUo fieffo tempo di que- ;;!::i;;.'" 
fia,. nè chi foOe ora Prefidente d' dfa Marca. Ebbe per fuccdfore 
nnatifl" 
Bert(J/do, 0 fia BtrtiJifo. N è fi dee tacere per gloria dell' halia, che Saxo "'"
 
in queft' Anno da Gtiglie/mo Re d' Inghilrerra, e Duca di N orman- i"a;å
m 
dia" fopranominato il Con qui ibtore, fu creato A rcivefcovo di Can- H
flo;. or!. 
turberì, e Primate dell' Inghilterra il Beato Lan!rQlIco, di nazion Pa- 
vere, perfonaggio celebre nella Storia Ecclefiaftica non menlo)' per fa, 
fua Le:ueratwa, che per Ie: fue gloriore a2..Íoni . Appoggiato il Sigo-. ( ) s' 
nio Cc-) aile Croniche moderne di' PiCa ferine, cbe in quell" Anno i Pi- å
 R

::' 1- 
fani ponaroDo la guerra in Corfiea : del che offe:fi i Genovefi. con tal. lib. 4. 
dodici galere andarono a b]ocear la bocca d' Arno j m:1 ufcin in' ar- 
mi i Pilani ne prefero fcrte nel dì di'San Sifio d' Agofto. Non fo- d.A I 
no indubitate cotali notizie. Gli antichi Annali di Pifa (d) altro non 
;]../'
:. IS 
dicono, fe non che forfe gran guerra fra i Pif,mi e Gènovefi. L' a- YI. Rml11. 
vidità: del commerzio diede moto all' invidia, aU' odio, e porcia aJIe u"liur. 
guerre fra. quene due Nazioni; e' andando innanzi ne vedremo de' la- 
grimevoli dfetti. Nè pur larciò paffare I' Anno pre[ente PaptJ'..A- 
Jt.lfalldro fe.nza rivede:re la fua diletta Chiefa di Lucca, dove fecondo 
Ie memorie allega
e dl Franc
rco Maria Fiore
tini (l') ne
 dì 6. di (e) Fim,,- 
Ottobre folennememe conreero la Cattedrale dl San Martino, nova- Ii,,; Memør. 
mente fabbricata in quella Città e confermò i privilegj a qucl Vefco- å} MAlilåe 
va to . I,b. I. 
V' ha chi crede, che in quefi' Anno giugneffe Robertø Guifcar- , 
tit), ?uca .ad. infignoridi 
ella Capital deJ1a Pugli
, 
ioè di BJr
 " (f) 


 

1:- 
Gla commclava ad- affottlgliarfi. forte la vettovagha In quella ClUa, e terra lib. :&. 
Roberto più che mai fi. mofirava rifoluto di forzarla a cedere. Spe- CA', -4). 
dirono perciò que' Cittadini un Meffo a Cofi:aminopali con lenere G,lilliel",. 
compaffionevoli a Romano Diogene Imperadore per implorare foccorCo . .Ap"IHS t 3. 
N è 10 chieCero in vano . Roman() mdT.1 in(jeme una buona flotta di 
navi con foldateCche' e viveri, ne diede il comando a Goeelino Nbr- 
mauno, cbe diCglllloto e ribello del Duca Roberto, era alcuni anni 
prima- pal1ato alla Corte Imperiale d' Oriente, ed avea fana ivi gran 
formna colla fua bravura. Tomato il MeJfo a Båri, e [egretamente 
cmrato nc::mpiè d' all
grezza quel prima diCperato Po polo coli' avvifo 
. del \ icino ajmo" e löro ordinò di nare attenti per fare de' fúochi la 
Dotte, allorchè ú vcddTe avvicinarc'la Aotta de' Greci . Ma s' affrct- 
taro- 


4 


. 



E It A Vo1g. 
ANKO 1070. 


Ca) Lupul 
Pr,tø!p"ta 
in Chrøni". 
(b) ?gius 
in Cr.tlc. 
ad .Annal. 
B.1/',m. 
Ie Mala- 
ttrr.. J. 
. 
cap. 43. 
(<!) peregri- 
"iul Hift. 
princip. 
LllngøbarJ. 
(
J Ro- 
mu.Úd:41 
Sa/,rnit4- 
""I e/'røu. 
T. Y Il. Rer. 
II../icar. 
(f) .if ntÎt1. u . 
II"lic. T. I. 
,.g. 11]. 
(g) Le, 
OfJi,nfis 
I". j, c. 30. 
(h) Lantb,r- 
IUS Scafn.- 
J:4rgrnþs .. 
CLr,,,i,, . 


191, ANNALI D'ITALI.\. 
taïono dr. .:Ii troppo. La fictra noue cominciarono ad accenderc de' 
fuochi I1clle torri e in alrri fiti dellJ Ctrtà;. il che olfcrvato dol i 

 ormanni, fervi 101'0 d' indiz.io, c
c arpettatlero. in breve qualche a- 
Juto per mare. Per buona vcntun II Conte RuggIeri alle premurole i- 
flanze del Fratello Roberto era anch' egli dall.!. Sicilia venuto :l quell' 
aífcdio, memndo feco un podcrofo naviglio Fu a 1m dJta comrmf- 
{ion di veg1iarc dana banda del mare, nè pafsò mol to, che fi videro 
da lun
i molti f.lOali, fegni indubitati di navi, che VCniy,lID ,ilia vol- 
ta di Bari . Allora )' intrepido Rug
ieri, imbarc.1ta la gcnr
 fU;1, con 
leonin3 ferocia volò incontro a i Greci, i QUd1i credendo, che I Ba- 
ritani per I' allegrezZl venifs
ro a ricever
i, non fi preparah>Oo alla 
difefa. Andarono i N ormanni a unar sì torte ne' legni n
mici, chc 
una ddle navi N orrnanne, dove erano cento cinquc1nta cordZZICI i , fi 
rove(ciò , e refiò con gli uamini preda dell' onde. Ma it v.lorufo 
Ruggieri adocchi:ua la C:lpitana, perchè portava due f.1nall, andò a 
dirinura ad in\'eftirla, c la [ottomife con far prigione II Generale Go- 
celino, che poi lung.1mentc macerato in una png!l.lne, qmvi mifcra- 
mente morì. Q!ICtl.c pref.1, e I' averc affondata un' aIrra nave de' Gre- 
ci, mife in rotta e fug., Hmo II rimancme can gloria fingolare dc' 
N ormanni, che in adJictro non s' erëlno ll1ai avviiån d' eífer ani a bat- 
taolie nava\i, e cominci.lrono aHora ad irnparare il met1:i<..re. Ne di 
pi
 vi volle, pcrchè i Cittadini di Bari tratta(fero e concludeíTcro 
la rera della Ci((à al Ducc1 Roberto, che trat[o amorevolmel1te non 
folo em, ma anche la guarnigion Greca, e II Inr Generate Stefano, 
con rim:mlar poi tutti effi Greci liberi al \oro pa<::re . Se vcramcnre 
in quett' ,'\nno, 0 pure nd feguenre, Rob
rto Guifcardo tàce(fc co- 
sì importance conquilb, ti è dlirutato rra gli EruJiti. Chlararnente 
t"crivc Lupo Protolþa.t:\ (a); ch' egli entrò \o"1([onofo In ßari nc:1 di 
I r. d' Aprilc Jell' Ann') 1071. e a lui fi aui
ne il Padre Pagi (b), 
con û{fervare, che per tcltlmoniJnza di Guglielm\J Pug lie fe, durò 
Ire anni quell' a(fedio. e ,he per conreguente elTo dovctte aver prin- 
cipio nell' Anno 1068. Gaufredo Mal.lteru (() air incontro fcrave, 
che B u'i venne aUe m,lOi dl Rob:.:no nell' .
nno prcfcme 10 7 0 . e Ca- 
millo Pellegrini (d) (ì f(mofcri(fe a tale orinion
 , Stimò il Padrc Pa- 

i poco ficura la Cronol()gi
 del Maiate
ra, fenza o(ferv:-1r
, che non 
e di mighor tempra qudla dl Lupo Proto!p.ltJ.,. d.t che 
l"ovlarno da e(fo 
Storico pofticipata dl un :\nno la cad uta dal frono dl Romano Dio- 
g
ne .\w:rullo. Anchc R0mosldl) Saiernitan.) nella Cromca fua (,) , 
liccome 
ncora la Cronichetta Amalfitclna (f) menono {Otto quell' An- 
no la prefa di Bari . Tmravi 1 l' .lU
o
it'ì dell' Olti
n(e (g) ic;mbra ba- 
llante a decidcre queli:o pumo j cwe a p(:l'fuadcrh, che vcr.1m.'nte 
nell' Anno fegueme. il 
ii:[or!orO l
ob.:rto do po, un a(feJi?, di c!rclJ 
fJu.2ttro amÛ mettelfe II p'cde 10 Rolf!. Ve(iJ'emo 111 breve CIO, ch e- 
gli ne dice. Venncro in quell' .'\nno a Rama per aaefia[o di Lam- 
beno (h), gli f\rci\'efcovi di :Yldgonza e Colonia Sigefrtdo, ed ./ltm.- 
lit, ed Erl1lanm Pifc9vO di Bamb;:rga. Probdbllmente CI Cont,l Lvolc 
qu.:l1o 



ANN A LID' IT.\. L I A: 1'93 
quello Storico con din
, che Ermanno accuf.1to dl Simonia, con pre- FIlA Vo)O'. 
ziofi r('gali placò il Papa. AleiTandro, Pontefice di l"al'a virtù, non AN:<OO 1':'-
. 
era perionaggio da laCciarfi in tal guiCa fovvenire. Aggiugne quello 
Storko, che a tutti e tre poi fecc effo Ponteflce un acerba ripren- 
hone, perchè Sirnoniacamente vendeffero gli Ordini facri, Nøn do- 
vea peranche Annone Arcivefcovo dfere giullto a quella Santità, di 
cui parlano gli Storici de' Secoli fuífeguenti , Era in qudli tempi un 
gran faccendic:re Gregorio T/eftovo di V ercc:lli, e Cancelliere di Arri- 
go IV. Re di Germania e d' halia. D;1 lui ottenne egli nell' Anno prc- 
kme varj Calàli pofi:i nel Contado di Vercdli per la fua Chiefa, C") (I) r .Am!q
. 
con effer ivi cCprdlo donato ancora frruitium, fJllod.fenillet ad C07N
- fi:/,c',/Ir 
tatum: II ch
 ta intendere, che G andava fempre plU pelando e f01l- pllg. n S , 
nuendo l' autorità e it provento fpename a i Conti Governatori delle 
Città, di modo che a poco a poco (j riduffe quafi in nulla il Difirct- 
[0 di effe Città , c la Signoria de' Conti urbani. J\Ia da che fi mi- 
fero in ltbertà Ie tleffe Città, colla. forza, ficcorne vedremo, ripi- 
gliarono e iòttomÎfèro al 101'0 dominio non meno i Conti tcrritoriali, 
eJ altr
 N obili poffidemi Calle1la indipendenti dalla lor 
iurisdizione, 
IDa 1lekro Ie mani anchc aIle Caltella poffedute dalle Chie(
c. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXI. Indizione IX. 
di ALESSA
DRO II. Papa II. 
di Arrigo IV. Re di Geql1ania e d' Italia 16. 


L ' Intrufo c Simoniaco ArciveCcovo di Milano Gotifredo, giacchè 
, era ftato rigett3to dal Popolo, (b) con O1olti fuoi fazionarj an- 
do a ritirarfi in Catliglione, Caftello pel fito O1ontuoCo, per Ie 

ura e torri, e per altre fortificazioni crcduto aHora inefpugnabile, 
circa venti O1iglia lungi da Milano. Ne ufciva fpel10 la fua gcme a 
provvederfi di viveri aIle fpeCe de confinanti, col commettcre an- 
cora non pochi ammazzamemi. Non volendo il Po polo dl Milano 
toll
rar più quefi:o aggravio, miCero inGeme un cCerdto, e con [Ut- 
to 11 bifognevolt' pal1àrono ad aßèdiar qudla Rocca, rifoluti di hbe- 
radi da qudla vdfazione. Menrre durava un tale aßèdio, 0 acciden- 
tal
ltme, 0 per opera di qualche fcellerato, G attaccò il fuúco in 

llano in tempo appunto che foffiava un gag\iarJiffimo vento, nd 
dl I
. di Marzo dell' Anno prefente. Fece un terribil guano l' in- 
ct'ndlO, riducendo in un mucchio di pietre una qu.tntita immenCa di 
cafe, ed anche di facri Templi, fra' quali fopra tutto fu deplorabile 
la rúvina ddla BaíìJica di S. Lorenzo, una delle più belle d' Iralia, . 
di maniera che Arnolfo Iftorico efclamo con dire: 0 Temp/um, cui 
1J
/lU,!! in A1undo þmi/e! N c He Storie M ilanefi queUo orribJle . nccn- 
JIO h vede appellato 11 Fuoco di Caftiglione. All' avvifo di SI fiera ca- 

amità h maggior parte de' Milanefi , che erano all' aÜedio di Cafii- 
Tom. 17/. B b glio- 


(b) Ärnulf. 
fjift,r. .M,- 
Jiota n. I. ]'. 
cap. 2.1. 



19f ANN ^ LID' I TAL I A. 
Fr." \'olg. gliol1c." corre alIa Citti per vilital'ie fue povere Famig1ie: del che. 
A'kNUI07 I ...accoru6 gli aíTediati, e cercato qua.khe rinforzo d"a.mici, dopo Pdf- 
qu
 fecero una vigorofà fortita addoffo a i pochi rimai1:iaquell.af- 
fedlo. Ma Er/emlHI.Jdo con tal valo.re foftenne gli a(Jalti, che furono 
obbligati a rc:trocederc. Dopo di che Gotifrc:do non veggendofi più. fi- . 
cU;ro, fi fece condurre altrove : con che ccfso Ia guerra contra di 
q,uel Cafi:elJo. Effendo poi mancato di vita in quefi:o m
defimo An- 
no. il vecchio .drci'UifclJ'1J(J Gu.ido, Erlembaldo a.ndò dif ponendo, l;e- co- 
fe p
r far eleggere un s.ucceffore , dopo. aver fatto giurare iJ Popolo 
di hon mai accel:.tare i\ Simornaco Gorifredo j c proccurò che da 
Roma- veniffe un Legato, per dar m:tggior pdo a tale eh:zione . A- 
:'t l. vca I" jnfaÜcabil Abbate di Monte Calìno DefideriÐ gii compima II 

ftitnj., fabb
ica 
ella fua m
gD,i
ca. Rafilica, .(.) c . defidt:rando di. confecrarla 
IiI., ]. I. 3 0 . con Ifpeclal onore, inVitO I tal funzloru: 1\ huon Papa Aleffandro, 
che non mancò d" andarvi. Incrt'dibile tu il concor(o de' Popoli a 
quclla divota. folennità . Fra gli ahri vi fi comarono dieci Arcivefco- 
vi" qWll..nuqu
ttro. \' efcovi,. Ricc
rilJ PrÙ,Ûpe di C1rOa, con Gi4Jr- 
annD iuo Figlio,. e R,ÛnfJlfo fuo Fratcl1o, Giføifo, ' Principe di Salerno 
co' fuoi Fratelli, LMdlJifo Principe di Bel1cvenw, SergilJ Duta di N a- 
poli, e Sergio Duca di Sorreneo Clio). Nam pux Robertu! Panol'mum 
'0 tempore (Ippugnabat, ídeoque tanttl: filemnit.:iti inle,e.f!è nD1I potait, co- 
me fcrive I' Ollienfe . Seguì la fuJJetta confccrazione nel primo, gior. 
no, di Ouobre j. e però qudlo paGo ddi' Olbenfe ci dee convincere, 
ch
 nell' Anno prdènte e non gii ncl pre-cedente 107:). fi arrend
 al 
DJlciJ Roberto Ja. dovil.iolà ed. imrortame Cinà di B.lri,. e che p-=r- con- 
feguente fono fcO[retti i tefti del M.a.laterra, e di Romodldo. Salerni- 
tano. 
Haffi dunque a fapere,. che appena. íi fu impAdronito il Duca. 
fuddetto di quella Citti neU' Aprile del preient
 .nn
, ed ebbe data 
fcfto a quel governo, che per Ie: ift-anz1: del G,,,te Ruggieri fuo Fra- 
teUo, a cui era- principalmenre dovura Ia gloria di una tal conquifra, 
egli fi difpofe a paff"are in Sicilia, per formare t' a1fedio di Palermo, 
Capitale di quell" lfola infi'gne. Lc diffenfioni c gucrre civili inforcc 
fra gli fteffi Mori, che aveano. in addietro facilitato a Ruggieri il 
conquifiar ivi non poco paefe, anim!1rono maggiormenu: i due Nor- 
manni Eroi a teRtar così beUa imprcfl per accre(cc:re in uno fletTo 
(b.) 1 tempo il Ioro dominio, e Jibc:rar dal. giogo Sarac.enico quell' antichif. 
'm':
t z. uma ed iUuflre Città. Lo fieiTo Malarerra (.)" da cui non di[corda 

4p. 4]. " Gug1 ielmo Pugliefe (
)" attdta, chc Roberto dopo la prcfa. di Bari, 
(
) Gu;l- 
re'l)i iterum expedit;Q1It11l 'lJer(uJ Salernum [uJlt11lU'Uet, c: che dfcndo di- 
llt
mui'/- morato ne'Mdi di Giugno. e Luglio in Orramo per fare i prcpara- 
III us I . 3. mentÏ dclla nu.ova:gw:rra
 U portò dipoi a Reggio. di Calabria, e indi 
paf- 


C")- Imperocch
 il DuciJ' Rob"" i" '1u
1 tUllfJð &01"battevtl P 1I1ermo, 
 per- 
íÏQ 1Ion !fllt- 'ilèr: lTtftrJte. .. s1 gr."tJI ftlr"nilà . 



ANN A LID' I TAL I A. 19) 
pa(sò in Sicilia, 1ingev.do di volerandare contro I' f[ola di Malta. A Ell. A Volg, 
tal fine sbarcò a Catania, dove ti trov
t'a il COQtc Ruggieri, Cinà, ANNO 107 I. 
che (econdo l'Oftien[e (a) fu dOl loro (otlometfa in qudl:' anno; ma 
poi con tutt(: 
e forze di terra c di marc cecolo piombarc addo1To 
alla Citrà di P "lermo, am:diandola da tutte Ie pani. Anche la Cro- 
nichc:tta Amal6 t-ana ha, che il Guiicardo dopo aver pre[o Bari, inde 
mo.vem exercilum in Siciliam ire præparavit (foríè propet"avit) obftditfjue 
P41l0rmum. L' anno fu 
ud1:o, in cui i.1 oabilifiJ01il Caf
, 
prellata poi 
<1' EUe, vide uno dc'luoi Principi 1l:ablliro in una dc' primi gradi d'o- 
Tlore, c: di potcnza in Germania. Già dicemmo all' al1no I off. che 
Gut/fo iV Figliuolo del Marchefè Albertø Azzo /l. e di CU1Jegollda 
de' Guc16, fa chiamato in Suevia a prendere l' ampia eredltà dc' Prin- 
cipi Guelfi, (6) mijjis in Ita/iam Legatis da Jmiz.tj AVala fua materna. (b) .Abbas 
Accadde per teflimonianza di BcTtoldo da Cofianza (t'J, di Lamber- Urfi:erg ln - 
to (d), e d' :Jltri Scriuori, che Quone Dltca di Baviera nc:l1' anr.o pre- fs)'
 Ch,d. 
ct:Jeme fi ribcBò -contra al Rc t\rri.go, e per queíh cagione fi dþofe 
'nfJ:;
ø 
ad un' afpr3 guerra. A yea Guelfo J V. Ipofata una hgliuola d' cffo timfis ill 
Duca j pc:rò coil' armi, e in quante altre maniere potè., aiutò per un ChTDJZicIJ. 
pezzo il Suocero
 Ma allorchè vide andare a precipizio gli afTåri di 
d) 
amjt
- 
Iui., pensò a i cafi proprj, nè rifparmtò oro., argento.., e beni al1o- b

g,:Íïs ;; 
diali a fin di ott
t1ere doll Re quell'infigne Ducato, maggiore aHora ChrIJ"i". 
<Ii gran lunga che oggidì. In f.mi, per valermi delle parole del fud- 
d
tto Lamberro, edell' Annalitla Saffone (e), per interpofizione di 
Rodolfo DUC4 di Suevia, eognato del Re Arrigo Welf vir i!lujiris, a- 
eer, & btl/iC()fuS, filius .dzumis Marchionis Ita/arum, Ducat[
m Ba'Va- 
rill! fuftepit. Da quefto Pnm:ipe, che fece tama 6gura, e cotanto fi 
fcgnalò nelJe guen'e di quefii tempi, vien a dirittura la linea E1tenfe 
Guelfa de i lJuchi di Brunswich, Luneburgo, Wulfembuttc1., che 
-aU' Elettorato Germanico oggi unifce la Corona del Regno dclla gran 
Breragna. COSI il Marcbefe A/Herto .dzzo ll. tuttavia vivente vide 
fiabilita ed innalzata in Germania la dilcendenza [ua, la quale pur 
[Uttav.ia glorioCamcnte fi uaantiene e borifcc: am:he in I tali a neWaltra 
Linea <le'Marcheú è' El1e, Ducbi di Modena &c. di[cendente da 
Folc(J Marcbefe., Fratello del medefimo Duca Guelfo. Olue a qucO;' 
aono noo arrivò la vi[
 di D,menic(J C(mtare1fo Doge <Ii Venezia (f)., 
cd in [uo luogo fu alzato al trona Ducale ÐomenÙo Silvio, e col con
 
falone data gli fu i1 polTeßo della Dignitå. 


(a) LeI 
-oß;enfis 
Chrønic. 
I. ]. c. 16. 


(c:) .A ,1I1.li. 
fla Sa", 11- 
pud Eccard. 
Tom. ], 
Cor}. Hift. 


(n D."Jul. 
in Chr,n;" 
Tom. XII. 
Rer. Italic. 


Bbz. 


Anno 



19 6 


ANN ^ LID' I TAL 1 A. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXll. Indizione x. 
di ALE S SAN DR 0 II. Papa 12.. . 
di ARRIGO IV. Re di Germania e d'ltalia 17. 


ERA Vo]
. P OrtÒ opinione Girolamo RoO) (,ø), feguitaro anche in ciò daU'U- 
ANNO 10i1.. ghelli (b), che Arrigo .Arci'Vtfco'Vo di Ravenna deífe fine ana fua vita 
(a
 It,,
,,,, nell' al1no 1070. 11 Cardinal Baronio (c) credette, che nell' anno pre- 

:n;
'li
:l
. fente. Ma PIÙ probabale a me fembra, che prima di quefi' anno egli 
(b) ughtll. sloggiaí1e dal Mondo j perciocchè fappiamo, che drendo morto (co- 
llal. Siler. municato eífo Arrigo, (J) c trovandoti il Popolo di Ravenna incorfo 
!#1n. l lI h ., in moIre Cc:nfure, Papa AlelJizndro giudicò bene d'inviar colà San 
In _rc "p. P . D . R d ' P ' h ' r II 
B."'II,"II. Ie,. amumo avennate I atria, tuttoe e avanzato rorte ne a vc:c- 
(f) Bar.". in chiaia, per dar [efio a quell a sì (concerrata Chiera. V' andò il ('Into 
.Jf1tllal. E". uomo, iu con gr:mde allegria riec\'uro, rieonciliò tUHO que1 Popolo, 
(d) tEla c do po aver trattato d' altri affari, fi rimife in carnmino. Ma appena 


n /::.m giunro ad un Monifiero, poUo fuori della Porra di Faenza, quivi fu 
ail tli,m 1.3. prefo dalla febbre, coe ogni di più invigorc:ndofi il fc:ce paf)åre a mi- 
Ft(,rllarii. glior vita nel dì 2.2.. dl Febbraio dt11' anno prclcote (t). Qucfii Vi2ggi 

) JI,rtlld. ed azioni, efigcndo tutti de] tempo, a me tånno credere, che almeno 
,;::ffsa

 neU' anno precedeme 10 fcomunicato Arrigo cdfa(fe di vivere. Fu poi 
Chrø.i". fufiituito in Cuo luogo per dezione del Re Arrigo GlJibtrto dlanzi Cuo 
CanceUiere in Iralia, uomo pieo d' ambizione, c nato per flagello dclla 
Chief:! di Dio. Papa Aleí1àndro, che a{f.li ne conotCeva 10 fpinto tur- 
b0lcnto, mal volenrieri condi(ce(e a con/(ocrarlo; ma fecondochè lia 
(f) Ni"l. ferirto ncl1a V ita d' eiTo Ponte flee (f), gli predi(fe, ch
 dalla (ama 
C.rdinal.. Sede riccvcrebbc il gal1:igo delle Cue voghe ambiziorc. Ho dctto, che 

t .Jf,rilC."I. Dio chiamò a sè San Pier Oamiano: dcbbo ora aggiugnere, che mancò 
,n Vlt. .AI,-. I . I d d JI C '11." , d II t - 
xa"dri Il. 10 UI un gran ume e ornamcnro c a fJUlamra, mcrce e a clen- 
P,,!c. 7.a e del raro zela, che in tutte Ie azioni rUe 6 olrc:rvo, e tuUavi2 6 
otfcrva ne' Librí tuoi, vivi tdlimonj ancora di un felicií1ìmo e plÏffirno 
Ingc:gno, net QU21i (olamente fi può dcfiderarc: più parlimonia nel1e 
AlIegone, e più cautela in credere e fpãceiar tante Vifiom e Mlra- 
coli, il1cuni de' quali po(T"ono anche far dubitare de i veri. l'\bbi2mo 
(t) .A r llulf. da Arnoltû Storico :\1ilanele (g) di quelli tcmpi, che nd pre[eote an.oo 
;11,r. /,1'- Erilmbllldo, Capo in Milano dclla fazione oppoth alia Simonia call' 
,;
.a:J.' ]. incontinenza del Clero, alia prelènza di Bernardo Legato della SeJia 
Apoflolica, e net dì dell' Eplfania, fece elcggere d2 i fuoi parziali 
.I\rcive(eovo di Milano Attolle, 0 
a .Azzo, tantummoJ, Clericum, IIC 
tenera 
t(Jte ju'Vencltlum, im:ito Clno, & muftis ex Populo. Per("h
 que- 
lio novello :'. rcivclcovO- venne poi approvato da Papa GrtgorifJ P1 I. 
il Puricelli fu d' avvj(o, ch' egli non pord!e avere sì poca età, come 
fuppooe r\rn
lfo, il qual pure era aHora vivcnte, c: fcriv
va di queHi . 
fani. Ma oltre al potcrfi dire 2 che JoI-vtnculus non vuol dire et
, che 
c1c1u- 



ANN A L I D 9 I TAL I A. 197 
efc1uda il Vefcovato, Ie fcabrofe congiuntare d' allora doveuero giu- E II. A Volg. 
fiificare I' aver eleuo Arcivefcovo chi fi potea; perchè i più faggi cd APiNC> 10 12., 
ancmpati veriGmi1mente fuggirono una Dignità acCornpagnata da i 
pericoJi di disguilare 11 Re, c d'incontrar la perfecuzione della fazion 
parziale del Re medefimo. (n faui poco durò l' allegrezr.a di A uone . 
,Memre rgli paí)iwa co' fuoi ad un lauto convito, con cui fi vole va 
folennizzare l'acqUltio di SI riguardevole Mitra, fu in armi la fazione 
contraria, ed entrata nel Pala7.7.0 mife turto fo{1opra. Si nafcofe At- 
tone a quc110 rumore; ma [coreno e prefo fu indegnamcme trartaro 
anche con delle percoßë. E fe volle falvar la Yita, gli convenne foilire 
in pulpito nella Chicfa, e con alta voce rinunziare all' elezion fdua 
di lai. Si nafcofero tuui i fuoi famori; il Legato A pollolico anch' e- 

Ii corfe gran pericolo, perchè gli furono firacciatc Ie vefii, laonde 
malconcio fi foaralYe alia Furia del Porolo. I n tal confu60ne era la 
Ciuà'di Milano. Gotifn,do ed Attone fuori di Milano non confecra- 
ti, e fenza goder Ie rcndite della Chiefa, gran tempo fiettero cam- 
pando del proprio, e chlUfi nelle lor Calc di campagna. Intanto fi 
tenne in Roma un Concijio, in cui venne approvata l' ele7.lone di 
Attone, e fcomunicato Gorrfrcdo. 
Nell' Agoílo dell'anno preccdente fu, ficcome dicemmo, intra- 
prefo l' aíTedio di Palermo' dagl' invitti due Fratelli Normanni Robert" 
e Ruggieri. Seguirono mold dífalti e fani d' armi fouo quella Cinà. 
V cnne anche in (occor(o de' Palermirani un gro{fo rinforzo di 1'.10- 
ri; (a) ma non attemandofi coloro di aßàlire per ,
erra 1.' eíercito Cri: (a) Guilliel_ 
ftiano, vonero tentar la 101'0 fotuna per mare. Gl Intreptdl N ormanm mus .J!}ulul 
accettarono la 
fida, e nella battaglia navale menarono così ben Ie lib. 3, 
mini, che riufei loro di prendcrc aJcune delle navi Morefche, altre nNlllaltrrll 

 affondarono, e il re/bnte d' eITe fa coltretto alia fuga. Dopo cin- ,. 1.. c. 45. 
que Mefi dunquc di farlcolõ aíT"edio, Roberto fece d.ne un dl due. 
furiofi ma timi atJalti da due p.mi aHa Cinà nuova pofta neli
 Peni- 
foJa; ed egli allorchè vide ben impegnati i Cittadi01 nella ditCfa di 
que'due ftti, diede co' (uoi una íca1.tta ad un alcro fito, e fonunata- 
mente v' entrò colla fua gente . RiÜraronfi percio i Palermitam e Mori 
nella vecchia Cinà, e conofcendo che non v' era più (peranza di re- 
fiHere a quefto torrente, la mÂttina (eguente i Prima[l dlrnandarono (b) L p_ 
dj c
pitoJar
. Cioè cfibirono 13 refa 
el1d Citd" 1?,urch
.a j 
,j
lul: !r"I#;a
: 
mam (e tall dovcano effÚe quafi tUtti allora que Cluadml 0 Slclliam In Chronir" 
oMori) foíT"c permeßü di vivere hb.eramcnte nella lor Legge Mao- (c) .A nD1:. 'J- 
meuana. A braccia apt:rtc fu accettata la loro efiblzione coll.. condi- fiul p B;r;n- 
zione fuddetta, laonde il Duc:ï c il Conte vittorio!Ì prefero il polTefso ::g;;n
 t- 
di quelJ.a nobil Cinà, non già nel J\'ltlè di Giugno, come ha Ij tclto (dJ Rom'"I1_ 
fcorretto di Lupo Protofp:s:a (b); nJa bwsì nel di 10. di Gwnaio d
s Sa lIT,. 
dell' :tnno prefente, e dopa foli Cinque mdì d' aíTedio, come ha l' Ano- 
:

II
I1 
nimo Barenfe (c), can cui va d' accordo Romoaldo Soilcrnnano (d) . Diede Rer. ItaÙc. 
ttipoi Roberto Guifcardo, fecondochè lafciò fcritto Leone Olbenle (e), (
) Lt, 0- 
l'invefhrura di tuna la Sicilia al C011L
 RuggÜ:n luo Fr
[dlo 
 ritc- jfll1Jjis l 3. 
nen- CliP. I . 


. 



JyB ANN ALl D' I TAL 1 A. 
Ell A Voig. nendo nondimeno in fuo pucere la metà di P"I
rmo, e di MdIi:13. 
AI\NO I07
. Ma per quanto o(fervò r Abbate CalUG (a), nobile Storico delle cofe 
(01) C

II S rfi. di Sicilia, in que
l' ultimo pumo non Ii appoJe al vero )' OJlieole 
StIr. a, ,- h ' R b fi ' r " I . d " d II -J ' 
ci:. Par. II. perc e 0 eno 1 rIIerVo I p1eno ommlU e e tUuJette due Cittå, 
(b) ,
ntilJu. e il rdlo concedet,te 
I Fratello. 
a Cronichett:l Amalfiun1 (b), chc 
11411e. Tø. 1. all" anno feguente nfcrafce Ia conqul{la dl. quclla Città, aggiufTnc, chc 
!tl g } . ;,13' il Guifcardo di colà portò a Troia varie Porte di ferro, c m
lte Co- 
(c .Iorent. ) d ' ' 1 . 11 " r d 11 íi ' 
.Mtmor. di onne I marmo co or capne I In ,egno e a ua vlttoria. Ci accer. 
Marilil. l. I, tana l
 mcmorie citate dal Fiore-ntini (e), che in quefi' anno -ancora 
(d) ,.Antiq,u. Papa ^Idfandro foggiornò in Lucca nel Mete d' Agoll:o, e nc i m:: 
Í:;::e31
if- 
guc:nti. Veddi panm
te un 
Ia
i[o (d) [eout? d
 Beatrice DudJdfq. 
,<II Tofcana
 e da ftJatllJa. fua Flghuola ncl terrn:ono dl Chiufi, AUNP 
DominicI lncarnatio1lis l'vfi/Jcft nzo jeptuagefimo ftcundo, Septimo /dus Ju- 
1IÏi, /.diEti,ne DecimM, al quale imervennero i due COllti dl Chiufi Ri- 
nien e Bernardo co i V deovi di Chiu fi e di Siena. Finì di vivere 
(e) L"",b,r- jn ,quell' a

o (e) Adalbcyto A!,ci'L'efco'Vo di Bre

" che 
n 
uì c
a nato 
tus S'.fn
- prJ
o Mlnttl,ro del Re At'
lgo Jr. ,p
rf
n
 gla In odIC a tutu, per- 
burgin/it ,,, .che 0 cornplice 0 autore dl moite Uilquua da e{fo Re commdJè. Fu 
ChmllCI. uomo dl rigid a cominenu, e celcbrava la I\1dfa con gran compun- 
-zionc c lagramc, m2 fe_oza a vvederfi, che la molta fua alterigia, va- 
JlJi[
, cà altri viz.j offutc:wano di noppo e' guafiavano Ie fUe poche 
vinù. Tanto il Re Arrigo pregò Ãnnone Arci'VeJco'VD <Ii Colonia, Pre- 
lato òi rarol probità, che voletTc alfumcre il mcdefimo gr
do, cbe 
<)Ulmtunque non poco egli ricufatTe, pure v' accon[entì. E in effetto 
cominciò il pubblico govetno fotto quc(to infigne Prelato a preoderc 
mig1i04' faccl3 -colla retta amminifirazione -della giufliz.ia, col gafiigo 
de I -cattivi, e .con altri ottimi regolan;lcmi. 1\1a durò ben poco quefio 
1è:rcl1o. Troppo violenro, troppo avvcz.zato al mal fare en il Rc Ar 
. rigo. Fug1i ancora fuppotl:o., che Ridolfo Duca di Suevia fuo Cognato 
l'I1acchinaffe contra la Cua Corona, ed era per vederfi una fcena eguale 
a quella della Baviera. Ma avendo Ridolfo fano venire in Germania 
I' ]mp,,.ad,.;ce .Âgueft fua Suocera, quella così efficacemente s'intcrpofe 
Ira .il Fjgliuoio, e il Genera, cht ne feguì per ora la pace. 


Anno tli C R 1ST 0 MLXXIII. Indizione XI. 
di G It EGO RIO VII. Papa I. 
<Ii ARRiGO IV. Re <Ii Germania e d' Italia 18. 


en 14"" 
ibid. 


N On potè motto dunrta AnN/me ArciVl'Jco'Vo di Colonia alia Cor- 
t
 dei Re Arrigo (f). Egli edificava con una mano, c il Re di- 
1hugttc\'a con tuttC e due. Però non potendo più fopportare Ie fre- 
golat
z1.C del Re, fJcendo valerc la rcuf. deBa fua avanuta ctà, tan- 
to dllTe, che ot[cnnc di poterfi liberar dalla Cone, e di ritirarfi alia 
fua ehlefa. AHora fu che Arrigo vcdc:ndoG come tolto di fotto all' 
Ajo, 


. 



ANN ALl D- I TAL I A. 199 
Ajo, 1afciò la. briglia a tune Ie- fue paffioni, dandoti m-aggiormente Eu Volg, 
in preda aile lafcivie, e- nulla cunmdo{ì, fe riduceva alia dilþerazione ^"NO 10 13. 
i Popoli dclla. Turingia" e Sal1ònia, con fabbricar tuao dì- delle Roc. 
chc in qud ,acfe , con pehncttere aile guarnigjoni di preodere colla 
foru il tòttentamento da i poveri villani, e con, proregg.ere Ie pn:- 
tentioni deW Arcivercovo di Magonza, che volea contro il coftume 
cfìgere Ie Decirnz da que' Po )oli. ^ndarono perciò delle gravi do: 
glianze a Rom.'i Cùotrd di An go, ed erpone furono, tutte Ie di IUI 
infamie, c fpezialm.cmc la vendita delle Chie
 ;. il che fopra meto 
ditþiaceva al Romano. Pontefice _ Quindi cominciarono i Sa{foni a ri. 
bellarfi, volrando I' armi lort> contro delle Forrezze fJb-bricare in Jor 
pregiudiziò dal Re. Si. aggiunfe, che Ridolfo Duca di Sucvia, Bey- 
toifø DuCll di Carinri:t, e if novello Duca di Baviera Guelfo IV. (d) (a) B,,.told. 
veggendo fprezzato alia Corte il favio ed onoraro lor parere, fe ne C,onfla":- 
, f fc I ' . d ' 11 c: ' . 1 d ' A . tllnþs In 
lltlrarono. n omma 10 omlto cerve 0 e Iuror grovam e 1 rngo,. Ch,.onÍfo 
tuno andava facendo per perdere I' amore non men de Grandi che . 
de i piccoli, e per mettere la coofùti:One in Germani!:, il che pur 
troppo- gli venne fano. fmanro Papa AldTandro, fe dobbiam crede. 
re a.1I" Urfpergenlè (b), fpedi Lettere ad e{fo Re, (I) 'lJDCantes. tum ad (b) .Abbas 
fatisfacielldum.. pro Simo>>iaca H
refi, a/iiffut nonnul/is emendatione dignis, f!rfpe,.genf. 
r øÆ tit ip/o Rom.:e fuera1l1 audita. Ma non potè il buon Pontdice A. In Ch,.omc. 
Jeffandro profeguir più olrre ql.1efii diCegni, perchè Dio il chb.mò' a 
sè nel di 2. I. d' A pril
. 
onee6,ce re
 la fua P
erà, U miltà, Elo- 
quenza, e ZeIo, non mf
rlOre a. mlglron (c). S. raccomano ancora (c) MII,.ílln. 
vnrj miracoli operati da Dio per interceOione di Iui. Appena fu nel SClltuS. in 
giorno fegueme data fepoltura al defumo' Papa,. i Cardinali con rut. Ch;;nI
lI. 
to il Clero e Popo10 concor-demente acc1amarono Papa il Cardinale Pllui.n


: 
IIdebra1fdo, che prere il nome di Gregorio f7/l. e fi rendè' poi cele- ,.ied. in Vito 
bre a tutti i Sccoli avvenire. Re6l1:è egli, finchè poeè, ma bifognò G,.ego
. VlI. 
darla vima. al quati' furor del P'opolo, che non ammife dilazione . Nè 0' alII. 
ci volea. di. me no in qud
i tempi sì fconcertati della, Chief a cli. Dio, 
che il peuo forte di quetto v irruofo-" dorto, ed incorrotto Ponrefice, 
per correggae fpezialmenre gli abuti delle Simonie, edell' inconei. 
nenoza "iel Clero, che rroppo piede aveano' prefo dapertutto. Non 
volle omeuere il faggio Eletto tuni j riguardi dovuri al Re Arrigo, 
per proccurare,_ fe mai era poOibile, di manrener la, concordia,_ e per 
cfeguir-, in parte anche il Oecrcro di Papa Niccolò II. nel quale an., 
ch' egh aveva 3Yuta m:mo'. Cioè fpedì rollo i Cuoi: MelIi in Germa. (d) C J' 
nia coU' avviCo al Re della fua elezione, e per quanto fi ha dalla Vi. de .A";:II;
' 
ra di lui, a noi confervara: da N iccolò Cardinal d'- Aragona Cd)" pre-, in 
it4 bGre
 
gandolo, come avea fate
 anche San Gregorio il Grande, di pre- g b ll
" Vii. 
fur I Idem. 


(I) chi.mandolo a Jodisfnrt per la Erelia Simoniaca, eJ a/(U1fe .llre cofe 
degne ái tmenda, cbe di ejJò fenlile fi trano in Rø1l1a. 



100 ANN A LID' I TAL I A, 
E. A Volg. (hI' It alT'enfo a [.lIe elczionc:. (I) 
uod Jì no" fJccret, cerlllm fibi e./fit 
ANNO 10 73. q.od graViOt'ls & mal/ifejlos ipfìus excefflls implmitos nul/dtemu tlJkrmc/ 
Se è vera la pulara di que/to tenore ( dd chc potrà talun dubitare) 
bifogna ben dire, che il Re Arrigo doverte qui [Ire u. grande sfor- 
za al fuo mal taleoto per cnnfentire, ficcome è cerro, che contend, 
(2) La
:.'r- ma non così tofto. Larnberto da Scafnaburgo (8), t
nza P ariarc 
1,u S,aJna- ..J . M n:: r. dd . d r. 1 I t ' ., I ' 1 " 
.l.urgen(is in <le cm lU crt!" e opo avere e.a tato , mtcgrl[
 c, a ,t
e Virtu,' 
chrøni". che con-correvano In quelto Pomdice fcnve, che II dl JUI mf1c11ìbl- 
Je ze10 ed jngegno ac
 feee paura a i Vefcovi, che fi trovarono a\1o- 
ra alJa Cone; ben confapevoli di varj lor mancamenci, de' quali po- 
teva egli un giorM ehicdere conto. Perciò erorrarono Arrigo di di- 
chi.uar nuna .. ele7.Ïone di Jui, giacchè fl1[(a fcnz.a conofcenza ed or- 
dine ruo. Ma dovette pre\'aJere il parer de' più tàggi, e il Re G. 
contemò d' im'iare aRoma il CONte EfHrardo con ordine di conolce- 
re, come era pa{[ato il f:lttO, e fe trova(fe giå conlccrato il Papa no- 
vello, di protdb.re di nullità di qUdlunque ano fano. Andò quelto 
ufizialc, fu cortefc:mente accolto, dimandò como dell' operato j C I' e- 
leno Pontdlce l"ìfpo{c, chc contro fua volontà e non oflame I' oppo- 
iìzione fl1a, era 0::1[0 eleuo dal Clero e Papolo; ma che non s' era 
lafciato sfonnre a prender anche I' ordinazione, ,"olendo prima elferc 
aßìcurato, che il Re e 4 Principi Germanici avdTero prcfhto I' allen- 
fo all' elezione fua . Quefia umile rifpolta, rapportata al Re Arrigo, 
il foddisfece, e però diede tolto ordine, che folTc confecrato. (1.) 
Et flatim Gregorium f'ercel/e [em EpifC()pU11I Italici Regni Cancel/arium _d 
Urbe11l tran!mifif, fu<<tenus auflorirate Regia E/eélionem ip[am confirm8,ret, 
& Con{ecrationi ejtlS inte,.
.ffe ftuderet . Lamberro fcrive, ch' egli fu con- 
(eerato nen' Anno feguenre nel giorno ddla Purificazione di Santa 
Maria. Ma è un errore a mto credere de' fuoi Copilli. Tanto dalla 
Vita di lui confer,rat3 dal Cardin'll d' Aragona, ql1'\mo dal Regitlro 
(b) Tom. X. delle Lcttere del medefi
o Papa (b), chi31'a
en,te ,c<:>(h, c
e tù cd
- 
Conciliør. brata]a di lui confecf:mone nen
 FcO:a de Pnnclpl de gh Apofioh, 
Labbè. cioè nel dì 2.9. di Giugi'1o den' Anno rrefente . 
Già aveano prei
 I' armi I PopoH dc11a Sa{[onia e Turingia, per- 
chè niuna gìufiizia rot
ano ottenere dal Re. Ed egli inviperito vo- 
lea proced.re co11a forza j rna gli .'\rcivereovi di Colonia e Magon- 
za, i Vefeovi d' Argentina e Vormazia, e i Duchi di Baviera, di 
Suevia, dell' una edell' altra Lorena, e di Carimia, ricufarono di 
f-omminiO:rar gente, flon parendo 101'0 cenvencvole di andarc a1)' op- 
preßìo- 


. 


(f) Lo che ft 11011 fac1fe, ttneffi per UTIØ, che ill l1irl1l
 mallim. to/ere- 
rebbe impuniJi i più gra'Vi e manifeJli {uoi eccfj}i . 
(1) E [uhit
 manáò aRoma G,.e,'!.orio Peflo..:o di Perce/It, C4l1cel/iero del 
Reg1lo ltali<o, che can Itutorità Regia confermlJffi r 
,Jt'1!a tltzil1Jc, e 
;nteY'z:enif!e alia di Llli conftcrazionc . 



ANN A LID' I T ^ L I .^. 201 
preffione di Popoli innocemi. Non illette per quefi:o Arrigo di mar- EllA ,::>:
. 
ciare armato comra di que' Popoli; ma. più di quel che credeva Ii P.KNO r:>

, 
trovò forti e rifoluti di vincere 0 di morirc . E imamo fra varj Prin- 
cipi della Germania, fi:omacati di tami vizj di Arrigo, fi comincia- 
rono delle fegr
te pra[ichc per liberare il Regno da un Re, che ten- 
deva alla fua difi:ruzioRe. Nel precedence Anno era venuto in I[alia 
Gozelone, 0 fia Gotifredo il Gobbo, Ouca di Lorena, tra il quale, e 
J..l/ltildçz Ccnte./fa e infieme Duchdfa ìn(ìgne di Tofcana, gia dicem- 
mo contratto Marrimonio. Si diCpura da v:uj Scrirrori, fe fra eßi fi 
confervò il Celibato : quifi:ione difl1cile a rifolvedi fenza chiare cefii- 
monianzc de gli antichi, da chi è troppo lontano da que' tempi ..112 
ql1efi:i go\'ernavano la Tofcana e gli aim Stati del fu Marchefe Bo- 
nifazio la DucbeJlå Bea/rice, e la fuddetta Conte./fa Jor1atilda fua Figliuo- 
la . Ora che Matilda, mono che fu i1 padrigno Goffredo, com in- 
ciaiT'e ad efercitare 0 fola 0 colls madre Beatrice la fuddetta autorità, 
la deduco da un Placito tenuto dalla medeGma in quell' Anno (.), (a) ...I1,.i,... 
Sextc Idus FeVYURYii, lndiélio1fe UndeciTlla, eXtra muros Lrl(enfis Civita- Italic, Dr/"- 
tis in Burgo, qui ':Jocalflr Sanéli Fridiani. I vi eíTa è imitolata Domna firt. ro. 
Alaélilda ft-/archionijJå, har Ducatrix ,ftli(l bond! memo,.id! Bonffatii Mar- 
chionis. E' oflèrvabile in quel Documento, che Flaiperto Giydice 
vien chiamato Milfus Domini Imper:ltoris; e pure Arrigo [V. non era 
giunto peranche alla Corona dell' Imperio, nè s' imitolava J mpera- 
dore . 11 N orajo, Urato a quefia antic.!. fotmola, non dovette badar 
molro at Tirolario d' aHora . Un' altro Placiro tenne in qudl' Annð 
h Duchdra Beatrice (b) in Civilate Florenlia infra Palatium dl Domo (b) lbidtm 
Sanéli Johanni, cioè nel Palazzo del V cfco\lo. La Carta è fcriru Diffirt. VI, 
.Anno Domini no{lri Jefu Chrifti SeptuagefitlJo Seculldo poft mille, Þ<3into 
Kalendas Ma;,tii, Indiélione undecimçz. Qui è adoperata I' Epoca Fio- 
rentina, che comincia l' Anno nUQVO nel dì 2.r. di Marzo i e I' Intli- 
zione XI, fa conofcere, che fi parla dell' .1 nno prcfeme 107 J. it qua- 
Ie fecoodo 10 fille Fion
mino era [Uuavia Anno 1072.. [n eflò Docu- 
mento fi vede inrimaro il bando Domn; Regis, e non già dell' Impe- 
radon!. Troviamo poi la DuchefTa Be:urice (c-) crlm p"d!clar(l Fili., mea (c) lb. Dif- 
1v1atilda nell' Anno prefente, Indiélione XI. in die Sabbati, quod eft fert. II. 
fjllarlo ldus Aligufli, in feflivitale Slméli Laurentii l\Jarl)ris, che fa u- 
na donazinne al Monifiero di San Zenone di Verona. Lo Srrumen- 
[0 fu fiipulato i1l ltlonafie1'io Sanéli Zenonis ;;1 .ßefeélOl'io. DiíIÏ venuto 
in Italia Go[ifredo il Gobbo prima dell' Anno prefente. N e fa fede 
un al,tro .Plac!rc;> riferi
o dal. Fiorentjni (d),. e te?l1to d'IHa D
c

lT'a (d) Fimnt. 
BeatTlce In Cz'Vttale Pifenft 111 Polatzo Domn: RegIs, un/J ctlm GOlllJU- .Appendi,. 
tlo Duce & Marchione, XF I. Calenclas Februal'ii, lnd,éfione Xl. E di .Me"',or. tli 
<1uì ancora impariamo, che il Giovine Gotifrt'do in vigore del fuo M
tw{. 
Marrimonið colla ComeíTa Marilda fu anch' egli amme(1ò al governo pax. I SO. 
della Tofcana, e degli alai Sr:ni . Leggefi poi una Lenera (eo) a lui (e) Gregor, 
fcrina dal nuovo Papa Gregorio elerto, in cui gli figmtica la fua t- v,11. I. I. E-. 
lczione, e il buon ammo ed affetto paterno, ch' egli tuttitvia con- pijol. 4. 
crom. Pl. C c fer- 


. 



2-0%. ANN A "I D' I TAL I A. 
F ft.A Vol&. fervava verfo del Re Arrigo. Pru')va il C..rdimI Buonio (.), chc in 
Mwo 1074 qUI' fi , An'lo elfo Papa ando a ß
I1\:vento, -:hve LaTJdolfø {7 I. Princi p e 
(a) Baron. d II C . , 1 
.Annat. I que a mR g i prefiò giunm'mo dl f;deltà c valfall1ggio . Pa(sò 
f:cclefiaft. anche a Capna, dove Riccardo I. Principe feee un' atta limile: per ri- 
eonofcc!e CUQ Sovrano il Romano Pomcficc . 


. 
. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXIV. Indizione XI I. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 2. 
di ARIUGO IV. Re di Germania e d' Italia 19. 


(b) 1 A Bbi
mo daUa Vita di San Gregorio I'll. nella, Raccolta di Nicco- 
li,. 

"Ì. 1.- , lò, Ca.rdinal
 d' Aragon
_ (b), ch' e(fo, 
ontefìce fpedì in Ger.. 
T. III. man,la 1 Ir:nperadnce, non gla B ma A. cwe Agnefe Mad.re d('1 
e 
A rngo, con Gherardo VefcovQ d' 0 Ilia, Uberlo V cfcovo dl Palel1n- 
na, Rina.ltla Velèovo di Como, e cal Vef'cova òi Caira . Tale Cpe-- 
(c) Berthlll- diÚo(l
, per attellaro di Bcrroldo da Colt
nza (,), e dl Lambtrta d
 
dNS Con- Scafnabl;Jrgo (d) appartiene all' Anno prefeute . Furono que1h Legatl 
jlantienfts. bçn acco\u dJ.I Re dopo Pafqua in N urcmberga ; efpofero Ie pateme 
'd Chrll;", ammonizioni di Papa Gregorio; ou:ennero che fü(fcro cacciati di Cor- 

2 
:;f:;: te cinque 
 obili Conigiani già 
comunicaci; ma. yoc: altro di fo- 
;urttnþs in ÍÌanza. Diede ben buone' parole 11 Re, e promllc d emcndarG ; 
Chroni'll. poCcla Ii rifpedi con (Uuo onore e ben regalati. Contra dc' Sallun,i. 
feguitav
 iotaruo il malralemo del feroce Re, i cui e.ttl ed avvcni- 
meflti fi veggono diffufamente fcritti dal fudd
[[o Lamberto . E hen- 
chi: il Papa 6 fo(fe dibito mediatore per comporrc queUe ra.bbiofc 
difl-èreoloe, e s' affatica{fero anchc varj Principi della G,rmania per 
inJurIa 3 pla.carfi, eg\i non ia fapeva intcndere. Perchè lc forO' 
ze a.llora gli mancaruno, infine come tirato pel capdlro açcon- 
fe
ti 
lla pace, e can delle condizioni di fuo poco onore., eWen- 
doG íbbilito in quell' accordo, che fi fmantellercbbono tuHe Ie For.. 
t
ne da lui fabbr-icate in pregiudizio di que' Popoli. Motro an- 
the una furiofa tite al Canto Arcivefcovo di Colonia Anno11t, e po- 
chi era no qu
' Principi, ch' egli non credeffe JÌJoi ñcmic:.i, 0 non 
facdfç tutto il poíIìbile per inirnicarfc1i. Tenne in qudt' Anno 
il Pomdice Gregorio :VII. un gr.tn Concilio in Roma, al qu
- 
Ie imervennelo atraiffimi VeCcovi, ed in ohre, come s' ha da CenclO 
(c) Cilråi. Camerario prefT'o it B:\ronio, e dal Cardinal d' Aragona (,) egregitl COO' 
nclis ,tII ,.A- mitiJJa Mathildis, Ãc'Zo Marchi.o, & GifuJfus SalernitanMs Princeps no,. 
r",,1In14. IJ1. defuere. ParlaG qui del famoCo I\1archeCe Alberto .dzzo fl. Prog( nito- 


t4YI
regll- re delle due l..inee de' Principi di Brunswich, ed' Elte. Anche i1 Pa- 
(f) Gr;gl/r. r
 liJddc[[o fcnOe it) qqefi'anno (f) a Btatrice Duch
JIå dl Tore.ma, 
VI!. Ii.. 1.. che i1 /lfarcbe[t Âz.z.f/ avca promeßò al Papa ncl Sinodo dl rcnJcre con- 

p,l. 9. to (kl Cuo Matrimonio con Jfa.ti/d'l Sorclla di GUl,/jelmo J7efcovo dl Pa- 
via e V CdOV3 dd IIhrd)e.ft Guido, divcr[a da 
}IalilcJfl, la gran Con- 
te(fa 



ANN A LID' I TAL I A I 203 
telTa e DuchelTa di To[cana. Secondo Ie mie conghietturc doveva ef- 
fere prtmorta a queUo Principe: Ia Comdfa GarjètJda [Ul feconda Mo- 
glie; ed egla volle prenderne la terza, t:ioè la tuddetta A1atilia (a). 
J.\Ja riputanJoG eglino Parenti, ne fu ponara 1:1 denunzia aRoma. 
Fece il tuo dovere il Papa; ma non fappiamo qual fine avelTe un tal 
affare. Cerro è, aver fallato alcuni Scrinori della V ita della gran Con- 
tetra Matilda, in credere, che dl lei parlafTe il Papa in quella Let- 
t
ra. Ora in eifo Concilio (b) fu pubblicarQ Ia depofizione de' Preti (b) Lllmbfr. 
concubll1arj; decretato, che llIuno potefTe a\"cendere a gli Ordini fa- SCllfnabur- 
en, tc non promeneva la Cootinenza; c fulminAta di nuovo con ter- ltnjis ,in 
nbl1i :mat<<ml la Simoma. Ponati in Germama qlletli Decreti, gran ChrODICI, 
fumore ne feeC' iJ Clem diflòluto di quelle comrade; e peninacl in 
volet fottenere l' invettraro abllfo, eC(;l[arono anche de i fieri tumul- 
ti contra di que' V efcovi, che fi accinfero a pubblicatli, e a farli 
acceture. Pallmeme faþpiamo, che in quello Concilio il Pontefice 
GregorlQ pubblicò Ja komunica (c) canna òi Roberto Guifiardo Du- (c) Cnrdi- 
ca dl Puglia, non già, come fuppore il Cardinal B.uonio, perch' egli do- nails ,de .A: 
. ffi ' ralon:A IIU 
pO la prefa. dl 
alelno aye e porrata la guerra contro la Campama, [u,rá 
e meao l' afseJio a Benevento, efsenÇ'o p;ù tardi fuccedllte [all im- . 
prefe . V 0 io fù[peuando pi
 [OnO, che cirato Roberto Guikardo a 
rl110vare il giuramento di fcdeltà, e a prendere I' Invefiitura de' fuoi 
Srati, come aveano f.luO i Pnncipi di Benevento e di Capoa, nè com- 
parcnJo, fi riralse addoflo Ie Cenfure della Sede: Apoflolica. In una 
Lenera fcrma a B;:atrice e a Matilda nell' OtlObre fcguente 10 iter. 
fo Papa Gregono tìgl1lfica loro, che Roberto promc:ttc;va di pretta- 
re il filddelto gJUramento . 
Era tomato il Duca Roberto dopa la pre[a di Palermo; por- 
tando feco un gran retoro in Pugìia alla Città di Melfi (d), dove j (d) Gt4iliel- 
Baroni tUrti concoderc1 a baciar que1l'inviua mano, e a congrarularfi. ft .dlul.f 
l\h fra ellì non comparve Pietro Normanno, che dorninava 111 Trani, I. 3- 
cd in altre Terre, nè avea dianzi VOhHO condur Ie fue genti all'im- 
pref::! di Palermo; Jþacciandofi 1I1dlpendente dal Duc:.. Ma Robcrto 
non porea foftèrire, chi il1 queUe po1rti non pi
g,1Va il capo a i fuoi 
voleri, enol rieonofceva per padrone. Fece dllnque l' afTedio di Tra- 
ni, e l' obbligò alia refll. (e) L' ctempio di quel:
 Citt,à fu fe&uitato (e) Clmnic. 
da Giovenazzo, da Buffigha, e dol alt..e Terre. I UttaVIß fatto In una Amalfilìm. 
baruffa prigiont: dfo Pietro fperimc:mò, che la ò1agnanimità non cra Tom, 1. An- 
I' ulrim.1 delle virtù dl Roberto, pcrd)(
 i"iebbe lã libertà, ed anche t;1 u . ItalIC. 
Ie fue Terre, 1\ rifea-va dJ Trani, COn obbligo di riconofcerle in vaf- lng, 113. 
fallaggio dal Duca. Anche Ruggie1i Conte di Sicilia (f), anfiolìflimo (f) Gaufri- 
di agglUgnere aile rue conquìtte r Impunanre Cattello di San Giovan- tlus M
/A- 
['Ii, con fortificate un vicino Candia, cofhinciò a Itrignerlo, ben per- terra lib. 3. 
fuafo, che .. acquitto dl Cjuella For(a.Z.I gli facilireH:bbe qudlo dd cnl. 7. 
rimaneme della 
u:ilia. Imamo i Corlari Tunefini sbafcati a Nicotera 
nella notte della \ïgtiia dl Siln Pietro, pane di qu
' C1ttadini uccife- 
fO, parte colle Donne e co' figliolmi conduGèro ichiavi. Era tiato 
C c z. neW an- 


Ea A Vo:g. 
AN
O lOï4. 
(a) .A nt;. h,- 
tà F flenfi 
Par. 1. c. 4. 


. 


. 



2.04 ANN A LID' I '1' A L I A. 
hA VolS' nell' an no precedente confc:rico il Vefcovato di Lucca ad A;I{e/m(J 
i- 
ANNO 107+ pore del defunto Papa AleGåndro I I. e di Pat ria fenza dubbio Mi. 
Janefc, lIomo di f.lOta vita, e di si eminenre prudenza, che Papa Gre- 
gorio V JI. il depurò púfcia per Con(igliere ddhl Conte!Ta Matilda, 
c il dichiarò fuo Vicario in Lombardia. Merita ben quello illullre 
perfonaggio, chc fe ne faccia menzione. Sua cura rotio fu di volere 
rif.Jrmar gli abufì introdotti fra i Canonici del\a Cattcdrale di Luc- 
ca, come s' ha dalla di Iui Vita (0) j rcritta da un Autore contempo- 
raneo, cioè dal fuo Penitenziere: abufi, che erano in quetli tempi 
aGai familiari anche nell' altre Cbiefe d' Italia; ma per quante dorta- 
zioni e minaccie adopera!Te, nuna porè ottener da effi. A qual pre- 
cipizio fi conduce!Tero qu
gli EcclefiaO:ici per quetlo dIne, 10 ve- 
dremo a fuo luogo. Crede([e il Cardinal B.lronio (b) 
 che in qu
ft' 
an no fo!Tero eglino citati al Concilio Romano; ma ciò avvenne molro 
più tardi. E' anche degno d' o!Tervazione, che llranamente profpe- 
rando i Turchi nell' Imperio CriO:iano d'Oriente, Gregorio VII. volle 
commuo\"ere i Principi e i Re d' Occidenre a formare un' Armata da 
(c) GrlE'T. fpedire colà per opporfi a i progretft di que' Bubari (c) j ma niun 
y'II. lib,::r.. fucc.:e!To ebbcro Ie di lui premure. Qlella è la prima volra, che fi 
If.PIJl. 3 1 ,6' cominciò a parlar di Crociate contro gl' (nfedeli d' Oriente. Scrim: 
37. ancora Papa Gregorio delle Lettere fulminanti contro Filippo R
 di 
Francia a cagi::me di mold f\loi eccelli, fra' quali entrò quello d' aver 
dtorre immenfe tamme di danaro a i Mercatanti Iraliani, che trovò 
iti a una Fiera di Francia. Ourava tuuavia la pia frencna di rubare 
i Corpi de' Santi, an[ando tutti di aver pre!To di sè que' facri depou[i. 
I n quell' an no appunto riufd a i Monaci della Vangadizza full' Adi- 
geno di rubare a i Vicenrini il Corpo di San Te
ba/do Romito, che 

i
 dicemmo mono nell' anno 1066. Porcato il facro pegno al loro 
lc1) M.l-ill. MoniHero, ficcome colla dalh Sroria della fu! TrasJazione (d), fu 
S.

" Bt ó eGo onorato da Oio con a!Tai miracoli, con etTerfi anche trovaro ad 
;.:,.'
: . effi prefente il Marchefe Alberto AZZQ If, rrogenirore de\la Cafa 
d' EO:e (I). CQntigit, i/Jußrem 'Virum Azonml Marehiollem, iJ/ius 'Vide- 
li"t Mønaßet'ii PQffi./forem, ad'Venire, & fieut ante gefta folo auditu, fie 

adem 'Vifu eogNofcere. Oa lì a qualche tempo arnvo a\la Vangadizza 
Rodolfo Fratello -del m
ddimo Santo per ottenerne delle Reliquie, 
c ne fcce premurofe ifianl.e al Marchefe .\zzo. Ma qucO:i rifpon- 
dea, (2.) ft ",lie tant, pntii thl/auro RegiÐnem (uam rJepauperare 
 & a- 
!imam ditare. Finalmemc gliene concedette una parte. NcI Diploma, 
con cui Arrigo IV. nell' Anno 1077. confermò gli Stati ad c!To Mar- 
chefe 


(a) An" 
S
nElorum 
Bolland. 
lid d;tm 
18. Mart. 


(D) Bar'''. 
in .AnnAt. 
EccltJiafl. 


(I) A""dde, ehe1'illufire U011lØ Azzo J
areheft, cioì ;1 PoJ[eJ!ore di fjMtl 
Afonijiero 'Venne, e 'Vide '1ueJ/o ehe a'VanlÌ a'Vta ftnritQ dire. 
(2.) tli non 'I:olere impo'/:erire di UPI ttftrø di s) gran prn...Q if [UQ Paeje, 
ed arricchirne 8IIIQ tI' a/rfu; . 


. 



ANN A LID' I TAL I A. 2.0; 
chefe .dzzo, ed a Ugo, e :1 Foko fuoi Figliuoli, 6ccome io a1rrove (a) 
otTer\'ai, fi vede il J'fon
f!ero dellil f/anglZdizza, oggidi bella Tara ap. 
pcllata la B4dia, pof1èduro allora dalla Cafa d' Elle. Ma io non av- 
vertii, che anche qu::Ho bel patTo 
gregiamente compruova la verità 
d'dTo Diploma, pcrchè qnd buon Principe fomm
mente fi rallegrò 
di avere ottenuto il facro Corpo di San Tc:obaldo, quod (e fu
que D;- 
litmis PQpulum in ad'vcntu bea/Î {3 am>>; /.JUdc celebrandi, Cunfe./for;f 
7toba/J; 'Vifita'Verit. Ed ecco dove era allura il principal fog
iorno 
del Marche[e Ano Efteo1
. Le premure di Papa Gregorio V II. fe- 
cero, che in quell' anno nc:l Mefe di Settembre Domenico Silvio Doge , 
di V cnc:zia e l)uca deUa D.1lma7.ia, fece un aífegno di bc:ni alla eh1t
fa S
) r"""t',... 
Patriarcale di Grado. 11 Diploma, fouofcritto da i Ve[covi Suftro!- Dijj,


N';. 
ganei; fu da me dato alIa luce (b). 


EllA Volg. 
ANNO 1074. 
(a) JfntÙhi. 
tà "-]fenJ; 
P. 1. c. 7. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXV. Indizione XII I. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 3. 
di ARRIGO IV. Re di Gernla.nia e d'lulia Z.o-it 


. 
U N altro in6gne Concilio Romano nel flne di Febbraio fu in 
qudranno celebrato da Papa Gregorio f/ll. (r), in cui 10 ze- 

) Cllnü,. 
lantiffimo Pomet1ce per Ja prima volta pubblicamente proibì fotto pena ;.r,;, 
 è 
di fcomunica Ie Invefiiture de
 V c=fcovati e delle Abbazie, che i Re .. 
davano a gli EccJefi-a.fiici con porgere Taro il Paftorale e l' anello. 
S' era da molti anoi introdo[ta quefta novità, e coW c:fTere di,'enuta 
dipendcme dalla volontà de'Sovrani tc:mporali, che in que'tempi e- 
. ranD di coCcienza guafttt, la col\azion delle ehieCe e Dignità Eccle- 
íìaltiche, s' era apena una larg,a porra alia Simonia. In fani 6 con- 
ferivano quefte da i Rc a chi Ie comperava colla lunga Cervitù aJle 
Coni, 0 coll
 aduluioni, e più fovente a chi più largamente offe- 
riva rc:galr e danaro. Venivano con ciò a cader bene fpcfTo Ie Chiefe 
In mana di chi menD Ie meritava, reftando ncglette Ie perfone dcgne. 
Furono anche in efTo Concilio confermari i Decreti contra dc' Che- 
rid concublOarj. Di nuovo.cziandio fu fcomunicato Roberto Gu
(.:t'rdo, 
il qU31c: in qUClti tempi tenea fegretc pratiche col Re Arrigo, e nello 
fteØ"o tempo dava buone parole nl Papa di volerfi Cuggettare a tutti 
j di lui valeri. Orli il Decreto fuddeno intorno aJle Invefiiture, fìc- 
come parea, che fminuitTc di trappo l' nutorità già ufurpata da i Mo- 
J1archl" così fu la fcimilla, chc accefe dipoi la funeft.1 guerra frot il 
S-acerdozto e I' Imperio. Sulle prime non ne fece doglianza 0 rifen- 
timcnro alcuno il Re Arrigo't pc:rchè incerro' dell' efito della guerra 
da. \ui impreCa contra de' SatT'Oni;. anzi fcrivea Lettere di tuua fom- 
meffione e buona volontà al Papa. Appena ne uCcì egli vittorloCo, che 
cominciò i fì.l.)i ftrepiti contro la Sede Apoftolica. MotTe egli dun- 
que nell' Anno prefente Ie fue armi contro i Popoli della Saf10nia e 
Tu. 



106 ANN A LID' I t' .\ L I A. 
F It A Volg. Turingia (of), dopa aver taO[o operata col1e Iulinghe e promctTc, che 
ANNO 1'>75. avca urate 0<:1 fuo panito i primi Principi ddl" Germania, cioè Ri- 
(3.) La",!m- dolfo Duca di SUCVI3, Guelfo Duca dl RIviera, Goffrødo il Gobbo 
tus Sl'llfnll- D d ' L ß /,J D d ' C . , , -. 
bolrg.nþs in uca 1 orena, e crto aO IIca I annua, I qualt aceorlcro (m(l 
ChronÎco. colle lor gemi a iecondarlo in quell' impreft. V crCo la merà di Lu- 
Bertll.dus glio (cguì una fangumofiffima battaglia fra I' eCercito di An'igo 
 qud 
c
;f/!,nt'- h dc' Saßoni, e fu dllput3ca un pezzo Ia vittoria; ma in fine andarono 
en). In C r, " S no . /1i d ' il i 1.' 
 II ' 
roctl I allom, con e ere nOI1 Imeno co 'uo caro que .LO tnonrO a 
Armata Regale, in cui peri rno\ta Nobllrà: Ipezialmentc dell:! Bavieu 
e Suevia. Farn:! tù, che reíh.{['ero lùl c:>mpo circa venti mila Ferfo- 
ne. Furono, ficcomc diffi, cagione quett! fortunari fucceffi, che il 
Re Arrigo, dianzi cotamo mantuero col Romano Pontefice, prendefT'e 
un' altr'aria, e comineiaiTe a f:ula.da Cprezzante, con arnmetter'anchc 
alIa fua Coree e f.,miliarirà que' Minil1ri , che dianzi erano l1:ari [co- 
munieati dalla Sede A poltolica. ]ocanto i SafT'oni non laCeiavano in- 
tcmato mezzo a\cuno per onenc:r pace e grazia dal Re, il qua1e fem- 
pre più infellonito com,r,a d' enl, e g
'!O
o p
r la pa.lT'ara fortuna, nulla 
me no macchlOava che 1 IOrcra lora lchlavnu e rO\'1I1a. Però a fine di 
dlerminarli intimò una nuova Cpedizion contra di IOTa, ed era con 
.lui Goffredo Duca di Lorena co!, si gro{['o corpo di genre (edta, 
(b) Lllmher- cbe uguagliava iJ relto deW eferclto del Re (b). Ma g1i altri Due-hi, 
IUS s'lIfn
.1 (..) Radulfus Jeilit.tt Dux Sue'lJoru1J1., Welf Dtlx Bajoariorum, Berthol- 
h;gmþs 'If, dus Dux Curent;nOfUrIJ, Reg; auxi/ium filum pete>>t; denega1Jera1Jt: przni- 
C rom". tenteJ, ut Iljebant, juperior; expedÙione in irrÎtllm fufi tanti [allgIÛnis, 0[- 
fenji ttiam Regis immiti atque implacdbili ingenio, CI
;uS i1'aeundi
 ;ncm- 
J;urn nce lacrJmÆ Saxonum, nee inundantes campis 'I'hNringiæ riv; fangui- 
His reßinguere potuijjènt. Ciò nOI1 oflanre s'imerpolè:ro ranti per )a pa- 
ce, chc I Sa{foni s' arrenderono alia volomà d.l Re, il quale cacciò · 
in efilto )a maggJOr parte de i lor Capi e Baroni, e tranò il reao 
aIla peggio. 
.succcdctte in quefi' anno net Marredì fanta, giorno JO. di Mar- 
zo, un nuovo ternbile incendlo nella Ciuà di Milano, defcntto da 
( ) ß llf. Arnolfo Milanefe .Cc), Seriuore di villa. E fu come cora miracolofå , 
C ",rn". h ' fi ' 1 
liifl,r. Me- pcrchè infono neU' aria un vapore
 c e vomltava amme, attacco i 
.,oliln. I. .... tuoeo alle cafe, ches' erano ialvarc nel precedcme incendio, e allc 
'11/. 8. gla rifabbricate: con 
ivario nOl1dul1cflQ da11.' a1rro, perche, quefio di: 
lLru{['c più Chicfe, e tra l' alrre )e due Bafihche Metropohtane, CIO
 
)a 


(.) 


Ridolfo cio, Duca di Suevia 
 GuelJo put'a tli B,zviera,' Be
tDldo Due. 
t/l Cannt;.I, aveal10 negdto II loro a.1Nto al Re cht gild chsedtva, do- 
lendofi, come dicevano-, di tanto [allgue inutilmente fpmjò II/{/' alltec,- 
de Ite Jþcd;zione, offefì allCQra dal ,,.lIdo ed implactzbile gmio tiel RI, 
dejf'J di cui it'a r iI cenaro eßingue,.e non a'l.:t.UerlJ pOlltto nè Ie Jagri11le 
.e' 
'aj;óni, nè ; ,.iv; di janglle ,he inol'/da'lJ4nO ; eRmpi tlel/4 cru- 
""Igra . 



. 


A -, I 
N N A LID TAL J A. 1..07 
1:1 rnirabil' efiiva di Santa Tecla, e I' jnve-rnale di Santa Maria, can E I\ A V otg. 
queUe di San Nazario, e di Santo Stefano. II d'l.nno di qu.:lla Cirrà ANNO IOH. 
iu incrediblle. Non oH:al1te sì terribil disgrazia, E,..I
m!Jaldo feguitav" 
a far guerr.t al Clero i'1COf1tin
nte di q'
ella Citta, ed impedì al1che 
l1ell' anoo prefeme i1 Barrefimo folenne, eh
 fi folea fIre in tune Ie 
Canedrali nel Sabbato S.1OtO. Irrit:1ti per qudlo i Nobili, e guadl1- 
goata parte dell:! Pleb.:', vennero aile m"-ni colla 
ente di Erlem!.HI- 
do, ed egli in queHa zutfa reftò morto, e fu poi riguardato qual Mar- 
tire, e riconofcimo per Santo, avendo anche Iddio eOf1 varj miracoli ' 
onorata la di lui fepoltura. II Puricelli ne feritT'e la Vita. OOpG 
ciò il Popolo di Mila.Ao, il quale efaminati beR quefii fani, pare 
che già avctT'e alTunta qualche forma di Rerubblic
, ma can ri- 
conofcere tunavia it comando e l' autorità del Re Arrigo t unito 
col Clero, fpedl un' ambalctata al Re medefimo per avere un Ar- 
civefcovo (a). Giacchè egli era pentito di aver dato per Arcive- (a) Idem 
fcovo a i MiIancfi Goffredo, fu da Iui e1erro credaldo Suddiacono /i&. s. cap. s. 
Milanefe, che era fuo CJppellano, e il m:mdò a Milano, dove trovò 
buona accoglienza non men preffo il Clerc, che pretT'o il Popolo, 
avido fempre di cofe nuove. Si videro aHara in un medefimo tem- 
po, e non fenza fcandalo, tre Arcivefeovi di Milano, cioè Gotifred, 
confecrato, ma efiliato; Att
'1Ie fofienmo e confecraro da Papa Grego- 
,.io J71J. e vivente in Roma; e'reda/do ultimamencc fopraeletto a gli 
altri due. Fece quanw potè il Papa per impedire h confecrazion di 
Tedaldo; ma i Vefco\'i Suffraganei attaccacj, al Re Arrigo, ad onra 
di lui il confecrarono. Corfe in quefPanno un gran pericûlo 10 fietT'o b' 
Pontefice Gn:gorlo. (b) A veva egli pubblicata la fcom:Jnlca cancra S",lf:"r;,- 
di Cencio Figliuolo di Stefano già Prefetto di Roma, ma non già a [lInll/, :,. 
mio credere Prefetro anch' egli d' elTa Città, uamo prepotente sì per Cardi,.. 
e 
la fua Oignità e nafcita, come per Ie fue grandi ricehezze, ulurpator Jf.rllgon. I/J 
de' beni delle Chiefe, ed amico del Ouca di Puglia Roberto Guifcardo. 
;i: Gregor. 
Ilbgato co!\ui dalle fegrete infinuazioni di Guiberto Arcivefcovo di Laml>tr- 
R",venna, che già afpirava al Papaw, allorchè Papa Gregorio nella IUS Scllfn,!- 
noue del Canto Natale. di quef}n, e non già del feguente anno, . ce- b
;gø1Jfìs In 
]ebrava 101 Me/1 a a fama Maria Maggiore, enrrato .can gente armara, C rOnlco. 
i1 prefe, c fiaecatolo dal facro Aitare, (eco il traffe ad una fua Tor- 
re. Paolo B
nriedenfe Cc) aggiugne, che effo Papa nporrò una ferira (c) 
a"lus 
in quella fune(1;a occafione. Si fp:trfc tofio per la Ciltà la nuova di !Jenr
eden(. 
. " ' .' ' d ' . 1 P . R d d . In Vila S 
t
nt
 em
leta 
 a CUI t.utt!, morn .Irono 
 e 1 oro 0 om.a
o a to. I Gregor. V'll, 
plgho all arm I , [atto II glOrno, m funa corfe alh Torre dl CenclO, P. I. Tom. 
e quivi con fuoco, con catapulte, e con altri ingegni di guerra eo- Ilt Rer. 1- 
minciò a b1tterla sì forte 
 che Cencio prevedendo in breve la pro- tal/car, 
pria rovina, fi gitrò a' piedi del Papa, implorando non che mifcri- 
cordia, aimo per falvolrfi. Allora il clemen:iflìmo Ponteficc affaccia-. 
to.fì ad una fin.:llra, feee fermar gli affalti e I'ira de1 Po polo ; e rracto 
.lalla Torre fe ne- torno fra Ie acclamazioni di tutti a termin,u la 
MelTa a Santa Maria 'Maggiore-: fegno 0 che non era ferito, 0 chc 
101. f,Úto1 dovette drer ben leggiera. Fu- 


. 



. 


2.08 ANN A L ,- D' I T 
 L I A. 
E 11. A Volg. Furnna poi dal Popolo devaíb,ti e confilcati tutti i beni deU' 
A!'oNO 1075. empio iníieme e pazw C:;-ncio, che ebbe la Fortuna di pater frb ire 
coHa Moglie e co' Figliuoli. Gli aveva il PJpa impofi:o la peOit nz.a 
(
) .Anlul/. di farc 
l viag
io. di Gerufalemme. Arnolfo 
ilane[e (a), Sc
'i[[or
 
Riftor. Me- di qudb tempI, CI afficura, non effcrc:: pa{faro I anno, che collU! mon 
diolan. I. S. [offocato da un' ulcera nella gola. Lo attdh :mche Benoldo da Co- 
cap. 6. ld tlanza (oS), con .dire, che Ccncio ne' primi Melì dell' anno 1077, andò 

:n;:;
o . a Pavia menando feeo pri
ione RaÙJaldo 
efco'Vo di Com?" per e
erc 
lienJis.j" ricompenfato dal Re Arrigo" E che gmvi morendo all Improvvl[o, 
Cbronico. troVÒ gud guiderdone, che m.:rira.vano Ie di lui fcelleratczze. A p- 
prodarono inafpettatameme i!1 q
efi' ,a
no i Mori in" Sicilia alia Città 
(c) Gau"'
 di Ma7.zara (c), e trovando I CmadlO1 mal preparatl a quefia vifita, 

IIS Mala- entrarono per forza nelia Cit
à. Pofero anche l' affedio al Cafiello 6- 
terrll lIb. ]_ tuato nella pi anura della Cirtà, e vi fiertero [otto bcn 0[(0 giorni. 
cap. 9. Informato di ciò il Conte Ruggieri entrò di none con uno {luolo d' ar- 
mati in dfo Caildlo, e la legueme mattin;\ ufd addolfo a i nemici. 
Moltiffimi di coloro rdlarono ful campo, gli altri incatzati, come 
potcrono il meglio, fi f.1lvarono aile navi, Se fi ha da preftar fede a 
(d) .An1l..1,1 gli Annali Pilâni (.;), nella FeUa di San Sifto di Agofto dell' anno pre- 
Piprni T.
. feme prefero i Pitani la Ciuà d' Almadia, ed obbligarono Firmino Re 
Rlr. 11Idu. d' eera a pagar tributo da' Ii innanzi a PHà, -& COTonam Romano lmpe- 
f a/ød afligna<;"erulJt. Poffiarn fidarci poco d' effi A nnali, ne' quali aU' 
anno 1077. fi torna a dire, che i Pllåni prefero Almadi.1 in Affrica, 
e ci.è parimeme nel dì di San Sino. Ed alrri Annali pjfani riferifcono 
quefto fatto aU' anno 108B. dove ne tornerò io a parlare. Trovavah 
, nell' anno prefente Beattice Duchejfå di Tolcana in San Cefario ddlretto 
(e)r.A
',IJ'" di Modena, dove nel di 8. di Gmgno (e) compofe una ditferenza in- 
ft:t
'5. jf- fona fra EribertfJ refcov() di Mod
na ed Alberto di Bazovara per la 
Canonica di Ciuà nuova. Leggeh parime'nte un Placito renuto da 
, effa Beatrice (f), appe\1ata gloriofiJJìmll ComitiJ/å, e da jl,fatilda fua Fi- 

f) lb. Dif- gliuola in C;'VÎtnte F/ørentia in 'Via prope Ecclejia SanEli Sa/'VQtoris juxta 
erllll. 17. Pal:J/;o de Domu; Simai Battifta, Anno ab Inc:lrnatiöne Domin; IfCljlfi 
(g) Chrøn. Jefu Chrifli Stptuagejimo f52UÏ11tO poft it1ille, NOllas J.}far"tij, Indiflj
"e 'I"er- 
ÃfNlliþJIf1I.. tiadecima" Qu è j'dono J.'JOreo[jno. Se s' ha da credere alia Croni- 


i:
t..A;:;

 cherta Amalfi
an
 (g) 
 nell' anno 'pre
ente Ra
erto Guifcardo 5' impa. 
. Jag. 1.14. droui deIJa ema dl Santa Sevcnna m Calabria. 


. 
Anno di C 
 1ST 0 MLXXVI. Indizione XIV. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 4. 
di ARRIGO IV. Rc di Germania e d' Italia 11. 


r P Copra gli alui funefto I' an no preft'nrc, perchè principia den' ;:b- 
bomincvol guerra fra ìl S.lcerdC'zio c )' 1 mperio. Fmquì avC'a il 
Pc.nrcfice GregorIo urate tutte Ie m,.miere più eflicaci, ma infiemt d?l- 
CI 



ANN A rJ I D' I '1' A L I A. 2.09 
Cl per impcdir 1:1 rottur:1, f.'1ldo nondimeno in yoler abolir:\ I' empia E ø. A Vf11g
 
ufanza di vcndere i V cfcovati, ed etèguito il D;:creto form:lto con- ANNO 10;6. 
tra Ie [nvelbture delle Chief
 duc da i PrinÓpi Lalci. 
1.1 il Re Ár- 
rigo mfi.tpcrbito per Ii buoni lùccct1ì de!la guerra di S.llTonia più che 
mai cominuava .1 commcrzin Simoniaco, c comuniCJv.l con gli [co- 
munie.1ti dail;! [anta Sede. In un.1 Lcttera [erin.l a dì 8. dl Gennaio 
dell' anno pre1è:nre (a), con el10 lui ti dolevJ il Pap:!, pcrchè avdJè (a) Greg'r
 
dato contro Ie promefTc I' Areive[covato di Milano a 'rtd,Ûdo, ed in VI:, I. I. H- 
olue conferile II: Chide di Fcrmo e di Spí)leti a per1ëme incognitc PljlØJ. 10. 
al medetÌmo Pap.l: tègno, chc il Ducato dl Spoleti, e 11 Marea ap- 
pellata già di Camerino, e, t
lvo.tta di Fermo, 0 -di ,Ancona, er
no 
l'itornari, dopo h mone dl Goffredo Barbato Due,1 dl Lorena e '1 a- 
fcana, all'ubbidicnza del Re Arrigo. Ora II Ponrchee Gregorio, fìc- 
come perfon;tggio di cuore intrepido, non mancò di fcrivergli delle 
Lertere più vigorofc:: delle pa!TJte, e di avvenirlo, che s' egli mm mu- 
raV:1 regi Iho, IÚebbe forz:lta la fiuttJ Sed\: ad ciduderlo daIl.l comu- 
nion dc' Fedeli. A quello hne gl'inviò nuovameme de i Legati, che 
furono accolti con difprezzo. Fece l'infurÜto Re tenere una grJI1 
Di
t<1 in V ormazia nella Domcnic:l di Settuagcfim:1, dove intervcn- 
nao tutti i Vc:fcovi cd \bbui 0111 inrenzionati verla il Polp:1. Sopra- 
giunle ancora Ugone if BiaHco Cardinale, chc tll nnovo ribeU.ltofi dalla 
ChieCl Rom.loa comp:uve colà con Letterc finte del Sen.1to Roma- 
no, do:' Cardinali, e d' alrri Vefcovi, che richiedevano la depofizion 
di Gregorio V I I. c l' clezione di un nuovo Papa. Di PIÙ non oc- 
corfe, perchè il Re c\rrigo in elf" Dicta co i Vcrcovi fuddeui for- 
mafTera un Decreta, in cui dlchi:uarono illegittimo Pol1tcfÌce e tCrJ- 
rnunicato Papa Gregorio. Do
o di che (b) fpedi Arrigo i fiIoi Melli (h' Bert,li. 
c=on Lcttere in Lombardia, e l1elh l\J.l1'ca di Famo per lìgnific;1re c.onflan.- 
. I 'r 1 , r: - r: d I ' tllnþl 111 
a (uttl a rno uZlon prel3, e per lammuovert: ClalCUno Contr.l I UI. Chronicø 
Fu eziandio data ad un Rolando Cherico Ji Parma l'incumbcnzJ di . 
portare alia Chie[1 Romana u!u Lettera fulminame, e un ordine (pc- 
dl(D in qualità di Patrizio a Pap:! Gregorio dl fccnderc dal Trono 
POl1tihzio
 per dar luogo all' e1czione d' Ul1 al(ro Papa. Arrivò qud!o 
Rolando a Roma in tempo, che fi cdebravil un COl1cilio numerolo 
nella B:dilica Lateranenfe (c), ed cnrrato nella b,ra ...HTemblea ardi- (c) 
.ull<
 
tamerne dopo aver prc1èntate al Papd it' Lettere, con air:! voce gi' in- !3lnr
tdtTif. 
. , d ' 1 - , . 1 I C d P 6 ' I I In y,t Gre- 
[lIDO I alclare In que punta a ute ra ontl Cia, e a C ero Ro- [,01"11 Vll 
mano dl porrar(i per la Pentecoflc alla Corte, per ricevere dallc ma- cap. 69. . 
ni del Re un vero Papa, perchè il prefcntc:: 
ra un lupo. AlzolIì al- 
lora Giovanni Vefco'l..'o dl Porto gridando, che fofT'e pre[o quel tcme- 
raria; e il Pr([euo di Roma colla miliz.la, fguainate Ie fpade, cor- 
iero topra di lui per levarlo di vita; e l'avrebbono fatto, fe interpo- 
HoC. il P::pa non l' avefT'e [alvato dallc loro m:mi. Venrilau dipoi nel 
Concilio la cau[a, d animaro II Ponte6ce dall' affitleoz:1 dell" Dttchc./fa 
Bet/trice, e dell.l COllteffa 1
f4tilJa, che Ilcndevano la lor poff'anz.\ 10- 
pra buona parte d'ltalia e dalb'dlfpofizione in cui fapea, che erano 
'l'om. Yl. D d i più 



2. 10 ^ N N A. LID' I TAL I A. 
Fu. Vo1
.. i più. riguardevoli Principi delta Germania, dichiarò fcomuni caro e 
AN
O 1.oj'6, dccadmo dal Regno Arrigo IV. con, al1òlvere tutti i di lui fuddi[ï 
doll giurame.l1to di fed.e1tà:, rifoluzione" che quantunque non praticata 
da alcuno. dc' fuol Predecdfori, pure Ell; credma giuU. c necdfaria in 
quella congiumura"- 
Mod nell,"anno prefeme ful fine di Febbraio, e di mane vio- 
lema, Gozt!QJ1e, 0 fia GoffredD il Gobbo,. Duca di Lorena e T of can a , 
(a) Lamlm- da noi vcduto Marito- della COJ)td1a Matilde (d). Ito- egli una nottc 
tlU Sc'!!nA. al luogo adau3to per gli bifogni dd Carpo 
 che dovca ben. effere 
h,;;!er;JIS In fabbrlc3to alla balorda.., d. un uomo, che !lava in agu3ro ( fu detto 

t;:::;j
J per. ordinc di Roberto Conte di Fiandra) ài fotto con. una.. freccia fu sì 
C.r.ftan- mortal mente fi:ri[o neUe naticbe,. de [eeondo wmberw, da Ii a [ene 
.Ùnfis, in gi,)rni,. 0 fecondo Benoldo, Ja fielTa norre gli convcnne morire, cd 
Ch;;::
:. de anche lè
za i S
cr.'menti? fe fi ha a credere a Brunon,e Scrittor della., 
:iell. S4XDØ. guerra dl SaiTOnIa. Per fa fua. bravura e prudenz-a VI
n, lodato non 
poco da efTo- Lamheno., Fu gran partigiano del Re Arrigo IV. c 
, pcrò Cofr.etto e poco caro a Papa. Gregorio- VII. e a Beatrice e Ma- 
(b) F:,re;;,'; tilda. Ma potea. ben rifpal'miare il Fiûrentini (b) di farIo anche autorc: 
z:;;;;; I. 

 dell. nera congiura ed infolenza di Ceocio Romano contro la facra 
, perfona. di, Papa Gregorio, perchè nefiUn giuilo fondamenro di que- 
fta taccia a noi porgc:: l'amica. lfioria. Encndo eg\i mono {enza pro- 
le, Arrigo inv.eltì del Ducato- dt:Ua Lorena Corrado fuo prop.rio Fi-, 
gliuoIo, e d1cde la Marca d' Anvc:rCa
 a Gotift-edø Figliuolo del Conte: 
Eulhchio" e- Cugino del dcfumo Gori.&edo, il quale coL tempo di- 
venne Re di Gerufalemme-. ReO:ò. con ciò- Ct:n'Z.a Marito la ContefTa. 
Matilda;. e non. and6, moho, ch' ella, tì vide tolta anche la Madre. 
Terminò il corfo di fua vita la DuchdTa Be.Jtrice nel dì 18. d' Aprile 
(c). Dpniu nella. Ciuà. di PiCa,. come co1ta. da i veríi di D.oniz.one: (,,) 
in vit., .1.14-, 
.hild;" I. la, 
.a}, 1..0. 


0[(0 dece11tfjlic dies .Aprilis tllt11l fini/" ire' 
Ch,-ij1j po/l ortum 'l.'era de J7irgi Ie COt pus 
.dnno 
V1il/tno his" creY1lQ Sepluag
lfo ., 


PrincipdTa, cli. gran pietà,. di- egual prudènza" e d"animo.viriJe,. 
che fi tcnne fernpfe attaccata alia [am3 Sede, ma fema perdere it ri- 
fpetto al Re Arrigo,. an
i' con effere- mediarrice di concordia e pace 
fra lui e il Pomehce Gregorio _ La maggior gloria. nondimeno- di Bea- 
trice fu; l' aver. meffa. al mondo,.. c: miubilmt'me educata in, tune Ie 
Virrù" c: nella eognizion delle varic: Lingue Ja Conlejfa 
Ylffilda, la 
qualc rimaíia foJa aJ governo ddla Tofcana, e de gli alrri avni tuoi 
S{ari" cominciò a fir conofeere i fuoi uri. pregi, nelle fiere rivolu'Z.io- 
ni, che andrò da quì innanzi aceennando. Nè fi dè:e tacere, che il 
Monaco- Doni2.0ne s' adirò cont-ra di PICa, pcrchè quivi, e non in Ca- 
noOa, fu, fepeHir3 la DuchdTa Beatrice. I fuoi verfi ci f.uan cOl1o{"ce- 
fd) 111;,16jJ; re) come aHora foí1è mercantile I. Ci[tà. di PiCa (d): 


- - - Dol". 



A :N 'N A LID' I TAL I A. 



rl 


Dølor heic me funditus IIrit, 

um teneS Urbs iI/am, qua non eft tam br1J
 dig11l1. 
!?2..ui pergi! P
(as, vide! illic m01dh a mat';na. 
IÜc Urbs Pilganis, crurwu, Libycis qUD'jJlC, Parthir., 
.s
rdida. Ch{Jld
i fua Juftrant JitJortJ .Jetri. 
.sorÆbus a cunflis [14m mund:J Canolfa, jepulcri 
A'itqU
 I
cus pulcher meCtlm. Non expedlt Urbes 
'!!2.!./
rere ,pelj::r
s, patrantes crimina plur.:J. 


. 


'Fu Vol;. 
..ANNo 1076. 


. 


Che \'oglia d1re con que!1:e ultime parole Donizone, non fi pl1ð 
ben i-Rtcodcre,. Mot ben ti caj)lfce, cbe Plla era 10 quell! tcmpluA 
famofo Emporio, e Porto franco., dove eranoammdligl'Jntèdeh Orien- 
tali cd Affric.1ni: il che pa.r\'e ,a Domzo.ne oo'indigfHtà, e perciò più 
memevo.lc ja fua Patria Canoí1a, ,per caglone dd!a Jua .purJtà 10 .ma- . 
teria .di Rdigionc. 
Le detcrmlOdzioni prcfe in Roma contra del Re Anigo, queUe 
furono, che fil1lrono di determllure i pnmi PrmcJri <ielh Germania 
a ritirarG dal oRe ANlgo fcomul1Icato., e a lènamtO[c dlvilare de i 
mczzi. di rimc
.:re la qui,t:te in quelle con
radc .(a). ,
':glac
n
 
edca,- (a) Lam- 
no piu -c.be m.n o!1:mato Jl Rc nelle lue: vlok.nz.e, e 10 al{n VIZJ, pa(- bert. scal- 
C'1rono a Ji.b('far fe {teHi e i Popoh da un Prinqpe, nato folam::n
e per nllburx.i1r- 
rt"odae infchci ,j fil0i fuddI[i. t pnm.1rj dun que , coe l
 abb.todonaro- Chrø;'tá. 
no, furono Rid(J/fD, D1Jc
 di SUt:\Tla, ß.er
o
dø Duca <Ii Carin[ia, e 


:I)/":. 
Guelfo Duca dl BJ\'lera, 11 -CUI P .1dre, clOe Jl Marchefe .Alberto A:z- .,nfts .i" .chr. 
zo 11. :jignorc d' E.lk, di J{.ùvigo, e d' altri Scati in hali!, parzJ:ll.if- 
limo fu tcmprl' anch' egli della Jama Sede, e dovea ben proml.:lllvere 
gl'imerdu d'dra {'retro .il Fighuolo Uuca. Andò a dllmifura crefcen- 
e,jo il 1010 partlto, e v' cntrarono molt1l1ìmi Vefcovi. 1n una Dicta da 
cr.ì tenuta in Triburia dopo la metà d' Ottobrc, dove Jtaervennero 
anche i Legati delh fanta Sede, fu progettato di creare un nuovo Re. 
Arrigo venuto all.. Villa di Oppeneim, fra cui e Tflburia fcorn:va il 
Rrno, a fine dl (èbi\o":ir J'immineme nembo, fpediva di t:1I1[0 in t3.ntO 
Scgati, ÇOI1 proffiettere emendaZÎon di VitA, fodJIsfazioni, bendizj; 
e perchè niun fi fidava di un Principe, che [ante volte avea manca- 
to aile promdl'e, e venivano ngett3te Ie di lui belle paTole
 non la- 
fciò cgh inJic:tro fomm'lfì :mc e pregbit'ra alcuna per placadi. FJOaI- 
menre gli fu accord..ro Jel tempo, e conchiulo, che al Romano Pon- 
teF.ce farebb:: cimdro quetlo affHe, e che dro Papa farebbe pregato 
di rrovar!Ì in Ausulla per Ja Purifica1.ione di Santa Märia j ed cf
mi- 
narc: Ie ragloni ddl' una e deWaltr<\ pane, fi ltarebbe 81 giudicaTo di 
fua SanrÜöi, con altre condil.loni da elt-guirú al preknrc., che 10 rra- 
lalc!o. 
 on 5 0S 1 t
cer? ,i P1ù de' V efco
1 di Lo
bard'a (b). Erilno (b' Cmlirr. 
tbu c:glrno !comul1lcan mfieme con Gtuherto Äyrzvcfiovo dl Ravenn.! de .Ar";on. 
nl'h'uillmo Concilio Romano, e da Papa GrC'goflo. Pcrò ct10 GUJ- ;nV,ta Grt. 
beno, e ;ted,,/do ÁU;vifco'VO di MIlano con alui V cfcovi Scilma[l(;i, tor. y.u. 
D d z. rau- 


" 



212.- ANN ALl D' I TAL I I.. 
I 1\ A \'O:g. uunato un Conciliabolo in P.\\'ia, [comu:1icuono anch' em 10 fidro 
.\../\,o Jùï Ó . Papa. Gregorio. Qu::lto panito a sè f.!Vorcvolc in halta feee ri[oh'c- 
n:: il Re Arrigo d, non alpctrare in G"rmo!nia la \'enuta del Ponre/ice 
Rommo, ma di parrar{j r-gli a dirinura ad implorare 13. di lui miCeri- 
cordia di quà daU' Alpi. E tanto pill credcue migliore CJudlo fpedien- 
te, perchè temeva di [oeeombere n
lla Dieta G
rmani('a "Ila fulla di 
tm[i accufatori delle fue cnormità, delle quali ben f.1pC\'a di non 3VeH
 
feufa; e che gli riuCeirchbe PIÙ facile: Jungi da tanti fùoi a\'\'clfarj di 
gU.1d,lgnJre il Romlno Ponrdlce. Ma perciocchè i Duci d, Ba\'icra, 
SU
"la, e C""in[ia 3\'eanO chill {j con genre armata i paOì , per Ii <]uali 
Ii eala in ltalia, cgh co\la l\1og1ie Ber/a, e col plcclolo FIgl lll )10 
Cf/n-ado, accompagnaro da rochi, rrcfc il cammino ddla ßorgogna (a) , 
c celcbro i\ (;uuo N 3tale di Btfanzonc. Continuando pofcla /1 viJg- 
gio (*) (jllUm in locum, qui C;-uis dici/ur, ri..'miJ/tt, ob'Vi
m habuit Socrrlm 
. fltam (clOè Adelaide Marc hefan1 di SUrd) jiliumque t'jm Amedeum no- 
fflme, quo1'llm in iI/is l'
giollib/{s (3 at/tori/as dnri.fJima (3 poffi.ffioneJ am- 
pli.flimæ, (3 romen celehenimum ('1"tlI. Non faprei dire, fe_ <]ui fi par1i 
dell.. Terra di Civa.fco. Fu onorC\'olmente nccvuto da ell. Arrigo IV. 
rna fe v\llle eonrinuare il \"iaggio, gli cOlwcnne conce.der loro cin- 
Gue V cCeovati d' I talia, conrigui a i 101'0 Stari: fenza d
 che non \'0- 
kano la[ciarlo Fa(1
.re. Parve ciò duro :11 Re, ma i fuol inrcrcffi più 
prcmuro(i il fecero ccderc a tali ilbnze. J1 GUlch!:O'mc (b) prerende, 
che qu:fti "efcO\'ari faITero in BorgognJ 7 c f:)ffe il ßug
'Y. I\h Lam- 
beno chiarameme f
rive 'iuinque J/alit! EpifcOp:l/liS. Talmenre era in 
Guefii. tempi ercCciura la tàm.l e potenza dl Rober/o Guiftardo Duca di 
Puglia, Glabria, e Sicilia, che l'11icbele Duca I mperadore d' Of/cote 
concenò di avere una di lui Flgllllola per l\
oglic di Colla/llinu Dum 
Porfi rogenito .-\ ugu Ito Cuo F,gliuolo, c Collega neW J mpcrio. G io- 
vanni Zanara :melta (c), ehe la Figìiu
Ja fu condorra a Coftanrino- 
poJi, e fccondo I' uC,) de' Greci, Ie fu pono i\ nom
 di Elena. Lupo 
Protolpata (J) nora anch' egli Couo I' al1no prefeme Ie: fuddette Nozze. 
Ed aggiugnl:, che Ru;{gie,'i Conte di Siciha e Frarcllo d'dTo Rober- 
to, fcce pngionc un N 'pore del Re d' A ffriCJ, che ('fa venuto in Si- 
cilia a Mazzara Comandanre di Cc."nto cinqulOta Iegni. Ma qudla f.uå 
j' imprefa m
ddjnu, che il Malaterra (,.) m!."tte [Otto I' annu preee- 
Jcnte, e per confeguenre potrcbb
 anche cOcre accaduto il Matnmo- 
nio nobihffimo delld. Figliuola <1i Roberto Guilèardo In eOò anno. 
Reno io in dubhio, fe in qu::ni tempi il mede{jmo Roberto [..eeITe 
l'im;:>rcCl di S11erno, com:: \'u<1lc ROm3Jlda Sakrnitano (f), 0 p
re 
nd fègu:nre, do\'e ne parl=
enD, In Sicilil avca Jafeiaro dfa Conte 
Ruggieri per fuo LU:Jgofenentc:' Ugo di Gircea, M.trito d. uno! [ua 
Fi- 


( a) L.fll1- 
irll, 5f<if- 
1'I1bNr
. il1 
Chr";/fo. 


(b) GÙht. 
10: de ;,1 
J.!I:I/on dt 
S(/1.O']t T, 1. 


(c) ZOn.1r4S 
.Am.:<I. To. 
11. ft;'!.. 1
8. 
(i,ÚII,tlm. 


.A )4',U f. 3, 
},Ü!:i1trr 
 
J. 3. c. 13, 
(d, LU"IS 
P r3ro/3:1! it 
j'J C;,rOIlÎfo, 
(e", 

!/I.;.J- 
"I 
: !rr,1 u..,. 3. 
(f) R-nJl- 
II:J, Sa!trn. 
e hron, 'Iv. 
J' J!, 1'.trum 
1Iali-II!'. 
Ma!altrn, 
lib. 3. c. ) 0, 


{.
 e.f!endo ar,.Ï<z:a/o a Civi ((01 ft Ci \'aCeo) rz.'icleji 'Venire illlO'Jtro /a fUJ 
Sttoce1"a 
 ed ;t (ÙO Tiglio Am:ldeo, d
' '114 9.1; in 'Iud paeti e /' au/ori/à era 
chiarifJimll, e ie !,-ojjè.lJirmi ampi..!Jìme, e celebratij/ì1!lo it nl11lt. 



ANN A LID' I TAL I ^. 2: I 3 
Figliuola bafiarda. Quefij voglio[o di fegnalarfi con qualche beJla im- E" A VoIg, 
}-1rcfa, benchè ne avcflè un divicto dal Conte, infieme con GiordJ!1.) A
!\o lC77. 
Figliuolo anch' cOò illcginimo d' dT"o kuggieri, dlede addolfo a B
lla- 
vert Saraceno Governarore dl Siracu[a. Ma caduto in una imhotcata 
vi ]afciò ]a vita co'fuoi, e GIOrdano appena iì là]vò cùn pochi. .t\f- 
frettò per que1la disi\\'\'entura i] Contc Ruggieri i] luo rilorno in Si- 
cilia, e feee per aHara quelh vendetta che potè, con d.ue il [:lCCO a 
qualche CaHcllo e pacfè de' Mori vicini. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXVII. Indizione x,r. 
di G R t:G OR I 0 VII. Papa 5. 
di ARRIGO IV. Re di Gern1ania c d' Italia 22. 


S Econdo il concerto s' era rnelfo in viaggio i] Pontefice Grt'gorio con 
dllègno d' andarc alia Dleta già intimata da tenerfi in Augufia pcI 
rri
C
rlO di F
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'aio di quefi' anno. (a). Uno de' ptÙ atroci v
!ni 
 c
c f

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mal lu:no fiat!) h prO\'Ha aHora 111 Lombardla. COntUtfOCIO I am- IillbuPtnfjr 
mofo Pontdice fi mlfe in \'iaggio, e fcortato dalla Cont
(Jå l"fati!de) in Ch:o,,;co-. 
arrivò fino a Vercclli: quando eccoti nuO\'a, che il Re Arrigo (;' I a Cllr./itd. 
giumo in Piemonte. )n fàtti dopo incredtbili patirncmi aVe\'3 cgli va- 
t I
rl'g
n. 
1icate Ie Alpi piene di ghiacci e nevi, e cor[o PIÙ vohe pcricolo della 
;r/;'J
:.t,. 
vita colla Moglie e col Figliuolo; ma per timore, che paflafl'e l' anno 
dopo ]a [comumca contra di lui fulminata, cgli fi efpcle ad ogni 1'i- 
fchio c fatica) tamochè pcrvenne in halia. Spar[a(ì la fama del [u\) 
arrivo, corfero a vi fjtarlo cd onora1'lo -i Vefcovi Simoniaci di Lom- 
bardta) e i Conti; cd in breve fi vide alla l'-la Cone un confluflo in- 
nume1'abil di gente. Ora non fapendo il Papa, [c Arrigo vcnilfe 0 
can buona, 0 con cattiva intenzione, tenuto conftglio, giudlCò bene 
di retrocedere, e di ritirarfj colla Comclfa Matilda aHa dt lei incfpu- 
gnabil Rocca di Canolfa ful Reggiano. Colà comparvero molti Ve- 
1cOYÎ e Laici di Germania) \'enuti per difaflro[e cd inufitate firade, 
n chicdere l' :'!ß"obz.ton dclla fcomunica, e dopa qua1che giorno di peni- 
tenZa }' o[[cnncro . V t coropan c anche il Re Arrigo, e fdaa ehÌ.1mare la 
ComdT"a t\1atiida ad un abbocc:.menro (""), etm prt'cibus GC promiJ!ionibus 
ontrata1Jt ad Papa11l transmijìl, & mm ea Soerum fuam (Adelaide :'vJarchcfi\- 
na 


. 
. 


(4') i,;eaI'ÎCata!a di {tepp!iehe e di prom
 la inviò al Ftlpa, e (In tffa la. 
JU" Suocera, e "}uo Figli
, Âzzo aneo MIl1"Cht'{e, c J' Abbatt' C/u- 
niaemft, t'll a/cuni alft,; de' primi Pt-ineipi d' ltaiis, de' quelli I' atlto- 
ritÌl appo di quello t'J/ere di gran p
{o non tlubitava, (uP/'.'ieatldo d' fI- 
fire ajjoiuto d:Jlla .fcomUfJiea, ajJitllhè cit'Camentt tJOn fi ertdeJJè a' Prin- 
tipi dtl/a Gtrmania) eht fi erano infiammati ad nelllfarie più per l
 
flim(lJo ddJ.' invidia, the per zr/
 tzèt/n- gittflizia, 


. 



J' JI." V 01!;. 
.llNNU 1U/1. 


2. q, ANN A LID' I TAL I A. 
m, d,i Sura) FiliUl11fjUf!, 
jus (A medeo ì Az'Zoncm etiam .\lar'chiont11J (d:ll -qu:tle 
clbblam lkrrn, cb!: d'Jct'ndt: Ja H CJl CaJ.l (10 B'unswiCJl, t' Jói Dl',:ale d' E- 
n: ) (3 dbbarem Cwni,1ctn
m ( U 6 0 ), (3 alios nonnu//os ex p' imis lld,i
 
Principibus, quorum auf!{)ri:l.ltem mJlI/JÎ 4pud ellm m(;l11mti t./Jè nOli am/;;- 
gtbat, .obftçrans. ut ExcommunjcalÌone (lbJòl7)er
tu", ne Pritlcipibus 9"'eI4- 
tonÙis, 1ui ad (lccu/ant/ltm lum jliTllu/, itlvÙIi
 magis quam ze:o þ,/liti
 
Ixar/iffi1lt, .Jcmere fid!'s b..lb
:etu
. Somma btlca fi dUIO da tuni per 
rnuùvcrc II p,\pa 
 commtlerazlOne ed aC,c(.r
o. Lalcloffi m fine pie. 
gare, purche Arrigo depondfe Je Rcg<lh integnc, e delft" veri fe"ni 
dl penumen{O. Scgui rertanto .qudla fcena, cbe feee allora c dl poi 
---grande ihepit0., e tàra\lo aneht': ne'SecoJi avveo-ir.e. Cio.è fu ammctfu 
Arrigo ('n(1"O la [econda .cmta di muro di quella Rocca., ,che tre ne 
:avc::a. Q!iivi [compagnato da tUtti, [enza alcun regno den' .elfer fuo 
di Rc. con vette .dl lana, co' plè nuJi, memre un cccdlivo fn ddo 
re"tlaVa fopra la terra, re11ò lIn giomo, e poi l' altro, ed :anche it 
t

zo, con .farlo jvi digi.unare tìno alia [t:ra. Tempo viene tah'olt.1, 
.che la S'.lperbia, primo mobile .de j Rq
n.ant

 cede il .trono aU'In- 


flt:. Dopo i tre .d.ì , -c come fcrive Donizone (a): 


(a) D
nÏ%... 
""II. Itf.'- 
IhÛd. 'JÞ. J.. 
C/I;. 1. 


Allfe tlies ftptem, frla", jine.m ']tHtu.J h:úJer
t, 
Ânte Juam faCl
m tObcellil Papa 'l,,'c,Ûr'c 
R
g
m) cum plamis nudis a j,.igcre cap/is... 
Cioè ne1 dì 2.f. di Gennai,} dit(!k il Põ1,pa udienu 
d ArTigo, che pro- 
fl:aw alum plcch dun:mJò .mltàícordla dc'luoi filjJj. Cdt:brè il Po.!]- 
tdice J.a :Yldra, c prefa Ja f:ocr.! Oília nelle mani, perchè i fuoi ne- 
mlci If} Ipaccla'nno pCI' SlmOl:l1
C
menre afcefo al Papato, (j purgò 
da gueÜa calul\nla, Elibl a
 Arrigo di [are ahrettanto, s'cgli fi cre- 
.dcva innocemc., e non r

 dl tante accule prodone contra di Jui. 1\1<1 
egl.i ,Con \'ane !Cule Ie ne guardò.. Fu .pofcia al pranzo cot Pontefi- 
ce., II quale I" avea hen afloluro .dalla fcomunica, rna con !afeiare in 
folpefo l' a8-'dre del Regno) e nmertere a ï Prmeipl Germanici, e ad 
una Ulera II decJJerc, s' egli dovelfc dtporre Ja Corona, 0 pure ri- 
tt
nC'rla. D,)po cio il Papa venn.: a Regglo, dove fi tro':ava Guiberlo 
./IrcÌ':.'tfCD'lX1 di R3.venna, Ü r1ù m,d'gno de gli avvcr(arj d.:l Papa, con 
gil aim V c1cnvi Slmonidci, a(penando il compimeruo delle promdTe 
di A rrig'). "'. 
Convi.en on faperc., elferfi appena mtefo In Lomb:adI3, come 
,b) L."'
t,.- ('n palfato il congreiTo del.l
e coj Para in eanolTa, (1-) chc in.finite 
IUJ Sr
jl'J.
 morm n r3zloni c.d mkJlenze it trarfero non men contu dello llelfo Pun. 
":lr
tnJIS "' .d ' . " d () ' d ..J S 
Cl:ronlCo. tc::fice, rranwdolo a ,Jra.nn<?., a O1JCI J.,_u,
 ImoOlaco, quanto 
coorra ,d' Arrigo, perche -51 vllmeotc fi folf.c luggeu3ro ad un s! m- 
degno nan.menw.. Fu prnpott-o di crearc. Corrado F.i
liuoJo d':\ I ri- 
go., beochè di te
r:l_ era, Rc-: ww (u.ggu';,u}(), 0 vlhpendeyano Ar- 
ngo ; c Je Cltt,à gli krraflano Ie pone It1 f:lena., Ora tra, p('r qudll) , 
e perchè non già di buon cuorc, ma per nccc:.ßjtd dc' {UO! aff"lI, cgli 
aVea 


.." 



. 


ANN ALl D' I TAL 1 A. 2. 1 ; 
a-v
a f
tta qudla concordia col Papa, fe ne pemL eg1i ben- prcfto. Eu Volg. 
GJi ftava a' fianchi il fuddetto Guiberto con alrri V cfcovi fcomuoi- .ANNO 1077. 
cati, a' quali non fu difficik il fargli ritrature il fatto, e ricomincia; 
10 fprezzo'delle condizioni già' accetrate" e la nemicizia col Papa. J n 
quefia manicra ricupc:rè Arri
o a poco a poco la buona grazia de' Ve- 
fcovi e de' Po p oli della Lombardia'. (4) M.t non P otè otrenere dal Pa p a (:I.) Paulul 
B.nr lid, m 
b licenza d' effere coronato Re d' !talia colla Corona Fcrrea in Monza. 
VI
 G"
gor. 
RiaOùnfe nondlmeno Ie' Infegne dj Re, benchè fi foff"e obbligaro' col Y lJ. c
. 
6. 
Papa di vivere in manicra privata, finchè in Germania foff"c:- declfa. b , 
di lui. caufa. Un fuo Oiploma da me pubblicato (b), cd fa vedae 
b) /ntlq
r 
in Pavia nd dì 
. d' A pri1e ddl' a.nno prefeote. Se s' ha a erc:-dere a I{
 .le i I. -?;

 
Donizone (c), egli remò ancora di tirare il Papa. ad una conferenza,. '4 8 . r 
con dilègno di prenderJo. Ma avverritane. 1a. Conteff"a Marilda,. feee l
ì Ðon;%', 
fvenrare la mina, e condu{fe il Papa aIle montagne. Fece Arrigo pren- lj
.1. C4p. I. 
dere anche Geraldo Ye(cc'Vc d' Oiha, mandato dal Papa per lùo Le- . 
gato a Milano. Di tutto que!to andò avvifo in Germania'., Non volle 
poi Arrigo- porrarfi alla Dieta intimata a Forcheim, come avea data 
parola _ Vi fi trov2rono bensi i Legati del Papa, e quivi i Duchi 
Ridolfc, Guelfo, Bertoldo, gli Arcivefcovi di Màgonza e di. Madde- 
burgo., e i Vefcovi di Virtzburg, di Metz, e d'altrc Ct1iefe"i quali 
trattarono della m
miera. di retliruir la pace, come- effi credevano,. 0 
almen'defidera.vano y alla Germania; e fu rifoluto di cercare un nuovo 
Re., (d) Fu dun que delto R;dolfc Duea di Suevia, tuttochè egli re- (
) Bruni} 
fifie{fe un pezzo ad,acccttar quella pericolofa Dignirà. A buon. COnto z/,r. Brll. 
nello fie{fo giorno della fua. confecrazione, che fll' il dì 2.6. di Marzo ;rom. 
dell' anno prefente" (e) fi fõllevò contra di Jui. una. fediz,jone in- Ma- (e) Btr- 
gonza. Quel che è pib !trano" apparifce dalle Lettere di Papa Gre- ,JJ
ld" C"n- 
gorio (f), che eff"o Ponrefice non approyò I" clezion di Rido]fo" e (j fl'I'

t
fìs 
riferbò la.' conofcenza. di tal caufa" per decidère a chi dc'due com en,. (
") 
:I

r. 
denti foff"e dovuta 1", Corona;,. del che poi feee gravi doglianzt' ]a, fa- Jtl
. lit. 4- 
zionc:: d't:{fo Ridolfo, fcrivendone al medefimo Papa. Ricorfe in quefii FP'j/oL, 1]. 
tempi. Alrigo al mcdcfimo Ponte6ce, implorando i1. Cuo aiuto contra 24- 18. 
di Ridolfi). ulùrparore della Corona. Ebbe per rifpofia, che non fi 
porea foddisfarlo, mencre e{fo Arrigo teneva [urta.via, prigione San Pie- 
tro, nel fuo Legato GeraJdo, íl quaJe poi diede fine aile fue mirerie, 
chiamato da Dio a miglior vita ful principio di Oicc:-mb-re dell' anno 
prcfcme. Oì'a il Ponrdice dopo e{ferÍ1 fermato' per runo' Giugno in 
Bibiancllo, Ca-rpincto, e Carpi Terre del Reggiano" aHora dell.. Con- 
tetra Matilda, e in Figheruolo ful PÒ, chiálrito' abbathnZ1,. che I'ani- 
mo di Arrigo lungi daIl' eff"erfi mutato, era difpoílo' a far peggio,. s' in- 
camminò'per I:.t Tofcana alla., volta di, Roma. 11 Re Arrigo aoch"egli 
feppe trovar via di penetrare in Germ
nia, dove raunato un picciolo 
Elercito,..commciò'la guerra. contra del nuovo. Re Ridolfo. (g) Morì (a) :Etrtold. 
nd dì 14. di. Oicembre in que(l-' anno-I" lmperadriee' Agnefe fua Madre Ctmjillþ'- 
in Roma, ]afciando dopo di sè'il concetto' di molra Pietà e PruJen- "hilS ,In 
u, Mancarono'anche in qudl'anno di vita Sif.eardo Patriarc
, d" Aqui- C !Ømc". 
leia 



2. I 6 ANN .\ LID' I T ^ L I ^. 
ERA VolJ. 1cia (a cui fil furrogJto Arrigo Canonico d' AuguC1:a) cd /mv1'icone Pt- 
A:'; NOI0 77./c()vod'Augulb,fdurore dl Arrigo. Ma 'Iud che dovcrre far PllIIU- 
mareo, fu la morte di Gregorio Vefco\"o di Vercdli, Canccllierc in 
hali.! d' elT"o Re. Aveva cgh mtlmata una Dleta dd Regno da tc- 
nerft ne' PrJri di Roncaglia cIrca il dì primo di MaggIO dell' anM av- 
Venire, con dilegno, Ie mai pocea, d, deporrc il Papa; ma una morce 
improvvif.. pnma 01 que! di troncò Ie {lie trame, e fenzl lafciargli 
tempo di pcnÍ1cnza. 
(a) Lllþus Secondo Lupo Protofpata (4) in quell' aono Roherto Guifcartlo 
Prøtøfplltll Duca dl PugliJ fecc PacqUlC1:o Importanre della Città e dd PrlOci- 
in Chrønic". d S 1 " 1 ' J II ' . d ' I 
 
patl) 1 :1 erno. 'v a per como lie anno c a mar.1vlg lau1, come co- 
(b' Anø1'''jV1, tanto dllcordll1o fra loro gli Scritrori. L' Anonimo Cafineniè (
) ac- 
c"l.r.tnfiS cenna 'Iudio fato all' anno 1071". Romoaldo Salernitano (c) aH' anno 
in Chm.í". 1076. Q!1anrunque io non v.egga fiabiJi nella lor Cron
logia queC1:i 


.If:
s. Amon, forfe per difeuo dc'lor.o teni alterati da i Copith: pure lli- 
51IfnltR';. me) ptÙ JlenIjrnile, ch
 all'anno prc-fcnte s'abbialìo da rirerir tali av- 
in CÞrøn. vcm01emi per Ie rilglOni, chc 3ndremo adduccndo. Erano in qudli 
" tempi gli ,\ m31fitJnl lotto GiJolfo Principe di Salerno (d), cd aggra- 
( l 
) Glllo-... \';ai da lui oltre il dovcre e co1lume con de t triburi. Ricor(ero effi 
/t1,,"4S .n- b G ' - d h L 1. - d ' 
;11U
S lib. 3- a Rü ato m!car,o, c c a o0cca 
p
na f
a
a "
pf"
õ111 c;>.1 opp
r- 
[uOItà, e uoo IpeclOfo prctcll:o per mhgnonrh d. quel nobile pack. 
A ,.codo egli prcfa ben volentien la lor prorezione, fece con am(}a- 
fClata I:.pne a G ifolfo hJO Cognato, che tratta!Te pill umanamt'l1te 'Iud 
PDpolo. s"tegoo(amentc gli rifpofè Gifoltõ. AHora Roberto, che avca 
delle IJII11Icizie con Riccardo I. Pril1cip
 di Capoa, Uabill con cfio lui 
pace, e f,-a Ie condiz.lom gl'impolt' dì aiutarlo nell'lmprc:'iå dl Saler- 
no. In fani arnendue colle lor tòrze, e colle macchme. mlllt3ri p0fc- 
fO I' af1èdio a Salerno per (crra e per man:. Aboi
mo da Pietro Dia- 
cono (,) Continuator dell' Oíiienle, che prcfentita ql
db gucrra Papa 
Gregorio, che amava non poco GlloJtò, gl; fpl:dì DeJiderio .d!Jbat
 di 
Monte Catino per elOrt3rlO a trattar dl pace; ma che Gllolfo ne pur 
gh volle dare nfpofia. Dappoichè fu inti aprelo l' afièdlo, tornò l' Ab- 
bate Cafinenle, e f..no abboccar Riccardo Principe dl Capoa cun Gi- 
folfo gli configliarono tutti di venire a concordia col Duca Rober- 
to. Ègli piÙ che mai perunace nulla fi curò del loro p.trere. Crebbe 
13 fame nell' :ltJèdiata Ci[[i a tal (egno, che il povero Popolo fi ndu(fe 
a clbarft delle cain. più immonde; e non potendo più regg.:re, apri- 
f()nr) Ie pone a I N ormanlH oé}a",'i tempo,.
 A-fenJiI. !{
tiroffi Ii Principe 
Gifc,lfo nella TOIre 0 Rocca tOf[lffima, tabbncata ful13 Clma del mon- 
te:. 
tretlo anL()f' ivi, finalmcme fu forzato a rcnded: a patti dl buo- 
fla guerra, {'d eobe la libc:nà d' andarlène. Soggi
gne PJ7cro ÐIJco- 
fin. che P:.Ipa Gregorio il tece Governatore dell,l CampaOlõl Romana. 
Dopö la prefa ÙI GUl fla Cutà 
 che era al10ra delle piÌJ belle e, deli- 
zir'.le è' Italia, c celebre (pczlalm::nre per Ia ScuoJa della 1\ledlcma, 
cola rer qucl1:o concorrcndo. anche glJ Oltran,oncar.i bdògnofi di gua- 
riglone: 11 Duca Roberto VI fcee fabbnear ndla planura un e
ltello 
me.. 


(e) P,lrus 
DiaCDJJfU 
chr. Cafin. 
1 em, I1/. 
c.p. 4S', 


. 



ANN A L J D' I TAL J A. 2. I - 
inerpugnabile. l'\nche nella Cronichctta Ama'li_t:ma (,i) l' 3('qui1toJ di ER ^ VoJg. 
Salerno è annbuito all' anno prelcme" DleJdl 3d eCo Duca 31'che I\
),,'" ,- 
AmaH; , Cinà aHora mercantile a1 (ommo, piena d' or.\. picna di 1'0- la Artllu. 
Italic, T. I. 
polo e di navi. Di dla CuS') ícrive GUðlic;mo Puglic[<. (b): pot!;. :!.q. 
(b) Gu"/- 
litifIJ, .A tu- 
1!4S lib. 3. 


Gåufredo lVhJatcrra (c) 3
giugne, che nei tempo rnedefimo dell' (c) Gaufri- 
atTedio di Salerno, il Duca RobcJ'[o enuò in po(feíIo d' Am;llfi, lJ dus .AJ../a- 
ebbe al ruo [ervigio pane degli ficíIì !\maJhtani' comra di Salèrno. ttna Lib. ]. 
l\leritano ben pill fede tali A mori, che la CronicÌ1en;1 /\ maifitana, in up. 3. 
cui all'anno lOì+ è riferita la prefa di Amalh, condirfì !VlanCOra, 
che dTendo marta Sergio Duell di quella Ciuå, g1i fuccedctte Gio- 
'lJ,znni luo Flglio, ma per poco tempo, perchè ne fu Ipogliato da Ro
 
beno Guifcardo. 
L-\ bbiilmo an.cora dal fudJetto MalJrerra, che in qudl' anno il 
Conte Rugg,:ni aíIèdiò per mare e per terra in Sicilia Ja Cit!à dl Tra- 
pani , e 1.1 folZò aHa lc[a. \
 eggonú varj Ani di Arrigo IV. c l
C'Ii.lOi 
Minilhi, prima ch'egli tornaíTe in Germania. Cioè confermò cgli al 
M:wiHero di San Salvatore di Pavia i ruoi beni (d), lIf. Nonas Apri- (d' ]),,'1,1,.. 
lis ArJrio ab IneaTlZatÙme D"mÏ1zi noflri Je/Ù Chrifii iULXXVlJ. Indi. Cllíir.t7./ 
é/ione XV. .d1l1
 autem ordiHatiol1is '1ft; lem Domni Henrici .!0!arti Regis 
om(l' 1l; 
XXVI. Regni 'lJero XXIP. AEflrrn PnpÎte. Trovavali egli In Piaccnza C


f:
14 , 
XliI. Ka/endas Ma1'!ii, dove teone un Placito (e), e giudicò in fa. le) Camp
 
vore di quella Cattedrale. Probabile è ancora, che arparrenga a qudl' Iflo".1,;o'II- 
an no il DiplC'ma da me dato alh1 luce (n, in cui conferma Ugoni & 
;;;Jir I. 
Fulchoni ger1llanis, Aczonis lVfarchionis Filiis, cioè dellHarchejè ./izz.o II, í. f ) .Am';bi- 
Proglnitore dc' Principi Eíh:nfi, i loro Stati, pofli nt" Contadl d. tà EftmJi 
Gaveho Pado'1)n Viænza Perona Br e ,f', cl ' a C remona Pal'ma Luni Par. I. c. 7. 
, , , , '}" , , 
giar;a, Arezzo, Lucca, Pifa, Piacenza, JV1oderJt.Z, e crortontl; tr a' ql.
 i 
tpezialmente vengono annoverati Efle, Rovigo, Jlo1ztagllt1na, Caþ/ 
lVfaggiore del Cn;mollc[e, POl1tremo/i della Lumgiana, e la Terra O:'er- 
tcnga in Tofcana, dc'quali Stati flO io abbaíbnza favellatn ndle An- 
tichltà Eflen1i. Tre Piaclti ancora tenuti da'luoi Minifin in Verona 
c in P..dova fi truavano da me pubblicati nelle Antichità lcalJche (g). (g) .AI/tillll. 
Ma quel, che è più gloriofo per la"oobiJ;ffima Catã d' Etle, in quell' ita/icllyum 
anno (s'io ben OH appongo) Rubnto Guifcardo Ouc.\, dopu ..vcr DifJ
rl. 9. 
maritar:i, come glà accennammo, una FIgliu01;l nell' Impcrador d'O
 C7 ]1. 
rienre, un' altra ne dit"dc ad Ugo F'gliuoJo del ìopTád"l[o Marchefe 
Azzo. Ne fa menzione Gug!ielmo Pugliefe (h) con dire, che dopa 
la prclå di Saierno venne il Duca alIa Città di Tcoio1, e che ferma- 
tot1 Í\'i, 
'I'om. F J. 


Hue & Alexandri diverfå jenmttlr ab Urbe 
RelÞ & Ãtltiocbi. Hæc (ratibus) freta pll/rima tl'aujit" 
His (:tn heic?) Arabes, iNdi, Siculi lIo(c:mtll" & .dfri: 
floec gens eft totum prope 1Zobi/ittlta pei Orbem, 
Et mel cd/Ida ferens, & a111ans mercata refen e . 


Ee 


_Vo- 


. 


(h) GililiÛ- 
mtls .lJpulus 
t. 3. P
,mat. 



r 1lA V olg, 
A ta.;o 1071. 


(a) Chro"i,. 
S. Sophi. 
.,utl ""- 
,ri"i,,
 . 
(b) .A"n.l. 
P;[Imi To. 
V 1. Iter""" 
It"l;(t,r. 
(c} Tt'nci 
.Ann.l. Pi- 
(tin. 


2.18 


ANN A LID' I TAL I A. 


No',i/is aih:t1JÏt L,,,,harJlls Af1,'chio quidam, 
Nobllibus patrite ",u!tis comitantibfls iilum j 
Axo 'Volatus erat. Seeum deduxlt fIllgontm 
IlfrtJlrem n,;t<<m. Duds lit Filia detur 
Exigit, in Spo>>(àm. ComItes, Prolertf9Ne 'Vo(at; 
!5)ufJque faclt JUfer his Dux con{ulturus ab urbe . 
1101'''111 confiliis RrJbeni Filia Nato 
Traditur ßxonis &c. 


Pofcia aggiugne, che fi fecero di gran fefie e conviti per quelle 
N oue, e che Roberto folkcito tutti i fuoi Buoni a regalar g\i Spofi: 
il che non efTendo nata pratlcaro nelle Nozze della prectdeme Fi- 
gliuola, rattriftò que' Nobili. Tuttavia contrabuirono [uui, e molto 
più fece egli . 
Is Genera'll donalls, addens fila, cHffi pafat. 
Ad JUIJ cum magn', P alrtmfue remilil h,nore. 
In qual credito (ofTe aHora la Cafa d'Rlle, fi può abbaftanz:\ dcdurre 
anche da q'Jdlo. Cefsò di vivere nel N ovembre di que 0:' anno Lan- 
dølfo P /. Principe di Benevento (II), laonde Roberto Guifcardo Du- 
ca, vogliofo anche di quefta conquina, fi portò all' atTedio di qudla 
Città. Be poi meritano fede gl'imbrogIt.lri AI1nali Pifuni C.), que! Po- 
polo unico co' Gt:noyeft, pa(T.1to in ^ Writ!, vi prefe dU:ls Mtlgnificas 
CivitaltJ Almadiam & Sibiliam in dj
 St2nflÏ Sixt;. 10 so bene, che 
una Si'iJigliù è in Ifpagna. Che lm' altrà nc fu(fc in Affríca, non I' ho 
ptr anche letto. 11 Tronei (,) nc parlä aU' an no 1087' e dice, ('he 
prclero Ie Cud di Damiata, è di LilJl1J: tunc norizie, che mancano 
ði ficuri fondamemi. Veggaú l' anno.1 ::>88. al qualc fi dee riferirc sì 
f.ma imprefa. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXVI I I. Indizione I. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 6. 
di A R RIG 0 IV. Re di Germania e d'ltalia 23. 


T Anto il Re Arrigo, quanto iI.nuovo Re RitJolfo, fi fiudiavano di 
aver favorevole nella loro rerribil gara \l Romano Pomefice, e a 
Cd) 
."'':J quC'flo fil'1c gli fredirono i loro LcgJ.ri (á). Papß Gregorio perciò rcn- 
f:";:::t
;,_ nè un Concilio in Rbma nella prima lèttimana di Q!1arcfima, 
o,ve 
,or;; Y11, e{fendð cOl'1cödì circa cemo 'tla Arcivdcovi e Vefco v !, fu tlabl)J[o 
dl fredirc in Germ311ia i Legari A pofblici per cono'c
re, d.. qual 
pure fo(fe )a ragröhe c il [orto. Quvi ancora f
ro
o dl n
ovo leo- 
municati 'ftdaJdu, appellato d
 aleuo. TebaMo ..\rclvelcovo dl Mlh
o, 
CUI- 


. 



ANNALI D'ITALIA. 2.19 
Guiútrto Arcivefcovo di Ravenna, Ul.o Bianco CarJil1J1e ribello dell:! ERA" ûJg, 
Chief.1 Rom:1na con altri V dcovi. DL:g')J di oíTcrvaz!one fi è Ôò, A",s. IOi 8 . 
che feguitano a dire quegli Ani (4): EXCOi1ltNlmicawJj 011Zí1
S N(J1'th- 
11J.Z.I1
S, qui iHvadere Terram Sarini Petri I:l!Joram, vJdeiiret l\1archiam 
Firm,mtlm, Dilcatu11I Spoletanum; & eos, qui JJme1':ClJlum cÍlJident, & qui 
hrJarlu'e & depr.-edari nit;mtur Camp:.JJJi.un, & Jl.Ir#iM3, all}ü'J SrlbÚJos, 
ne,;mm & fj'Û lentaJft Urbem Romanam COlJfU1Jdere. Di <pi run appJri- 
re, che 1.1 .'vIarca dl Fermo, 0 lia di Camerino 0 d' Ancona, e i1 
Ðucato di Spoleti, crano 0 poíTcdmi clalll Chie{a Rcma.na, 0 almcn 
prete fi di fua ragione dal Papa: il chc, come fotl
 'ilcæduto, nun 
l' ho FOtuto finora conu(cere. Debboníi ancora notj1r queUe par'ole: 
& eos, q;Û Bme-.:mtum ob.fident. Jntorno ache convien' on dire, che 
sbrig,lto dall;! conqui1h di Salerno il Daca Roberto, mal [oddlsfatto 
del Romano Pontefice, che dianzi I' avea [comunic;1to, conHfrciò 
nell' annn precedente la guerra contra Ie Terre della Chldà nel:.. Cam- 
pan;a (b). Fu perciò di nuovo pubbJicata la fcomunica conu a di lui, (h) Petrus 
e del [uJdeno Riccardo, e Papa Gregorio col/etlc exercitu (upcr eos ire DIM. lib. 3. 
difþonit, come s' ha da Pietro Diacono. Ciò Clfcrito a1 Duca Rober- Cl1rOlll&. 
to fì ririrò in frett;! col Principe Riccardo a Capoa, e andò a mer- 'aI, 45, 
tere l' aíTc:dio a Benevento, nel memre che Riccardo Princip-e dl Ca- 
.pOol imprefc qudlo di Napoli. Tuno ciò av\'enne nell' anDO amece- 
dmre. Conrinuò Ricc..rdo l'atlèdio di Napoli per mo1ti me-Ii, ed avca 
.anchc ridotta quella Città a mal rartito (c), quando fopraglUntagli la (c) CamiJ-. 
mone ne1 di q. d':\ prile, liberò i N apùktam dalle ruc br:mche . l".s p"r;t
,.,- 
Fu Principe, p,er am:1tato, della Crunic
ett<1. Ama16t,ma (d;, aIr? d,i ::rl':
/:;;:' 
Hatur,}, dl beU afpetto, dl gran coragglo ed av\'cdutezza, bemgno (d) Antl'l' 
co i f<=deli, rerribile comro 1 pcrfidi c ribelli. Ebb
 Ecr [uccdlore It,ll". T. J. 
nel Principato di Capoa Giurdano 1. fuo Fi
liuolo. Ci fa alT.tÍ iuren- 
clere il ruddeuo Concilio, cbe nel principio della Qyarefima tuna- 
via dura\'a I' alfedio di Benevento, farto dal Duca Roberto: perlochè 
fu di nuovo fulminata contra cli lui la t"éorfluOica. t\ la appcna Gior- 
dano fu 'ucccduro jill Padre, che inforfe la difcordia fra il Duca Ro- 
bereo, e lui. Abbracclò clTo Giordano la dift:lå delle Terre della ChÏl:[a 
e dc' Beneventani (Ç), da' quali ebbe un regalo di quattromiia c cin- 
quecento Bilåmi, 0 vogli.am dire Scudi d' om. Ufcito perclò in caUl- 
.pagna, [econdochè s' h.\ da Pietro Dlacono, feec nbellare .mold de' 
Conti e Va(falh contra di Roberto, arnvò [otto Benevento, c dlltrulIè 
tutte Ie fortificaziooi fane dal Duca per prenJere qudla Cirrà. Bari 
con Trani cd altre Città fi rib::llarono al Guiícardo. Ab,tilarJo luo 
Nipote, perchè Fighuplo di Unfredo, al qual
 avea Roberta occu- 
pata tuna I' eredlt.à, fu uno de' PIÙ v i,gC1ro1Ï conziur,lti contra dell\) 
Zio GuifCardo. Scguirono percio varj mC(}l1tri d' armati, c v,uj aOedj 
raccont:it1 da Gughelmo PlIgliefe (f), di"'po i qU.lli finalmtnte fu fana (f) Guillitl- 
pace ua eíTo Roberto e GliJI J,lIJO. Ser\'] que!ta c011cordia pa abbdt- mus .A/mlus 
I r. d 1 N ' Ab ' I d ' 1 I t - . Poem.tI. ,.J. 
tere tune e 'peranze e Ipote JI ar 0, I GU,l e c ne tuggl a 
Co1tanrinopoli, e quivi die de hne aHa vita. Ricupel'ò Roberto ß<lfi, 
.E e 1. Tra- 


(I) ConCi- 
l,ør, Labbì 
Tøm. X. 


(e) P,trUI 
l)ÙICOtIUS 
Cbro,n. li
. 
3. cap, 45. 



2. 2. 0 A N, N A LID' I TAL I A. 
F 
... Volg. Tr.mi, Sa'lta Severina, e I' .lItre T.;:rre (a), che s'erano ribellate. Afcoli, 
^,,
;, [o
8. M00{C di Vico, ed Ariana ritornarono aile m,mi rue, ed era per f.irC 
D (:l. f arus t ; a lr.ri progrdli, quando Defid!'J-io .L"lbb Ite di M.)l1te C, fino s' imer p ore, 
1,/(311. U , d f ' . 
fUrr... c trano 1 pace ra 11 P
nrcnce e lui, Abb:ama d:tlla V IU di Grego- 
r, Ctrdi- rio V II. Papa, ,a. noi tr
.n mdata 
a N lC,
O!O Car
iÏllll,e, J' '.\ rago
l,a (6), 
nn/is de .A- che C4l<) '!JtnerabzltJ Pontifex rueptlS nUi'ltrts Robef"tJ Guz(Cfl.Tdz egregll Nor- 
r.lgon;,. in mannorum Ducis, 'Vet[us .dpu/i(PfJ poft O:7tl"JQS Pc.zfecoties iter anipuir, 
YI.l,J Gregø- & cum ip(o apud dqui mm colloquium hllbult, C01J7rUa itafj!ic ab CD jÍltis- 
r:I Pl!. fi a r. r; , . 1 ' , ,ò b ',/ì; I ' & 
aL
lùne Ju"cepta, pYlaS a VlrJClllO excommg,JIC-1ttonzs ellm a '}O VII, con- 
feqlltnter fidelitatem & homagium 
ilIS recepit, Poflmodum vero jüm ,jJi",,- 
tum in fþecialem beati Petri L
fili!e,lZ, de tOlius .dpuliæ & CaJabriæ Du- 
catu per 'Vexillum Sedis dpoflollCte ÌlJveflivit. GUðhelmo Pugli.:[e [cri- 
vc, che qudlo abbocc,lflH:nto e concurdla fegUi In Benevento, e non 
gi:ì in Aquino; ed dfere coria voce, chë 11 Papa per im:)egnar me- 
" glio nella [ua difefa Ruberto GUlfcardo, gli feee f perare Ia Corona del 
(c) Gulillel- Regno d' Itaha (,,): 
t17US .A pulus 
Lill. 3. 


Romani Regni Jibi promijiffe Cot'ol1am 
p 
pa ferebatur . 


Cd) Ri,hllr- Pari mente Riccardo Cluniacen[e (d) conferma queß:a voce con 
Jus Clunia- a!ferire, che Papa Gregorio aveva imenzione di cre:lr I rnperadore eí1ò 
unfis in. Roberto, 0 Boamondo luo FIghuolo. Tornava it conto ad t:í1ò Pon- 

hr
1JI': In tefice 11(:1 pericolo[o cirnento, in cui egli fi trovava per la ncmicizia 
_ntlffultAt. d 1 R A . ( ' 1 d ' "'IT: d ' 
1tallc. e e rngo, non 0 0 I non a vel' nemleo It pOtentl1l1mo C )0- 
vitto Duca di Puglia, ma anche di averlo arnico e dlfentorc ne' bl- 
fogni. 11 temp.:> fece vederc, che fenza queUo appogglo mrnacciava 
rovina il {uo Pontificato. 
Ma non tutti quetli avvenimenti fi compierono neW Anno pre- 
cedcme, e nd rre[cme. Siceome vedremo, parte d' cHi appaniene 
all' anno fegueme 1079, Certarnente fi allomanò dal vero il Cardinal 
Baronio (e), allorchè pofe I' afTcdio fudderro di Benevento nell' anno 
1074, Già abblam veduro, che nd Concilio Romano dell'anno pre- 
feme fi fa rnenzione del medefimo aí1èdio, non peranche [ciolto. Ma 
(I) Pilgius nè pure il Padre Pagi (f) colpl nel (ègno, allorchè prt:te[e, che nell' 
:: crr lid anno 1077. Roberto Duca (i abboccaffc col P3pa, e ne riporta!fe I' a[- 
"nll '. Bar. foluzione. Papa Gregorio per tUCto il Giugno del 1077. fi trattenne 
neUe 


(e) Bllr,n. 
j" .Annal. 
E,,'eÞ41. 


(-) il 'I:tnerabile Pontefice ricevule Ie ntlO'ce di Roberto Guifcardo egregi, 
Duca ie' Normam,j, s'incammillò 'Vcr/ò la PMglia dopo I' ottavtI di Pen- 
tecoJlc, I con e.!lö tenne col/oquio prellò .dqlliflu. Rlc.!'Vula adu'Zquc da lu; 
,ma congrua jfldisfazifll1e, priMa 10 jÛuljc rial 'I..'illwlo del/a ftomu,lZ
ca, e 
'ipoi acceUfJ la jùa fedeltà ed omaggio, /1'Jdi pOI già prr[olo per ijpeciale 
Difenfòre di S, Pietro, per mez.zo det FeJ/ì/lo de"a Seat ./.1jJofloJicQ If) 
in
'efiì del Dumu, di tulta 1&1 Puglia, e L'alabriQ. 



ANN ALl D' I TAL I A. 22.1 
nelle m0l1t3gne del Reggiano, ficcom:: cotta da\le Lettcïc d'dra Pon- ERA Vo
g, 
(cficc. N el di, 13, d' "gollo, cra in Firenze, e nel rrimo, gi';?rno di ANNO 107Ö. 
Scnembre in SIC"1a. 1\1;1 abbum vedmo, chc Papa Gre
orJo h molfe 
di Roma poll O'}
1'i:as Penteeofles, pcr and,!re ad '-\QUi!19 a (r<l[[ar di 
p.1ce can Rubeno. EtT
ndo Venu(a I' Ott.wa de\la Yen

coLl
 nell
 anr.fJ 
1077. prima ddh meta dl GJUgno, 
ome pote egil IDa I pal1ar da 
Roma ad Aquino in qud tempo, fe, hccome ablJiam detro, egli per 
curto GiUi 7 no fi fertno in Lombardia? .-\dunque la riconcili.\zion di 
Roberto d
e eífere fucceduta più tardj, e vedremo, chc non s'm- 
gannò it Baronio in d,tfcmrla iino all' anl10 lO
b. 01rre di che Lupo 
('mtofpara (a) a\l' anno 1078. iCrive: Robertus Dux obftdit Bene'llentum, (a) Lupus 
fed tjus obfidio diJlìp.1ta eft a RoduJph8 Pipi'JO Comite (cioè, come Hi- 
ro

fFat,'" 
mò il Pellegrini (b), da Rain(Jlfo ZIO del PrincIpe di Capoa Giorda- (
)c;ron
.. 
no) & hoc mmo Bbiit Richart/us Princeps, mentre a{fediava Napoli. grin. i
e No- 
Anche Romoa1do Sak1òl.1itano C.), e l'ihnorc. della CroOlchcrra Amal- tis ad 1'ro- 
6tana (J) atteLhno, che RIccardo mori durante qudi' afIedio Indl- to[patal1. . , 
tlioi1e Primrl, cioe n::ii' anno prcf:mc. E che .d'n.1O f rimo , poflquam 
C1 
Olr'
'- 
cepit Safer/tum, Robertus Dux Bme'Ut/ltUfiJ obJcdit. Cerro e, <.he ndlo 717:.m;s ein 
ftdfo tempo furono fani que'due atleJj, e pc rò nell' anno prcfeme. Chrtni.o, 
II che vien' ancora conf-ermato d,'\ll' antica Crunichetra di Sama S0ha, Tøm, YII!. 
pubblicata dal fuddetto Pellcg
iOl (e), 
.ovc iì I
gge: Robe
t
s DI.
 fd{' 
':;:;: 
obftdit Bf!11eventum XlP'o Ka/enaas Januarll, ufque J J. Idus Apubs, uncle Italic. T
 1. 
expulfus ell CUr.!' omnibus fUÍ5 !fJdifllone !- L' l,ndi
lone 
rJma correa t
) l'mgrí- 
nell' anno pretcnre. Ora etfenJ'} fuon di dubblO 1 aggluLtamento del mus ,Hiftor. 
Pa p a COI} R0berto Guifcaroo, ìeguito ddppoichè fu idoho l' a(]edlo 1' L rln"
Hm d 
Iì 1 " angolíar . 
di Benevento, per con eglhntc non ne 1 anno 1077. come immagino 
il Padre Pagi, ma moito più ral di fi dec cr"dae fucceduro. I'ln31- 
mente fi nOt!, che l' :\U[ore lJdl.t Vita di San Gregorio V II. (n CI (f), Cardi- 
r . 1 ' 1 '-:: L fi d 1 ' ' , {" 1 , d . 1lailS de .A- 
IOmmml{lra I UJ-<} per aCCenar 1 e I :lnno, In CUI legUi accor 0 {ud- P 1 
dctto, Cioè fcrÍ\'c egli, chc fra i due Re comcndcnti A, rigo I V. e ':of:,
' llÏ, . 
RldJlfo, hOYl'ibili bello acriter utrÙJq/ie coml'{lijJò, c,:eJà funt m.Ûta millia Rer. Itali,. 
homin:,m hinc inde. S::>gglUgnc appref)'o: Et Ílemm peccatis exigel'ltiVllS 
inter eo(dem Reges hou-ibiliter eft p/ignatum, ubi maxima 'll;,-orum fortzum 
multitudo- cec;djt. Sped. Papa Gregorio i iuoi Legati il1 Germama per 
quct:ir, Ie mai era poflìblle, caSI atroce tempetla, M... j due Re vcn- 
nero alia tcrza b.m:lglia. Iter:i111 inter eosdem Reges afriter eft pug,za- 
tum, & mu!la mil.ia bominllm, ma.'-áme Bobem(JJ"ulIJ, c.era funt. 
Dopo qu ita tragici avvéUlmemi continua quell' Amore a dire, 
che Papa Gregorio porratofi ad Aquino fecc }' accordo con Roberto 
Gui[cardo. Non etTendo '-uccedute tali bauaglle, Ie non nell' an no 
pretence, e nel 1080, nel quale ancora furono fpediti in Gcrmania i 
fudJcUl Legati: \ e
niamo In fine a conufcere, ch(: nell' an no 11eífo) hi 
1080. come volle 11 'ß.jronio, ,Roberto GuitCardø tornò all',ubbiJ,enz.<1 
on.t

 tI. 
del Rom:mo Pomcfice. i\bblam detto, che fuccederono langUinofiL- tim]: chr,- 
timl [ani d' armi fra Arrigo e Ridolfo in GCl'mania. Nd pdmo, ni.. .AUgllft, 
per tc11imonian7.1 di ßeltoldo (g), renò vincitore e padwne del h 2o,'!. 1. Fre- 
erl. 
Cam- 


. 



22.2. ANN A L r D' I TAL [ A. 
E... A Volg. campo Rid.olfo; e nel, f
conJo accaduto ncl di 17, d' .-\goílo di qudl' 
ANNO lC>j8. anno, la vHtona rel10 Incerta, clfendo coltHa la vita a più mlgli.Üa 
<.1i pedone. Fra gli 1iltri vi fu uccifo ffér1lero Arcl
crcoVO. dl Mad- 
dtburgo,. e prdi ß
rnJrdo Arcid'acono dell a Chiefa Rom:ma, Sige- 
fredo Ar<:I\'eCcovo dl Magonza, e Å:l:I!berto \' efcovo di V ormdzia: il 
che non (i può m.\Í intendere fenza orrore, non dTcndo Ie gllcrre e 
Ie battaglie un mcUier convencvole a perl one EccleGafiiche. L' ..\u- 
(1) Chronic, tore ddiJ. Cronica di ,\1.JdJr:burgo prclfo il_ j\lelbomlo (a), e I' ..\n- 
,Magdebur- naW!.t 5alfone (b) pretendono, ,he q!lclla It:conda bauaglia riukllfe 
fe7lfi T. ,II. motto più fa\'orcvole a i Sol (fon i e iI Rid,)Jf(\, che ad Arrigo. V t:rlo 
b
::m,^:el- I' <?&Ilìlr
n[.i eHò Re Arri 5 ,o, ri.
f
rzato 
i g
nte ponò la, gucrra ,ne 
(b) ,An7løti- gh Statl dl C}uelfo Duca, dl Bn ,ela, e dl Beflo/du Duca d... C:mnu.a, 
(la !,/lXO A- tutti e due h:dch fauron del Papa e dd Re RIJoifo ('). N cI qual 
Illd Eccartl. tempo venne a mone elfo Duca Benoldo con grave danoo del fuo 

;71;:;
old. p.arrito. In, que{l' an
o ,poi, R
ggier
 Conte di SieJ!:a per, terra e per 
tit?lfis ill mare bloeco Cd) la Cltta dl 1 aOlmll1a,' e. do po moire fJuche fe ne im- 
Chronico.. padronì. Tenu
o fu un altro, Con,cdlo .m Roma, d'l Papa Gregorio 
(d) GaNfmI. 
oro la metà dl N ovembrc, In CUI trovlamo flJlrnmatc moire {comu- 
t

la
err. nich
, e n?minatamente c
mra NÙe!or,o ßotoniala ,J mperador di Co- 
c_,. ]15. ftanunopol,l, che avc....a uluq'ato qud frono a l
hchtl
 e a CoßaDtitJI 
Porfirogemto, Genero de! Duca Roberto, la CUI FJg!luola fu nman- 
data al l>adrc. Pcr quelli sì frequemi Concilj di Papól Gregorio do- 
\leano poco attendere aHe lor greggie i fåcri P3fi'ori. Imervenncro a 
queft' ultimo i Lcg:ai de i .due Re contendcnti, promerrendo amen- 
due di fare un:1 Dicta J dove fi decidcrebbc Ja lor conrroverúa. 


Anno di C R 1ST 0 MLXX[X. Indizione I I. 
di G R E 
 0 RIO VII. Papa 6. 
di A R RIG 0 IV. Re di Gcrmania e d' Italia 14- 


I N queíPanno ancora Papa C,'cgorio celtbrò nd mefe di Febbraio un 
(. ., O:UIDlrofiffimo Concilio 10 Roma (
), dove imervcnne l' Eref1.lrca Be- 
L
bf,":;' x. rcngario" c ritrano k pcrverle _Cuc J
ttr!ne imorno al S:lcram
mo den: 
Aharc . f urono confermate Ie here Ctnlure cont ra 'retia/do Llrcl'Vefto'Vo dl 
Milano, Sigefredo J7efco'Vo dl Bologna, R,lall
o Pejè'...,o dl 1'1 ivigi, c con- 
tra i Vefcovi di Fermo e Camenno . Tro\lo{h aila mtdcGma laci a A17èm- 
blea LlrrigfJ novello P.atriarca di r\quileia, il Guale quantunque promofTo 
. a quelia Chiela d;l ,Anicio J V. PUI
 umilmente fi luggetto aHa. Sede 
(
) C.riU".- A poíiolica, e pOIDIlc JI non a\'er comulJlonc con goue j comuOicata. 
III ,Je .A
a- 51 dollèro in qucl Sinodo del Rc Arngo j Lt.ga(l dd Re RidoJtò, 
Z3w.a In rtf. , 1 h ' I . G ( , 
Gregor, V II. a cagion de lie gucrre e VJ() Cille, c eg I promovcva m ermama. 1) 
(g) .pa,,,i,,! Pcrlochc Il, Pomdlcc, Gre
ono dclìinò p
r fuoi L
g
tI al <;ongrclfo 

t'ilrZ:lltnJ. da tt'l'erfi In Gnmama Pzel1'o Ignco Cardmale e V cko\'o d ,'dbJoo, 

 
"a VJl Ode/tico Fejèo,;;o di PadO\'a (Paolo ßc:nriedenfè: [crive (.;), ':1(: fu .dle- 


 . 
w 



^ N N A LID' I T ^ L I A. 1.1.. 3 
11Ia1l0 Vcfcovo di PalTavia) e il fllddeno Patriarca d'" Aquilea. Anda- EJ!. A v(>,
. 
rono dlì; ma rercl1
 n0n vollero aIle ifillnze d' Arrigo fcomunicare ANNO lO79. 
it Re Ridoltò, fenza frmto f
 n::: tornarono a Rom-a, con riferire :1.1 
Papa la difubbidienz,l d' e{fo ci rrigo, c I' ubb-idienza del Rc Ridolfo., 
Era inrenzlO!le del Pontefice di tr
sFeridi (gh in perfona in Gcrm,l- 
nia, per deciderc: qudìo fpavenrofo litigio; rna il íte Arrigo troppo 
diffidando di lui, a 'ludio nC'n volle Jar mano. Cominuò in quefiFanno 
laguerrafr.1effi,Re (
). Rid,ol.fo andò c
mro la,Vefifalia, e CO-(a) ",bnali- 
firinfe que' Pop?h 
l1a lua ubbl
'enza: An Igo porro la guerra nella fta SUO Q- 
Suevia contra dl Rldo.lfo. Agg1Ugne II Cronografo Sa{fone (h), che Pbd Ewml, 
hellum fi t iterum inter Rodulphum & llenricum h)eme nimis atpera, ubi ( ) 
 h Chro s n'- 
S ' , I ") ' d I e' ) 'Ji M [,rar us a- 
in primo congreffu aX(J.1/es (unm con '-I 0 ro lIrga 'Vertunt. a uno xo "pud 
fquadron d'd1ì Saffoni, mentre gli altri erano occupari nella mlfcl1ia, Leibnitium. 
diede il faceo a gli alloggiamenti del Re Arrigo. In quefia maniera 
fi andava defolando la mifcra Germania pet I' arrabbiata contef.1. di que' 
due Regnanti. Per 21tro non dovette fuccedere alcun fatro llrepitofo, 
al vedere che Berroldo da Cofianza non ne parla. GJi Annali Pi- 
rani (c), che non merita!1o a mio credere gran ,fede nelle cofe anri- 1 
che, mertono fi1trO queH' anno la guerra fra i Pifani e Genovefi. Da 
c
Q-:t;
 
s 
i primi fu e.bbruciata la Terra di Rapallo, ed inconcratdi Ie lor fIotte Rer. 1IAli,: 
net di I 
 L di M'3ggio, la Gel1ðvefe fi falvò colla fuga. In quell' anno 
ancora Lupo Prorofpau Cd) fcrit"e, che intra'VÍf P
trol1Ns (Pietro vien d 
chiam.ato da Gugiklrn
 Pu
Jiefe ! in l/'ralJlI"!. Et Barum r
bel1a'Vit? tje- 
r
/oÍ;!:
 
Elo exmde PrttJitie Ducls. .Et ß<1J{dart/us filius Umfredæ comprehmdlt d
 in ChrDnicD, 
ft'ulumO' Però fe fotfe ftabik I' alTcrzione di qudto lfiorico, noi a'" 
vrc:mrno, che parte di que:' fani, che- ho riferiro nell"anno preceden- 
te, prefi da Pierro Diacom 1 , färebbono da arrribuire all' arfno prefm- 
te. 1\1a aU' ofT'ervare, ch' eOo Lupo racconra come fuccedura in que- 
il:o meJefimo anno la cadura di Michele Duca dal trono di Cofianti- 
nopoli, e I' ufurp.t7.Îone dl Niceforo Botoniata, che pur fi crede creaw 
I mperador d' Oriente nell' aono pr
cedenre: fi potrebbe refiar dub., 
biofo intorno al tempo di rali fani. Ma I' Anonimo Barenfe (t') preffi> (e) RerulÐ 
Camillo Pellegrini, dopa aver narrata all' anno 1078. }' afT'ull7.ione ..I 1lalic"rum 
Trona del Botoniata, anch' egli nel prefeme to79. fcrive, die A1mfè 1,m, v, 
Februa1 ii die J.f I. /faIlle rebel,a'i.iÏt Bari ah ipfo Duce, & dirutum Ca- 
jle/lrf de. Portano'i:a, N el!a netla guifa I' Amore d'un' anrica Croni- 
chl'rra Norrnannica, dJ me dar;} alia lute (f), parI a di que'f3tti, ./1nnø (f) Ihidem 
A/LXXIX. Petronius Comes intra'Vit iteru1tJ Barim. Abagilardlls Cumes pAg. 178, 
( N Ipote di Robeno Guifcardo') i'VÍf fitp" l/'roiam, & fuga'Vit Boa- 
mundum {ilium Roberti Duci!., & obfidìt, & cepit Afcu/u1Jl. Et iterum 
Robertus recupera'i.,.if tum. PD//ea faElllm eft præ/ium ibidem, & fugatus 

ft dbagil.Jrdus cum militi/.;us Juis, (1 fugit in CoßaJitìnopo/im., & ibi 
mortl/us 
ft inimicus. Dud Rob
.,to., Ecco dunque, che gli avvenimenti 
racconrari tutti in un naro da P1
[1O Diacono, Cominuátore della Cro- 
nica Cafinenfe, fuccedero!1o in parre ne 11' anno prde-me, e fra qudti 
la ribdlione di Bari. :\ncora al Conte Ruggieri fi ribellarono in Si- 
cilia 



22-f ANN l\ LID' I T A r
 I A. 
Eu Volg. cili,l Ie Terre di Jao, e Ccniti. (0) Le :tíJèdiò egll amcndue ncllo 
!l.I-iNOIOì9. tldl() Temp:J, c coílrinCe qucgli abic3mi ad implorare il perdono, che 
(:t) GauJrt- Iwn fu loro neg1.to. 

::r:
:t-3.. ConfermÒ in rquefi' anno il
:: Arrigo i f,:!oi Privilegj all.\ ChicCa 
ea!. 2.0. dl Padova, c al \ eCcovo Oldenco con un Diploma (b) dato X. Ka- 
(b) ;Antilfu. lendas Augtlfli, /ndiE!iolle II. Anno Do"r/tinicæ Incarnatiollis .A1LX X f7 / /J [. 
}tal". Dif- A,mo autem RegiJÏ Domni Regis Jlew-ici 
lClrti XX/fl. .dEli/in Ratis- 
,rt. 19. pfme. Nella copla, di cui mi t'on Cervito, Ii leg
cva D. PadiJ.'mæ Ec- 
defÙe Epifcopus. Ma fi de
 Ccrivcre. Uld. 
ioè Uld
rjeus. E dl t}uì può 
apparire, che etTo Oldcflco non tu Cp
dlro per tuo Legato d;J1 Pon- 
tdice Gregorio. Ho in parimenre pubblicata una Convenzione Ce- 
guira nel dl J I. di :\1aggio (c) inter 1
1anbionem Azonem, & Ugor.cílI 
& F'ukonem germanos, Fiiios eju(t/em A1arebionis _lzo1Ûs, e il Capltolo 
de' Canonici di \" erona, in vigore di cui effi Canonici diedcro a h- 
'Vello al MarcheCe e a' Cuoi Figliuoli, la Corte di Lufia, ViJla di 
grande eO:enfione- Si vede, chc il MarcheCe :\2.1..0 EficnCc penf.'1va a 
bene fiabilirc ed ingrandire in halia i Figliuoli del Cecondo Matri- 
monio, gi.1cchè Guclfo 1fT. Figlio èel primo Ictto, e Duca di Ba- 
viera, era gmnro ad hoa riguard:vol pN
nza in Germania. Q!1c11o 
Ugo è il meddimo
 chc 3:vea Cpdata la FIgIII.
olá del Duca di Puglia 
Roberto. Raccoghefi pot da una Lerrcra terata da Papa Gregorio a 
Defiderio é\ !)batc di Monte Cafino (d), che Arrigo I V. anch' cgli fi 
mancggiò per orrcnere una F'gliuola d' e{fo Roberco GuiCcardo Duca 
in Moglie di Corrado Cuo primogcniro, con cfibidi d'invdlire Ro- 
berto della Marca di Fel mo, & Rex Dud J.Warchiam tribuit. Ma il 
faggio Papa dovette fare an maniera, che quc110 trattato aodò per 
terra. Nè 
 d..c t.1ccre, chc (probJbilmcnre in qucil'anno) effo Duca 
Roberto marirò un' altra Figliuola con RaÎmOtJdo 11. Conte potenrif- 
fimo di Barcelloo:l, e d' alrre Città. N c parla, oluc ad altri Autori, 
Guglielmo Pugiiete (e) come di un farro accaJuto, prima che fe- 
gl!,fT'e la concordia fra il Papa, ed effo Duca: 


(c) .Anti,Þi- 
t.% Efitnfi 
Par. 1. ,. 7. 


(d) Greg", 
Y 11. Epifl. 
II. lib. 9. 


(c) Guil. 
litlm. .Apu- 
Ius li/'. 4. 
Á7Ilnym. d, 
g,ji, e,m:t. 
lJarcin. If- 
,ud Balut.. 
(f) Pagius 
e,.i-it. ad 
..irmal. JJA- 
r:,n. 


PartibuJ Ejþeriæ, quem Barci'ona trc11Jcb,Jt, 
Fcncrat in(zglÚs Comes bane R(!:;mundru ad Urbcm; 
Ilt ;Juptura DuciJ dctur fib; F
'JÎ,I, pofcit. 
II l'adre Pagi (f) credette contratto qu('{lo matrlmomo prima 
deJl'anno 1077. Ma fe fon ben concertati i tcmpi di que' fani preffo 
il tu
dcno ::'turico, tali naue debbono apparrcncre all' anno prefente. 



 _

 '., .J 
:,;,W':
 , 
". þ '\" .r 
. . 


....nno 



.A.. N N A LID' I TAL I A. 


!.2.)' 


Anno di C R 1ST 0 MLXXX. Indizione I I I. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 8. 
di ARRI
O IV. Re-' di Gcrmania e d) ltaIia 2. 5' . 


C Rebbero in qudl'anno gli aff.'mni alia Gcrmania e aU' Iralia per Eø A VO:E, 
la funeLliffima guerra inlorra fra il Sacerdozio, e fra i due emuli ANNO r08(;. 
Ile Arrigo e Rido/fo. II pnmo figurandofi di trovar' a dormire i Sdf- 
foni, nel dì 1.7. di Genna.io dell' aono prcfente andò colla fua Armata 
ad aífalirli (a). Si feee un fanguinofo fatto d' armi, in cui (cht: che (a) Btrt"øl- 
ne diea la Cronic. Augufiana) fu obbligato ad una vergognofa fuga dIll c,,,
 
Arrigo con tutti i fu;)i. Ridolfo ne fpedì per mezzo de' luoi Leg.tu flaTi1 h 't>JJU 
R I I . d ' fi t: Î. I ' l ' fi III C "D.. 
a Qma a lera nuova, e 10 Ierne reee elporre e dog lanze ue con- Ilnl11ø Hi
, 
tra di Arrigo, che fc:mpre più fcon\'olgeva e de!ola\.a la Germ.mia, 1:& Sit- 
e mofira....afì disubbidiente at Romano Pomefice. Diedero motivo tali xøn. 
avvifi e I!lmemi a Pap. Greg9rio di apertarnenre dichiarar6 in favore 
del Re Ridolfú. Perciò nel Concilio V J l. tenuto in Rama nel dì 9. 
di Marzo, doro avere rinovate Ie fcomuniche contra gli Arcivefcovi 
di Milano e di Ravenna, diehiarò legittimo Re del Regno Gcrma- 
nico Ridolfo, c fulminò Ia fcomunicol, e la ièmenu di depofi:z.ione 
contra di Arrigo ufando If' più forti efpreffioni, per efprimere in ciò 
I' autorità de' fommi Ponref.ici, e colla nefTa fi'anehez.za dicendo: Ipft 
.utenJ Henricus cum fNis f.utoribli-S ;/1 omni C9111.'4]ione belli nltlJas 'Uires, 
Hullamque i... 'lJit" IU.1 vitloriam obtineat. Mandò enò Papa a Ridolfo 
una Corona d' oro dove fi leggeva qudh lfcrizione: 


PETRA DEDIT PETRO, PETRUS DL\DEM_\ RODVLPHO. 


Etrendo voIat1 in Germania la nuova di quefia riÎoluzione (b), creb- (b) Mari... 
be a difmifura la rabbia del Re Arrigo, nè mancarono perverfi Con-Stotul i" 
figlieri, che il tra(fero aU' u1rimo de gli eceeffi. Fece cgli perranto ChrDni". 
raunare un Conciliabolo di rrenra Vefcovi Scifmatici, e di molti Si- 011, F,rlfin- 
gnori si di Germania, cne d' 1r31ia, fuoi faurori, in Brixen, 0 fia 
Zr::.m 
BrdTanonc fill Tirolo, e gl' induf1ì: con empia ed a1folrto irregolar pro- 5igtlJtYt. in 
ct'dura a dlchiarar depo fio Gregorio V I I. dal Papato, e ad eIeggere Ck
Dni,. (!JI 
in fuo luogo GUiÞfftO AI'ci'Vefto'Vo di Ravenna, già più voIte fcomu- alII. 
nicato, il qualc aßùnfe dipoi il nome di Clemeflte III. Era cofiui Cit- 
tadino di Parma di gran nobiItà, e da mo1ti vien creduro dclla nobil 
Cafa di Correggio. Scri\'c Donizone (c), che dt tre Figliuoli dt Si- 
gefredo Lucch::.:te, Afccadeotc:: della ConrelTa Matilda, 


Fiuut Parmenfts duo Fratres, ambo potentCJ. 
Dat GuibertHz.J1f1 í1lÍnimus, primus Bar.tina11l, 
Progeniu ìl1Itlas grandes" & hO}J()rt ",icantes. 

m.rL Ff 


Da 


(c) DDni1:.ø 
in Vito MiS- 
thildis 1. I. 
,at. I. 



. 


2.2.6 ANN ^ L I n' I TAL I ^. 
ERA Volg, Oa l'1T
 fcf1iatta Gibc:rrina fembra che di(c
ndd1e il hlr!dctro Amip1- 
ANNÙ I""SO. pa \tprrl\':\ da gran tempo alia Canedra di San Pierro dfo Guiba- 
w, unm,' lU.lnto pri \70 J-:llo fpirit
 Ecckliatlico, alm:ttanro provve- 
durn d. monj.ma p,}'uica. II primo dc'lu<Ji pen(i.:ri era I' ambizione 
l'lÙim.) il rim?re, dl 
io. L' eCtlta7.ione Ji que:ttu mal UQInI,) {ucce
 
dette ne} d, 2.f dl qlUbno. N..I deerer!') di tale elezione, rappor- 
Uta d111 AbbJte U r( per
enfe (a), {ì (pacciarono non p'Jche noma- 
chev<:>li caluonie c
ntra di P"Pa Greg'Jrio, fusgeritc da U go II Blanco 
C1rdll1
k (("omtlOlCJrO, e. c he fi kggono anchc nel\' em pia dlccria dello 
fClsmatico Iknnone. Scnlfc diç>oi Arrigo .Uo ttdf.) Gregorio Ponte- 
fice. e al P,)pnlo Romano Lettere infami per avviCa.rli dell' 1.1010, 
ch' egli avtVa inrrodotto nella Car, di Dio. Fu in0ltre Cpedito in Ita- 
lia il nOHlIo Antipapa, per titare ncl fuo paniro tutti i Simoniaci 
e i ntmici del vero Papa, nè a lui fu difficilc di trovarnc molri, c 
di mcttere infieme un' Armna. 
II preièntim,enro di queUo co)po, e gli avvifi di quel, che an- 
òava fucccdendo In Germania, quegli [prnni dovettcro dfere, che 6- 
nalmente indufiÚo cd affrettarono Papa Gregorio a rilaCciare la [\Ja 
{cverità contra di RQPertø Guiftardo DuctJ di Puglia, CalJbria, c Si- 
cilia, e ad accordarfi con Iui. Roberto an,h' egli {ì trovava in quaI- 
che difordine per Ie moIre Cirrà, cht= gli s' erano ribellatc, e gli era 
utile }' accomodarfi a i voleri dd Papa. Però il Pontefice poft ofifl"Jas 
Pi111tCOfltS, circa i} dì 7. di Giugno, ficcome abbiam detto di fopra, 
(b) C.rdin. andoíTene ad Aquino (b), accompagnato da Giordano p,.il1fi,e di Ca- 

e 
raf,on. poa, e quivi riconciliato6 con Roberto, l' a{[olvè d
lIc centure, e die- 
;:r:'lyZ
e- degli y I'!-veß:ítura di tutti quegli Stad, ch
 gli crano 
ati cOJ)ced,uri 
da Nicolo II. c da Aldfandro II. Pomdi.cl predeçcíTon con agglu- 
gnere. De illa au/em term, quam inju/ic tenes, ficut eft Salernus, & 
.Amalfi.a, & plZrs i'vfarchit, Fj,'m
1U, nunl 11 .,alitnlt:r f41inco i confi- 
dtntia Dei omnipotentis & tUd! boni/atis &c. Prùbabilmcnte qudlo era 
fiato il punto prmcipale, che avea finquì ritardata la pace fra loro. 
Giurò all'incontro fedelrà ed omaggio aI Papa il Duca Roberto, coo 
promertere ancora di pagar ogni anno alia Chida Romana dodici de- 
l1ari di moneta Pavefe per ogni paio òi buoi di tutti i fuoi St:ui. Già 
s' è a mio credere alTai dimofirato di fopra all' 3nno t 078. non fuHi- 
tlere l' opinione del Padre Pagi, che tal. riconciliaz
one, (egui(fe n,ell' 
anno 1077. e fiar forte quella del Sigoma, e del Gudmal BJr<:>mo , 
ða' qu;ali fu riferita aI prelènre anno Ic8:::>. Aggiungo ora, che gh ..\rti 
d' elTa Invefiirura, e del Giuramenro di Robeno, fon polH fra Ie Let- 
tere del Libro Octavo di Gregorio VII. che riguardano gli atfari di 
queft t 3nno. E nella Lettera fettima d' e(fo Libro il Pontdicc dà av- 
viCo a tutti i Fedeli di aver parlato cum Ducø RobfJ'to, {3 Jo,.tia
, 
6d!teri[qfle potentioribuJ Nortmìlnnorum PrincipibuJ, che gh avcano pro- 
rnclTo foccorfo contra di ognuno in difcfa della Chiefa Romana, con 
palef.1.r eziaodio )a rifoluzione preCa di marciare con un' Armata contra 
di Ravenna, rer libcrar quella Cwcfa e Città. d...Uc mani dell' em,pío 
GUl
 


(l) Urfper- 
tenfts III 
Chronic. . 



ANN A LID' I TAL I It.. 7.7.7 
Guibe!'to, già atzato dalta perfiJia a1 facrilego grad" di Amipapa. Fi- Eu. Volg. 
nalmenre abbIamo daìla Cronichetta N ormanmc.t da me pubbhcata (oil), ANfoiO IOgu. 
XX V R b ' D ' 
 G ' p ,(aJ C/'rolzic 
che Ann9 A4L ..1.. 0 ertllS úx .mlcatus C/. CNm rtgoYlo aplS In Nørmann. . 
Menfe Junio, & confirnJata f",tit ab illo omnis Terra, quam babebat R/J- Tom. V. 
bertus Dux in ApuJia, CaJ<-4bria, & Sicilia. Guglie!mo Pug1iefe anch' It.r. Italic. 
egli n.ura C") fotto il prcfentc anno la concordia tudJerta j anzi la fa t b ag, ,178: 
f d 1 d I 
 I > ' d I - I I 1 ', . ( . Gutllrtl- 
ucce uta dopo a mone :1 
-= 
I 
 to: ne C lC eg I S l
lgann,a. ",tlS A!ullif 
Dalla tlc<<a Cronicheua abblamo, che tl Ùuca Roberto nell Apnle PC"'faI.l.4.' 
di qudi' anno ricuperò la Cmà di Tarnnro, c Cafl:ellaneta. Prcten- 
toíIì ancora coli' etàcito lotto Bar;, c colla fuga dl Petronio Conte 
tornò ad lmpadronir[ene. Fcee 
nche 10 tic<<o della Cirri di Trani. 
N otizie (Utre eonfermare da Lupo Prorofpara (ç), e dall' :\nonimo (c' LUpHS 
Barenie (d). Era gii ttato, ficcorne accennai, da Nice/oro Botoniata !,rotofpat'! 
precipitato dal Trono Jmperiale d' Oriente Michele Parapi;lacio can (d)chrDn!C#. 
Goflaiitino [uo Fig1iuolo, e Genera del Duca Roberto, ed obbligato ml4S 
:

Z: 
a prcndere l' abito di Monaco. Una <.unofa [ceRa avvt:nnc in qudt' fis apHd Pt.. 
anno. Eccoti ccmparire in Puglia davanti al Duca Roberto un uomo regrin. 
viI mente veftito, che fi fpaccla per MIchele J mper:1dor depoLlo, e 
ehiede aiuto comro l' oecupator dell' Impeno, fpezialmeme rJppre- 
fenrando, che la fua rovma era procedura dalla pareorela comraua 
con C(Ío Roberto, Principe troppo odiato dOl' Grecl. Fu accolto con 
grandc onore, vefiito d' abiti I mpcriaJi; c trionfa]mente condono per 
la Cinà. Credent:, 0 moltrò di credere il Due... Roberto, che co1tui 
veramente fo<<e il depotlo Michele. Anna Comnena (e) (o{t1ene nella (e) A;lftÆ 
fua Sroria, che <Juetla fu una finzione, proccurata da Roberto t1effo, C"mntnll, 
Principe, cbe in aftu'l.ie politiche non a\'ca pari, per prendcrc da ciò 

b .LHØXllfå 
pretefio di aíTalire la Monarchia de' Greci. Gaufredo Malatcrra (f), Ú: 
alifr;- 
tuuochè Normanno, pure anch'egli mdll1a a credere, che quelto rvh. dus Mata- 
, chele fo([c un tiro di politica, c: una famafima, atta a cornmuovel e terra lib. 3, 
j PopoH aile imprefe, che Roberto sbrigato dalle guelTe civili anda. CRP. I). 
va già macehinando, calle quali comincIo nell' anno prcfeme a pre- 
pararfi. Da una Lettera di Papa Gregorio (
) fi [corgc, che anche (g) Grelor. 
a lui fu [.ma credere Ia v::nuta in Italia dC'll' Augufio Michele. 11 ".Jl. 1,8. 
l\1alateira fuddetto metre la comparh di qudlo fantoccio nell' anno l'.}:1'oJ. 6. 
1077. ma i più neW anno pr
ftnH: 1080. N eI qtJ
lC' comparve in Si- 
cilia Ra.imondl Gln/e Ji Pyø'l.le1'Jza a chledere per Moglie J\1atilda Fi- 
gliuola primogenira del G
nte Ruggieri. furono con glCliofa fotcotlltà 
celebrate queUe Nozze, (; 10 
po{o conrenro conduliè la Moglie alle . 
fue comrade. Ebbero m.101era i Saraceni dI rientrare in quctt' anno 
nella Città di Catania per rradimento di B(ncimlllo Governator J' e<<a, 
Mu!ùlmano di profefiìone, ma creduto dl gran fede da Ruggicli. Lldl- 
ta queUa difpiacevol nuova, non perdè tempo Gi61'das;o Flgliuolo del 
Come Ruggieri ad accorrerc co\à con un plcci')lo corpo dJ ca\'al:c. 
ria. Trovo fchierari i Saraceni fouo quella Cird., glì affiLli can in. 
credibil valorc, e ralmente Ii riempiè di terrore, chc non en'dcndofi 
ficuri nè pure nella Città, l' abbandonarono con ritirarfi in 51ra. 
cuía . F f z. In.. 


. 



2..1.8 ANN A L ( D' I TAL ( A. 
E J\ A Volg. [manto in Gcrmania aV\'ene una t
rribil muuzion di cafe (a). 
A"N') TC
O. Nc1 dì If. di Ottobre Ceguì 1a quana bauaglia campale fra i due Re 
(a) Mana- A' R ' dl /r. G .. fi fì I . S . , II d 
II'IS SCo/us .n.r
'go, e I 'l'JO. un vanet8 1 truova ra g I cntton ne a e- 
ir. ChrG"iç. fcr,lZlO11 d' eífa, chi fotlcnendo, coe furono mdh in fuga i SalToni, e 
Bmhol,Jus chI dferfi dichiarata la vinoria per loro . Qlel chc è cerro, in que! 
c;
;,n
ntlh conRino refiò mOftalmeme feri[O, e di Ii a non moho morì jl Re 

"J
r
:

: RidolfQ. L'Aucore del\a Vita di i
rrigo IV. prdfo il Rcubero (b) 
ftor. BtLl, pretende, ch' egli fotre uccifo da' fuoi rnedefimi foldati, guadagnati 
s''.'
OfJ. cr con danaro dal Re Arrigo. Quetlo coJpo fconcenò {ommameme gli 
JI
JL ff affari della Lega Carrolica non t"oJo in Germania, ma anehe in Italia, 

i
, .AH:n;;ci ,'d efpoCc aUe dicerie de' nimici il Pomcfi.:e Gregorio VII. Se me- 
IV, apud rila fede Sigebeno (c), avea predetto eGò Papa, che in quell' al1no 
Jl.tub,rum. fan:bbe mono i1 falCo Re, inrendendo di Arrigo, ma in vecc fua finì 
(c) 
'!'t:- dl vivere i1 Rc: Ridolfo. Potrebbe dTcre una fa vola j ma ccno egli 
(d) :;rt
/' Ccrivendo a tutti i Fedeli (.J), avea fatto 101'0 fperare, neftmdortllll 
Y ll. lib. 8. pe1.turbationem merita ruina cito fedandam, & famæ EcclefitC pactm & 
Epiftol. 7. fecuritatem (ficut & de divina clementia confidt'1Ites p' omittimus) p,-o)(iml 
cr 9. flabiliendam. Si raccoglic 10 fieGe eta altre fue Lct:rcre. Però fecero 
grandc fchiamazzo i partigiani d' .'\rrigo per I' avvenimenro nmo con- 
trario aile promeCfe 0 fperanze Ponrificie. Loro ha già ri!pofio il 
(e)B4rrø.u.in Cardinal Baronio (t'), e meritJno inwrno a cio d'dfcr lette anehe Ie 

nn
l. Ee,. rifldiioni dell' Abbatc Fleury (f). A qudìo infauflo accideme un a1: 
dï/ e;,"J. Ira fe ne aggiunfe in lralia. Rifolura b celebre ConteJ!a ",
Jalilda 
I 
T, XIII. foncncr gl'lnrereffi del Romano Pontefice, c di H:ntare 1ccondo II 
Jan. s Ja Prl- concerto falto di cacciaI' da Ravenna l' t\ntipapa Guiberro, a
ea m
- 
fatIDlJ.. mee Ie fuc forze nel territorio di Mantova, Citta aHora a lei ubbl- 
ditnte. Ma fn anehe in armi quati tuna la Lombardia in aiuto di 
AI rigo, c con un parente efcrclto fi pono alla V oha, Luogo del 
Mamovano. (g) Quivi \'ennero aIle m-ini Ie due A rm.ue, e a 
uclla 
dclla ConceIT a lOCCO la roua nd di I r, di Ouobre, cioè, nel glorn
 
Hetro, in cui fegUl I' altro infdice conflitto della G(.rA1an
a, do\'e ,11 
Re Ridnlfo pcrdè la vita. Leggefi pari mente nella V Ita dl Gregol1o 
(h) Cardin, V II. (lI), chc dopo la morte di Ridolfo t'l:ollitis ,aucis ditbus, lIen- 
Je. .Árllgøn. 1 ÏîIlS filius ejuj (di Arrigo I V.) cum. eXN'cilu iJltljirii ComitiJ;;t ,
lat
'il- 


/i. 
;:
o
:' dÍJ pugnavlt. E I quia, ficllt fieri filtl, v
rius ejJ eventlls beW, VzélOna111 
I'm. lII, bab;.it. Coe Ennco, 0 fia i
rrigo, fia queilo F'ghuolo dd Re 
r- 
Jl..lr. lfillic. riao IV. non eruovo io Scritwrc, che me l' addiu. Forfe queJ/o (dice 
(i) Fimnt. il bFiorencini (i)), cbe jèlJZa nO/llc pre..l1o DOHiz.one mori pui neWaffidio 
M
",.
r. di di ,1,lontebello. Cenamenre non fu Arrigo V. pofcia J mperadare, ptr- 
M4111å. I. I. chè fi crede nato folameme nell' anno teguente. A m
 è igno
o, fc: 
Arrigo IV. avcß"e dc:' Flgliuoli ballardi. N ondimcno Improbabll co fa 
non tårcbbe, che ne avcß"e avuto. Fece' in quefi' anno la {uJdeua 
Camecr.'t Marilda una Donaz.ione a1 I\1ooiilcro di San ProCpero, og- 
{It) .Antiqff, gidi di San rierro, dc' B
nede[[ini di Reggio. La C:.na fu Ccrirra (l) 
JIIlli,arum Anm tJb !tJcamatione Domini noliri ]e(u Cbrifti lWllefim(l Oéluagefií7fo, 
Diffirt. 1.1. die IX. 111er.jis Duemb,.is, !lIdiélÙme ':1't1 lia. L' I ndizioDc ,"orrc qUI hno 
al 


(g) 
trtlld. 
Conftan- 
IÏlnjis in 
ChrolJi,o. 


. 



ANN A LID' I TAr I A. 12.9 
a1 fine dell' anno; ma potrebbe dubitarfi 
 che foÍ1c qui adopcnto J' anno 
I>ilåno, e che 10 Strumemo apparrendfc: all' :anno precc=denre, nel cui 
Serrembre cominciò a correre 1'lndiziont: /II. Tenne in olne dTa Con- 
!e{fa un Placito in Comero, Terra del Conrado ùi Tofcanella, (a) 
1711, Kalendas .1jrilis ImiiEliwe 111. dove decifc la lite d'una. Chiclå 
In favore di B,rßrdfJ Abbate di Farfa. 


Anno di C R J S T 0 MLXXXI. Indizionc IV. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 9. 
di ARRIGO IV. Rc di Germania e J' Italia 26. 


I Nfuperbito il Rt .41rrigo per Ie fdicità ncl precedcnte anno occorre 
all' armi fue, calò nel prefcnte con molte f()rze in Italia (
), e fic- 
Come uomo inf.'uicabi1e e fcrvido nel mdlicr della guerra, dopo aver 
celcbrara la Pafqua in V crona, s'inviò a Ravcnn:a,. dove fi preparò 
per pa{1'3rc= aRoma, fingcndo di yoler pace, ma confìgliaramenre per 
tcmare, fe potea, d'inrroni'Z;z.ar nella Serlia ài San Pietro 10 fcomu- 
nicato Guibcno. Confefsò in una fua Lerrera Gregorio IT 11. (c), de 
la maggior parte de' fU(li, atrerriti dalle profperirà d' .'\rrigo, il con- 
figliava di far pace, e maßìmamenre, perchè Arrigo prometreva di 
gran cofe. Eravi anche apparenza, che Ja C01JtCffi A1atildfJ, qyafi unico 
antemurale della parte Cartolica in Italia
 per difeuo non già di vo- 
)ontà, rna di oforze, avdfc: da cedere :illa potenza d. Arrigo. Con- 
lmtociò mirabll fu la cofianza ed imrepidezza di Gregorio; nè fi la- 
fciò egli m3i piegare ad alcuna vilrà. Animo a Iui fra i mezzi umani 
faceva la Cperanza d' effcre Coecor-fo da Roberto Guifcardo, e il veJ
re 
j Romani concordi per fofienerlo. Se fi ha a credere a gli Storici 
Fiorcntini, Arrigo aí1i:diò inuulmenre Firenz
 daW Aprile (ino al dì 
2.I. di Luglio. 11 Villana (
 fcrive, che nel dì 12.. d' Aprile. terminò 
quell' a{fC'dlo. Comunquc iia, ceno è, che comrarve circa la Peme- 
cone ull' efercita e coil' AotipJpa aRoma il Re Arrigo. (t') Trovò 
(}'lcila Cirtà ben diípofi.i aHa difeCa, c fu non men egh che Guiberto 
onorato di qua
ti ingiuriofi tito!i e 't'illanie feppc invcmare la fa[irica 
facondia di qud Po palo , Accampoffi nel Prato di Nerone, 
fpc[[ando 
pure di far qualcbc: bel colpo j ma inmilmenre mcta, pcrchè odiaro 
da'Romani rurri. (manto gli aderenti ruoi di Lombardia tàccano guerra 
alle Terre della ConH'(]å Matilda, dev3fiando pJcfi, alfediando Ca- 
fiella, mit con ritrovar dafcnuao nelle di lei genri il coraggio della 
medefima Principdr.... Nt: fa menzion Donizone (f), ma con taceme 
una a lui fvanraggiofa, difcopena nondimeno dall' avveduto Fioren- 
tini (g). eioc, Ehe in qudti tempi cotanro prcvalfc in Lucca la fa- 
zione de gh ScismaticI, IIligata principalmente da alcuni Ccapcltr:ari 
del Clero, che quella ClUà Ii libellò alIa ConreíTa Marilda, e fi diede 
.d Arrigo. Ciò L
 rica,'a d.\ i D'iplomi d'dIo Rc da!i in CJlJcWanno 
a que' 


ÚRA \'ol
. 
Alu:o ICSI. 


(a) .Mifli!!. 
in Annai. 
Btne
ic1jv. 


(b) B,rtølã. 
COl1flan- 
timfis in 
Ch'roni
/J . 
.Annillifia 
$4X'. 
(c) Gr'gor. 
Yll, lib. 9. 
Epift. 3. 


(d) GiO'll1l8- 
ni Villar:i 
liI,. 4. c. 1.3. 
.Ammirati 
l),r. di F;- 
rtn
t cap. I. 
(e:) Cardin. 
tit .Araff'n. 
Vita Grt
or. 
Vll. 


(f) Doniu 
in Yit, Ma- 
thiM, lib. 1. 
cap, I. 
(g) Fiortnt. 
Mlmor, Ji 
Mllflld, l. I. 



130 ANN A LID' I TAL I A. 
E 1\ A VQlg. a que' Cittadini, e aUe Chiefe d' efT'a Città, de' quali fa andH
 men,,! 
AN:lõO lobI. zir
>ne Tolomco da Lucca (a). Di qucll:a ribdlione ezianJio Clarno af- 
<;
u:}'t;:;: 
curari 
"U' Amore ,della VÜa di Santo Anfdmo, .v cfcovo di Lucca, 
1/111. Tøm. I. II quale In tal conglunrura fu cacclato dall.. iua Sedla, e fi ricoverò 
R,r. It41;'. fouo la protezion di Matilda, fenza più potere rlcuperar quella Chle- 
fa, in cui fu intrufo al difpetto de' làcra Canoni un Pietro Diacono 
fiero fomcmatore del partito del Re. Jntanto I SafT'oni, e varj Prin
 
cipi e Ve[covi di Gcrmania, co' quali Arrigo avcva indarno trattato 
di tregua, per potere con più ficurczza f.l.r guerra a Papa Gregorio, 
tennero una [olenne DIC:ta, (b) con eleggere m dra un Re nuovo, 
cioc: En1lamlo di Luctmburgo Lorene[e, nella Vigilia dl San Lorenzo. 
Non è in queilo luogo da leguirare il Baronio, ne il Padre Pagi, che 
fidatilì di- Mariano Scoto, della Cronica d' IJdcsheirn, e di qualch' al- 
tro minore Storieo, dlfferirono fino all' anno leguente )a pmmozicne 
di ErmtJllno, Bc;rroldo dot eofianza, uno de'mighorì Scr.ittori di queni 
avv.cnirnemi, ci aí1ìcura, ch' egli fu promofio alia Corona in que1ì' 
(c) Sige/'. anno. Così ha anche Sigeb..:no (c), così la Cronica d' Augul1a (ti), 
Cd Chroni,: e ,.q
1 ch,e più imp'jrta, Brun
>ne Storico, c.ontcJ?poraneo dclla guerra 
,4) C;;'II.". dt SafT'oma (t'), e che ne termma la dcfcrJzlOne In quell'aooo, krive, 
(ejl:r::; che ill Natali SanEli Stephani ProtomartJris, a Sigefi'edo Afoguntin4 St- 
RiJl,r. B,ll. dis Llrc/;iepijcopo Hermannus in Regem ruenerabiliter tf/ ,mflus, 'iuum jam 
SUI/II. i
1 LXXX I I. Ánnus IncArnationis D,m;nicL fuiffet i/Jceptus. Commcia- 
Vitno i T ede[chi nel N ataJe del Signore i' an no nuo'Vo. Perciò alcuni 
Autori mettono il principio del Cuo Regno nell'anno [egucnte, perch" 
egh fu coronato nella Fdla di Santo Stefano. Marianð Scoto ne gli 
ultimi tre anni della CUJ. Cronica ha de gli anacronismi, che non fi 
polTono làlvarc. E forfe quclla è una giunta Farra da qualche penna 
policriore; e pure cgli fi fcuopre mal mformato. 
Ora per dÜ1Ul bar Ia Dieca e I' elezione fudJcrra, cnc difii facca 
nella Vigilia di S. Lorenzo di quell' anno, enmo accorlì i Principi 
fedeli ad Arrigo con alfaifiime fquadre d' .\rmati. L' efercito loro di 
molto fuperava in numero quello di Errnanno. Comuttociò paífata 
Ia fcfia di San Lorenzo, il novello Re mlìeme con Gut/fo Duea di 
B.lviera all'impt"ovviio andò ad afT'alirli nel Luogo di Holtet, cele- 
bre -pa una gran giornata carnpale de' nollri giorni, e Ii fconfilfe, 
Al1èdio dipoi Augufia, e non potendola vincerc, fi nvolfe ad altre 
prtrri d. lIa Gcrmania. Finalmente ben accolto da i SafToni, nella Felia 
CI 
a..to Stefano di quc1i' anno, ficcome d.fii, d:t Sigefndo Árci'Ue- 
jCf)"...ø di Magonza ricc'tCttc la Corona e la conft"crazion j{egale. Me-n- 
tre fe oe ftava artend:1to l' efercito di Arrißo intorno aHa Ciuà Leo- 
nma, valorolarnr:nte difer.. da j Romani, cominciò I' aria, anche ai- 
l '}\,a m..,;làna dl 
uc' contorni, a far guerr.. a lui, e a' JU01 ioldati. Non 
poche migliaiJ vi lafciarono pl:r Ie in,krmuà la :viu; Iao
de 
on po- 
tc:ndo eg:1 reggere a qucfia pLr[ecuzlone, glUdlco mcgho dl JcvalC 
it 
amro, c: dl ri[ornart
ne in Totedna. Daile memoru: del Fioren- 
tuU tùddcuo COlla, ch" egli tuttavia d
morava all' a{T"t.dlo di Roma ncl 
dl 23. 


(b) Ber- 
thold. Con- 
fialltitl1fil 
in Chrøn. 



ANN A LID' I TAL I A. 2. 3 I 
dì q. di Giugno. Pofcia fi truova in Lucca n
l 
n, 2.f. 
i Lu;tio. Eit A VOI
. 
Un Itl'> Diploma da me dato alIa luce oelle AnuehJ[a Irahane (a) eel ANNO r
8I. 
fa vcderc ivi nd dì 19. d'dro Ml:fe di Luglio. Di là, fc vogliamo 

 r.An
'f:r_ 
ilare aU'dfferzlone. di Gi
olamo 
offi C
), fi, rid:l{fe a ,Ra
e,:,na, e in ftr
.I
I.p
g, 
qu-:lk puti [vema. Fu 10 qudb temp', eh egh temo d, tlrar dalla 949. 
fua Roberto Gmfc-ardo Duca di Puglia, con proporre il matrimonio di (b) Rubw 
Co,rado tuo Figlio con una Figliuola del medeGmo Roberto. Mail:ìflor.liIlF..
- 
Duca Herre forte nell'unione col Papa. Niuno aiuro nondimeno, ben- tnn. . . 
chè richiei1o, potè, 0 volle dare allo ftdfo Papa, perchè allora ad 
attro non mtr:lvano Ie fue vane idee, che a fiend ere Ie fue conquifle 
neH' I mpeno de' Grcci; forfe con ifperanza di f:arlÌ I mperadore d" o- 
riente. A qudlo fine feee un gran preparamemo di navi e di gente 
in Brindifi e In Otranto, e con quefla poderofa Armata dopo aver 
dicblarato Principe di Puglia e Sicilia, e fuo erede il Figlio Ruggieri, 
mofT'e cont1'a de' Grcet, menando fe
o il fuo eredmo fimo Imperadore 
Michele. S' Impadroni dell'lfola di CorflJ, prefe Boronrrò, e la V al
 
lona, e s
 inviò per metrere r affedio aHa fllnc Citrà di Durazzo. Anna 
Comnena nella fua Aleffiade fcrive C'), che la di lui Armata navale (c) .Am'" 
pad una fiera burafea, e che vi perì gran copia di genre e di navi; 

mn.t
al I 
ma che nulla potendo atrerrire it cuore imrepido di Roberto, egJi ;:
;Il;,;r; 
continuò il tuo viaggio contra di Durano. Seeo era Boam(md(J, a lui I. 3. cap. 24, 
nato dalla prima Moglie, ehe nel valore e nella maellria ddla guer- 
ra, benchè giovane, campariva vererana,. detro perciò Generale 
dell' Armata dal Padre. Fu dunque date principia all' a(fedio di quella 
eirrà. In qucllo medetirno anno avendo AleJlio Comntno guadagnato 
in fuo favore l' cfercito Greco, fu proc1amuo Impeudore net dì primo ( d 
d' Aprile in Andrinopoli Cd), e pa(fate a Collantinopoli, quivi fi fece in) ;:::[;

 
folennememe imporre la Corona Imperiale. Trovavafi allora' grave- .Anna Com- 
mente oppre/fo I' 1 mpcrio Orientale da i Turchi, che aveano elena "',enR 11,- 
per lor CapaaJe N icea, e vivamcnte era minacciato da Roberto Gui- ",4d. lib. J. 
(cardo nella Dalmazi1i. 
Fc:ce egli perciò pace co' Turchi, e per refillere al Guifcardo 
 
fpedì Letrere 
 0 Ambafciatori al Papa, al Re Arrigo, ed anche a quafi 
tutti i Pnncipi- d' Occidente, fenza che alcuno voleffe alzare un dito 
çontro a i Normanni. I foli Vencziani, fempre finquì uniri co' Gre- 
ci, in aiuto di Illi concorfero can un' Armata navale. Guglielmo Pu- 
gliefe (,) ci fa eonofcere con un fuperbo dogio, eomt" già fo{fe cre- 
fciuta fin d' allora la potenza Veneta, con dire d' c(fa flotta: 


(c:) G..il- 
li,lm. .Apu- 
lIu lib. 4. 


- - - II/am populD(a f/tnetia mifit, 
Impe1'ij prece, iivlS opum, Jive(que viror14m, 

Utl finus Adriacis interlitus u/timus undis 
Subjacet AréturD. Sunt hujus mrznia gentis 
Ciyeumfþe'éla 7Jlari, nee ab ædibus alter ad /tdes 
Alteril/.S tranfire poteH, niP /intre vehatur . 
Semper aquis habitant. Gens nulla vlÛeHtior if/II 
Æquoreis bel/is, ratiumque per Lfjuora duElu, 


Col
 



Ell,., Yo1
. 
^NNO 1081. 


--- 


(a' l'ttr'NS 
Diaco7JlIs 
Chr. Calin. 
I. 3. c. ...9. 
(b) .\-fala- 
"rrlf lib. 3. 
Clip. 2.7. 


(c) ",lbHs,. 
,Monachus 
in Chro7Ji,o. 


(d) Lu!us 
Proto[,lItll 
i1J Chrmic.. 


((:) .Jf 71011']- 
17JJIS Mart 11- 
fis p:p
d 
t- 
r'grs.Jlum . 


(f) A.lillJ'" 
Italic. DiI- 
firl. 72.. 


(g) To"'''/i 
1ft..,. ., Sit- 
m, ish. ]. 


1.3!. A N 
 A LID' I t' A L I A. 
Colla bravura e Cperienza di quefi.a gente non era da m{"ttel'e a 
Frome I' armat3 maricim:t de' N armanni; però non è da m.u.t\"gliarfi 
fe da em affalita nc rc H:ò CeonfittJ, e fu in perieolo di lafclan'i lJ. Vlt
 
10 flcffo Boamondo Figliuol di Roberto. Buon foceorfo di vcnova- 
glie recarono i V coeti vincirori all' aírcdiata Ciltà. Ma non per CJue- 
tio il Duca Roberto punto fi fmarrì, nè perchè la l'efi.e entrata nc' 
cavalli dclla fua ..\rmara nc: faceffe tinge, defillè punto daH'imprda . 
Fece fabbricar nuovi legni, feee venir 1l1lOVe gemi, e più (;h
 mai 
con rorri e macehinc militari tornò a tcmpdlare la Ciwì di Durazz.o. 
Ma eecori nel l\Jefè d' Onobr.: 10 fieflò lmperaaore Ale.flìQ in perfo"a 
con una formidabil A rrnua di Grcci, Turchi, ed aItrc: N IZIO'li, ve- 
nirc al foccorfo. V' Ila de gli Amori (a), che fJllno aCccndae fino a 
cento feuama mila l' cfereito dc' Greci. Qu('l m1t6 vi è di pIÙ. 11 
MalatelT.1 (6) in fatti pada di fol! Cettama mila. Non più di -quindici 
mila nc avcva Roberro, ed altri icrivono anche moho mcno. Si ven- 
ne ad una terribil battaglia; vi fecero i Normanni delle prodezze inu- 
dire, tal me me che ^ Ana Comnena Figliuola del fuddr:cto A leffio, tut- 
toehè cotamo fparli de:lla llafcita e delle azioni del Duca Roberto, 
pure: non potè di mc:no di non rieonolcere in lui Ie \'irtù de' bellicoíÏ 
Eroi. Sbaragliarono i Romani I' Arm3ra Greca, e nel eonflitto peri- 
rono circa cinque 0 fei mila perfone dalla parte d' Aleí1ìo, e fra que- 
fie il giovane CQ}antÙif, Genera del mcddÌmo Roberco, dianzi dallo 
fcahro Aleffio rdbcuico a' primieri onori. ReUovvi mono ancora il 
fimo Imperadore Michele. Innumerabilt e ricchiffima preda toceò a i 
vineitori, cd Akffio, <:he in una Terra vieina fiava arpettando l'av- 
\'iCo della rotra di Roberto, tenendofela come in pugno, a\'vertito 
dell' eúro eomrario, dicde di fproni alia volta di Cofi.totinopoli. Dopo 
quefla Felice imprcr,\ tornò il Duca Roberto a me:trt're l' interrono 
affedio a Duraz.za, ridendoCt di que' Cinadini, ehc vantavano paCto 
quel nome alia lor Gitd, pcrehè era Piazza dura cd ind"pugnablle (c) ; 
ed a:1ch' egli Cchc:rzando dieea d' aver nome Durando, e cbe iè n' ae- 
e(
rgerebbono i I?
raz'l.c{ì" perehè fJrcbbe d
r
r qu_c 
l' atT
dÍ"O, fi
e
è 
gli avcffe amrnollm e dam!. Sotto qudla Clna palso egh roao 11 ie- 
gucme verno. Lupo Prowfpar,t (J) metre quefi.a campal b.ttraglia fotto 
I' aOl1o Cegueme, perchè incomincia )' anno in Settcmbre; e qu
tla fuc- 
cedettc: nel giorno di San Luca nel Mere d' Ottobre. lntanto il Conte 
Ruggieri (e) in Sicilia, d1cndofi a lui ribdlaca la Ciwì di GelolCJ, 
colla fOrz.:l eoUrinCc: quel Po polo a toroarc: all' ubbidienza fua. Forti- 
ficò eziandio con Torri il rc:cinto di MdIina. Vedeti do1to in quefi' 
anno dal Rt: Arrigo un Diploma in f..vore del 
lonifi..:ro di'S.lOtO 
Eugeni() rono nel Contad,o d-i Si
na (i), Ilzdl
'7ione !?(Zfar:a.,' 11/. No- 
nas ]unii. .Atlum Rom
: 11, ell..: e
 pO,rgc mouvo g
ulto dl crcd
r
, 
chI:: :mchc Sicn:t fegu.talfe I dcmpw dl LUCIO:!, con nbell.lrG alia Con- 
rcfla 
:1tilde, e darll al mc-de{imo Arrigo. Anchc: Giugurra Torna{ì (g) 
è di parere, che i S..ndi legutt.1tTcro il partito d' cllò Re Arrigo. 
Scrivc: PIÙ d' uno Storieo, che in quell' anno h Re.{illa B
rta panod 
ad 



ANN A LID' I TAL I A. 133 
ad Arrigo il fecondogenito, che fu poi drrig,') P. fra iRe, e il IV. EllA Vol
. 
fra gl' Imperadori. Era/i già impadronito J' Afcoli il Duca Roberto. AKNO 108i, 
Qualche tumulto 0 fedizione dovette nell' aono prelcnte fuccederc in 
qudla Cina, perciocchè fappiamo da Romo:lldo Salcrnitano (II), che (a) Romu- 
accorlo il Principe Ruggieri, Figliuolo d' e{fo Duca, fec
 fmamellar 1I1d, SIdtrn. 
Ie mura di quella Ci[[à, e diedc:-. il fu,.co alle cafe. 50[[0 queH:' anno ehron, TlI. 
ancora narra Alberico Monaco de'tre Fomi (b), che 1.
1li1tilda Marche- 
l
., RerUM 
Jana di Tofcana concede[[e al Vefcovo Ji Virdun 1.1 Badia delle Mo- (b) 'c;;ieric. 
nache dí Gui là, a lei, corne fi pl.:.Ò cr
dere, pervenuta per eredità Nonllrhur 
dclla D
chelrl, Bea
rice fua 
a.dre,. Cerrameme ell..! p
{f
dcva di là 
:á'n':!utl 
da'mont! molu bem, e Stat! dl raglone d' círa fua Genltflce. . 


Anno di C R 1ST 0 MLXXJ(I I. Indizione v. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 10. 
di ARRIGO IV. Re di Gerrnania e d'Italia 2.7. 


V E.-Co il principio ddla Primavera di qudl' anno ternò di nuovo 
il Re /1,.,i;,o col fuo Amipapa aRoma, e O:rinfc un'altra yolta 
d'alTedio, 0 più tolto con U:l blocco, la Citrà Leonina, premcnJogli 
tòrte di poter mcttere il piede nella Bdilica Vaticana. Poco faftidio 
a lui rec.&va in Germ.mia il eompetirore Ermanno diehiararo Rc, per- 
chè per tefiimoni:mza deW Annalifia Saírone (c), e del Cronografo (c) .Ãm;IIli
 
SalTone (d), e{fo Ermanno C.) tam fuis quam a/ienis cæpit in IJre'Vi de. ftA Saxo, 
[pettus haberi; nè {j sa, eh' egli face{fe imprefa alcuna nell' anno prc- (d) h ehrøllø- 
feme. Ma nè pure Arrigo riportò fruuo alcuno da qucfto nuovo ten- 
". us SA- 
tativo (e). Feee ben egli da un traditore attaecar fuoeo alla ßafilica (e) Berthlllå. 
Vaticana, f perando che i Romani a 
eorrendo all' incendio abbandone- CDnft.Allti- 
rebbono la guardia delle mura. Ma avvertitone Papa Gregorio, 01'- enf. In ehr. 
dinò toao, che maggiorrneme fi arm1{fero i pofti; e eonfidato neU' 
aiuto di Dio, e nella protf7.ion di San Pictro, feee il fegno dclla 
Croce tòpra Ie fiarnme, e quefie ce{farono. A bbiamo dalla Cronica . 
di Farfa (f), che nel dì 17. di Marzo e(fo Arrigo andò a vi/i[are il 
) -fihromc. 
celebre Monifiero di c{fa Farfa, ricevuto ivi co
 tutto onore da quc' p

;,n? 1l. 
Monaci, i quali pumo non badavano alle feornuniche Pomifieie, e ten- Rtr. 11.1;,. 
nero fempre con e(fo Re, perehè qudlo era Monifiero Regale 0 fia 
Imperiale. Fu da i mede/imi arnmc(fo alia Confraternità, e alia par- 
tieipazion delle loro orazioni: rita antichiffirno dell' Ordine Bcoeditti- 
no. Aßediò egli il Cafiello di Far1, c 10 reftiruì all' Abbate Berardo. 
fecc dipoi prigione Bomzont Fefco'lJo di Sutri, perfonaggio celebre 
non men per Ie fue difavvemure, che per la fua Lctterarura, rdian- 
crDm. YI. G g do 


(iii:) tanto da'JuDi, fjuanto dagl; altr; "minci
 ill brew III effire diJþrez- 
zat, . 



2. 3" .A N N A L I fi)' I TAL I A. 
do tur,t
\Ti:l, a1cuni <?pu
co1i fi.i)i m
nurcritti, uno de' q'j:\fi cioè de Ec- 
c/c/ia/l1w .
lICramenllS, e flaro da me dato alia luce (a). Fu egh dipoi 
creato Vrfcovo di Pilcen'Z:1, mt da gli Scifmuici reltò un giorno b.lr- 
barJme'1te nucidaro. (n ql1dl' anno a:xt)f'\ il tim()re dell' .-\ri
 malî.l- 
n:1 d-;' c...mtorni di R.om1 fect: J")t"Jo P-1(q'.u torn ue Arrigo con p\Jchi 
verfo 1a Lombardi:!. (b). Lafciò nonJimen) I' A:1ripdpa- Guibeno in 
Tivo1i coH' 
fcrcito, acciocchè cOnri:1Ul!fe il bloceo di Roma, con 
farlo divenire di (1)(0 Papa verI) Gcnerale d' AnnJ[3. Ol1inatamente 
inr,"ro proft'r.?;uì il Duca Roberto Guifc-zrd(J anche nel verno I' a!fc:dio 
(c
 Gllilfrid. ( 
.J.l
/a!erra di Durano nell' \ Ibania c). Accadde, chc un cerro Domenico N 0- 
I. 3. c, 1.8. hite '
eneziano ehbe de i dis
u!li in qu
lIa Città difelà 
lIora d,ll va- 
Guillieim. loroCQ fiuolo dr-'Veneziani, Qrel1i perciò cominciò una trama col Guif- 
.A/illus I. 4. cardo per rrnderto padrone della Città; con farfi prima accordare in 
(d) .Anøny- Mogtie un:t Nipo[(' del Duca, ed altre vanr:1ggiofe condizioni. Andò 
mils B
r'n- sì f( licemenre innanzi il [n1[[aro (d), che nella norte del êì 8, di Feb- 
Jis 
f".d p
- braio dell' anno prefente, fca]are Je mura, i 
 01 manni furono intro- 
re:m"um. dotri ne1la Cir
à. Renò prigione j] Figliuolo del Doge di Venezia 
con alrri molti Vener;, c con aítli lora na\'i, c tuno il circonvicino 
paefe in porere di Rohrrto. 
Ora Ale/lio Au
ulJo non fJ.pcndo più che a:-gine m
ttere al tor- 
renre impetuofo di quefto G1nquil1::1tore (
), fr
dì LL l' amb lfc
ria CO:l 
ricchi rega1i al Re Arri
o, per impcgnar10 a fare U;'1a diverGone con 
portare ]a guerra in Pu
lia, rapprefcnt'lndogli h facilirà d,'Jle con qui- 
fie, mentrc te forz
 di Roberro erano oltre m !re, e promettendt)g Ii 
mari e monti per qudlo benetizio. 0 fìa che ,'\rrigo accenaíTe I' of- 
fcrt:\, 0 che Aldfto faceffe fpargern(' ]a voce con politica finzione: 
ne fu ben toO:o fpediro t' a\'vifo al J)uca Roberto. Egil aHora cono- 
fcendo n
cdraria la fU1 prefenza in Italia, lafci:uo at Figliuolo Boa- 
mondo il com:l'1do dell' efercito, rr-tno(fr-ne in Puglia, ed ancfe a ratl- 
nar genre per tutti i bifogni. Priml della fU:t vcnuta, pue, clle ac. 
(f) G'uil- cadeffe qu:mro vien nuraro da Guglielmo Puglkf
 (f). Cio
 clle il 
lielmu$,.A- Popolo dc1h Città di Troi", dove fì [rovava il Principe Rug{ieri FI- 
l u !uS lib. 4. gliuolo del Duca, fi ribellò, e cofirinfe it Principe a nfugiarfi nella 
Rocca. aHa quale toaO fu meíTo l' atTedio. In aiuto ancora de' Troiani 
accorfe il Po polo. d' Afeoli, irrita
o forte per I' afpro rra[[amento falto 
nc1 precedente anno da eíTo Ru
gieri aHa Ioro Ci[rà, Ma venuto da 
più parti foccorfo, it Principe fece una sì vigorofa forrita da,lla Roc- 
ca, che gli riufcì di difpergere qUl"tla ribellionc. Cofiò la vita ad af- 
fai(1jmi di queUe due Cirrà l' ardiro ed infelice Jor [entativo. A veva 
(g) G
ufrul. intanro Ruggieri Contt di Sic!lia (g) racco?J:I!1dato il governo d,elle fue 
ti!lI.lterr
 conquific in quell' ICola a G,ordano fuo Figho baftardo, 'p
rche. prer- 
I .3. t. 3 0 . (ami a (fari i1 richiamavano in Calabria. Lafci1tofi l' ambl7.lo{o glOvane 
p
rv
rtire da i configli de gli aJu latori, fi mire in poffe(fo d' a1cunc 
Cat1ella, e rentò di occupar Train1, dove era il Tcforo 
el 
a
re; 
ma l'Juefl' ultimo non gti riufd. All' avvifo di tal novità momo t
et- 
toloCamentc Ruggieri in Sicilia j invitò al perdono il mi\l conlig1l4to 
Fl- 


F\\A Vo'g. 
A'p
o T082.. 
(a) .A nri 1'1. 
Jt. ie, DIj- 
Jtrl. 


(
 CMt/in. 
de .Arll
O'"lU 
in VIt. Gre- 
torii V 11. 


(e) .Ann4 
Comnen4 
.AlexiRtl. 
lit,. 3. 



ANN A LID' I T ^ L I ^. 235 
Figliuolo; 0 e. 
at[i a
blcinare dodici dc' pit. colrevoli, .Ia[ciò il go
e
. ERA Vo
g. 
no dell:t SICilia :1 pili fidata perCona. Tomaw che fu to Lombardla II ANIW fOSlr. 
Rc Arrigo" per teflimonianza di Donizone (o!' e di ,Ll,lPO Proro[pa. (a) DotJh.o 
ta (6), h dlede a far guerra all.1 Conteifa /'vIatlida, pnnclpale Co1legno in'vit, ..v.4. 
della pane Pontificia In Italia. A veva ella, per così dire, una CeJ va Ihiltl. lib, 
. 
dl Forrczze nelle montagne di Modena e Reggio. Cal1otTa, Blbianello, C4p. r. 
Carpine
a, Montc .Baranzone, Montebcllo, ,ed altri fimili 
uoghi 
:/l/



: 
montuoh di Cua rag lOne , aveano Rocche foruffime, delle quah rdb in chroniCl. 
tutt3via qua1che veLbgio. 
11tJ:tperabilia Loca funt fihi plurima fixa: 


così fcrive Donizone. Con tale auenzione c valore accudiva a tutto 
l' Eroina Contctfa, che potè ben egli dare il guallo al paefc, e for- 
mar de gli atTedj, ma Cenza che gli veni{fe fatro di conqUlí1:are alcu- 
no de' fuei forti Ca1tdli. Snccorrcva ella nel mede{jmo tempo con 
danari 
ap
 Grego,rio, ,che troppo n
 abbi{ogmva, per loficnerfi con- 
tfo l'derc)[o dell Amlpapa. E fu 10 qudla occafione, e nell' anno 
preCeme, che etTa ContdTa con Anfelmo Pefco'lJo dl Lucca, C(aCClato 
dalla tùa Chid:'1, e vicario del PJpa in Lombardla, richietero al Mo- 
niHero di c.lI1ofTa il fuo Teforo pe'r Ii biCogni dellJ Chietå Roma- 
na (c). Non ebbe difficuhà l' AQbate Gherardo co i Monaci a con- (c) !-erum 
1 C fi 1 ' (j ,- l O b d ' l ' b ItalIC T Y 
ceder o. on Ihe e. 0 In lettecemo 1 re ' argen(o, e 10 nove I r
 pal. 3 8 5. . 
d' oro, che furono 1O\'late a Rom'!. 1\1a la pia Conrdra non manCQ 
di dar qualcbc compenCo a qud Monitlero, con al1ègnargli alcune 
Chiefe, e fargli pofcia alai benefizj. J.:acilmenre i Principi del Secolo 
me[[cano allorJ Ie mtlni Copra i Tetòri ..Idle Chide; ma pochi imi- 
t'.Avano Matilda nell' indennizzarlc in altra guiCa . 


Anno di C R 1ST 0 MLXXXI I I. Indizione VI. 
di G REG 0 RIO VII. Papa II. 
di ARRIGO IV. Re di Germania e d' ltalia 28. 


. 


I N quefi' Anno ancora per Ia terza volta ritornò il Re Arrigo (O[to 
Roma con ifperanza d' emrarvi un giorno colla forza, 0 almcno 
con imenzlOne dl Ilancare i RomaOl, e d'indurli a quaJche capiwla- 
zione (d). Fecc aizare un Cafiello in faccla alIa Cinà Llonina, de (d' Rerlh.í- 
infefiava moho i Romani dlfentòri d'dlà Città. Certamente s'ingdn- dus C.n- 
nò Benoldo da Cottanza, Amore per altro afTal cf,1tto di quetti tern- f!4Mfmfts. 
pi, iR credere, che l' Amipapa GUiberto foRè contecrato Papa, cd in- In C.hrDIJ/C. 
tronizzato nel prefente anno. Ciò avvenne nell' anno tì.:guenre. Q!.Iand' 
anche Arrigo 2n quell' anno {j fotTe impadronito del V a[ICanO, ct:r[a- 
mente non mife piede nella Bafilica Later
nente, necetTaria pel Intro- 
niz.zare un Papa. Vero è bcnsì, ch' egJi cominciò de' t10lttati fègrcti 
G g l. co i 



2.3 6 ANN A LID' I TAL J A. 
E 1\. Vo1g. co i N obili Romani, impieg:"ndo con gli uni l' oro, e I'ingorde pro- 
AKNO 108 3. 
elfe con gJi aJrri, in m;lnic
a che a rllerll3 di Gifo/fo. già Princi pc 
dl Salerno, cffi convcnnero dl far tcnere al PJpa nel Mete di Novem- 
bre venturo un Concilio, dove fi d.b"Htclfc Ja caul:' d
1 R:g'1o con- 
troverfo, ed ognun fi acquet Itfe alla dctcrmioal.ion di quella lacra :\f- 
Icmblea. Promife Arrigo di hlciar libero a tutti il cammino per inter- 
vt:nJrvr. TornotTene p<.:rciò egli in Lombardia, e fece venire a Ra- 
venna il fuo A nti papa. Ma non mamenne di pOI Ia paro!a, perciocchè 
f
ce rrig!oni i Legati dc' Principl Tedelchi {"uoi nemici; trattenne in- 
oltre Ottrme r
fcO'7J' d' Oltia, Legato della fama Sede, e molt' altri ; 
impedi ancora, che Ugo Arcì'Vefco'Vo di Liane, ÁlI.J'èl11'.o Fefco'7J(} di Luc- 
ca, e Rinaldo YefcD'7JD di Como non poreífero imervenire al Concilio 
fuddetto. Fu nondimeno cc:lebrato dJo Concilio (a) neI dì 1.0. di No- 
vcmbre, e da tami fu pregaro il Ponrcfice Gregorio, che fi afienne 
datIa fcomunicar Ji nuovo Arrigo j ma con tal torz.a parlò della F
de 
e Morale Crifiiana, c della cofianl.'1 necdTaria nella rerfecuzione pre- 
feme, che cavò Ie lagrime da gli ocehi di tUtti. Scomunicò lòlamenre 
lb) Card.tle chi avevo1 impedito quci, che veniv2nC' a Roma (b). Molt;: iltanze 
,ArAlllnia in fecerl) i Romani, acciocchè egii accoglielfe .1rrigo !tnza digere lid- 
"-'.t"vI
reg,- disfazione. Ma egli tàldilumo negò di f.nlo, quando .-\ rrigo non h)d- 
ru . disfacetfe per Ie offefc fane a 010 e alh Chi
[a. Si vcnne al10ra in 
cogniz.ione, ch' effi Romani aveano. nella State precedente comratta 
obbligal.ionc con giuramenrl') di fare in m:miera, che il Pàpa gli deOè 
)a Corona; c non vnlcnJola dare, eh' el1i elcggcrebbono un alrro, cbe 
gliela delfe, con difcacciare 10 ftetfo Gregorio Papa. N è cgli, nè i 
(uoi familiari aveano finquì potuto dilCopnr quc:llo arcano. S, .-icorlè 
dunquc ad un forril ripicgo, cìoè che oon avenJo i Romani promclfo 
di dare ad Arrigo la Corona con folcnl1\tà, poteano rilpondere d' ellèr 
pronti a fargliela dare dal Pap3, qualora il Re delfe lègni di vero ren- 
timento j f
 nò, che it Pontefice con una fune gllenc mandert:b:"c giù 
U'13 da Caliello Sanro t\ngelo. Nè I'uao nè I'a[tro piacque ad ;\rn- 
go; e pcrò i Rom \Oi proteliarono d' dTere a(foluri dalla lor promctfJ., 
e dal giuram:::nto a lui fa[[o, e fi Hoirono di nuovo a follener Pilpa 
Gregorio. In qucfii infclici tempi reHarono pochil1imi Vefeovi UOl[Ì 
. al partito d' eOo Pontdice, e queí1:i ancora per 1:1 maggioI' parte cac- 
ci,ni dal1e lor Chiefe. II rifugio di tutri era aHara 1.1 Conre(fd Matil- 
da. Arrigo tornato dipoi fotto Rama, celebrò il fanto Narale apüd 
(c) Urjper- Sanélu-m Pet rum , come 111 I' Urfpergenfc (,). 
I,nfìs In Abbiamo dol Pietro Diacono (d), ehe ello Arrigo do po aver prefo 
chrtlnitð. e dií1:ruuo il Ponico di San Pietro, fcrifTc a Defideri/l iníìgne Abbate 
(d) Petrus dl Monte Cafino, perchè venitfc a trovarlo. Non fapcndo I' Abbare, 

':,
o:.usCA_ che tit.?lo 
h
g
i, non ,gli rifpolè. Un' altra . Lettera più for
c. e mi- 
finmf.lib. 3. 
acciol
 glt IcnfTe A rngo" coma
Jan.jogh dl I?rcfemar(ì a 1m In Far- 
tap. 30. t.l. Rilpofe aHora Dcfideno alTaI cautamcntc, con addurre per lua 
Ccufa i p
ricolr del vi3'g
iJ per c..lgion de' Normanni; e inranto figni- 
fico a Papa Gregorio quanto gli açcadeva, per fapece:, come fi a- 
velle 


(.1) Labn 
Cllncilillr. 
TII1'1f, X. 



ANN A LID' I T ^ 'L "A 2.31 
n.{Te a re 17 obre; ma Gregorio niun.\ rifpofta gli diedc. Sopr:tvcnurc E 1\ II V
g. 
poi altre lettcre PIÙ formh:ia
i Ii di !' r
igo, chc minacciavano !a ro- ANNO 108 3. 
vina del Monitlero, Defideno ando fino ad Albano, e trano can 
GiordanQ Principe di Capo.}, m:1 tl.lndo ièmprc tàldo in non voler giu- 
rare ft>dd[à ad .\rrigo, c: ricevcre dallc m
ni di lui 1a Badia, bcn- 
chè Badia Imperiale. St: Giordano non avetTe fmor2.Jt3 I'ira d' Arri- 
go, era quctta per i:coppiare .in 
:umo del Mo
in
ro. Ma mife egl
 
sì buonc parole, d1.e DL:fideno tu amme/To all udlenl.a del Re. All 
iftanl.a di prcnd<..re da lui il Ba.fton Pal
OI'alc rifpofe, cbe quando la 
Maefià fua avelTe ricevura la Corona Imperiale, allora d]o Abbatc 
rifolverebbe 0 di riceverc da lui la Badia 
 0 di rinunl.iarla. Ed er- 
fendofi fermato più giorni in Carre, ebbe d; gravi di(putc coli' An- 
tipapa, e con 10 fidfo Vefcovo d' 
Uia ritenuto da Arrigo, imorno 
al valore del Dccrc:ro dt Papa N iccolò 11. ch' effi volcano far vale- 
re, ed egli 10 foileneva pef cofa ingiufta, e pal.zamenre fana, bcn- 
cbè fatta da un Papa, e da un numerofo Coneilio. Non finì Ja fac- 
ccnda, che Odiderio ottenne da Arrigo il Diploma confermatorio 
de i beni del ruo MOOlfic:ro con Bolla d' uro, ed impetrdta licen:u fè 
ne tornò :11 fuo Monittero. A vrei \'okmieri veduto queUo Diploma 
per cono(ceFe,. a qual'-anno verJrneme appartenga quetlo fatto. MQ 
o e(fo è periw,. 0 il Padre Ga[wla non glUJico b
ne dl dado alia 
)uce ndla Srorla fua del Mnlllfiero Cafinenfe. Eraíi ribelJara a Ro- 
berto Gu;(c
rtlo Duca la Cl,ttà di Canne. Sono concordl Guglielmo 
Pugliefe (a), Lupa Protol pata (b), t' Anonimo Barcnlè (,), e Ro- (Q} G",illi,l- 
moaldo Salernitano (d) in ifcrivere, che Roberto nel Maggio dell' anno mus Aþllllul 
ptdènte vi m:fe l'aífeàio. [-'rclà pui nd Mefe di G.lUgno, 0 pure JÞ"mat.l.4. 
nel di 10.. di Luglio quc\la TeHa, la dlihu(fc aítàtto _ .-\g g iu g ne ello P (.) t LuþuS 
h ' D ' dd fi Ll' 1 " ' p d r. ,(PM" 
i\nonimo, cell uea tll nto a nit e non poco II opolo i Bari in Ch
øn;". 
cnn u
a e!orbitante com rlbul.lOne 1010 impotta, e col careerar molti (
) .An.n'J- 
- di que' Cittadini. E Lupo fcrivc, che i Romani erano in procinto di mus BAnn!; 
d.ulÌ al Rc Arrigo: 11 che fapu[o da Roberco, inviò aRoma trema "''!
 l'trc- 
' ) r d ' d ' II ' I ' , d ' t l. ' d ' grm/um. 
ml a. leu 1 oro, e Co app leaZlOne 1 que 10 rlmt.' 10 [cnne quell' (d) ltomllal. 
:am me vcnali attacca[c al pclrrito del Papa t: fuo. Temeva egli,. elle d
s S41,
- 
prevalendo I' a"mi d' Arribo, fi v.olgdfero poi contra delle (ue cooqui- mt""u
 ,n 
1 N ' fi d h It ' d ' P ' D . G CJ.r.m" 
.. he. e 1 ee tacere, leper tc ImOl\lanl.a I letro 'acooo, zor- Tnn Ylj" 
danø Principe di Capod proJ,'vrdc aneh' egli a' (uoi intereffi con pren- l{,,: ltali
. 
dere dal Re r\rrigo,l'lnvefiirura Ji qud l-'rinclpHo, mediante 10 sborfo 
di gran quan[ità di danaro, adauando/ì aile fc..brofe congiunture di 
queHi tempi. Ma il l\'1ond1eru di Monte Cafino, fpntame al di- 
Ureno del Principato mede1ìmo, fu rifclbato lotto il dominio, 0 fia 
[otto la pro[ezione de gl'lmperadOli. Era rcllato in Albania al co- 
m
mdo ddl' Armata Normannica BOllmondo, prode Figliuolo primo- 
gcniro di Roberto Guirc.\rd\,. Anna Comncna fcrivt: (e), eb'r-gli oc- (e) .An". 
cupò e fortlficò la Città di Giov,mnina . Venne I' Imp
rador Greco fllmnlnt 

ieJliø nel Mefe di Magg:o, per opporfi a i dl lui pn'grdlì, ma in . S. .A IS. 
due b:magllc rcfiò fcon6tto. A vcnJo poi timo caIne in aiuro filo un 
pof- 



'l38 A. N N A L I D J I TAL I A. 
E u. V.11g. poíTcme corpo di Turchi, gli riufd di ìcon6ggere i Romani, che af. 
.ANNO IOb-J. fediavano LarifTa Ricupcro anch;:: la Clttà d. C..lloria di.\nzi prefa da 
(-) s' d Boamondo. In que1l' .moo per ,meftato di Sic.uclo (D), la CootcíJà 
tlhr. 


Ìr. l\latilda atTcdiò NOllalltola nd Conrado di Modena. E' d:1 credere, 
R,r. lullic. che queilo inGgne l\loniftero per -cOere Imperiale, feguit
lTe Ie pani 
del Re Arrigo. 
, 


Anno di CRISTO 
ILXXXIV. Indizione VII. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 12. 
di A R RIG 0 IV. R.e 29. Imperadore I. 


(b) An". S Econdochè abbiamo da Anna Comnena (h), il Greco Imperadore 
Comnt1u& I ' , , 
liJ. 3. ÅleJJio fuo Padre avea ;nvlato a1 Re Arrzgo cento quarama quattru 
mila Scudi d' oro, e cerno pel.l.e di fcarlart o , per inùurlo a muovere 
(c) BertJ"I- guerra al Duca Roberto. Ma per quanto fcriflè ßenoldo da Cottanl.a (c), 

UI 
o
- Arrigo fi fervì di tuno queft' oro per abbagliare e guaðagnar il balTo 
;nDn
e:r.
jc. Popolo Romano in fuo favore. Vero è raccontarfi <!all' i\nnalifia Sat: 
(d) .Annllli- fane (d), cb'egli iùl principio di Fcbbraio ernrò neHa Campania, e 
fill SIIX. 11- prefe gran pane dcJla Pugiia. Madi ciò niun altro Srorico parla. 
!Nd Eftllrtl. Pofcia fu da gli Ambalèiatori Romani invirato ad emrar pacificamà1tc 
in Roma. Gh fu in fani aperra la porra Larcranenfe nel GiovcdJ pri- 
'IDa delle Pal roe , cioè nel di 2. I. di Marzo di quell' ånno 
 can chc: 
cgli fi mife in potTetTo del Palazzo Lareranen(e, e di curti i Pomi, e 
prctTo a poco d' ogni Luogo forte di Roma. Ebbe tempo il Ponte
 
flee Gregorio di faJvarfi in Caftcllo Santo Angelo. E perciocchè la 
rnaggior parte de' N oblli teneva pel Papa, volle Arrigo da cOi cin- 
quanta ()ftaggi. Nel di (egueme, come la(cÎò lCrmo I' :\bba[e Urfpcr- 
Çc) cfrf,
rg. genie (e), fece acccttare dal Popolo il (uo Antipapa GUiberto; e que- 
m røme. Hi nella teguenre Domenica delle Palrne fu poi confecrato, n
n giå 
da i Vefcovi d'Ollia, di Porro, 0 d'Albano, a'qU11i appartienc, rna 
bensì da i Yefcovi di MoJena, e dl Areno, come hJ ßertoldo da 
Collanza,o pure da quei di Bologna, Modena, e Cervia, come s'ha 
(f) Cilrdi- dalla Y,ita d' c:Go, Papa Gregorio., (f) conferva[a a noi. dal Cardina,le 
"dis ti, .A- d' Aragon
. Altn danno queito bru[to onore 6\ quel dl Cremona In 
r".gonÚ. in vece dl que\lo di Cervia. Guiberto, fe non prima, aíTunte aHora il 
r:
lDV Gr':1- nome di Clemente: 111. Yenuto il giorno famo di Pafqua, cioè ne:l 
rII 11. dl JI.di Marzo, l'Anripapa ed Amgo s'incamminarono alia volta di 
San Pietro
 ma fi trovò una fql1ad r a di gemc Fedele al Papa, che 
volle irnpedire il lor paOàgg!o, cd u
cile 0 fcri quarama de gli En- 
riciani. Contunociò ncUa ßoIhhca Vatlcana rlcevette: Arrigo dalle mani 
del tåcri\ego Amipapa la Corona Imperiale:, e il titolo d' Jmperadore 
Augufio. Tale il cblamerò anch'io, c
me: ha,n fano t:Jmi alrri, quan- 
tunquc illegittimo I rnperadore: , perche unto e coronaro da un ufur- 
patore del Romano Ponti6.cato j giacchè nè pure i Romavi pot
ano 
pn- 



ANN ^ LID' I T ^ L , A. 2.39 
privare di gudto diritw it P:tpa kgittim.") tuttavia vivente. :\fccfe ERA VOl" 
pofcia Arrigo nel 
ampidoglio, :ar,errò tuue I,e: ca
c de
 Carli, C;J- A"NO 108 4: 
mille-io ad ahirarc: 10 Romt, come- In flla prnprJ.1 caLI. V I reltw.l an.- 
cora ii Sl"ptifoìio, creduto da alcuni II Septizonio, antico c m:telle- 
vol Mm;oleo, dove s' era faHo fone Rullico Niporc di Papa, Gr.e- 
gorio. A guetto fito miCe Ar
igo l' &ITedid, e cO,minciò con varie 
m:tcchine a batterlr>; m.l eceotJ una nUO\'3, che gh fece mutar pen- 
fiero. t\ llorehè vIde i} Puntc:fice Gregorio, qU.lnto poco, egli fi po- 
reITe fidare: del Po polo Romano, e fu ;lflretto a ricoverarft. in C:1- 
fie:Ho Sant' Angelo, immamenente fcníT"e e fpedì McHì al Duc.l Ro- 
berto Guj(i:ardo, ticord,mdogli I' obbligo, Ie promc(fe, e 1;1 congiun- 
tura prefJ:tnte di recargli loccorfo. Qldlo baftò, perchè Roberto, 
il quale: fi tróvava allora in Puglia, e non già in Al!JaQ1a, allefiiífe un 
copiofo efcrciro, capace di foe-correre il Papa. Dopo di che fi mife 
animofamente ih vioggio alia volta di Ruma. I nformato di quefta fpe:- 
dizjone (a) Deþderio Abbate di Monte: Cafino" nc fpedi [QHo l' av\'ifo (a) P,rrutl 
fcgretamentc a Papa Gregorio pe:r fHgli conoCccre vieina la Cua lib
- Diac. chr. 
TclZlone, cd anche lègret.lm
nte all' .-\ugu(l-o Arrigo, acciocchè egli Caji1J. I. 3. 
prendeITe: la riloluzione, che in f.1ni prefe. Non fi può ncgare:; (bl (b) Plf1J- 
9,ua-fi wt,to il Pop.olo Romano er,a' per eITò Ar.rigo, ed a
eva aITediato J::r.v
nP
t. 
11 Papa 10 CaO:ello S;lnt() l\ng
lo, con alzarvi un muro IOconrro, ac- GTtl'r. fOil 
clocchè niuno potelT'e emrarvi od ufcirne. Comunociò nè pure fi:- P. I. T. III: 
dandoiÌ Arrigo di una Ciuà, chiamata rena/e daUo fielT'o Autore: deUa R,r. Italic. . 
V Jta di Gregorio V II. e rrovandoh ivi con poca guunigione: den
 
(ue gem.i, 

t
rmin
 . di sloggiar:, V eni

, (c) Robclto, con g;ande (c) GuiIli,Z- 
sf 01 zo dl mlhzlc, e\Oe con r
i mila cavalli, e rrema mila fantl, ed mus .Al'ulus 
oltfe a ciò il folo fuo nome c'la riputazione d'invirro Capitano ".aleva 1.4. P"'''III. 
un mezzo efereito: \aonde non parve bene ad Arrigo di a(pettarlo. 
Tre giorni dunqu.e, prima che Roberto arrivafTe, feee una bel1a al- 
locuzione: a tutti i Romani, con efpor loro la neceffità di venire: per 
fuoi affari in Lombardia, prcg1ndoli di a vcr cora della Ci[tà, e pro- 
mette:ndo di far pe:r loro delle maravi
liofe cofe in ritornando. Quindi 
fi ridulT'e: coIl' Antir
pa a Civitã Callellana, e di là s'inviò verto 
Siena. 
Non m:1l1cav:mo a Papa Gregorio, aderemi in Roma" fpezial- 
mente: fra h N obiltà. Scrivon() a1cu:1i, chc per conce:rto pr['ecdeote- 
mente: f.Hto, e fug,gerito da Cencio Confole dc' Romani, fu auac- 
cato in più Iucghidella Círtà il fw)co, e: melitre il Popolo fi tro- 
vava impegn:uo per e:fiinguere: I' incendio, Roberto fu m::fTo e:ntro la 
Cinà per la Porta Flaminia,. Altri dicono, che dopo et1èr egli e:mra- 
to, i Rl1mani prefero l' armi contr:t di lui, ma fc:nza potergli nuoce- 
re. Ed eg1i a1l'inconrro dlede: alle fiamme, e difirufT"e aA-àuo tuna 
la parte: di Rl)rna, dove fan Ie ChieCc di San Silvcftro, e: di San Lo- 
renzo in Lucina, 0 pure: rutto i1 Rione del Laterano fino al Colif- 
f['o. .'\nzi fc:condo Batoldo da eofianza. Cd), diede: il facca a tuna la 
Ciuà, e la maggior parte d'dTa riduíTe in mucchi di fatU, con iCver a 
go- 


(d) BmhQIJ. 
C(mPan- 
,;,njis in 
ChrQnic.. 



2.-+::> A 
 N ^ LID' I TAL I ^. 
F \I. A \'0:50 gngn;1r Ie donne, c: It: Moonch
 li.e{Tc,. e e
mmet[,re tuni g1i ,led 
ANNO lúð.j.. cccdIi, che accompagoano un 1,1cchegglO milltare. Landolfo Seniort: 
(a) Landul- Storieo \-lilanelc di . que Cl:i tem,pi. (4
 ei blèiò. un orrido rirratto di 
jus (miD", quetto farro: e non e da maravighariene, perche Robt:rto meno (eeo 
Rift,,.. .Me- una gran quamità di Saract:ni a f:luel!' imprdj, ncmici del CrÜ1iant:- 
Jlo/tm. l. .... ,limo, e nati per iflt:rminar ogni cora. Romoaldo Salernitano fcrif1è (b), 
C"
btRD_, ch' t:g1i i
cendiò Roma dal P
1azzo Lateranenft: fioo. a C..
tdìo Sant' 
mUIIldus Angelo:.1 chI: forfe noo merlt1 molr4 credenza, N e urda {{..beno 

al"'lÏtan.. a preCemarfi davaoti ad dfo Cafiello, e a liberare il Papa con rlmer- 
rn C/'romc. rerIo neI Lateraoo. Goffrcdo Mal.ltc-rra ootò (c), che Robato can 

:
. l


;. una fcalata ent1'ò in Roma, liberò it Papa, e condulTeio al Lar
rano. 
(c) Gaufr.- Da lì a tre dì i Romani prefao I' armi contra de' Normanoi. Ro- 
'us .M
la- berro al10ra gridò Fuoco, e perciò la maggior parre deUa Cinà refiò 
terra lIt" J. incendiara., e i Romani per forz3 fi acconciarono col Papa. Fcrmoí1Ï 

4', )7. dipoi per alquami giorni in quella Cinà il Duca Roberto; oel qual 
tempo feee fchiavi afTaiOimi di que' perfidi Cittadini, ed alrri lie ga- 
fiigò con varie pene. Lu (lc{To Papa tennc I' ultimo de' fuoi Concilj 
Romani, dove fulminè di nuovo 13 lèomunica eoorr;a di GUlberto è 
di Arrigo. Pani{Iì 6nalmenre di 
ma i1 Guifcardo, e kcondo I' Au- 
(d) Cardin. tore della V ita di Papa Gregorio (d), laCciò dfo Pontc:fice nel Pa- 

. A,""g,nj" lazl.O Latcranenfe. Ma più 'pefo ha quì da :wcre r afieaione di Pietro 
'" P'l
 IGr.- Diaeof1o, di PanJolfo Pifano, di Lupo Prorofpata, e d' alui, ehe ci 
fDr. 1. a{Iìcurano, che il Pomefice non eredendofi ficuro ffa gl'incoO:anti ed 
infedeli Romani, irritati an cora dall' afpro tratumento fatto in qud1:a 
congiuntura a loro e alia Città, fe n' andò con e{To Rober[O a Monte 
Cafino, e di là alia forte Cirrà di S;]lcrno, Non potè di meno 10 
fie{To Malaterra di non alzar la voce contra di Roma allora si in- 
grata ad un Pontefice di Virtù coranro cmil1cmi, con dire tra I' al- 
tre cofe (..): 


(e) M41,,- 
"rr4 Jib. J. 
C4P. 38. 


Legn lNæ depra'1.",tæ plcn
 fnl.fitatibus. 
/n te clinéfa prava 'VigC1Jt, luxus, fl'Varitia, 
Fides nul/a, NUl/US ordo. Peftis S;mol1;aca 
Gra'tJat tJmlJu ji,Jes tuos. Cunfta funt 'Venalia 0 
Per te ,.,Ût fteer Qrdo, a qua primum proJiit. 
Nfm fu.{ficit pgpa unus: hinis gautles infu/is. 
Fides 114. fl/idatur fumptihus exhibitis. 
Dum flat iJle, pu
(aJ ilium; hoc (effanlc re'l,;ocas; 
1//0 iflum minitaris. Sic imp/es I1UI fupias . 
In quell:i mede/imi tempi non i
a\'ano in ozio i parri&iani d' Ar- 
riuo in L0mbardia, pacCe dove pecht fi conravaoo adercnu al P3pa. 
S
fieneva nondimeno qudl' alrro part
t
 vigorof
menr
 la COl1teJ1tJ Ma- 
tilda, Principdlà nell' am or della RehglOnc a Oluno ieconda, t: tupe- 
riore al Cuo tèífo nella Politic:!, e neHa cono(cenza del1' A He millta- 
re. Un fano avvcnnc, che rceò a lei gran gloriJ, e rincorò chi un- 
que 



ANN A LID' I TAL I A. 2.41 
Que nuntclicva buon cuore per 1a pane Pontificia. Donizone (a) p

 E.. A Vo1g. 
r
, che 10 riferifca ad alcuno de gli anni fcguemi. Ma lknolJo d:1 /I NNO IO
4. 
Collanza (b), e l' Au.to:e della 
ita di Santo 
nfclmo, n
 parl
l1o i: J'i
J

;

 

Jp.-anno prefente. Cwe non fu SI [Ofio glUnto 10 Lombard.a Arrigo tlÚ:dis l. 2.. 
I V. che ordmò a i Vefcovi e l\hrchefi di tr'cttere infieme un buon rap. 
. 
dercito con voce (fima 0 vera non so) di voleI' tornare alia volta di (b Bewld. 
Ron:a. I fat_ti furono diver
. Mo(fe egli nuova guer.ra alia Com
(fa 
::ß:

 
M,tttlda, e Ipedl qudl'cferc'to CuI Modenefe, da CUI fu Iffi,-refo 1 af- ChrDnieo. 
fr:dio del C1ttello di S')rbara. B.:nchè la Conte(fa tama gcme non aVl,(fc 
da poterfi cimenrare con sì pod("wfa Armata, tuttavia aver.do dallc 
(pie inteCo, ehe quegli anèdianti fenza curarfi di guardie fe nc fiavano 
:ilia balorda nel loro campo Couo SOl bara, una no[[e, quando mw fc 
I' afpettav:lOo, mandò Ie iue miiizie ad afTahrli. N e npo.tò (forfe 
f1eI Mcfc di Luglio) un'in/ìgne vi[[l)ria; fece pri&'one Eberardo Pe- 
{wvo di [> arma con ecnto de' mig\iori foldati, Cei Capitani, più di em- 
-qucccmo cavalli, aOail1imc armature, e l' cquipaggio del campo de' 
nemici. II J1a.rthc/è Obe,lo Genera1e di qutll' armi con aOai ferire li 
diede aUa fuga; e Gai1dolfo Pefto'Vo di Reggio, fcappato nudo, per 
tft: dì fieae nafcofo in uno fpinalo. In qudl' anno ancora Gue
fo Duta 
di Baviera, prefa ht Cinà d' AuguOa, e eacciatone Sig
fredo Fe(co'Vo 
Scilm:nico, pofe in quella S.:dia TrigoNa Fafiore legittlmo. Ma i\ rri
 
go, che era nel dì 19, ::Ii Giugno in Verana, cd ivi conrermò i Pri- 
vikgj a que' Canonici (c), cd avea nel di 17. conferO'lui i fuoi Dcni (c) Ught/!. 
a1 
ll)nificro di S..n Zt:none (d), etTendo paífato ful principio d' Ago- Ital, Sacr, 
1\:0 in Gcrmania, cd avcndo arTediata la medelima Ciuà d' Augulta, Tø1!" v. i7J 
)a cofirinfe anch' cgli aIh rer.". Da ehe fu sbrigato da gli nffari Pomi- Epifcop. Ve- 
fìcj Roberto Guircardo (eo), "cone a trO\'2r10 Boamondo fuo Figliuo- (d)en
l1ti 
10, per ot(cner foccorfo di gentc: e di danaro, perehè I' efercito dl fui Itlllie. D
j
 
hfciato in ,,\ Ibanìa, non c<>rrcndo Ie paghe, minacciava di r,v.Jltarli, ferl. 13, 
c I' ìmperadore Ale.f!ìo fcgrc[;Jmeme avca tarro offerir loro di foddisf.uli. (e) .Amul 
Er
 in col1e
a Robcrto co
rra di Gio1-c!.ano Prillcip
 di C:1p o a (f), pt:r- 

:i:

l. 5. 
chc avefTe flceVura da Arngo 1'1 nvelbmra de: gh Scan, c gli mo(fe (f' GUllliel- 
guerra per qudlo, con dare a feno e fuoeo parte del di lui paefe. "!us .Apuius 
Forfe pafsò l' aA-àre di concerto fra 101'0, acciocch
 Giordano a\'ef:è lib. 5. 
un appareme motivo di rinunziare all' aderenza dell' Imperadore, e di 
riunirG con Papa Gregorio, ficcome in e:ffetto fegui. Goffredo Ma- 
LHerra fcrive, che quefia morTa di Rob('rto contra di Giordano ae- 
cadde molto pri
a, ch' egli andafTr a liberal' il Papa d"Il' af1èdie di 
Roma. Fece Roberto eonfecrare da eOò Pontdice la magnifica Chie- 
fa, eh'egli an';1 fabbricata in S1lerno; e ciò fano auefe ad una nuO\'a 
firr-pitolà fpedll.lone in .\Ibania Contra del Greco Augul!'"\. Sill pi in- 
cipio dunque dell' Amuono, feco eonducend,) af1che Ru!,gieri altro fuo 
Figliuolo, eon una poderofa Arm'1ta navale di genre e dl cavalii palsò 
il mare (g). Nd Mefe di N ovembre venne a battaglia colla Fiona 

2 Idem 
de' Greci e Veneti con tanto vigore, chc la sbaragilò; prcfe alcune I. 4, 
delle 10ro navi; due con gli uomini ne ,ftòndo j da due mila n't:bbc 
"I"om. Fl. H .h rri- 



2.41. ANN A L J D' I TAL J A. 
Eu Volg. rr:gio
i

i; e
 alcunc migliaia d' uomini dalla parte d' effi Greci e Ve- 
AI\NO 108S, IlC'ZIJ.11I VI penrono. Anna Comflena {èrive, che due viuoric comro i 
Normanni avca.no prima. riporrato in qudl'anno i Venezl3ni: del che 
niunJ. mcnzlOoc vien futa da gli alcri Storici. ConfelTa dipai efT.! 1110- 
rica Ia [crnbil rotu fudderra, Ioro data. dJl G
itcardo, 1.1 qual fu ca- 
gione, che íì fcioghdfe l' aifcdio di Corfì:t, gt.t II1corninclaro dol i G reci . 
Sverno in queUe p.mi Roberto, macclun InJo tèmpre m IgglOri im- 
(a) Vi/nilul. prete (.
nntra del Gft'C() :\ugutlo. Abbiamo dJ.l DJ.ndolo (a), chc Vi- 
in Chron. lale FÛed,o con. rrcv.llerG. ddh dJigrazia fuccedul3 a!lol Fiona V lone- 
Tom. XU" ta:. fp<:dita in favorc de'Greci" fufclro I'odlo del P'>po!o Vencto con- 
1<er. 114llt. d ' D ' S ' / ' I D d '" d " f1 
tra I Omf!111Co. 1 'VIO oro age; t: dgglUntl pOi ona[l\'1 e promt: e, 
tanto feec, che elTo Domenico fu derollo. DOf'o di che fu egh fu- 
fiJtwro nella medcfÌma Digni-tà. .-\ppre(fo- fcnve, a\'ere Vitale ir.viati- 
a Cot!:.u1tinopo!i i fun; Legati, che gli ottennero d.lll' Auguflo AleJlìo 
il titolo di Pro[ofc:ballo. Perlochè da It innan2.i il Doge \' enno co- 
minciò ad imitolarfì Dux Dalmßtiæ & c,-oaÛæ, & Imperjalis Protoft- 
'l.Jaflos. Confcrmò in qudl' anno Arrigo Imperadore (Uui i luai Pnvi- 
b' 1; , Iegj e beni al Monill:ero di. Filrf.., come colla dal luo Diploma infc- 

.t
f;n
.n/(., rito nella Cronica Farfc:nfe (b),. Quc'MonJ.ci riconofct:ano aHora per 
]>, ll. Jr. If. Papa Glllbcr[O, e tencvano fålJv Jl panito J' Arrigo. 
Rer., llJalÌ&. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXXV. Indizione VI I I. 
di G REG 0 RIO VII. Papa 13., 
di ARRIGO IV.. Re 30. lmperadore 2. 


D lmora"a- (urrav;a if) Salerno Paptl Gregorio, quando volle Iddio. 
liberarlo dall.: trihulazioni del L\'londo cattivo, c chiamarlo a mi- 

;n::d
4, glior vita (c). Cadje egli intèrmo nel Mefe di. Maggio, ed imerro- 
in 1'11.1 garo chi e.
li ddìgnafi"1: per fUI) SuccdTore in tempi (,tntO rurbati della 
Gregor. YJI. Chida, tre nc nominò, ci,)è Dc.fider;o Cardinale cd AbhJtc di Mome 
Cafino, QUone F'efcovo d'Olba, ed Ugo ArâvejCovo c,h Lione. Pcrchè 
i due ultimi erano fuori d' Italla, conlighò di ckggere Defiderio. 
Fauagli ill.tnza di dar I' alToiuzione e b.:n.:Jjz.ionc a gli fcomW1icari:. 
rifpofe,. che a riferva di Arrigo, edell' :\nti plpa GUlbcrro') e de' prin- 
. cipali fomenratori di quello Scifma, la cO"1cedeva a. gh a1[ri tuni . 



 j
,g



 Però vi
n cre
u[O fllfo i! didì da Si
eberto (d),. eh', eg
í 
1m::
[dTc in 
fua. gfc1zu An"1ß.o. L'ultlmc fue parole furono
 Dilexi JHJ
zt:am, & 
odivi iniquit.ltem: proplerea morior ill ex/i/io. Net dl Z.f.. dl. Maggio 
p.,fsò cgli ö111a gloriol d
' B.:ati: [>on[ehce onorato dol UIO In vita, e 
dopo monc da v:uj miracoli, e perciò regiflrato nel C.1ta.logo d
' Saml . 
Innurnerab-Jli comraditwri ebbe- egli vìvente, al[ri non pochl ne ha 
a.vuto ancbe a dl nothi. 
cl che è cereo,. rame calunnie divoigate 
contra di Iui, fl)OO paremememe fmentite dalla vita incorroua, ch' eglí 
fempre' mcoo, e dal fuo z::lo per la purità. de Ua D1Lciplina Eccleíìa- 
tlica 



ANN A LID' I TAL I A. "1.43 
fiica. Se: poi ì mez.zi da lui adopc:rati per ottenere quef1:o lodevol fie E B.A Volg. 
ne 6
no anch'eíIì tutti d<:,gl1i cti lode, alIa \'encraÚ>n mia v
rfo i ANNow8S. 
C.l
1 deBa Chiefå non con
lene eram!n Ida, nè 
Ha mil tenuità di Vo- 
ler
 decijae:. Fu d Ita fepoltura al f.lcro Corpo del dcfunto P,)ntefice 
nell.l Chlefa di San Matteo d. S,ll
rn'"\, e i Cardin \]i, conofct:ndo il 
bifogno del1a Chiefa, tUtti rivC'1fero gli occhl t()pra il fuddctto Abbate ( ) 

 . ( ) . , . , I t: {". . Pet rus 
c.zßncft De/Merlo " , uomo. mco
l
ara 
J e, J?er a IU
 laVlczza 
 pu- Di"CDl7UI 
rid di c01tumi, ed amico dl tUtu , Pn;-,clpl. !'vIa r1trovando In lui chr. Cafill. 
una ripugnanz.1 indicihlle a quefio pefo, ancorch
, aveffera implorato l. ], c. 6r. 
r aiuro dl Giordano Priïtcip
 di GlpO,I, e d' altri Signori, pafsò it re- 
fio del\' anna f':il2.1 che fi ddTe un nuo\.'o Pafiore alia Chiefa Roma- 
na. Nello fidTo di lor. di M:J.gg'o cefsò ancora di vlvere 'Iédaldo, 0 
-hot 'll!baldo Arcivefcovo dl Mibno, Capo e COI0nr11 m,lelIra de gli Scif- 
matici dl Lombardia (b), memre era in Arona, Tern delLI fUd Chief a (b) Btrthøl. 
ful Verbano, cioè ful Lago Mlggiore, e non già poth fra C<>ma e C,ønflll,?- 
Ber cr am'1, come imma
if)arono j t"'a,iri Papebrochio e Pa g i. Ebbe P .:r t/
,n/. ,III 
to 
 , ( Clf/rOnlC 
fuccdJì.)rc: r A 4 e!n: o ]ì rlo 
bo. d 
 eg t 1 elTo I d )adre .."Pagl c), C fc he qudlo nuo- (c) PII;i u1 
Vo A rcivelcovo tol e eleuo ,\11' mper:} arC' nrrtgo; 0 e rur fu e!t:tto crisic. ad 
ðal Clere e Popolo :Vlilanefë, prcndd1è d:1 .-\rrigo l'lnvdl'tura, con .Annal. ßa- 
allegare: BertolJo d.l ColtanY.a là dove: fcr,ve, che dopo la morte d' e(fo rOil. 
TedalJo \.1 Chi, f;t dl 
lll.lOo erigere C'Zpi4f cæpif, tXCNf!òlue e cervicibUI 
ju'?"o Sch
(rl1ati,orum, Catho/iClJm fibi delegJt AI/lilli/em, ,,In.ß/mimz ejuI 
nomÙ1Ìs ferritlnl. 
1a quetlc Ion parol
 del Cardmal B.HO:11O (d), c non (d) B"roll. in 
già dl Bef[oIJo. C\Il'lllcomro Landoifo iUllÎore (t'), fì,:comc of1èrvò (nnal. E". 
il Si g nor Saffi Cf), cbiu.im;:n
e icriv
, che Anrelmo fu inveflito da J ' u 
)' Lan H d
1' 
" 1I1ør. 'J" 
Arrigo. V edrcm.J be,l pOlio Itc:(fo 1\rclvefcovo abb.racciare fra qual- Mtd'oJan. 
che tempo il parciro de' Cauolici; ma quefto non fa, ch' cgli lulle c. 9. T, v. 
prime n
n Tlceveßè dalle mani dcll'lmperadore iI Ballon p..ttorale. Re" Jtaill. 
M.tncarùno ancora di vita i V cfcovi Sofm,uici di Parma
 di Reggio, ill' ;:/
;u:. 
di Modena, e di Pilloia
 e pc:rchè In qudti tempi la Conteffa ,\btifdiJ Land"ljùm 
ricupclo non poco della lùa auwrirà, turano provvcdute Ie tre ultl- junior. 
me Chiefe di Pallon C:mol1ci . 
Sra\'a intanro Roberto Guifcmd/J Duca di Puglia flcendo maravi- 
glio(ì prcparamenti di navi e dl genre colla vall:a idea dl ponar la 
gucrra nel cuore del Greco Imperio, e di mettere almeno in conrri- 
buzione i Luoghl mariumi di quella Monarchia j ma abortì ogrli fuo 
difegno, perche pallaro in Cd-"loni" per prendere la Cinà di que\l' 
Bola, infermatr,fi qUivi terminò i lùoi giorni nel dì 17. d! Luglio. 
Can che venne rn
no uno dc' Principi pill memorablli dell a Storia 
Normannica cd ltaltana, che da picclolo Gentiluomo era perv("lluto 
ad etrere come un Re col fue infaticabil valore, colla fua accortezza, 
e con altre Eroiche dori, mlfchiate nondimeno con una fmoderara am. 
bizione, e can gli altri VlZj de' Conquillarori, che palTano per Vlnù 
ne gli occhi del Mondo, ma non gia in quelli di Dio. Poft multo- (g) Btrlo/å. 
rU111 p.lUpfrN1IJ & diviJum opprcjJì01JW1, cujliJ avaritiæ life Sicilia nee Ca- c,ør.JI"n.- 
labria jùjJtÛJ, nnÌ egli di \'Ivere, come; fcntre Bl..ïtoldo da Co1lanz 1 (g). C tlt h "fi' "n 
H h z. Sc- rl1me.. 



Ei\. À Volg. 
A!\!\. 1085. 
(:I. ord,ri,. 
VitaI;s I ). 
lli/icr. 
Á/htric. 
.Mon.achus 
;,
 Cbronico. 
(b) <;ui/- 
lit/m. .AÞU- 
JUf lib. S'. 
(c R9mual- 
t/us !"drr- 
niT-1n:1I in 
Chr. l' VIJ. 

,r.. ]lotIi,. 


2..H ANN A L J D' I r A L J A. 
Secondo I" ufo de'Secoli barb:lri non mancò chi atwbuì Ja fUt motte 
al veJeno, fa[[ogli dare 0 dall' ImpCI"lJdore A/ejJìo, 0 da Siche/gaita Du- 
rh
/!tJ iua Moglic (a). Rella qUl ita voce dl1trutta da Guglielmo Pu- 
gliele (b), da Romoaldo Sakrnuano (c), e da aim, che cd rap pre- 
lemano rnancato dl mone comune. Trovaronfi alIa mf)rce di lui pre- 
{enti la ftdr" DuchdIà con Ruggieri {uo FigllUolo, e Boamondð nato a 
Roberto dal pnmo matrimonio. Avea SicbcJgaita gla fano dlchiarar 
Principe & Erede de gli Stati il fuo Figlio Ruggieri, fopranominato 
Borfa: pure temendo, che i PopolJ, udlta la mone del Mariro tu- 
multuaírero, 0 purc che Boamondo di(puta{fe la fuccdIione ad elIo 
fuo Figlio, liccome in faw d.Vvenne: frettoiolåmemc ripalsò in halia 
lopra la miglior Galea di quell' .'\rmata, con riponar feco il cadavero 
del dcfunto Con tone _ Prjm.1 nondimeno di pJnirfi d31la Cefalonia, 
clIo Principe Ruggieri parlò all' dercito, c trovò tutti dilpoH:i alIa 
fedeltà verfo di lU1. Ma non fu SI toO:o cgli allonranato, che qu,!" 
foíre caduto il Mondo nell:t perfona di Roherto Guifcardo, tuna quell' 
Armata forpref.1 da panico f pavl"nto, lafciando arml c bagaglio, coree 
alle navi, e come pctè il meglio (e nc venne alIa volta d' O[ranto. 
Già lOCC.lvano i hdi dc:lla Puglia, quando intcma una fiera rem petta 
ingOlo molte d, quelle barcbc, e gran quantirà di geme. Ruppctì 1:1. 
1tdTa Galea., chc porra\'a il cadavero del GuifC'ardo; c gueUo andò in 
mare, da dovc con fatica ricuperato, fu poi fcppdlito nella CIUà. di 
V cnot:.. Durazzo c I' altro p...efc già conquiti:ato da Roberto, non 
tardò a rimcrtedì fono il dominio dd Greco _'\ugutlo. Fu proda- 
mato Duca Ruggieri in Pugli.;, Calahria, e Salerno 
 ma BO'll11ondo, 
fno Fröi.tello m.iggiorc di clà, non porcndo fofferirc di vederiì così 
cfclulo dall' eredJ(à., benchè primogeoito, appena fu anch' egli tornuo 
in Italia, che fi diede a far genre e movlmenti contra del Fr,\tello. 
)n Germania, dove fi [rovavano I' Imprnldore A,r
go, e i.l Re Erman- 
va, nulla fcgm Ji mcmorabJle nell' anno prd
ntè. Tenuto fu un Con- 
cllio 111 Q.lInrílmcburgo dal già liberato V C',CO\'O d' Olii... nena fcui- 
(.n Btr- mana dl I-'a[qua Cd), cd in dTo proffaj[3 I... fcomllOlca contra d' a\cuni 
t.!J91i, Cøn- Vetcovi Slmontaci, con a!rri ordmi f p
ttanll aU' Eccldiatltca difci- 
jla'>':'t'ljis pima. V'intervenne 10 (tdro Rc E.rm:lIlno co' Pnnci pi iegu.\ci. Rau- 
In ;;:

1;i'pa carono dípoi i þ-anigiani d' Ar!':go anch'dlì un Conclll.\bolo in Ma- 
S..-,;ø. gOn7.
, e ritor[ero Ie ceofure conrro 13 pane comraria. Ebbe m:1- 
Illera in 'Iud!:' Anno etro Arrigo di tirar dJIl.1 fua, buona pane dc' 
lf- 
foni: caSI bdle furono Ie promdTe, che loro dlcdc dl un buon nat- 
tamento. Ma queUo fconfigliato Pnncipe tardo poco a f
r conofce- 
re, che l
 volpe muta il pelo, e non il vczzo; 
 I'nò tu_ in. breve 
rigcttato c cacciato da chi gli avea pl'efhca ubbldlenza. Er,t In R:l- 
tisbQna eero Arrigo ncl dì 9. di N o
embl:c dell' ann,o ,pre(e

e,. it: \l0- 
(e) IJult,1r. gliam cred
re al Dlpl<?ma,' con, CUI cgh confermo I Pnvlaeg! ddle 
c;afirltJJf. Monache dl Santa GlUba dr Brefcla, (e) dato J7. fnus No'/:embrzs Anno 
Tv n. U. Dominicæ filcarnationis !vI LXXX V. flldiElione V fl. .Anno autem Domn; 
Confl/lut. Jlenrici RtgiJ !tußrJi,. ImperII/oris 'IertÜ, Ordin(lt ionis ejlls XXX l. Re.- 
II7
 gnan- 



ANN A LID I T ^ L I A. 245' 
g1f.Jntis quiáem XX/X. Im-perii vero Ill. At1um Ratifþonce. M,a c' è bat- E II. A Vol
. 
taglla tra quelle Cronoløg.che Note, e l' ultime mdicano l' anno fe- A
:;o 'C. h 5, 
gueme 1086. Bensì Liutaldo Dum tcnne un Placito in Padova nd 
di 3. di Muzo (a) in CUI ,-Hi/one t/efco'vD dl quella Città ottenne fen- (I) Antiq:', 
tcnZ:1 favorevole per akuni beni della fua Chid:'. Fu, ficcorne ve- Iudie. D'f- 
dremo, LlUtardn' Duca di Carimia, e che fo{fe ancora Marchett: della firl. 2.8. 
Marca di Verona in quelli tempi, può rifultare dall' ana fopradeno. (b) Á I 
Oltrc a Bertoldo di COllanza, gli anncth Pifani fanno menzione (v) èi Pif.l1/

'
 
una tcrribil cardtia, che unÌ[a coU:i Pefie nell' anno preCente popoLò Rer. .1la/ic. 
di cadaveri Ie f:.:po1rure. 


Anno di C R 1ST 0 MLXXXVI. Indizione IX.. 
di V I T TOR E III. Papa I. 
di A R RIG 0 IV. Re 3 I. lmperadore j. 


C Onofce\"afi moho pregiudiziale al1a Chief.1 Cattolica, e più a Ro- 
1113, la or:òmai troppo I-unga vaeanza della Sede :\ pol1olica. Ptrò 
j Vefco\'1 e CarJII1Jli della Santa ehidå Roma01. (i unirono vcrfo la 
fefia di Pafqua, (
) e feeero tapcre a Dejiderju Abbate di Mome Ca- (c) Pe:r.ut 
fino, c Cardinale di venire aRoma uniro a gli altri Cardmali, ehl: g"1C. L._hr'
. 
con dTo 1ui dlmor
vano, e con Gifolfo già Principe J
 Salerno. Crc- ii;


;" 66. 
dendo .:gli, che più non fi penfa{fe a lUl, andò coli nella Vigilia della C7 ß::, 
}>entecotle. Sulla fera furono a trovarlo e Vefcovi e Cardinali, c Lalci 
Fedeli di San Pierro pa indurIo ad accettare il Papaw; ma egJi pro- 
tefiò di volet più rolto andar pcllegrinando,. che di conJifcendcre a i. 
101'0 valeri: e cafo gli face{fero qualche violenza, fe ne tornerebbe 
tofio a 
,Jome Calino tal qua-I:: era, ed eßì commencrebbono COR ciò. 
un' 21zior.e ndicola. Nel d. fcguente fi congregarono tutti. e dledero 
a Ddiderio la f.\coltà dl nominar ehi dovdlè cmpiere la Sedia di San 
Pierro; cd cgli, co1 parere dl Cencio ConCole de' Romani, nomino 
Gt/om refco'l/o d' 0111". Erano tutti in procinto di proclamar PaJXt 
efro V c1co\'o, quando uno dc' CarJmaii fi oliinò a non volerIo, con 
allegare I Canoni, dol' quali fi proiblv
 la traslnione da un V cfcovato 
aU' :tlrro, qUJntunquc tali Canoni fol1èro oramal troppo andati in d1Íu.- 
fo. Qlcllo.act:idcmc f
 caglone, che i Vef.covi e Cardmct!l col Cleco 
c Popolo rifo!\'eílcro 111 fine dl crear Papa per forza Defiderio. Prc- 
fò10 dW1Cjl1e 1" clclTero, e \'iokmcmeme gh mifero addolTo 1a Cappa 
ro{fa, ma non poterono già vdtulo colla bianca:, tanta fu la di lui 
reli fienza; e gl' IIDpotèro II nome dl Pit/Dye III. II Práerro dell' J m- 
pcradore, chc lafCiato in libenà d"l Duca Ruggieri era tomato a 
Roma, C 10 Camp,doglio efercirava la fu:! automà, aduato, perchi 
j VeCcovi c Cardl11ali é\d iLLu12.a dl Gifolfo già Prmcipc di Salerno, 
nún aveano voluto confecrare \' delta .'\ rClveICovo Saleroi[ano, co- 
minciò notle e di a perfegllJtarIi, acciocchè non 1èguilfe la con
ccra- 
7.10- 



1.-}6 ANN A LID' I TAL [ A. 
FI\" Vo1g, zionc ddl'c1etto Papa. DO\'endofi qudla fare ne1:a ßtftlica V3tic:ma 
A
NÐ 1086. I)')IJ puterono effi aver libertà per celcbrarvi SI gran funzione. PnciÒ 
dopa quanro giorni effo D.:fÏdcrio ulèì di Rom.}, ed arnv.J[O :t Ta- 
ral:IIU, qUlvi depote la Croce, il M.!ruo, e l'aJrre lofc{7ne Pontlft- 
call, nfoiuto di valer piuttotlo andarfcne rel Mondo, d
e di fotto- 
mettere Ie Cue frJlle al pefo dd POntl-hearO, e Ce Rt:' torno a Monte 
C"fino. Per qU.lme preghlere e lagri me i Cardinali e i Vefcovi ado- 
pcraíT'ero, rarprcfenrandogli il bilogno e il danno della Chiefa, nol 
pnterono rimuO\'ere. E [Uuochc facdTero venire al Monitlero Gior- 
dano PI incipe l'i Capoa c
n un grandc derci-to, non rlUfei ad alcuno 
d'mðurre Odiderio a lafciarfi contèerare. In così fluuuante nato 
palso ancora I' 311no pre[ente. 
Ðominava tuttavla in MantO\'a la Contr1!a A1a1iMa, e feeo fi 
trovava l'ilIulhe fervo di Dio Anle/mo, dl naZlon Mihmelè, Vefcovo 
dl Lucca, glå dalla [uol .chic[a fC3CCIi1to, e VIcario del Papa in Lom- 
hudia. .\mm.llatofi egli in dfa Cud., pa[sò a migJ-ior vira nd di 18. 
(a) Vita S. dl ÑJarzo (a), e alia fua tomba fuccedewno non poche miracolofc 
",hftlmi guanglOni: p(;r Ie quali, ma più per Ie rue infigni V irtù, fu anno- 
Lllctiijis in verato fra i Santi. ScrilTe molti Libri, e ne rcHano due, compolti 
.Arl. Sllnfl. in difefa di Pa p a Gregorio V II. comra dell' :\nrip.1 p a GUiberto. LcO'- 
BotlanJ Ild - h r. V ('. d I - P . . 0 
diem ;8. geh ane e la IUa Ita, Icr![[a a ,Iuo ennenLlCrC, cloe da un Au- 
Mllrtii. tore comemporaneo. EnolJ ne gh anni addie[ro rihellati i principali 
ddla B.lviera a Gut/fo 11/. 101'0 Duca, ed avcano abbracci:no il par- 
) Jd tico dell' [mperad{)rc Arrigo. (b) Neill Palqua ddl' :U1no prefente tì 

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_ . ne,)n;:il1arono con Gur:lÞ), ed abb,lOdonarono il parrito Imperiale. 
m:. ,:n 
hr. VnÜlti pnfcijt dlì Bl"..relÏ co i SUl!'vi e Sa/ToJ)j Ii portJrono ad alfc- 
51 5 tl>trt. In dlare h Città di V Irtl.burg. ()ort,)ffi colà Arrig() con un efercito di 
Chronlc'r vem imlla pedone tra fami e cavalli per liberar1a dal1' a/Tedlo. Scguì 
la A; la so.,. dunqu,-' una ficra bacraglra frd queJle due Aroute nel di I I. d' Ago- 
Ill;;. A.YO (to. Rotto r\mgo fi talvò colla fusa, e de'fuoi rimltèro ful campo 
P1ù dl q .I"tero mila, e poch1i1Ï 111 de' C.lttollci, a
 qu.lli pOI non fu 
d.ffi';lle I' avere 111 lor bl/ia qudla Ciuà, e J' jotroniZZdfvi il V c/covo 
C.)[[OIico Adalbcronc. Ml fil.JO palsò molto, che Arrigo [ornò [ono 
qudla CI
ta, per qU,1ntO I
ri,ve 1',U rfp
 rgen[e (c), diJve fu di nllovO 
pOtt0 in tcdla II V dcovo SClsmaoco. Eaeadnli pOI portatG e/To -\u- 
gUlto VICII1') ali.t Fel.la dd Santo N a[ak aU'd.tTcdlo di Ul) Canello in 
ßo1VJt"C:l, Guelfo Ouca d. qu..;lIe COI1[r:tdc, e Ber/o/do DMca dl Suevia 
gll furono addotTo, e [aIIn_ me 10 lirll1l.=ro, cht: lè voi!
 ufclrn..:, gli 
eonvenne p,.om,'rrc:re di tencre una Dictoi, dove fi tc:rmina(fe la di
 
(cordia dd Regno. 


(c) Urfptr- 
,enfis In 
çhr'ni,. 


Anno 



ANN A LID' I TAL I A. 


2.47 


Anno di C R 1ST 0 MLXXXVI I. Indizione x. 
di V IT TOR E III. Papa 2. 
di AKRIGO IV. Re 32. hnperadore 4. 


V Erfo la metà di Quardima. deW- anno- prefenre fi r